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      <title>I Promessi Sposi by Paola Faggiano</title>
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      <description>Analisi del romanzo</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2020-11-25 09:48:55 UTC</pubDate>
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         <title>La trama</title>
         <author>paofag73</author>
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         <description><![CDATA[<div>D'Antonio</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-25 09:55:56 UTC</pubDate>
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         <title>I personaggi</title>
         <author>paofag73</author>
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         <description><![CDATA[<div>Della Mura&nbsp;<br>Manzoni non concentra la propria attenzione solo su eroi e personaggi eccezionali , ma anche e soprattutto selle persone comuni per esempio gli umili, oppressi, la povera gente che lo scrittore eleva a protagonisti della storia, i miseri che alla fine trionferanno sui potenti. Ma i personaggi principali sono Renzo, Lucia, Don Abbondio, Fra Cristoforo, Don Rodrigo e il Conte Attilio. Per esempio è la folla che sono i cittadini di un paesino è protestano perché non c'è più pane e allora fanno irruzione nella bottega e avevano rubato il pane e qualcuno anche un po' di denaro.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-25 09:56:50 UTC</pubDate>
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         <title>Don Abbondio</title>
         <author>paofag73</author>
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         <description><![CDATA[<div>Di Stano<br>Don Abbondio è il primissimo personaggio che si incontra leggendo "I Promessi Sposi". Manzoni lo introduce descrivendo le sue azioni senza precisare le caratteristiche fisiche.</div><div>Il<strong> </strong>carattere di Don Abbondio si può dividere in tre aspetti principali che influenzano enormemente il suo sistema di vita: è abitudinario, codardo ed egoista. La prima caratteristica è quella che balza subito agli occhi, infatti la passeggiata di Don Abbondio ne è una prova inconfutabile. Manzoni ci rivela che tutti i giorni l'uomo intraprende quella stradina e che compie sempre le stesse azioni. Lo stesso concetto è ancora ribadito nell'ottavo capitolo, in cui, Manzoni descrivendo la camera in cui solitamente legge Don Abbondio, ci fa notare l'uso ripetuto dell'aggettivo “vecchio” che fa capire l'affetto che l'uomo ha nelle sue cose. Un'altra caratteristica del poveretto è la codardia. Infatti, presentandolo, l'autore afferma che l'uomo si è reso conto di essere solo “<em>un vaso di terra cotta costretto a viaggiare in compagnia di tanti vasi di ferro</em>”. Non è nato con un cuor di leone e per preservare la sua tranquillità ha deciso di scansare tutti gli ostacoli dalla sua strada, proprio come fa con i ciottoli lungo il sentiero. Ha deciso di intraprendere la carriera ecclesiastica, non spinto da una vocazione, ma dai privilegi e dalla protezione che, senza il minimo sforzo, gli offre il clero. Infatti, Don Abbondio nel romanzo di Manzoni interpreta il parroco che è "costretto" a far sposare Renzo e Lucia. Lui stesso si definisce obbligato a celebrare le nozze quando, incontrando i bravi, per evitare di mettersi nei guai cerca far capire che se fosse stato per lui, i due ragazzi si potevano anche non sposare perché niente avrebbe ricavato. Testimoniano questo suo bisogno di sentirsi al sicuro le sopracciglia appositamente tenute lunghe per nascondere gli occhi, lo specchio dell'anima. Infine il profondo egoismo ed egocentrismo di Don Abbondio sono la sua terza caratteristica. Infatti cerca di non essere giudice in nessuna disputa, ma quando è costretto a dare il proprio parere, assume le parti del più potente, curandosi di far capire all’altro che avrebbe preso le sue difese se solo si fosse dimostrato più forte. Queste caratteristiche si intrecciano nella vita del vecchio rendendolo attratti un personaggio comico come ad esempio durante il colloquio con Renzo la mattina del sospirato matrimonio. Qui l'uomo attraversa tre diverse fasi: dapprima divaga irritando il ragazzo con misteriose frasi in latino; poi, sconfitto dalla paura del coltellaccio del giovane gli confessa l’intrigo; infine, approfittando della sua incredulità, cerca di mortificarlo facendo l’offeso. In un’altra occasione spunta la comicità del personaggio, ovvero nel capitolo ottavo quando, durante il matrimonio a sorpresa, buttò il tappetino della sua scrivania sulla testa di Lucia, non volendo che pronunciasse le fatidiche parole, rendono la scena grottesca.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-25 09:57:42 UTC</pubDate>
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         <title>Fra Cristoforo </title>
         <author>paofag73</author>
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         <description><![CDATA[<div>Romano.  ——   Padre Cristoforo è un frate di Pescarenico dell’ordine dei cappuccini. È colui che aiuta Renzo, Lucia e Agnese a scappare da don Rodrigo. È un uomo di quasi sessant’anni. È calvo, ma ha una corona di capelli attorno alla testa, come vuole il rito cappuccinesco.<br> Ha un carattere forte, battagliero e pacato. Anche il suo linguaggio che solitamente è umile e tranquillo, a volte diventa impetuoso e appassionato.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-25 09:57:53 UTC</pubDate>
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         <title>Lucia</title>
         <author>paofag73</author>
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         <description><![CDATA[<div>Manciuria<br><br>La figura femminile maggiormente rilevante dei Promessi Sposi è Lucia Mondella, fidanzata di Renzo. E’ una giovane contadina, figlia di Agnese ed orfana di padre. E’ una persona molto semplice, poco appariscente, cresciuta secondo i dettami della religione cattolica dell’epoca e la cui unica ambizione è di sposare Renzo. Dalla descrizione di Manzoni emerge il ritratto di una ragazza nel fiore degli anni dal carattere timido e introverso. Lucia è molto riservata, pia e devota.</div><div>All’apparenza può sembrare fragile e indifesa ma in realtà nel corso del romanzo emerge che una grande forza la sorregge che deriva dalla sua profonda fede nella provvidenza. Un altro tratto caratteristico del personaggio è la purezza e l’innocenza. Manzoni mostra in lei tutti quei valori cristiani, umiltà, purezza, bontà d’animo, compassione, carità, perdono a cui ogni uomo che crede in Dio dovrebbe far riferimento. Lucia esercita un’influenza positiva sugli altri personaggi, primo fra tutti Renzo che riesce a dominare il suo istintivo desiderio di vendetta pensando all’amata. Tutte le persone che entrano in contatto con Lucia subiscono un miglioramento. La sua figura anche se umile e modesta rivela qualità morali che la rendono superiore.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-25 09:58:05 UTC</pubDate>
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         <title>La monaca di Monza</title>
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         <description><![CDATA[<div>Iannone Martina</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-25 09:58:09 UTC</pubDate>
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         <title>Don Rodrigo</title>
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         <description><![CDATA[<div>Giorgi</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-25 09:58:16 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;Innominato</title>
         <author>paofag73</author>
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         <description><![CDATA[<div>Novi<br><br><br>L’Innominato è uno dei personaggi centrali in tutta la vicenda raccontata nei “I Promessi Sposi”, romanzo di Alessandro Manzoni. E’  una delle figure più interessanti creata dallo scrittore per rendere la storia ricca di colpi di scena e più accattivante. L’Innominato vive nel suo castello nei pressi di Lecco, messo al bando dallo stato e dedito ad attività illecite.<br> Egli appare come un personaggio malvagio e influente, che si circonda di uomini di fiducia che lo aiutano a realizzare i suoi atti illeciti. Pur incarnando l’eroe negativo, in realtà l’Innominato si converte a metà dell’opera: il rapimento di Lucia, su richiesta di don Rodrigo, è l’ultimo atto malvagio che lui compie prima di decidere di cambiare vita.<br>L’incontro con Lucia gli suscita sentimenti di pietà, e si rende conto di aver inseguito soltanto il male nella sua vita, senza mai fermarsi a provare pietà per le persone che lo circondano. Manzoni è molto bravo nel descrivere “la notte dell’Innominato”, i tormenti interiori che l’uomo prova e che lo portano a pensare all’esistenza di Dio e del perdono divino.<br>Sarà poi il colloquio con il Cardinale Borromeo a suscitare in lui la ferma volontà di cambiare vita ed utilizzare il suo potere e le ricchezze accumulate per aiutare le persone povere e bisognose. Il cambiamento dell’Innominato lo rende un personaggio in divenire: appena il lettore si arrende e lo considera un nemico, un essere spregevole, ecco che il barlume della conversione lo trasforma. Attraverso il personaggio dell’Innominato Manzoni riesce a trasmettere un messaggio ai lettori: il confine tra il bene e il male non è mai così netto come sembra.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-25 09:58:23 UTC</pubDate>
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         <title>Renzo</title>
         <author>paofag73</author>
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         <description><![CDATA[<div>Padovano<br>Lorenzo Tramagliano, detto Renzo , è un personaggio immaginario protagonisti del romanzo I promessi sposi di Alessandro Manzoni. Era un giovane filatore di seta , nella  Lombardia del XVII secolo , è costretto ad affrontare ogni scorta di peripenzia per congiungersi in matrimonio con la sua amata Lucia.</div>]]></description>
         <pubDate>2020-11-25 09:58:47 UTC</pubDate>
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         <title>Il dottor Azzecca-garbugli</title>
         <author>paofag73</author>
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         <description><![CDATA[<div>Sorrentino <br>Azzeccagarbugli è un personaggio del romanzo storico I promessi sposi; è il soprannome di un avvocato di Lecco, chiamato, nelle prime edizioni del romanzo, dottor Pettola e dottor Duplica (nell'edizione definitiva non c'è il nome ma solo il soprannome).Viene chiamato così dai popolani per la sua capacità di sottrarre dai guai, non del tutto onestamente, le persone disoneste e potenti. Spesso e volentieri aiuta i Bravi, poiché, come don Abbondio, preferisce stare dalla parte del più forte, per evitare una brutta fine.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-25 09:59:52 UTC</pubDate>
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         <title>Griso</title>
         <author>paofag73</author>
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         <description><![CDATA[<div>Ultimo<br>Griso è uno dei personaggi del romanzo I promessi sposi. È il capo dei bravi al servizio di Don Rodrigo, del qual gode la massima fiducia e di cui è complice in molti crimini. Il personaggio è noto per essere incapace nell'avere compassione e di essere una persona amorale.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-25 10:01:45 UTC</pubDate>
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         <title>Perpetua</title>
         <author>paofag73</author>
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         <description><![CDATA[<div>Immacolato</div>]]></description>
         <pubDate>2020-11-25 10:02:14 UTC</pubDate>
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         <title>Fra Galdino</title>
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         <description><![CDATA[<div>Fortunato</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-25 10:04:56 UTC</pubDate>
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         <title>Agnese </title>
         <author>paofag73</author>
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         <description><![CDATA[<div>Mazzola</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-25 12:34:41 UTC</pubDate>
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         <title>Il conte Attilio </title>
         <author>paofag73</author>
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         <description><![CDATA[<div>Pavlyvoch</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-25 12:35:31 UTC</pubDate>
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         <title>I luoghi </title>
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         <description><![CDATA[<div>I luoghi descritti da Manzoni sono tutti Lombardi a esclusione di Bergamo che prima faceva parte della repubblica di Venezia . Manzoni pone una gran differenza tra i luoghi di campagna e quelli di città . Nei luoghi campagnoli c’è l’idea di un luogo unito , pieno di emozioni e dove tutti sono disposti ad aiutarsi , mentre nei luoghi di città Manzoni da un’idea di diffidenza e caos , ad esempio l’assalto al forno. Alcuni dei luoghi citati nel romanzo sono dei simboli ancora oggi ad esempio l’osteria della luna piena anche se un luogo immaginario o quelli reali come il forno delle grucce. <br>Un altro dei tanti motivi per il quale Manzoni ambienta la propria storia in Lombardia è il fatto che può descrivere i luoghi con gran precisione visto che sono quelli dove ha passato la sua infanzia , infatti questi ultimi raffigurano anche uno stato d’animo nei personaggi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-30 15:04:05 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>lalla_bergaminelli1</author>
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         <description><![CDATA[<div>Sono molte le tematiche affrontate dall'autore nell'opera, alcune delle quali sono legate allo scenario storico in cui la vicenda è ambientata o, più in generale, al secolo XVII di cui Manzoni critica non pochi aspetti. Molto rilevante, com'è naturale, il tema religioso e anche le questioni politiche ed economiche, rispetto alle quali l'autore esprime opinioni che derivano dalla personale riflessione alla luce della tradizione illuminista, nonché della sua esperienza autobiografica e del rapporto con le nuove idee del Romanticismo. <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-30 15:04:30 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Nella pagine dell' anonimo  viene messo in luce il concetto  di storia , incentrata  sempre sui principi , re e politici .Ma l' anonimo  afferma che la storia  che racconterà  gente povera , di bassa estrazione sociale , genti meccaniche . Eppure la loro vicenda viene rappresentata   come tragedia  per la prima volta nella letteratura italiana .</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-30 15:18:09 UTC</pubDate>
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         <title>Per la scrittura de “I Promessi Sposi” Manzoni inizia un lungo itinerario di lavoro che passa attraverso la prima stesura (1821-1823) del “Fermo e Lucia” il titolo è convenzionalmente ripreso da un appunto sul manoscritto la seconda stesura (1823-1827) pubblicata con il titolo di “I Sposi Promessi” nel 1827 la revisione e stesura definitiva de “I Promessi Sposi”, compiuta fra il 1827 e il 1840.</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2020-11-30 15:23:25 UTC</pubDate>
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         <title>Le caratteristiche del romanzo storico.</title>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2020-11-30 20:00:28 UTC</pubDate>
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         <title>La provvidenza </title>
         <author>rxrvygzkav2</author>
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         <description><![CDATA[<div>Si può dire che i Promessi Sposi.                  </div><div>sono il romanzo della Provvidenza, </div><div>infetti l’autore, Alessandro Manzoni, </div><div>la rinomina 22 volte.</div><div>La prima volta la troviamo nel 6* </div><div>capitolo associato a Padre Cristoforo </div><div>fino all’ultimo capitolo, il 38*,</div><div>dove è Don Abbondio a citarla con </div><div>Renzo e Lucia dopo aver saputo della </div><div>morte di Don Rodrigo.</div><div>Nel romanzo non è mai il narratore </div><div>a parlare di Provvidenza, ma sempre </div><div>i personaggi.</div><div> Manzoni parla della Provvidenza </div><div>perché è un cattolico moderno,</div><div>che ha studiato negli instituiti </div><div>religiosi e alla ricerca del senso </div><div>della storia stessa ;è vissuto</div><div>Il 700 e l’800 ma non il periodo della </div><div>fiducia nel progresso</div><div>illuminista, ma quello della delusione </div><div>e della crisi dell’illuminismo. </div><div>Perciò ragiona avendo una </div><div>visione cristiana delle cose.</div><div>La storia è la protagonista</div><div>dei Promessi Sposi cioè il</div><div>rapporto tra umili e potenti </div><div>della società lombarda del</div><div>Seicento.</div><div>I protagonisti sono:</div><div>- gli umili che sono vittime dei potenti:</div><div>Renzo e Lucia sono vittime della storia che </div><div>si manifesta</div><div>-con il supporto dei “potenti”:</div><div>Don Rodrigo, la monaca di Monza e </div><div>l’innominato. Ma la fede della divina</div><div> Provvidenza è intesa come a mano di</div><div> Dio che interviene nella vicende umane,</div><div>che comprende che i guai cercati o </div><div>subiti devono essere accettati e </div><div>che “ la fiducia di Fio li </div><div>rende utili per una vita migliore.</div><div>La Provvidenza nei Promessi sposi è</div><div>sempre associata alla figura degli umili</div><div>- Fra Cristoforo </div><div>- Renzo</div><div>- Lucia</div><div>- Don Abbondio</div><div>Renzo e Lucia hanno una concezione </div><div>ingenua della Provvidenza.</div><div>Per loro Dio interviene infallibilmente </div><div>a difendere a premiare i buoni per </div><div>garantire la giustizia.</div><div>Nella visione teologia di Manzoni,</div><div>invece solo alla fine dei tempi si avrà la</div><div>certezza che i buoni verranno premiati</div><div>ed i malvagi puniti.</div><div>Secondo l’autore la provvidenza non è</div><div>assicurare la felicità ai buoni, ma si ha </div><div>nel fatto che la sventura fa maturare in essi</div><div>più alte virtù e consapevolezza.</div><div>È solo alla fine di tutte le varie </div><div>vicissitudini c’è il percorso interiore dei</div><div>personaggi, che giungono a maturare una</div><div>visione più profonda della Provvidenza,</div><div>rendendosi conto che la sventura può colpire </div><div>anche le persone più innocenti, ma che la </div><div>“Fiducia di Dio” la rende utile “per una</div><div>vita migliore”.</div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-12-01 00:17:31 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>darioceglia07</author>
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         <description><![CDATA[<div>La carestia continua a far sentire i suoi drammatici effetti sino al 1629, quando essa viene meno grazie al raccolto abbondante che pone fine alla fame e alla miseria, ma non allo stato di degrado e povertà su cui si abbatterà la calata dei lanzichenecchi e, poco dopo, il contagio della peste. La peste del 1630 fu un'epidemia di peste bubbonica diffusasi in Italia nel periodo tra il 1629 e il 1633 che colpì diverse zone del settentrione, il Granducato di Toscana, la repubblica di Lucca e la Svizzera, con la massima diffusione nell'anno 1630. Il Ducato di Milano, e quindi la sua capitale, fu uno degli Stati più gravemente colpiti. La carestia è uno dei principali temi del romanzo, nel senso che svolge un ruolo fondamentale nella vicenda determinando in modo decisivo lo sviluppo della storia, in particolare per quanto riguarda Renzo. La carestia compare sin dai primi capitoli e non abbandona mai il lettore.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-12-01 08:50:15 UTC</pubDate>
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