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      <title>Classificazione fibre tessili by Paola Barone</title>
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      <pubDate>2024-03-22 17:20:30 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;allevamento del baco da seta</title>
         <author>ticpbarone</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il baco da seta è un insetto che si completa attraverso gli stadi di uovo o seme, larva o baco, crisalide e farfalla. <br>• I semi, piccolissimi e a forma di lente, sono attualmente raccolti, conservati e quindi distribuiti agli allevatori dalle ditte produttrici di seme-bachi. In appositi centri si studiano gli incroci e si selezionano le razze per ottenere i migliori risultati. I semi, che nella stagione invernale sono stati conservati in appositi refrigeratori, in primavera vengono messi in incubazione in locali che hanno la temperatura, l'umidità e la quantità di luce adatte per la schiusa. Poiché il baco si nutre della foglia del gelso, si fa coincidere il periodo dello sviluppo larvale con quello della crescita delle foglie. <br>• L’incubazione dura circa 20 giorni, alla schiusa le larve sono lunghe 3 millimetri e pesano mezzo milligrammo. Le larve iniziano a cibarsi di foglie e in un mese circa, passando attraverso 4 periodi di muta o dormite, durante i quali cambiano la pelle, raggiungono la maturità. Il loro sviluppo è enorme: la larva è lunga 7-9 cm e ha aumentato il suo peso di circa 8000 volte!. Le 4 mute dividono il periodo larvale in cinque età; la muta è necessaria alla larva per poter crescere perché la sua epidermide non è elastica: deve quindi abbandonare la vecchia pelle dopo che si è formata quella nuova, più grande. <br>• Dopo circa 30 giorni dalla schiusa, il baco, completamente sviluppato, cerca un posto adatto per la costruzione del bozzolo dove si completerà la sua trasformazione, prima in crisalide e poi in farfalla. Negli allevamenti questa fase viene detta salita al bosco. Il bosco viene formato con rametti di erica, quercia, olmo, steli di paglia: il baco, attaccate alcune bave ai ramoscelli, inizia a filare il bozzolo. Nei moderni allevamenti il bosco viene preparato con ricci di plastica che simulano la forma dei ramoscelli e che permettono un notevole risparmio. <br>• Le due ghiandole della seta contengono una materia pastosa (seta liquida) composta principalmente di due sostanze: la fibroina e la sericina; quest’ultima è gommosa e tiene uniti i filamenti. Le ghiandole confluiscono in un unico canaletto escretore che comunica all’esterno. Il baco, con il movimento ondulatorio della testa, provoca l’uscita della sostanza serica che, a contatto dell’aria, solidifica: la bava è formata di due fili saldamente uniti tra loro. Il baco tesse il suo bozzolo in 3 o 4 giorni: i bozzoli hanno caratteristiche assai diverse a seconda delle razze ma, in media, la lunghezza del filo è compresa tra i 500 e 1500 metri. <br>• Racchiuso nel bozzolo il baco si trasforma in crisalide di forma tozza e di consistenza coriacea. Dopo 15 giorni circa la crisalide si trasforma in farfalla e, dopo averlo forato, esce dal bozzolo. Negli allevamenti, però, i bozzoli vengono raccolti dopo una sola settimana, per impedire che la crisalide trasformata in farfalla fori il bozzolo. I bozzoli raccolti vengono messi in una stufa a 70°C, e in questo modo le crisalidi muoiono. Dopo viene fatta una scelta in base alla grandezza, la forma e il colore, e si separano gli scarti. A questo punto i bozzoli sono pronti per la trattura. DAL BOZZOLO AL FILATO <br>• La trattura della seta consiste nell’immergere i bozzoli in acqua calda: la sericina si rammollisce e si separano le prime bave di seta che vengono riunite in un certo numero e attaccate ad un aspo. Così il bozzolo è dipanato e si ottengono delle matasse di seta cruda o greggia. Da 100 kg di bozzoli si ottengono circa 25 kg di seta greggia. La seta greggia non è adatta ad essere tessuta. Prima deve subire altre operazioni che rendono il filo più resistente ed elastico. • Con la torcitura si riuniscono due o più fili tra loro. Dai fili di maggior pregio si ottiene l’organzino, destinato a formare l’ordito dei tessuti; da quelli di minor pregio si ottiene la trama, destinata appunto a formare la trama dei tessuti. <br>• Con la sgommatura la seta è sottoposta ad un lavaggio in acqua calda con soluzioni saponose per eliminare la sericina che la rende ruvida e poco adatta ad essere tinta. Si ottiene la seta cotta o sgommata, che è morbida, liscia e di colore bianco brillante. <br>• La sgommatura causa un notevole calo in peso della seta greggia, circa il 25-30%. Per compensare questa perdita la seta viene sottoposta alla carica, trattandola con sali minerali che hanno la proprietà di aderire alle fibre. Si ottiene la seta caricata: la carica non può superare il 30%. </div>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-22 17:20:30 UTC</pubDate>
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         <author>ticpbarone</author>
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         <description><![CDATA[<div>La seta è un filamento tessile che si ricava dai bozzoli di un insetto chiamato baco da seta o filugello o bombice del gelso (vedi la Scheda di approfondimento). Le particolari qualità della seta ne hanno sempre fatto un prodotto di grande pregio. È molto resistente, il suo carico di rottura è pari a quello di un acciaio ordinario; è tenace ed elastica, ha un’ottima resistenza alla piegatura; ha un buon potere termico isolante. La seta è utilizzata per biancheria e abbigliamento femminile di gran pregio, per camiceria, cravatte e foulard. </div>]]></description>
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         <author>ticpbarone</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2024-03-22 17:20:30 UTC</pubDate>
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         <author>ticpbarone</author>
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         <description><![CDATA[<div>Si chiamano fibre tessili quei prodotti di origine naturale o artificiale dai quali è possibile ricavare un filato. Il filato è un insieme di fibre tessili unite e ritorte in modo da formare un filo continuo, che può poi essere usato per confezionare i tessuti con i quali si produrranno i prodotti confezionati, come, ad esempio, i vestiti. Le fibre tessili possono essere classificate secondo la loro origine. </div>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-22 17:20:30 UTC</pubDate>
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         <author>ticpbarone</author>
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         <description><![CDATA[<div>La canapa è la fibra di un fusto di una pianta erbacea annuale, alta 3-4 metri e anche più, con fusto eretto e poco ramificato. Vi sono piante maschili e femminili: dalle prime si ricava solo la fibra, dalle seconde la fibra e il seme. Le fibre della canapa (filaccia o tiglio) sono riunite in fasci e cementate tra loro da particolari sostanze. Per poterle separare devono quindi subire numerose operazioni simili a quelle descritte per il lino. La filaccia di canapa è lunga in media 2-3 metri e, come il lino, è costituita di un insieme di fibre elementari lunghe da 1 a 5 cm, saldate tra loro dalle sostanze cementanti residue. È più grossolana della filaccia di lino, ma più resistente. La canapa si usa per tele e tessuti, per abbigliamento e arredamento, tovaglieria, asciugamani, ecc. Con le qualità più resistenti si fabbricavano un tempo cordami e reti. Le stoppe si usano per imbottiture, i cascami per la fabbricazione di carta pregiata. </div>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-22 17:20:30 UTC</pubDate>
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         <author>ticpbarone</author>
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         <pubDate>2024-03-22 17:20:30 UTC</pubDate>
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         <author>ticpbarone</author>
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         <description><![CDATA[<div>L’impiego delle fibre tessili naturali ha origini antichissime e si è sviluppato presso le civiltà più diverse e più lontane. Il lino, la lana, il cotone e la seta sono state, nell’ordine, le fibre tessili che per prime sono state filate e poi tessute. Soltanto verso la fine dell’Ottocento nacque la prima fibra artificiale, il raion, e sono passati più di settant’anni dalla comparsa della prima fibra sintetica, il nylon, capostipite di una lunga serie di fibre chimiche. Le fibre tessili sono la materia prima della catena tessile, che comprende la lavorazione delle fibre per ottenere i filati, quindi i tessuti e, infine, i prodotti confezionati. </div>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-22 17:20:30 UTC</pubDate>
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         <title>La produzione del lino</title>
         <author>ticpbarone</author>
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         <description><![CDATA[<div>• La raccolta del lino per fibra viene fatta estirpando le pianticelle, che vengono poi fatte essiccare al sole. <br>• Segue la battitura o sgranellatura degli steli per separarne le capsule e le foglie. <br>• Con la macerazione e con l’operazione successiva di maciullatura si procede a liberare le fibre dalle sostanze gommose che le tengono riunite in fasci, e unite alla parte legnosa della pianta. La macerazione può essere naturale per esposizione sul prato all’azione della rugiada e del sole, oppure per immersione in acqua corrente o stagnante; la macerazione artificiale o biologica viene condotta con bagni di acqua calda nei quali sono collocati i covoni di lino e in cui vengono innestati particolari bacilli di coltura adatti a provocare la macerazione. <br>• Dopo essere stati lavati ed essiccati, gli steli vengono sottoposti alla maciullatura, che serve a ridurre in piccoli frammenti la parte legnosa che non si è ancora staccata dalla filaccia. <br>• Con la scotolatura la filaccia è finalmente liberata da ogni frammento legnoso. <br>• Con la pettinatura si separano le fibre corte (stoppe) e si dispongono parallelamente quelle lunghe. </div>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-22 17:20:30 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ticpbarone</author>
         <link>https://padlet.com/ticpbarone/u3z6uigmcc8v7gsf/wish/2930420895</link>
         <description><![CDATA[<div>Il lino è la fibra del fusto di una pianta annuale, alta fino a un metro, con fiore azzurro o bianco, foglie strette e appuntite. La coltura può essere fatta per ottenere la filaccia (varietà da tiglio) o il seme (varietà da olio). Il lino non è formato, come il cotone, quasi esclusivamente da cellulosa, ma contiene anche lignina, grassi, cere. I filamenti sono lunghi in media 50-60 cm e sono formati da fibre elementari lunghe 2 ÷ 4 cm, saldate tra loro da sostanze collose. I filati di lino vengono impiegati per la confezione di tessuti fini, per biancheria da letto, tovaglie, abbigliamento e arredamento, per tele pregiate e resistenti (tela batista). Il lino è un migliore conduttore di calore rispetto al cotone e dà una sensazione di fresco: per questo motivo è impiegato per l’abbigliamento estivo sia maschile che femminile. I capi di lino assumono un caratteristico aspetto stropicciato. </div>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-22 17:20:30 UTC</pubDate>
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         <title>Le lane speciali</title>
         <author>ticpbarone</author>
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         <description><![CDATA[<div>• Il cashmere è la fibra prodotta da una capra che vive sulle montagne dell’Himalaya e del Tibet e sugli altopiani della Mongolia. Il vello di questa capra, costituito di peli lunghi e ruvidi, si completa d’inverno con un manto di lanugine corta e soffice ed è appunto questa lanugine, raccolta con un pettine in primavera, che costituisce la fibra tessile. <br>• Il mohair è la fibra prodotta dalla capra d’angora originaria della Turchia, oggi allevata anche negli Stati Uniti e in Sud Africa. Ha caratteristiche simili a quelle della lana, i tessuti più fini sono fatti con la lana dei capretti. <br>• Il cammello ha un manto setoloso, lungo e folto, e un sottopelo più morbido e lanoso. In primavera questo sottomanto comincia a cadere e viene raccolto, ed è questa la fibra comunemente utilizzata nel settore dell’abbigliamento, lasciandone il colore naturale. <br>• La vigogna appartiene alla famiglia dei camelidi, vive sugli altopiani delle Ande ai confini tra il Cile e il Perù. L’animale è ricoperto di un lungo vello, completato da un sottopelo molto soffice, che fornisce una fibra molto fine. <br>• L’alpaca, un camelide, viene allevato in greggi sugli altopiani delle Ande, sia per le carni sia per la lana. La tosatura viene fatta ogni due anni e il vello è simile a quello del mohair. <br>• Il lama, un altro camelide, ha una grande importanza per le popolazioni che vivono sulle Ande perché viene impiegato come animale da soma e per la produzione di carne e di lana. La lana è molto lucida, calda, più grossolana di quella dell’alpaca. </div>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-22 17:20:30 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ticpbarone</author>
         <link>https://padlet.com/ticpbarone/u3z6uigmcc8v7gsf/wish/2930420897</link>
         <description><![CDATA[<div>Le lane sono destinate alla tessitura e alla maglieria. Quelle di migliori qualità sono adatte alla produzione di pettinati, le altre di cardati o di tappeti. Una piccola parte è rivolta alla produzione di feltri per cappelli, di materassi o di materiali isolanti. Ricordiamo le caratteristiche di alcuni tessuti particolari. <br>● Tweed. Tessuto di lana dall’aspetto rustico, d’origine scozzese, con la superficie ricoperta da piccoli nodi. Ha una consistenza molto solida che ne garantisce una durata per molti anni. <br>● Flanella. Tessuto di lana con la superficie resa leggermente pelosa con il processo di garzatura. Particolarmente caldo, anche se leggero, perché la peluria trattiene dell’aria che agisce da isolante termico. <br>● Spigato. Tessuto di lana con un disegno che ricorda le lische di pesce o le spighe di grano. <br>● Loden. Tessuto di lana con la superficie a pelo lungo, appiattito, utilizzato per confezionare cappotti, mantelli, gonne e pantaloni. Viene infeltrito per renderlo impermeabile e lavorato in modo da avere un lato peloso. Nella confezione di un capo in loden bisogna tener conto dell’orientamento del pelo che deve andare verso il basso. </div>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-22 17:20:30 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ticpbarone</author>
         <link>https://padlet.com/ticpbarone/u3z6uigmcc8v7gsf/wish/2930420898</link>
         <description><![CDATA[<div>La lana è la fibra che si ottiene dal vello degli ovini. Con questo termine s’intendono però anche i peli di altri animali: cammello, capra Cashmere, capra d’Angora o Mohair, vigogna, alpaca, lama ed altri ancora. La qualità della lana dipende dalla razza dell’animale di provenienza: le migliori lane sono quelle delle pecore Merinos, Rambouillet e delle razze inglesi; tra le nostrane, pregiata è la lana della Gentile di Puglia. Le caratteristiche della lana sono molto variabili e dipendono, oltre che dalla razza dell’ovino, dalle condizioni d’allevamento e d’alimentazione, dall’età dell’animale, dalla zona del vello (spalle, fianchi, cosce, ecc.). <br>● La finezza è la caratteristica più importante perché influisce sulla grossezza del filato, e in base ad essa si classificano le lane in fini, medie e grosse. <br>● L’arricciatura è la caratteristica che rende la lana soffice, morbida e leggera; inoltre le conferisce un ottimo potere isolante dato dagli strati d’aria trattenuti dalle fibre, e l’aria è un cattivo conduttore di calore. <br>● Il colore della lana sudicia è giallastro, dopo il lavaggio è bianco avorio. <br>● La resistenza alla trazione è scarsa, ma l’elasticità è la più elevata fra tutte le fibre naturali. <br>● La lana è igroscopica, assorbe cioè facilmente l’umidità. Per effetto del calore, dell’umidità e della compressione, la lana si trasforma in una massa compatta chiamata feltro, nella quale le fibre s’intrecciano così saldamente tra loro che non è più possibile separarle. </div>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-22 17:20:30 UTC</pubDate>
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         <title>Produzione del rayon</title>
         <author>ticpbarone</author>
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         <description><![CDATA[<div>• La cellulosa, estratta da legno, è trattata con prodotti chimici diversi, secondo il tipo di rayon che si vuole ottenere <br>• La cellulosa viene sciolta con solventi speciali. <br>• La massa fluida viene costretta a passare attraverso i sottili fori di una filiera e si trasforma in filo. <br>• Il filo fluido che esce dalla filiera viene fatto coagulare e reso solido. <br>• Il filo viene avvolto in bobine oppure tagliato per formare il fiocco. </div>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-22 17:20:30 UTC</pubDate>
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         <author>ticpbarone</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il rayon è una fibra prodotta utilizzando cellulosa naturale. Come abbiamo già visto studiando la carta, la cellulosa è l'elemento costitutivo principale delle piante, delle quali forma le pareti cellulari. La cellulosa per uso tessile viene estratta dal legno delle conifere (pino, abete) e di alcune latifoglie (betulla, eucaliptus) con un procedimento simile a quello impiegato nell'industria cartaria, condotto in modo da avere però un prodotto più puro. Molto indicati sono i linters di cotone. </div>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-22 17:20:30 UTC</pubDate>
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         <title>Fibre di amianto</title>
         <author>ticpbarone</author>
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         <description><![CDATA[<div>L’amianto è un minerale costituito principalmente da silicati di magnesio. Le fibre sono ottenute per sfibratura meccanica del minerale. Le fibre di amianto sono leggere, resistenti al calore e alla fiamma; resistono bene agli acidi e all’usura. Sono state impiegate nel passato nella fabbricazione di materiali isolanti e refrattari, tute e indumenti antincendio, manufatti di cemento e amianto (eternit). La sua resistenza al calore e la sua struttura fibrosa lo rendono adatto come materiale per indumenti e tessuti da arredamento a prova di fuoco, ma la sua ormai accertata nocività per la salute (provoca l’asbestosi e tumori all’apparato respiratorio) ne ha vietato l’uso in molti Paesi: in Italia è fuori legge dal 1992. </div>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-22 17:20:30 UTC</pubDate>
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         <title>Fibre di vetro</title>
         <author>ticpbarone</author>
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         <description><![CDATA[<div>Dal vetro si possono tirare delle fibre tessili mediante fusione e colatura attraverso i piccolissimi fori di una filiera. I filamenti vengono accoppiati e avvolti su un tamburo. I principali impieghi delle fibre di vetro tessile si hanno nell’industria delle materie plastiche rinforzate, per parti di imbarcazioni, aerei e automobili, elettrodomestici, piscine: le fibre di vetro conferiscono notevole tenacità alla struttura. Le fibre feltrate servono per la fabbricazione di feltri e pannelli di isolamento acustico e termico. </div>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-22 17:20:30 UTC</pubDate>
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         <title>Alcune fibre sintetiche</title>
         <author>ticpbarone</author>
         <link>https://padlet.com/ticpbarone/u3z6uigmcc8v7gsf/wish/2930420905</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Fibre poliesteri (sigla PL)</strong> <br>Le fibre poliesteri sono dotate di una grande resistenza alla trazione e all’abrasione; sono ingualcibili e indeformabili; si possono facilmente colorare e non ingialliscono; sono antimuffe e antitarme. Possono essere prodotte come: <br>– filo continuo: impiegate per tendaggi, camicerie, maglierie, abiti; <br>– fiocco (fibra tagliata in diverse lunghezze): impiegato per mischie con fibre naturali; <br>– fiocco fiberfill (fiocco con una speciale arricciatura): impiegato come materiale da imbottitura per materassi, cuscini, coperte imbottite, sacchiletto, giacche a vento; <br>Il <strong>pile</strong> è un tessuto a maglia, prodotto con fili continui o fiocco in poliestere, felpato di solito da entrambi i lati. La felpatura aumenta il volume d’aria trattenuto all’interno del tessuto e ne migliora l’isolamento termico. <br><strong>Fibre poliammidiche (sigla PA) <br></strong>Il nylon è stata la prima fibra sintetica prodotta commercialmente. Il nylon ha un’elevatissima resistenza alla rottura, superiore a quella di un acciaio dolce (50-60 kg/mm2). Resiste bene all’usura, alle sollecitazioni ripetute, all’azione degli agenti chimici; asciuga molto rapidamente, non s’incendia a contatto della fiamma ma fonde, non imputridisce e non ammuffisce. <br>– Il crêpe di nylon viene impiegato per la confezione di calze, maglie, costumi da bagno, ecc. <br>– Il nylon in fiocco è impiegato, oltre che per la preparazione di filati puri, anche come rinforzo in filati misti con lana e cotone. <br><strong>Fibre poliacriliche (sigla PC)</strong> <br>Le fibre acriliche sono fra le fibre tessili più leggere e si adattano perciò in modo eccellente ad articoli di maglieria. La loro bassa massa volumica permette di produrre tessuti leggeri e soffici, sia puri sia in mischia con la lana, che, racchiudendo una certa quantità di particelle d’aria, consentono una buona climatizzazione. <br><strong>Fibre polipropileniche (sigla PP)</strong> <br>Sono tra le fibre chimiche più recenti. Queste fibre sono caratterizzate da un’estrema leggerezza e da una notevole resistenza all’usura, non assorbono umidità, hanno proprietà antimacchia, sono inattaccabili dalle muffe e dalle tarme. Per queste caratteristiche sono impiegate soprattutto nel settore dei tappeti, moquettes e tessuti d’arredamento. <br><strong>Fibre poliviniliche (sigla PV)</strong> <br>La caratteristica più importante di queste fibre è quella di non essere infiammabili, che ne favorisce l’impiego nella confezione di articoli di abbigliamento intimo, tendaggi, coperte, tappeti, tessuti industriali. <br><strong>Elastan (sigla EA)</strong> <br>L’elastan è una fibra artificiale assai elastica, che viene impiegata con il nylon per la produzione di calze e collant. Ha la proprietà di aumentare da 5 a 7 volte la lunghezza originale, per ritornare alla posizione originaria senza grosse deformazioni. <br><strong>Microfibre</strong> <br>Sono fibre “hi-tech”, cioè ad alta tecnologia. Composte di poliestere o di poliammide, hanno la particolarità di essere sottilissime, con un diametro pari a un terzo di quello della lana e metà di quello della seta. Queste dimensioni si ottengono colando la materia prima allo stato liquido attraverso un foro microscopico fatto con il laser. In questo modo, si possono realizzare anche fili di sezione diversa da quella circolare, che riflettono la luce in maniera particolare, dando ad esempio effetti cromatici cangianti. Le microfibre sono superleggere: 10 chilometri pesano meno di 1 grammo. Mantengono all’asciutto e garantiscono il comfort totale. Alla funzione protettiva da pioggia e vento uniscono infatti quella di termoregolazione. Grazie a una membrana microporosa (1,4 miliardi di micropori per 2 centimetri) i capi in microfibra favoriscono la traspirazione evitando fenomeni di condensazione del sudore. </div>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-22 17:20:30 UTC</pubDate>
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         <title>Le caratteristiche generali</title>
         <author>ticpbarone</author>
         <link>https://padlet.com/ticpbarone/u3z6uigmcc8v7gsf/wish/2930420906</link>
         <description><![CDATA[<div>Le fibre chimiche hanno molti aspetti positivi. <br>● La resistenza meccanica all’uso e allo strappo, la leggerezza, l’elasticità, la resistenza alla luce, agli acidi e agli alcali sono superiori a quelle delle fibre naturali. Ad esempio, il nylon ha un carico di rottura doppio di quello della seta. <br>● Sono indeformabili e irrestringibili, inattaccabili dalle tarme e dalle muffe. <br>● È possibile ottenere un prodotto tessile iniziale già colorato, unendo il colore durante la prima fase della preparazione. Le fibre tinte in massa hanno colori stabili e inalterabili alla luce ed evitano successive operazioni di tintura e finitura. <br>● È possibile fabbricare grandi quantità di fibre in tempi brevi e a costi contenuti. Le fibre chimiche hanno, però, anche alcuni aspetti negativi. <br>● Sono fibre impermeabili e non lasciano traspirare il corpo: non sono quindi adatte alla confezione d’indumenti intimi. Negli ultimi anni il problema è stato parzialmente risolto con la creazione delle microfibre, filamenti molto fini e porosi, che consentono la traspirazione. <br>● I tessuti sintetici causano l’accumulo d’energia elettrostatica sulla pelle, che può causare disturbi e allergie alle persone che li indossano. </div>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-22 17:20:30 UTC</pubDate>
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         <title>La produzione di fibre sintetiche</title>
         <author>ticpbarone</author>
         <link>https://padlet.com/ticpbarone/u3z6uigmcc8v7gsf/wish/2930420907</link>
         <description><![CDATA[<div>• Partendo da materie prime come petrolio, carbone, aria, acqua, si preparano le molecole semplici. <br>• Mediante complesse reazioni chimiche, i monomeri si riuniscono a formare i polimeri che costituiscono la resina sintetica. <br>• La resina viene filata attraverso i sottili fori di una filiera e fatta solidificare. <br>• I fili vengono “stirati” per renderli più sottili e tenaci. <br>• I fili vengono arricciati con la testurizzazione, allo scopo di rendere la fibra più soffice e voluminosa, simile alle fibre naturali. <br>• Il filo stirato viene avvolto in bobine oppure tagliato per formare il fiocco. </div>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-22 17:20:30 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ticpbarone</author>
         <link>https://padlet.com/ticpbarone/u3z6uigmcc8v7gsf/wish/2930420908</link>
         <description><![CDATA[<div>Le fibre sintetiche sono ottenute partendo da molecole elementari (monomeri) che, per mezzo di complessi processi chimici di sintesi (polimerizzazione), vengono riunite a formare delle unità molto più grandi, dette macromolecole, riunite tra loro a fasci e disposte secondo un asse a formare una fibra. La chimica organica ha raggiunto in questo campo brillanti risultati e, partendo da materie prime chimicamente semplici e relativamente poco costose come il petrolio, il carbone e i sottoprodotti di altre lavorazioni, ha prodotto numerose fibre che sono classificate secondo la loro composizione chimica. Le principali fibre sintetiche appartengono alle seguenti categorie: poliammidiche, poliesteri, poliacriliche, poliviniliche, polipropileniche. Come le fibre artificiali, anche quelle sintetiche si ottengono per estrusione dei polimeri attraverso filiere, piastre metalliche provviste di piccolissimi fori di dimensioni variabili secondo il tipo di fibra. </div>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-22 17:20:30 UTC</pubDate>
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         <title>La raccolta del cotone</title>
         <author>ticpbarone</author>
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         <description><![CDATA[<div>• La raccolta del cotone si compie quando le capsule si aprono, e può essere fatta a mano o a macchina. La raccolta manuale è il metodo migliore, anche se il più faticoso e costoso. La raccolta meccanica è un metodo introdotto nei Paesi nei quali si ha un grande sviluppo della cotonicoltura e un alto costo della manodopera. L’epoca di raccolta varia a seconda dei diversi Paesi, in relazione, naturalmente, alla loro posizione geografica e alle condizioni climatiche. <br>• Il cotone in seme, dopo la raccolta, è sottoposto alla sgranatura o ginnatura, ossia al processo di separazione della fibra dal seme. <br>• Il cotone sgranato viene compresso e imballato, pronto per la spedizione: è genericamente chiamato cotone sodo. In alcune specie i semi, dopo la sgranatura, si presentano ancora ricoperti da una corta peluria che viene tolta con una seconda sgranatura: questi corti peli costituiscono i linters impiegati nella fabbricazione del raion, della celluloide e di alcuni tipi di carta. </div>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-22 17:20:30 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ticpbarone</author>
         <link>https://padlet.com/ticpbarone/u3z6uigmcc8v7gsf/wish/2930420910</link>
         <description><![CDATA[<div>Il cotone è la fibra tessile più importante; è costituita dai peli che rivestono i semi contenuti nel frutto della pianta del cotone. La pianta è coltivata in una vasta zona del globo dove esistano condizioni di clima caldo temperato e tropicale e ci sia sufficiente quantità d’acqua durante il periodo della crescita. Il frutto del cotone ha la forma di una capsula che contiene i semi ricoperti da peli: quando giunge a maturazione, si apre lasciando uscire il bioccolo del cotone.  I tessuti di cotone sono largamente utilizzati nel campo dell’abbigliamento e dell’arredamento. Tra i tanti impieghi ricordiamo: <br>● il denim, utilizzato per i jeans; <br>● il fustagno, adatto per indumenti da lavoro; <br>● la spugna, utilizzata per gli asciugamani. </div>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-22 17:20:30 UTC</pubDate>
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