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      <title>PAX ET BONUM by </title>
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      <description>Pace e bene</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2021-03-30 16:01:11 UTC</pubDate>
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         <title>Francesco d&#39;Assisi, trovatore e sufi</title>
         <author>ritamariacolazzo1</author>
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         <description><![CDATA[<div>Tutti conoscono il frate gentile che parlava con gli uccelli, ammansiva gli animali feroci e viveva come un povero di Cristo. Pochi sanno invece che Francesco in gioventù era stato trovatore. Nel suo misticismo profondo si nascondeva il pensiero poco ortodosso del sufismo. Francesco aveva l’anima di un sufi e, in quanto tale, fu un ribelle agli occhi della Chiesa. Ma la sua attitudine pacifista lo salvò da possibili persecuzioni delle autorità ecclesiastiche che preferirono fare di lui… un santo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-30 16:16:26 UTC</pubDate>
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         <title>IL SUFISMO. </title>
         <author>ritamariacolazzo1</author>
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         <description><![CDATA[<div>&nbsp;Il <strong>Sufismo,&nbsp; è un insieme di pratiche, riti e dottrine che vengono comunemente considerate il “cuore” mistico dell’Islam.&nbsp;<br>Il Sufi è un pellegrino alla ricerca di Dio<br>Tra le pratiche di derivazione Sufi più conosciute al mondo , c'è la danza dei DERVISCI cioè POVERELLI che vivono in una continua ricerca di ascesi e salvezza e attraverso un modo rotatorio continuo simboleggiano il distacco dalla vita terrena e la ricerca di Dio</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-30 16:20:57 UTC</pubDate>
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         <title>IL TROVATORE</title>
         <author>ritamariacolazzo1</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>Durante i secoli centrali del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Basso_Medioevo">Basso Medioevo</a> (1100–1230), il <strong>trovatore</strong> ( <strong>trovadore</strong> o <strong>trobadore</strong> - al femminile <strong>trovatrice</strong> o <strong>trovatora</strong> o <strong>trovadora</strong> - in occitano <strong>trobador</strong>) era un compositore ed esecutore di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Poesia_lirica">poesia lirica</a> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Occitano"><mark>occitana</mark></a><mark> </mark>(ovvero di testi <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Poesia">poetici</a> e melodie) che utilizzava la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_occitana">lingua d'oc</a>, parlata, in differenti varietà regionali, in quasi tutta la Francia a sud della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Loira">Loira</a> , in una regione chiamata Occitania</div><div>I trovatori non utilizzavano il latino, lingua degli ecclesiastici, ma usavano nella scrittura l'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_occitana">occitano</a>. Indubbiamente, l'innovazione di scrivere in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Volgare">volgare</a> fu operata per la prima volta proprio dai trovatori, supposizione, questa, da inserire nell'ambiente di fervore indipendentistico locale e nazionalistico<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-30 16:59:11 UTC</pubDate>
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         <title>Assisi, me genuit</title>
         <author>ritamariacolazzo1</author>
         <link>https://padlet.com/ritamariacolazzo1/u4xw8qizw3w6vvry/wish/1368963111</link>
         <description><![CDATA[<div>Francesco (1182 – 1226)&nbsp; nacque ad Assisi. Suo padre, il ricco mercante di stoffe Giovanni di Pietro Bernardone, si recava spesso nella Francia meridionale per affari e la madre di Francesco, madonna Giovanna Pica, era originaria della Provenza. Proprio per questo motivo Bernardone diede al figlio il nome di <em>Francesco</em>, un nome obsoleto nell’Assisi dell’epoca. Nonostante la madre avesse fatto battezzare il bambino con il nome di Giovanni. </div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-30 17:25:45 UTC</pubDate>
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         <title>LO STRETTO LEGAME CON LA MADRE</title>
         <author>ritamariacolazzo1</author>
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         <description><![CDATA[<div>Dalla madre provenzale, Francesco ereditò la passione per la lingua occitana. Egli fu nella sua giovinezza il capo dei trovatori d’Assisi, il giovane parlava e recitava versi in provenzale. Il giovane Francesco di certo si dilettò di musica, poesia e fugaci amori, insieme con il suo gruppo di amici di Assisi. Compose dei versi nella lingua di moda degli ambienti colti, quella che veniva insegnata all’Università.<br><strong>SIRE CUENS</strong><br>Sire cuens, j'ai vïelé</div><div>Devant vous en vostre osté;</div><div>Si ne m'avez riens doné</div><div>Ne mes gages acquité:</div><div>C'est vilanie.</div><div>Foi que doi sainte Marie,</div><div>Ensi ne vous sieuvré mie.</div><div>M'aumosniere est mal gamie</div><div>Et ma bourse mal farsie.</div><div><a href="https://lyricstranslate.com/it/colin-muset-sire-cuens-lyrics.html">https://lyricstranslate.com</a></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-30 17:45:02 UTC</pubDate>
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         <title> E FU SOLO L&#39;INIZIO</title>
         <author>ritamariacolazzo1</author>
         <link>https://padlet.com/ritamariacolazzo1/u4xw8qizw3w6vvry/wish/1369112029</link>
         <description><![CDATA[<div>Si racconta che Francesco, appena ventitreenne, annunciò pubblicamente di voler seguire la vocazione di frate, voltando le spalle all’eredità cospicua di casa sua. Un vero scandalo. I personaggi più in vista di Assisi si riunirono sbalorditi e incuriositi (forse anche divertiti) nel palazzo vescovile. Si voleva vedere per bene in faccia quel giovane che aveva avuto la fortuna di nascere in una famiglia benestante e nonostante ciò aveva commesso la scelleratezza di rubare delle stoffe dal negozio del padre.<br>Francesco, però, non si sentiva un ladro. Aveva preso le stoffe senza il permesso del genitore, è vero, ma per uno scopo nobile: le aveva vendute per pagare il restauro della vecchia, malandata chiesa di San Damiano. E tuttavia veniva messo a giudizio. Nel palazzo del vescovo, sotto lo sguardo duro del prelato e circondato da una folla di curiosi, Francesco dichiarò la sua indipendenza. Con un gesto spontaneo quanto inatteso, il giovane si spogliò degli abiti lussuosi che portava addosso e del denaro che aveva nelle tasche e pose tutto ai piedi di suo padre, rimanendo completamente nudo nel bel mezzo della sala. Dopodiché proclamò l’intenzione di trascorrere la sua vita, da quel momento in poi, nella povertà più assoluta e in preghiera. Voleva vivere secondo il Vangelo</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-30 18:00:04 UTC</pubDate>
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         <title>QUANDO AVVENNE LA CONVERSIONE?</title>
         <author>ritamariacolazzo1</author>
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         <description><![CDATA[<div>Forse un primo impulso alla conversione di Francesco si era manifestato in sordina già molti anni addietro, in occasione della guerra fra Assisi e Perugia (1154), quando Francesco prese parte ai combattimenti e cadde prigioniero dei Perugini. Forse fu la malattia che, insieme con il riscatto pagato dal padre, gli permise di ritornare a casa, a farlo meditare sull’insensatezza della vita mondana, a fargli cercare uno scopo superiore di vita. In ogni caso, nel palazzo vescovile di Assisi era nato colui che si definiva <em>il giullare di Dio</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-30 18:17:09 UTC</pubDate>
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         <title>NASCE IL FRANCESCANESIMO</title>
         <author>ritamariacolazzo1</author>
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         <description><![CDATA[<div>Con Francesco nasceva un nuovo movimento religioso che si opponeva al fasto e alla corruzione imperanti nella Chiesa. Quello dei Francescani. Non era ancora un ordine, ma lo sarebbe diventato.<br>Il movimento di Francesco poteva essere pericoloso, nel clima inquieto di quegli anni oscurati dalle sette eretiche. Sicuramente agli inizi della carriera monacale di Francesco molti pensarono che il giovane intendesse seguire la dottrina eretica dei Valdesi.<br>. Francesco, però, dimostrò di essere un caso a parte Il fraticello di Assisi seguiva una linea differente. Al contrario di Valdus, Francesco non cercava il confronto aperto con la Chiesa. Rifuggiva i conflitti. Non seminava odio o rancore. Le sue prediche si svolgevano in tranquillità, pacate, benigne, senza causare insurrezioni. Francesco era sempre cordiale e allegro. Per questo gli ecclesiastici si decisero per una forma di prudente accettazione. Se la popolarità di Francesco divenne così grande che sarebbe stato difficile eliminarlo senza problemi, si preferiva tollerarlo, chiudere un occhio, e tenerlo semplicemente sotto controllo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-30 18:21:54 UTC</pubDate>
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         <title>FRANCESCO E IL SULTANO KAMIL EL MALIK  </title>
         <author>ritamariacolazzo1</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel&nbsp; 1219&nbsp; decise di raggiungere la città di Damietta, in Egitto. In quel periodo infuriavano le crociate in Terrasanta, Damietta si trovava in stato d’assedio. Dall’altra parte del fiume s’era accampato il sultano egizio Malik-el-Kamil. Dunque Francesco si recò dal sultano insieme con il suo accompagnatore, frate Illuminato. I due frati furono fatti prigionieri e condotti dinanzi a Malik-el-Kamil. Non sappiamo esattamente che accadde, ma secondo la cronaca cristiana il principe mussulmano sembra essersi mostrato tollerante e aver permesso ai due fraticelli di aggirarsi liberamente nei suoi territori e, addirittura, di predicare ai propri soldati.<br>Francesco rimase oltremodo sconcertato e inorridito dal massacro che avevano commesso i crociati a Damietta. Abbandonò il campo cristiano e girovagò nei luoghi sacri di Palestina in cerca di raccoglimento, di pace</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-30 18:36:38 UTC</pubDate>
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         <title>IL CANTICO</title>
         <author>ritamariacolazzo1</author>
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         <description><![CDATA[<div>Tra il 1224 e il 1226, Francesco scrisse un piccolo capolavoro: <em>Il cantico delle creature</em>. Il poverello sembrava cercare riparo dall’incubo ricorrente degli orrori della guerra, vissuti da vicino in Terrasanta, fra le braccia della natura. Il suo saluto andava al sole e alla luna, al mondo di bellezza e purezza che lo circondava.<br>ALTISSIMU ONNIPOTENTE<em><br>Altissimu, onnipotente, bon Signore,<br>tue so’ le laude, la gloria e l’honore et onne benedictione.<br><br>Ad te solo, Altissimo, se konfano,<br>et nullu homo ène dignu te mentovare.<br><br>Laudato sie, mi’ Signore, cum tucte le tue creature,<br>spetialmente messor lo frate sole,<br>lo qual’è iorno, et allumini noi per lui.<br>Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:<br>de te, Altissimo, porta significatione.<br><br>Laudato si’, mi’ Signore, per sora luna e le stelle:<br>in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.<br><br>Laudato si’, mi’ Signore, per frate vento<br>et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,<br>per lo quale a le tue creature dài sustentamento.<br><br>Laudato si’, mi’ Signore, per sor’aqua,<br>la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.<br><br>Laudato si’, mi’ Signore, per frate focu,<br>per lo quale ennallumini la nocte:<br>ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.<br><br>Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre terra,<br>la quale ne sustenta et governa,<br>et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.<br><br>Laudato si’, mi’ Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore<br>et sostengo infirmitate et tribulatione.<br><br>Beati quelli ke ’l sosterrano in pace,<br>ka da te, Altissimo, sirano incoronati.<br><br>Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra morte corporale,<br>da la quale nullu homo vivente pò skappare:<br>guai a·cquelli ke morrano ne le peccata mortali;<br>beati quelli ke trovarà ne le tue sanctissime voluntati,<br>ka la morte secunda no ’l farrà male.<br><br>Laudate e benedicete mi’ Signore et rengratiate<br>e serviateli cum grande humilitate.</em></div><div><br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-30 18:41:38 UTC</pubDate>
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         <title>LE STIMMATE</title>
         <author>ritamariacolazzo1</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il 14 settembre 1224 mentre pregava sul monte Verna, Francesco scoprì di avere le stigmate. Dio lo aveva ascoltato e gli mandava un suo segnale. </div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-30 18:52:51 UTC</pubDate>
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         <title>LA MORTE</title>
         <author>ritamariacolazzo1</author>
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         <description><![CDATA[<div>Ma le malattie lo perseguitavano, probabilmente accentuate dal rigido modus vivendi del poverello. E la morte lo colse nell’ottobre del 1226</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-30 18:59:15 UTC</pubDate>
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