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      <title>Alla scoperta di Agira by MARIA VIRGINIA IMBUSTA</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2024-02-16 15:51:42 UTC</pubDate>
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         <title>Aron Ebraico</title>
         <author>ticimbustamv</author>
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         <description><![CDATA[<p>L'Aron più antico di cui si ha notizia in Europa, secondo lo studioso Nicolo Bucaria, è conservato ad <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Agira">Agira</a> all'interno della <a rel="noopener noreferrer nofollow" class="new" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Chiesa_del_Santissimo_Salvatore_(Agira)&amp;action=edit&amp;redlink=1">chiesa del Santissimo Salvatore</a>.<a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Aron_haQodesh#cite_note-1"><sup>[1]</sup></a> Originariamente collocato nella sinagoga di via Santa Croce, diventata dopo la <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Diaspora_ebraica">cacciata degli ebrei</a> l'oratorio della Chiesa di Santa Croce, fino al decennio scorso era considerato distrattamente il resto di un portale, finché nel 1996 sulla rivista della Facoltà Teologica di Sicilia<a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Aron_haQodesh#cite_note-2"><sup>[2]</sup></a> apparve un articolo di Benedetto Rocco che riconosceva in esso l'Aron e decifrava l'iscrizione "Casa di Giacobbe, venite camminiamo alla luce". Con questa iscrizione gli ebrei datavano l'anno in cui era stata costruita e apponendo dei segni grafici sulle ultime lettere vi si attribuiva anche un valore numerico secondo il <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Calendario_ebraico">calendario ebraico</a>. Il numero così decifrato fu 5214 dalla <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Data_della_creazione">creazione del mondo</a>, ovvero il 1454.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-16 15:53:19 UTC</pubDate>
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         <title>Chiesa Abbazia (Santa Maria Latina)</title>
         <author>ticimbustamv</author>
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         <description><![CDATA[<p>Il principale luogo di culto della città di Agira è l’Abbazia di San Filippo, il santuario intitolato al <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://sicilyintour.com/luogo/festa-di-san-filippo-ad-agira/">Santo Patrono della città</a>. Oltre alle sue funzioni religiose, l’Abbazia di San Filippo è anche uno dei principali punti d’interesse di Agira, ospitando, ogni anno, migliaia di turisti provenienti da tutti la mondo, in quanto principale monumento della città. L’Abbazia di San Filippo è uno scenografico edificio situato nel <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://sicilyintour.com/sicilia/agira">centro storico di Agira</a>, quindi facilmente accessibile da qualsiasi punto della città.</p><p>Storia dell’Abbazia di San Filippo ad Agira</p><p>Si crede che l’Abbazia di San Filippo sia stata edificata su di un antico monastero greco, trattasi, con grande probabilità di un Tempio di Gerione. La prima edificazione dell’Abbazia avvenne tra il VII e l’VIII secolo, diventando sin da subito uno dei più importanti centri religiosi della Sicilia, in quanto svolgeva anche delle funzioni didattiche, finalizzate alla formazione religiosa e, quindi, meta di numerosi monaci provenienti da tutta l’isola. L’Abbazia di San Filippo venne, di conseguenza, dotata anche del Monastero di San Filippo, che ospitò, tra i tanti, anche i monaci che nel Seicento avrebbero fondato il <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://sicilyintour.com/luogo/monastero-dei-benedettini-di-catania/">Monastero dei Benedettini di Catania</a>. Nel corso della sua storia, l’Abbazia e il Monastero di San Filippo ad Agira riscossero particolari attenzioni anche in numerosi personaggi di spicco, come il Gran Conte Ruggero I d’Altavilla, che finanziò personalmente la ristrutturazione degli edifici, vista l’importanza che ricoprivano in Sicilia. Già nel Cinquecento, l’Abbazia di San Filippo è meta di pellegrinaggi, vista la grande devozione da parte dei siciliani che riconobbero i numerosi miracoli effettuati dal Santo Patrono di Agira.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-16 15:53:33 UTC</pubDate>
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         <title>Castello Medievale</title>
         <author>ticimbustamv</author>
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         <description><![CDATA[<p>Il Castello di Agira è tra i principali monumenti caratteristici della cittadina situata nella Provincia di <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://sicilyintour.com/sicilia/enna/">Enna</a>. Si tratta di un antico castello posto sulla cima del Monte Teja, Il Castello di a circa 820 sul livello del mare, mostrandosi come una delle fortezze più alte della Sicilia, con una posizione strategica che, un tempo, permetteva di avvistare i nemici a gradi distanza, mentre oggi si presenta come una meravigliosa terrazza panoramica da cui poter ammirare le splendide terre siciliane e diversi comuni in lontananza.</p><p><strong>Storia del Castello di Agira</strong></p><p>Non è stato facile ricostruire la storia del Castello di Agira, in quanto la maggior parte dei documenti storici che lo citano sono per lo più andati perduti nel corso del tempo. Si pensa che un primo Castello fosse stato edificato dai Sicani, poi abitato dai Siculi. Si è certi che il Castello di Agira sia esistito anche durante il dominio dei greci e dei romani in Sicilia, sebbene, con loro, non ricoprì mai un ruolo di primo ordine e fu relegato a pochi usi istituzionali. L’avvento degli Arabi in Sicilia fu molto significativo per la città di Agira e per il suo Castello, visto che la popolazione che vi si insediò trovò nella fortezza agirina una delle principali roccaforti della loro epoca. Fino al Trecento, il Castello di Agira continuò a ricoprire importanti ruoli nella politica della Sicilia. Poco dopo, però, venne dismesso dalle sue funzioni militari, decretando l’inizio di uno stato di abbandono che non ebbe mai fine, causandone un degrado lento e inesorabile, fino a quando, nel 1693, un devastante terremoto fece crollare gran parte della sua struttura, lasciandoci solo pochi pezzi da poter ammirare oggi.</p><p><strong>Architettura del Castello di Agira</strong></p><p>Del Castello Medievale di Agira restano solo poche sue parti, prime fra tutti le torri che sono riuscite, in parte, a resistere al tempo. Le mura del Castello di Agira sono molto spesse, sfiorando in alcuni punti anche i 2 metri. Le indicazioni sul perimetro originario sono ancora incerte, ma è molto probabile che si estendesse per circa 350 metri.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-16 16:03:17 UTC</pubDate>
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         <title>Chiesa Sant&#39;Antonio di Padova</title>
         <author>ticimbustamv</author>
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         <description><![CDATA[<p>La chiesa di Sant’Antonio di Padova si trova nella piazza principale di Agira.<br>Nel 1680 fu costruito il magnifico campanile con guglia a mosaico siciliano recante, a 15 metri dal suolo, una nicchia per lato con statue di santi (tra cui San Filippo di Agira). La bella facciata è stata realizzata nel 1754 su un disegno dell’architetto Antonio Caruso, allievo del Vaccarini.<br>Molto bella l’agile cupola con lucernaio, eretta nella seconda metà dell’Ottocento, alla quale si accede da una scaletta esterna.<br>Nel 1869 la chiesa subì un gravissimo incendio che quasi distrusse una parte degli affreschi delle volte, l’altare maggiore e il coro.<br>A testimoniare la bellezza degli intagli del coro rimangono alcuni stalli, che, risparmiati dal fuoco, furono adattati per gli armadi della sacrestia.<br>L’interno è a tre navate: nell’abside è situato l’organo, lavorato in canne di bronzo e zinco.<br>La navata di sinistra è dominata dall’altare in legno del Santissimo Sacramento.<br>Nella navata di destra è situata la statua di Sant’Antonio di Padova.<br>Si segnalano:<br>• un quadretto su marmo raffigurante l’Epifania del Signore, probabilmente da attribuire a un manierista romano del XVI secolo;<br>• una statua in legno di San Silvestro del 1604;<br>• una statua in marmo della Madonna dei Poveri della metà del XVI secolo.<br>Da un po’ di anni vi si conservano due opere di grande pregio, provenienti dalla chiesa di Sant’Antonio Abate: una bella tela del secolo XVII raffigurante Sant’Andrea apostolo e un bellissimo Crocifisso ligneo del secolo XV, ritenuto fino a poco tempo fa opera di Pietro Ruzzulone, ma oggi definitivamente attribuito al cosiddetto Maestro della Croce di Piazza Armerina che ad Agira ha lungamente lavorato.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-16 16:12:14 UTC</pubDate>
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         <title>Chiesa di Santa Maria Maggiore</title>
         <author>ticimbustamv</author>
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         <description><![CDATA[<p>La chiesa di <em>Santa Maria Maggiore</em> vanta di essere la più antica parrocchia (XII-XIII secc.), a due navate divise da quattro colonne che sorregono archi a sesto acuto con capitelli romanici. In fondo alla navata destra è l'altare in marmo della Madonna e una statua lignea policroma di <em>san Bartolomeo </em>(fine XVI-XVII secc.). Nell'unica cappella a sinistra della navata maggiore è una <em>Croce </em>del XV secolo dipinta sulle due facce, in una la Crocifissione e nel verso la Resurrezione, nei capicroce trilobati i simboli dei quattro Evangelisti.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-17 13:54:38 UTC</pubDate>
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