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      <title>La 5G  nel Novecento by Salvatore Improta</title>
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      <description>realizzato con il Brunelleschi
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-11-18 09:15:22 UTC</pubDate>
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         <title>gustave le bon. Il potere tirannico sulle masse</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <description><![CDATA[<div>vardaro...... LE FONTI DEL TOTALITARISMO</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-18 09:18:12 UTC</pubDate>
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         <title>Emanuele Arnese- L&#39;urlo </title>
         <author>lelearnese</author>
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         <pubDate>2017-11-20 21:53:04 UTC</pubDate>
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         <title>IL COMMONWEALTH E LA NASCITA DELL&#39;IMPERO BRITANNICO</title>
         <author>grazia_cirillo1999</author>
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         <pubDate>2017-11-23 17:48:53 UTC</pubDate>
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         <title>Taylorismo, invenzione dell&#39;automobile e motore a scoppio      Gennaro Forte</title>
         <author>gennaroforte2000</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il taylorismo prende il nome dal suo fondatore, Frederick Taylor. Questo è la rifondazione dell'organizzazione lavorativa che non era efficiente all'epoca. Il modello di riferimento consisteva in tre fasi principali:<br>1- analizzare le caratteristiche della mansione da svolgere<br>2- creare il prototipo di lavoratore per quella determinata mansione<br>3- selezionare il lavoratore ideale, introdurlo nell'azienda/fabbrica e istruirlo<br>Questa innovazione di pensiero ebbe inizio subito dopo la prima rivoluzione industriale che provocò in Inghilterra un profondo mutamento delle condizioni economiche e sociali. Questo si ripercosse anche in America che era rimasta in una situazione di arretratezza riguardo l'organizzazione produttiva. I progressi tecnologici di quel periodo resero possibile la costruzione di macchinari più veloci e potenti (per quanto ancora lenti ed imperfetti) che permisero la produzione di massa. I prodotti e i processi produttivi vennero conseguentemente standardizzati.<br><br>La storia dell'automobile come mezzo di trasporto affermato e funzionante inizia nel XIX secolo. Essa si basa tuttavia su modelli concepiti in precedenza; per questo la data dell'invenzione dell'auto non può essere stabilita con assoluta ed obiettiva esattezza.Nata per sostituire la trazione animale, l'automobile si serviva di motori di volta in volta diversi a seconda dei sistemi di alimentazione. Soltanto dopo la prima guerra mondiale l'introduzione del motore endotermico e della benzina si impose su una moltitudine di sistemi. Ciò nonostante vennero sempre proposte, nei vari periodi storici, forme di alimentazione alternative alla benzina. I primi modelli si basavano su dei motori a vapore a due cilindri verticali. Questi erano modelli rozzi e barbari che non erano per niente prestanti e sicuri, ma è grazie a loro che siamo arrivati ai modelli di oggi. Successivamente ai motori a vapore vennero introdotte varie novità come ad esempio le prime macchine alimentate a gas, elettricità e i primi modelli a combustione interna.<br><br>La Ford Motor Company è una casa automobilistica statunitense, fondata da Henry Ford a Dearborn nel 1903.È nota per aver utilizzato per la prima volta la catena di montaggio e il nastro trasportatore, in seguito adottati da numerose altre aziende e tuttora usati nelle industrie moderne. Tale fenomeno venne indicato come fordismo. Per motore ad accensione comandata si intende un convertitore da energia chimica a energia meccanica, il quale viene alimentato da un impianto d'alimentazione e scarica i prodotti esauriti (gas di scarico) tramite un impianto di scarico.</div><div>Nei motori ad accensione comandata vengono utilizzati carburanti ad elevato potere calorifico.</div><div>Utilizzando la forza di espansione data dalla combustione viene spinto un pistone, che perciò si sposta trasformando l'energia cinetica del pistone in energia rotatoria dell'albero motore. Nei motori a 4 tempi, ad un ciclo di combustione equivalgono 2 giri dell'albero motore, mentre nel motore a 2 tempi un ciclo equivale a 1 solo giro dell'albero motore.<br>Nei motori alternativi il movimento longitudinale del pistone si trasferisce a un complesso biella - albero motore, trasformandosi quindi in movimento rotatorio. &nbsp;</div><div>Vi è una pluralità di motori a combustione interna, in tutti vi è però il ripetersi di un ciclo termodinamico simile:</div><ol><li>aspirazione</li><li>compressione (innalzamento del pistone)</li><li>combustione (ed espansione) (fase utile)</li><li>scarico (espulsione dei gas esausti)</li></ol><div>L'aspirazione e lo scarico servono per lo scambio dei gas e per preparare il nuovo ciclo, mentre compressione ed espansione producono la trasformazione da energia termica (calore) ed energia potenziale (pressione) in energia meccanica (potenza).</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-24 09:09:48 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>scielzodaniela</author>
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         <pubDate>2017-11-24 09:59:29 UTC</pubDate>
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         <title>SIEMENS -ALESSIA ARNO</title>
         <author>alessiaarno8</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/tpdmhdtppwab/wish/209917300</link>
         <description><![CDATA[<div><br></div><div><del> </del></div><div><strong>All'inizio fu il telegrafo</strong></div><div> </div><div>Nel 1847, a Berlino, un ex ufficiale dell'Artiglieria prussiana, tale <strong>Ernst Werner von Siemens</strong>, fonda la <strong>Siemens und Halske</strong> con l'amico meccanico Johann Georg Halske. In quegli anni in Europa si sta diffondendo l'uso del <a href="http://cronachedal900.blogspot.com/2010/01/breve-storia-della-telefonia-da-chappe.html">telegrafo</a> e i due bravi soci, solo un anno dopo, ottengono la commessa per la costruzione di una linea telegrafica di 500 km a collegamento di Berlino con Francoforte. Poi è la volta del raccordo telegrafico con la linea Parigi-Bruxelles.</div><div> </div><div>La particolarità della Siemens, a differenza di quasi tutti gli altri grandi gruppi, è l'essere cresciuta all'estero e non in patria: nel 1852 abbiamo infatti una prima commessa estera grazie allo zar Nicola I, che chiede di erigere ben <strong>5.000 km di linea telegrafica in Russia</strong>. Quindici anni dopo è una richiesta da parte inglese che permette all'azienda berlinese di costruire una parte (6.000 km) della <strong>linea Londra-Calcutta</strong>. Nel 1875 <strong>partecipa al primo collegamento transatlantico</strong> tra l'Irlanda e gli Stati Uniti, avvenuto tramite cavi sottomarini. Nel 1890 l'azienda aveva 5.500 dipendenti di cui quasi la metà in Austria, Russia e Gran Bretagna.</div><div> </div><div>Un'altra particolarità di quest'azienda è stata la gestione manageriale fino al 1981: per 130 anni, Werner, due fratelli, tre figli e tre nipoti si succedono nel comando della Siemens, consolidando e stabilizzando così la società.</div><div> </div><div> </div><div><strong>Non solo telegrafo</strong></div><div> </div><div>Werner von Siemens fu anche il precursore di quella che oggi definiamo elettrotecnica (egli coniò proprio il termine "<em>elektrotechnik</em>"). Nel 1866, infatti, <strong>scoprì il principio elettrodinamico</strong>: costruì una dinamo che permetteva di convertire l'energia meccanica in energia elettrica in modo molto economico<br><br>| Dinamo Siemens</div><div><br> Ma Siemens non si limita alle sole linee telegrafiche: <strong>costruisce tramway, motori, turbine, ascensori, lampade, telefoni e macchinari medicali a raggi X</strong>. Per il suo gruppo istituisce una <strong>cassa di assistenza per infortuni e pensione</strong>, ancor prima delle riforme di Bismarck, e fissa la <strong>giornata lavorativa a 9 ore</strong> (un po' come fece Robert Owen in Scozia).</div><div> </div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-24 13:15:35 UTC</pubDate>
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         <title>IL TELEGRAFO &#39;900-ALESSIA ARNO</title>
         <author>alessiaarno8</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-11-24 13:25:31 UTC</pubDate>
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         <title>Dal Telegrafo al Telefono - Carlo Costanzo</title>
         <author>carlocostanzo54</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il <em>telegrafo</em> affonda le sue radici nei laboratori di inizio Ottocento. Rappresenta la prima applicazione pratica degli studi dei maestri dell'elettromagnetismo e, grazie a Samuel Morse, raggiunge una diffusione rilevante, coprendo con una fitta rete il mondo intero.<br> Il telegrafo ad aghi di William Thomas Henley rappresenta uno dei primi sistemi telegrafici italiani utilizzati nell'allora Regno delle Due Sicilie. <br> Entrambi gli strumenti si basano sul fenomeno scoperto dal danese Hans Cristian Oersted nel 1820 e successivamente studiato e formalizzato dal francese André Marie Ampère: in presenza di corrente elettrica un ago magnetico devia la sua posizione. I primi sistemi di comunicazione a distanza funzionavano sfruttando questa proprietà: la deviazione dell'ago magnetico, influenzato dalla corrente prodotta nella stazione trasmittente, indicava nel ricevitore le lettere del messaggio trasmesso.<br> Nel 1843 viene finanziata dal governo americano la costruzione della prima linea di comunicazione telegrafica, inaugurata un anno dopo tra Washington e Baltimora.<br> Il primo messaggio della storia è trasmesso il 24 maggio 1844 alle 8,45. Morse a Washington telegrafa a Vail a Baltimora: "What Hath God Wrought" ("Quali cose ha creato Dio")<br> In Italia, a partire dal 1861, il sistema Morse diventa il sistema nazionale ufficiale. La gestione delle linee e degli uffici telegrafici viene assegnata allo Stato, sotto la direzione del Ministero dei Lavori Pubblici. Nel 1889 nasce il Ministero delle Poste e dei Telegrafi.<br> A partire dal 1845, dopo l'invenzione di Morse e le trasformazioni apportate da Vail, il telegrafo si diffonde in tutta Europa. Molti Paesi si impegnano a migliorare e riadattare i dispositivi proponendo diversi modelli di telegrafo per la ricezione Morse.<br> Il telegrafo, inventato nel 1855 da David Hughes, sostituisce al tasto con cui battere le sequenze di punti e linee una tastiera molto simile a quella di un pianoforte con 28 tasti, uno per ogni lettera dell'alfabeto. L'operatore poteva anche non conoscere il codice Morse e il messaggio veniva ricevuto direttamente stampato in chiaro, cioè in lettere dell'alfabeto.<br> Fino al 1880, il telefono è ancora uno strumento scientifico utilizzato nei laboratori. A partire dal 1840, molti studiosi si cimentano nella sua realizzazione come Johann Philipp Reis (Germania), David Hughes (Inghilterra), Antonio Meucci, Alexander Graham Bell e Thomas Alva (Stati Uniti). In Italia ricordiamo le pionieristiche sperimentazioni del valdostano Innocenzo Manzetti.<br> A partire dal 1881, sono i banchieri, gli agenti di cambio o le ferrovie a usare intensamente i primi servizi telefonici, seguiti da imprenditori e professionisti. Il telefono era considerato un "telegrafo parlante" più rapido e comodo dell'apparecchio inventato da Morse e gli abbonati potevano comunicare solo con utenti della stessa rete urbana.<br> Dopo la prima guerra mondiale, anche in Italia si comincia a usare il telefono non solo per le chiamate di lavoro ma anche per "fare quattro chiacchiere". Per razionalizzare la gestione del servizio, nel 1923 cinque concessionarie private (Stipel, Telve, Timo, Set, Teti) assorbono le decine di concessionarie esistenti e si spartiscono il territorio italiano. Il telefono perde ora la manovella di chiamata e la pila, mentre il microfono e il ricevitore si fondono in un corpo unico: nasce la "cornetta" (o microtelefono) e l'apparecchio diventa più leggero, compatto e facile da usare.<br> A partire dagli anni Cinquanta si assiste a un vero e proprio incremento nelle richieste di nuovi allacciamenti telefonici. Il boom economico, gli ingenti flussi migratori interni al nostro Paese e gli investimenti sulle infrastrutture sono tra i motivi principali di questa importante diffusione. I designer iniziano a ridefinire il telefono, facendo ampio uso di plastiche, colore e forme più adatte al nuovo uso sociale soprattutto tra i più giovani.<br> Alla fine del periodo 1970 - 1990 il telefono raggiunge ogni casa e ufficio fino a stimare venti milioni di apparecchi, uno ogni due abitanti. Il dispositivo resta invariato nella forma e nel funzionamento, solo il disco combinatore viene sostituito dalla tastiera. La vera rivoluzione avviene invece "intorno" al telefono, dove iniziano ioad apparire nuovi accessori. Segreteria telefonica, fax, cercapersone, contascatti, filodiffusione, apparecchi per vivavoce, rubriche automatiche, videotel: strumenti, ancora analogici ed esterni al telefono, che permettono l'accesso a nuovi servizi attraverso la rete telefonica.<br> Due strumenti hanno modificato drasticamente il modo di telefonare e comunicare: la telefonia mobile e internet. La telefonia mobile approda in Italia a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta. Gli apparecchi, ancora analogici, presentavano però dimensioni, pesi e prezzi elevati, caratteristiche che ne hanno limitato l'iniziale diffusione.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-24 15:13:20 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <title></title>
         <author>sabrinabencivenga99</author>
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         <pubDate>2017-11-24 16:51:51 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>carmelatanzarelli</author>
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         <description><![CDATA[<div>Tanzarelli Carmela</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-24 17:50:17 UTC</pubDate>
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         <title>La grande emigrazione -sossio pellino</title>
         <author>pellino99</author>
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         <description><![CDATA[<div>La <em>grande emigrazione</em> ha avuto come punto d'origine la diffusa povertà di vaste aree dell'Italia e la voglia di riscatto d'intere fasce della popolazione, la cui partenza significò per lo Stato e la società italiana un forte alleggerimento della "pressione demografica". Essa ebbe come destinazioni soprattutto l'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/America_Latina">America del Sud</a> e l'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/America_del_Nord">America del Nord</a> (in particolare <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Argentina">Argentina</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Stati_Uniti_d%27America">Stati Uniti d'America</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Brasile">Brasile</a>, paesi con grandi estensioni di terre non sfruttate e necessità di manodopera) e, in Europa, la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Francia">Francia</a>. Ebbe modalità e forme diverse a seconda dei paesi di destinazione,<br>La simbolica data d'inizio dell'emigrazione italiana nelle Americhe può essere considerata il 4 ottobre <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1852">1852</a>, quando venne fondata a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Genova">Genova</a> la <a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Compagnia_Transatlantica&amp;action=edit&amp;redlink=1">Compagnia Transatlantica</a> per la navigazione a vapore con le Americhe, il cui principale azionista era <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Vittorio_Emanuele_II_di_Savoia">Vittorio Emanuele II di Savoia</a>. Tale compagnia commissionò ai cantieri navali di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Blackwall_(Londra)">Blackwall</a> i grandi <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Piroscafo">piroscafi</a> gemelli <a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Genova_(piroscafo)&amp;action=edit&amp;redlink=1"><em>Genova</em></a>, varato il 12 aprile <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1856">1856</a>, e <a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Torino_(piroscafo)&amp;action=edit&amp;redlink=1"><em>Torino</em></a>, varato il successivo 21 maggio.</div><div>L'emigrazione nelle Americhe fu enorme nella seconda metà dell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/XIX_secolo">Ottocento</a> e nei primi decenni del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Novecento">Novecento</a>. Quasi si esaurì durante il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fascismo">Fascismo</a>, ma ebbe una piccola ripresa subito dopo la fine della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Seconda_guerra_mondiale">seconda guerra mondiale</a>.</div><div>Le nazioni dove più si diressero gli emigranti italiani furono gli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Stati_Uniti_d%27America">Stati Uniti d'America</a>, il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Brasile">Brasile</a> e l'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Argentina">Argentina</a> nel Sudamerica. In questi tre Stati attualmente vi sono circa 64,15 milioni di discendenti di emigrati italiani.</div><div>Una quota importante di Italiani andò in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Uruguay">Uruguay</a>, dove i discendenti di Italiani nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1976">1976</a> erano 1.300.000 (oltre il 40% della popolazione del piccolo Stato).</div><div>Quote consistenti di emigranti italiani si diressero anche in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Venezuela">Venezuela</a> e in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Canada">Canada</a>, ma vi furono anche nutrite colonie di emigranti italiani in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cile">Cile</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Colombia">Colombia</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Per%C3%B9">Perù</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Messico">Messico</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Paraguay">Paraguay</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cuba">Cuba</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Costa_Rica">Costa Rica</a>.</div><div>Praticamente l'emigrazione massiccia italiana nelle Americhe si esaurì negli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Anni_1960">anni sessanta</a> del Novecento, dopo il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Miracolo_economico">miracolo economico</a> italiano, anche se continuò fino agli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Anni_1980">anni ottanta</a> in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Canada">Canada</a><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Emigrazione_italiana#cite_note-13"><sup>[</sup></a> e Stati Uniti.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-24 20:25:30 UTC</pubDate>
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         <title>IL QUARTO STATO</title>
         <author>grassiaeva</author>
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         <pubDate>2017-11-24 22:02:16 UTC</pubDate>
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         <author>salvatore_improta71</author>
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         <title></title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <pubDate>2017-11-25 09:58:08 UTC</pubDate>
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         <title>Miriam Ruggiero Movimento socialista</title>
         <author>miriamruggiero08</author>
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         <title></title>
         <author>miriamruggiero08</author>
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         <title></title>
         <author>letiziaa_farina17</author>
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         <description><![CDATA[<div>L'imperialismo - Letizia Farina</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-28 10:34:17 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>festalucia170400</author>
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         <pubDate>2017-12-01 16:35:18 UTC</pubDate>
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         <title>Il Pangermanismo - Francesco Farina</title>
         <author>farinafrancesco914</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>Per pangermanismo si intende l'aspirazione a unificare politicamente tutte le popolazioni di stirpe e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_tedesca">lingua tedesca</a>, che iniziò a diffondersi nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Secolo_XIX">secolo XIX</a> a seguito delle <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Guerre_rivoluzionarie_francesi">Guerre rivoluzionarie francesi</a>.                                                Era basato su alcune peculiarità tedesche:                                                 A differenza di quanto non fosse accaduto in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gran_Bretagna">Gran Bretagna</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Francia">Francia</a>, infatti, le persone di lingua tedesca non ebbero un vero e proprio stato nazionale fino al <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1870">1870</a>.                                                       Le zone abitate da etnie di lingua tedesca non avevano confini precisi, soprattutto per quanto riguarda i limiti tra lingua tedesca e lingue slave. <br>   Costituiva un problema di primo piano il destino dell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Austria">Austria</a>, stato in origine di lingua tedesca ma diventato entità multilingue grazie alla sua espansione territoriale. C'era infatti l'opzione di includerlo in una <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Grossdeutschland">Grande Germania</a> oppure di lasciargli percorrere una via a parte.<br>Dopo il crollo dell'Impero di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Napoleone_Bonaparte">Napoleone Bonaparte</a>, le organizzazioni pangermaniche alimentarono un vero e proprio movimento politico, che ben presto diede origine a due fazioni:<br>  i <em>grandi tedeschi</em>, fautori di una unificazione guidata dagli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Asburgo">Asburgo</a> d'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Austria">Austria</a>;<br>   i <em>piccoli tedeschi</em>, che caldeggiavano l'unificazione sotto la corona <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Prussia">prussiana</a>, appoggiati dal <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cancelliere">cancelliere</a> prussiano <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Otto_von_Bismarck"> Bismarck</a>.<br>Questi ultimi ebbero la meglio dopo la schiacciante vittoria <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Prussia">prussiana</a> ottenuta a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sedan">Sedan</a> nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1870">1870</a> sui <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Francia">francesi</a>, che permise la nascita del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Secondo_Reich">Secondo Reich</a> ("Secondo Impero") sotto <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Guglielmo_I_di_Germania">Guglielmo I</a> , ex re di Prussia.<br>Il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Secondo_Reich">Secondo Reich</a> si caratterizzò per il forte <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Militarismo">militarismo</a> e la volontà di assurgere a potenza di rango uguale a quello dell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Impero_britannico">Impero britannico</a>. La sanguinosa sconfitta subita nella <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Prima_guerra_mondiale">Prima guerra mondiale</a> e l'umiliante trattato di pace firmato a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Versailles">Versailles</a> nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1919">1919</a> sancirono la fine dell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Secondo_Reich">Impero guglielmino</a>, ma non dell'ideologia pangermanica. <br>Inoltre <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Adolf_Hitler">Adolf Hitler</a> fece del pangermanesimo uno dei pilastri fondamentali della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Propaganda_nella_Germania_nazista">propaganda nella Germania nazista</a>. Fu infatti la presunta intenzione di "riunire il popolo germanico" a giustificare le annessioni dell'Austria, dei <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sudeti">Sudeti</a> e successivamente di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Boemia">Boemia</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Moravia">Moravia</a> (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1938">1938</a>-<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1939">1939</a>). Con il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Nazismo">nazismo</a>, la teoria del pangermanesimo si sarebbe poi legata a quella dello <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lebensraum">spazio vitale</a>.<br>L'ideologia del pangermanesimo con la sua esaltazione della razza tedesca produsse una diffusione dell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Antisemitismo">antisemitismo</a> come dimostrano la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Societ%C3%A0_Thule">Società Thule</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Felix_Dahn">Felix Dahn</a>.<br><br></div><div> <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-01 16:41:48 UTC</pubDate>
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         <title>Olimpiadi in Età moderna - Gianrocco Iavazzo</title>
         <author>gianrocco_iavazzo99</author>
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         <pubDate>2017-12-01 17:04:24 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>enzo_bencivenga99</author>
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         <pubDate>2017-12-01 18:42:01 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>gianninapoli83</author>
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         <pubDate>2017-12-01 21:00:12 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>gianninapoli83</author>
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         <pubDate>2017-12-01 21:02:36 UTC</pubDate>
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         <title>Destra e sinistra: genesi e sviluppi in Italia</title>
         <author>ciroaversano1</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il grande Giorgio Gaber ripeteva in un suo splendido brano "Cos'è la destra e cos'è la sinistra...". E, in effetti, in qualunque società occidentale del dopoguerra, è particolarmente difficile trovare una definizione completamente soddisfacente che descriva le differenze tra destra e sinistra.<br><br>Riassumiamo però comunque alcune informazioni raccolte qua e là dai classici della politica.<br><br>1. Dal punto di vista cronologico possiamo far risalire la divisione tra destra e sinistra all'epoca della rivoluzione industriale in Inghilterra, con Tory (DX) e Labour (SX), i quali, rispettivamente, difendevano i privilegi della classe ricca, i nobili, gli industriali, e i diritti dei lavoratori delle fabbriche (che, di diritti ne avevano ben pochi).<br><br>2. Ogni società di "uomini" ha bisogno di essere organizzata, e, a seconda che uno sia di "destra" o di "sinistra", la organizzerebbe in modo diverso.<br>A volte, costruendo questa organizzazione, è necessario limitare le libertà ed i diritti dei cittadini per il bene di un "ente superiore" la cui soddisfazione è superiore al bene del singolo cittadino.<br>La differenza tra destra e sinistra, a questo punto, risiederebbe nell'individuazione di questo ente superiore.<br>Sembra che la destra identifichi questa realtà nello stato, mentre la sinistra lo individua nella collettività, nell'insieme delle persone. La differenza è sottile, ma sostanziale.<br><br>3. Di solito, i partiti di sinistra si distinguono dai partiti di destra e dai partiti conservatori perché vogliono trasformare la società. I conservatori sono quelli che vogliono conservare quello che c'è, i partiti di sinistra lo vogliono trasformare. <br>Ma per trasformare sono necessari principi e ideali che giustifichino la trasformazione: bisogna giustificare la trasformazione e trovare le forze ideali che mobilitino energie. <br>La differenza fra il conservatore e il riformatore è che il conservatore non ha bisogno di giustificare la conservazione, invece colui che vuole riformare la società deve giustificare, deve motivare, dire perché la vuole, e non può farlo se non ricorrendo a grandi principi<br><br>4. La destra vorrebbe sostituire le "svalutazioni competitive", effettuate fino al 1996 nel periodo antecedente la moneta unica, con una "flessibilità" dei lavoratori che significa, di fatto, la libertà di estromettere immediatamente chi non è funzionale al profitto.<br>La sinistra, pur riconoscendo l'attuale necessità di flessibilità, deve garantire adeguati ammortizzatori sociali atti ad un rapido reinserimento produttivo del lavoratore.<br><br>5. "Non stiamo a sottilizzare su queste differenze. Io ritengo che il politico di sinistra deve essere in qualche modo ispirato da ideali, mentre il politico di destra basta che sia ispirato da interessi: ecco la differenza" (Norberto Bobbio).<br><br><br>Tre tesi programmatiche che rimarcano le differenze<br><br>Queste tesi programmatiche insistono sulle differenze sostanziali e visibili tra destra e sinistra politica cercando di offrire, con un linguaggio semplice, uno spunto di riflessione.<br><br>Tesi 1. Il mercato non ha sempre ragione.<br>È dovere dello Stato correggere la lotteria genetica.<br>Oggi tutti accettano le regole del mercato per produrre ricchezza ed il diritto individuale ad avanzare nella scala sociale e ad arricchirsi, materialmente e spiritualmente secondo i propri meriti.<br>Mentre la destra iperliberista ritiene che questo diritto deve valere di fatto per pochi eletti quasi sempre favoriti dalla nascita, per la sinistra liberal-sociale il diritto ad avanzare ed anche ad arricchirsi secondo i propri meriti deve valere per il maggior numero possibile di cittadini.<br>Se la destra propone l'abolizione della tassa di successione anche per i grandi patrimoni, la sinistra deve battersi per la realizzazione dell'art.3 della Costituzione "…è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che… impediscono il pieno sviluppo della persona e l'effettiva partecipazione". Si tratta di un articolo sempre più calpestato dai provvedimenti di questo governo che tende, di fatto, a rendere "mercatabili" anche beni non mercatabili come istruzione, salute, pensioni e sicurezza.<br>Per la sinistra liberal-sociale il diritto all'avanzamento sociale ed anche all'arricchimento non deve valere per i pochi favoriti dalla lotteria genetica, ma deve valere di fatto per tutti.<br>C'è un solo modo per correggere i danni della lotteria genetica, fare dell'istruzione un diritto effettivo di tutti, così come della salute e della sicurezza.<br>Occorre perciò rifiutare il modello "americano" dove istruzione e sanità sono dominate dal libero mercato ed anche la sicurezza è sempre più privilegio di censo, se è vero come è vero che i poliziotti privati superano in numero quelli pubblici, locali statali e confederali.<br><br>Tesi 2 . Imposte e stato sociale<br>Nel Medio-Evo le tasse le pagavano poveri e contadini, dalle tasse sul sale, alle gabelle, ai dazi di consumo, sia sotto forma diretta che indiretta.<br>Nell'era moderna, sino agli anni sessanta, la situazione si era capovolta con le imposte dirette di aziende e singoli cittadini nettamente prevalenti sulle imposte indirette.<br>Negli ultimi anni la situazione sta tornando al passato perché aumentano sia le imposte indirette che le imposte dirette pagate dai cittadini lavoratori e produttori rispetto ai detentori di grandi patrimoni. <br>"Le aziende, che mezzo secolo fa versavano allo Stato americano il 27% di tutte le tasse ed il 45% di tutte le imposte immobiliari ne versano adesso appena il 10% ed il 16% rispettivamente. È ciò che l'economista Robert Reich, ex ministro di Clinton, chiama Corporate Welfare al posto del Welfare State" (cit. in Corsera del 19.07.02).<br>È una giusta aspirazione quella dei cittadini di pagare meno tasse possibili e soprattutto di vedere spesi bene dallo Stato i soldi che gli versano. Allo stesso tempo, va detto con chiarezza che non è possibile avere "la botte piena e la moglie ubriaca", cioè istruzione, sanità, pensioni e sicurezza per tutti, garantite dallo Stato come in Svezia (50% di pressione fiscale sul Pil) e pagare le tasse come in America (32% di pressione fiscale e pensioni e assicurazione sanitaria solo per chi può pagarsele).<br>Obiettivo di una sinistra liberal-sociale moderna è quello di far pagare meno tasse possibili compatibilmente col mantenimento di uno Stato leggero, che ha il compito di regolare più che di produrre nei settori di mercato, ma che gioca un ruolo egemone, cioè regola e agisce, in settori "non mercatabili" come l'istruzione, la salute, la sicurezza e le pensioni.<br>Naturalmente la sinistra liberal-sociale deve salvaguardare al massimo il principio della progressività delle imposte - sancito anche dalla nostra Costituzione - contrastando le politiche fiscali dei governi di destra che tendono, di fatto, ad abolire la progressività, riducendo le aliquote a due, caso unico al mondo.<br><br>Tesi 3. L'Italia è un paese fondato su produzione e lavoro, non su carta.<br>"L'Italia, si può affermare statisticamente, non è più un paese fondato sul lavoro, è un paese fondato sui patrimoni" (G. Alvi sul Corsera del 15.01.01).<br>In questi ultimi decenni infatti il peso di salari e del lavoro autonomo sul Pil è passato da tre quinti a due quinti mentre rendite e profitti sono diventati prevalenti.<br>Il problema non è solo italiano ma anche americano ed europeo. La attuale crisi delle Borse non è solo grave in se' ma si tratta di un problema assai più serio che investe l'insieme dei privilegi di cui, a partire dal 1980 (avvento di Reagan e Tatcher), l'economia di carta ha goduto rispetto all'economia della produzione e del lavoro.<br>Ed il problema della crisi economica mondiale, partita alla fine degli anni ottanta in Giappone, nella seconda metà del 2000 negli Usa e poco dopo in Europa, è grave non solo per le bolle delle Borse, del mercato immobiliare e dell'indebitamento (soprattutto in Usa), ma per le origini molto simili a quelle della depressione del 1929: una redistribuzione dei redditi a favore dei patrimoni e dei ceti più abbienti, le pazzie e le bolle di cui si è detto, il calo della domanda aggregata da parte del 70% della popolazione che non ha partecipato al Bengodi di sgravi fiscali, depenalizzazione di reati aziendali, tasse sempre meno progressive.<br>Obiettivo di una moderna sinistra liberal-sociale è quello di invertire la tendenza in atto di tassare il lavoro e la produzione in maniera maggiore delle rendite e dei profitti finanziari</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-01 23:53:52 UTC</pubDate>
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         <title>Le scoperte in campo medico </title>
         <author>aulettaylenia</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/tpdmhdtppwab/wish/212467843</link>
         <description><![CDATA[<div>Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento l’Europa viveva in un clima di euforia generale. Le innovazioni tecnologiche e la fiducia in un progresso materiale avevano favorito la ripresa della crescita industriale ed economica. <br><em>L’aumento demografico venne favorito soprattutto dai grandi progressi compiuti dalla chimica nella seconda metà dell’Ottocento, che permisero di fare importanti scoperte nel campo della medicina, come la scoperta del vaccino e l’utilizzo degli antibiotici, e di migliorare le condizioni di vita e la qualità della salute. Decisive furono soprattutto le ricerche nel campo delle malattie infettive fatte da Pasteur e da Koch.<br></em>Louis Pasteur è stato un chimico e biologo francese; grazie alle sue scoperte e alla sua attività di ricerca è universalmente considerato il fondatore della moderna microbiologia. Ha inoltre operato nel campo della chimica, e di lui si ricorda la teoria sull'enantiomeria(o isomeria ottica) dei cristalli. È significativo rilevare che tutte le grandi scoperte di questo scienziato vengono realizzate affrontando i problemi più gravi, a metà dell'Ottocento, dell'agricoltura, dell'industria agraria, dell'allevamento. La successione delle stesse scoperte corrisponde ad una successione di studi su problemi agricoli, agroindustriali, veterinari: anomalie della fermentazione della birra (1854); fermentazione del vino e dell'aceto (1861-62); pastorizzazione (1862); alterazioni del vino di origine fungina o batterica (1863-64); malattie del baco da seta (1865-70); carbonchio (<em>antrace</em>, malattia infettiva causata da un batterio) di bovini, ovini, equini (1881).                                                                I risultati di queste indagini assegnano a Pasteur un ruolo preminente tra i fondatori della moderna industria di trasformazione delle derrate, che non potrebbe sussistere se nel corso dei processi di manipolazione intervenissero fermentazioni incontrollabili, e del moderno allevamento animale, che per offrire i propri prodotti, a prezzi contenuti, a larghi strati di consumatori, deve governare grandi quantità di animali, un intento che sarebbe impossibile senza il funzionale controllo veterinario delle affezioni infettive. In questi termini Louis Pasteur deve essere considerato tra i grandi protagonisti della storia delle conoscenze agrarie.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-02 00:25:30 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>salvatore_improta71</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/tpdmhdtppwab/wish/212491854</link>
         <description><![CDATA[on le migliori intenzioni
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         <pubDate>2017-12-02 10:05:27 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>salvatore_improta71</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/tpdmhdtppwab/wish/212491857</link>
         <description><![CDATA[Realizzato con le migliori intenzioni
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         <pubDate>2017-12-02 10:05:28 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <pubDate>2017-12-02 10:05:30 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <description><![CDATA[Realizzato con le miglior
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         <pubDate>2017-12-02 11:06:57 UTC</pubDate>
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         <author>Vittorin00</author>
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         <pubDate>2017-12-02 11:11:35 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>Vittorin00</author>
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         <pubDate>2017-12-02 11:11:46 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>miriamruggiero08</author>
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         <description><![CDATA[<div>Miriam Ruggiero</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-09 10:16:49 UTC</pubDate>
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         <title>Miriam Ruggiero                       L&#39;ultimo samurai:                         Nel 1876, un ex capitano dell&#39;esercito statunitense, Nathan Algren, viene incaricato per conto dell&#39;Impero Giapponese di addestrare l&#39;esercito dell&#39;imperatore Meiji  allo scopo di eliminare i samurai ribelli presenti nel territorio.Arrivato in Giappone scopre un mondo in piena conflittualità tra la frenetica corsa alla modernità tecnologica e commerciale voluta dal nuovo e giovane imperatore e la cultura millenaria di un popolo dedito alla filosofia e alla guerra ideologica dei samurai. I generali giapponesi vogliono affrettare la fine della guerra e inviano subito le truppe per intercettare i samurai, anche se Algren cerca  di convincerli che le truppe non sono pronte. Questa decisione si rivela troppo affrettata, e l&#39;esercito, composto soprattutto da contadini, viene sconfitto dai ribelli. Con la fuga disordinata dei suoi sottoposti, Algren rimane da solo; ferito e circondato, non si arrende neanche ai samurai che, scesi da cavallo per finirlo, rilassano la propria attenzione. Agli occhi del comandante avversario, Katsumoto, la testardaggine del proprio nemico vale a redimerlo dalla &quot;colpa&quot; di aver perso ed è simbolo di personalità e senso dell&#39;onore, il tutto unito alla lancia utilizzata avente lo stendardo della tigre bianca, del quale Katsumoto coglie il messaggio; per questo motivo dà ordine di risparmiarlo e portarlo al proprio villaggio. Nel frattempo  Algren impara a conoscere la cultura giapponese tradizionale (che non aveva avuto modo né voglia di approfondire a Yokohama, dove aveva addestrato il nuovo esercito), scoprendo che, ad esempio, i ribelli combattono per l&#39;Imperatore, senza alcuna velleità secessionista; suo mentore è lo stesso Katsumoto che, seppur contrario all&#39;occidentalizzazione non disprezza affatto la cultura esterna, ma ne è, al contrario, molto incuriosito. Il capitano decide di schierarsi al fianco dei ribelli e, col tempo, incomincia a essere trattato da pari dai samurai che aveva in precedenza combattuto. Uno dei primissimi abitanti del villaggio con cui instaura un rapporto personale è Taka, sorella di Katsumoto e vedova di Hirotaro (il quale era stato ucciso dallo stesso Algren in battaglia), di cui finisce per innamorarsi.I samurai combattono per le tradizioni e per l&#39;Imperatore a cui sono fedeli fino alla morte e contro gli ideali occidentali del commercio e della tecnologia. Il capo dei ribelli samurai, Katsumoto, incontra l&#39;Imperatore Meiji ma questi è troppo debole per opporsi al volere del Primo Ministro Omura e ai politici. Katsumoto viene arrestato e come da tradizione gli spetta il suicidio rituale. Ma Algren e i samurai lo liberano e lo convincono a morire, non per suicidio, ma riguadagnando l&#39;onore combattendo. Tutti sono consapevoli che le spade dei samurai non possono reggere al confronto con le armi da fuoco dell&#39;esercito,nonostante ciò Katsumoto decide di sfidare l&#39;esercito imperiale. I samurai con a capo Katsumoto e Algren(che riceve l&#39;armatura di Hirotaro) si preparano alla battaglia. Nella battaglia finale l&#39;esercito samurai, anche se nettamente inferiore a l&#39;avversario, sembra inizialmente riuscire a tener testa all&#39;esercito imperiale, sconfiggendo due squadroni nemici. Avendo subito ingenti perdite e consapevoli dell&#39;imminente arrivo di altri squadroni nemici, i Samurai compiono una carica suicida a cavallo. Durante la carica diversi Samurai cadono sotto il fuoco dei cannoni e dei fucili( tra cui Ujo, braccio destro di Katsumoto e amico di Algren),gli ultimi vengono falciati da mitragliatrici Gatling. Alla fine Katsumoto supplica Algren di dargli il colpo di grazia, e Algren esegue. L&#39;ultima parola che il ribelle Samurai rivolge all&#39;eroe americano è: &quot;perfetti, sono tutti perfetti&quot;, alludendo ai fiori di ciliegio oggetto di una precedente conversazione, e muore tra le braccia del capitano americano. I soldati dell&#39;esercito regolare giapponese, assistito al supremo sacrificio del leader ribelle, riscoprono le loro tradizioni e i loro valori e si inchinano commossi davanti al cadavere di Katsumoto. Algren, miracolosamente sopravvissuto alla sanguinosa battaglia, dopo qualche tempo ottiene udienza di fronte all&#39;imperatore Meiji a cui consegna la spada del defunto Katsumoto. L&#39;imperatore, commosso dal sacrificio del samurai nonché suo vecchio maestro decide, con disappunto dei generali e dei consiglieri, di annullare gli accordi con il governo americano per l&#39;acquisto di armi occidentali e di confiscare i beni della famiglia di Omura, colpevole di non aver agito nell&#39;interesse dell&#39;Impero, avendo capito infine di essere stato solo usato da loro. L&#39;imperatore domanda rattristato ad Algren come è morto il suo maestro, ma egli risponde che gli racconterà come ha vissuto. Nell&#39;ultima scena del film Algren fa ritorno al villaggio di Katsumoto per riunirsi con Taka e la sua famiglia. </title>
         <author>miriamruggiero08</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/tpdmhdtppwab/wish/214695499</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-12-09 10:18:56 UTC</pubDate>
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         <title>Recensione &quot;la massaria delle allodole&quot; FARINA FRANCESCO</title>
         <author>farinafrancesco914</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/tpdmhdtppwab/wish/227929936</link>
         <description><![CDATA[<div><br>La masseria delle allodole dei fratelli Taviani, è un film che affronta direttamente e a viso aperto il genocidio.Il genocidio del popolo armeno inizia il 24 luglio del 1915 e viene attuato dai Giovani Turchi, un movimento politico che dal 1908 era di fatto alla guida del paese. Le cifre dello sterminio sono ancora oggetto di controversia, ma una cifra attendibile sembra aggirarsi intorno al milione e mezzo di assassinati tra uomini, donne e bambini. Ararat, di Atom Egoyan, che pure aveva richiami evidenti alla vicenda storica faceva un operazione molto raffinata, parlando dell'instabilità dei concetti di memoria storica e di passato, di vero e falso. Nella masseria abbiamo invece un approccio diretto, in cui vengono mostrate le fasi dell'eccidio ed il suo impatto sulla popolazione armena e turca. Non tutti i turchi sono presentati come perpetratori dello sterminio, ed anzi possiamo vedere diverse sfumature: il fanatico, il collaborazionista entusiasta, l'ufficiale che deve seguire gli ordini ed il dubbioso, incredulo di fronte a tanta violenza. La responsabilità del resto viene attribuita unicamente ai Giovani Turchi.Un quadro storico difficile, che i fratelli Taviani hanno ricostruito intorno a numerosi personaggi, interpretati da un nutrito cast internazionale.La storia del film inizia in una cittadina turca, nella casa di una famiglia armena, gli Avakian. È un brutto giorno per loro, un giorno di lutto per la morte del patriarca. Al funerale viene a rendere omaggio anche una rappresentanza dell'autorità turca, con la quale gli Avakian intrattengono buoni rapporti. Un altro membro della famiglia, Assadour "il figlio maggiore", si appresta a tornare in Turchia dall'Italia, dove vive da diversi anni, per prendere possesso della masseria lasciatagli in eredità dal padre. Mentre tutto questo accade, il partito dei Giovani Turchi si sta organizzando in gran segreto per realizzare il mito della Grande Turchia. La situazione precipita velocemente: gruppi militari si muovono dalla capitale con l'ordine di trucidare i maschi armeni e deportare le donne nei pressi di Aleppo per poi ucciderle. La giovane Nunik farà il possibile per salvare quel che resta della sua famiglia.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-05 00:00:31 UTC</pubDate>
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