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      <title>BOLOGNA by Letizia Nini</title>
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      <description>Guida e curiosità</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2019-03-25 21:26:39 UTC</pubDate>
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         <title>LA TORRE DEGLI ASINELLI</title>
         <author>letixn</author>
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         <description><![CDATA[<div><br></div><div><br>La Torre degli Asinelli è la più alta (97,20 m) e chi ha voglia di salire i 148 scalini/gradini che portano fino al terrazzino può godersi una vista molto suggestiva della città.</div><div><br>ORARI :</div><div><br>ESTIVI: dalle 9:00 alle 18:00</div><div><br>INVERNALI: dalle 9:00 alle 17:00</div><div><br>COSTO DEL BIGLIETTO D'INGRESSO: 3 euro</div><div><br>ASPETTI PIÙ’ SIGNIFICATIVI DAL PUNTO DI VISTA STORICO E ARCHITETTONICO:</div><div><br>La Torre degli Asinelli è una delle due torri di Bologna, simbolo della città, situate all'incrocio tra le antiche strade di San Vitale, Maggiore e Castiglione, Eretta, secondo la tradizione, dal nobile GHERARDO ASINELLI di parte ghibellina, fu iniziata secondo una tradizione l’11 ottobre 1109 e terminata dieci anni dopo, nel 1119. Usando una nuova tecnica, la termoluminescenza, sui laterizi alla base dell'edificio, alcuni studiosi hanno proposto una datazione nella seconda metà dell’undicesimo secolo. Quindi la torre sarebbe stata costruita in un periodo di contrasti tra il papato e l'impero, da esponenti di ambedue le fazioni che si arroccavano nelle torri: appare così altrettanto plausibile l’ipotesi che la famiglia degli Asinelli abbia semplicemente preso possesso legale dalla torre con il placarsi delle ostilità politiche tra guelfi e ghibellini: Con il declino degli Asinelli, e il progressivo acquisto di parti della torre, l’intera struttura, sul finire del quattordicesimo secolo, venne acquistata dal comune di Bologna per essere destinata a prigione e fortilizio. La storia della torre degli Asinelli è ricca di eventi curiosi, minuziosamente riportati dalle cronache di Bologna del tempo. </div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-25 21:30:57 UTC</pubDate>
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         <title>LA TORRE GARISENDA</title>
         <author>letixn</author>
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         <description><![CDATA[<div>La torre Garisenda non è visitabile.</div><div><br>La Torre Garisenda si trova a Bologna ed è soprannominata la Torre pendente, fu costruita tra il 1109 e il 1110, doveva avere scopi militari, ma, avendo problemi di cedimento alle fondamenta, l’uso fu mutato.</div><div><br>È alta 48 metri e fu abbassata 2 secoli dopo la sua costruzione, dai 60 metri originari, per motivi di sicurezza a causa dell’inclinazione. </div><div><br><br></div><div><br>La torre Garisenda è stata menzionata da Dante Alighieri nelle sue opere, in un sonetto e nella Divina Commedia, dove la “usa “ come metro di paragone con il gigante Anteo, mentre si china:</div><div><br></div><blockquote><mark>“ </mark><em><mark>Qual pare a riguardar la Garisenda</mark></em><mark><br></mark><em><mark><br>sotto il chinato, quando un nuvol vada</mark></em><mark><br></mark><em><mark><br>sovr’essa si ch’ella in contrario penda,</mark></em><mark><br></mark><em><mark><br>tal parve Anteo a me, che stava a bada</mark></em><mark><br></mark><em><mark><br>di vederlo chianare”</mark></em></blockquote><div><br></div><div><br>Venne acquistata nel 15° secolo dalla corporazione dei Drappieri, che aveva sede nel vicino Palazzo Strozzaroli; nell’Ottocento è stata acquistata dalla famiglia Ranuzzi, per poi passare ai Malvezzi Campeggi, che la vendettero a Raimondo Franchetti ed infine è diventata proprietà del Comune di Bologna.</div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-25 21:37:18 UTC</pubDate>
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         <title>PIAZZA SANTO STEFANO </title>
         <author>mikialetizi</author>
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         <description><![CDATA[<div> </div><div>La Piazza è considerata uno slargo che si origina da Via Santo Stefano e che porta all’antica via per la Toscana. Ma la bellezza della Piazza, oltre ai caratteristici ciottoli del pavimento, è data anche dagli splendidi antichi palazzi che la circondano e che culminano nelle facciate degli edifici di culto. Nell’antichità questo spazio aveva lo scopo di ospitare manifestazioni culturali e concerti.<br><br></div><div><strong>BASILICA DI SANTO STEFANO </strong></div><div><strong> </strong></div><div> La Basilica di Santo Stefano (detta anche il Complesso delle “sette chiese”) si articola su sette edifici sacri costruiti e rielaborati in epoche diverse, prevalentemente per opera del Santo Patrono di Bologna (San Petronio). Presenta uno stile architettonico paleocristiano, romanico e gotico. La costruzione della Basilica è iniziata nel IV secolo. Sorge sulla base di un antico tempio pagano dedicato a Iside ed è un complesso di edifici di culto di Bologna. Si affaccia sull'omonima piazza.  La tradizione indica San Petronio come ideatore della basilica, che avrebbe dovuto imitare il Santo Sepolcro di Gerusalemme.  </div><div>È composta dalla Chiesa del Crocifisso , dalla cripta, dalla Basilica del Sepolcro, dalla Basilica dei Santi Vitale e Agricola, dal Cortile di Pilato, dalla Chiesa della Trinità (presepe più antico), dal Chiostro, dalla Chiesa della Benda e Museo. <br><br></div><div><br> <strong>MUSEO DI SANTO STEFANO</strong> <br><br> Il Museo nasce dopo un restauro del monumentale di Santo Stefano alla fine dell’800.  </div><div>Il Museo si compone di due sale, con centocinquanta metri quadrati di superficie espositiva. Nella prima sala, quella che occupa l’antica Sala del Capitolo, si trovano opere di vario tipo mentre nella seconda sala, quella che occupa la seicentesca Cappella della Benda, si trovano reliquiari, statue, bassorilievi, dipinti e affreschi di scuola bolognese,veneta e toscana tra il XII e il XVIII secolo. <br><br></div><div><br><strong>PALAZZO DELLA MERCANZIA <br><br></strong> È un insieme di tre palazzi e risalgono alla fine del 1300 e qui venivano risolte le controversie di natura commerciale. È stato sede dell’ Universitas Mercatorum e di alcune Corporazione tra cui rientra la Camera di Commercio, Industria, Agricoltura e Artigianato. Dalla fine del XIV secolo il Palazzo regola le attività commerciali e mercantili di Bologna.   Presenta uno stile architettonico gotico ed è costruito in laterizi e pietra d’Istria e la facciata mostra due archi gotici che conferiscono un senso di slancio. Sopra agli archi sorge un piccolo balcone in marmo, da cui i giudici del tribunale dei mercanti leggevano le sentenze. Dal balcone si innalza un’elegante guglia che arriva a coprire uno dei merli a coda di rondine che circondano la superficie dell’edificio. </div><div> </div><div><br> </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-01 07:14:50 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>tognigiada2002</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>CANALI DI BOLOGNA:</strong><br>Sono in tutto 80 km di canali, oggi in parte visitabile, in gommone, un tempo con il<br>“bucintoro”, un’ imbarcazione coperta a servizio dei passeggeri. Vista la particolare<br>posizione, lontana dal mare, e in mancanza di un fiume che la bagnasse per intero, la<br>Bologna medievale si dovette necessariamente rifornire di un reticolo di canali artificiali<br>che servisse al sostentamento idrico e commerciale della città. Nel 500 fu anche possibile<br>avere il primo “corriere postale”, che da Bologna arrivava fino a Venezia, passando per<br>Ferrara. Oggi i canali rimasti sono pochi, ma comunque ricchi di atmosfere. Le opere<br>idrauliche realizzate nel XII secolo erano per l’epoca grandiose: 353 opere per 27 km<br>collegati ai fiumi Savena e Reno e al torrente Aposa, che scorrono ad alcuni chilometri<br>dalla città. I canali di Bologna sono il canale Navile, il canale Reno, il canale Savena, il<br>canale Cavaticcio, il canale delle Moline. Quest’ultimo costituiva la forza matrice che<br>muoveva una quindicina di mulini ad acqua della città.<br>Bologna sotteranea:<br>Sotto le strade e le piazze della città, percorse ogni giorno da migliaia di persone, si cela<br>un patrimonio storico e archeologico che solo in parte riusciamo a percepire<br>-torrente aposa<br>-la finestra di via piella<br>-conserva di valverde<br>-gli scavi archeologici di sala borsa<br>-i rifugi antiaereo</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-01 07:15:25 UTC</pubDate>
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         <title>PIAZZA MAGGIORE           </title>
         <author>aliceromeo02</author>
         <link>https://padlet.com/letixn/u6zej8i77fkg/wish/347044102</link>
         <description><![CDATA[<div>E' uno degli interventi urbanistici più significativi della Bologna medievale.      Da sempre è sede dei più importanti avvenimenti di carattere civile, religioso e ludico, fu anche luogo di mercato, è circondata dai più importanti edifici della città medievale: Il più antico è il Palazzo del Podestà. La piazza è celebre per la Fontana del Nettuno, sulla quale si affacciano i più importanti edifici della città medievale: il trecentesco Palazzo Comunale, il cinquecentesco Palazzo dei Banchi e l’imponente Basilica di San Petronio. La Basilica di San Petronio è la chiesa più importante e imponente di Bologna oltre ad essere la quinta chiesa più grande del mondo. Secondo la leggenda non bisogna mai attraversare la Piazza passando per il centro, ma sempre costeggiandola, perché altrimenti si può dire “Addio” alla tanto ambita laurea.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-01 07:15:51 UTC</pubDate>
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         <title>SALA DELLA BORSA </title>
         <author>letixn</author>
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         <description><![CDATA[<div><br> Biblioteca Salaborsa è una biblioteca multimediale di informazione generale che intende documentare la cultura contemporanea.        E’ il terzo spazio più importante del palazzo d’Accursio, antica sede storica del Comune. Si affaccia su Piazza Maggiore ma si accede dalla piazza Nettuno. La realizzazione ha un certo valore architettonico che risale al Trecento. L’inaugurazione della biblioteca, dopo la ristrutturazione, risale al 2001.                                         La biblioteca salaborsa è aperta tutti i giorni L’ingresso è a offerta libera ed è possibile prenotare dei tour guidati dal martedì al sabato. <br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-01 07:17:04 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>tognigiada2002</author>
         <link>https://padlet.com/letixn/u6zej8i77fkg/wish/347044639</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>GHETTO EBRAICO </strong>                        È un piccolo angolo di Bologna che rinnova il fascino antico grazie a locali e piccoli negozi di grande gusto. L’area dell’antico ghetto ebraico, all’incirca compresa tra via Oberdan e il tratto iniziale di via Zamboni, conserva bene la sua struttura di rione separato dal contesto urbano dove, nel 1556, l’autorità pontificia segregò gli ebrei bolognesi. Vi rimasero inizialmente fino al 1569 quando furono espulsi una prima volta, e poi ancora tra il 1586, quando fu loro permesso di rientrare a Bologna, e il 1593, quando furono definitivamente cacciati: 900 persone lasciarono la città e per oltre due secoli non fu permesso a un gruppo ebraico organizzato di vivere in città.Giardini MargheritaÈ il più grande ed esteso parco cittadino. Realizzato su disegno del piemontese Sambuy per dotare Bologna di un grande spazio verde pubblico sull’esempio delle maggiori città italiane ed europee, venne inaugurato nel 1879 con il nome di Passeggio Regina Margherita. I giardini, che hanno una superficie di 26 ettari, conservano buona parte dell’assetto originario, vagamente ispirato ai parchi romantici inglesi, con ampi viali alberati, un laghetto contornato da fitte scogliere di gesso, vaste superfici a prato, boschetti di querce e altri angoli più naturali, un corredo di notevoli esemplari arborei in prevalenza esotici. Durante i lavori per la realizzazione del parco, nell’area venne alla luce un sepolcro etrusco, dal quale proviene la pregevole tomba in travertino che si ammira ai margini del prato centrale</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-01 07:17:16 UTC</pubDate>
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         <title>MEMORIALE SHOAH              </title>
         <author>letixn</author>
         <link>https://padlet.com/letixn/u6zej8i77fkg/wish/347046277</link>
         <description><![CDATA[<div>Il 27 gennaio 2016 è stato inaugurato il memoriale della Shoah; è nato dall ’impegno congiunto della Comunità Ebraica, delle istituzioni e dei privati cittadini e si rivolge al passato quanto al futuro.                          Due <em>blocchi d’acciaio</em> alti 10 metri si fronteggiano all’angolo tra via Carracci e il ponte di via Matteotti delimitando una fessura larga appena da far passare una persona. Ai lati, orbite vuote sovrastano il percorso ripetendosi in maniera ossessiva in tutte le direzioni.Rappresentano le celle dei deportati; il vuoto lasciato da chi le occupava.                              Vi è inoltre un’altra facciata liscia su cui si riflettono suoni, luci e immagini.                                          Il monumento è <em>pensato come un magnete</em>: vuole attirare le persone, farle riflettere,discutere e pensare su quanto è accaduto nella storia, sulla shoah e sui nomi che lo sterminio ha assunto nelle diverse lingue e culture che ha cercato di estinguere.                    La scelta dell’acciaio corten (materiale che di ossida naturalmente all’aria aperta) non è casuale: con il passare degli anni rivelerà i segni del tempo dimostrando che tutto ha una storia.                                               La pavimentazione è realizzata con pietre ed elementi metallici, l’intenzione degli architetti è quella di rievocare l’immagine dei binari ferroviari sui quali passavano i vagoni dei treni contenenti deportati, la cosiddetta Judenrampe.                                      Il monumento ha una <em>forte carica simbolica</em> e ha l’obiettivo di concentrarsi sull’ importanza delle emozioni. La luce, inoltre, assume un ruolo cardine: durante il giorno, quando la piazza è illuminata dai raggi del sole, proietta il visitatore in un’atmosfera intima di riflessione; di notte i fasci di luce artificiale che investono i volumi, amplificano il valore monumentale del memoriale. </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-01 07:25:17 UTC</pubDate>
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         <title> FONTANA DEL NETTUNO                                 </title>
         <author>letixn</author>
         <link>https://padlet.com/letixn/u6zej8i77fkg/wish/347046682</link>
         <description><![CDATA[<div>In marmo e bronzo, la Fontana del Nettuno fu costruita dal fiammingo Giambologna (pseudonimo di Jean de Boulogne) sul progetto di Tommaso Laureti (noto pittore e architetto originario di Palermo) tra il 1563 e il 1556.È il simbolo del potere papale: come Nettuno domina le acque, così il papa domina il mondo. Ai piedi del Dio sono infatti 4 putti (bambini grassottelli) che rappresentano i fiumi Gange, Nilo, Rio delle Amazzoni e Danubio, cioè i fiumi dei continenti allora conosciuti. Questi putti giocano con i delfini in piccole vasche a forma di conchiglia e 4 sirene.                     La fontana è adiacente a Piazza Maggiore nel centro di Bologna.    Anche conosciuta come “Il Gigante”, promossa dal cardinale Carlo Borromeo, fece parte di un più ampio progetto di qualificazione dell’area di Piazza Maggiore, in occasione della salita al soglio Pontificio di Pio IV (zio materno del cardinale).L’alimentazione idrica della fontana ha ben 90 zampilli. La Piazza del Nettuno è stata per secoli un vero e proprio angolo per i divertimenti, spesso proprio qui si svolgeva il circo.Prese il nome di Piazza del Nettuno per la presenza della FONTANA MONUMENTALE (1566) che è stata paragonata a un “soprammobile da piazza”.                      <mark>LEGGENDA:</mark>Secondo una leggenda, il Giambologna avrebbe voluto realizzare il Nettuno con i genitali più grandi, ma la Chiesa oppose il suo rifiuto. Non accettando questa ingerenza, lo scultore modificò la posa della mano sinistra, il cui pollice visto da una particolare angolazione sembra, invece, il genitale eretto che spunta dal basso ventre.        In piazza si trova una PIETRA NERA che si distingue dal resto della pavimentazione, dalla quale  l’osservatore avrebbe chiaro il GIOCO DI PROSPETTIVA. Questa pietra è conosciuta anche come “Della Vergogna”.         <mark>CURIOSITÀ:</mark>Gli studenti universitari che vogliono assicurarsi fortuna alla vigilia di un esame, secondo la tradizione, devono girare 2 volte in senso antiorario attorno alla fontana per emulare il gesto di Giambologna che girò attorno al piedistallo, riflettendo sul progetto. <mark>REPLICHE:</mark> È stata replicata in più parti del mondo: a Bruxelles, a Palos Verdes in California e a Batumi in Georgia dove è stata ricoperta d’oro e anche a Los Angeles.                                           LA VISITA GUIDATA È DISPONIBILE PREVIA PRENOTAZIONE AL COSTO DI € 5 (il ricavato contribuirà al restauro).      </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-01 07:27:26 UTC</pubDate>
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         <title>PALAZZO DEL PODESTA&#39;</title>
         <author>letixn</author>
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         <description><![CDATA[<div>L’edificio viene costruito nel 1200 nell’odierna Piazza Maggiore, creata grazie all’esproprio di alcune abitazioni e chiese da parte del comune della città di Bologna, con il fine di svolgere funzioni pubbliche come, ad esempio, ospitare le riunioni dell’assemblea popolare. Fu la prima sede del governo cittadino esercitato appunto dal Podestà, dai suoi giudici e dai suoi ufficiali. Della prima costruzione del Duecento, rimangono attualmente soltanto una parte della facciata che si volge sul retro e la maestosa Torre dell’Arengo. Quest’ultima, eretta nel 1259, fu poggiata sugli archi del Voltone sottostante. Sulla torre venne ulteriormente posta la “campana grossa” o Campanazzo che da allora rintocca nelle occasioni speciali con il fine di richiamare il popolo.<br><br></div><div>L’incrocio dei voltoni del palazzo sopra il quale si innalza la torre dell’Arengo è chiamato Voltone del Podestà, la parte più celebre dell’edificio. Questa è una galleria sotterranea i quali pilastri furono adornati nel 1523 con i quattro santi protettori di Bologna (Petronio, Domenico, Francesco e Procolo) e presentano una particolare risonanza acustica. Infatti se si parla a bassa voce rivolti contro uno dei quattro angoli di essa, chi sta in uno degli altri angoli opposti, sempre rivolto verso il muro, può sentire chiaramente quanto sussurrato. Una curiosità è che il particolare fenomeno acustico del Voltone fosse l’unica modalità per permettere agli infettati di peste e lebbra di confessarsi: confessore e penitente rimanevano alla massima distanza, e i sacramenti venivano comunque compiuti.</div><div>Il grande Salone del Podestà al piano nobile, un tempo aula di giustizia, venne invece utilizzato per due secoli come Teatro Pubblico e, in seguito, come stanza per il gioco del pallone.</div><div>Un’altra particolarità è che sotto al Voltone del Podestà venivano eseguite le condanne a morte per impiccagione, chiaramente visibili dal lato della Piazza Maggiore come avvertimento per il popolo. Sono tuttora visibili le travi di sostegno su cui si agganciavano le corde.</div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-01 07:28:29 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>letixn</author>
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         <description><![CDATA[<div>AUTORI E BOLOGNA</div><div><br><br></div><div>GUIDO GUINIZZELLI</div><div>Una delle relazioni tra Guinizzelli e la città di </div><div>Bologna è la presenza di una via, la quale prende </div><div>il nome proprio dall’autore.</div><div>Esiste anche una scuola secondaria di secondo </div><div>grado chiamata Guinizzelli – 8 Bologna. Si pensa </div><div>che tutto ciò sia dedicato all’autore grazie al fatto </div><div>che questo, dalla nascita, visse a Bologna.</div><div><br><br></div><div>DANTE ALIGHIERI</div><div>A Bologna, Dante, si informa su novità aristoteliche, </div><div>provenienti da Parigi, e legge romanzi arturiani. </div><div>Qui incontra gli amici Guido Cavalcanti e Lapo Gianni. </div><div>Partecipa ad un laboratorio linguistico, in cui studia </div><div>il latino della tradizione letteraria e giuridica, i volgari </div><div>nobili e popolari più vigorosi.  Le prove di questa opportunità </div><div>di studio saranno il “Convivio” e il “De Vulgari Eloquentia”. </div><div><br><br></div><div>RE ENZO </div><div>A Re Enzo, regnante di Sardegna, fu dedicato un palazzo, </div><div>chiamato proprio come lui. L’edificio, risalente al XIII secolo, </div><div>è situato tutt’ora nella Piazza Maggiore della città.</div><div><br></div><div>FRANCESCO PETRARCA<br><br></div><div>Esiste, a Bologna, una via dedicata all’autore avente </div><div>proprio il suo nome. Nell’anno 2004 è stata allestita </div><div>una mostra nella biblioteca dell’Università di Bologna </div><div>contenente opere, manoscritti riguardanti Petrarca.</div><div>L’autore trascorse alcuni anni della sua vita a Bologna, </div><div>nella quale conobbe anche Giovanni Boccaccio.</div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-01 07:28:58 UTC</pubDate>
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         <title>MERCATO DI MEZZO</title>
         <author>mayamascherona</author>
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         <description><![CDATA[<div> Il Mercato di Mezzo è uno dei luoghi storici più rappresentativi della cultura del cibo bolognese, a due passi da Piazza Maggiore: fin dal Medioevo è stato questo il luogo dei sapori e dell’incontro, del commercio, della memoria e della tradizione gastronomica della città. La struttura si articola su tre piani ed è uno spazio dove acquistare o consumare sul posto prodotti enogastronomici e piatti di eccellenza <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-01 07:29:32 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>L&#39;UNIVERSITÀ E IL PASSATO </title>
         <author>aliceromeo02</author>
         <link>https://padlet.com/letixn/u6zej8i77fkg/wish/347047393</link>
         <description><![CDATA[<div>L’università di Bologna è considerata la più antica del mondo occidentale, lo Studium nacque intorno al 1088, anche se la data è incerta, come libera e laica organizzazione fra studenti , essi si organizzavano in collegi per l'aiuto reciproco della stessa nazionalità. L'origine dello Studium, si deve all'incontro di insigni studiosi di diritto detti glossatori che furono chiamati a commentare gli antichi codici del Diritto romano.  L'Università di Bologna offre un'ampia serie di collezioni che, con il tempo, sono state arricchite e organizzate in musei indipendenti coordinati dal Sistema Museale d'Ateneo. Da sottolineare, è la presenza dell'<strong>archivio storico</strong>, struttura integrata di testimonianze documentali, fotografiche e cimeli quale memoria storica dell'Ateneo. Conserva il patrimonio documentale e fotografico della sua storia.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-01 07:30:54 UTC</pubDate>
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         <title>BASILICA DI SAN PETRONIO </title>
         <author>mikialetizi</author>
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         <description><![CDATA[<div> La Basilica di San Petronio è la chiesa principale di Bologna. </div><div>La facciata della Basilica si divide in due fasce orizzontali; la prima, quella inferiore, è decorata e rivestita da specchiature marmoree, mentre la seconda, ovvero quella superiore, è composta da materiale laterizio a vista.</div><div> All’interno della torre campanaria sono presenti quattro campane.  </div><div>L interno della Basilica presenta sei campate a pianta quadrata di lato alla navata centrale, alle quali corrispondono altrettante campate laterali. La sesta campata della navata centrale è occupata dal presbiterio. La suddivisione delle navate è scandita dagli enormi pilastri.<br> </div><div>La Basilica di San Petronio ha una altra particolare importanza oltre che quella di essere una delle chiese più importanti di Bologna, essa ospita infatti la Meridiana più lunga del mondo, la quale misura ben 67 metri e attraversa il pavimento della chiesa. </div><div><br> </div><div><strong>MUSEO DEL GELATO<br></strong><br></div><div> </div><div>Questo museo è uno spazio dedicato alla raccolta museale della storia, della cultura e della tecnologia del gelato artigianale. Si presenta con laboratori, visite guidate ed eventi per gli appassionati di gelato che giungono a visitarlo. È stato dichiarato come il primo museo al mondo relativo al gelato.</div><div>All’interno del museo si può percorrere un percorso interattivo che ripercorre la storia del gelato, dai suoi inizi fino ad oggi; questo percorso si divide in tre fasi, la evoluzione del gelato nel tempo, la storia della tecnologia produttiva e dei luoghi e modi di consumo del gelato. <br><br></div><div><br><br></div><div>  </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-01 07:41:08 UTC</pubDate>
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         <title>ARCHIGINNASIO</title>
         <author>mayamascherona</author>
         <link>https://padlet.com/letixn/u6zej8i77fkg/wish/347049960</link>
         <description><![CDATA[<div>Obiettivo del progetto: era la realizzazione di un luogo unitario dove svolgere gli insegnamenti universitari relativi<br>alle diverse discipline, prima di allora dispersi tra sedi e luoghi diversi. Il palazzo è strutturato su due piani con porticata anteriore e cortile centrale a doppio ordine di logge. Al centro del<br>cortile, di fronte ,si trova la Cappella di Santa Maria dei Bulgari. Al piano superiore del palazzo sono collocate anche le antiche sale di<br>studio dei Legisti  e degli Artisti. La Biblioteca comunale Archiginnasio , specializzata nel campo umanistico e nella storia della città, che ha sede<br>presso il palazzo dellArche costituito dai quasi 27.000 volumi della libreria personale del critico e docente, dai circa<br>3.000 stampati e da un ricchissimo epistolario di 17.668 lettere.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-01 07:41:52 UTC</pubDate>
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         <title>MERCATO ANTICO</title>
         <author>mayamascherona</author>
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         <description><![CDATA[<div> Il<strong> </strong>“Quadrilatero” è un’area di antica tradizione artigianale, mercantile e commerciale, che ha avuto il massimo sviluppo nel Medioevo . Avevano qui sede le principali corporazioni di mestiere della città. Nel cuore del Quadrilatero si trasferirono agli inizi del Novecento anche gran parte di quelle attività di vendita che, nel Medioevo, erano situate nell’ allora stretta via chiamataMercato di Mezzo . Oggi in questo mercato si trovano, in particolare, le gioiellerie, le macellerie, le salumerie, i banchi di frutta e verdura, i panifici, i negozi con la gastronomia tipica e altre attività di lunga tradizione </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-01 07:49:10 UTC</pubDate>
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         <title>MAPPA</title>
         <author>letixn</author>
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         <description><![CDATA[<div>MAPPA CENTRO BOLOGNA da  mensile"Itinerari"</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-05-12 12:58:03 UTC</pubDate>
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