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      <title>27 gennaio 2026 - Giorno della memoria by L. Da Vinci</title>
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      <pubDate>2026-01-08 17:45:57 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>davinci3B</author>
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         <description><![CDATA[<p><br></p><p>“Tutti scoprono, più o meno presto nella loro vita, che la felicità perfetta non è realizzabile, ma pochi si soffermano invece sulla considerazione opposta: che tale è anche una infelicità perfetta.” […]<br>“Sono stati proprio i disagi, le percosse, il freddo, la sete, che ci hanno tenuti a galla sul vuoto di una disperazione senza fondo, durante il viaggio e dopo. Non già la volontà di vivere, né una cosciente rassegnazione: ché pochi sono gli uomini capaci di questo, e noi non eravamo che un comune campione di umanità.</p><p>Gli sportelli erano stati chiusi subito, ma il treno non si mosse che a sera. Avevamo appreso con sollievo la nostra destinazione. Auschwitz: un nome privo di significato, allora e per noi; ma doveva pur corrispondere a un luogo di questa terra.” </p>]]></description>
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         <pubDate>2026-01-08 17:56:56 UTC</pubDate>
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         <author>davinci3B</author>
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         <description><![CDATA[<p><br/></p><p>"In meno di dieci minuti tutti noi uomini validi fummo radunati in un gruppo. Quello che accadde degli altri, delle donne, dei bambini, dei vecchi, noi non potemmo stabilire allora né dopo: la notte li inghiottì, puramente e semplicemente. Oggi però sappiamo che in quella scelta rapida e sommaria, di ognuno di noi era stato giudicato se potesse o no lavorare utilmente per il Reich; sappiamo che nei campi rispettivamente di Buna-Monowitz e Birkenau, non entrarono, del nostro convoglio, che novantasei uomini e ventinove donne, e che di tutti gli altri, in numero di più di cinquecento, non uno era vivo due giorni più tardi. Sappiamo anche, che non sempre questo pur tenue principio di discriminazione in abili e inabili fu seguito, e che successivamente fu adottato spesso il sistema più semplice di aprire entrambe le portiere dei vagoni, senza avvertimenti né istruzioni ai nuovi arrivati. Entravano in campo quelli che il caso faceva scendere da un lato del convoglio; andavano in gas gli altri. "</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-01-08 17:58:10 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>davinci3B</author>
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         <description><![CDATA[<p><br/></p><p>“Il viaggio non durò che una ventina di minuti. Poi l’autocarro si è fermato, e si è vista una grande porta, e sopra una scritta vivamente illuminata (il suo ricordo ancora mi percuote nei sogni): ARBEIT MACHT FREI, il lavoro rende liberi.”</p><p>“Questo è l’inferno. Oggi , ai nostri giorni, l’inferno deve essere così, una camera grande e vuota, e noi stanchi stare in piedi, e c’è un rubinetto che gocciola e l’acqua non si può bere, e noi aspettiamo qualcosa di certamente terribile e non succede niente e continua a non succedere niente. Come pensare? Non si può più pensare, è come essere già morti. Qualcuno si siede per terra. Il tempo passa goccia a goccia.”</p><p>“Il mio nome è 174 517; siamo stati battezzati, porteremo finché vivremo il marchio tatuato sul braccio sinistro.”</p><p>“ […] qui la lotta per sopravvivere è senza remissione, perché ognuno è disperatamente ferocemente solo”.</p><p>“Ma ormai la mia idea è che tutto questo è una grande macchina per ridere di noi e vilipenderci, e poi è chiaro che ci uccidono, chi crede di vivere è pazzo, vuol dire che ci è cascato, io no, io ho capito che presto sarà finita […]”.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-01-08 17:58:24 UTC</pubDate>
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         <author>davinci3B</author>
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         <description><![CDATA[<p><br/></p><p>“Oggi bisogna scaricare dal vagone un enorme cilindro di ghisa: credo che sia un tubo di sintesi, peserà parecchie tonnellate. Per noi è meglio così, perché notoriamente si fatica di meno coi grandi carichi che coi piccoli; infatti il lavoro è più suddiviso e ci vengono concessi attrezzi adeguati; però siamo in pericolo, non bisogna mai distrarsi, basta una svista di un attimo e si può essere travolti.” […]</p><p>“Mi mordo profondamente le labbra: a noi è noto che il procurarsi un piccolo dolore estraneo serve come stimolante per mobilitare le estreme riserve di energia. Anche i Kapos lo sanno: alcuni ci percuotono per pura bestialità e violenza, ma ve ne sono altri che ci percuotono quando siamo sotto il carico, quasi amorevolmente, accompagnando le percorse con esortazioni e incoraggiamenti, come fanno i carrettieri coi cavalli volenterosi.” </p>]]></description>
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         <pubDate>2026-01-08 17:58:54 UTC</pubDate>
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         <author>davinci3B</author>
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         <description><![CDATA[<p><br/></p><p>“Guai a sognare: il momento di coscienza che accompagna il risveglio è la sofferenza più acuta. Ma non ci capita sovente, e non sono lunghi sogni: noi non siamo che bestie stanche.” (<em>Ka-Be)</em></p><p><strong>-----------------------</strong></p><p>“ […] la sofferenza del giorno, composta di fame, percosse, freddo, fatica, paura e promiscuità, si volge di notte in incubi informi di inaudita violenza, quali nella vita libera occorrono solo nelle notti di febbre. Ci si sveglia a ogni istante, gelidi di terrore, con un sussulto di tutte le membra, sotto l’impressione di un ordine gridato da una voce piena di collera, in una lingua incompresa.”</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-01-08 17:59:50 UTC</pubDate>
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         <author>davinci3B</author>
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         <description><![CDATA[<p>Il 28 novembre 1944 venti bambini ebrei furono portati da Auschwitz al campo di concentramento di Neuengamme, ad Amburgo.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-01-09 09:54:39 UTC</pubDate>
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         <author>davinci3B</author>
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         <title></title>
         <author>davinci3B</author>
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         <pubDate>2026-01-21 16:45:03 UTC</pubDate>
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         <title>IL MEMORIALE DI BULLENHUSER DAMM</title>
         <author>davinci3B</author>
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         <pubDate>2026-01-22 08:50:30 UTC</pubDate>
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         <title>LA SOFFERENZA DURANTE IL VIAGGIO  PER AUSCHWITZ</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Leggere questo testo suscita in noi le stesse emozioni che provavano i deportati ad Auschwitz.</p><p>Ci ha fatto capire che la sofferenza non era solo nei campi di concentramento ma anche nel viaggio, e quanto gli ebrei non sapessero cosa li aspettasse. Pensarci ora ci rende molto tristi.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-01-23 09:36:53 UTC</pubDate>
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         <title>La nostra riflessione</title>
         <author>davinci3B</author>
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         <description><![CDATA[<p>Secondo la classe 3B il gesto di piantare le rose bianche rappresenta la rinascita dei bambini che morirono nel tentativo di incontrare le proprie madri. La frase sulla lapide: “Qui sosta in silenzio, ma quando ti allontani parla” fa pensare che, anche se non ci sono più i bambini, non bisogna dimenticarli.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-01-23 09:40:53 UTC</pubDate>
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         <title>MENGELE E LE VERITA&#39; NASCOSTE</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Mengele era un medico pazzo che durante la 2°guerra mondiale prese 20 bambini dalla baracca n. 11 del campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, con la scusa di far loro vedere la mamma. Il 28 novembre del 1944 li portò in una scuola di Amburgo, dove vennero usati come cavie di esperimenti per il vaccino della tubercolosi. Mengele si rivolse ai bambini facendo questa affermazione: ”Chi vuole vedere la mamma faccia un passo avanti”.</p><p>Tra i 20 bambini che fecero il passo avanti c’erano anche Sergio Bucci e Eduard Hornemann, due bambini ebrei che il 20 aprile 1945 vennero impiccati per non far venire a galla la verità. Ciò venne scoperto solo nel 1983.</p><p>La scuola dove sono stati uccisi i 20 bambini ha deciso di piantare delle rose bianche nel proprio giardino in loro memoria. Hanno scelto un fiore bianco perché rappresenta la purezza e l'innocenza dei bambini.</p><p>Sulla loro lapide è presente la scritta :”Qui sosta in silenzio, ma quando ti allontani parla.” </p>]]></description>
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         <pubDate>2026-01-23 09:41:27 UTC</pubDate>
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         <title>LA SELEZIONE ALL&#39;ARRIVO AL CAMPO</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Questo testo ci spiega cosa succedeva ai deportati appena arrivati nei campi di sterminio. Centinaia di donne, bambini, uomini e anziani venivano selezionati, e se non erano idonei a lavorare venivano mandati nelle camere a gas e successivamente bruciati nei forni crematori.</p><p>Questo ci fa capire quanto erano crudeli i nazisti nei confronti dei deportati.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-01-23 09:42:20 UTC</pubDate>
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         <title>IL LAVORO NEL CAMPO</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Questo brano ci fa capire come i deportati facessero lavori molto estenuanti tanto che si mordevano le labbra per avere scariche di energia per sopportare il dolore.  </p>]]></description>
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         <pubDate>2026-01-23 09:47:24 UTC</pubDate>
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         <title>NEL LAGER</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Questo brano ci spiega anche con metafore come vivessero i deportati nei campi.</p><p>La prima cosa che vedevano era la scritta "ARBEIT MACHT FREI" (il lavoro rende liberi) sopra il cancello, quindi i nazisti non erano solo crudeli, ma anche bugiardi.</p><p>Gli ebrei venivano "battezzati ", cioè identificati, con un numero tatuato sul braccio sinistro.</p><p>Molti deportati credevano che sarebbero riusciti a sopravvivere, ma nella maggior parte dei casi morivano dopo pochi giorni o settimane.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-01-23 09:48:36 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>davinci3B</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2026-01-26 07:51:27 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>davinci3B</author>
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         <description><![CDATA[<p>Noi, compagni di 3B, siamo andati con le nostre famiglie a visitare il campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau il 13 ottobre 2025.</p><p>Questa esperienza ci ha toccati molto e ci fa piacere raccontarvi e mostrarvi ciò che abbiamo visto.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2026-01-26 09:31:47 UTC</pubDate>
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         <title>LE NOTTI DEI PRIGIONIERI </title>
         <author>davinci3B</author>
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         <description><![CDATA[<p>La prima parte di questo brano ci spiega quanto per i prigionieri potesse essere difficile sognare, mentre noi lo diamo per scontato. </p><p>La seconda parte invece ci spiega come fosse difficile dormire a causa delle loro paure e cosa potesse succedere la notte e il giorno dopo.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-01-26 16:42:17 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2026-01-26 19:59:52 UTC</pubDate>
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