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      <title>Dadaismo by </title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-05-16 17:42:52 UTC</pubDate>
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         <title>Dada</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Il dadaismo è un movimento artistico e letterario d’avanguardia sorto a <strong>Zurigo</strong> nel <strong>1916 </strong>e che ebbe sedi importanti a New York, a Berlino e a Parigi, dove si sciolse nel 1922. Il nome deriva dalla voce onomatopeica <strong><em>‘dada’</em></strong> del linguaggio infantile (propr. <em>«cavallo»</em>), trovata da T. Tzara aprendo a caso un dizionario francese. <br>Le prime manifestazioni del dadaismo si svolsero a Zurigo, dove nel 1916 H. Ball diede vita al <strong><em>‘Cabaret Voltaire’</em></strong>, coadiuvato da E. Hennings, R. Huelsenbeck, T. Tzara, M. Janco, H. Arp e H. Richter. Riprendendo la tradizione delle serate futuriste, si organizzavano spettacoli di poesia simultanea e di musica bruitistica, mostre, conferenze</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-16 18:14:35 UTC</pubDate>
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         <title>Esponenti e opere </title>
         <author>mielekevin1</author>
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         <description><![CDATA[<div>Uno degli esponenti più importanti del dadaismo è <strong>Marcel Duchamp</strong>(1887-1968), nato in un villaggio della Normandia, si forma a Parigi negli ambienti cubisti. Dopo l’adesione al movimento del dadaismo si trasferisce a New York e diventa cittadino statunitense nel 1955.</div><div>Non trae benefici economici dalla sua attività artistica, si dedica alla pratica degli scacchi.<br>Importanti nel Dadaismo sono i suoi <strong>ready-made</strong>, cioè oggetti di produzione industriale e di uso comune, privati della propria funzionalità, allontanati dal proprio contesto originario e inseriti nel “sistema dell’arte”, con un’operazione allo stesso tempo, <strong>ironica, provocatoria e intellettuale. </strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-16 18:38:12 UTC</pubDate>
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         <title>Il movimento che stravolse tutto</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Carattere dominante del movimento è la <strong>rottura</strong> di ogni schema razionale, di ogni rassicurante certezza, di valori stabili e costituiti, che formano la mentalità dei benpensanti e definiscono le aspettative del pubblico borghese. Coerentemente con questa forte <strong>carica anarchica e sovvertitrice</strong>, i dadaisti, più che elaborare un nuovo sistema di valori e quindi una nuova normativa estetica, si concentrano nella demolizione di ogni sistema possibile, e si ribellano in particolare contro il sistema dell’arte. Pur utilizzando l’esperienza delle avanguardie cubista, futurista, espressionista e astrattista, se ne distanziano poi, in un estremo tentativo di ricomporre la frattura tra arte e vita. Nel dadaismo sono presenti molti dei motivi ripresi dalle successive <strong>avanguardie</strong>: il rifiuto della mercificazione dell’arte, la riflessione sui nessi arte-vita e arte-rivoluzione, la ricerca di forme espressive derivanti dalla fusione di più linguaggi artistici, l’esaltazione del caso nel processo creativo, l’interesse per la follia e per l’inconscio, la componente ludica e paradossale nell’attività dell’artista. Ma il merito maggiore del dadaismo sta, forse, nell’aver promosso la più ampia sperimentazione in tutti i campi della produzione estetica, compresi il cinema, la danza e la fotografia.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-16 18:40:06 UTC</pubDate>
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         <title>Ruota di Bicicletta</title>
         <author>mielekevin1</author>
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         <description><![CDATA[<div>Del 1913 ed emblema del Dadaismo, rientra nella categoria del “<strong>ready-made rettificato</strong>” ovvero modificato rispetto all’oggetto di partenza. La ruota è montata al contrario sopra a uno sgabello da cucina come fosse un <strong>piedistallo </strong>e con quest’operazione Duchamp si fa beffe della struttura tradizionale delle <strong>sculture celebrative</strong>. La ruota non può più servire al suo primo scopo però può ancora muoversi e il movimento assume un significato dissacrante. Allo spettatore è consentito di toccarla e farla girare, togliendo in questo modo all’opera d’arte la <strong>sacralità</strong> di ciò che è immobile e non può essere avvicinato. È in pratica un “<strong>antimonumento</strong>” che fornisce il primo spunto all’arte cinetica e interattiva, basata sulla <strong>partecipazione diretta dello spettatore</strong> e sull’abbandono di una contemplazione statica. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-16 18:57:39 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mielekevin1</author>
         <link>https://padlet.com/mielekevin1/tc6cd504juhj/wish/261355948</link>
         <description><![CDATA[<div>A questo tipo di opera si affianca poi il ready-made puro, in cui l’oggetto è <strong>lasciato intatto</strong> e <strong>ricollocato</strong>. È il caso dello<strong> scolabottiglie</strong>, del 1914, acquistato da un vinaio e portato così com’è nella sede espositiva.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-16 18:57:58 UTC</pubDate>
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         <title>Fontana</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Ready-made rettificato è anche un’opera del 1916, un orinatoio maschile prodotto in serie, appoggiato sulla parte più larga e firmato con lo pseudonimo R. Mutt.</div><div>Duchamp sceglie il titolo <strong>Fontana</strong>, che suggerisce l’inversione del flusso cioè che il liquido non entra ma esce. Questo oggetto viene spedito negli Stati Uniti per una esposizione. La <strong>Società degli Artisti Indipendenti</strong> di New York, che seleziona le opere, non conoscendo il nome del vero autore, si rifiuta di esporla. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-16 20:55:55 UTC</pubDate>
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