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      <title>Arte e realtà by </title>
      <link>https://padlet.com/vandrine/ComEmozionArti</link>
      <description>La percezione del paesaggio ieri ed oggi, tra rappresentazione artistica e realtà.</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-04-16 11:48:22 UTC</pubDate>
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         <title>Arte e realtà: come la vedo io</title>
         <author>vandrine</author>
         <link>https://padlet.com/vandrine/ComEmozionArti/wish/252089623</link>
         <description><![CDATA[<div>Il tema centrale del percorso formativo è "<strong>la trasformazione del paesaggio</strong>" da un punto di vista innanzitutto <strong>estetico</strong>. Il contesto formativo è quello di un territorio montano che ha estrema necessità di reinventarsi e di ricostruire la propria identità dopo gli stravolgimenti intervenuti a livello economico, sociale ed ambientale negli ultimi decenni. Per i ragazzi questo processo di riavvicinamento e riappropriazione è fondamentale, sia a livello personale sia a livello collettivo. Il percorso formativo si inserisce nel più ampio progetto promosso da ISOIPSE insieme all'Ecomuseo Lis Aganis, e si focalizza sulla rappresentazione artistica del paesaggio, sulla sua percezione e rielaborazione: l'idea è di creare una rappresentazione multimediale di opere artistiche legate al paesaggio locale.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-16 11:51:57 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;ARTISTA:Napoleone Cozzi</title>
         <author>vandrine</author>
         <link>https://padlet.com/vandrine/ComEmozionArti/wish/252091171</link>
         <description><![CDATA[<div>L'artista da cui partiamo all'esplorazione del territorio è Napoleone Cozzi, uomo e artista poliedrico, nato a Trieste in una famiglia originaria di Travesio. Appassionato sportivo e scalatore, Cozzi ci ha lasciato numerose opere e taccuini sui quali ha impresso fotogrammi ed impressioni dalle sue numerose escursioni nelle Dolomiti ed in particolare in quello che oggi è il Parco delle Dolomiti Friulane. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-16 11:57:29 UTC</pubDate>
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         <title>Video - Napoleone Cozzi</title>
         <author>vandrine</author>
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         <description><![CDATA[<div>Breve servizio su mostra tematica del 2007.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-16 12:02:38 UTC</pubDate>
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         <title>THINGLINK</title>
         <author>vandrine</author>
         <link>https://padlet.com/vandrine/ComEmozionArti/wish/252094445</link>
         <description><![CDATA[<div>Permette di creare mappe visive a partire da un'immagine, sulla quale si interviene inserendo contenuti vari: file audio, altre immagini, testi, link di approfondimento, eccetera.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-16 12:08:48 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Il percorso formativo</title>
         <author>vandrine</author>
         <link>https://padlet.com/vandrine/ComEmozionArti/wish/252095273</link>
         <description><![CDATA[<div>Il percorso formativo si articola in 5 incontri, curati da due operatori (Ennia e Sandra). </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-16 12:11:22 UTC</pubDate>
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         <title>OBIETTIVI PERSONALI</title>
         <author>vandrine</author>
         <link>https://padlet.com/vandrine/ComEmozionArti/wish/252107363</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Che cosa voglio lasciare a questa classe?</strong><br>Vorrei che i ragazzi riuscissero - attraverso la lettura e la rappresentazione artistica - a sviluppare una conoscenza affettiva del territorio.  <br><br>Ogni luogo della nostra vita è uno scrigno di ricordi visivi, sonori, olfattivi ed esperienziali; vorrei che i ragazzi attribuissero consapevolmente a questi dettagli l'importanza che (almeno secondo me) meritano.<br><br>L'arte dona dignità agli occhi degli altri, ma soprattutto agli occhi di chi crea. Vorrei quindi che attraverso la produzione artistica i ragazzi si riappropriassero della propria identità locale, approfondendo aspetti della vita del territorio che magari finora hanno visto più come limiti che come potenziali vantaggi.<br><br>Vorrei inoltre lasciare alla classe la capacità di utilizzare alcuni strumenti che forse ancora non conosce, piegandoli alle proprie esigenze espressive e di comunicazione.<br><br>Vorrei infine che il percorso formativo fosse un'occasione per imparare in maniera creativa e collaborativa.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-16 12:38:42 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>vandrine</author>
         <link>https://padlet.com/vandrine/ComEmozionArti/wish/252110780</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>"Ciò che è bello per gli altri è bello anche per me?"</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-16 12:46:50 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>vandrine</author>
         <link>https://padlet.com/vandrine/ComEmozionArti/wish/252111036</link>
         <description><![CDATA[<div>Galleria di quadri "parlanti" che raccontano il cambiamento del paesaggio.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-16 12:47:22 UTC</pubDate>
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         <title>Casera Meluzzo</title>
         <author>vandrine</author>
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         <description><![CDATA[<div>Casera Meluzzo si trova in val Meluzzo a pochi minuti dal rifugio Pordenone. E' raggiungibile lungo la pista sterrata che parte dal parcheggio di fondovalle (segnavia CAI 361).<br><br>Nell'acquerello ci sono i portatori di gerle, la struttura è in legno. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-16 12:49:51 UTC</pubDate>
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         <title>Conca della Mescola</title>
         <author>vandrine</author>
         <link>https://padlet.com/vandrine/ComEmozionArti/wish/252114040</link>
         <description><![CDATA[<div>La squadra Volante trascorre la notte in tenda alla Conca della Mescola, sopra Forni di Sopra, per tentare la salita al “Monte Toro” (Punta Cozzi). Settembre 1902.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-16 12:54:17 UTC</pubDate>
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         <title>Campanile di Val Montanaia</title>
         <author>vandrine</author>
         <link>https://padlet.com/vandrine/ComEmozionArti/wish/252115189</link>
         <description><![CDATA[<div>La storia di una conquista. Nello schizzo: "Alla locanda "Alla Rosa" di Cimolais.  La locanda esiste ancora, è un albergo. Sicuramente ha un altro aspetto, ci sono colori diversi, rumori diversi, oggetti diversi. <a href="http://www.intraisass.it/montanaia.htm">http://www.intraisass.it/montanaia.htm</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-16 12:56:43 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>GEOCACHING</title>
         <author>vandrine</author>
         <link>https://padlet.com/vandrine/ComEmozionArti/wish/252116400</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Il geocaching è un modo entusiasmante di esplorare il territorio andando alla ricerca di luoghi tramite GPS o App specifiche</strong>. Il gioco parte dal web, dove si reperiscono informazioni e coordinate geografiche del punto da raggiungere, e continua in ambiente fino a scoprire la geocache, ovvero un piccolo contenitore con un diario che raccoglie la traccia emozionale di ogni passaggio.<br>Si tratta quindi di un'evoluzione tecnologica della caccia al tesoro che coniuga l'avventura della ricerca con il piacere della scoperta di nuovi luoghi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-16 12:59:17 UTC</pubDate>
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         <title>Scendendo da Forni di Sopra a Travesio</title>
         <author>vandrine</author>
         <link>https://padlet.com/vandrine/ComEmozionArti/wish/252123556</link>
         <description><![CDATA[<div>Suggerimenti: suoni diversi, strada diversa</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-16 13:13:46 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>vandrine</author>
         <link>https://padlet.com/vandrine/ComEmozionArti/wish/259901559</link>
         <description><![CDATA[<div><em>Un uomo si propone il compito di disegnare il mondo. Trascorrendo gli anni, popola uno spazio con immagini di province, di regni, di montagne, di baie, di navi, d’isole, di pesci, di dimore, di strumenti, di astri, di cavalli e di persone. Poco prima di morire, scopre che quel paziente labirinto di linee traccia l’immagine del suo volto. <br></em><strong>J. L. Borges </strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-11 11:28:36 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title></title>
         <author>vandrine</author>
         <link>https://padlet.com/vandrine/ComEmozionArti/wish/259901598</link>
         <description><![CDATA[<div>L’<strong>esperienza del paesaggio</strong> può essere considerata, in primo luogo, come esperienza di sé: il soggetto rappresenta il primo elemento essenziale alla comparsa del paesaggio, e con soggetto s’intende "<em>un essere umano che si distingue attraverso il suo essere-nel-mondo"</em> e, diventarlo, implica un abbandono dello stato di indifferenza e un conseguente coinvolgimento della coscienza.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-11 11:28:52 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>LA PITTURA ed il PAESAGGIO</title>
         <author>vandrine</author>
         <link>https://padlet.com/vandrine/ComEmozionArti/wish/259901820</link>
         <description><![CDATA[<div>La conditio sine qua non per poter parlare di <strong>pittura di paesaggio</strong> è considerare quest’ultima come “tema autonomo”, in grado cioè, di suscitare un’emozione estetica senza dover necessariamente fungere da sfondo ad un’azione dell’uomo.<br>Il paesaggio in senso estetico, però, non è mai soltanto natura, è anche storia, quindi storia dell’arte, in particolare. Umberto Eco sostiene che benché si parli di astrattismo, naturalismo, realismo o idealismo, la produzione pittorica è sempre stata determinata da convenzioni culturali, pur sempre aderenti però, ad un paradigma che proponeva, di epoca in epoca, la propria interpretazione della realtà.<br>Riprendendo le tesi di <strong>Wilde</strong> e <strong>Proust</strong>, <strong>Roger</strong> afferma che è l’arte, in modo particolare, a creare il paesaggio; è il paesaggio pittorico che determina la nostra percezione del paesaggio reale; ragione per cui vediamo la natura con occhi diversi a seconda che ci troviamo di fronte ad un dipinto di <strong>Turner</strong> o ad uno di <strong>Monet</strong>. Contrariamente a quanto avrebbe sostenuto<strong> Platone</strong>, l’origine del paesaggio è, dunque, artistica. La natura è indeterminata e riceve le sue determinazioni soltanto dall’arte: il paese diviene un paesaggio reale soltanto sotto la condizione di un paesaggio dipinto.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-11 11:30:25 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>MACRO-OBIETTIVI EDUCATIVI</title>
         <author>vandrine</author>
         <link>https://padlet.com/vandrine/ComEmozionArti/wish/259902132</link>
         <description><![CDATA[<div>Il percorso nasce dall’esigenza percepita di riavvicinare i ragazzi al loro territorio, un territorio che spesso non è adeguatamente conosciuto e compreso e che pertanto non rappresenta agli occhi dei giovani un elemento di attrazione, mentre vorremmo fosse qualcosa in cui riconoscersi, con cui interagire all’interno di una relazione di cura e valorizzazione attiva. <strong>L’obiettivo principale è dunque quello di portare i ragazzi a guardare con occhi nuovi al paesaggio che li circonda e di motivarli a preservare la bellezza della realtà in cui vivono facendosi interpreti della stessa, perché l’anima di una persona è fatta anche dei suoi luoghi ed in qualche modo li riflette.</strong></div><div>Il senso di appartenenza ad un luogo si fonda sulla percezione dello stesso, una percezione emozionale fatta di rumori, colori, odori, storie, ricordi. Tale percezione rimane indefinita se non viene fissata. <strong>Il nostro obiettivo è fissarla, e lo strumento è la rappresentazione artistica.</strong> La scoperta e l’esplorazione del mondo rappresentativo possono infatti insegnare a vedere davvero, a comprendere la realtà: l’arte agisce a livello emotivo e sensoriale sulle persone, è un mezzo che favorisce il processo didattico nel momento in cui esce da cornici, pagine, dalla piatta materia di cui si compone l’oggetto artistico, per iniziare ad interagire con il quotidiano di ognuno di noi. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-11 11:32:34 UTC</pubDate>
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         <title>CONTENUTO</title>
         <author>vandrine</author>
         <link>https://padlet.com/vandrine/ComEmozionArti/wish/259902245</link>
         <description><![CDATA[<div>Il tema del laboratorio è la <strong>trasformazione nella percezione estetica del paesaggio</strong>.</div><div>Gli ambiti di esplorazione sono quello <strong>ARTISTICO</strong> e quello <strong>SOCIO-ANTROPOLOGICO</strong>. Le materie di riferimento possono essere quindi Arte, Italiano ed eventualmente Geografia (?).</div><div>&nbsp;</div><div>Ci interessa in primis esplorare le emozioni che il paesaggio (in senso lato) trasmette ai ragazzi. La percezione è infatti molto soggettiva e ci sono tante variabili in gioco. Possiamo dunque esplorare le percezioni altrui attraverso l’esperienza artistica di pittori, scrittori, artisti (es. COZZI, CENTAZZO, MALATTIA DELLA VALLATA, MAGRIS, SGORLON, CORONA, FIGNON, VANNI) presenti e passati.&nbsp;</div><div>&nbsp;</div><div>Ci interessa dunque capire se la percezione del paesaggio che emerge dalle opere scelte è condivisa ed eventualmente individuare ed approfondire elementi di continuità o diversità rispetto alla nostra esperienza (Il paesaggio è cambiato? In che modo? Qual è la nostra percezione di questo cambiamento? C’è una dimensione entro la quale questi paesaggi cristallizzati dalle opere d’arte sono ancora vivi? Che cosa non esiste più e perché, o viceversa che cosa esiste adesso che non esisteva in passato? In che modo l’assenza o la presenza di determinati elementi ha modificato il paesaggio, inteso in senso lato?). Questi elementi di diversità vanno indagati ed approfonditi in termini sia meramente nozionistici, sia d’esperienza diretta: in questa fase andrebbero previste uscite e/o interventi esterni per l’approfondimento di alcuni degli elementi individuati (es. non esaustivo: uscita sui magredi o nel Parco delle Dolomiti Friulane, uscita tematica su antichi mestieri).</div><div>&nbsp;</div><div>Al termine del percorso i ragazzi idealmente passano dall’essere fruitori di contenuti a crearli e riorganizzarli in prima persona, interiorizzando, elaborando e comunicando il loro paesaggio odierno e mettendolo a confronto con quello passato.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-11 11:33:14 UTC</pubDate>
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         <title>STRUMENTI E TECNOLOGIE</title>
         <author>vandrine</author>
         <link>https://padlet.com/vandrine/ComEmozionArti/wish/259902660</link>
         <description><![CDATA[<div>Possibili strumenti: </div><div> </div><div>-          <strong>Opere d’arte</strong>: immagini scelte, brani di letteratura, fotografie;</div><div>-          <strong>Thinglink</strong> - permette di partire da un’immagine per approfondire tutto ciò che essa racconta e sottintende con contenuti multimediali quali testi, suoni, altre immagini, video, eccetera: utilizzerei questo strumento per l’approfondimento di testi ed immagini fornite da noi tramite </div><div>--&gt; <strong><em>Vimeo/Youtube</em></strong>: piattaforma su cui caricare eventuali contenuti video registrati (es. approfondimenti-intervista su mestieri che compaiono nelle immagini);</div><div>--&gt; <strong><em>Soundcloud</em></strong>: per la condivisione di paesaggi sonori;</div><div>è Wordcloud: per mappare emozioni/suggestioni generate;</div><div>-          <strong>IzyTravel</strong> - per la creazione di un’audioguida artistica (più adatto a studenti delle superiori?) integrando con</div><div>--&gt; <strong><em>Cellulare/Macchina fotografica/Instagram (?)</em></strong>: per la creazione e condivisione di immagini;</div><div>--&gt; <strong><em>Mappe digitali</em></strong>: per localizzare i luoghi raffigurati o descritti nelle opere scelte/per tracciare un itinerario;</div><div>-          <strong>Padlet</strong> - per la raccolta finale dei contenuti creativi prodotti dai ragazzi.</div><div> </div><div>Le tecnologie sono strumenti indispensabili per la realizzazione di un museo digitale da parte degli studenti, ed al tempo stesso sono strumenti di espressione creativa. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-11 11:36:12 UTC</pubDate>
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         <title>MIND MAP</title>
         <author>vandrine</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-05-11 11:41:44 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;ARTISTA: Giovanni Centazzo</title>
         <author>vandrine</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nato a Maniago (PN) l’11 aprile del 1942. Ha vissuto ed operato a Cordenons (PN) fino all'anno scorso, quando è mancato. La sua attività pittorica è di primo piano nell’attuale panorama artistico nazionale ed è considerato, dalla critica più qualificata, tra gli artisti locali che nel corso del secolo hanno maggior rilievo nel rinnovamento del concetto e dell’esecuzione del paesaggio.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-11 11:46:06 UTC</pubDate>
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         <title>Tramonto sui magredi</title>
         <author>vandrine</author>
         <link>https://padlet.com/vandrine/ComEmozionArti/wish/259904600</link>
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         <pubDate>2018-05-11 11:47:42 UTC</pubDate>
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         <title>Il Meduna dopo la piena</title>
         <author>vandrine</author>
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         <pubDate>2018-05-11 11:48:08 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;ARTISTA: Piero Vanni</title>
         <author>vandrine</author>
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         <description><![CDATA[<div>Piero Vanni in Valcellina ci capitò per caso. Nato a Firenze, fu medico “consorziale” di Barcis e Andreis per un anno, a cavallo fra il 1912 e il 1913. E fra “le impervie montagne del Friuli” coltivò la sua grande passione per la fotografia, non solo con occhio artistico, ma anche con tecniche da professionista. Ciò che ha lasciato è un patrimonio di immagini di rara bellezza (paesaggi, case,luoghi, persone, comunità), “restituito” a quei luoghi grazie a una storia che mette insieme fortuna, sorpresa e caparbietà.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-11 11:49:46 UTC</pubDate>
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         <title>Barcis</title>
         <author>vandrine</author>
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         <pubDate>2018-05-11 11:51:54 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Barcis</title>
         <author>vandrine</author>
         <link>https://padlet.com/vandrine/ComEmozionArti/wish/259905376</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-05-11 11:52:14 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;ARTISTA: Claudio Magris</title>
         <author>vandrine</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nato a Trieste nel 1939, la sua famiglia era però originaria di Malnisio. Scrittore e germanista tuttora vivente, vive a Trieste.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-11 11:54:01 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>L&#39;OPERA: Microcosmi</title>
         <author>vandrine</author>
         <link>https://padlet.com/vandrine/ComEmozionArti/wish/259906243</link>
         <description><![CDATA[<div>Vi è un intero capitolo dedicato alla <strong>Valcellina</strong>.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-11 11:57:01 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Estratto 1: I misteri della montagna</title>
         <author>vandrine</author>
         <link>https://padlet.com/vandrine/ComEmozionArti/wish/259906602</link>
         <description><![CDATA[<div>«I ruscelli seguitavano a cantare. Li conoscevano uno a uno, comprese le voci. Se fosse apparso qualcuno con un registratore a incidere il loro canto e glielo avesse fatto ascoltare, avrebbero indovinato a chi apparteneva. I ruscelli, quando nascono, fabbricano lo strumento, e quello suonano per sempre. Fanno capolino da qualche parte e si mettono a correre. Durante la corsa limano, scavano, vangano, saltano, frugano. Insomma, costruiscono la loro cassa armonica, trafficano finché non hanno creato il solco che accoglierà il loro corpo liquido. Fanno questo, i ruscelli, e anche torrenti e fiumi. Ogni percorso è diverso perciò ogni voce è diversa»</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-11 11:59:03 UTC</pubDate>
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         <title>Estratto 2 : I misteri della montagna</title>
         <author>vandrine</author>
         <link>https://padlet.com/vandrine/ComEmozionArti/wish/259906761</link>
         <description><![CDATA[<div>«Da giugno a settembre, sui pascoli delle montagne brulicava la vita. Nei boschi e per le valli, giungevano col vento lontani muggiti di mandrie, e suoni di campanacci. E i richiami di mandriani e garzoni le cui grida rotolavano secche e prolungate, come se sputassero sassi. Il mondo della pastorizia, delle transumanze, delle fatiche all’aria aperta faceva sentire le sue voci. Un mondo arcaico e forte ormai scomparso e dimenticato. Ma l’aura di mistero, l’isolamento, la remota magia del tempo sono rimasti impigliati su quei monti, sulle creste affilate che vigilano le baite, sui costoni traforati dal larice, dove pascolavano le vacche in precario equilibrio»</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-11 11:59:45 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Estratto 3 : I misteri della montagna</title>
         <author>vandrine</author>
         <link>https://padlet.com/vandrine/ComEmozionArti/wish/259907027</link>
         <description><![CDATA[<div>«Nascoste nei luoghi più remoti, difficilmente accessibili, le cime sconosciute sono uno dei più affascinanti misteri della montagna. Qualche volta chiamano ma nessuno le sente. Messe in ombra da montagne alla moda, famose e frequentate, le neglette aspettano nel buio dell’oblio. Integre, belle, solitarie, balzano da boschi vergini e vegetazione intricata. Mai mano d’uomo ha carezzato la loro pelle. E loro sono là che aspettano. Aspettano che succeda. Toccarle per la prima volta è un’emozione difficile da raccontare. Avvicinarsi senza alcuna certezza di percorso, brancolare a casaccio due, tre, quattro giorni, a volte settimane per tornare collezionando vette di fallimento. Insistere. […] Ma come arrivarci? Non solo la montagna è piena di segreti, in questo caso è un segreto lei stessa. E allora avanti a cercarla»</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-11 12:01:11 UTC</pubDate>
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         <title>Barcis</title>
         <author>vandrine</author>
         <link>https://padlet.com/vandrine/ComEmozionArti/wish/259907384</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-05-11 12:02:59 UTC</pubDate>
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         <title>I sassi del Cellina</title>
         <author>vandrine</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-05-11 12:06:28 UTC</pubDate>
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         <title>Larici e betulle della Val Cellina</title>
         <author>vandrine</author>
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         <pubDate>2018-05-11 12:07:59 UTC</pubDate>
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         <title>La forra del Cellina</title>
         <author>vandrine</author>
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         <pubDate>2018-05-11 12:08:46 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;ARTISTA: Mauro Corona</title>
         <author>vandrine</author>
         <link>https://padlet.com/vandrine/ComEmozionArti/wish/259910547</link>
         <description><![CDATA[<div>Scrittore, alpinista e scultore che risiede tuttora a Erto e Casso. La sua carriera di scrittore è iniziata nel 1997 ed è caratterizzata da una produzione letteraria da cui emerge un mondo che sta scomparendo, quello della vita e delle tradizioni nei paesi della Valle del Vajont. Corona affronta con sguardo malinconico e appassionato tematiche quali il rapporto dell'uomo con la natura e con le proprie radici ed il contrasto del mondo antico con il processo economico e tecnologico che caratterizzano i nostri giorni.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-11 12:15:14 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>LA POESIA: Il paesaggio</title>
         <author>vandrine</author>
         <link>https://padlet.com/vandrine/ComEmozionArti/wish/259912853</link>
         <description><![CDATA[<div>Sale per l'ampia valle e si diffonde                <br>Lento ed eterno il mormorio del fiume       <br>Che passa. Al fondo d'una conca verde<br>Barcis riposa.<br><br></div><div>Un'aura mite, accarezzante allieta<br>La terra tutt'intorno. Arride il sole<br>In vetta del Camàru, ed in tra i faggi<br>Di monte Longa.<br><br></div><div>Intreccian nidi e cantano gli augelli<br>La mattutina poesia. Dai prati<br>feraci s'alza un coro arcanamente<br>strano di voci<br>ammaliatrici, e l'eco di propaga<br>qual sinfonia per cielo azzurro, immenso,<br>e per l'aprica terra popolata<br>di cedue piante,<br>d'abeti, faggi, larici e di fiori,<br>silvani e solitari ciclamini<br>e stelle alpine, così amate dalle <br>vergini pie.<br><br></div><div>O mia Vallata, tu sei bella come<br>L'antica Tempe in fiore; tu sei varia<br>E vasta e verde, orrida e precinta<br>D'alpestre vita.<br><br></div><div>Alto è il  silenzio delle tue foreste<br>Quando la notte incombe. Radiosa<br>L'aurora circonfulge le inaccesse<br>vette del Raut.<br><br></div><div>Erte e scoscese sono le tue balze<br>Dove il camoscio vigila. Solenne<br>Come un delabro mostrasi al viatore <br>La Gleseata.<br><br></div><div>La Gleseata, col suo grande, informe<br>Masso proteso fra la terra e il cielo:<br>forse qui i mani dell'antico Cellis<br>pregano Iddio.<br><br></div><div>Grave è il fragore delle cerule acque<br>Che fuggon via e spumeggiano con rabbia<br>Eterna per le forre e per i meandri<br>della Molassa.<br><br></div><div>Bianca, imponente adergesi la diga <br>Dominatrice che sbarra il canale;<br>sfida superba del pensiero umano <br>alla materia!<br><br></div><div>Bella è la via scavata nella viva<br>Roccia dei monti dall'audace genio<br>Di Aristide Zenari e dalle braccia <br>Dei nostri figli.<br><br></div><div>O sole, o terra madre, ho come è dolce<br>Qui riposare e meditare! Al margo<br>Della sorgente del Busàt, io scordo <br>tutte le ansie,<br>tutti i tormenti del pensiero. All'ombra<br>viride e al rezzo dei tuoi monti, io fiso<br>sereno il guardo all'avvenire e sciolgo <br>l'inno alla vita! <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-11 12:23:16 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>L&#39;ARTISTA: Giuseppe Malattia della Vallata</title>
         <author>vandrine</author>
         <link>https://padlet.com/vandrine/ComEmozionArti/wish/259913182</link>
         <description><![CDATA[<div>Giuseppe Malattia, considerato il cantore di Barcis e della Valcellina, nacque nel 1875 nella frazione barciana detta “la Vallata”, alle pendici del bosco Montelonga, primogenito di una famiglia di umili lavoratori di montagna. Fin da piccolo, sebbene impegnato presto ad aiutare la famiglia nei lavori agricoli, manifestò un grande amore per la cultura e la poesia. Si racconta che il suo primo libro lo “costruì” letteralmente, cucendo fra loro le pagine che raccoglieva sparse lungo il sentiero che percorreva per andare a scuola. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-11 12:24:30 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>L&#39;ARTISTA: Carlo Sgorlon</title>
         <author>vandrine</author>
         <link>https://padlet.com/vandrine/ComEmozionArti/wish/259913763</link>
         <description><![CDATA[<div>Carlo Sgorlon nacque il 26 luglio 1930 a Cassacco, un paese a tredici chilometri da Udine, e morì a Udine nel 2009.<br>Gli anni in cui un bambino realizza le sue conoscenze fondamentali del mondo, ricavandone impressioni e sottofondi inconsci che poi durano per sempre, Sgorlon li visse quasi interamente nel Friuli contadino. Si trasferì poi lontano dal suo paese per studiare, con il sogno di diventare narratore.<br>I suoi romanzi hanno per tema specialmente la vita contadina friulana con i suoi miti, le sue leggende e la sua religiosità, il dramma delle guerre mondiali e delle foibe, le storie degli emigrati, le difficili convivenze delle varie etnie linguistiche; spesso proprio il passato e le radici rappresentano per Sgorlon gli unici elementi risananti del mondo.<br>L'autore ha vinto oltre quaranta premi letterari.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-11 12:26:41 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>L&#39;OPERA: L&#39;ultima valle</title>
         <author>vandrine</author>
         <link>https://padlet.com/vandrine/ComEmozionArti/wish/259915031</link>
         <description><![CDATA[<div>Nelle Alpi orientali, difesa da due impervie gole e da una cerchia di turrite montagne, attraversata da precipiti torrenti tra i quali si incastonano le secolari case di Cassiano, si stende una incontaminata valle di prati, di malghe e di abetaie. E' un patriarcale regno di rocce, di funghi e di lamponi, i cui abitanti, tagliapietre e arrotini migranti nei mesi estivi, ridiventano, negli esiliati mesi invernali, intagliatori di legno. E' un'ultima valle di solitudini esclusive, dove la indecifrabile fatica del vivere è scandita da immutati gesti e dove, col ritmo delle stagioni, si rinnova un magico connubio pagano e cristiano che convoglia intorno alla chiesa e al campanile le allegre streghe lavatrici e gli spiriti monelli del bosco. Dalla pianura, un giorno, salgono reticenti e instancabili vessilliferi del progresso: misurano, contrattano, costruiscono; e nel giro di pochi anni, con l'ingenuo consenso dei valligiani, la civiltà industriale cancella il millenario paesaggio. Vengono deviati i torrenti e traforati i monti, una strada d'asfalto incorona la valle, un lago artificiale sommerge le antiche case e gli abitanti sono trasferiti in nuove, anonime abitazioni: tutto questo per poter costruire a uno sbocco della valle una diga, gigantesca e superba cattedrale moderna. Mentre la paziente e indifesa natura sopporta tanta manomissione, Carlo Sgorlon si china sui valligiani e con stupita pietà che ne racconta, insieme alle commosse, aspre vicende di dolori e di amori, la metamorfosi obbligata, la violenza e l'incantamento che essi devono subire per una illusione, subitamente elargita, di progresso e felicità.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-11 12:31:28 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Barcis 2009</title>
         <author>vandrine</author>
         <link>https://padlet.com/vandrine/ComEmozionArti/wish/259916255</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-05-11 12:35:46 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Valcellina 1988</title>
         <author>vandrine</author>
         <link>https://padlet.com/vandrine/ComEmozionArti/wish/259916489</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-05-11 12:36:18 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>L&#39;ARTISTA: Federico Tavan</title>
         <author>vandrine</author>
         <link>https://padlet.com/vandrine/ComEmozionArti/wish/259918818</link>
         <description><![CDATA[<div>Nato ad Andreis nel 1949, è mancato nel 2013. <br><br>Tavan fu il cantore -peraltro apprezzato da molti illustri letterati - della poesia in friulano nella variante di Andreis.<br><br></div><div>Ha cominciato da ragazzo a vivere episodi di disagio mentale. Nel 1965, all'età di 16 anni, perse la madre. Durante la sua vita frequentò ospedali, centri di salute mentale e visse con una piccola pensione di invalidità. Trascorse tutta la vita ad Andreis, piccolo paese di montagna.<br><br></div><div>Sempre precario e in balia della malattia, ha realizzato una poesia piena di lampi e di vita interiore. Non esibì mai la sua condizione, la rappresentò senza rabbia o autocommiserazione. I versi delle poesie sono immediati ed istintivi e sembrano realmente emergere dalla complessità del suo vivere e dalla sofferenza che lo ha accompagnato tutta la vita.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-11 12:42:06 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>LA POESIA: Spopolamento</title>
         <author>vandrine</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong><br></strong>Uchì<br>murî<br>al éis deventât<br>un mout<br>come un altre<br>par tirâ indenant<br><br></div><div><em>Qui / morire / è diventato / un modo / come un altro / per tirare avanti<br></em><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-11 12:46:31 UTC</pubDate>
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         <title>Vecchia strada della Valcellina</title>
         <author>vandrine</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-05-11 12:51:50 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>vandrine</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-05-11 12:59:20 UTC</pubDate>
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         <title>Cellina, il Fiume degli Dèi</title>
         <author>vandrine</author>
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         <description><![CDATA[<div>La fotografia di un fiore interdice l’avidità di coglierlo e ne permette la visione perenne.<br>Le foto di un luogo vissuto, il luogo delle proprie origini, ne fanno rivivere e ne scoprono continuamente i significati.<br>Le foto del fiume che ci ha cullato e visto crescere sono un reciproco riconoscimento. Il fiume fluendo perennemente è sempre nuovo, è sempre altro. Corre, sfugge, trascina a nuove mete. Trasporta. Disseta. Purifica. È giocoforza seguirlo.<br>Il mio fiume friulano, Cellina, l’ho ritratto per significargli il ricordo, la gratitudine e per interrogarlo circa le rinnovate interpretazioni della vita.&nbsp;<br>Lui, saggio millenario, mi indica la duttilità, la forza, il sussurro, il canto, il coraggio che deve guidarmi nella vita stessa, che deve guidare la vita di ogni uomo non assopito.<br>Il tratto considerato costituisce il segmento dei dieci chilometri compresi tra il Ponte Giulio di Montereale Valcellina (Pordenone) e il lago di Barcis, passando dalla forra del Molassa e da Andreis. Più qualche immagine di straordinari piccoli torrenti affluenti.<br>È il tratto incontaminato più ricco di registri e intonazioni. Davvero, come ho descritto in altri libri sulla valle, la superba simbiosi roccia/acqua in questo tratto ha escluso da sempre l’uomo. È un cavallo purosangue questo Cellina, elegante e fiero, dalle corse sfrenate e dalle pause edeniche.&nbsp;<br>È il fiume degli dèi, gelosissimi. Quegli dèi che quando scendevano da Raut, il nostro Olimpo, per gli uomini erano solo guai. Come nella mitologia. Ma una bellezza così impareggiabile assume anche significati positivi e solari, riflesso di una divinità amica, pur dentro la vita durissima degli uomini che dimoravano presso il fiume stesso.<br>Lo hanno imbrigliato nel lago di Barcis (Aprilis) e ora anche nel lago di Ravedis. Recentemente si è presentato con una nuova mise. A sartoria terminata, sarà dotato di un abito da sera lungo (sette chilometri), color smeraldo, con preziose collane di ruscelli, cosicché invece di rimproverarlo per aver rinunciato al nudo, considerato il suo sorriso, che si fa carico del mio rimpianto, e la sua partecipe espansività, dopo averlo guardato da lontano con finto disinteresse, mi sono avvicinato e...</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-11 12:59:46 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;ARTISTA: BENO FIGNON</title>
         <author>vandrine</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Beno Fignon</strong> è nato a Montereale Valcellina nel 1940 ed emigrato a Milano all’età di sedici anni. Fignon è stato giornalista, autore di prosa e poesie in lingua italiana e friulana, fotografo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-11 13:01:07 UTC</pubDate>
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         <title>ARTISTI: scelta</title>
         <author>vandrine</author>
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         <description><![CDATA[<div>COZZI, CENTAZZO, VANNI, MAGRIS</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-11 13:05:26 UTC</pubDate>
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         <title>METODO</title>
         <author>vandrine</author>
         <link>https://padlet.com/vandrine/ComEmozionArti/wish/259927079</link>
         <description><![CDATA[<div>Una parte del lavoro va condotta collettivamente, poi però la classe andrebbe divisa in gruppi in modo tale che ognuno possa sviluppare in autonomia il proprio percorso a partire dall'opera assegnata.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-11 13:06:33 UTC</pubDate>
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