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      <title>Laboratorio storiografico by Giulio Rizzoni</title>
      <link>https://padlet.com/giulio_rizzoni/Laboratorio_storiografico</link>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2021-05-27 16:37:01 UTC</pubDate>
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         <title>FONTE 1 - La bolla di Alessandro VI</title>
         <author>giulio_rizzoni</author>
         <link>https://padlet.com/giulio_rizzoni/Laboratorio_storiografico/wish/1565869456</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Tipo di fonte</strong>: scritta, bolla papale<br><strong>Autore</strong>: Alessandro VI<br><strong>Data: </strong>1493<br><strong>Breve introduzione. <br></strong>Nel 1493, dopo il ritorno di Colombo dal primo viaggio, il papa – lo spagnolo Alessandro VI – prese subito posizione a favore delle future conquiste materiali e spirituali. <br>-----------------------------<br><br>"Sono stato informato che voi, sovrani di Spagna e di Portogallo, volete ricercare e scoprire delle isole remote e sconosciute e delle terre che non sono state mai scoperte da alcuno così lontano, e convertire i loro abitanti alla fede in Cristo. Secondo il volere di Dio, voi avete inviato il vostro amato figlio Cristoforo Colombo, uomo ben adatto a tale impresa alla ricerca di tali<br>lontane terre e isole su un mare mai affrontato prima da nessuno. Questi popoli che abitano le suddette isole e terre, vengono giudicati adatti a ricevere la Fede cattolica e i buoni princìpi, e si può bene sperare che il nome di Nostro<br>Signore Gesù Cristo, potrebbe essere facilmente portato in quelle terre e isole."<br><br>adattato da Alessandro VI, bolla <em>Inter caetera</em>&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-27 16:48:36 UTC</pubDate>
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         <title>FONTE 2 - L&#39;avidità d&#39;oro degli spagnoli</title>
         <author>giulio_rizzoni</author>
         <link>https://padlet.com/giulio_rizzoni/Laboratorio_storiografico/wish/1565913745</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Tipo di fonte: </strong>scritta, narrazione storica<strong><br>Autore: </strong>&nbsp;Bernardino de Sahagùn <strong><br>Data: </strong>&nbsp;1576-77 <br><strong>Breve introduzione. </strong>Questo brano riporta la preziosa testimonianza di un azteco che assistette alla conquista del suo Paese. Fu raccolta da un frate francescano, Bernardino de Sahagùn, uno dei pochi che si impegnarono a imparare la lingua locale e che raccontò la fine della civiltà azteca nella <em>Historia universal de las cosas de Nueva España</em>. <br>-----------------------------<br><br>"Quando gli spagnoli furono arrivati a palazzo, subito, con forza, afferrarono Montezuma e lo tennero sotto il più stretto controllo. E mentre tutto questo accadeva, fecero scoppiare le trombe-da-fuoco (<em>fucili)</em>. Fu dovunque il terrore. E quando gli spagnoli ebbero preso possesso del palazzo reale, subito allora vollero avere da Montezuma notizie delle ricchezze della città; e<br>ansiosamente si misero alla ricerca dell’oro. E Montezuma subito si prestò a far loro da guida. E quando scoprirono la stanza dov’erano nascosti i tesori, subito diedero inizio al saccheggio, sparsero dovunque i preziosi tessuti, le armature, le armi, gli scudi, i dischi d’oro, monili d’oro da appendere al naso, i bracciali d’oro, le fasce d’oro per ornare la fronte. Distrussero poi nel fuoco<br>tutti gli oggetti preziosi. E l’oro lo ridussero in lingotti.<br><br>adattato da T. Todorov e G. Baudot (a cura di), <em>Racconti aztechi della conquista</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-27 16:59:40 UTC</pubDate>
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         <title>FONTE 3 - Gli Indios umiliati e torturati</title>
         <author>giulio_rizzoni</author>
         <link>https://padlet.com/giulio_rizzoni/Laboratorio_storiografico/wish/1565959089</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Tipo di fonte: </strong>iconografica, disegno<strong><br>Autore: </strong>Felipe Guáman Poma<br>de Ayala<strong><br>Data: </strong>1615<br><strong>Breve introduzione. <br></strong>Alcune fonti giunte fino a noi contengono illustrazioni che mostrano la forzata sottomissione degli indios agli spagnoli e le punizioni a cui venivano sottoposti. Questo disegno è tratto da un testo del 1615, la <em>Nueva Crónica y Buen Gobierno</em> di Felipe Guáman Poma de Ayala. L’autore discendeva da una nobile famiglia inca, ma era cresciuto tra gli spagnoli. L’opera – forse la più importante fonte diretta sull’Impero inca e sulla conquista – contiene ben 400 disegni.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-27 17:11:20 UTC</pubDate>
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         <title>FONTE 4 - Bartolomé de Las Casas denuncia le violenze degli spagnoli</title>
         <author>giulio_rizzoni</author>
         <link>https://padlet.com/giulio_rizzoni/Laboratorio_storiografico/wish/1566080354</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Tipo di fonte: </strong>scritta, relazione <br><strong>Autore: </strong>Bartolomé de Las Casas<br><strong>Anno: </strong>1542<br><strong>Breve descrizione.<br></strong>Uno dei pochi europei che si schierarono a difesa degli indios fu il frate domenicano Bartolomé de Las Casas (1474-1566), che cercò di convincere i sovrani di Spagna a limitare per legge le violenze sugli amerindi. Nella sua <em>Brevissima relazione della distruzione delle Indie</em> Bartolomé elencò i soprusi e le torture subiti da quelli che allora venivano chiamati “indiani”.<br>-----------------------------<br><br>"Gli indiani, dopo aver subito molte violenze, cominciarono ad accorgersi che quegli uomini non dovevano essere venuti dal Cielo. Essi presero quindi le armi, che però sono assai deboli e poco adatte a offendere. I cristiani, con i loro cavalli, spade e lance, cominciarono a fare crudeli stragi. Non lasciavano vivi né fanciulli né vecchi né donne gravide. Finite le uccisioni, divisero fra di loro tutti gli uomini, compresi i giovanetti, le donne e i fanciulli, dandone ad uno trenta, ad un altro quaranta, ad un altro cento e duecento. E così, avendoli spartiti, li davano a ciascun cristiano con il pretesto che dovesse educarli alla fede cattolica. Davano loro da mangiare solo erbe e cose che non avevano sostanza. È impossibile riferire i pesi che facevano portare; avevano piaghe nelle spalle e nella schiena. Ci vorrebbe molto tempo e molta carta per riferire le frustate, le bastonate, i pugni, le maledizioni e mille altri tipi di tormenti che davano loro mentre si affaticavano."<br><br>adattato da B. de Las Casas, <em>Brevissima relazione della distruzione delle Indie&nbsp;</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-27 17:41:02 UTC</pubDate>
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         <title>FONTE 5 - Gli Indios sono servi per natura</title>
         <author>giulio_rizzoni</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Tipo di fonte: </strong>scritta, trattato<strong><br>Autore: </strong>&nbsp;Juan Sepúlveda <strong><br>Anno: </strong>1547<br><strong>Breve introduzione.<br></strong>L’umanista spagnolo Juan Sepúlveda (1490-1573) in un testo del 1547, La scoperta dei selvaggi, riassume molti degli argomenti che venivano addotti a favore delle conquiste nel Nuovo Mondo. L’autore dipinge gli indios come selvaggi ignoranti e deboli per natura, a cui è necessario imporre i valori della civiltà occidentale; li definisce anche omuncoli, cioè piccoli uomini insignificanti. <br>-----------------------------<br><br>"Confronta ora le doti di ingegno, magnanimità, umanità, religione degli spagnoli con quelle di quegli omuncoli, nei quali a fatica potrai trovare qualche traccia di umanità, e che non solo sono totalmente privi di cultura, ma non conoscono la scrittura e non conservano alcun documento sulla loro storia. Sono così paurosi e timidi che spesso sono dispersi a migliaia e fuggono come donnette, sbaragliati da un centinaio di spagnoli. Non sarebbe stato possibile fornire una prova più convincente per dimostrare che alcuni uomini sono superiori ad altri per ingegno, abilità, fortezza d’animo e virtù, e che i secondi sono servi per natura. Ora, dopo aver ricevuto col nostro dominio le nostre lettere, le nostre leggi, la nostra morale e la religione cristiana, essi si allontanano tanto dalla loro condizione precedente quanto i civilizzati dai barbari, quanto gli uomini dalle bestie."<br><br>adattato da G. Gliozzi (a cura di), <em>La scoperta dei selvaggi</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-28 07:17:21 UTC</pubDate>
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         <title>Laboratorio storiografico</title>
         <author>giulio_rizzoni</author>
         <link>https://padlet.com/giulio_rizzoni/Laboratorio_storiografico/wish/1570218433</link>
         <description><![CDATA[<div>Segui il link e lavoriamo insieme sulle fonti!</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-29 07:09:21 UTC</pubDate>
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         <title>FONTE 6 - Il recupero della cultura amerindia</title>
         <author>giulio_rizzoni</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Tipo di fonte:<br>Autore:<br>Data:<br>Breve introduzione.<br></strong>Nonostante la brutale distruzione degli imperi americani e la sottomissione della popolazione locale, la cultura tradizionale è riuscita a sopravvivere nei secoli al punto da diventare, nel mondo contemporaneo, un importante riferimento per i discendenti dei popoli precolombiani. Nel 2015, ad esempio, si stima che quasi due milioni di persone parlino la lingua <em>nahua,</em> che discende direttamente dalla lingua parlata nel Messico centrale durante il dominio degli Aztechi.&nbsp;<br>La foto presentata è stata scattata nel 2010 durante la Festa del Sole degli Inca, che si tiene ogni anno in Perù nei pressi di Cuzco, la capitale distrutta dai&nbsp;<em>conquistadores</em>. Anticamente tutta la città partecipava a questa processione in onore del Sole e dell'imperatore, considerato suo figlio (<em>inca).&nbsp;</em>La versione moderna, che attira molti curiosi e turisti, è stata ripristinata da circa 60 anni.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-29 14:08:51 UTC</pubDate>
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