<?xml version="1.0"?>
<rss version="2.0">
   <channel>
      <title> UN MONDO SENZA PLASTICA?UN MONDO MIGLIORE by Andrea Michela</title>
      <link>https://padlet.com/AndreaMichela/batteriomangiaplastica</link>
      <description>Scoperto il batterio mangia-plastica</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2019-04-08 15:39:54 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2020-05-24 08:34:32 UTC</lastBuildDate>
      <webMaster>hello@padlet.com</webMaster>
      <image>
         <url>https://padlet-assets.s3.amazonaws.com/icons/Planets.png</url>
      </image>
      <item>
         <title>Cos&#39;è la plastica?</title>
         <author>AndreaMichela</author>
         <link>https://padlet.com/AndreaMichela/batteriomangiaplastica/wish/349567091</link>
         <description><![CDATA[<div>Oggigiorno si sente parlare ovunque di <strong><em>problemi climatici</em></strong> ma,di concreto,cosa sono?E,da cosa sono causati?<br><br>L'attività umana è incrementata negli ultimi 300 anni di circa il 63%(il cui sviluppo risale alla rivoluzione industriale inglese)per poi farsi sempre più acuta nei secoli successivi.<br><br>A causa di tale aumento,l'impatto che tali attività stanno avendo sull'ambiente è catastrofico. Infatti,già dalla metà del secolo anteriore,gli scienziati hanno riscontrato un elevato<strong><em> incremento della temperatura ambientale</em></strong> e,attraverso innumerevoli studi,hanno scoperto che è proprio l'uomo che sta distruggendo il pianeta in cui vive.<br><br>Sono diverse le cause del <strong><em>surriscaldamento globale</em></strong>:combustione di combustibili fossili,deforestazioni e,perfino,allevamenti intensivi.Essi stanno provocando un incremento,non solo della temperatura ambientale(che negli ultimi anni è aumentata di 0.85C°),ma anche dei livelli del mare che,se la produttività umana continuerà a essere così prolifica,tra 40 anni alcune tra le città più importanti al mondo verranno sommerse fino a scomparire del tutto(tra cui New York,Boston,Londra ecc.). <br><br>A peggiorare la situazione,vi è la presenza dell<strong><em>'inquinamento</em></strong> che è la causa principale dell'aumento termico ambientale e che provocano gravi danni alla salute dell'uomo perché sono presenti in luoghi fondamentali per la sopravvivenza,tra cui aria,oceani e quindi anche nell'acqua che siamo soliti bere,nel suolo e così via.Però,la plastica,in tutto ciò,come influisce sull'ambiente?<br><br>Negli ultimi anni si parla di inquinamento in-door, l’inquinamento in cui si ha la presenza di ambienti contaminati di contaminanti fisici, chimici e biologici non presenti in natura,tra cui,appunto,riscontriamo la plastica.<br>La plastica non è altro che<strong><em> un polimero sintetico composto per la maggior parte da petrolio</em></strong>.Affinché i monomeri si uniscano tra di loro per formare,in seguito,una catena,necessitano di calore che,tenendo conto della grande produzione di plastica negli ultimi anni,ha provocato l'aumento dell'effetto dei gas serra(gas che trattengono le radiazioni infrarosse prodotte dalla superficie terrestre e che,normalmente,in condizioni ottimali,verrebbero rigettati al di fuori dell'atmosfera per disperdersi nello spazio).<br><br>La <strong><em>plastica oggi è tra i più diffusi inquinanti dell’ambiente</em></strong>. Il mare in particolar modo sta vivendo una situazione critica e ne sono la testimonianza le cosiddette "<strong><em>isole di plastica</em></strong><strong>"</strong> nel Pacifico. Non è un caso, che se filtrassimo tutte le acqua salate del mondo, scopriremmo che ogni chilometro quadrato di essa contiene circa 46.000 micro particelle di plastica in sospensione. Nonostante questi dati preoccupanti, non si è arrestata la produzione di plastica nel mondo, anzi la produzione mondiale di resine e fibre plastiche è cresciuta dai 2 milioni di tonnellate del 1950 agli oltre 380 milioni<strong> </strong>del 2016. La plastica è infatti il prodotto sintetico a più lunga conservazione, si degrada completamente solo in centinaia di anni. E’ logico quindi che, se non smaltita o riciclata correttamente, finisca nell’ ambiente favorendo l’alterazione di ecosistemi troppo delicati. Purtroppo in questi anni di crescente domanda, solo il 20% della plastica prodotta è stato riciclato o smaltito. Tutto il resto si è accumulato come scarto a terra e in acqua.<br><br>Secondo una nuova ricerca giunta dall’Università delle Hawaii, l’inquinamento da plastica contribuisce ai cambiamenti climatici. I rifiuti plastici dispersi nell’ambiente e nell'acqua contribuiscono all’<strong><em>effetto serra</em></strong> e,quindi, al riscaldamento globale. Questo materiale degradandosi emette in particolare due gas serra:l’<strong><em>etilene</em></strong> e il <strong><em>metano</em></strong>. Il polimero più prolifero in termini di produzione di gas serra è il<strong> </strong><strong><em>polietilene</em></strong> utilizzato per una miriade di prodotti di largo consumo e di conseguenza anche il rifiuto plastico più diffuso nell’ambiente. <br><br>La plastica non solo contribuisce all'incremento delle temperature ambientali,ma causa anche<strong> </strong><strong><em>problemi alla flora e alla fauna</em></strong><em> </em>provocando,perfino,estinzioni di animali che vivono sulla Terra da miliardi di anni.Infatti,sempre più diffusi sono i casi di animali marini,come ad esempio le tartarughe,che scambiano una busta di plastica per una medusa e la ingeriscono per sbaglio causandogli,però,problemi molto gravi tra cui insufficienza respiratoria,complicazione nell' apparato gastro-intestinale e,nel peggior dei casi,può causare anche la morte.<br><br>Perciò,a causa della preoccupante situazione in questione e per la sostenibilità del nostro Pianeta, la Commissione Europea ha deciso di compiere un concreto passo in avanti contro l’inquinamento da plastica, proponendo una serie di nuove norme che vanno a colpire dieci dei prodotti monouso più diffusi. Tra gli oggetti saranno completamente vietati le posate, i piatti, i cotton fioc, le cannucce, gli agitatori per bevande e i bastoncini per palloncini,tutti considerati tra le principali minacce per l’ambiente.<br><br></div>]]></description>
         <pubDate>2019-04-08 15:48:26 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/AndreaMichela/batteriomangiaplastica/wish/349567091</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Ideonella Sakaiensis:</title>
         <author>AndreaMichela</author>
         <link>https://padlet.com/AndreaMichela/batteriomangiaplastica/wish/349953959</link>
         <description><![CDATA[<div>Casualmente,dopo una ricerca avvenuta da parte di un'equipe giapponese del <em>Kyoto Institute of Technology</em> guidata da <strong>Shosuke Yoshida</strong>,si è scoperto un batterio in grado di assimilare la plastica e,di conseguenza,salvare la vita dei nostri oceani. Si tratta del batterio <strong><em>Ideonella Sakaiensis.<br><br></em></strong>Tutto è iniziato quando i ricercatori hanno esaminato più da vicino la struttura cristallina di un enzima (cioè di una proteina) recentemente scoperto chiamato<em> </em><strong><em>PETase</em></strong>, che si è evoluto naturalmente ed era già noto per degradare e digerire la plastica a base di <strong><em>polietilene tereftalato</em></strong> (<strong>PET</strong>).Ma la loro indagine ha avuto un risultato improbabile: hanno introdotto una<strong> </strong><strong><em>mutazione della PETase</em></strong>. Il risultato è stato un nuovo tipo di enzima che digerisce la plastica in modo più efficiente rispetto all’originale. Si tratta,appunto,del batterio <em>Ideonella Sakaiensis</em>,il quale è stato scoperto<em> </em>dopo aver analizzato 250 campioni di bottiglie in PET in un sito di riciclaggio,definendolo "<strong><em>unico nel suo genere</em></strong>".<br><br>Gli scienziati hanno riconosciuto due enzimi chiave nella reazione di idrolisi della plastica, descrivendo in dettaglio il processo. Il primo è il <strong><em>PETase</em></strong>, secreto dal batterio quando questi aderisce alle superfici plastiche. Il secondo enzima è il <strong><em>MHET idrolase</em></strong>, responsabile della rottura delle catene di PET in molecole più piccole e “innocue”,dando origine all’<strong><em>acido tereftalico</em></strong> e al <strong><em>glicole etilenico</em></strong>. Il processo è molto lento(la degradazione completa di una piccola pellicola in PET impiega circa sei settimane alla temperatura di 30 °C)ma grazie all’<em>Ideonella sakaiensis</em> il riciclo delle plastiche potrebbe fare passi da gigante.<br><br>"<strong><em>Tuttavia anche l’enzima più vorace che mangia plastica avrà un sacco di    spazzatura nella quale farsi strada prima di fare la fame. Gli esseri umani hanno caricato il pianeta con circa 9 miliardi di tonnellate di plastica, la metà della quale è stata prodotta dal 2004"</em></strong><em>.                                                         (</em>cit.<em>Gregg Beckham</em>,ingegnere presso il <em>National Renewable Energy Laboratory)<br><br></em>Tramite questa citazione,il signor Gregg Beckham afferma che sebbene sia stato scoperto questo batterio capace di disintegrare la plastica molto più rapidamente rispetto ai semplici processi biochimici,ciò non significa che i problemi legati all'inquinamento si risolvano nell'immediato. Perciò bisogna esserci costanza e buona volontà da parte dei cittadini di tutto il mondo e non deve esserci nessun paese che pensi solo a sé stesso.<br><br>Vorrei introdurre un'ulteriore citazione che,a mio personale parere e piacere,possa cambiare il mondo.Fu enunciata da<strong><em> Göethe</em></strong>,nonché uno dei massimi esponenti del Romanticismo tedesco che disse:<strong><em>"È necessario unirsi, non per stare uniti, ma per fare qualcosa insieme.” </em></strong>Cioè,bisogna essere un mondo unito affinché la plastica e,quindi,i problemi ambientali,non esistano più,<br><br>Adesso gli scienziati stanno cercando di capire se è possibile utilizzare il batterio per isolare l’acido tereftalico e riutilizzarlo per la produzione di nuova plastica per <strong><em>evitare l’uso di petrolio</em></strong><strong>,</strong>come<strong><em> PEF</em></strong>(<em>polietilene furandicarbossilato)</em><strong><em>,PLA</em></strong>(<em>acido poliattico</em>) e <strong><em>PBS</em></strong>(<em>poliestere alifatico</em>). Comprendere meglio i meccanismi di decomposizione della plastica grazie a questo batterio,faciliteranno anche le azioni corali di bonifica degli ecosistemi: la plastica che inquina gli oceani va considerata come una grave <strong><em>minaccia per la fauna sottomarina</em></strong> ma non solo:se spezzettata dagli agenti atmosferici in particelle micrometriche,viene facilmente ingerita dal plancton, per poi diffondersi al resto dell’ecosistema.<br><br>In conclusione,gli scienziati sono fiduciosi per le nuove scoperte che potrebbero risolvere il problema globale dell’inquinamento plastico. Anche l’Italia corre seri rischi: il 95% dei 2597 rifiuti galleggianti in 120 chilometri quadrati di mare è fatto di plastica principalmente fogli e buste. <strong><em>Il mare più inquinato è l’Adriatico</em></strong>, seguito dal Tirreno e dallo Ionio.Perciò,il batterio <em>Ideonella Sakaiensis</em> potrebbe essere veramente una salvezza per il mondo!<br><br><br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2019-04-09 14:27:28 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/AndreaMichela/batteriomangiaplastica/wish/349953959</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Foto del batterio Ideonella Sakaiensis</title>
         <author>AndreaMichela</author>
         <link>https://padlet.com/AndreaMichela/batteriomangiaplastica/wish/350000434</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="http://www.futuretimeline.net/blog/images/397-ideonella-sakaiensis.jpg" />
         <pubDate>2019-04-09 15:52:25 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/AndreaMichela/batteriomangiaplastica/wish/350000434</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Process about the disintegration of plastic:</title>
         <author>AndreaMichela</author>
         <link>https://padlet.com/AndreaMichela/batteriomangiaplastica/wish/350011211</link>
         <description><![CDATA[<div>The bacterium adheres to the PET surface(in this case a bottle of water) and,thank to his two enzymes,breaks down the plastic into terephthalic acid and ethylene glycol. In the end,the bacterium eats the two results of the split and the PET has been destroyd immediately.<br><strong><br>TRADUZIONE:</strong><br><br>Il batterio aderisce sulla superficie PET(in questo caso si tratta di una bottiglia d'acqua)e,grazie ai suoi due enzimi,scompone la plastica in acido tereftalico e in glicol etilenico .Infine,il batterio mangia i due risultati della scissione e il PET è stato distrutto immediatamente.</div>]]></description>
         <enclosure url="http://marketbusinessnews.com/wp-content/uploads/2016/03/Ideonella-sakaiensis-breaks-down-PET.jpg" />
         <pubDate>2019-04-09 16:13:07 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/AndreaMichela/batteriomangiaplastica/wish/350011211</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Pacific Trash Vortex</title>
         <author>AndreaMichela</author>
         <link>https://padlet.com/AndreaMichela/batteriomangiaplastica/wish/350021986</link>
         <description><![CDATA[<div>A causa dell'intensiva produttività di plastica,nell'Oceano Pacifico si è creata un'isola intera di plastica conosciuta come "<strong><em>Pacific Trash Vortex</em></strong>",vicina all'arcipelago vulcanico delle Hawaii.</div>]]></description>
         <enclosure url="http://www.pensieromeridiano.it/wp-content/uploads/2016/10/isole_plastica_Page_06.jpg" />
         <pubDate>2019-04-09 16:34:22 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/AndreaMichela/batteriomangiaplastica/wish/350021986</guid>
      </item>
   </channel>
</rss>
