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      <title>To be expert or not to be expert, this is the question by Andrea</title>
      <link>https://padlet.com/ascozzi/tl598rdurn5g</link>
      <description></description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2015-03-28 11:47:53 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2023-09-15 08:35:32 UTC</lastBuildDate>
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      <item>
         <title>Prof. Scozzi - Idee sull&#39;esperienza</title>
         <author>ascozzi</author>
         <link>https://padlet.com/ascozzi/tl598rdurn5g/wish/55247702</link>
         <description><![CDATA[<p>Ciascuno esponga la propria tesi sulla seguente questione:</p><p><b>NELLA TUA AZIENDA ASSUMERESTI UNA PERSONA ESPERTA O UN NEOLAUREATO ?</b></p><p>Fai anche riferimento ad argomenti trattati (Hume)</p><p>e supporta la tua idea.</p>]]></description>
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         <pubDate>2015-03-28 11:50:42 UTC</pubDate>
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         <title>Prof. Scozzi Schema Hume</title>
         <author>ascozzi</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2015-03-28 15:20:19 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Prof. Scozzi - D. Hume</title>
         <author>ascozzi</author>
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         <description><![CDATA[<p>“Tutti i ragionamenti tratti dall’esperienza si basano sulla presunzione
che il corso della natura continuerà ad essere uniformemente lo stesso; cosí ne
concludiamo che cause simili, in condizioni simili, produrranno sempre effetti
simili”.</p>
<p>“Ma la nostra esperienza del passato non vale a provare il futuro, se non
presupponendone già la somiglianza col passato”.</p>
<p>“Ciò che ci spinge a supporre il futuro conforme al passato è soltanto l’<i>abitudine”.</i></p>D.Hume (<i>Grande Antologia Filosofica</i>, Marzorati, Milano, 1968, vol. XIII,
pagg. 874-877)]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2015-03-28 18:37:33 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Prof. Scozzi - Quale prodotto finale?</title>
         <author>ascozzi</author>
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         <description><![CDATA[<p>Come potrebbe essere presentato il lavoro finale? Con quali strumenti ? A voi la parola.</p>]]></description>
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         <pubDate>2015-04-01 14:37:14 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Ciullo Paola- Il problema del lavoro per i giovani</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/ascozzi/tl598rdurn5g/wish/55794954</link>
         <description><![CDATA[<p>Penso che il problema del lavoro nella nostra società sia molto vicino al pensiero di Hume. Uno dei motivi per cui i giovani neolaureati non trovano lavoro è perchè, proprio come ci spiega Hume, le persone e in particolare lo Stato o il datore di lavoro, si affidano all'esperienza con la presunzione che essa possa sempre portare al miglior risultato, e non si rendono conto che in realtà un'esperienza passata (in questo caso il lavoratore più esperto) non sempre porta alla soluzione migliore per il futuro. Si ha paura di aprire le porte al nuovo (il neolaureato), perchè il nuovo è qualcosa da scoprire e da mettere alla prova e questo spaventa. Si rimane legati alle esperienze passate per abitudine quando, a volte, il nuovo potrebbe portare al progresso. Io essendo una ragazza ancora giovane, ovviamente, assumerei un neolaureato, perchè penso che il cambiamento porti sempre con se qualcosa di nuovo, e sia esso negativo o positivo , conta poco, poichè comunque il cambiamento è sinonimo di progresso, l'abitudine crea una situazione statica. Forse è per questo che la nostra società non va avanti.</p>]]></description>
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         <pubDate>2015-04-02 17:23:04 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/ascozzi/tl598rdurn5g/wish/55794956</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2015-04-02 17:23:04 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Barba Arianna-Ricambio generazionale: si o no?</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/ascozzi/tl598rdurn5g/wish/55916080</link>
         <description><![CDATA[<p>Uno dei temi sociali più in voga,specialmente in Italia nell'ultimo periodo, è sicuramente  il problema del ricambio generazionale: tutti si chiedono se sia più giusto assumere un giovane o una persona esperta e,guardando i dati della disoccupazione giovanile (secondo i dati Istat arrivata al 42,6 %), si comprende con facilità che la prima opzione è scarsamente presa in considerazione. Ma ciò non significa che la seconda sia la più giusta. In questa scelta,ci aiuta la filosofia empiristica di Hume,intellettuale scozzese che capì il significato dell'esperienza ma fu in grado di porle dei limiti. L'esperienza è l'unica in grado di fornirci informazioni sulla causa di un fenomeno,ma è in grado di darci informazioni solo sul passato e non riguardo al futuro. A mio parere,questo è un principio più che giusto,che ammette che, è vero che un uomo con anni di lavoro alle spalle ha più conoscenze rispetto a un neolaureato ma ciò non sempre è sinonimo di efficienza né tanto meno si è certi di come esso lavorerà in futuro. Da questo punto di vista,quindi, il neolaureato e la persona esperta sono alla pari,ma sicuramente la freschezza e l'energia di un giovane porterebbero a risultati migliori. Allego quindi la testimonianza di un imprenditore che,sapientemente,ha lasciato al figlio il posto nella sua azienda. </p>]]></description>
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         <pubDate>2015-04-06 07:33:36 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Liviello Daniela - Come può un&#39;azienda raggiungere il successo?</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/ascozzi/tl598rdurn5g/wish/56038521</link>
         <description><![CDATA[<p>Credo che un'azienda nel 2015 per puntare al successo debba essere in grado di stupire con i suoi 
prodotti e/o con le sue idee. Per far questo un imprenditore dovrebbe considerare molto seriamente
la scelta del personale, se assumere un lavoratore con esperienza o un neolaureato alle prime armi.
Dal mio punto di vista (quello di un giovane) assumere un neolaureato può essere fonte di innovazioni, 
di cambiamenti mentre continuare ad assumere uomini con esperienza garantisce solo monotona 
staticità che condurrà avanti l'azienda, ma la porterà mai al successo. Apple ad esempio ogni anno 
offre delle borse di studio a giovani studenti e ad altre minoranze per creare un team sempre più 
eterogeneo che sia fonte di creatività. Il colosso americano, come Hume (esponente dell'empirismo),
è consapevole del fatto che l'esperienza non possa "prevedere" il futuro, poiché non esiste un rapporto
tra causa e effetto, pertanto dinanzi ad un nuovo problema, che si sia esperti o principianti non fa 
differenza. L'esperienza è solo conoscenza di qualcosa di abitudinario, la capacità di scoprire nuove 
soluzioni è quello che la società di oggi richiede. Allego un esempio di come Apple assuma nuovi 
dipendenti per migliorare i suoi prodotti.</p>]]></description>
         <enclosure url="http://www.forexinfo.it/Apple-assume-giovani-ingegneri-per" />
         <pubDate>2015-04-07 14:11:04 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Prof. Scozzi Brave</title>
         <author>ascozzi</author>
         <link>https://padlet.com/ascozzi/tl598rdurn5g/wish/56085032</link>
         <description><![CDATA[<p>Brave ragazze, continuate così! Visto che è fattibile ? Pensiamo ad un prodotto finale.</p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2015-04-07 18:40:45 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Prof. Scozzi - Percorso d&#39;indagine</title>
         <author>ascozzi</author>
         <link>https://padlet.com/ascozzi/tl598rdurn5g/wish/56180832</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2015-04-08 15:07:04 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Prof. Scozzi - Alcuni link per gli approfondimenti</title>
         <author>ascozzi</author>
         <link>https://padlet.com/ascozzi/tl598rdurn5g/wish/56227638</link>
         <description><![CDATA[<p><a href="http://magazine.paginemediche.it/it/567/interviste/psicologia/detail_213143_il-valore-dellesperienza-nellagire-quotidiano.aspx?c1=80">http://magazine.paginemediche.it/it/567/interviste/psicologia/detail_213143_il-valore-dellesperienza-nellagire-quotidiano.aspx?c1=80</a></p><p><a href="http://www.psicologi-italia.it/psicologia/psicoterapia-della-gestalt/975/esperienza-nel-presente.html">http://www.psicologi-italia.it/psicologia/psicoterapia-della-gestalt/975/esperienza-nel-presente.html</a>
</p>
<p><a href="http://www.maximitaly.com/man-at-work/il-valore-dellesperienza/201234">http://www.maximitaly.com/man-at-work/il-valore-dellesperienza/201234</a></p>
<p><a href="http://www.cartomantecleodice.it/valore-esperienza/">http://www.cartomantecleodice.it/valore-esperienza/</a></p>
<p><a href="http://www.francoangeli.it/Ricerca/Scheda_libro.aspx?CodiceLibro=1820.133">http://www.francoangeli.it/Ricerca/Scheda_libro.aspx?CodiceLibro=1820.133</a></p><p><a href="http://www.obiettivolavoro.it/newsletter-online/line-con-obiettivo-lavoro/manager-il-valore-dellesperienza">http://www.obiettivolavoro.it/newsletter-online/line-con-obiettivo-lavoro/manager-il-valore-dellesperienza</a></p>
<p><a href="https://books.google.it/books?id=VJeVxmlUfbMC&amp;pg=PA12&amp;lpg=PA12&amp;dq=valore+dell%27esperienza+nel+lavoro&amp;source=bl&amp;ots=Lyy_hANS4r&amp;sig=z86j1XyoH1CFWP7CThIHzNi8mGc&amp;hl=it&amp;sa=X&amp;ei=saUdVYeoEZDeary1gPAE&amp;ved=0CEUQ6AEwBg#v=onepage&amp;q=valore%20dell%27esperienza%20nel%20lavoro&amp;f=false">https://books.google.it/books?id=VJeVxmlUfbMC&amp;pg=PA12&amp;lpg=PA12&amp;dq=valore+dell%27esperienza+nel+lavoro&amp;source=bl&amp;ots=Lyy_hANS4r&amp;sig=z86j1XyoH1CFWP7CThIHzNi8mGc&amp;hl=it&amp;sa=X&amp;ei=saUdVYeoEZDeary1gPAE&amp;ved=0CEUQ6AEwBg#v=onepage&amp;q=valore%20dell%27esperienza%20nel%20lavoro&amp;f=false</a></p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Esperienza">http://it.wikipedia.org/wiki/Esperienza</a></p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2015-04-08 19:55:28 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Serena Manco - Guardare avanti con la mente del passato? </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/ascozzi/tl598rdurn5g/wish/56302339</link>
         <description><![CDATA[<br><p>

<p>Avete mai sentito il proverbio ‘non cambiare la strada
vecchia per quella nuova’?
E’ un detto popolare che invoglia a non abbandonare qualcosa di certo, sicuro e
conosciuto per qualcosa di ignoto e instabile. 
Ma… se più che di qualcosa, si trattasse di qualcuno? Avremmo la stessa
opinione?<br>
Il dilemma che ci è posto è se in una nostra azienda assumeremmo un veterano
dell’esperienza oppure un neolaureato. 
Già si sa che una grande azienda ha bisogno di pilastri, di capi saldi che
sappiano far tirare dritto. Un’impresa, infatti, si presenta come grande impero
nato sulle basi instabili del business e della società. <br>
Solo una persona con esperienza sa come mantenere l’equilibrio perché conosce bene
quello con cui ha a che fare. Per questo compito, tuttavia, ci dovrebbero
essere già i titolari. Dal mio punto di vista, c’è da aggiungere che non si può
guardare avanti con la mente del passato; bisogna&nbsp;
correre il rischio di assumere chi l’esperienza non l’ha ancora
maturata. Ai neolaureati, oggi giorno, è concesso di far maturare solo le ‘ambizioni’.
I sogni, come le idee, maturano fino a perdersi, sfumarsi nel tempo.

</p><p>I cambiamenti spaventano, questo si sa, l’ignoto e l’insicurezza
fa paura a tutti; ma in realtà, il cambiamento è l’unica costante in questa
nostra realtà. Sarebbe bene dare pane a chi ha voglia di addentarlo, e non
piuttosto a chi i denti li sta perdendo. </p>

</p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2015-04-09 14:41:49 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Valentina Greco - Innovare grazie ai giovani</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/ascozzi/tl598rdurn5g/wish/56313571</link>
         <description><![CDATA[<p>In Italia la crisi economica ha stroncato molte
aziende, e solo in poche sono riuscite a rimanere in piedi, se non addirittura
a migliorarsi. Qual è stato il fattore-chiave per questa differenza? </p><p>Le aziende hanno riposto le loro speranze nell’esperienza ,
quindi si sono affidate a coloro che da sempre hanno costituito i pilastri del
sistema. Questo non ha fatto altro che portare loro a offrire lo stesso
prodotto di sempre, quello che le ha fatte lavorare per molto tempo ma che ora
le sta conducendo alla chiusura. </p><p>Nelle aziende che ora sono anche più forti di prima,
che hanno avuto il coraggio di giocare l’ultima carta il segreto è stato solo
uno: l’assunzione dei giovani. Questi infatti, con le loro idee non hanno fatto
che migliorare ciò che l’esperienza aveva già prodotto. Hanno riadattato in
chiave moderna il concetto di conciliare vecchio e nuovo già affrontato da
personalità come quella di Leibniz.</p><p>I giovani hanno le energie per ben destreggiarsi tra
le pratiche burocratiche e hanno la forza di non arrendersi anche quando tutto
sembra stia andando per il verso sbagliato. L’esperienza, così come sosteneva
Hume nella sua visione scettica, è limitata, e di un fenomeno ne possiamo’ parlare solo in termini di probabilità e non di certezza, quindi l’esperienza nelle assunzioni porta a ben poche garanzie. Chi ha voluto rimanere al passo con i tempi si è&nbsp;<span style="font-size: 13px;">affidato ai giovani, la chiave del futuro.</span></p><p>In allegato l’esperienza di un giovane italiano all’estero
che ha aperto le porte della sua azienda a supporto delle tesi sostenute. </p>]]></description>
         <enclosure url="http://www.linkiesta.it/espatriati-italiani" />
         <pubDate>2015-04-09 15:45:33 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Salvatore Rizzello - Giovani alla ricerca di riconoscimenti lavorativi.</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/ascozzi/tl598rdurn5g/wish/56339853</link>
         <description><![CDATA[<p>L'era di oggi ha portato molte innovazioni soprattutto nel campo della scuola e del lavoro.</p><p>Infatti è aumentato il grado d'istruzione necessario per lavorare, ma per quanto riguarda il lavoro spesso si fa fatica, oggi più che mai, ad assumere un operaio in un azienda, specie se è neolaureato o disoccupato da tempo...Ma il governo ora sembra puntare ai giovani, sono loro il futuro, l'ultima spiaggia affinchè la nazione si salvi e possa puntare in grande.</p><p>Resta da capire, però, se scegliere giovani esperti in un dato settore o neolaureati alla ricerca di un posto di lavoro che dia loro la possibilità di formarsi.</p><p>Va detto però che molti giovani hanno aperto aziende che tuttora tengono botta nel campo elettronico-informatico, ad esempio, i quali spesso si sono affidati a stage per ampliare le conoscenze imprenditoriali e a vivere meglio da imprenditori (come l'Erasmus).</p><p>Per ciò che riguarda i neolaureati, un consiglio sarebbe quello di fare corsi di formazione in dati campi, che potrebbero loro far comprendere e carpire i segreti e le conoscenze di alcuni particolari riguardanti il lavoro che essi sognano e vogliono fare.In più, sarebbe meglio affiancare a loro persone già esperte in tale materia, e quindi un azienda non avrebbe problemi ad assumere un giovane esperto o laureato, a patto che siano consapevoli della strada lavorativa che hanno scelto.</p><p>Come dice John Locke, filosofo inglese esponente dell' empirismo, l'esperienza amplia le conoscenze, la quale ha a che fare con le idee, che derivano appunto dall'esperienza.</p><p>Ma spesso chi assume giovani esperti non sempre fa la scelta giusta, in dati campi chi sceglie esperti o neolaureati non fa differenze sostanziali, se prima di lavorare si è disposti a un cosiddetto ''Tutorial''</p><p>Un vecchio detto dice ''Squadra che vince non si cambia'', ma i cambiamenti in quale momento sono opportuni? La società di oggi è profondamente cambiata nel tempo, e sicuramente non smetterà di cambiare.</p><p>In allegato la situazione attuale dell'occupazione in Italia, che raccoglie dati sconcertanti riguardo l'occupazione giovanile</p>]]></description>
         <enclosure url="http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/01/02/confindustria-aumentano-lavoratori-over-55-crolla-numero-giovani-occupati/1310892/" />
         <pubDate>2015-04-09 18:16:49 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Preite Luca - Innovare? Si, ma nella tradizione.</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/ascozzi/tl598rdurn5g/wish/56353259</link>
         <description><![CDATA[<p>"Il futuro è nelle nostre mani" è un famoso motto riferito ai giovani, ma la società odierna è tuttora ancorata al passato. Uno sguardo verso il futuro è sinonimo di innovazione e di progresso, che purtroppo in Italia non avviene. Difatti, il tasso di disoccupazione (specialmente giovanile) ha raggiunto valori record nell'ultimo periodo. La causa di tutto questo è sicuramente la crisi economica, ma i giovani in particolare hanno una nota difficoltà ad entrare nel mondo del lavoro pur avendo una laurea. Questo perchè? Un po' per retaggio culturale: giovane per molti è sinonimo di inesperto e pertanto è molto difficile ottenere fiducia. L'esperienza, come afferma il filosofo scozzese David Hume, ci illumina intorno al passato ma non ci dice nulla riguardo al futuro. Ogni paese ha bisogno di innovazioni per progredire e tutto dovrebbe iniziare da un'idea che venga mutata in realtà. Il problema della nostra società è che non sfrutta gli strumenti che ha a disposizione, mettendo da parte un possibile giovane imprenditore per dare spazio ad un veterano che in realtà aspetta la pensione. Molti neolaureati, sebbene abbiano un curriculm interessante, in Italia vengono rifiutati e sono costretti ad andare all'estero, magari facendo un grande successo. Quei pochi che riescono a rimanere e ad ottenere un posto importante nell'azienda, oltre a cambiare la propria vita, potrebbero dare anche una svolta all'economia della nazione. In allegato vi è il link riguardante le esperienze di 3 giovani imprenditori italiani: </p>]]></description>
         <enclosure url="http://blog.startupitalia.eu/dallidea-allazienda-le-3-storie-di-successo-dei-best-italiani/" />
         <pubDate>2015-04-09 19:53:13 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Roberta De Giorgi - Teoria o esperienza</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/ascozzi/tl598rdurn5g/wish/56426057</link>
         <description><![CDATA[<p>Non possiamo privarci dell'entusiasmo e delle competenze giovanili, ancor meno della memoria <span style="font-size: 13px;">e della saggezza degli anziani.</span></p><p><span style="font-size: 13px;"><br></span></p><p><span style="font-size: 13px;">Dibattito annoso che pone ogni uomo, anzi ogni giovane a </span><span style="font-size: 13px;">riflettere… La storia ci insegna che alla base della conoscenza umana vi è </span><span style="font-size: 13px;">anche l’esperienza, acquisita anche con l’osservazione, il lavoro, il tempo.</span></p><p><span style="font-size: 13px;">Partiamo da un esempio pratico: un docente laureato con 110 e lode non potrà</span></p><p>mai avere l’esperienza di quel docente che per anni ha&nbsp; esercitato la sua professione a discenti sempre diversi. Salire in cattedra è ben diverso dal vivere tra i banchi di
scuola, cogliere i cambiamenti, i turbamenti, le difficoltà dei giovani e
trovare risposte non accademiche (da manuale), ma “a misura” del giovane che si
ha di fronte. Un vero “Maestro” non è colui che conosce lo “scibile umano”, ma
colui che sa porgere in modo semplice, accessibile, esaustivo e ciò scaturisce sì
dalle conoscenze, ma soprattutto dall’esperienza che sa ricorrere agli esempi
più chiarificatori, talvolta anche banali. L’esempio fatto per “l’azienda
scuola”, calza perfettamente per qualsiasi azienda. Mi piacerebbe che non
andasse perduta la competenza, la saggezza dell’anziano che, da tutor, è pronto
ad accompagnare le nuove generazioni verso traguardi luminosi. Gli anziani sono
le nostre&nbsp; radici, utilizziamoli!</p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2015-04-10 15:26:56 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>De Santis Paola - L&#39;importanza dell&#39;esperienza</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/ascozzi/tl598rdurn5g/wish/56500137</link>
         <description><![CDATA[<p></p><p>Da Protagora a Locke, da Aristotele a Hume, un po’ tutti i filosofi si sono soffermati a parlare dell’esperienza, tanto da creare una vera e propria corrente filosofica chiamata empirismo. Per Locke, considerato il “padre” di questo movimento, l’esperienza era l’unica possibile causa di ogni conoscenza. Hume si dimostrò ancora più radicale giungendo a una conclusione scettica. Egli pose, infatti, dei limiti, affermando che grazie ad essa si può
conoscere solo il passato e non il futuro, che può essere solo probabile, in quanto non esiste una vera relazione causa-effetto. Questo significherebbe che l’esperienza non porta alcun vantaggio poiché non è in grado di conoscere il futuro, ma solo di fare alcune supposizioni. Portando questo ragionamento nella realtà, dovendo scegliere tra un uomo di esperienza e un novellino, nascono non ben pochi dubbi. Se si dovesse seguire, però, il pensiero di Hume, tra le due possibilità non ci sarebbe alcuna differenza, quindi, si tenderebbe a scegliere l’inesperto, che almeno porterebbe innovazione e freschezza, ma, pensando ad un esempio
reale, trovandosi a dover affrontare un’operazione delicata, un paziente sceglierebbe un chirurgo esperto  di grande fama, o un neolaureato? Sicuramente la scelta ricadrebbe sull’esperto. Nonostante l’esperienza non possa prevedere l’avvenire, un uomo con molta pratica si trova più pronto ad affrontare qualsiasi imprevisto, avendone molto probabilmente
incontrati abbastanza nella sua carriera già navigata. In qualsiasi campo, non solo in quello medico, il vecchio del mestiere sa già cosa si deve fare, ha una sicurezza maggiore, un’idea di come migliorare o peggiorare una situazione. Ciò non significa che i giovani, i neolaureati e le persone alle prime armi debbano essere accantonate, ma che bisognerebbe creare una società che riesca a ben amalgamare l’esperienza e la freschezza di due generazioni differenti, per costruire qualcosa che abbia in sé anni e anni di pratica, ma anche idee innovative apportate dai giovani.</p><p></p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2015-04-12 09:48:29 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Valentina Greco - Link aforismi sull&#39;esperienza</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/ascozzi/tl598rdurn5g/wish/56952457</link>
         <description><![CDATA[<p><a href="http://aforisticamente.com/2014/10/30/frasi-citazioni-aforismi-esperienza/">http://aforisticamente.com/2014/10/30/frasi-citazioni-aforismi-esperienza/</a></p><p><a href="http://www.frasicelebri.it/argomento/esperienza/">http://www.frasicelebri.it/argomento/esperienza/</a></p><p><a href="http://www.frasiaforismi.com/aforismi/aforismi-esperienza/">http://www.frasiaforismi.com/aforismi/aforismi-esperienza/</a></p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2015-04-15 15:15:23 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/ascozzi/tl598rdurn5g/wish/56952457</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Daniela Liviello- Il connubio perfetto</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/ascozzi/tl598rdurn5g/wish/57003431</link>
         <description><![CDATA[<p>Indubbiamente l'innovazione e la creatività giovanile sono punti a favore di neolaureati che nonostante tutto devono essere in grado di destreggiarsi in diverse occasioni, cercando un punto d'incontro con l'esperienza. Dewey è stato un filosofo e un pedagogista statunitense che si occupò di trovare una via di incontro tra la realtà in cui vive l'uomo (in questo caso il giovane in cerca di lavoro) e l'esperienza. Egli delinea due tipi diversi di esperienza: un’esperienza grezza, primaria, che comprende ciò che gli uomini fanno nella loro vita quotidiana, ed un’esperienza secondaria, più raffinata, passata al vaglio della riflessione. Ora, la filosofia dovrebbe aiutare le persone ad orientarsi meglio nella loro vita quotidiana. Ciò non accade;  al contrario: essa getta “una cappa di oscurità sulle cose dell’esperienza ordinaria”. La filosofia svaluta l’esperienza quotidiana come appartenente ad una dimensione inferiore, ed in questo modo rinuncia al ruolo stesso di guida e di orientamento della vita comune che dovrebbe avere.
Questo  è ciò che accade con quelle che Dewey chiama filosofie non-empiriche. Nonostante ciò egli risente dell'influenza empirica di Hegel, infatti è propenso a considerare la natura e l'esperienza in una sola sfera unitaria, creando un rapporto simmetrico tra realtà e razionalità. Il collante o il nesso logico tra essere e realtà viene identificato da Dewey nella pedagogia. Con lui si ha la "rivoluzione copernicana della pedagogia" dimostrandosi  moderno soprattutto riguardo alla concezione della scuola. Dewey prevede che la scuola assuma il ruolo di saper formare i bambini sia dal punto di vista umanistico che da quello pratico, il suo è un invito a creare un equilibrio sul quale si possa fondare un società più stabile. La chiave di lettura per questo progetto è l'esperienza. Gli uomini dovrebbero affidarsi all'esperienza educativa che permette di crescere in molte direzioni senza rendere la crescita unilaterale. Le esperienze educative conducono ad un arricchimento generale della vita individuale, aprono nuove vie all'esperienza, mentre sono antieducative quelle che fissano l'individuo in un ruolo, che mutilano la sua esperienza ulteriore, che ne mortificano la vita come libero svolgimento e ricerca continua. Il pensiero deweyano rappresenta una valida soluzione al problema delle assunzioni giovanili, Dewey dimostra che l'esperienza non significa solo aver anni alle spalle di conoscenze, ma saper sperimentare anche qualcosa di nuovo che possa far crescere l'esperienza poiché nessuno nasce già con la carriera avviata, ma si forma solo col tempo.
</p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2015-04-15 19:20:13 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Matteo Casto/ La mia esperienza personale </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/ascozzi/tl598rdurn5g/wish/57221787</link>
         <description><![CDATA[<p>

</p><p>Perché i giovani non trovano lavoro?<br>
<span>Molti di
essi non hanno neppure voglia di trovarlo, infatti, preferiscono rimanere
comodante sdraiati sul loro divano, giocando alla playstation, sprecando così
il loro tempo inutilmente.<br>
È anche
vero però che nelle aziende italiane i datori di lavoro prediligono gente con
esperienza,poiché temono,che un giovane non sia all'altezza data la poco
esperienza.<br>
Essi
sperano così di ottenere un profitto più alto, ma non sempre si rendono conto
dei grandi progressi che potrebbe avere tramite le idee delle nuove
generazioni! Per esperienza personale,posso garantire che un ragazzo qualsiasi,
laureato o meno, potrebbe cambiare i profitti di un'azienda. Infatti, nel mio
caso, dato che la mia famiglia è proprietaria di molti appartamenti ha dato
degli appartamenti, negli anni passati li aveva dati in gestione a dalle
agenzie private. Da due anni hanno deciso di darmi fiducia, credendo nelle miei
idee innovative. Nonostante fossi un giovane senza nessuna esperienza nel
settore turistico, me la sono cavata attraverso una buona conoscenza
multimediale che ha portato molti più clienti. Inoltre, il paradosso è&nbsp;
che sono riuscito a guadagnare di più. Posso quindi dire che l'esperienza non
porta sempre ai migliori risultati, spesso un giovane anche solo con alcune
potenzialità, riesce a fare di più!</span></p>

<p></p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2015-04-17 08:31:03 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/ascozzi/tl598rdurn5g/wish/57221787</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Silvia Perrotta/ Esperienza e innovazione</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/ascozzi/tl598rdurn5g/wish/57280073</link>
         <description><![CDATA[<p>Pur avendo preso parte ai dibattiti emersi in classe e </p><p>avendo letto alcuni dei pensieri degli altri studenti, non</p><p>riesco ancora a dare una risposta definitiva </p><p>alla domanda che ci è stata posta.</p><p>Nella tua azienda assumeresti una persona che ha alle</p><p>spalle anni ed anni di esperienza e che quindi sa</p><p>già ciò che è giusto o ciò che è sbagliato, o un </p><p>neolaureato, pieno di nuove idee, creatività e con la voglia</p><p>di spingersi sempre oltre e vedere dove può arrivare?</p><p>Ovviamente, essendo di parte, sarei più propensa a dire</p><p>che personalmente, assumerei un neolaureato. </p><p>Ma ovviamente, sappiamo benissimo che un'azienda non</p><p>può essere formata solamente da persone che non sanno</p><p>come muoversi. Un'azienda, oltre ad avere l'innovazione e</p><p>la creatività ha bisogno d'avere una colonna portante, </p><p>il perno attorno al quale tutto ruota. </p><p>Mi è stato detto &lt;&lt; Impara tutto ciò che ti è possibile dagli </p><p>errori degli altri&gt;&gt;. Un'azienda, a mio avviso, dovrebbe </p><p>assumere sia neolaureati che persone esperte. Si inizia a </p><p>creare così un meccanismo di insegnamento e </p><p>apprendimento. Il neolaureato impara dall'esperto e questo </p><p>fa da guida al primo. In questo contesto credo sia quasi inutile</p><p>dire che solo i giovani sono il futuro dal momento che, senza</p><p>gli insegnamenti del più "anziano", il futuro potrebbe essere</p><p>ancora troppo lontano.</p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2015-04-17 15:53:03 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Davide Merico/ L&#39;esperienza: la migliore dei maestri</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/ascozzi/tl598rdurn5g/wish/57709558</link>
         <description><![CDATA[<p>''Experience is the best teacher'' (l'esperienza è la migliore dei maestri).</p><p>Quello riportato <span style="font-size: 13px;">è un noto proverbio anglosassone e americano che sottolinea quanto sia decisiva e importante l'esperienza in questo caso, in campo lavorativo parlando. </span></p><p><span style="font-size: 13px;">Se è pur vero che da una parte è giusto lasciare spazio ai giovani, dato che oramai nei notiziari si sente sempre più spesso parlare dell'aumento del tasso di disoccupazione di ragazzi che vanno dai 20 ai 30 anni di media, dall'altra faccia della medaglia non si può negare che senza esperienza un lavoratore è paragonabile ad un pesce fuor d'acqua, ancora spaesato. </span></p><p><span style="font-size: 13px;">E in che modo può allora un neolaureato essereassunto? Semplicemente fallendo per poi ripartire (''fail fast and restart'' è un altro motto tenuto molto in considerazione negli States) di nuovo fino a maturare, quindi facendo esperienza. </span></p><p><span style="font-size: 13px;">In conclusione allora l'esperienza è, se non decisiva, un elemento molto importante e che, sopratutto in campo lavorativo, non si può trascurare. </span></p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2015-04-21 18:31:02 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/ascozzi/tl598rdurn5g/wish/57709558</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Schirinzi Matilde/Hanno tutti esperienza</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/ascozzi/tl598rdurn5g/wish/58071510</link>
         <description><![CDATA[<p>“Mi spiega le cose come stanno con un attacco da manuale:
'Hanno tutti ragione'. Ed è già una rivoluzione per me, perché non lo sapevo”.</p><p><span style="font-size: 13px;"><br></span></p><p><span style="font-size: 13px;">Tony Pagoda, alias Tony P., è un </span><span style="font-size: 13px;">cantante melodico dell'estrema periferia partenopea, che nella sua lunga </span><span style="font-size: 13px;">carriera ha calcato le scene dei più importanti teatri di tutto il mondo, </span><span style="font-size: 13px;">compreso il Metropolitan di New York, al cospetto di Frank Sinatra. Cinico e troppo </span><span style="font-size: 13px;">fiducioso del suo talento, tratta anche i ragazzi della sua band con un fastidioso atteggiamento di superiorità. </span><span style="font-size: 13px;">Esperto con le donne, insegna ai meno </span><span style="font-size: 13px;">belli come lui le tecniche più efficaci per sedurle. Dopo la serata in cui
</span><span style="font-size: 13px;">Frank Sinatra l'ha onorato di una visita nel suo camerino ma non l'ha invitato </span><span style="font-size: 13px;">a cena, Tony capisce che la scena si sta restringendo. La sua vita, complice la </span><span style="font-size: 13px;">cocaina, l'alcool e le cattive compagnie, sta andando a rotoli. Torna a Napoli </span><span style="font-size: 13px;">per scoprire che persino sua moglie, fedele compagna di una vita, è stanca dei suoi </span><span style="font-size: 13px;">atteggiamenti e chiede il divorzio: nemmeno le donne, la sua unica consolazione, 
</span><span style="font-size: 13px;">possono più redimerlo. Ha perso completamente l'innocenza e quindi decide che è </span><span style="font-size: 13px;">ora di andare. Dopo una tournée in Brasile, abbandona gli amici e le abitudini </span><span style="font-size: 13px;">di una vita e si ferma diciotto anni tra Rio e Manaus. Perso nella giungla, </span><span style="font-size: 13px;">afosa e piena di scarafaggi grandi come topi, riorganizza una vita lontana dal </span><span style="font-size: 13px;">palco, ma in un capodanno che pensava di trascorrere in compagnia delle </span><span style="font-size: 13px;">familiari bestiole riceve l'offerta che non si può rifiutare. A bordo di uno jet privato, </span><span style="font-size: 13px;">per una cifra impossibile, viene scaraventato sul palcoscenico </span><span style="font-size: 13px;">melanconico di una ricca famiglia, che sarà in grado di farlo tornare alla </span><span style="font-size: 13px;">vecchia vita con una nuova consapevolezza. In un infinito monologo dal caldo </span><span style="font-size: 13px;">gusto napoletano Tony P. snocciola tutte le avventure vissute negli anni, e con </span><span style="font-size: 13px;">il suo tono informale e a volte comico ci dimostra come l'esperienza sia la </span><span style="font-size: 13px;">nostra più grande maestra di vita. Confrontandosi con lo sfondo di un Brasile misero </span><span style="font-size: 13px;">e poetico come non mai, in uno strettissimo connubio con la natura per </span><span style="font-size: 13px;">ritrovare se stesso, Tony rimugina sui suoi errori e giunge alla triste </span><span style="font-size: 13px;">conclusione che nella sua vita non ha combinato&nbsp;nu</span><span style="font-size: 13px;">lla che sia degno di essere </span><span style="font-size: 13px;">ricordato, che la sua esperienza umana è soltanto un </span><span style="font-size: 13px;">mucchio di notti brave e tirate </span><span style="font-size: 13px;">di cocaina. Eppure la negatività di questa esperienza si converte </span><span style="font-size: 13px;">in monito </span><span style="font-size: 13px;">per far meglio comprendere al nostro eroe il valore di ciò che ha </span><span style="font-size: 13px;">perso in quegli anni, quando gli si presenta</span><span style="font-size: 13px;"> l’occasione di ritornare in patria. </span><span style="font-size: 13px;">Infatti dopo diciotto anni di umido </span><span style="font-size: 13px;">esilio amazzonico egli accetta l’invito con l</span><span style="font-size: 13px;">’entusiasmo di chi non è mai </span><span style="font-size: 13px;">stanco di rimettersi in gioco. Ritorna quindi a fare il </span><span style="font-size: 13px;">suo lavoro di sempre, </span><span style="font-size: 13px;">ma con una nuova umiltà, con una nuova certezza: che tutti </span><span style="font-size: 13px;">gli esseri umani hanno i propri perchè nascosti da qualche parte nella loro esperienza passata, </span><span style="font-size: 13px;">e che dunque hanno tutti ragione.</span></p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2015-04-23 19:05:34 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/ascozzi/tl598rdurn5g/wish/58071510</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Barba Arianna- l&#39;importanza dell&#39;esperienza storica</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/ascozzi/tl598rdurn5g/wish/58079623</link>
         <description><![CDATA[<p>

</p><p>Cosa saremmo oggi se non avessimo tenuto conto del nostro
passato? Probabilmente un mondo in cui regna il caos,non esistono leggi e i
termini uguaglianza e democrazia sono parole senza apparente significato.
Certamente non si può dire che questa situazione è impossibile ai giorni
nostri, anzi,visti gli ultimi fatti successi nel mondo,essa è plausibile se non
proprio reale; ma almeno l’uomo può vantarsi di aver garantito la pace in una
parte relativamente grande della Terra. Si può quindi dire che le esperienze
passate,le guerre,le rivoluzioni,nonostante in alcuni casi nel passato sono
apparse come dei fallimenti,sicuramente non sono rimaste indifferenti agli
uomini ma anzi questi ultimi hanno sfruttato la sfortuna della situazione come
stimolo per fare sempre meglio. Dire quindi che l’esperienza del passato non ha
valore nel presente o non ne avrà nel futuro non è corretto,o almeno non lo è
nella maggior parte dei casi. Gli eventi del passato non sono storielle da
raccontare,ma sono la testimonianza che il passato è sempre ‘presente’,è una
cicatrice,un segno indelebile nel cuore dell’umanità; un segno che però non
rimane come un solo ricordo ma come lezione di vita e motivazione per il
futuro. </p>

<p>Se non avessimo imparato dal passato sicuramente l’uomo non
avrebbe tutte le libertà che oggi gli sono concesse. Infatti l’esempio più
eclatante che rappresenta al meglio il progresso che il valore dell’esperienza
storica ha portato all’intera umanità è la Dichiarazione universale dei diritti
dell’uomo. È un documento sui diritti individuali dell’uomo,emanata nel 1948 a
seguito della Seconda Guerra Mondiale,che riconosce temi come l’uguaglianza,la
libertà,il rispetto tra tutti gli uomini,di qualsiasi etnia,religione,lingua o
cultura essi siano. </p>

<p>L’idea di una Dichiarazione universale non nasce dal nulla.
È vero che le atrocità degli anni precedenti il ’48 hanno evidenziato la
necessità di un tale documento ma esso esisteva già. Nel 1789,infatti,agli
albori della Rivoluzione Francese, venne emanata la Dichiarazione dei diritti
dell’uomo e del cittadino,un elenco di principi fondamentali sull’individuo che
ebbe un impatto innovatore e rivoluzionario allo stesso tempo. Questa lotta per
l’affermazione dei propri diritti ha ispirato successive carte costituzionali
(tra le quali anche quella italiana) e la Dichiarazione universale del 1948. Se
da una parte si può dire che la Rivoluzione francese non ha raggiunto gli
obiettivi prefissati,dall’altra ha consentito di far passare il messaggio che
l’uomo ha i propri diritti e deve fare di tutto per difenderli. Se gli eventi
del 1789 non fossero accaduti,positivi o negativi che fossero,sarebbe stato
possibile,a distanza di quasi 160 anni, ottenere un documento di fondamentale
importanza per la salvaguardia dell’individuo? Non è possibile determinare
ciò,ma quel che è certo è che la storia e il passato hanno rappresentato dei
‘lumi’ senza i quali probabilmente l’uomo non sarebbe stato ‘illuminato’ circa
l’importanza di un codice etico che sancisca universalmente (in ogni epoca
storica e in ogni parte del mondo) i diritti che spettano all’uomo. </p>

<p></p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2015-04-23 19:57:41 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/ascozzi/tl598rdurn5g/wish/58079623</guid>
      </item>
      <item>
         <title>manco serena-dalla cartomante alla musica</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/ascozzi/tl598rdurn5g/wish/58240901</link>
         <description><![CDATA[<p>
<a href="http://www.cartomantecleodice.it/valore-esperienza/">http://www.cartomantecleodice.it/valore-esperienza/</a>
</p><p>Come ci ha spiegato la cartomante nel suo blog,
‘’qualsiasi cosa conosciate o facciate, questa rappresenta la somma di tutto
quello che avete imparato nella vostra vita’’. <br>
Con un semplice aneddoto tra l’artista Pablo Picasso e una sua ammiratrice, la
cartomante vuole proprio dimostrare ciò; nei soli 15 minuti&nbsp; impiegati dall’artista per creare il ritratto
della giovane vi è depositato tutto il tempo trascorso a studiare, apprendere,
praticare. E il tempo, l’esperienza, sono le guide di una vita e vanno
ripagate.</p>

<p>E’
possibile, a tal proposito, creare un altro collegamento più attuale
<b><span>INTRO</span></b></p>

<p>Qualche anno fa mi si è ingrigito il pelo</p>

<p>Per la prima volta ho tirato il freno</p>

<p>Incerto se fossi l'unico scemo</p>

<p>O l'ultimo a crederci per davvero</p>
<p>Col dubbio che per la mia crew fosse un lavoro
niente più</p>

<p>Negli anni han fatto figli io soltanto dischi e tour</p>

<p>Mai cresciuto come Peter Pan</p>

<p>Con la labirintite, da solo, bloccato in studio</p>

<p>Han Solo, nella grafite</p>

<p>Entrato qui da sbarbato</p>

<p>Ho firmato ogni contratto, mi fidavo</p>

<p>Come di un padre, mi bastava stare sul palco</p>
<p>Poi eran sempre tutti in vacanza</p>

<p>Io da solo là che mi sbatto</p>

<p>Forse lo trattavo da padre</p>

<p>mentre mi trattava da babbo</p>
<p>Perché fare roba nuova se la gente già t'adora</p>

<p>E alla fine si innamora solo della novità</p>

<p>Quasi come se dicessero sei vecchio, fuori moda</p>

<p>Questa roba non funziona se la fanno alla tua età</p>
<p>Ho pagato sono uscito come al bar</p>

<p>La penale coi risparmi di una vita</p>

<p>Al prezzo della libertà</p>
<p>Avevo chiuso in pari e mi chiedevo ma che senso ha</p>

<p>Allora perché non sei morto giovane vent'anni fa</p>
<p>Ricominciare da meno di zero</p>

<p>E finalmente sollevare il velo</p>

<p>E raccontarvi veramente</p>

<p>Non l'immagine vincente che la gente prova a vendere</p>

<p>di sè</p>
<p>Non voglio vivere su un grattacielo</p>

<p>Solo sputare indietro un po' il veleno</p>

<p>E raccontarmi veramente lo spettacolo riprende,</p>

<p>Benvenuti a tutti quelli come me</p>
<p>L'altro Natale stavo giù in cantina</p>

<p>Piangevo sui cartoni del trasloco</p>

<p>Che quando hai visto il mondo dalla cima, dopo</p>

<p>Sei intrappolato al top,</p>

<p>come un topo</p>
<p>Non sembro un uomo di successo e uomo di valore</p>

<p>Quando il prezzo arriva tutto in blocco dello
scrittore</p>

<p>Copiare te stesso libera meno dolore</p>

<p>Che farsi tagli nel cuore</p>

<p>Nel sangue cercare le parole</p>
<p>E' il caso che mi ripigli</p>

<p>o che mi ripigli per caso</p>

<p>Che tra quelli che han fatto figli, qui nessuno l'ha
programmato</p>

<p>La mia vita è questo teatro</p>

<p>E quando spegneranno le luci</p>

<p>Non avrò nemmeno un rimpianto</p>

<p>Se ho vissuto da vero Goonie</p>
<p>E per la strada mi chiamano zio</p>

<p>E' Philadelphia e io sono Rocky</p>

<p>Sarà che al posto di un bambino, Dio</p>

<p>M'ha dato due milioni di nipoti</p>
<p>Ho ascoltato la mia roba come mai ho fatto prima</p>

<p>Sana Pianta, Meglio Prima, Rap n' Roll e DecaDance</p>

<p>L'ho trovata genuina ma si sente che ero perso</p>

<p>Ancora in lutto per la fine fatta dalla prima band</p>
<p>E quello che credevo fosse il mio fratello vero</p>

<p>Due bambini che da zero, hanno messo su una gang</p>

<p>L'amicizia che è finita come sempre nella vita</p>

<p>Per le donne, la politica, l'odore del vile cash</p>
<p>Ricominciare da meno di zero</p>

<p>E finalmente sollevare il velo</p>

<p>E raccontarvi veramente</p>

<p>Non l'immagine vincente che la gente prova a vendere</p>

<p>di sè</p>
<p>Non voglio vivere su un grattacielo</p>

<p>Solo sputare indietro un po' il veleno</p>

<p>E raccontarmi veramente lo spettacolo riprende,</p>

<p>Benvenuti a tutti quelli come me</p>
<p>Benvenuti a tutti quello come me</p>

<p>Benvenuti...</p>

<p><b>J
ax</b>
Alessandro Aleotti, in arte Jax, ha da poco pubblicato il suo album ‘<i>’Il bello di essere brutti’’</i><br>
in cui ha deciso di raccontarsi oltre l’immagine che si è sempre venduta di
lui. Per J ax, era arrivata l’ora della resa dei conti, che lo ha portato, in
un certo senso, a riflettere su se stesso, su dove è riuscito ad arrivare. <br>
Questo è un pieno riferimento al peso che possa avere l’esperienza
nell’attività artistica di un individuo. <i>‘Intro’</i>
è la prima traccia dell’intero album, intenta a delineare un sistema musicale
in cui Jax si sente parzialmente insicuro. <br>
<i>‘’Incerto se fossi l’unico scemo o
l’ultimo a crederci per davvero..’’ </i>è di fatto, una frase contenuta già
nella prima strofa della canzone che esprime la sua paura di insuccesso. <i>‘’perché fare roba nuova se la gente già
t’adora e alla fine si innamora solo della novità? Quasi come ti dicessero, sei
vecchio! Fuori moda! Questa roba non funziona se la fanno alla tua età’’</i></p>

<p>Ma Jax supera la sua insicurezza, essendo consapevole del
suo lavoro, di ciò che le sue parole riescono a produrre dopo anni passati in
studio. Egli sa a cosa va incontro, che sta sfidando la freschezza degli
artisti emergenti, più giovani di lui. Ma, allo stesso tempo si chiede, se così
fosse, se si trattasse di un duello in cui vince solo il belloccio di turno, il
faccino più giovane, <i>‘’perché non son
morto giovane (musicalmente si intende) anch’io vent’anni fa?’’</i></p>

<p>Alessandro, uscito il suo album, è riuscito a vincere il
confronto. Questo perché, non sempre il valore di un testo dipende dall’età di
chi lo scrive. Un artista ventenne potrà anche essere più aggiornato sul
linguaggio delle nuove generazioni, ma un artista esperto saprà sempre
incastonare la parola giusta, nel verso giusto, incorniciata dalla nota adatta.
Jax, risulta quindi essere la testimonianza vivente che l’esperienza ha valore.
</p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2015-04-25 09:18:23 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Elisabetta Venuti/ Un ragionamento scientifico a sostegno dei giovani</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/ascozzi/tl598rdurn5g/wish/58274031</link>
         <description><![CDATA[<p>E' impossibile mettere in discussione il valore dell' esperienza perché è l'unica fonte che ci permette di conoscere e vivere il presente. In particolare in questo periodo di crisi per l'Italia, gli imprenditori preferiscono agire in sicurezza assumendo dipendenti con esperienza lavorativa con l'unico obbiettivo di non finire in bancarotta. Infatti in molte professioni, l'esperienza, permette di agire prontamente in maniera adeguata soprattutto in situazioni di emergenza. Esempi di questo genere possono essere occupazioni come il medico, il carabiniere, il commercialista e molti altri. L'esperienza ha un ruolo fondamentale non solo nel mondo del lavoro ma anche nella vita di tutti i giorni . Basti pensare al rapporto genitori-figli e a tutte le volte in cui ciascuno di noi ha chiesto un opinione a persone più grandi. Questa teoria è alla base del metodo sperimentale di Galilei. Egli sosteneva ,infatti, l'importanza delle " sensate esperienze" per avanzare ipotesi. A tal proposito gli impresari ,inconsciamente, utilizzano il metodo induttivo formulato da Bacone, secondo il quale partendo da situazioni particolari ,come le precedenti esperienze lavorative di un dipendente, avanzano principi generali che li portano a prediligere l'esperienza. Tuttavia uno dei quattro metodi della ricerca scientifica di Isaac Newton, scienziato della seconda metà del 600', afferma che: "Proposizioni ricavate per induzione si considerano vere fino a prova contraria". </p><p>La prova contraria è rappresentata dalla concezione dell' esperienza di Hume, secondo cui l'uomo arbitrariamente è portato a pensare per abitudine che un fenomeno si verificherà in futuro con le stesse caratteristiche con cui è avvenuto nel passato. Egli presuppone ,infatti, che non ci sia una presunta necessità oggettiva del rapporto causale. Perciò non è detto che un evento si realizzerà identico al passato solo perché presenta delle somiglianze. Questa credenza su cui l'uomo fonda gran parte della sua vita quotidiana è ,in realtà, non giustificata dal punto di vista logico-filosofico. I giovani in questo panorama rappresentano la novità che può portare al progresso ,senza i quali la storia si ripeterebbe sempre uguale a se stessa e non sarebbe, come sostiene Hegel, in continua evoluzione. Gli imprenditori, quindi, devono essere preparati ad affrontare questo rischio: o la strada per il successo o quella per la fine. Tuttavia bisogna dare un'opportunità ai giovani di dimostrare le loro capacità e la loro voglia di mettersi in gioco, senza condannarli al primo passo falso perché è proprio da questi che si impara e si migliora. Come diceva Oscar Wild " l' esperienza è il nome che diamo ai nostri errori". </p><p>In conclusione, occorre dare fiducia ai giovani e sostenerli anche quando sbagliano perché questo è l'unico modo per fare esperienza. E' controproducente ostacolarli come anche evitare di affidare loro delle responsabilità perché un giorno inevitabilmente saranno loro a  guidare la società. In allegato, un progetto che permette ai giovani di dimostrare la fondamentale risorsa che rappresentano.   </p>]]></description>
         <enclosure url="http://www.giovanimprenditori.org/dett_presidenza.asp?id_a=22308" />
         <pubDate>2015-04-26 11:08:36 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>ALESSIA MARROCCO /«L&#39;esperienza conta quanto il 110» Se l&#39;azienda scarta i primi della classe. &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;I cacciatori di teste: «Si parte dal massimo dei voti». &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;Federica Guidi: l&#39;apprendistato vale più della laurea</title>
         <author>alexis36</author>
         <link>https://padlet.com/ascozzi/tl598rdurn5g/wish/58464375</link>
         <description><![CDATA[<p><b>MILANO</b> - «Quando leggo un curriculum non controllo necessariamente il voto di laurea e il tempo per conseguirla. La preparazione è fatta di tanti fattori. Magari c’è un candidato un po’ fuori corso che però ha fatto una importante esperienza di volontariato, che è stato all’estero, che ha ritardato perché nel frattempo ha avviato una piccola impresa ». Non era un’istigazione al fuori corso quella di Luisa Todini, la presidente dell’Associazione costruttori europei, l’altroieri a Roma alla tavola rotonda per il Premio Bellisario (che ha ricevuto). «Penso che soprattutto le aziende private, le piccole e medie imprese, possano guardare al di là dei parametri tradizionali. Non sempre è il modello del primo della classe a essere vincente. Spesso arrivare da una famiglia disagiata, l’aver affrontato difficoltà economiche, ti dà una marcia in più». E lei non può dirlo, oggi, senza pensare all’uomo dal quale ha imparato di più: suo padre, Franco Todini, scomparso nove anni fa. «A lui devo tutte le mie fortune professionali. Era cresciuto in campagna, aveva solo la terza media, perché a otto anni le sue braccia erano abbastanza forti da lavorare nei campi. Eppure ha fondato un’impresa che fino all’anno scorso aveva quasi 3.000 addetti e che oggi, dopo la fusione con Salini, insieme con il gruppo supera i 13 mila. L’università di Perugia gli conferì la laurea honoris causa in ingegneria civile».</p><p><b>Visto dai «reclutatori»</b><br>Vai a spiegarlo ai cacciatori di teste: quelli che, su incarico delle aziende, individuano imigliori talenti. Claudio Ceper, senior partner di Egon Zehnder, non vuole neanche sentirne parlare. «Le grandi società di consulenza non prendono in considerazione chi si è laureato con meno di 110 nei tempi e non abbia fatto una o due esperienze all’estero. Del resto i risultati si vedono: i vari Passera, Colao e Profumo sono tutti ex McKinsey». Orgoglio di papà, cita suo figlio Davide, 30 anni, 110 e lode in Bocconi, Erasmus in Argentina, master alla Columbia University. «Ora sta lavorando a Rio de Janeiro. Suona il pianoforte, parla quattro lingue. E i suoi amici hanno fatto carriere simili». Per fortuna tra la perfezione pretesa da Boston Consulting, Bain, Accenture e simili e l’evidente debole competitività di un trentenne appena laureato con 85/110 c’è forse una via di mezzo. Giovanna Brambilla, ad di Value Search, osserva che più si va avanti con la carriera più conta l’esperienza maturata e meno i titoli. «Il voto e la durata degli studi sono un importante elemento di giudizio, ma non l’unico. Certo, se il voto è basso e il candidato non ha fatto nulla per dare valore aggiunto al suo curriculum, la valutazione sarà negativa». Ma può essere interessante, come nota il suo collega Vittorio Villa, responsabile Italia di Robert Half, «quel candidato che ha "perso tempo" tra l’ultimo esame e la discussione della tesi perché ha lavorato a tempo pieno».</p><p><b>Visto dagli imprenditori</b><br>Spiazza tutti Federica Guidi, presidente dei Giovani di Confindustria. Lei va oltre Luisa Todini. «Meglio nessuna laurea e tanta buona volontà unita all’esperienza sul campo. Un perito meccanico e un ragioniere hanno più senso di un laureato in Scienza della comunicazione. Ci vuole l’apprendistato, piuttosto che vegetare su corsi fantasiosi». Dopodiché non si sentirebbe mai di dire a un neoleureato giovanissimo in ingegneria che parla tre lingue: mi dispiace, hai sbagliato. «Però devo essere onesta: in India, dove vado spesso, ogni anno vengono sfornati un milione 400 mila nuovi ingegneri tra i 23 e i 25 anni. Conoscono l’inglese come un madrelingua e hanno una flessibilità mentale che li porta a lasciare il loro Paese per vivere ovunque». Mario Perego, direttore risorse umane del Gruppo Heineken, multinazionale con 2.500 dipendenti in Italia, tra un topo di biblioteca che si è laureato in fretta e furia con lode e uno più lento che ha fatto esperienze interessanti non ha dubbi. «La velocità di per sé non è un elemento positivo. Il volontariato, per esempio, non può essere sostitutivo dell’anno di studi perso. Però, se il candidato si è impegnato in un contesto non confortevole, fuori di casa, all’estero, non può che aver maturato capacità utili». Mentre Giovanni Bonatti, direttore generale di Fratelli Rossetti, ha idee diverse. «Il titolo di studio è fondamentale. Do molto valore al massimo dei voti e al "peso" dell’ateneo. I tempi giusti sono importanti, danno un senso di coerenza».</p><p><b>Visto dagli atenei</b><br>Guido Tabellini è rettore di una di quelle università che hanno maggior «peso»: la Bocconi di Milano. Oltre il 90% dei suoi laureati trova lavoro inmeno di due mesi. «Cosa ci rende competitivi? Il fatto che spingiamo i nostri studenti a fare stage nelle aziende e li aiutiamo a trovarli. Insistiamo sull’esperienza internazionale, invitandoli ad andare all’estero almeno per sei mesi durante il corso di studi. Vigiliamo sul loro percorso e infatti pochissimi sono in ritardo». La Bocconi però non è proprio alla portata di tutti. «Ma abbiamo borse di studio e un valido programma di prestiti». La vera discriminante, forse, resta l’esperienza sul campo. È questa a fare la differenza anche in una università pubblica come La Sapienza di Roma. Spiega il rettore Luigi Frati: «Tutto il settore della formazione sanitaria si fonda sul <i>learn by doing</i>, impara facendo. Ho fatto un accordo con duemila aziende per garantire gli stage ai ragazzi. Su 140 mila iscritti in totale, l’impatto sulla società è diverso rispetto a atenei privati e a pagamento con 10 mila studenti, ma i risultati cominciano a vedersi: secondo una ricerca di AlmaLaurea il 90% dei laureati in area sanitaria trova lavoro entro un anno».</p>]]></description>
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         <pubDate>2015-04-27 20:49:38 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Roberta De Giorgi - Quando gli esperti hanno &amp;quot;qualcosa&amp;quot; da dire.</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/ascozzi/tl598rdurn5g/wish/58465401</link>
         <description><![CDATA[<p>

</p><p>Jhon Dewey,
pedagogista del ‘900, considerava la realtà come una “transazione” cioè per
lui, mettersi in contatto con l’altro significava entrare proprio in interazione
con la natura (rapporto uomo-natura)… dunque l’esperienza è il luogo di quest’incontro
dove la dimensione logica e pratica si fondono, sicchè ognuno nel momento in
cui svolge qualcosa mette in atto le sue competenze e allo stesso tempo l’esperienza
che “pratica”. Dewey interpreta questo pensiero parlando di esperienze e natura
poiché l’esperienza si correla alla storia. Bene, cosè la storia per il Nostro
pedagogista? Essa è fatta di causa-effetto, di ogni momento di ogni evento che
può arricchire la persona! Se noi non conosciamo, non possiamo agire, allorchè
una situazione si manifesta indeterminata, incerta, è necessario, urgente
scoprirne le varie angolature “oltre” alle apparenze.<span style="font-size: 13px;">Per Dewey </span></p><p><span style="font-size: 13px;">inoltre l’uomo non ha un fine ultimo, ma trova soddisfazione nella continua</span></p><p>attività, evoluzione che portano all’arricchimento culturale e alla conoscenza.
E’ proprio grazie a quest’ultima che in una determinata situazione “la ricetta
della soluzione” è data ad personam. Quindi Dewey intende, inoltre, una
pedagogia “democratica”: come l’intelligenza ha il compito di non fermarsi mai,
così l’esperienza svolge la medesima funzione nell’avvicendamento delle
generazioni, consentendo così nella continuità il cambiamento: solo in tal modo
le generazione si evolvono!</p><p>A questo punto è
possibile dire che il “caso” sopra citato (come allegato), non andava visto,
esaminato, diagnosticato solo attraverso ciò che appariva, ma nelle pieghe
della situazione per scoprire la causa di un comportamento così difficile,
enigmatico. Non ci sono “formule” di soluzione, ogni essere ha la sua
complessità pur nelle medesime situazioni. L’uomo è uno, unico, irripetibile e
, a ragione, la psicologa, per quanto preparata, si è rivolta al suo maestro,
in perfetta sintonia con la prof. che aveva ritrovato il problema.</p><p>Esperienza, competenza
professionale, attenzione, “condite” da un’oggettiva serenità, hanno permesso
di comprendere il  “dramma” del ragazzo e
riportarlo ad una visione ottimistica del proprio futuro!  </p>

<p></p>]]></description>
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         <pubDate>2015-04-27 21:02:33 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Paola Coppola - Esperienza nel presente</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2015-04-29 06:43:11 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>ciullo paola- historia magistra vitae o carpe diem?</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/ascozzi/tl598rdurn5g/wish/58905253</link>
         <description><![CDATA[<p>

<p>Per quanto riguarda la visione dell’esperienza possiamo
riallacciarci a due dei principali autori latini dell’età Augustea, che, su
quest’argomento si trovano in disaccordo. Entrambi vissuti sotto il consolato
di Augusto Orazio e Livio ci mostrano due diversi modi di intendere la vita e
quindi il passato, il presente e il futuro, e il valore che l’aespperienza ha
in essa.</p>

<p>Livio
è autore del più grande capolavoro della storiografia latina “Ab Urbe condita”
in cui, attraverso un’ abile tecnica narrativa ci descrive la storia di Roma
dalle fondazioni sino ai suoi tempi. Livio ci fornisce una visione negativa del
futuro, poiché pensa che l’età Augustea sia l’apice di una parabola e che
quindi il futuro di Roma sia segnato e la sua grandezza destinata a finire a
causa della corruzione e della perdita degli antichi principi. Tra i tanti temi
affrontati. Politica, fato, mito, storia, Livio concentra la sua attenzione su
due tematiche fondamentali: </p>

<p>·<span>&nbsp;
</span><b>“Historia
magistra vitae” </b>con questa affermazione Livio ci mostra la
sua visione della storia come maestra di vita dal quale trarre i migliori
insegnamenti. Per Livio, quindi, le esperienze passate sono importanti poiché
permettono di capire meglio il presente e valutare, sulla base delle antiche
vicende, il giusto comportamento da assumere o la decisione più esatta da
prendere. Lo scrittore latino, infatti, pone al centro della sua poetica i
“mores maiorum” ossia le antiche leggi dei savi, coloro i quali avevano fondato
Roma e da cui bisogna attingere per opporsi alla corruzione e alla decadenza
del presente.</p>

<p>·<span>&nbsp;
</span>Per questo Livio si serve degli <b>“exempla” </b>cioè fornire dei veri e
propri esempi di figure illustri del passato, sia per le loro doti positive sia
per quelle negative, fornendo così il giusto comportamento da assumere in
futuro. Spesso Livio descrive i grandi discorsi di un illustre condottiero
riguardo tematiche che sono molto vicine all’esperienza del presente, come una
sorta di metafora. In Livio, quindi, passato presente e futuro sono
strettamente legati, e l’esperienza del passato serve per vivere meglio il
presente e sperare in un futuro migliore, in cui però Livio non crede. </p>
<p>Orazio, invece, ha una concezione della vita
completamente differente. In lui passato, presente e futuro non hanno
importanza poiché riescono solo ad impaurire l’uomo che diventa consapevole
della fugacità del tempo. Per vincere questo “mostro” bisogna applicare il “<b>carpe diem”, </b>cogliere l’attimo,
strappando pezzo per pezzo il tempo che ci è stato assegnato, vivere a pieno il
presente essendo il meno possibili fiduciosi nel futuro. Perché non ha senso
rimuginare sul passato o cercare di determinare il futuro. Solo sul presente si
può agire. Il tempo passa e noi non possiamo fare niente per impedire questo,
possiamo solo goderci la vita così come viene evitando gli eccessi, mantenendo
l’ideale di “aurea mediocritas” e conducendo la nostra vita al meglio.</p>
<p>In Orazio quindi, che pur riconosce la saggezza degli
antichi e rimpiange a lungo la spensieratezza giovanile, l’esperienza non ha
così importanza. L’importante è l’oggi, il qui e adesso, bisogna vivere con la
consapevolezza che ogni attimo è unico e <u>non si ripeterà; </u>quindi non ha
senso pensare al futuro poiché gli eventi cambiano e l’esperienza, se pur può
aiutare, non è tutto. Il futuro non può essere conosciuto, il solo pensiero
angoscia l’uomo che non riesce così a godersi il presente.</p>
</p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2015-04-30 14:46:21 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Margari Eleonora - L&#39;esperienza non è sempre necessaria</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/ascozzi/tl598rdurn5g/wish/58957209</link>
         <description><![CDATA[<p>Partendo
dall’idea di Hume secondo cui tutti i ragionamenti che riguardano la realtà si
fondano sulla relazione di causa-effetto, tale connessione, anche dopo essere
stata scoperta grazie all’esperienza, per Hume rimane arbitraria e priva di qualsiasi
fondamento oggettivo. L’esperienza, inoltre, ci aiuta ad affrontare e conoscere
il passato, ma non ci dice nulla sul futuro; infatti, anche se si conosce una
connessione passata tra causa ed effetto, non bisogna dar per scontato che essa
si ripeterà allo stesso modo e uguale nel futuro. L’uomo tuttavia crede in
questa connessione e l’ha resa necessaria per l’intero corso della sua vita.
Tutto ciò si sente e si crede anche ai nostri giorni; un giovane in cerca di
lavoro, per la maggior parte dei casi, si sente chiudere le porte in faccia con
la solita frase “No, non hai esperienza. Noi cerchiamo persone che ne abbiano”.
Questo è causa di tanti fenomeni, propongo due esempi che possono collegarsi
fra di loro.</p>

<p>1.&nbsp; Se ci pensiamo,
l’intero sistema pubblico italiano è molto lento e poco efficiente. Qual è
secondo me la causa? Le persone anziane che lo compongono. Persone che sì,
hanno molta esperienza nel campo in cui agiscono, ma che ormai hanno perso la
passione e la volontà di svolgere quel lavoro. Per questo, secondo me, sarebbe
giusto far fare a dei neolaureati dei periodi di “apprendimento” pratici
affiancando quelle persone con esperienza. In tal modo si creeranno nuove e
giovani personalità con competenze e, soprattutto, con maggiore determinazione
e voglia di fare.</p>

<p>2.&nbsp; Non
trovando posti di lavoro nel proprio paese, molti neolaureati italiani scappano
all’estero. È questo il fenomeno “fuga dei cervelli” di cui si sente tanto
parlare. Molti dei nostri neolaureati hanno trovato la loro fortuna in America,
nella Silicon Valley. Lì tanti giovani provenienti da ogni parte del mondo sono
accolti a braccia aperte così come le loro idee. Gli viene data la possibilità
di svilupparle e, nel caso in cui queste falliscono, tale fallimento è
conteggiato come valore aggiunto da cui ripartire. Lì il fallimento di un’idea
viene considerato la vera esperienza. </p>

<p>Molte
industrie multinazionali sviluppano le loro migliori idee grazie ai giovani
alle prime armi. Quindi secondo me sarebbe più giusto e utile assumere un
neolaureato che porti innovazione e voglia di fare in un’azienda che, in questo
modo, potrebbe anche produrre di più. L’esperienza è utile solo se abbinata
alle nuove idee.</p>

<p>Allego
due articoli riguardanti alcune personalità “fuggite” in California. </p>
<p><a href="http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2011/12/04/news/itaiani_intervista_marinucci-25987696/">http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2011/12/04/news/itaiani_intervista_marinucci-25987696/</a></p>
<p><a href="http://www.economyup.it/startup/1402_l-uomo-che-ha-conquistato-la-silicon-valley-portandosi-il-team-dall-italia.htm">http://www.economyup.it/startup/1402_l-uomo-che-ha-conquistato-la-silicon-valley-portandosi-il-team-dall-italia.htm</a></p>]]></description>
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         <pubDate>2015-04-30 19:47:52 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Marco Videa - La mia esperienza da osservatore</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p><span>Spesso si sente dire che i giovani non hanno esperienza poiché nessuno consente a loro di farne; ma come mai vi è tutta questa diffidenza nei loro confronti? Perché si preferisce assumere gente esperta ma magari non innovativa o tecnicamente qualificata come tanti giovani laureati che vengono scartati nei colloqui di lavoro? <br>Basandomi sulla mia esperienza "personale"  devo dire che anche io da giovane quale sono forse preferirei assumere un lavoratore che abbia già avuto esperienze lavorative pregresse. Infatti basandomi su quello che ho osservato durante il periodo estivo negli scorsi 2 anni nell'autofficina di mio padre, posso a malincuore evidenziare che i giovani, in certi ambiti lavorativi, pur avendo più nozioni e conoscenze specifiche, non possono competere con un lavoratore esperto ma magari meno qualificato. Poi inoltre vi è il  "fattore umano", nei 2 ragazzi osservati in queste 2 estati, si è vista mancare l'inventiva per la risoluzione di alcuni problemi, la poco abilità pratica (nonostante fossero entrambi in possesso della qualifica professionale) e la poca dedizione al lavoro e al sacrificio così come lo scarso impegno. Ovviamente queste caratteristiche variano da persona a persona, ma è purtroppo un dato di fatto che molte qualifiche cartacee, diventano poi inutili una volta che ci si imbatte nel lavoro vero. Per sopperire questo problema bisognerebbe probabilmente riformare anche le scuole che formano gli studenti, nonché futuri lavoratori italiani, facendo rapportare i ragazzi il prima possibile nel mondo del lavoro dando loro basi non solo teoriche ma anche pratiche realmente spendibili nel mondo del lavoro come avviene in altri stati europei che poi difatti hanno un tasso di disoccupazione giovanile minore rispetto a quello italiano.</span></p>]]></description>
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         <pubDate>2015-05-03 20:07:16 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Paola Coppola - Esperienza nel presente.</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2015-05-04 12:53:27 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Paola Coppola-Esperienza nel presente.</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/ascozzi/tl598rdurn5g/wish/59266188</link>
         <description><![CDATA[<p>Questa massima di Oscar Wilde afferma che : "Esperienza é il nome che tutti diamo ai nostri errori" .<br>Nel linguaggio comune, l'esperienza é una forma di conoscenza diretta, personalmente acquisita con l'osservazione, l'uso e la pratica di una determinata sfera della realtà. Esperto é, quindi,colui che ha acquisito competenze in campo pratico. <br>Basandoci su questa definizione, il pensiero di Wilde, si può dir vero solo in parte. Infatti l'esperienza comprende sia il vissuto positivo, sia le parti negative dell'esistenza. <br>Incentrata sull'esperienza e sulla percezione é la psicologia della Gestalt. Questa teoria si focalizza sul presente e sulla zona temporale del "Qui ed ora". Tutta l'esperienza passata determina la persona presente se questa é pienamente consapevole delle situazioni che vive,momento per momento. <br>Se, invece, si hanno nodi irrisolti o si covano rancori, é molto difficile staccarsi dal passato e vivere a pieno il tempo odierno. <br>La Gestalt afferma anche che "l'insieme é più della somma delle singole parti". Questo insieme è rappresentato dall'esperienza umana che, quindi, è più della somma dei singoli vissuti passati.<br>L'importanza che ricopre l'esperienza é fondamentale per ognuno; l'esperienza infatti insegna a non ripetere gli errori commessi e ci fa capire chi siamo e cosa é meglio per la nostra persona. In questo senso bisogna far tesoro di tutto quello che si vive sia esso positivo o negativo, perché da ogni trascorso possiamo trarre il meglio per noi stessi.</p>]]></description>
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         <pubDate>2015-05-04 18:45:43 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Aureliana Rizzo - Esperienza VS Innovazione</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/ascozzi/tl598rdurn5g/wish/59393267</link>
         <description><![CDATA[<p>Solitamente all’esperienza si contrappone l’innovazione.
Personalmente sono del parere che per il corretto funzionamento di un’azienda, come
di qualsiasi fare e pensare dell’Uomo, siano entrambi necessarie in egual
misura. Il giusto compromesso tra le due garantisce il progresso, che non ci
sarebbe in un’azienda di lavoratori veterani o di esclusive new entries. Detto
ciò, sposterei l’attenzione su un interessante fenomeno odierno: gli incubatori
di idee. Gli incubatori di idee sono le odierne botteghe rinascimentali. Si
pensi al ruolo dell’artista nel secolo d’oro: maestro dei suoi allievi e al
tempo stesso rivale artisticamente degli stessi. Ebbene gli incubatori sono
ambienti nei quali è possibile mettere alla prova un’idea che abbia prima
passato una preselezione. Se l’idea ha i requisiti per essere brevettata a
scala più ampia, allora si può parlare di uno startup di un’attività
imprenditoriale. Le nuove idee, le nuove arti, i nuovi progetti, di solito
parti di menti giovani, possono avere una possibilità di sviluppo. </p>

<p>Per i giovani è utile spiegare cos’è un incubatore e
spiegare come si possa entrare in contatto con tali strumenti. Promotori di
innovazione per definizione, non mancano di un sito web molto chiaro,
dettagliato (che linkerò alla fine della mia trattazione), profili sui socials e
altre informazioni utili per mettersi in contatto con i loro uffici. </p>

<p>Burocraticamente possiamo classificare gli incubatori come:
privati, pubblici e misti privati/pubblici. H-Farm, privato, accetta migliaia
di proposte delle quali ne sceglie 10 ogni sei mesi. Stando ospiti tre mesi,
gli ideatori, con a disposizione un budget di 70 mila euro, possono realizzare
la propria idea. Il fondatore, Riccardo Donadon, rivela la ricetta segreta
contro la crisi: “Idee, competenza e fiuto”.  Se H-Farm è legato essenzialmente al mondo web
e al digitale l’acceleratore di impresa della Fondazione del Politecnico, uno
dei primi d’Europa collegato ad un’Università, propende più per la tecnologia.
PoliHub ha incubato 75 aziende in 10 anni con l’80% di aziende ancora attive
dopo lo startup. E’ premura dello stesso proteggere le startup fino a tre anni
affinché l’idea venga consolidata. TechPeaks, acceleratore trentino a respiro
internazionale, si occupa di progetti già confezionati o singoli ideatori per
ben sei anni. Il suo campo è essenzialmente quello dell’information technology
e la sua filosofia quella di far nascere idee da finanziare e far crescere in
regione, con ricadute dirette e indirette sul territorio in termini di lavoro,
ricerca e sviluppo. </p>

<p>E concludendo, come diceva il grande Steve Jobs: “Stay
hungry, stay foolish”. </p><p><a href="http://www.h-farmventures.com/">http://www.h-farmventures.com/</a></p>
<p><a href="http://www.polihub.it/">http://www.polihub.it/</a></p>

<p><a href="http://techpeaks.eu/">http://techpeaks.eu/</a> </p>]]></description>
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         <pubDate>2015-05-05 15:55:12 UTC</pubDate>
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      </item>
   </channel>
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