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      <title>L&#39;UMBRIA  by Pietro Russo</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-05-28 08:59:35 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;Umbria </title>
         <author>pietro_russo_25112005</author>
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         <description><![CDATA[<div>L'Umbria è una regione dell'Italia centrale con circa 890.000 abitanti. È l'unica regione non situata ai confini politici e marittimi dello stato. Il suo capoluogo è Perugia e la sua unica provincia è Terni.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-28 09:00:32 UTC</pubDate>
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         <title>Geografia fisica</title>
         <author>pietro_russo_25112005</author>
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         <description><![CDATA[<div>Regione prevalentemente collinare, solo alla sua estremità sudorientale l'Umbria raggiunge la catena appenninica principale è, con il gruppo del monte Vettore, sfiora i 2.500 mi di quota.<br>Le ampie valli del Tevere, che percorrono una gran parte del territorio, aprono vasti corridoi pianeggianti attraverso i paesaggi collinari.<br>Da secoli celebre proprio per le dolci forme delle sue colline, il territorio umbro è costituito da una serie di rilievi non molto elevati e allineati più o meno parallelamente agli Appennini. La successione di questai rilievi è interrotta qua e là anche da larghe conche, tra le quali quella che ospita il lago Trasimeno, il più esteso dell'Italia peninsulare. La presenza del Tevere segna nettamente la parte settentrionale della regione (provincia di Perugia) che il fiume attraversa praticamente al centro, da nord a sud. In provincia di Terni, invece, il fiume passa a fare da confine con il Lazio, quindi scorre al margine della regione.<br>Circa un terzo della superficie regionale è coperto da boschi, e l'Umbria è una delle regioni più 'verdi' d'Italia. Questa ricchezza della vegetazione è dovuta soprattutto a un clima di tipo mediterraneo in quasi tutta la regione, anche se più umido e, soprattutto sui rilievi più elevati, più rigido; nelle onche e nelle valli l'umidità spesso si condensa in nebbia. Qui, come altrove, la presenza degli ulivi segnala abbastanza chiaramente la diffusione del clima mediterraneo. Nei boschi si registra una certa prevalenza di querce ed è ancora presente una fauna selvatica relativamente numerosa, specie nelle aree più impervie (sui Monti Sibillini, protetti da un Parco nazionale, si trovano ancora il lupo e l’aquila reale).</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-28 09:34:48 UTC</pubDate>
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         <title>Attività dell&#39;uomo </title>
         <author>pietro_russo_25112005</author>
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         <description><![CDATA[<div>Le aree collinari sono poco adatte all’agricoltura, anche perché i terreni sono frazionati fra troppi proprietari che possiedono piccoli appezzamenti e non hanno convenienza a meccanizzare i lavori agricoli. La coltura che si adatta meglio a queste condizioni è la vite, da cui si ricavano vini eccellenti. Ma buona parte delle aree altocollinari rimane incolta o a pascolo o, al massimo, coltivata a cereali. Diversa è la situazione nei fondi valle e nelle conche, dove vengono coltivate piante ‘industriali’ (girasole, barbabietole, tabacco).<br>Negli ultimi anni nell’Umbria collinare si sta sviluppando l’agricoltura biologica, che si ricollega direttamente alle pratiche agricole tradizionali e che è resa possibile dal basso livello di inquinamento dei terreni, dove, in passato, l’impiego di prodotti chimici è stato scarso o nullo. Tra le produzioni tradizionali, famose in tutta Italia sono quelle dei Monti Sibillini, nell’area di Cascia e soprattutto di Norcia: da qui vengono non solo i famosi tartufi che i boschi producono con una certa abbondanza, ma anche prodotti agricoli (lenticchie, farro) e formaggi e insaccati di elevata qualità.<br>Benché osì verde, l’Umbria è anche una regione industriale che, con alti e bassi, ha da molti decenni una produzione piuttosto importante.<br>I due capoluoghi ospitano grandi industrie: alimentari e tessili a Perugia; siderurgiche e meccaniche a Terni.<br>Altre concentrazioni di impianti di grande dimensione sono a Narni (chimica), a Città di Castello (abbigliamento), a Foligno (meccanica). A parte le crisi che hanno investito la grande industria, anche qui, alla fine del 20° secolo, la struttura industriale si è frazionata, e alle grandi fabbriche sono subentrati piccoli impianti diffusi, disposti soprattutto lungo le principali vie di comunicazione stradale.<br>Come in altre regioni italiane, questa industrializzazione di piccola dimensione si è sviluppata, in molti casi, partendo dalle tradizioni produttive artigiane, che in Umbria sono ancora vive e anche molto rinomate: la lavorazione del ferro battuto e del legno, per esempio, diffusa in molte parti della regione, ma soprattutto le maioliche e le ceramiche artistiche – a Gubbio, Deruta, Gualdo Tadino – sono ancora importanti e molto apprezzate dai turisti, insieme con le manifestazioni della tradizione popolare, come le grandi feste, fra cui la più famosa è la corsa dei ceri che si svolge a Gubbio.<br>Il&nbsp;movimento turistico verso l’Umbria non è ancora molto consistente: la parte principale è rappresentata dai pellegrini che visitano Assisi e gli altri luoghi francescani e, sfruttando tale occasione, fanno anche la conoscenza di altre città. In compenso, è notevole il numero degli stranieri che hanno deciso di vivere stabilmente in questa regione.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-28 10:14:39 UTC</pubDate>
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         <title>Patrimonio storico-artistico dell&#39;Umbria </title>
         <author>pietro_russo_25112005</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il patrimonio storico-artistico umbro, in aggiunta alle attrattive paesaggistiche, è davvero ricco. La regione pullula di architetture medievali e rinascimentali e opere d’arte sono conservate in tutti i suoi centri, grandi e piccoli che siano.<br>Già gli Etruschi e gli Umbri avevano costruito un gran numero di città: quasi tutte quelle ancora esistenti in Umbria. Nel corso del Medioevo e ancora nel Rinascimento molte ebbero periodi di grande floridezza. Perugia, Orvieto, Gubbio, Todi, Spoleto, Assisi, Narni, Foligno sono tra le più belle città d’Italia; centri considerati ‘minori’ come Città di Castello, Gualdo Tadino, Città della Pieve, Bettona, Bevagna, Spello, Montefalco, Nocera Umbra, Trevi, Cascia, Norcia, Acquasparta, Amelia e tanti altri conservano una suggestione indimenticabile. Anche solo la lunghezza di questo elenco fa capire che la ricchezza della regione è veramente fuori della norma.<br>Alcuni singoli monumenti o luoghi sono, poi, di importanza del tutto eccezionale: le piazze di Perugia e di Gubbio, di Narni e di Norcia, il duomo di Orvieto, la basilica di S. Francesco ad Assisi, la chiesa della Consolazione a Todi, le mura e le torri di Spoleto – soltanto per citarne alcuni – ricordano anche quanto grande e radicata sia la cultura urbana e civica umbra, forse anche più che in altre regioni dell’Italia centrale. Malgrado l’assenza di grandi città, una ‘atmosfera urbana’ si respira un po’ dovunque, anche nei centri più piccoli.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-06-05 17:48:19 UTC</pubDate>
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