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      <title>Il sentiero dei nidi di ragno by Gaia Di Prima</title>
      <link>https://padlet.com/Gaia_Di_Prima/sentierodeinididiragno</link>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-02-04 14:30:29 UTC</pubDate>
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         <title>Italo Calvino (1923-1985)</title>
         <author>Gaia_Di_Prima</author>
         <link>https://padlet.com/Gaia_Di_Prima/sentierodeinididiragno/wish/227860419</link>
         <description><![CDATA[<div>Scrittore e partigiano italiano, intellettuale di grande impegno politico, civile e culturale, è stato uno dei narratori italiani più importanti del secondo Novecento. <br>Calvino aderisce assieme al fratello alla seconda divisione d'assalto partigiana. <br>L'esperienza partigiana sarà alla base del suo primo romanzo, <strong><em>Il sentiero dei nidi di ragno</em></strong><em>.&nbsp;</em>Nonostante lo stile neorealistico di questi romanzi giovanili,sono tuttavia già presenti, sia pure allo stadio embrionale, alcuni elementi che caratterizzeranno la produzione successiva, in particolare la dimensione fantastica e la visione dal punto di vista del narratore, in questo caso gli occhi di un bambino.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-04 15:23:09 UTC</pubDate>
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         <title>Il sentiero dei nidi di ragno </title>
         <author>Gaia_Di_Prima</author>
         <link>https://padlet.com/Gaia_Di_Prima/sentierodeinididiragno/wish/227860874</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-02-04 15:27:02 UTC</pubDate>
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         <title>Pin </title>
         <author>Gaia_Di_Prima</author>
         <link>https://padlet.com/Gaia_Di_Prima/sentierodeinididiragno/wish/227862941</link>
         <description><![CDATA[<div>È il protagonista del racconto. È un bambino di bassa estrazione sociale, spesso maleducato e ribelle. I suoi genitori sono scomparsi quando lui era ancora piccolo. Pin da piccolo ha cercato spazio nel mondo dei grandi pur non comprendendo il loro strano modo di ragionare, infatti durante la giornata cerca clienti per sua sorella, una prostituta conosciuta in tutto il paese come la Nera di Carrugio Lungo. Non gioca con i suoi coetanei, ma al contrario ha sempre cercato la stima degli adulti, che cercava di far ridere cantando canzoni su cose volgari e da grandi, per le quali manca di consapevolezza. Lavora in una bottega come calzolaio per il padrone Pietromagro e fa “pubblicità” alla sorella, ma questo non ha cambiato il suo modo di ragionare e di sognare, tipico di un bambino. Frequenta un'osteria dove si ritrovano gli adulti che con lui parlano molto, ma lo usano per calmare i momenti di tensione con le filastrocche cantate o per scopi personali.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-04 15:44:43 UTC</pubDate>
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         <title>Cugino </title>
         <author>Gaia_Di_Prima</author>
         <link>https://padlet.com/Gaia_Di_Prima/sentierodeinididiragno/wish/227863769</link>
         <description><![CDATA[<div>Il personaggio è descritto come di stazza imponente, un omone possente che assomiglia ad un orco, con baffi spioventi e rossicci, alto, curvo su sé stesso e vestito sempre con una mantellina e un berretto di lana. Il carattere si rivela però buono e caloroso.<br>&nbsp;In seguito ai ripetuti tradimenti della moglie durante la sua missione di guerra, sviluppa una profonda avversione per le donne, che lo porterà a maturare la concezione che la causa delle tragedie accadute e della guerra siano proprio le donne.<br>Cugino fa la conoscenza di Pin dopo l'evasione dal carcere, proprio lui lo accompagna al distaccamento del Dritto, il gruppo dei partigiani di cui faceva parte. Qui i due approfondiscono la loro conoscenza e Pin inizia a provare un sentimento di amicizia nei suoi confronti. Quest'uomo possente infatti nasconde in sé una dolcezza e una semplicità di sentimenti che lo portano ad essere un grande-piccolo, ma fermo negli ideali, proprio la persona che Pin il "bambino-vecchio", stava cercando. Infatti Cugino pare non voler fare parte del mondo dei grandi con donne e guerra ma sembra interessato a discorsi infantili come quelli riguardanti i nidi di ragno.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-04 15:51:03 UTC</pubDate>
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         <title>Dritto</title>
         <author>Gaia_Di_Prima</author>
         <link>https://padlet.com/Gaia_Di_Prima/sentierodeinididiragno/wish/227864816</link>
         <description><![CDATA[<div>È il comandante del gruppo partigiano di cui fa parte Cugino. È un comandante forte, che sa guidare i suoi uomini in battaglia e sa farsi rispettare da loro, fino a quando per via dell'amore che prova per la Giglia, la moglie di Mancino, si distrae e lascia bruciare il capanno in cui risiedeva tutta la brigata. Quel gesto di incapacità attira i tedeschi nel luogo in cui erano nascoste tutte le brigate e lo porterà ad essere fucilato alla fine del libro. Il commissario Kim gli fa capire che se andrà in battaglia in prima linea contro i tedeschi potrà riscattarsi e salvarsi, ma lui non va per stare con Giglia. Viene così arrestato da due partigiani mandati dal comando, per essere fucilato per insubordinazione, mentre il distaccamento verrà sciolto e gli uomini divisi in altri gruppi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-04 15:58:42 UTC</pubDate>
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         <title>Lupo Rosso</title>
         <author>Gaia_Di_Prima</author>
         <link>https://padlet.com/Gaia_Di_Prima/sentierodeinididiragno/wish/227865731</link>
         <description><![CDATA[<div>È un sedicenne grande e grosso, con la faccia livida e i capelli rasi sotto un cappello a visiera alla russa.<br>Fa conoscenza con Pin in carcere, avvicinando per la prima volta il bambino alla Resistenza. Scappa dalla prigione con Pin per vedere con lui il posto magico del bambino e prendere la pistola P.38, ma durante il tragitto si perdono e si separano, a causa dei tedeschi. L'abbandono per Pin significa una dura delusione, Pin infatti vede Lupo Rosso come uno dei pochi esempi di coerenza e di fermezza, uno dei pochi disinteressati alle donne. Pin lo rivede poco tempo dopo, durante un incontro del distaccamento del Dritto con quello del Biondo, del quale Lupo Rosso fa parte. Successivamente Lupo Rosso partecipa all'azione punitiva contro i fascisti e contro Pelle, il partigiano traditore, e recupera molte delle armi collezionate da quest'ultimo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-04 16:05:20 UTC</pubDate>
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         <title>Pelle </title>
         <author>Gaia_Di_Prima</author>
         <link>https://padlet.com/Gaia_Di_Prima/sentierodeinididiragno/wish/227866430</link>
         <description><![CDATA[<div>Pelle è poco più di un ragazzo, sempre raffreddato e molto irascibile. Infatti, durante una lite col Dritto, si infuria al tal punto da tradire i partigiani. Pelle si occupa di procurare l'armamento ai partigiani. Dopo una scommessa fatta con Pin, va in cerca della P38 che il ragazzino aveva nascosto nel sentiero dei nidi di ragno, la trova mentre è con la sorella di Pin, e gliela dà in regalo, perché resti in famiglia. Verso la fine del romanzo Lupo Rosso racconta la fucilazione di Pelle e la confisca di tutte le sue armi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-04 16:11:28 UTC</pubDate>
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         <title>Altri personaggi</title>
         <author>Gaia_Di_Prima</author>
         <link>https://padlet.com/Gaia_Di_Prima/sentierodeinididiragno/wish/227866866</link>
         <description><![CDATA[<ul><li>La Nera di Carrugio Lungo: sorella di Pin, prostituta che frequenta tedeschi e fascisti;</li><li>Frick: marinaio tedesco, amante della sorella di Pin, a cui il ragazzino ruba la pistola; viene descritto come non molto sveglio e nostalgico della sua famiglia ad Amburgo;</li><li>Mancino: cuoco del distaccamento del Dritto; ha un falchetto chiamato Babeuf, ma poi lo uccide su insistenza degli altri perché starnazzando attira i nazisti all'accampamento;</li><li>Giglia: moglie di Mancino, amante del Dritto;</li><li>Zena il Lungo detto Berretta-di-legno: partigiano genovese, passa giornate intere senza uscire dall'accampamento e sdraiato sul fieno legge un libro intitolato "Supergiallo" al chiarore di un piccolo lume ad olio;</li><li>Carabiniere: un carabiniere che ha disertato per combattere i fascisti;</li><li>Duca, Conte, Marchese, Barone: quattro cognati calabresi;</li><li>Pietromagro: ciabattino e piccolo truffatore, padrone della bottega dove lavora Pin;</li><li>Commissario Kim: studente di medicina con il progetto di diventare psichiatra: tutto infatti per lui deve essere logico, negli uomini così come nella storia; tenta di spiegare a Ferriera quel furore che è in tutti noi, innato, per cui tutti combattono, dai fascisti, ai partigiani, agli intellettuali, agli operai, ai contadini;</li><li>Comandante Ferriera:  operaio nato in montagna, e per questo il suo modo di fare è schietto e limpido, a volte un po' freddo. Avendo lavorato per anni nella fabbrica, è convinto che tutto debba muoversi con perfezione e regolarità, come in una macchina. Entra in scena nel libro quando deve annunciare la battaglia insieme a Kim. Sostiene che nello squadrone del Dritto siano stati raggruppati gli uomini che valgono meno e vorrebbe dividerlo.</li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-04 16:14:34 UTC</pubDate>
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         <title>IL SENTIERO DEI NIDI DI RAGNO - Di Cesare Pavese </title>
         <author>Gaia_Di_Prima</author>
         <link>https://padlet.com/Gaia_Di_Prima/sentierodeinididiragno/wish/227871514</link>
         <description><![CDATA[<div><br></div><div>A ventitré anni ltalo Calvino sa già che per raccontare non è necessario « creare i personaggi », bensì trasformare dei fatti in parole. Lo sa in un modo quasi allegro, scanzonato, monellesco. A lui le parole non fanno paura ma nemmeno gli fanno girare la testa: fin che hanno un senso, fin che servono a qualcosa le dice, le snocciola, le butta magari, come si buttano i rami sul fuoco, ma lo scopo è la fiamma, il calore, la pentola. Ormai di scrittori che puntino sui grossi personaggi come usava una volta, non ce n'è quasi più. Cambia il mondo. Poveretto chi è rimasto coi nonni. Ma poveraccio, disgraziato, chi dietro ai grossi personaggi « che facevano concorrenza allo stato civile » ha mollato anche i fatti, le cose di carne e di sangue, e brucia incensi di parole in non si sa che cappella privata.<br><br>Calvino è nato al raccontare in mezzo alla guerra civile. Questi i suoi fatti, le cose di cui fa parole. Se diciamo che questo Sentiero dei nidi di ragno (Einaudi, I 947), bocciato al concorso Mondadori e vincitore di quello di Riccione, è il più bel racconto che abbiamo sinora sull'esperienza partigiana, nessuno sarà troppo commosso. Non ce ne sono stati altri. Diremo allora che l'astuzia di Calvino, scoiattolo della penna, è stata questa, di arrampicarsi sulle piante, più per gioco che per paura, e osservare la vita partigiana come una favola di bosco, clamorosa, variopinta, « diversa ».<br><br></div><div><strong><mark>Un ragazzo del carrugio, sboccato e innocente, cencioso e maligno, fratello di una prostituta e ruffianello di tutti i volenterosi di passaggio, vien messo su contro i tedeschi e ruba a un marinaio, ch'è in camera con la sorella, la pistola. Tutto nasce di qua. Pin, che dei grandi si fa beffe, vùole tenersi la pistola e la nasconde tra i « nidi di ragno », un posto che sa lui. I tedeschi lo interrogano, lo mettono in carcere - una gran villa dentro un parco, - lui scappa col partigiano comunista Lupo Rosso, incontra il partigiano solitario Cugino, vanno insieme al campo del distaccamento tra i monti, dove Pin conosce i tipi più strani, tutti storti, tutti tocchi- il distaccamento è fatto apposta per loro - compreso un comandante, il Dritto, che è svogliato e va cercando chi lo liberi o l'ammazzi. C'è il falchetto Babeuf, c'è la moglie del cuoco trotschista, ci sono i quattro calabresi. Il Dritto amoreggia con la moglie del cuoco, succede una disgrazia, prende fuoco al fienile, e devono dislocarsi.<br><br>Dal comando di brigata interviene l'inchiesta: comandante Ferriera e commissario Kim. Intanto c'è il rastrellamento e tutti corrono a combattere, solo il Dritto non vuole saperne e resta nel mattino deserto, sotto gli occhi di Pin, a fare l'amore. I partigiani sgombrano la zona, il Dritto è chiamato senz'armi al comando per la resa dei conti, Pin scappa di nuovo in pianura, ai suoi nidi di ragno, donde Pelle, un partigiano traditore, gli ha intanto rubato la pistola marinata. Ma Pin la ritrova dalla sorella, le fa una scenataccia, e nella notte incontra di nuovo il Cugino, l'odiatore delle donne, e se ne vanno insieme discorrendo sotto un brillio di lucciole.</mark></strong></div><div><br></div><div>C'è qui dentro un sapore ariostesco. Ma l'Ariosto dei nostri tempi si chiama Stevenson, Kipling, Dickens, Nievo, e si traveste volentieri da ragazzo. Quello schietto e geloso abbandono all'incalzare di eventi e catastrofi, di spettacoli e di visi noti che faranno la smorfia o il sorriso previsti, che saranno maschere cosi fedeli alla loro natura da colpire di perenne stupore, quella schietta e complicata ingenuità dei poemi, può ritrovarsi ai giorni nostri solamente dentro un cuore di fanciullo. Non importa se il fanciullo di Calvino dice « puttana » e sa cos'è, bercia canzoni da bordello e potrebbe magari ammazzare qualcuno.<br>Non ha legge né madre, c'è la guerra, la gente si ammazza e non è colpa di Pin tutto questo. Calvino racconta dei fatti, e questi fatti hanno radici, consistenza, sono groppi di carne e di sangue; a rimuoverli, e sia pure con amore di parole, spiccia il sangue, si scopre la piaga, si sente il fetore di un mondo in cancrena. Qualcuno lo dirà, ma non è ancora questo che conta.<br>Malgrado il carrugio, malgrado il sentore di chiasso e di feccia, la giornata di Pin ha una grande purezza; scontrosa sboccata maligna come trascorre, è tutta fresca, baldanzosa di scoperte, di gesta, di onore, proprio come la giornata di un Astolfo e di un Jim Hawkins.<br><br> E qui si chiarisce quel che dicevamo in principio. Guai se Calvino avesse fatto personaggi. Un sicuro istinto gli ha fatto ridurre le sue figure, non diremo a macchiette che suona offensivo, ma a maschere, a « incontri », a burattini. Tutti hanno un ticchio, nel Sentiero. Tutti hanno una faccia precisa, come altrettanti soldatini di carta da fogli diversi. Non fanno un gesto che non sia veduto con nitore, con parola corposa e insieme minuta, come appunto nel mondo cavalleresco, dove il gesto è tutto ma insieme va sperduto fra i tanti. Leggendo il Sentiero par di guardare certi fianchi di collina a gran distanza, dopo un giorno di vento, che si scorgono precisi e innumerevoli i tronchi, gli alberelli, i cubi netti delle case. C'è un perenne sentore di aria aperta in queste pagine, di campagna, di vista sicura, di mondo di Dio. Perfino le brigate nere, le terribili brigate nere, sono viste cosi dallo scoiattolo Pin: «Neri, ossuti, con le facce bluastre e i baffi da topo ». Qualcuno ha mai detto meglio?<br>E anche il capitolo IX, dove Calvino mette in scena i veri «adulti», il commissario e il comandante, è tenuto su questo rasoio. In esso si fa la critica delle formazioni, s'interpreta la guerra civile, si parla di storia e di riscatto umano. Ma la voce  che parla, del giovane Kim dallo sten al braccio, l'«arma smilza che sembra una stampella rotta», è ancora la voce di fiaba di chi fantastica « come faceva da bambino » e canzona se stesso ripetendo «A, bi, ci », « Sali e tabacchi, commissario » e « Kim ... chi è Kim? »</div><div><br></div><div>La conclusione è quella solita. Trasformare dei fatti in parole non vuoi dire cedere alla retorica dei fatti né cantare il bel canto. Vuol dire mettere nelle parole tutta fa vita che si respira a questo mondo, comprimercela e martellarla. La pagina non dev'essere un doppione della vita, sarebbe per lo meno inutile; deve valerla, questo sì. Dev'essere un fatto tra i fatti, una creatura in mezzo alle altre. Per questa prima volta, a noi pare, Calvino c'è abbondantemente riuscito.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-04 16:50:41 UTC</pubDate>
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