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      <title>Spazi di reclusione by Carlotta Micol Bianchi</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-05-26 19:51:33 UTC</pubDate>
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         <title>Introduzione</title>
         <author>carlottamicol</author>
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         <pubDate>2022-05-26 19:51:33 UTC</pubDate>
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         <title>Mappa degli argomenti</title>
         <author>carlottamicol</author>
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         <title>Proposte di lavoro</title>
         <author>carlottamicol</author>
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         <pubDate>2022-05-26 19:51:33 UTC</pubDate>
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         <title>Guida all&#39;uso</title>
         <author>carlottamicol</author>
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         <pubDate>2022-05-26 19:51:33 UTC</pubDate>
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         <title>Shakespeare in cella: Cesare deve morire dei Taviani</title>
         <author>carlottamicol</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong><em>Cesare deve morire</em></strong> (2012) dei fratelli registi Paolo e Vittorio Taviani è un <em>docudrama</em> (un ibrido fra documentario e fiction) che narra la messa in scena del <em>Giulio Cesare</em> di William Shakespeare da parte dei detenuti di Rebibbia. L’opera, vincitrice dell’Orso d’oro al Festival di Berlino, presenta attraverso l’<strong>universalità dei testi shakespeariani</strong> alcuni <strong>aspetti tragici della condizione umana </strong>(dalla violenza, alla passione, ai tradimenti), enfatizzati dal contesto spoglio e privo di libertà del carcere.<br><br><em>Guarda il trailer del film.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-26 19:51:33 UTC</pubDate>
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         <title>Stretta sorveglianza: i diorami di Ai Weiwei</title>
         <author>carlottamicol</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel 2013 l’artista cinese <strong>Ai Weiwei</strong> ha realizzato <strong><em>S.A.C.R.E.D.</em></strong>, una serie di diorami che riproducono alcune situazioni legate alla sua detenzione del 2011 durata ottantuno giorni. Il governo cinese ha arrestato l’artista per la sua opposizione al regime e durante la prigionia lo ha mantenuto sotto strettissima sorveglianza, con guardie che lo controllavano giorno e notte. I diorami rappresentano una <strong>denuncia contro le invasioni della privacy e le violazioni della libertà individuale</strong>.<br><br><em>Guarda il servizio dedicato all'installazione di Weiwei.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-26 19:51:33 UTC</pubDate>
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         <title>Il manicomio femminile nell’Italia fascista</title>
         <author>carlottamicol</author>
         <link>https://padlet.com/carlottamicol/tma1sa44b9kuncll/wish/2201298795</link>
         <description><![CDATA[<div>Durante la dittatura fascista moltissime donne, non sempre affette da disturbi mentali, furono rinchiuse in istituti manicomiali. Spesso si trattava di <strong>donne che non vivevano secondo la condotta sociale considerata consona dal regime</strong>, il cui incarceramento era un pretesto per procedere con una politica di “pulizia” razziale e sociale. La storica Annacarla Valeriano ha dedicato all’argomento un saggio intitolato <strong><em>Malacarne. Donne e manicomio nell’Italia fascista </em></strong>(2017).<br><br><em>Leggi l'articolo proposto.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-26 19:51:33 UTC</pubDate>
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         <title>Silvio Pellico: la reclusione come momento di formazione</title>
         <author>carlottamicol</author>
         <link>https://padlet.com/carlottamicol/tma1sa44b9kuncll/wish/2201298796</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Silvio Pellico</strong>, scrittore e patriota italiano, è stato l’autore di uno dei più famosi libri di memorie del Risorgimento. In <strong><em>Le mie prigioni</em></strong> (1832) racconta gli anni trascorsi nella fortezza dello Spielberg, in Repubblica Ceca, dopo l’arresto per affiliazione alla carboneria. Pellico interpreta l’incarcerazione come <strong>un’esperienza religiosa e formativa</strong>, dove alla malvagità dell’oppressore egli impara a replicare con la perseveranza dell’amore. Tra i contemporanei il romanzo venne letto come una denuncia delle disumane pratiche di carcerazione austriache e divenne uno strumento per la propaganda patriottica. <br><br><em>Leggi il brano proposto.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-26 19:51:33 UTC</pubDate>
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         <title>Fëdor Dostoevskij e la prigionia come condizione interiore </title>
         <author>carlottamicol</author>
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         <description><![CDATA[<div>Per lo scrittore russo <strong>Fëdor Dostoevskij</strong> l’esperienza della reclusione è ben lontana dal motivo della «prigione felice» che talvolta compariva nella letteratura ottocentesca. In <strong><em>Memorie da una casa di morti</em></strong><strong> </strong>(1861), romanzo di matrice autobiografica, l’autore descrive la sua dura prigionia siberiana come una <strong>metaforica condizione interiore</strong>, che con i suoi confini asfissianti e i suoi ritmi sempre uguali finisce per svelare l’assurdità della vita.<br><br><em>Segue un ritratto dello scrittore eseguito da Vasilij Perov.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-26 19:51:33 UTC</pubDate>
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         <title>Primo Levi: la detenzione come demolizione dell&#39;uomo</title>
         <author>carlottamicol</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Primo Levi</strong>, scrittore e chimico torinese di origine ebrea, ha raccontato la propria detenzione nel campo di concentramento di Auschwitz nel celebre <strong><em>Se questo è un uomo</em></strong> (1947). Si tratta della drammatica testimonianza di come in questi luoghi l’autore, all’epoca solo ventiquattrenne, abbia visto messa in pratica la totale <strong>«demolizione di un uomo»</strong>, l’annientamento morale e fisico dei prigionieri, un atto così inumano e riprovevole da non essere quasi esprimibile a parole. <br><br><em>Leggi il brano proposto.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-26 19:51:33 UTC</pubDate>
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         <title>Van Gogh e la metafora della ronda</title>
         <author>carlottamicol</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Vincent van Gogh</strong> dipinse <strong><em>La ronda dei carcerati</em></strong><strong> </strong>(1890) mentre si trovava ricoverato nel manicomio di Saint-Rémy. Il quadro riprende il soggetto di un’incisione di Gustave Doré, un gruppo di carcerati che cammina in cerchio in un cortile claustrofobico durante l’ora d’aria, mentre alcuni agenti li sorvegliano. Tra le interpretazioni che sono state date al dipinto, si ritiene che Van Gogh abbia identificato la condizione del detenuto con quella dell’<strong>artista esiliato dalla società e oppresso dalle sue imposizioni</strong>. Permane tuttavia un barlume di speranza: sopra ai carcerati sono ritratte due piccole farfalle bianche, che presto voleranno oltre gli alti muri del cortile.<br><br><em>Di seguito, una riproduzione del quadro.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-26 19:51:33 UTC</pubDate>
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         <title>Qualcuno volò sul nido del cuculo: una critica all&#39;istituzione psichiatrica</title>
         <author>carlottamicol</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong><em>Qualcuno volò sul nido del cuculo</em></strong> è un film del 1975 diretto da <strong>Miloš Forman</strong> e tratto dal romanzo dello statunitense <strong>Ken Kesey</strong>. Ambientata in un istituto psichiatrico dell’Oregon, la pellicola rappresenta una <strong>critica al sistema ospedaliero statunitense</strong> e ai metodi punitivi e repressivi<strong> </strong>con i quali venivano trattati i pazienti. Per la sua intensa interpretazione del protagonista Randle McMurphy, un «matto» anticonformista che si rifiuta di subire passivamente le ingiustizie del sistema, <strong>Jack Nicholson</strong> venne premiato con l’Oscar.<br><br><em>Segue una scena tratta dal film.</em></div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.youtube.com/watch?v=QNVmrGXLgI8" />
         <pubDate>2022-05-26 19:51:33 UTC</pubDate>
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         <title>Le ali della libertà: un dramma carcerario</title>
         <author>carlottamicol</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong><em>Le ali della libertà</em></strong> (1994) di <strong>Frank Darabont</strong> è considerato dalla critica uno tra i migliori film statunitensi mai girati. Ispirato al racconto di <strong>Stephen King</strong> <em>Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank</em>, è un <strong>dramma carcerario</strong> che mette in scena tutta l’amarezza e l’umiliazione della condizione di chi deve scontare una pena in un luogo presieduto da un’autorità violenta e impunita. A illuminare l’esistenza dei detenuti accorrono la speranza, la tenacia e la capacità dell’amicizia di fiorire anche nei luoghi più bui.<br><br><em>Guarda il trailer del film.</em></div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.youtube.com/watch?v=0ly4vMdPBo0" />
         <pubDate>2022-05-26 19:51:33 UTC</pubDate>
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         <title>Un web-doc per indagare cosa sopravvive dell&#39;istituzione manicomiale </title>
         <author>carlottamicol</author>
         <link>https://padlet.com/carlottamicol/tma1sa44b9kuncll/wish/2201298803</link>
         <description><![CDATA[<div>La <strong>legge Basaglia</strong>, emanata nel 1978, è stata la prima legge al mondo ad abolire gli ospedali psichiatrici e a sancire il principio secondo il quale i malati hanno gli stessi diritti di ogni altro cittadino, cosa che a lungo gli era stata negata. La rivoluzione culturale che ne è scaturita non si è però ancora del tutto compiuta: un <strong>web-doc </strong>dal titolo<strong> </strong><strong><em>Matti per sempre</em></strong> si propone di indagare cosa sopravvive di tale istituzione e scoprire qual è stato il destino degli ex internati.<br><br><em>Visita il sito del progetto.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-26 19:51:33 UTC</pubDate>
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         <title>Centri di detenzione per migranti: il racconto di una guardia</title>
         <author>carlottamicol</author>
         <link>https://padlet.com/carlottamicol/tma1sa44b9kuncll/wish/2201298804</link>
         <description><![CDATA[<div>Il fumetto di <strong>Sam Wallman </strong><strong><em>La storia di una guardia</em></strong><strong> </strong>racconta la vita in un <strong>centro di detenzione per migranti e richiedenti asilo</strong> in Australia. Il punto di vista è quello di un ex dipendente della Serco, la multinazionale che gestisce queste strutture per conto del governo. Il sistema di accoglienza dei migranti australiano è stato fortemente criticato per le<strong> deplorevoli condizioni di semi-prigionia</strong> in cui vengono costretti a vivere i richiedenti in attesa di conferma del diritto d’asilo.<br><br><em>Segue il link al fumetto.</em></div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.internazionale.it/opinione/sam-wallman/2015/06/15/australia-migranti-fumetto-sam-wallman" />
         <pubDate>2022-05-26 19:51:33 UTC</pubDate>
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