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      <title>Un altro Leopardi by Luana Piras</title>
      <link>https://padlet.com/Luana_Piras/IntervistaLeopardi</link>
      <description>Luana  Piras,
Lorena Piras,
Valentina Congiu,
Valentina Manca.</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2016-10-07 19:14:58 UTC</pubDate>
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         <title>Napoli, aprile 1837.</title>
         <author>Luana_Piras</author>
         <link>https://padlet.com/Luana_Piras/IntervistaLeopardi/wish/129233680</link>
         <description><![CDATA[<div>È un risveglio silenzioso in questo periodo in cui la primavera stenta. Per le vie di Napoli fugge l'aria matutina e un signore passeggia furtivo e solitariyo. Ma chi sarà mai? Fedele amico del Leopardi, Antonio Ranieri, dopo una paseggiata, si dirige alla casa del poeta.<br>Dopo aver chiesto alcune informazioni riguardanti Giacomo, Ranieri ci invita a seguirlo verso la dimora del poeta.<br><br>Napoli. Un salotto raccolto, un'effímera libreria, un tavolo e dei libri. Così, il poeta lungimira dalla sua finestra e si svela.<br><br>I.: La sua è una poetica particolare, unica e inimitabile. Da dove la proiezione verso un qualcosa di infinito e indefinito?<br>G.: Ha mai provato ad immaginarsi lo spazio ed il tempo? Non come lo intendono i mappamondi o come lo interpretò Gregorio XIII con la bolla papale "Inter gravissimas" (1). Ma forse sì, provi ad immedesimarsi in quegli anni (2): s'addormenta il 4 ottobre e si risveglia undici giorni dopo. Come si sentirebbe? , Confuso, frastornato, nel vuoto. È un fluttuare di sensazioni ignote, che quindi non riesce a classificare con la razionalità, pertanto viene in un limbo senza fine. Buio. E la soluzione? Come trovarla se materialmente non è possibile? Con l'immaginazione verso l'infinito e l'indefinito, principi di un'illusione del piacere. Solo un'illusione. Infatti 《l'infinito è un parto dell'immaginazione, della nostra piccolezza ad un tempo e della nostra superbia [...] l'infinito è un'idea, un sogno, non una realtà: almeno niuna prova abbiamo noi dell'esistenza di esso, neppur per analogia》(3).<br><br>E il suo sguardo protratto oltre il vetro.<br><br>I.: Nella domanda precedente ha citato l'illusione del&nbsp; piacere. Cosa intende per " illusione del piacere"? E, sopratutto, cosa intende per "piacere"? Crede si possa raggiungere? Quando io philosophe&nbsp;<br>(4) affermano che la felicità si rispecchia nella pace tra gli uomini con le rispettive soddisfazioni materiali e spirituali, lei è d'accordo? Anche sei il termine felicità non sarebbe quello più adatto.<br>G: Mi sento quasi in dovere di dissociarmi da quanto affermano costoro. Il tipo di felicità che io potrei intendere lo si oppone ad un arido vero che pretende di interpretare la realtà attraverso la razionalità (strumento prediletto degli illuministi). Al contrario, io ritengo che si, la realtà è il punto d'inizio, ma mi piace vederla, proiettarla attraverso l'immaginazione, ricreando dunque uno stato di serenità, di appagamento, come le chiamano i Greci (5) " atarassia".&nbsp;<br>Lo stesso " caro immaginar" però non riesce solo a ricolmare l'assenza del piacere -sia chiaro: per me non esiste- , ma anche a ricreare immagini che solo la poesia è in grado di trasmettere. Ma quali immagini? Infinito. Indefinito. E perchè no? Il bello. Tanto che il sentire poetico mi costringe quasi a "rimembrare" la matta giovinezza, oggetto dell'immaginazione.<br><br>I: Discostiamoci un poco e parliamo della condizione dell' uomo nei confronti della natura.&nbsp;<br>G: É curioso come gli uomini ignorino la loro condizione di tristezza, data dalla natura dell'uomo di essere destinato alla sofferenza. Causa di infelicità è la natura, e chi sennò? Non a casa ho dialogato con Lei (6), ma si mostra come incorrutibile, eterna, ai suoi meccanicismi ai quali l'uomo è costretto a sottomettersi e ad adattarsi. Infatti io (7) scappo disperato dal mondo degli uomini, non vi ritrovavo nessun tipo di piacere, non morale non spirituale! E viaggio, viaggio, viaggio da solo! Alla fine la incontro, ma mi tormenta alché le dico:《 ma che tu, per niuna cagione, non lasci mai d'incalzarci, finché ci opprimi》 (6). Però, sa come risponderti: 《 quando io vi offendo in qualche modo e con qual si sia mezzo, io non me n'aveggo, sennò rarissime volte: come, ordinariamente, se io vi dileto o vi benefico, io non lo so; e non ho fatto, come credete voi, quelle tali cose, o non fo quelle tali azioni per dilettarvi o giovarvi. E&nbsp;<br>finalmente se anche mi avvenisse di estinguere tutta la vostra specie, io non me ne avvedrei》 (6). Ma come ribattere? Agisce per meccanicismi: distrugge e rigenera! Alla fine, non so chi gioirà di questa infelice vita, la cui fine forse sarà molto più dolce e rassicurante...<br><br>I: In sostanza, la natura sempre un passo avanti all'uomo, il quale vive perennemente&nbsp;<br>uno stato di subordinazione a essa. Ma, per quale motivo all'interno dell'opera " La Ginestra, il fiore del deserto", lei descrive il conflitto tra natura e uomo (vv.269-296), paragonando quest'ultimo a un fiore così fragile?<br>G: La Ginestra, un fiore cosí semplice, piccolo e delicato, si trasforma in un modello per l'essere umano in quanto, grazie alla sua innocenza e la sua umiltà non tenta di sovrastare le forze della natura, anzi, china il capo accettando la sua misera sorte. E l'uomo? L'uomo, con la sua viltà non accetta la sua sorte, non accetta la morte. Pretende l'eternità.<br><br>Guarda il vuoto ora, il Leopardi. Non parla più. Nel salotto regna il silenzio, sembra quasi che il poeta stia riflettendo sulle proprie parole. E forse è questo che dovremo fare anche noi, fermarci, smettere di fare ciò che stiamo facendo, e rifletterci su. Magari non si arriverà all'eternità, ma basterà godersi pienamente il "nostro" tempo per comprendere che l'eterno non è realmente quello che cerchiamo.<br><br><br>1.intende il calendario gregoriano, introdotto nel 1582.<br>2.sempre nel 1582.<br>3.da "Zibaldone".<br>4.illuministi.<br>5. Termine filosofico usato da Democrito dalle scuole post-aristoteliche stoica, epicura e scettica per disegnare "la perfetta pace dell'anima che nasce dalla liberazione delle passioni" (de Le vocabulaire grec de la philosophie, Parigi).<br>6. Intende " Dialogo della natura e di un Islandese".<br>7. Leopardi si immedesima nell'islandese.</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-10-07 19:20:42 UTC</pubDate>
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