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      <title>Big data, controllo digitale e post-globalizzazione? by </title>
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      <description>Percorso DaD di filosofia - prof.ssa Lia De Marco - Liceo &quot;G. Bianchi Dottula&quot; Bari </description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2020-08-17 22:45:59 UTC</pubDate>
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         <title>4. Conclusioni. Un’opportunità nella crisi?</title>
         <author>demar72rm</author>
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         <description><![CDATA[<div>Che cosa ha insegnato l’esperienza della DaD e, nello specifico, la pratica meta-cognitiva presentata? Innanzitutto, si è compreso che la “sfida” della didattica digitale è fortemente impegnativa, perché non è possibile improvvisarla, difatti i media non sono solo veicoli, ma «ambienti del sapere, del saper fare, dell’essere, del sentire; dunque agenti di una sensibilità culturale, sociale e esistenziale».<br>Le nuove tecnologie non rendono affatto pigri gli studenti ma sono in grado di impegnarli in un processo di apprendimento di tipo situazionale. L’aspetto importante è che i media fanno parte del mondo dei ragazzi, rappresentano la loro conoscenza di base e di questo la scuola deve tener conto. Come potrebbe dialogare con il mondo di oggi una scuola che non sapesse, che non volesse utilizzare ciò che la tecnologia offre allo sviluppo della conoscenza e della coscienza degli individui e dei gruppi? E come potrebbe la scuola di oggi non entrare a fare parte di questa nuova società dell’innovazione? <br>La didattica digitale può consentire alla scuola di accogliere questa “sfida” e attivare attraverso di essa una lungimirante prospettiva di stimolo dell’intelligenza degli studenti. In questa dimensione inevitabilmente <em>multitasking</em> e <em>multilevel</em>,entra in gioco la didattica digitale integrata per indirizzare le intelligenze degli studenti e personalizzare il percorso da trattare.<br>Questa è la sfida reale: l’impiego razionale della multimedialità nella scuola, vincendo le diffidenze e l’attaccamento al passato, per abbandonare una “via” didattica di certo più facile da percorrere e sicuramente più tranquilla, ma assolutamente meno emozionante e gratificante.</div>]]></description>
         <pubDate>2020-08-17 22:45:59 UTC</pubDate>
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         <title>3.6. I giovani e la &quot;presenza&quot; sui social media</title>
         <author>demar72rm</author>
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         <description><![CDATA[<div>-&gt; Nei due decenni che fino ad ora hanno costituito il XXI secolo ha preso sempre più piede la tecnologia, divenuta ormai una parte determinante nella vita di tutti gli individui. Quella della tecnologia è stata un’ascesa graduale ed è pian piano arrivata a controllare tanti aspetti della società tanto da risultare ormai impensabile svolgere alcune funzioni senza che essa venga coinvolta. A risentire maggiormente dell’assenza della tecnologia sarebbero sicuramente i più giovani. Essi sono infatti coloro che ne fanno maggiore utilizzo e che meglio comprendono come impiegare determinati device. Tuttavia la loro dimestichezza non equivale ad una piena consapevolezza di quelli che sono i pericoli di internet ed è necessaria la figura di persone adulte o istituzioni affinché possano comprendere nel miglior modo come comportarsi. L’istituzione che più si dimostra capace di adempiere a questo compito è la scuola e un percorso di educazione civica digitale ne costituisce un esempio concreto. Non si tratta infatti di sole parole, ma di un vero e proprio percorso attraverso il quale i ragazzi possono sviluppare lo spirito critico necessario a considerare nel modo giusto quel che la rete offre loro. Si dimostra inoltre un percorso volto a comprendere l’importanza di tutelare la libertà individuale, che sembra essere sempre più minacciata dall’insistente presenza dei social network; nonché un nuovo modo di educare ad essere cittadini.                            <em>Federica Martella (classe 5^BU)</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-08-17 22:45:59 UTC</pubDate>
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         <title>3.5. Le provocazioni della pandemia</title>
         <author>demar72rm</author>
         <link>https://padlet.com/demar72rm/tp784l8kxeloms3z/wish/683891827</link>
         <description><![CDATA[<div>-&gt; La libertà di manifestazione del pensiero rappresentava la “pietra angolare” della democrazia. Ma ormai non è più così: non siamo più liberi di pensare i nostri stessi pensieri. La trappola scatta il 4 dicembre 2009, quando Google avverte gli utenti che da allora in poi avrebbe personalizzato il proprio motore di ricerca. Significa che i risultati cambiano a seconda delle ricerche precedenti, del computer da cui stiamo interrogando Google, del luogo nel quale ci troviamo. Più che una riforma, una rivoluzione, che si propaga immediatamente agli altri giganti della Rete, da Apple a Microsoft, da Amazon a Facebook, a Twitter, a WhatsApp. Ciascuno di loro succhia dati mentre navighiamo online, carpisce i nostri gusti, le nostre opinioni, le nostre frequentazioni telematiche, per venderle poi agli inserzionisti, che in questo modo possono inseguirci con una pubblicità tagliata su misura. Queste tecniche di profilazione mettono in gioco la possibilità di rapportarci gli uni agli altri, d’aprirci al mondo esterno. I filtri che agiscono sul web tendono a proporci all’infinito le stesse fonti da cui già ci siamo alimentati, le stesse opinioni, le stesse informazioni. E la Rete diventa un po’ come uno specchio, una superficie riflettente dove non si moltiplica l’immagine del mondo bensì quella dei singoli individui. La nuova condizione umana è così una solitudine di massa che ci lascia senza democrazia, dato che quest’ultima si nutre del confronto tra punti di vista eterogenei. Quale regime potrà sostituirla? La datacrazia?                                                         <em>Valentina Servedio (classe 5^BU)</em></div>]]></description>
         <pubDate>2020-08-17 22:45:59 UTC</pubDate>
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         <title>3.4. Confrontiamo le idee e discutiamo del nostro domani</title>
         <author>demar72rm</author>
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         <description><![CDATA[<div>Riflettere e discutere con gli studenti sul tema "<em>Big data</em>, controllo digitale e post-globalizzazione?".<br><em>In videoconferenza con Google Meet.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-08-17 22:45:59 UTC</pubDate>
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         <title>3.3. Byung-Chul Han: &quot;Io, apocalittico contro gli integrati di Internet&quot;</title>
         <author>demar72rm</author>
         <link>https://padlet.com/demar72rm/tp784l8kxeloms3z/wish/683891829</link>
         <description><![CDATA[<div>"Oggi la libertà è una costrizione. Il compito del futuro sarà proprio quello di trovare una nuova libertà": queste le parole pungenti pronunciate da Byung-Chul Han nell'intervista linkata. E da Umberto Eco ad oggi, le riflessioni dei ragazzi sono tante!</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-08-17 22:45:59 UTC</pubDate>
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         <title>3.2. Byung-Chul Han, L&#39;emergenza virale e il mondo di domani (El Paìs, 22/03/2020)</title>
         <author>demar72rm</author>
         <link>https://padlet.com/demar72rm/tp784l8kxeloms3z/wish/683891831</link>
         <description><![CDATA[<div><strong><em>Una breve introduzione al tema...</em></strong><br>Se la vita pubblica è paralizzata dall'emergenza Covid-19, il dibattito pubblico registra un'accelerazione. Dal contrasto tra globalizzazione e localismo, la pandemia trae la capacità di cambiare gli equilibri internazionali del mondo. In questo terreno, secondo alcuni analisti, si staglia il vero vincitore della crisi globale: l'Asia, guidata dalla Cina. Il filosofo sudcoreano-tedesco Byung-Chul Han, al quotidiano spagnolo El Pais, ha parlato di successo degli "stati asiatici come Corea, Cina, Hong Kong, Taiwan o Singapore", attribuendone il risultato a una "mentalità autoritaria che proviene dalla tradizione del Confucianesimo". Popoli "meno ribelli e più obbedienti che in Europa", più credenti nello Stato e portati a una vita organizzata, dunque più aperti al tracciamento digitale, strumento che si è rivelato vincente per contenere l'epidemia. In Asia l'emergenza non è stata combattuta solo dai virologi, ma da scienziati informatici e specialisti dei big data.<br><em>Attivazione di una Google Classroom dedicata.<br>Videoconferenze Google Meet per analizzare e commentare l'articolo allegato.<br>Produzione di riflessioni, scritture e pensieri. </em></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-08-17 22:45:59 UTC</pubDate>
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         <title>3.1. “De Kerckhove e Byung-Chul Han: tra emergenza virale e mondo di domani”</title>
         <author>demar72rm</author>
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         <description><![CDATA[<div>-&gt; Le app per il contenimento del Covid-19 propongono di isolare in via cautelativa gli asintomatici in base a deduzioni fondate sui dati. <br>In Asia l'emergenza non è stata combattuta solo dai virologi, ma da scienziati informatici e specialisti dei big data. Secondo il filosofo coreano Byung-Chul Han, la "Cina sarà in grado di vendere il proprio stato di polizia come modello vincente contro la pandemia", in contrapposizione con l'incapacità dell'occidente di dare una risposta compatta. <br>Alcuni paesi come Singapore, Corea del Sud e Israele hanno usato la tecnologia, comprese le app mobile, per facilitare la ricerca dei contatti sui casi di Covid-19 e questa idea sta prendendo piede negli Stati Uniti. Il Nord Dakota e lo Utah hanno rilasciato app volontarie di tracciamento dei contatti che si basano sulla posizione degli utenti mentre si spostano, e la società di consulenza PwC ha iniziato a promuovere uno strumento di tracciamento dei contatti per consentire ai datori di lavoro di verificare quali dipendenti possono tornare al lavoro. <br>Diverse società tecnologiche e istituti di istruzione superiore americani stanno sviluppando la struttura che consentirebbe un tracciamento automatico dei contatti di un certo tipo, evitando al contempo determinati problemi di privacy.<br><em>La app o la vita</em>, insomma. Anzi, forse è meglio dire: <em>la app o la felicità.<br>                                                                                      Flavia Frateschi (classe 5^AU)<br>Google Classroom: caricamento materiale didattico di studio.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-08-17 22:45:59 UTC</pubDate>
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         <title>3. Lavorare per problemi</title>
         <author>demar72rm</author>
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         <description><![CDATA[<div>Porre agli studenti problemi da risolvere.<br>Viviamo ancora ai tempi della globalizzazione? oppure possiamo parlare di post-globalizzazione?<br>Qual è il nostro rapporto con la dimensione digitale del vivere?<br>Il controllo digitale ci condiziona? Dobbiamo scegliere tra democrazia e datacrazia?<br>Leggere, riflettere e approfondire il pensiero del filosofo sud-coreano Byung-Chul Han.<br><em>Google Classroom: lettura articolo, studio materiale didattico.<br>Attività assegnata: chiarimenti in chat, confronti in videoconferenza Google Meet.<br>Durata dell'attività: n. 6 ore.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-08-17 22:45:59 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>2.2. Generazione 3.0, democrazia digitale e cittadinanza attiva</title>
         <author>demar72rm</author>
         <link>https://padlet.com/demar72rm/tp784l8kxeloms3z/wish/683891836</link>
         <description><![CDATA[<div>-&gt; L’importanza di affrontare questo percorso si rivela necessaria per il millennio che stiamo vivendo, animato, per l’appunto, dalla cosiddetta ‘<em>generazione 3.0’.</em></div><div>Una generazione il cui ossigeno si rivelano essere i social media ed il cui cellulare, riproponendo il pensiero di de Kerckhove, diventa un prolungamento della nostra mano. Completamente immerso in questa realtà tecnologica, l’uomo non è più in grado di gestire la propria vita e di capire cosa sia vero e cosa sia falso: i sistemi di informazione e comunicazione influenzano il suo modo di pensare, per cui il soggetto è adesso manipolato e la sua stessa libertà è messa a rischio: l’argomento “privacy” è messo a dura prova dalla nascita dei social media. Sebbene la situazione sia diversa di continente in continente, il cambiamento che tutti ci troviamo ad affrontare lascia una grande impronta nella storia del nostro sviluppo e, se non si è in grado di gestire questa sempre più ampia interazione di connessioni, il rischio a cui siamo sottoposti sarà sempre più alto. Per questo nasce l’esigenza di introdurre nei curricula scolastici l'educazione civica digitale, così da aiutare i ragazzi ad affrontare questa nuova realtà e formare cittadini attivi nella nuova ‘democrazia digitale’.                        <em>Elena Mastroleo (classe 5^BU)</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-08-17 22:45:59 UTC</pubDate>
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         <title>2.1. Big data, controllo digitale e democrazia</title>
         <author>demar72rm</author>
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         <description><![CDATA[<div>Come non ragionare sui problemi di datacrazia, controllo digitale e di gestione dei big data, che l'emergenza virale di Covid-19 ha provocato anche alla luce dell'ipotesi di utilizzo delle app di tracciamento?<br><em>Presentiamo il mini-percorso di cittadinanza digitale da me realizzato e pubblicato su Rai Scuola. Cliccare sul link sottostante.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-08-17 22:45:59 UTC</pubDate>
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         <title>2. Continuiamo il lavoro... </title>
         <author>demar72rm</author>
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         <description><![CDATA[<div>Colleghiamo la riflessione iniziale su de Kerckhove alla questione della globalizzazione che ci pone dinanzi al problema attuale dei big data e dell'esercizio di forme di controllo (anche) digitale e, quindi, politico.<br><em>Durata dell'attività: n. 6 ore.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-08-17 22:45:59 UTC</pubDate>
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         <title>1.2. Apriamo lo spazio alle riflessioni</title>
         <author>demar72rm</author>
         <link>https://padlet.com/demar72rm/tp784l8kxeloms3z/wish/683891844</link>
         <description><![CDATA[<div>A seguito del confronto avvenuto in videoconferenza Google Meet, gli studenti hanno elaborato analisi testuali, commenti personali e riflessioni.<br>Tutti gli elaborati sono stati caricati dagli studenti sulla Google Classroom dedicata e confrontati in piccoli gruppi. La docente ha revisionato i testi prodotti in un momento di correzione collettiva (in videoconferenza Google Meet).<br><br>-&gt; La storia della memoria comincia con il mito in cui Platone descriveva l’invenzione della scrittura come fonte di ignoranza: gli uomini, contando sullo spostamento della memoria nelle cose scritte, dimenticano di ricordarle. Forse, però, mettere in comune tante tracce individuali di conoscenze, di storie, di miti e di altre finzioni, potrebbe far crescere più velocemente il patrimonio scientifico, politico, economico e sociale di tutti. Fra questi due poli argomentativi si muove la riflessione di de Kerckhove che analizza gli spostamenti della nostra memoria nell’era del digitale, epoca in cui si accresce la tendenza a rimettere i contenuti delle nostre esperienze nei databank, spostando testi, letture, immagini e video sulla rete, per cercare di liberare il più possibile la nostra mente e riutilizzarla in nuove direzioni.<br>“La nostra memoria a lungo termine si sta spostando sui cloud o altre banche dati, in ogni caso fuori dal nostro corpo. Cosa accade in tale contesto alle persone di cui la memoria diviene proprietà pubblica? Siamo al cospetto del passaggio dall’inconscio collettivo all’inconscio digitale, ovvero tutto ciò che si sa delle nostre vita senza che ne siamo a conoscenza! Rilasciare e consegnare ogni cosa fuori da sé non mette a rischio solamente la reputazione personale, ma implica anche la perdita di una parte del corpo. Nel mondo dei Big Data regna senza dubbio la trasparenza, certo, ma anche un tipo assolutamente nuovo d’intelligenza connettiva: quella della domanda, non della risposta. Si può dunque resistere al populismo senza punto di vista?” (D. de Kerckhove).                                                                                                                       Alessia Fiore (classe 5^AU)</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-08-17 22:45:59 UTC</pubDate>
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         <title>1.1. Derrick de Kerckhove, La rete ci renderà stupidi?</title>
         <author>demar72rm</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>Per iniziare a capire la società del digitale in cui viviamo.</em><br>Leggere de Kerckhove per ragionare di cambiamenti cognitivi, era del digitale e social media.<br><em>Caricamento del libro sulla Google Classroom dedicata.</em><br><em>Assegnazione di compiti: lettura ragionata del testo di de Kerckhove.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-08-17 22:45:59 UTC</pubDate>
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         <title>1. Iniziamo dalla complessità cognitivo-digitale della contemporaneità</title>
         <author>demar72rm</author>
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         <description><![CDATA[<div>Gli studenti delle classi 5^AU e 5^BU si sono fortemente interrogati sulla contemporaneità dei loro vissuti, anche e soprattutto in tempi di pandemia, e così appassionati hanno chiesto di ricercare e riflettere.<br><em>Durata dell'attività: n. 6 ore.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-08-17 22:45:59 UTC</pubDate>
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         <title>Scheda didattica</title>
         <author>demar72rm</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Finalità: </strong>formare gli studenti attraverso un approccio di tipo critico-problematico; esercitare la riflessione sulle diverse forme del sapere; esercitare il controllo critico delle tecnologie multimediali.</div><div><strong>Obiettivi: </strong>Saper utilizzare lessico e categorie specifiche delle discipline; Saper individuare i punti nodali, condurre approfondimenti, analisi e confronti; Saper decodificare e comprendere il contenuto dei testi; Saper esporre in modo chiaro e con coerenza logica; Saper maturare competenze digitali; Saper implementare competenze metodologiche di ricerca e di studio; Saper individuare i problemi, proporre una riflessione personale e rielaborare gli argomenti in modo critico.</div><div><strong>Riferimenti metodologici: </strong><em>Cooperative learning, scaffolding, problem solving, brainstorming.</em></div><div><strong>Descrizione delle attività didattico-formative:</strong></div><div><em>1. Iniziamo dalla complessità cognitivo-digitale della contemporaneità (n. 6 ore)</em></div><div><em>1.1. Leggere Derrick de Kerckhove, La rete ci renderà stupidi?</em></div><div><em>1.2. Aprire lo spazio alle riflessioni</em></div><div><em>2. Continuare il lavoro… (n. 6 ore)</em></div><div><em>2.1. Big data, social media e democrazia - Mini-percorso Rai Scuola</em></div><div><em>2.2. Generazione 3.0, democrazia digitale e cittadinanza attiva</em></div><div><em>3. Lavorare con i problemi (n. 6 ore)</em></div><div><em>3.1. “De Kerckhove e Byung-Chul Han: tra emergenza virale e mondo di domani?”</em></div><div><em>3.2. Byung-Chul Han, L'emergenza virale e il mondo di domani</em> (El Paìs, 22/03/2020)<br><em>3.3. Byung-Chul Han: "Io, apocalittico contro gli integrati di Internet"</em></div><div><em>3.4. Confrontare le idee e discutere del nostro domani</em></div><div><em>3.5. Le provocazioni della pandemia<br></em>3.6. I giovani e la "presenza" sui social media</div><div>4. <em>Conclusioni. Un'opportunità nella crisi?<br></em><strong>Tempi</strong><em>: </em>Il percorso è stato avviato durante il periodo della sospensione delle attività scolastiche (a causa della pandemia Covid-19). Si è svolto precisamente nei mesi di marzo ed aprile 2020 per un totale di n. 16 ore, comprensive anche dello svolgimento dei compiti assegnati.<br><strong>Media coinvolti</strong>: PC con connessione internet e account di posta elettronica; smartphone e/o tablet.<br><strong>Strumenti utilizzati</strong>: Padlet, Google Classroom, Google Drive, Google Meet, Screen-cast- o-matic, RaiScuola.<br><strong>Risultati</strong>: <em>Punti di forza - </em>La valutazione del modulo ha evidenziato risultati positivi, poiché gli studenti si sono sentiti liberi di utilizzare le loro competenze tecnologiche. Gli strumenti informatici, tecnologici e multimediali sono diventati pertanto strumenti formidabili di implementazione della sensibilità e dell’intelligibilità umana. Strumenti utilissimi per la ricerca immediata delle fonti, per la loro conseguente selezione e valutazione, nonché rielaborazione personale, che forniscono inoltre un forte impatto grafico teso alla valorizzazione del lavoro svolto, garantendo al prodotto finale un valore aggiunto. Si è rivelata dunque un’ottima esperienza, da replicare nei seguenti anni.</div><div><em>Punti di debolezza - </em>Lo svolgimento del modulo progettato non ha evidenziato particolari punti di debolezza. Si è svolto agevolmente, nonostante le inevitabili difficoltà affrontate. Potrebbe però essere completato con il contributo anche di altre discipline. In tal modo, potrebbe diventare una vera e propria UdC interdisciplinare spendibile (anche) nell’ambito dell’introduzione dell’insegnamento di Educazione civica.</div>]]></description>
         <pubDate>2020-08-17 22:45:59 UTC</pubDate>
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         <title>Liceo &quot;G. Bianchi Dottula&quot; - Bari</title>
         <author>demar72rm</author>
         <link>https://padlet.com/demar72rm/tp784l8kxeloms3z/wish/683891851</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Classe 5^AU Scienze umane (n. 21 studenti)<br>Classe 5^BU Scienze umane (n. 14 studenti)<br>modalità DaD (prof.ssa Lia De Marco)</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-08-17 22:45:59 UTC</pubDate>
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