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      <title>Il mio muro  angelico by alberto iacovacci</title>
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      <description>Valore ecumenico dell&#39;Angeologia</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2019-10-11 16:44:01 UTC</pubDate>
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         <title>Angeologia</title>
         <author>alberto_iacovacci1</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il tema dell'angelo (lak in ugaritico, mal'akh in ebraico, malak in arabo, angelos in greco, angelus in latino) percorre la cultura dell'umanità da più di 5000 anni, dagli antichi Sumeri ai nostri giorni. Oltre a vantare lontanissime radici, l'angeologia presenta tratti fortemente ecumenici (essendo presente in tutte le maggiori confessioni cristiane oltreché nel mondo ebraico ed islamico) ed è stata capace di attrarre a sé attenzioni trasversali vista la sua  vasta presenza nell'arte, nella musica, nella letteratura, nella filosofia e nella teologia</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-10-11 17:09:24 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;Angelo necessario</title>
         <author>alberto_iacovacci1</author>
         <link>https://padlet.com/alberto_iacovacci1/tk075hcwo5as/wish/405772099</link>
         <description><![CDATA[<div>Parafrasando il titolo delle opere del poeta americano Wallace Stevens e di Massimo Cacciari  quel che più colpisce è la persistenza del tema in tutte le maggiori culture del Mediterraneo, quasi costituisse un riferimento inevitabile e necessario. Quanto al suo significato essenziale, in quanto messaggero dell'invisibile, l'accento sembra porsi sulla mediazione necessaria tra terra e cielo, visibile e invisibile, fisica e metafisica, senza la quale diverrebbe impossibile ogni forma di armonia e possibilità di senso</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-11-02 17:58:26 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>alberto_iacovacci1</author>
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         <pubDate>2019-11-02 18:56:50 UTC</pubDate>
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         <title>Bibliografia</title>
         <author>alberto_iacovacci1</author>
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         <description><![CDATA[<div>*M. Cacciari, L'Angelo necessario, Adelphi editore, 1989<br>*G. Agamben, E. Coccia, Angeli. Ebraismo Cristianesimo Islam, Neri Pozza, 2009<br>* S. Zucal, Il ritorno degli angeli nella filosofia del Novecento, in "Credere oggi", 2010 (178)<br>* N. Abbagnano, Dizionario di filosofia, ad vocem</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-11-02 19:09:48 UTC</pubDate>
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         <title>Melozzo degli Ambrosi, detto Melozzo da Forlì, (Forlì 1438 - 1494)Un angelo che suona il liuto, 1480 ca., Frammento di affresco staccato, </title>
         <author>alberto_iacovacci1</author>
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         <pubDate>2019-11-03 16:15:05 UTC</pubDate>
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         <title>WALLACE STEVENS             L’ ANGELO NECESSARIO     Io sono l’Angelo della realtà, intravisto un istante sulla soglia. Non ho ala di cenere, né di oro stinto, né tepore d’aureola mi riscalda. Non mi seguono stelle in corteo, in me racchiudo l’essere e il conoscere. Sono uno come voi, e ciò che sono e so per me come per voi è la stessa cosa. Eppure, io sono l’Angelo necessario della terra, poiché chi vede me vede di nuovo la terra, libera dai ceppi della mente, dura, caparbia, e chi ascolta me ne ascolta il canto monotono levarsi in liquide lentezze e affiorare in sillabe d’acqua; come un significato che si cerchi per ripetizioni, approssimando. O forse io sono soltanto una figura a metà, intravista un istante, un’invenzione della mente, un’apparizione tanto lieve all’apparenza che basta ch’io volga le spalle, ed eccomi presto, troppo presto, scomparso?              </title>
         <author>alberto_iacovacci1</author>
         <link>https://padlet.com/alberto_iacovacci1/tk075hcwo5as/wish/405916843</link>
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         <pubDate>2019-11-03 16:16:54 UTC</pubDate>
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         <title>Walter Benjamin, “Tesi di filosofia della storia” (1939-1940)                                    «C’è un quadro di Klee che s’intitola Angelus Novus. Vi si trova un angelo che sembra in atto di allontanarsi da qualcosa su cui fissa lo sguardo. Ha gli occhi spalancati, la bocca aperta, le ali distese. L’angelo della storia deve avere questo aspetto. Ha il viso rivolto al passato. Dove ci appare una catena di eventi, egli vede una sola catastrofe, che accumula senza tregua rovine su rovine e le rovescia ai suoi piedi. Egli vorrebbe ben trattenersi, destare i morti e ricomporre l’infranto. Ma una tempesta spira dal paradiso, che si è impigliata nelle sue ali, ed è così forte che gli non può chiuderle. Questa tempesta lo spinge irresistibilmente nel futuro, a cui volge le spalle, mentre il cumulo delle rovine sale davanti a lui al cielo. Ciò che chiamiamo il progresso, è questa tempesta»</title>
         <author>alberto_iacovacci1</author>
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         <pubDate>2019-11-03 16:47:24 UTC</pubDate>
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         <title>Tommaso d&#39;Aquino, Summa Theologica , I, 108, 6 «Vediamo dunque, da prima, il criterio della determinazione fatta da Dionigi. In proposito va ricordato che, secondo lui, la prima gerarchia apprende le ragioni delle cose in Dio stesso; la seconda, nelle loro cause universali; la terza nell&#39;applicazione di esse agli effetti particolari. E poiché Dio è il fine non solamente dei ministeri angelici, ma di tutto il creato, alla prima gerarchia spetta considerare il fine; alla gerarchia di mezzo, disporre universalmente le cose da fare; all&#39;ultima, invece, applicare le disposizioni agli effetti, e cioè eseguire l&#39;opera. È evidente infatti che queste tre fasi si riscontrano nel processo di ogni operazione. Perciò Dionigi, che dai nomi degli ordini deriva le loro proprietà, nella prima gerarchia pose quegli ordini i cui nomi indicano un rapporto con Dio: cioè i Serafini, i Cherubini e i Troni. Nella gerarchia intermedia pose invece quegli ordini i cui nomi significano un certo universale governamento ovvero ordinamento: cioè le Dominazioni, le Virtù e le Potestà. Nella terza gerarchia infine pose quegli ordini i cui nomi designano l&#39;esecuzione dell&#39;opera: cioè i Principati, gli Arcangeli e gli Angeli.»</title>
         <author>alberto_iacovacci1</author>
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         <pubDate>2019-11-03 16:51:40 UTC</pubDate>
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