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      <title>&#39;&#39;il Gattopardo&#39;&#39; di Giuseppe Tomasi di Lampedusa by Fontanarosa Amelia</title>
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      <description>Realizzato con una mente aperta</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-11-12 17:33:46 UTC</pubDate>
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         <title>Scrittore Giuseppe Tomasi Di Lampedusa</title>
         <author>corsoc_fontanarosa</author>
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         <description><![CDATA[<div><figure class="attachment attachment--preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:206,&quot;url&quot;:&quot;https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcTJVE2V9o6rUb3tUhMVCjG2nLrQ_NKIiHGNczU5T_Csxlf9HVRw&quot;,&quot;width&quot;:244}" data-trix-content-type="image"><img src="https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcTJVE2V9o6rUb3tUhMVCjG2nLrQ_NKIiHGNczU5T_Csxlf9HVRw" width="244" height="206"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure>Nacque a Palermo il 23 dicembre del 1896 da un’antica famiglia nobiliare. Giuseppe Tomasi, duca di Palma e principe di Lampedusa fu l’unico figlio maschio di Giulio Maria Tomasi e Beatrice Mastrogiovanni Tasca di Cutò. La primogenita ed unica sorella dello scrittore, Stefania, morì di difterite nel 1897 all’età di tre anni. La madre, donna di forte personalità, di spirito aperto e indipendente, esercitò una grande influenza su di lui, manifestando d’altra parte anche un’accentuata possessività nei suoi confronti. I rapporti con il padre furono invece piuttosto freddi. Alle lettere arrivò tardi, dopo un’esistenza fatta di viaggi all’estero e solitari, lunghi soggiorni nel palazzo paterno di Palermo e nella grande casa di campagna di Santa Margherita Belicea, la quale conteneva un teatro.Nel 1911 si iscrisse al liceo classico che frequentò prima a Roma, poi a Palermo. Si iscrisse, in seguito, alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Roma, nel 1915, ma non conseguì mai la laurea, contrariamente a quanto è stato più volte affermato. Partecipò alle due ultime guerre mondiali e, fatto prigioniero nella prima, riuscì tuttavia a fuggire, traversando a piedi l’intera Europa. Ricoprì la carica di ufficiale effettivo sino al 1925, poi abbandonò l’esercito e si ritirò in Sicilia, allontanandosi da essa solo per compiere viaggi finalizzati alla conoscenza delle letterature straniere, in particolare della narrativa francese dell’Ottocento.<br><em>Il Gattopardo</em>, vincitore del Premio Strega nel 1959, fu anche oggetto dell’impegno di Luchino Visconti, che nel 1963 lo tradusse in film, lasciando interpretare a Burt Lancaster la parte del principe Fabrizio Salina.</div><div>Il dattiloscritto de <em>Il Gattopardo</em> fece il giro di diverse case editrici e fu respinto da lettori autorevoli come Vittorini. Se ne interessò invece Bassani che, recatosi in Sicilia, ormai morto l’autore (il 23 luglio del 1957 a causa di un tumore polmonare), trovò un manoscritto dell’opera, altri scritti, testi di saggi e racconti, riuscendo così a ricostruire la complessa personalità di Tomasi di Lampedusa.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-19 16:42:44 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;EDIZIONE DA ME LETTA</title>
         <author>corsoc_fontanarosa</author>
         <link>https://padlet.com/corsoc_fontanarosa/t8xjv1zq8eih/wish/208491897</link>
         <description><![CDATA[<div>Ho letto la versione cartacea De Agostini dell'anno 1985 (edizione conforme al manoscritto del 1957) che ho trovato a casa.<figure class="attachment attachment--preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:270,&quot;url&quot;:&quot;https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcQ_e3ZLs-hdV7yBEKDDpnoM9pxzOhpbZfWiLycsp3l0AbMkyjLf&quot;,&quot;width&quot;:187}" data-trix-content-type="image"><img src="https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcQ_e3ZLs-hdV7yBEKDDpnoM9pxzOhpbZfWiLycsp3l0AbMkyjLf" width="187" height="270"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-19 16:51:36 UTC</pubDate>
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         <title>Composizione </title>
         <author>corsoc_fontanarosa</author>
         <link>https://padlet.com/corsoc_fontanarosa/t8xjv1zq8eih/wish/208492008</link>
         <description><![CDATA[<div>Il libro è composto da 8 capitoli. E' un romanzo storico ambientato in Sicilia nel periodo compreso tra la spedizione dei Mille e l'inizio del 900. Il libro è scritto in terza persona ma ci sono anche dialoghi diretti tra i vari personaggi. Il Gattopardo è anche un romanzo psicologioco perché i pensieri e le preoccupazioni di Don Fabrizio hanno una grande importanza in tutto il libro.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-19 16:52:27 UTC</pubDate>
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         <title>Alcune frasi che ho annotato</title>
         <author>corsoc_fontanarosa</author>
         <link>https://padlet.com/corsoc_fontanarosa/t8xjv1zq8eih/wish/210016013</link>
         <description><![CDATA[<div>"Finché c'è morte c'è speranza" (Don  Fabrizio)<br>" Ero un fedele suddito, sono diventato un borbonico schifoso" (Don Ciccio)<br>"Ma io i savoiardi me li mangio con il caffé" (Don Ciccio)<br>"L'amore. Certo, l'amore Fuoco e fiamme per un anno, cenere per trenta" (Don Fabrizio)<br>"Se vogliamo che tutto rimanga com'è bisogna che tutto cambi" (Tancredi)<br>"Mentre la carcassa veniva trascinata via gli occhi di vetro la fissarono con l'umile rimprovero delle cose che si scartano, che si vogliono annullare. (Quando concetta lancia bedicò imbalsamato)<br>"Era lei, la creatura bramata da sempre che veniva a prenderlo... Giunta faccia a faccia con lui sollevò il velo e così, pudica ma pronta ad esser posseduta, gli apparve più bella di come mai l'avesse intravista negli spazi stellari" (Momento della morte di Don Fabrizio)</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-25 10:20:30 UTC</pubDate>
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         <title>personaggi</title>
         <author>corsoc_fontanarosa</author>
         <link>https://padlet.com/corsoc_fontanarosa/t8xjv1zq8eih/wish/210017238</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Don Fabrizio Salina: </strong>è il principe di Salina che ama l'astronomia e corteggia la morte.<br><strong>Mariastella Salina: </strong>la moglie di Don Fabrizio.<br><strong>Concetta Salina: </strong>la figlia di Don Fabrizio Salina e di Mariastella. Lei è innamorata di Tancredi<br><strong>Tancredi Falconeri:</strong> il nipote di Don Fabrizio<br><strong>Don Calogero Sedara:</strong> il nuovo sindaco di Donnafugata<br><strong>Angelica Sedara:</strong> figlia di Don Calogero che diventerà sposa di Tancredi<br><strong>Donnabastiana:</strong> moglie di Don Calogero, donna molto bella ma che nessuno ha mai visto tranne Don Ciccio<br><strong>Generale: </strong>era un generale toscano che era stato portato a casa da Tancredi perché voleva vedere gli affreschi<br><strong>Don Orofio: </strong>persona di cui Don Fabrizio si era sempre fidato<br><strong>Don Ciccio:</strong> il notaio<br><strong>Monsignor: </strong>l'arciprete<br><strong>Figli Don Fabrizio:</strong> Paolo, Giovanni, Francesco Paolo, Carolina, Caterina e Concetta.<br><strong>Bendicò: </strong>il cane di famiglia Salina</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-25 10:35:56 UTC</pubDate>
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         <title>trama</title>
         <author>corsoc_fontanarosa</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il racconto inizia con la recita del rosario in una stanza della casa del Principe Don Fabrizio Salina. Egli ama l'astronomia ed è ossessionato dai pensieri sulla morte. Con lo sbarco dei Mille, si afferma una nuova classe sociale, quella dei borghesi, che il principe disprezza. Il nipote di don Fabrizio, Tancredi, pur combattendo nelle file garibaldine cerca di rassicurare lo zio sul fatto che alla fine le cose andranno a loro vantaggio. Il principe e la sua famiglia trascorrono un po' di tempo nella loro residenza estiva a Donnafugata; lì il nuovo sindaco è Calogero Sedara, un uomo di modeste origini, un borghese. Non appena Tancredi vede Angelica, la figlia del sindaco, si innamora perdutamente di lei. La ragazza è però una borghese e non ha perciò i modi degli aristocratici, per questo Concetta trova quasi ripugnante il suo comportamento. Angelica però incanta tutti con la sua bellezza, tanto che Tancredi finirà per sposarla, attratto oltre che dalla bellezza anche dal suo denaro. Il 21 ottobre 1860 in Sicilia si tiene il plebiscito per l'annessione della Sicilia all'Italia. A Donnafugata, che ha 515 iscritti, i 512 votanti votano sì. Molti cittadini tra cui Don Ciccio Tumeo hanno votato no. Egli dunque si lamenta dei brogli elettorali con Don Fabrizio Salina. Tancredi riparte per arruolarsi nell'esercito del re Vittorio Emanuele II, scrive molte lettere indirizzate allo zio per tenerlo al corrente dei fatti e per convincerlo a chiedere a Don Calogero la mano della figlia Angelica, Don Fabrizio acconsente alle nozze poiché Tancredi è molto ambizioso e ha bisogno di soldi. A Donnafugata arriva il cavaliere Aimone Chevalley di Monterzuolo per offrire il seggio di senatore a Don Fabrizio che rifiuta e propone Don Sedara. Nel novembre del 1862 nel palazzo del principe Ponteleone a Palermo si tiene un gran ballo durante il quale Don Fabrizio dimostra le sue doti di gran ballerino con Angelica.<br>Nel luglio del 1883 a Palermo Don Fabrizio muore nell'albergo Trinacria al ritorno da un viaggio da Napoli, accompagnato da Concetta e il nipote Fabrizietto. L'ultimo capitolo è ambientato a villa Salina nel maggio 1910. Le tre sorelle Caterina, Concetta e Carolina&nbsp; ormai settantenni ricevono la visita del Monsignor Vicario nella loro cappella privata. Ricevono anche la visita di Angelica, rimasta vedova di Tancredi. La città si prepara ai festeggiamenti per il cinquantenario dello sbarco dei Mille. Le reliquie collezionate dalle 3 sorelle non hanno alcun valore. Il libro si conclude con il lancio del cane Bendicò, morto da 45 anni ed imbalsamato, dalla finestra.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-25 10:36:49 UTC</pubDate>
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         <title>Lo stile </title>
         <author>corsoc_fontanarosa</author>
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         <description><![CDATA[<div>L'autore utilizza un linguaggio particolare, da una parte usa dei termini molto ricercati e dall'altra usa il linguaggio del popolo.<br>Ci sono metafore (come la morte che è rappresentata da una bella ragazza)<br>Il narratore spesso interviene inserendo delle frasi di commento sui fatti narrati.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-26 08:28:49 UTC</pubDate>
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         <title>I temi principali sono:</title>
         <author>corsoc_fontanarosa</author>
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         <description><![CDATA[<div>-Il tema della morte. Sembra che Don Fabrizio corteggi la morte aspettando che venga a prenderlo.<br>-L'attaccamento all'antica tradizione nobiliare e la paura dei cambiamenti, di perdere cioè i vecchi privilegi.<br>-Gli avvenimenti storici  sono messi in secondo piano (Sbarco dei Mille, annessione della Sicilia al regno d'Italia)<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-26 08:29:08 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>corsoc_fontanarosa</author>
         <link>https://padlet.com/corsoc_fontanarosa/t8xjv1zq8eih/wish/213359132</link>
         <description><![CDATA[<div>Questo libro a me è piaciuto anche se alcune parti era un po' difficili da capire per il linguaggio. Nella parte in cui descrive il corpo ritrovato nel giardino non mi è piaciuta molto e ho provato anche un po' di disgusto durante la descrizione.<br>Ci sono molte descrizioni, come quella di Tancredi e di Angelica che sono molto accurate e quindo ho potuto immaginare i personaggi e le ambientazioni. Credo che sia un libro utile sia dal punto di vista storico e sia da un punto di vista letterario (perché ho imparato nuove parole.) &nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-05 16:02:16 UTC</pubDate>
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