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      <title>Demenza digitale  by antea</title>
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      <description>Montagna, Vicentini e Franzoni</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-09-04 15:54:59 UTC</pubDate>
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         <title>Seeeh</title>
         <author>stellantea</author>
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         <description><![CDATA[<div>Ho messo lo sfondo del mare per non piangere </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-09-04 15:56:24 UTC</pubDate>
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         <title>Introduzione (Ludo)</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/stellantea/tz76r0oaq0h4/wish/278414397</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Google ci rende stupidi?</strong> <br><strong><em>&nbsp;«rimbambimento»<br></em></strong>Negli Stati Uniti i giovani ormai passano più tempo con i media digitali – oltre 7,5 ore al giorno – che a dormire, come ha dimostrato uno studio che ha coinvolto più di 2000 bambini e adolescenti tra gli 8 e i 18 anni.<br>-----<br>Con l’avvento della televisione, si diffusero analoghe voci ottimistiche, secondo cui sarebbe stato finalmente possibile portare ovunque sulla Terra cultura, valori e conoscenza, migliorando sensibilmente il livello d’istruzione dell’umanità.&nbsp; <br>----<strong><em><br></em></strong>Poiché il cervello impara sempre (l’unica cosa che non può fare è non imparare!), anche il tempo trascorso con i media digitali lascia le sue tracce. In questo caso bisogna anche tenere presente che il nostro cervello è frutto dell’evoluzione, e che si è formato in un lungo arco di tempo adattandosi a condizioni ambientali del tutto estranee ai media digitali. Così come molte patologie delle società evolute sono considerate l’espressione di uno squilibrio tra il modello di vita del passato (caccia e raccolta, quindi attività fisica e alimentazione ricca di fibre) e lo stile di vita attuale.<br>----<br><strong>Chi rinuncia a pensare non diventa un esperto</strong> <br>Chi nutre ancora dei dubbi al riguardo, provi a riflettere su una cosa: i numeri di telefono di parenti, amici e conoscenti sono salvati nel cellulare. Il navigatore satellitare ci indica il tragitto per raggiungere un certo luogo<br><strong>Chi chiede aiuto a qualcuno in rete,</strong> invece di occuparsi <strong>personalmente</strong> di un argomento, non ha affatto capito il senso del lavoro che deve svolgere: gli studenti devono imparare a pensare da soli!&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-09-06 13:42:24 UTC</pubDate>
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         <title>Introduzione pt2 (Ludo)</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/stellantea/tz76r0oaq0h4/wish/278770330</link>
         <description><![CDATA[<div>&nbsp;Si dice che i nuovi mezzi di comunicazione appartengano ormai alla vita quotidiana e che dobbiamo abituare i bambini a usarli. È questo il punto che non accetto: i nuovi mezzi di comunicazione hanno un potenziale di dipendenza come l’alcol, la nicotina e altre droghe. In molti paesi la dipendenza da computer e da Internet è ormai un fenomeno frequente, con conseguenze devastanti per chi ne è colpito. <br>----<br>Tuttavia sono convinto che dobbiamo essere prudenti riguardo alla nuova tecnologia. Dovremmo imparare dalla storia con un esempio: quando vennero inventati i <strong>raggi X<br>----<br></strong>&nbsp;l’aspetto più negativo degli slogan pubblicitari sui computer nelle scuole è che la decisione dei genitori – comprare ai figli un computer in quinta elementare – ottiene proprio ciò che non vogliono e di cui hanno paura. Lo dimostra tra l’altro l’elaborazione dei dati degli studi PISA sull’effetto dell’uso del computer sul rendimento scolastico,avere un computer a casa porta a un peggioramento delle prestazioni scolastiche. È un fenomeno che riguarda sia il calcolo che la lettura. Gli autori commentano così i risultati ottenuti: «La presenza di un computer a casa induce in primo luogo i bambini a giocare con i videogiochi. Questo li distoglie dallo studio e si ripercuote negativamente sui risultati scolastici [...] Per quanto riguarda l’utilizzo dei computer a scuola si è evidenziato come gli studenti che non utilizzano mai questo strumento ottengono più raramente brutti voti rispetto a quelli che lo usano poche volte all’anno o poche volte al mese [...] Viceversa, le capacità di lettura e di calcolo dei soggetti che stanno al computer più volte a settimana sono decisamente peggiori. Lo stesso vale per l’uso di Internet a scuola».&nbsp; <br><strong>Che cosa si può fare? Un primo passo sarebbe riuscire a sensibilizzare la popolazione sul problema. Inoltre, con questo libro offrirò proposte concrete su ciò che ognuno potrebbe fare per sé e come membro della società per fermare la demenza digitale.</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-09-07 09:31:01 UTC</pubDate>
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         <title>Capitolo 1 : (Emma)</title>
         <author>henryjune1</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>Taxi a Londra :</em><br>Il primo capitolo inizia con una domanda : 'Vi è mai capitato di spostarvi con i taxi negli Stati Uniti? '<br>La risposta che segue è un fatto accaduto realmente, ovvero l'esperienza di aver preso un taxi dopo essere atterrato all'aeroporto di San Francisco, di essersi ritrovato con un autista che non conosceva la lingua inglese e nemmeno le strade e come se non bastasse a bordo c'era un secondo autista che gli faceva lezione, a sua volta privo di informazioni stradali e linguistiche.<br>Affermando successivamente che una cosa del genere a Londra non accadrebbe.<br><br><em>Navigare : dentro la testa e fuori</em><br>In Germania negli anni novanta si iniziava a rendersi conto che la maggior parte degli incidenti stradali avveniva per un'incompetenza da parte degli automobilisti che non sapevano orientarsi, molti dei quali non in grado di leggere una semplice cartina.<br>I rappresentati del ministro dei trasporti, della cultura e dell'industria automobilistica si riunirono per cercare una soluzione : il GPS, con sistemi digitali di navigazione. Tutti avrebbero dovuto disporsi di questo dispositivo, ovviamente non avvenne ma iniziarono a diffondersi. Gli incidenti stradali però non diminuirono, anzi aumentarono. L'idea che siano serviti agli automobilisti a guidare meglio è sbagliata, è successo il contrario, <strong>chi risponde di questo dispositivo lo fa navigare al posto suo</strong>, e così la sua capacità di orientamento nello spazio diminuisce.   <br>Questa capacità risiede nell'ippocampo (cervello), le nostre cellule diventano cellule di posizione, dove si memorizzano i luoghi che riusciamo a localizzare. Sulla base dell'attività di questi neuroni è possibile anche dove si trova in quel momento l'esemplare esaminato.<br>Due anni più tardi gli scienziati scoprirono come i tassisti Londinesi hanno un ippocampo più sviluppato (devono conoscere  circa 25.000 strade)<br><br><em>Imparare nel cervello </em><br>Grazie ai tassisti Londinesi è possibile analizzare cosa accade nel nostro cervello quando memorizziamo più strade : il volume dell'ippocampo aumenta con l'aumentare dei km percorsi nelle vie di Londra. (principio valido a livello generale, anche con musicisti, giocolieri ecc)<br>Per indagare su cause e processi di lunga durata è necessario analizzare il volume dell'ippocampo prima e dopo la formazione, se si evidenziano in coloro che si sottopongono ad un addestramento variazioni rilevanti rispetto a chi non compie la stessa attività si può presumere che queste modifiche siano causa dell'addestramento. ( esempio di un test, misurando la crescita dell'ippocampo di 79 tassisti prima e dopo la formazione, dei quali solo 39 hanno superato l'esame)<br>Per dimostrare che l'aumento dell'ippocampo dei tassisti Londinesi è dovuto al loro continuo spostamento si sono messi a confronto con gli autisti di autobus, i quali hanno tragitti predeterminati, infatti dopo aver esaminato 18 tassisti e 17 autisti si è visto come l'ippocampo cresca solo nei tassisti.<br>L'ippocampo è coinvolto in maniera permanente a collegare cose e creare eventi, esperienze e contenuti di memoria a lungo termine a partire dagli stimoli ricevuti dalla corteccia cerebrale. Tuttavia le cellule nervose dell'ippocampo sottoposte a stress rischiano di morire.<br>(ricerca di Heiko Braak su Alzheimer che ha le sue origini nell'ippocampo, capitolo 2)<br><br><em>Conclusione</em><br><strong>L'utilizzo del cervello porta alla crescita delle aree cerebrali </strong>responsabili di una determinata funzione, in sostanza è come un muscolo.<br>Il nostro cervello non è solo l'organo più complesso ma anche il più dinamico dell'organismo. Si modifica in base all'organismo, <strong>se non viene utilizzato l'hardware neronale viene smantellato...</strong><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-09-11 13:10:40 UTC</pubDate>
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         <title>I pro e i contro della tecnologia </title>
         <author>stellantea</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il progresso tecnologico ha contributo a far evolvere la società e a migliorare la qualità della vita dell’uomo, ha portato ad alcuni grandi cambiamenti della storia dell’umanità: basta pensare con l’inizio della rivoluzione industriale, oppure ai progressi in campo medico, fino ad arrivare all’avvento di internet e della società digitale.<br>L’uso di internet e degli altri strumenti di comunicazione con cui interagiamo quotidianamente sta modificando i nostri neuroni del cervello, sempre pronti ad adattarsi a nuove situazioni. <br>I media digitali rischiano di indebolire corpo e mente, se ci limitiamo a chattare, navigare e postare finiamo per parcheggiare il nostro cervello, ormai incapace di pensare e riflettere. <br>I social, usati molto dai ragazzi, regalano surrogati tossici di amicizie vere, indebolendo la capacità di socializzare nella realtà.<br>Le informazioni che ci arrivano sono moltissime e sta cambiando non solo il modo con quale ci informiamo, ma anche quello di reagire e pensare. <br>Oggi giorno siamo abituati ad avere sempre il nostro telefono, a usare il navigatore per arrivare in luoghi sconosciuti, a fare una ricerca per soddisfare ogni nostra curiosità,  che se ci pensiamo un attimo fino a qualche tempo fa tutto ciò non era possibile, l’uomo doveva arrangiarsi con altri strumenti per orientarsi o comunicare. <br>Quindi la tecnologia potrebbe essere anche il nostro più grande vantaggio, ma anche il nostro più grande limite. <br>Non farne più uso sarebbe impossibile visto che ormai è parte integrante della nostra vita, il problema non è il mezzo, ma l’uso di quel mezzo si fa. <br>Questo uso fa si che la tecnologia uccida la nostra creatività e immaginazione, rendendoci quasi schiavi. <br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-09-13 14:35:48 UTC</pubDate>
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