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      <title>LA LADYBUG ETNEA by Donatella Marcellino</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2023-04-21 15:41:06 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>donatellamarcellino</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong><em>La coccinella dell' Etna</em></strong><br>L’Etna, vulcano delle meraviglie e del mistero.</div><div>Ogni anno in questo periodo milioni di coccinelle si svegliano dal letargo invernale tra le rocce del vulcano. Uno spettacolo molto studiato da entomologi e biologi.</div><div>Gli studiosi non riescono a capire il perché dell’ibernarsi tra i ghiacci dell’Etna e cosa contenga il loro sangue.</div><div>Ma una cosa è assicurata, la bellezza di tante coccinelle stese al sole tra le rocce brulle, la vegetazione scarna e il panorama quasi lunare.</div><div>Sull’Etna, numerosi insetti trasportati dalle correnti ascensionali risalgono le pendici del vulcano e trovano un ambiente freddo e ostile. La coccinella invece resiste alle basse temperature e, durante le ore più calde dei giorni di sole, si alimenta dei minuscoli artropodi nutrendosi dei malcapitati insetti.</div><div>A dispetto dell’apparente inoffensività e dell’aspetto simpatico, quasi tutti i coccinellidi sono difatti attivi predatori, e per questo motivo sono impiegati nella lotta biologica.</div><div>In primavera le coccinelle discendono alle quote più basse, volano sulle piante erbacee sulle quali, le femmine fecondate, depongono le uova fra le colonie di afidi a spese dei quali sviluppano le larve. Sia le coccinelle che le loro larve predano varie specie di afidi. Un singolo esemplare nel corso della sua vita può consumare oltre 5000 prede.</div><div>La coccinella e l’Etna, una simbiosi perfetta, uno spettacolo inedito che è possibile trovare solo a migliaia di chilometri di distanza dalla Sicilia, sulle vette del monte Himalaya.</div><div>Quante meraviglie ci riserva la nostra Sicilia.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-21 15:44:41 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>donatellamarcellino</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-04-21 15:45:25 UTC</pubDate>
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         <author>donatellamarcellino</author>
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         <description><![CDATA[<div>Sono tante, di un rosso acceso e luminoso che spicca sul nero della lava ormai fredda da decenni. Capita di scovarle, tra una roccia di magma e l’altra. Ferme, immobili e imperturbabili. Sono le coccinelle dell’Etna, piccole inaspettate abitanti estive del vulcano siciliano. Sì, perché tutti conoscono ‘A muntagna’ (così i siciliani chiamano il loro vulcano, perché “l’Etna è femmina”) per la sua natura vulcanica, le sue rocce brulle, la vegetazione scarna e il panorama quasi lunare. Ma pochi ne conoscono le peculiarità faunistiche, che possono regalare una passeggiata inaspettata e sorprendente a chi decide di scalare i suoi crateri oltre i 2mila metri. Come nel caso dei piccoli insetti rossi a pois neri, che sulla montagna patrimonio Unesco trovano un habitat perfetto per superare i mesi più caldi dell’anno, regalando uno spettacolo inedito e che è possibile trovare solo a migliaia di chilometri di distanza dalla Sicilia, sulle vette del monte Himalaya.<br>Le coccinelle che popolano la montagna siciliana appartengono infatti alle specie ‘coccinella septempunctata’ e ‘adalia bipunctata’, che attualmente popolano anche le sommità del monte asiatico oltre i 4.500 metri.<br>Verso la fine della primavera, tra maggio e giugno, i piccoli coleotteri raggiungono l’Etna le quote comprese tra i 1.900 e i 2.100 metri, dove stazionano fino ai mesi autunnali, quando poi ridiscendono la montagna per svernare. Gli insetti si fermano immobili tra le scorie laviche, impassibili al passaggio dei turisti.&nbsp;<br>Un’esperienza altrettanto inaspettata si può vivere nel parco delle Madonie. Qui, tra una passeggiata tra i prati e una piccola sosta, può capitare di veder aleggiare spesso farfalle dai colori vivaci. Nel parco si concentra infatti il 90 per cento delle varietà dei lepidotteri siciliani. Tra queste la più particolare è la Parnassius Apollo Siciliae, una farfalla diurna che è solita popolare i prati di montagna,&nbsp; prediligendo alte quote superiori ai 1000 metri, ma diffusa anche tra i 400 e i 2000 metri. La si può riconoscere facilmente dai colori. Cattura subito l’occhio per le macchie rosse bordate di nero che spiccano sul bianco delle sue ali. Difficile non notarle durante le sessioni di trekking.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-21 15:46:16 UTC</pubDate>
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         <author>donatellamarcellino</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong><em>LA LOTTA BIOLOGICA</em></strong><br>Nell’orto biologico c’è sempre vita brulicante ed è giusto così. Molti insetti come le <a href="https://www.ortodacoltivare.it/insetticidi/coccinelle.html"><strong>coccinelle</strong></a> e le api sono i benvenuti, perché ci danno una mano nel creare un ambiente favorevole allo sviluppo delle piante e quindi delle verdure. Ci sono però anche diversi parassiti che attaccano le piante da orto e si cibano degli ortaggi, bisogna imparare a riconoscerli e a prendere le giuste contromisure.<br><br></div><div>Facciamo attenzione però ad approcciarci sempre con rispetto alle forme di vita presenti nel nostro ambiente coltivato: la gran parte degli insetti sono innocui per le piante e in ogni caso ogni elemento in natura ha un ruolo (si veda l’articolo sul<a href="https://www.ortodacoltivare.it/insetti/ruolo-insetti.html"><strong> ruolo degli insetti</strong></a> nell’orto).<br><br></div><div>Andiamo a vedere quali sono gli insetti e le larve nocivi per l’orto e come si possono combattere in orticultura biologica. Per approfondire il discorso su come combattere gli insetti e i parassiti senza usare prodotti chimici consigliamo la lettura dell’ottimo testo <a href="https://www.ortodacoltivare.it/biblioteca/difendere-metodi-naturali.html"><strong>difendere l’orto con metodi naturali</strong></a><strong>.<br></strong><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-21 16:14:22 UTC</pubDate>
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