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      <title>Leggende, credenze e tradizioni a Martina Franca by Angela Potenza</title>
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      <description>1C - Scuola media Battaglini, I.C Chiarelli - Martina Franca</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2019-02-04 20:33:42 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39; ASSALTO DEI CAPPELLETTI E L&#39;APPARIZIONE DI SAN MARTINO</title>
         <author>potenzangela</author>
         <link>https://padlet.com/potenzangela/tri56bhbzxvm/wish/328025435</link>
         <description><![CDATA[<div>Durante la guerra di Lautrec, il Regno di Napoli era sotto Carlo V e i francesi cercavano di assumerne il controllo. I terribili soldati mercenari assoldati dai francesi, detti <strong>cappelletti</strong>, dopo aver conquistato Monopoli e Noci, si diressero verso Martina. I cappelletti erano intenzionati ad espugnarla e non accettarono il denaro offerto. Tremila soldati, capitanati da Fabrizio Marramaldo, stanziarono nella chiesa di Sant' Antonio da Padova. Martina si rinchiuse dentro le mura, proteggendosi in ogni modo possibile, gettando dalle mura cenere e olio bollente. Il duca di Martina Caracciolo scappò verso Taranto, lasciando la città al suo destino. Dopo diversi giorni di assedio, il popolo era stremato e il sindaco Fanelli si recò dall'arciprete Don Bernardo Angelini per invocare l'aiuto del santo patrono, San Martino. L'arciprete prese le chiavi della città e le pose nelle mani della statua di San Martino. Si racconta che sulle mura della città comparve una numerosa cavalleria con armi e vesti bianche, incitata da un comandante, <strong>San Martino</strong>, accorso per salvare la sua città, seguito da Sant’Antonio da Padova. Il 16 giugno 1529 i cappelletti scapparono e Martina fu salva. Sull'arco di Santo Stefano fu collocata la statua di San Martino per ricordare questo evento.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-05 20:59:11 UTC</pubDate>
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         <title>I MASCIARI E L&#39;AFFASCINO</title>
         <author>potenzangela</author>
         <link>https://padlet.com/potenzangela/tri56bhbzxvm/wish/328861252</link>
         <description><![CDATA[<div>Le persone in passato si recavano da guaritori, i <strong><em>masciari</em></strong>, per farsi togliere l'<strong>affascino</strong>, cioè il malocchio lanciato loro contro dall'invidia della gente.<br>Il guaritore lasciava cadere in un piattino pieno di acqua alcune gocce di olio. Se queste formavano un'unica goccia, dopo aver bisbigliato una formula segreta, tracciava una croce sulla fronte e rassicurava l'affascinato di aver sconfitto gli influssi malvagi. Se le gocce di olio si frazionavano nel piatto in tante piccole stille, significava che il malessere non derivava dal malocchio. L'affascino lo sanno togliere anche adesso molte donne che abitano nel nostro paese.Tale potere veniva tradizionalmente assunto in un apposito rito durante il Venerdì Santo e chi conosceva la formula magica non poteva trasmetterla a più di tre persone nel corso della sua vita.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-07 17:24:03 UTC</pubDate>
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         <title>U MUNACHìDDE</title>
         <author>potenzangela</author>
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         <description><![CDATA[<div>Anche a Martina, come nel resto del sud Italia, è diffusa la leggenda relativa all'esistenza "<strong><em>du munachìdde</em></strong>", cioè un folletto che indossa un saio monacale e un cappello rosso. A questo bambino capriccioso viene attribuita la responsabilità di alcuni incidenti domestici apparentemente inspiegabili. Il monacello ha però a cuore le sorti della sua famiglia, un detto martinese dice "<strong><em>u munachìdde a do vè tu porte apprisse</em></strong>". La leggenda racconta infatti che, durante il trasloco di una famiglia, un vicino si accorse che la trainella, sulla quale erano stati caricati i mobili, era seguita da una sediolina di paglia che fluttuava nell'aria a circa mezzo metro dal suolo. Era il monacello che aiutava la sua famiglia a trasferirsi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-07 17:38:51 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;JèRVE DU SCIRE</title>
         <author>potenzangela</author>
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         <description><![CDATA[<div>Un timore diffuso tra coloro che si recavano presso il bosco delle <strong>Pianelle</strong> era quello di incorrere negli effetti malefici del terribile<strong><em> jèrve du scire</em></strong> . Si credeva che chiunque avesse calpestato quest'erba sarebbe stato condannato a vagare nel bosco nel tentativo di trovare la strada del ritorno, fino a quando non si fosse deciso a indossare qualsiasi indumento al contrario. L' <strong><em>jèrve du scire</em></strong> non era una rarità botanica, ma la sua leggenda fu ideata per garantire la natura pubblica di questo bosco.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-07 17:45:47 UTC</pubDate>
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         <title>LA PROFEZIA DELLA NOTTE DI SAN GIOVANNI</title>
         <author>potenzangela</author>
         <link>https://padlet.com/potenzangela/tri56bhbzxvm/wish/328879543</link>
         <description><![CDATA[<div>Nella <strong>notte di San Giovanni</strong>, cioè il 24 giugno, le ragazze interrogavano il loro destino per scoprire le sembianze del loro futuro marito. Al tramonto versavano in un bicchiere colmo di acqua l'albume di un uovo e, a seconda della forma che assumeva, capivano le sembianze del loro futuro marito. Inoltre riponevano sotto al cuscino <strong>tre fave</strong>: una con la buccia, una priva di nasello e l'altra sbucciata. All'alba prendevano a caso una delle tre fave e: se estraevano quella con la buccia, avrebbero avuto una vita ricca e felice; se quella sbucciata, un marito povero; se quella senza nasello, una vita normale. <br>All'alba andavano poi raccolte <strong>ventiquattro noci</strong>, come il giorno in cui si festeggia il santo. Lo spirito di noci viene considerato utile per curare molti malanni.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-07 17:55:13 UTC</pubDate>
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         <title>MASSERIA FASCILLO AVVOLTA NEL MISTERO</title>
         <author>potenzangela</author>
         <link>https://padlet.com/potenzangela/tri56bhbzxvm/wish/328895789</link>
         <description><![CDATA[<div>La leggenda racconta che masseria Fascillo ha subito <strong><em>ù lascète</em></strong><strong>,</strong> cioè una maledizione dovuta al fatto che non era stata rispettata la volontà di un testatore. Questa maledizione determinava che <strong>nessun animale riuscisse a salire il sentiero</strong>, nonostante non fosse particolarmente ripido. Si racconta che persino il prete, che si recava lì a celebrare messa, fosse costretto a lasciare il suo mulo nella stalla della masseria del Monte, perché a metà percorso l'animale si rifiutava di proseguire il cammino. Inoltre si racconta che strani bagliori incendiano di notte la malridotta torre di Masseria Fascillo. Alcuni sostengono di aver intravisto spuntare sulla collina un ignoto cavaliere vicino ad un albero d'ulivo squarciato da un fulmine.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-07 18:23:30 UTC</pubDate>
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         <title>A QUARANTèNE</title>
         <author>potenzangela</author>
         <link>https://padlet.com/potenzangela/tri56bhbzxvm/wish/328900691</link>
         <description><![CDATA[<div>Nei giorni di Quaresima è tradizione a Martina Franca sospendere ad una fune, lungo i viali del centro storico, preferibilmente ai crocicchi, "<strong>a </strong><strong><em>Quarantène</em></strong>", il fantoccio di una vecchia con ghigni grotteschi, vestita con vestito, scialle e calze di colore nero in segno di lutto. La Quarantana veniva invocata dai genitori per educare i bambini al divieto di mangiare carne e grassi durante il periodo di Quaresima. Chi si lamentava dei pasti quaresimali o mangiava carne di nascosto veniva minacciato che sarebbe arrivata la Quarantana a mozzargli la lingua (<strong><em>ce </em></strong><strong>v</strong><strong><em>e mangete a carne a Quarantène ve tagghie a lènghe</em></strong>). Per questo la Qarantana appesa per le vie cittadine ha spesso in mano un paio di forbici. </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-07 18:31:26 UTC</pubDate>
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         <title>LA STRADA IN SALITA CHE VA IN DISCESA</title>
         <author>potenzangela</author>
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         <description><![CDATA[<div>Sulla <strong>salita degli Orimini</strong>, un vicolo che si trova lungo la statale 172 che collega Taranto a Martina Franca, si verificano dei fenomeni paranormali: le macchine a motore spento e in folle risalgono la stradina e si fermano stranamente dinanzi alla lapide di un uomo, che nel 1949 perse la vita in un incidente stradale. Si dice che questo strano fenomeno sia causato dal <strong>fantasma </strong>dell'uomo lì sepolto.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-07 18:42:12 UTC</pubDate>
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         <title>ALTRE LEGGENDE MARTINESI</title>
         <author>potenzangela</author>
         <link>https://padlet.com/potenzangela/tri56bhbzxvm/wish/328916006</link>
         <description><![CDATA[<ul><li>La leggenda racconta che, se un secchio cade nel pozzo e non si riesce a recuperarlo, bisognava aspettare mezzogiorno. Solo a <strong><em>iore de ménza rigghie</em></strong><strong> </strong>infatti si riuscirebbe a ripescarlo al primo tentativo. </li><li>Si racconta inoltre che le donne, quando prendevano l'acqua dai pozzi, soprattutto in estate, ne versavano un po' per terra per dare sollievo alle anime del Purgatorio (<strong><em>pe addefreskà l’àneme du Priatòrie</em></strong>). Si credeva inoltre di ottenere lo stesso effetto, mettendo sulla tavola una posata in più per l'anima del Purgatorio, che induceva a rimanere sazi anche se la cena fosse stata modesta. </li><li>La leggenda raccontava inoltre che, se si vedevano<strong> una decina di cavalli bianchi </strong>nel corso della stessa giornata, si potevano trovare monete per terra. Poichè a Martina però erano diffusi soprattutto i neri cavalli murgesi, era difficile trovarne dieci bianchi. </li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-07 18:54:20 UTC</pubDate>
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