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      <title>DIARIO DELL&#39;ESPERIENZA DI TIROCINIO by Marianna Guzzo</title>
      <link>https://padlet.com/guzzomarianna27/udewvo18ds82or0j</link>
      <description>Gruppo 14 : Vittoria Gravina, Teresa Iodice , Grazia Grifa, Domenico Guarino, Luciana Francesca Guerra, Maurizio Guglielmi, Maria Guida, Marianna Guzzo, Filomena Innone, Daniela Iovine</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-04-24 09:14:24 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2026-01-21 01:01:55 UTC</lastBuildDate>
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         <title>Coinvolgimento attivo delle famiglie</title>
         <author>guzzomarianna27</author>
         <link>https://padlet.com/guzzomarianna27/udewvo18ds82or0j/wish/2155132010</link>
         <description><![CDATA[<div>Ho svolto il mio tirocinio presso il Liceo Musicale “Maria Immacolata".</div><div>L’Istituto adotta attività per l’inclusione e l’integrazione delle diversità, per gli alunni con disabilità vengono organizzati incontri, con analisi di tipo multidimensionale in un’ottica del progetto di vita del disabile. Tutti gli insegnanti utilizzano approcci inclusivi che leggono le dinamiche interazionali ed educative. La stesura del P.E.I. avviene ad opera dell’insegnante di sostegno&nbsp; con la collaborazione&nbsp; dei docenti curriculari; inoltre&nbsp; viene condiviso anche con i membri dell’ASL al primo GLHO. Gli obiettivi vengono monitorati in&nbsp; itinere ed eventualmente aggiornati. La scuola ha istituito uno sportello a disposizione dei BES/DSA, aperto una volta alla settimana, che viene incontro alle necessità e alle difficoltà degli studenti. Il P.E.P. viene elaborato dal Consiglio di Classe e sottoscritto dalla famiglia e viene aggiornato secondo le necessità del caso, un ruolo attivo viene affidato alle famiglie infatti la famiglia viene convocata a scuola e durante il GLHO si definiscono gli obiettivi educativi da definire nel PEI.</div><div>Modalità di rapporto scuola-famiglia:&nbsp;</div><div>- <strong>Informazione-formazione su genitorialità e psicopedagogia dell'età evolutiva</strong></div><div>- <strong>Coinvolgimento in progetti di inclusione</strong>&nbsp;</div><div>- <strong>Coinvolgimento in attività di promozione della comunità educante&nbsp;</strong></div><div>- <strong>Coinvolgimento nell'organizzazione delle visite guidate</strong>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-24 09:14:24 UTC</pubDate>
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         <title>Comunicazione efficace</title>
         <author>guzzomarianna27</author>
         <link>https://padlet.com/guzzomarianna27/udewvo18ds82or0j/wish/2155132011</link>
         <description><![CDATA[<div>La <strong>comunicazione</strong> e l’<strong>ascolto dell’altro</strong> sono forse due pilastri del lavoro educativo, è dunque centrale mettersi alla ricerca dei nostri personalissimi modi di comunicare con l’altro. Le parole che usiamo con i ragazzi disabili possono toccarli in profondità, possono aprire scenari di cura molto profondi o portare in territori pericolosi e poco conosciuti nei quali rischiamo di creare ancora più confusione. <strong>Per un vero lavoro di cura occorre avere cura delle parole</strong> che usiamo nella cura dell’altro.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-24 09:14:24 UTC</pubDate>
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         <title>Ascolto e cooperazione</title>
         <author>guzzomarianna27</author>
         <link>https://padlet.com/guzzomarianna27/udewvo18ds82or0j/wish/2155132012</link>
         <description><![CDATA[<div><br>L'esperienza di tirocinio mi ha permesso di osservare ed affiancare i docenti, sia di sostegno che curricolari, nel loro agire didattico. Ho potuto sperimentare quanto sia importante lavorare con colleghi disponibili all'ascolto ed alla collaborazione per poter progettare e strutturare <strong>attività didattiche inclusive</strong>. Tra le parole chiave di una didattica efficace ed inclusiva sicuramente ci sono <strong>ascolto</strong>, <strong>cooperazione</strong> tra colleghi e <strong>progettazione</strong>.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-24 09:14:24 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;importanza della collaborazione</title>
         <author>guzzomarianna27</author>
         <link>https://padlet.com/guzzomarianna27/udewvo18ds82or0j/wish/2155132014</link>
         <description><![CDATA[<div>Nella mia esperienza di tirocinio il rapporto di piena collaborazione creato dalla docente tutor mi ha permesso di essere coinvolta anche nelle <strong>attività connesse al pieno funzionamento dell’Istituzione scolastica</strong>, come la partecipazione alle <strong>attività degli organi collegiali</strong> e alle <strong>riunioni dei gruppi di lavoro</strong> (GLO etc.). Ho potuto apprezzare l’importanza del mestiere del docente, un mestiere che richiede la <strong>creazione&nbsp; di un clima sereno e cooperativo con chi collabora alla formazione e crescita degli studenti, sia che si tratti di personale scolastico</strong> (docenti, collaboratori, Dirigente etc.) <strong>sia che si tratti di personale extrascolastico</strong> (Ente Locale, ASL, privato sociale, associazioni per l’assistenza specialistica, educatrice&nbsp; tiflologica, O.S.S. etc.), compresa la famiglia dell’alunno, al fine di ottenere per lui ricadute positive in termini di inclusione e sviluppo del potenziale. Durante i gruppi di lavoro, per esempio, è stato possibile assistere alla discussione sulle più efficaci strategie di intervento e metodologie didattiche da mettere in campo con un alunno con disabilità visiva grave in presenza non solo dei referenti dell'ASL per l'integrazione scolastica (Neuropsichiatra e Sociologa), ma anche di un rappresentante della Lega del Filo d’Oro e di un rappresentante dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-24 09:14:24 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;occhio attento del docente di sostegno</title>
         <author>guzzomarianna27</author>
         <link>https://padlet.com/guzzomarianna27/udewvo18ds82or0j/wish/2155132015</link>
         <description><![CDATA[<div>Sin dall’inizio dell’anno scolastico, l’alunna disabile, che mi&nbsp; è stata affidata, mi raccontava di<strong> </strong>"atti persecutori"<strong> </strong>nei suoi confronti, che io inizialmente sottovalutavo o ridimensionavo, considerata la mia scarsa conoscenza dell'alunna stessa e del contesto. Il papà della ragazza si era persino rivolto al Dirigente scolastico, il quale prendeva appunti, ma non riteneva mai necessario intervenire.</div><div>Un giorno cambiò tutto. Preoccupata perché la ragazza&nbsp; non tornava dal bagno, mi recai in bagno, aprii la porta da cui provenivano delle voci e vidi la ragazza con la testa abbassata nel gabinetto, che fumava, mentre altre due ragazze le dicevano di stare giù con la testa e cercavano inutilmente di impedirmi di entrare.<br>Dopo essermi sincerata che la ragazza stesse abbastanza bene, corsi a chiamare il Vicepreside.<br>Misi una nota per far conoscere l’accaduto a tutti i docenti della classe. Il Dirigente, dopo aver convocato i genitori, prese i provvedimenti opportuni e soprattutto attivò un percorso per la <strong>prevenzione del bullismo e del cyber bullismo</strong>.<br>La mia supplenza temporanea intanto era terminata, ma io ho conservato un collegamento telefonico con la ragazza. In virtù della buona relazione di apertura e sostegno creatasi tra noi due, dopo quell'episodio, voglio essere sicura che lei stia bene, che non si lasci più coinvolgere in certe situazioni e che continui a considerami uno tra i tanti adulti di riferimento, cui rivolgersi in caso di bisogno.</div><div>Spetta all’insegnante di sostegno, che è "tra i banchi" a più stretto contatto con i ragazzi, <strong>attenzionare</strong> certi comportamenti, cogliere i primi segnali di quello che può sfociare in vero e proprio bullismo e fare prevenzione con strategie efficaci.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-24 09:14:24 UTC</pubDate>
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         <title>Dolcezza ed empatia</title>
         <author>guzzomarianna27</author>
         <link>https://padlet.com/guzzomarianna27/udewvo18ds82or0j/wish/2155132016</link>
         <description><![CDATA[<div>Le parole chiave della mia esperienza sono dolcezza ed empatia, in questo modo sono riuscita ad instaurare in maniera&nbsp; molto naturale e diretta il mio rapporto con l’allieva.<br>L’ho accarezzata per ore in classe mentre svolgevamo le lezioni, era il suo bisogno per placare il senso di angoscia e frustrazione che la condizione da ragazza autistica e con moderato ritardo cognitivo le procurava.<br>Lei molto dolce e molto sveglia, aveva costante bisogno di contatto fisico.&nbsp;<br>È stato uno scambio energetico forte per entrambe.<br>È stata un’esperienza per me formativa ed emotivamente intensa, soprattutto quando grazie ad un colloquio con la madre ho capito che la direzione che avevo intrapreso in modo spontaneo era realmente quella giusta.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-24 09:14:24 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>guzzomarianna27</author>
         <link>https://padlet.com/guzzomarianna27/udewvo18ds82or0j/wish/2155132017</link>
         <description><![CDATA[<div>Da un iniziale brainstorming sono emerse le seguenti parole di "cura":<br><strong>- COMUNICAZIONE EFFICACE<br>- ASCOLTO<br>- COOPERAZIONE E PROGETTAZIONE<br>- ATTENZIONE<br>- DOLCEZZA ED EMPATIA<br>- DIFESA<br>- UMANITA'<br>- RISPETTO<br>- DIALOGO COSTANTE<br>- ACCOMPAGNAMENTO/SUPPORTO (NON SOSTITUIRSI)<br>- ESSERE ADULTO DI RIFERIMENTO<br>- COORDINAMENTO E MEDIAZIONE<br>- FLESSIBILITA'<br>- DINAMICITA'<br>- RECIPROCITA'<br>- AUTORIFLESSIONE<br>- FORMAZIONE CONTINUA<br>- CONTINUITA' E COSTANZA<br>- DIVERTIMENTO NEL PROCESSO DI APPRENDIMENTO<br>- SPERIMENTAZIONE<br>- VICINANZA E GIUSTA DISTANZA<br>- RESPONSABILITA'<br>- RIELABORAZIONE<br>- AUTENTICITA'</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-24 09:14:24 UTC</pubDate>
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         <title>Difesa   </title>
         <author>guzzomarianna27</author>
         <link>https://padlet.com/guzzomarianna27/udewvo18ds82or0j/wish/2155132019</link>
         <description><![CDATA[<div>Subito dopo la presa di servizio, mi venne comunicato che era stato indetto un GLO straordinario, il cui ordine del giorno era “passaggio dalla curriculare alla differenziata" sulla base delle difficoltà della ragazza.&nbsp;<br>In sede di GLO, riferii che non ero in grado di esprimere un mio parere in quanto ero stata nominata da poco. Ero solo rimasta colpita dal pianto della ragazza e dalle sue parole: "La differenziata non la voglio, preferisco essere bocciata”.<br>Alla fine del GLO venne riconfermata la programmazione curriculare, tuttavia se non avesse raggiunto gli obbiettivi minimi sarebbe stata bocciata.<br>Questa decisione mi mise inizialmente un po' d'ansia: da un lato le difficoltà della ragazza erano evidenti dall'altro toccava tener presente di molti punti di forza, in primis la sua notevole volontà, poi la predisposizione per le nuove tecnologie e le materie laboratoriali (es. cucina), trattandosi di un istituto alberghiero. Il suo rendimento scolastico era, inoltre, influenzato dal clima sociale della classe dove si verificavano atti di bullismo anche ai danni dell'alunna in questione.<br>A volte come docenti siamo in difficoltà e divisi tra la "difesa" della volontà dell'alunna, di cui conosciamo meglio di altri la condizione che vive nella sua globalità, e la volontà del Consiglio di Classe.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-24 09:14:24 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Umanità</title>
         <author>filomena_innone585156</author>
         <link>https://padlet.com/guzzomarianna27/udewvo18ds82or0j/wish/2155140732</link>
         <description><![CDATA[<div>E’ arduo parlare del significato di <strong>umanità</strong>. E’ un termine poliedrico, onnicomprensivo. Credo però che, per lui, sia questo il vocabolo adeguato. Durante l’esperienza di insegnamento, ho appreso tante notizie sul ragazzo che seguo. La madre mi ha riferito che forse, alle elementari, ha subito dei “torti” da parte della sua insegnante che era una religiosa. Dico forse, perché il ragazzo nulla riferiva a casa su queste incresciose situazioni. Infatti, sarebbe stato rinchiuso, molte volte a chiave, in una stanza buia per vari minuti, per punizione delle sue numerose “marachelle”. Dopo queste parentesi, egli ha mostrato aggressività, ansia, scarso controllo delle emozioni, disinteresse per la scuola. E’ stato dalla psicologa infantile che ha fatto emergere quelle tristi realtà scolastiche. Purtroppo, però, i tratti critici del ragazzo si sono cronicizzati, e trascinati anche alle scuole medie. Qui, però, il clima era diverso: i docenti erano inclusivi, i compagni lo aiutavano, la dirigente era attenta alle fragilità dei ragazzi, e lui ha provato a riscattarsi con discreti risultati. Le amicizie, però, non sempre sono quelle giuste, e se non si vigila, finiscono per essere una iattura ulteriore. Lui ne ha tante, extra-scolastiche. Arrivato nell’istituto tecnico in cui insegno, i suoi punti deboli sono riemersi prepotentemente sotto forma di scarso di forte oppositività, notevole inosservanza delle regole dell’ambiente scolastico, linguaggio inappropriato, ed a volte scurrile, basso autocontrollo. Ho capito ascoltandolo, dandogli affetto, trasferendogli semplici saperi, telefonandogli nel pomeriggio, spingendolo verso attività sportive di gestione delle emozioni (avevo pensato al judo), che lui ha bisogno di <strong>umanità.</strong> Come ho detto, non è facile spiegare e tradurre, scolasticamente parlando, quel vocabolo. Ci ho provato, pensando ad una riduzione dell’orario scolastico studiata ad hoc per lui. La famiglia, però, probabilmente stanca delle frequenti intemperanze del ragazzo, non ha ancora dato il suo consenso, nonostante molte sollecitazioni. Ho proposto ai genitori una nuova psicoterapia per cercare di fare il “punto della situazione” della sua vita finora. Ma, a volte, sembra di parlare al vento. Se penso, poi, che l’adolescenza è la fase più delicata della vita di una persona allora capisco, ancora meglio, quanto la strada si presenti tutta in salita e quanto sia difficile sfuggire per lui alle trappole della devianza sociale. Resta da pensare ad una forte, pressante, assidua azione di “rete”: famiglia, scuola, comune, asl, tutte insieme per lui. Non è bello dirlo ma, a mio parere, molto dipende dalla famiglia. L’attivazione delle energie familiari per rimodulare l’orientamento di vita del ragazzo, è la base, e non è mai troppo tardi. L’insegnante di sostegno c’è, è presente, disponibile, attivo, ma forse non è tutto.&nbsp; &nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-24 09:33:36 UTC</pubDate>
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