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      <title>Didone ed Enea: un amore tra mito e musica by Oscar Giambitto</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2025-03-11 07:56:09 UTC</pubDate>
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         <title>Lettera di Didone ad Enea</title>
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         <description><![CDATA[<p>Devastante Enea,</p><p><br></p><p>Perché hai deciso di lasciarmi? Mi avevi promesso che saremmo stati insieme e che nulla e nessuno ci avrebbe separato.</p><p>Io ti ho concesso tutto, il mio cuore, il mio amore, la mia città e ora, in un attimo, te ne sei andato senza darmi spiegazioni e senza nemmeno guardarmi negli occhi.</p><p>Mi hai lasciata con il dolore e la solitudine,</p><p>non capisco Enea ti avevo creduto, io ti ho amato tanto.</p><p>Gli dèi ti hanno detto che dovevi partire, ma cosa c’entra con noi? Perché non mi hai detto la verità, fin dall’inizio? Sei scappato, lasciandomi qui, come una regina senza un trono.</p><p>Mi avevi fatto credere che insieme avremmo costruito qualcosa di bello, una vita insieme, ma ora Cartagine, la nostra città, è vuota senza di te. Ti ho dato tutto, e tu mi hai lasciata come posso dimenticare tutto questo?</p><p>Non ti odio, Enea, ma non capisco come tu abbia deciso di andare via e di lasciarmi qui, sola, senza che tu nemmeno pensi a me.</p><p>Spero che tu ora riesci a trovare quello che cerchi, ma io ho deciso di non ti aspettarti più, la mia vita non sarà più la stessa senza di te, ma io dovrò andrò avanti.</p><p><br></p><p>Addio,</p><p>Didone</p><p><br></p><p>Tipologia 1</p><p>Swami Massetti, Angelica Dottori, Martina Mastrovito e Giorgia Baccarelli</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-04-01 10:20:41 UTC</pubDate>
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         <title>Lettera Enea a Didone</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>LETTERA DA ENEA A DIDONE: Alessia Abati Margherita Pretolani Linda Battaglini Zinka Maneggia&nbsp;</p><p><br><br><br></p><p>Cara Didone,</p><p>con grande dolore e tristezza ti scrivo queste amare parole, consapevole del dolore che ti ho causato siccome sono venuto a conoscenza del gesto estremo che hai compiuto. La separazione che stiamo vivendo, durerà all'infinito, ma purtroppo codesta scelta non è dipesa da me. La decisione che mi ha portato a partire è stata dettata dagli Dei e dal Fato che mi hanno indicato un destino che non posso ignorare.</p><p>Quando arrivai a Cartagine, fuggendo da Troia, non avrei mai immaginato di trovare un'accoglienza così calda e&nbsp; sincera, e mai avrei pensato di rincontrare il magnifico sentimento dell'Amore.</p><p>Ogni istante passato con te, mi ha donato immensa felicità, ma ora soffro per il tuo destino così crudele che via da me ti ha portato.&nbsp;</p><p>Non sono partito perché il mio amore per te non era sincero, ho pensato più volte di non partire ma mi hanno affidato il compito di fondare una nuova patria ed è un dovere che non potevo rifiutare perché non solo tradirei la mia missione ma metterei a rischio il futuro della mia gente e per evitar esso ho dovuto raggiungere l'Italia, nonostante a malincuore ho dovuto abbandonare tutte le emozioni che mi facevi provare, rinunciando al desiderio di governare al tuo fianco e quello di crear un futuro insieme.</p><p>Vorrei pregare il tuo perdono, ma so nel fondo del mio cuore che anche se tu non avessi scelto di seguire il tuo destino e di andartene non mi avresti mai concesso il tuo sincero perdono.</p><p>Te ne sei andata pensando che io ti abbia usata e poi abbandonata, te ne sei andata odiandomi, ma sappi che non è così. Il mio cuore è rimasto con te, e ogni giorno che passa sento il peso della mia scelta.Giuro solennemente che mai ti dimenticherò.</p><p>&nbsp;Sarai una regina ricordata nei secoli. Il tuo popolo ti ama, e sotto la tua guida la città è cresciuta forte e potente. Speravo solo che&nbsp; te ne andassi in un&nbsp; giorno in cui tu ti trovassi in pace, ma gli avvenimenti hanno voluto questo e ora io non potrò mai trovarmi in serenità.</p><p><br></p><p>Non potrai mai leggere questa lettera mia cara e amata Didone,</p><p>&nbsp;ma io son cosciente che l'ho scritta con tanto dolore e rimpianto delle scelte che il Fato ha voluto consegnarmi.&nbsp;</p><p><br></p><p>Con affetto,</p><p><br></p><p>Tuo ricordo amaro, Enea</p><p><br>Abati, Battaglini, Maneggia, Pretolani</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-04-01 10:47:14 UTC</pubDate>
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         <title></title>
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         <description><![CDATA[<p>Sceneggiatura: Mattia. Rachele, Alessia e Irene</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-04-03 05:19:21 UTC</pubDate>
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         <title>Lettera di Enea a Didone </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Chiara, Lorenzo M, Lorenzo P, Giorgio </p><p><br></p><p><br></p><p>Accetta, Elissa, ancora in vita, le parole di un eroe condannato dalla crudeltà del destino. </p><p><br></p><p>Che le mie parole non siano motivo per te di pena, di strazio, ma soprattutto di amarezza. Abbandona il risentimento, te ne prego - non cadere nell’arroganza. Non minacciare di evocare la veloce Iride; che con le sue ali dorate ella non recida mai il biondo capello, che mai conosca la spada dardana il sangue di Didone. Neanche una Regina, tra le più scaltre o le più ardenti, qualcosa può contro il volere delle Moire. </p><p><br></p><p>Cosa può l'amore contro il dovere? Che cosa può Eros, il demone, contro l'ordine divino? Non sarà il mare e non saranno le tue parole a distogliermi da ciò per cui morì il padre Anchise in Sicilia, per cui lasciai la dolce Creusa. Perché no, non volentieri la abbandonai tra le fiamme che le lambivano le membra. Ho visto la mia patria bruciare e tu, adesso, mi preghi di rinnegare la sua discendenza per un pallido sentore di certezza. Parli di te stessa, della mia pietà, con patetica minaccia. I flutti in tempesta, dovessero annegare il mio ultimo grido, sarebbero più misericordiosi delle tue parole. </p><p><br></p><p>Troia è caduta ma Roma deve ancora sorgere, come il figlio che tu dici di portare in grembo. Un solo figlio o milioni di persone? Quale strazio risponderebbe a questa scellerata questione? Tu che miri a tenermi incatenato tra le tue braccia in Cartagine, ricorda che soltanto un essere al mondo conosce la ragione del dolore universale, e questo è il Fato, forza inumana che non spira trafitto dalla lama. Non mutare il certo per l'incerto, dici; ma che certezza c'è in una vita vissuta nella disobbedienza del divino? Credi veramente che la tua avidità nel trattenere un condannato rimarrebbe impunita? Oh, Didone infelice e ingenua! Fui stolto nel lasciarmi ammaliare, nell’abbandonare la mia passione alla tua rete di vischio! </p><p><br></p><p>Il sacrificio, per quanto il desiderio mi strazi il petto, è insito nel mio percorso. I lidi italici sono il mio destino, l'unico porto a me possibile prima che il mio cuore approdi in quello di Caronte, devastato dalla tua crudele bellezza. Se solo tu potessi, con me, solcare le onde di Poseidone Enosìctono… Eppure non è degno di un monarca abbandonare la propria terra, che sia essa fertile o in fiamme, nascente come Roma o condannata come Cartagine. Questo è ciò che mi chiedi di fare: fossi tu la stessa donna splendida ed accogliente che conobbi naufrago, considererei l'estrema gravità del gesto che prometti. </p><p><br></p><p>Ma la fiamma dell'amore ha storpiato il tuo volto e le tue membra. </p><p><br></p><p>Seppure il mio cuore riposi assieme al tuo tra i prati di Cartagine, accetta il mio augurio di una pace lontana da me, con il solo ricordo del figlio che ti ho lasciato. Guiderai il tuo popolo, Didone, e sarai donna forte e fragile, fedele eternamente al marito Sicheo. Verranno a chiederti del nostro amore, la Fama spregiudicata, ignari del peso che grava sulle mie spalle. Dimentica, dimentica il fuoco che nella notte ci unì e condannò entrambi ad un'eterna </p><p>sofferenza. </p>]]></description>
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         <pubDate>2025-04-07 10:37:35 UTC</pubDate>
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         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Cara dolce Didone,</p><p>Le stelle che guidano il mio cammino non sono più le stesse da quando i miei occhi hanno incrociato i tuoi.</p><p>Ogni mio passo, ogni mia azione per fondare questo nuovo regno, ogni colore e profumo mi ricorda di te, del tuo regno che ora è solo un bel ricordo lontano.</p><p><br></p><p>La tua immagine, soave e viva, è con me in ogni istante, in ogni azione che con te era il quotidiano, il quale ora devo reimparare a fare e vivere senza la tua presenza.</p><p>Ti scrivo queste parole tremando, non tanto per la paura del mio vivere senza te, che è ormai un dolore con cui ho imparato a convivere, anche se non a pieno. Ma è il richiamo della mia terra, il destino che mi é stato assegnato che mi obbliga a separarmi da te;</p><p>ma il mio amore, questo fuoco che brucia in me, non si spegnerà mai.</p><p><br></p><p>Ogni parte di questa nuova città, ogni riflesso nelle acque, mi ricordano della fiorente Cartagine da te governata.</p><p>I momenti vissuti insieme, i sorrisi condivisi, sono ricordi che non svaniranno, nemmeno se il destino mi conduce altrove.</p><p><br></p><p>Non pensare che il mio cuore affondi nell’indifferenza: tu sarai sempre la mia regina, la mia dolce Didone, la custode del mio amore ormai tormentato.</p><p>Mi manchi, non troverò mai le parole giuste per descrivere pienamente il vuoto che sento dentro di me, che assilla la mia mente non permettendomi di pensare e ragionare lucidamente per fondare le basi di un nuovo popolo.</p><p><br></p><p>Ma anche se la distanza ci separerà, sappi che ti porterò sempre con me e continuerai ad essere luce anche quando la vita sarà oscura.</p><p>Ti prego, non dubitare mai del mio amore, ricordami come il tuo amato, solo ed unico.</p><p><br></p><p>Il tuo Enea</p><p><br></p><p>Melissa Biscotti, Matilde Crescentini, Viola Grigioni </p>]]></description>
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         <pubDate>2025-04-10 10:25:16 UTC</pubDate>
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         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>A Enea, </p><p>colui che ho amato più della mia stessa vita.</p><p>Ti scrive Didone, regina di Cartagine,</p><p>Se mai queste parole ti raggiungeranno nel tuo lungo viaggio,spero che possano farti capire il dolore che mi hai lasciato. </p><p>Tu che mi giurasti eterno amore sotto lo stesso cielo, perché ora fuggi, come se mai fossimo mai stati niente?</p><p>Non scrivo per trattenerti, perché so che ormai sei partito per compiere il tuo destino voluto dagli dèi, ma perché tu sappia quanto mi hai ferita abbandonandomi.</p><p>Mi hai giurato amore, mi hai fatto credere che saremmo stati insieme. Eppure, al primo ordine degli dèi, sei fuggito senza guardarti indietro. Ti ho dato tutto, la mia fiducia, il mio regno, il mio cuore.</p><p>Quale terra potrà mai darti più amore di quello che ti ho offerto io? Ti ho accolto, ti ho protetto, ho creduto in noi,e tu, invece, hai scelto di lasciarmi sola.</p><p>Ma sappi, Enea, che il dolore che mi hai inflitto non svanirà. Forse un giorno, quando poserai il piede sulla tua nuova terra Roma, sentirai ancora il mio nome sussurrato dal mare. E sarà il tuo rimorso</p><p>Il tuo silenzio è la ferita più amara,non la partenza, ma l’abbandono.</p><p>La tua Didone o forse non più</p><p><br></p><p>Jastine,Anna e Lucia </p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-04-11 13:03:32 UTC</pubDate>
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