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      <title>Il mio padlet stellare by EMMANUELE CAPASSO</title>
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      <description>Il neoclacisismo</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2024-05-15 18:30:23 UTC</pubDate>
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         <title>Come nasce il neoclacisismo</title>
         <author>emmanuelecapasso</author>
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         <description><![CDATA[<p>Il Neoclassicismo è un movimento artistico che si sviluppa dalla seconda metà del Settecento come conseguenza della cultura illuminista e di un'epoca di grandi rivoluzioni, proponendosi come antitesi agli eccessi del Barocco. La convinzione principale del neoclassicismo era che l'arte dovesse esprimere le virtù ideali nella vita e potesse migliorare lo spettatore impartendo un messaggio moralizzante. Aveva il potere di civilizzare, riformare e trasformare la società, guidare la scoperta e l'invenzione scientifica.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-15 18:38:50 UTC</pubDate>
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         <title>Giuseppe Parini</title>
         <author>emmanuelecapasso</author>
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         <description><![CDATA[<p>Esponente di spicco del neoclassicismo che si è distinto nel mondo culturale e letterario grazie al suo impegno civile e morale è Giuseppe Parini. Nasce a Bosisio nel 1729 e a 10 anni si trasferisce a Milano per studiare, frequentando la scuola dei Barnabiti. Nel 1752 pubblica la raccolta “Alcune poesie di Ripano Eupilino” composta da 94 componimenti di vario genere</p><p>“Il nuovo doveva sorgere senza distruggere il passato"</p><p>Nel 1753 Giuseppe Parini viene ammesso all’Accademia dei Trasformati, il suo gusto oscilla tra Arcadia e forme classiche, le nuove idee vengono accettate nel rispetto della tradizione classica, che lui continua a seguire difendendo la purezza della lingua, e di cui voleva dimostrare l’inesauribile vitalità. Parini inoltre era convinto che la divisione in classi fosse necessaria al buon funzionamento della società, ma proprio per questo, denunciò gli eccessi dell’aristocrazia poiché la frequentazione degli ambienti aristocratici fa maturare in Parini astio nei confronti del ceto nobiliare che reputa parassita, ozioso ed inutile, odio che trapela e diventa soggetto di alcune delle sue opere più importanti</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-15 18:52:03 UTC</pubDate>
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         <title>IL Giorno</title>
         <author>emmanuelecapasso</author>
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         <description><![CDATA[<p>IL GIORNO È cosi che nasce una delle sue opere più importanti “Il Giorno”, diviso in Mattino e Mezzogiorno e da La Sera con Il Vespro e la Notte che però rimangono incompiute. Il tema centrale è la giornata del Giovin Signore, un aristocratico di cui vengono raccontate le azioni che vanno dal risveglio alla notte, ovviamente l’intento è satirico.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-15 19:12:27 UTC</pubDate>
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         <title>La vita sacerdotale di Parini</title>
         <author>emmanuelecapasso</author>
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         <description><![CDATA[<p> Nel 1754 Giuseppe Parini diventa sacerdote. Entra come precettore in casa dei duchi Serbelloni e vi rimane dal 1754 fino al 1762, quando viene cacciato su due piedi per aver difeso una ragazza ingiustamente schiaffeggiata dalla duchessa Maria Vittoria Serbelloni. Dal 1763 al 1768 Parini lavora, sempre come precettore, in casa Imbonati. Da questa esperienza nasce l’ode L’educazione del 1764.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-15 19:20:14 UTC</pubDate>
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         <title>Gazzetta di Milano&quot; </title>
         <author>emmanuelecapasso</author>
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         <description><![CDATA[<p>Viene nominato direttore della "Gazzetta di Milano" e nel 1769 Parini diventa professore di Eloquenza nelle Scuole Palatine, poi Ginnasio Brera ed infine sovrintendente alle scuole pubbliche. Nel 1791 esce la sua raccolta delle Odi, poesie che affrontano temi civili o d’occasione, ed alcune dedicate alla bellezza femminile. Giuseppe Parini partecipa attivamente alla vita intellettuale della Milano illuminista e sente necessario il rinnovamento della società: Il 12 maggio 1796 con l’arrivo dei Francesi a Milano il poeta accetta di far parte della nuova Municipalità e crede che i suoi ideali sociali e civili stiano per realizzarsi, ma rimane ben presto disgustato per il pressante controllo dei francesi che impediscono di ogni innovazione. Invitato dai Giacobini a gridare "Viva la repubblica morte agli aristocratici" Parini rispose "Viva la repubblica, morte a nessuno": viene presto esonerato dalla carica. Muore nel 1799 proprio quando i francesi vengono sconfitti.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-16 15:15:53 UTC</pubDate>
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         <title>La vita di Ugo Foscolo</title>
         <author>emmanuelecapasso</author>
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         <description><![CDATA[<p>Ugo Foscolo nasce nel 1778 a Zacinto (oggi Zante), un’isola greca controllata dalla Repubblica di Venezia. L’improvvisa morte del padre, nel 1788, lo costringe a trasferirsi a Venezia dove scopre una vera e propria vocazione letteraria. La sua vita e le sue opere sono profondamente segnate dagli eventi storici del suo tempo, dalle sue esperienze personali e dalle sue aspirazioni letterarie e politiche.</p><p><br></p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-16 15:38:26 UTC</pubDate>
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         <title>Carriera letteraria e politica</title>
         <author>emmanuelecapasso</author>
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         <description><![CDATA[<p>La sua prima opera di rilievo fu il romanzo epistolare "Ultime lettere di Jacopo Ortis" (1802), che racconta la storia di un giovane patriota disilluso dagli eventi politici del tempo, chiaramente ispirato alle vicende di Foscolo stesso e al contesto post-rivoluzionario italiano. Questo romanzo viene considerato il primo esempio di romanzo romantico italiano. Foscolo fu anche un poeta di grande talento. Le sue "Odi" e "Sonetti" sono celebri per la loro profondità e bellezza. Tra i sonetti più noti vi sono "Alla sera" e "In morte del fratello Giovanni". Tuttavia, è con "I Sepolcri" (1807) che Foscolo raggiunge l'apice della sua produzione poetica. Quest'opera è un elogio della funzione civile e morale del culto dei morti, ispirata dall'editto napoleonico di Saint-Cloud che vietava le sepolture all'interno delle città.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-16 15:46:44 UTC</pubDate>
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         <title>Vita militare ed esilio</title>
         <author>emmanuelecapasso</author>
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         <description><![CDATA[<p>Nel 1797, Foscolo si arruolò nell'esercito della Repubblica Cisalpina, sperando di contribuire alla causa della libertà e dell'indipendenza italiana. Tuttavia, le sue aspirazioni politiche furono spesso deluse dalle vicende storiche. Dopo il trattato di Campoformio (1797), che sancì la cessione di Venezia all'Austria, Foscolo si trasferì a Milano e poi a Bologna. L'occupazione austriaca e la Restaurazione lo costrinsero a un esilio volontario. Nel 1815 si rifugiò prima in Svizzera e poi a Londra, dove visse fino alla morte. A Londra, nonostante le difficoltà economiche, continuò a scrivere e insegnare. Qui compose alcune delle sue ultime opere, tra cui saggi letterari e traduzioni.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-16 15:51:39 UTC</pubDate>
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         <title>UN’IMPRONTA INDELEBILE</title>
         <author>emmanuelecapasso</author>
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         <description><![CDATA[<p>Ugo Foscolo morì il 10 settembre 1827 a Thurnam Green, vicino a Londra.</p><p> La sua figura è rimasta centrale nella letteratura italiana per la capacità di combinare impegno civile e profondità emotiva. Le sue opere hanno influenzato generazioni di</p><p>scrittori e pensatori, e il suo spirito romantico e patriottico ha lasciato un impronta indelebile nella storia nella cultura italiana</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-16 16:24:59 UTC</pubDate>
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