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      <title>NEL MARE CI SONO I COCCODRILLI by </title>
      <link>https://padlet.com/gabrieleurso/t5j38tzyha6njbrc</link>
      <description>Fabio Geda</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2023-04-19 15:36:21 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2026-03-01 13:29:39 UTC</lastBuildDate>
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         <title>Capitolo 1: Afghanistan - riassunto</title>
         <author>gabrieleurso</author>
         <link>https://padlet.com/gabrieleurso/t5j38tzyha6njbrc/wish/2560415571</link>
         <description><![CDATA[<div>Il protagonista e Enaiatollah Akbari,un bambino afghano di circa dieci anni appartenente alla minoranza degli Hazara,Suo padre, come molti altri uomini della stessa etnia, era stato obbligato dai Pashtun ad andare in Iran a comprare merci che poi loro rivendevano in Afghanistan.Purtroppo il padre viene assalito e ucciso dai banditi che rubano il carico del camion. I Pashtun pretendono un risarcimento, e siccome la madre non ha soldi, vogliono prendersi i due figli maschi da usare come schiavi. La madre per un certo tempo riesce a tenere nascosti i bambini in una buca dove sono conservate le patate, ma sa che non riuscirà a farlo per sempre. Quindi organizza la fuga del figlio,e un giorno gli dice che devono fare un lungo viaggio. Parte con lui e con un uomo che li accompagna, e per tre giorni camminano prevalentemente con il favore dell’oscurità, fino a raggiungere la città di Kandahar.</div><div>Qui l’uomo che li accompagna presenta loro un camionista che li porterà con il suo mezzo fino in Pakistan e poi li saluta.</div><div>Dopo un viaggio di molte ore nel camion riescono a raggiungere la città di Quetta in Pakistan.&nbsp; Qui rimangono tre giorni senza mai uscire in un <em>samavat</em>, ma alla fine la madre, con grande dispiacere, parte di notte senza dire niente al figlio, confidando per suo figlio comunque in un destino migliore di quanto la sorte potesse riservargli se lo avesse tenuto in Afghanistan, e quindi ritorna a casa dove ha altri due bambini da accudire. La notte prima di partire, dopo aver tenuto la testa del figlio appoggiata al suo petto più a lungo del solito, gli fa promettere tre cose che non deve assolutamente fare: usare droga, usare armi e rubare.</div><div>&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-19 16:09:23 UTC</pubDate>
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         <title>Capitolo 2: Pakistan - riassunto</title>
         <author>gabrieleurso</author>
         <link>https://padlet.com/gabrieleurso/t5j38tzyha6njbrc/wish/2560422557</link>
         <description><![CDATA[<div>Enaiat è un ragazzino sveglio ed affidabile e si dà subito da fare. Va da <em>kaka</em> Rahim, il proprietario del <em>samavat</em> e gli chiede di lavorare per lui. Il proprietario gli dice che non ha denaro per pagarlo, ma può dargli solo vitto e alloggio finché non trova un lavoro migliore. Il lavoro è duro e il ragazzino deve adattarsi a fare ogni genere di cose, anche le più disgustose, come pulire la fogna a cielo aperto che ogni tanto si intasa. Col passare del tempo gli viene affidato il compito di portare il tè nei negozi, compito che svolge sempre con grande diligenza. Uno dei negozianti, che lui chiama <em>osta sahib</em>, lo nota e gli propone di lavorare per lui: vendere mercanzie in strada, e per il lavoro gli offre di pagarlo con un quarto del guadagno sulla merce venduta. Accetta il lavoro e il giorno stesso avvisa <em>kaka</em> Rahim che, nonostante i timori del ragazzo, gli dice che ha fatto bene e gli offre anche il suo aiuto in caso di bisogno.</div><div>Così inizia il suo nuovo lavoro. Il primo giorno è un vero disastro, non riesce a vendere nulla e per giunta, a fine serata, alcuni ragazzini pashtun o forse beluci gli rubano un pacchetto di gomme da masticare e cominciano a deriderlo. Ma all’improvviso decine di ragazzini hazara accorrono da tutte le parti in sua difesa. Stringe amicizia con loro, in particolare con il capo, che si chiama Gioma, ma è soprannominato Sufi.</div><div>Così per un po’ di tempo continua con il lavoro di venditore di strada, e anche se non gli piace, ha almeno la compagnia dei suoi amici hazara. Inventa qualche espediente per vendere di più , ma la cosa lo angustia, perché contraria alle promesse che aveva fatto a sua madre.</div><div>Dopo una serie di esperienze spiacevoli, il ragazzo decide che non può più continuare in quel modo. Ha sentito parlare molto dell’Iran, del fatto che gli hazara sono bene accolti e possono facilmente trovare lavoro. Quindi si reca da kaka Rahim e gli chiede se può aiutarlo a partire, e questi gli fornisce un indirizzo di un trafficante di uomini. Parla del suo progetto con i suoi amici, e Sufi e qualcun altro decidono di partire con lui.</div><div>Si rivolgono al trafficante, ma non avendo soldi a sufficienza, viene loro proposto di ripagarlo una volta giunti in Iran, versando alcuni mesi del loro stipendio, e a trovare il lavoro provvederà lo stesso trafficante.</div><div>I ragazzi entusiasti accettano e viene organizzato il loro viaggio per l’Iran.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-19 16:14:54 UTC</pubDate>
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         <title>Capitolo 3: l’Iran - riassunto</title>
         <author>gabrieleurso</author>
         <link>https://padlet.com/gabrieleurso/t5j38tzyha6njbrc/wish/2560429237</link>
         <description><![CDATA[<div>Viaggiando dapprima comodamente in un autobus e poi stipati in un furgone, riescono a superare il confine e a raggiungere Kerman, una città in Iran, dove per qualche tempo rimangono in una casa insieme ad altri profughi. Poi vengono fatti salire su un treno che li porta fino a Qom e di qui raggiungono la città di Esfahān, dove iniziano a lavorare come muratori in un cantiere.</div><div>Il lavoro è duro e i ragazzi non lasciano mai il cantiere per paura della polizia. Dopo quattro mesi, come da accordi, il capocantiere smette di versare lo stipendio al trafficante e lo versa direttamente a loro.</div><div>È la prima volta che Ena guadagna così tanti soldi, e può ogni tanto comprarsi qualcosa per lui, ma non avendo molte occasioni per spendere danaro, lo mette quasi tutto da parte nascosto in una scatola.</div><div>Le cose vanno abbastanza bene per qualche tempo, ma poi diventano sempre più pericolose a causa dei controlli della polizia sempre più frequenti. Nel frattempo Sufi si è trasferito in un’altra città dove si sente più al sicuro.</div><div>Ena viene catturato diverse volte dalle forze dell’ordine e accompagnato al confine, ma poi riesce a ritornare. Una delle sue ultime disavventure ad un posto di blocco gli fa maturare l’idea di lasciare l’Iran e andare in Turchia.</div><div>&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-19 16:20:26 UTC</pubDate>
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         <title>Capitolo 4: la Turchia - riassunto</title>
         <author>gabrieleurso</author>
         <link>https://padlet.com/gabrieleurso/t5j38tzyha6njbrc/wish/2560435140</link>
         <description><![CDATA[<div>Da quando Enaiat è partito dal suo paese sono passati circa quattro anni e mezzo, dei quali un anno e mezzo trascorso in Pakistan e tre in Iran, ed è arrivato il momento in cui decide di partire per la Turchia.</div><div>Comincia a parlarne con alcuni amici fidati, e si rende conto che il viaggio è molto costoso, circa dieci stipendi.</div><div>Però un giorno uno dei suoi amici, insieme ad altri ragazzi, gli propongono di partire con loro e si offrono di pagargli il viaggio. Lo avvisa che sarebbe stato molto pericoloso, perché avrebbero dovuto attraversare a piedi le alte cime delle montagne.</div><div>Enaiat accetta la proposta e un giorno i ragazzi raccolgono le loro cose, chiedono la paga al datore di lavoro, e prendono un pullman di linea per Teheran. Qui vengono ospitati per due giorni a casa del cugino di uno degli amici, che fa da intermediario, e poi prendono un pullman che li porta al confine con la Turchia, fermando in una casetta dove si raccoglievano tutti i clandestini che volevano attraversare le montagne.</div><div>Il viaggio si rivela molto più duro e drammatico di quanto avrebbero mai potuto immaginare. Impiegano ventisei giorni per arrivare sulla cima della montagna che segna il confine con la Turchia, e delle settantasette persone partite, dodici mancano all’appello, morte lungo il viaggio.</div><div>Dopo alcuni giorni di discesa arrivano sul lago di Van dove li aspetta una prova ancora peggiore: vengono tutti stipati strettissimi nel doppio fondo di un camion, e qui viaggiano immobilizzati senza mai poter uscire per tre giorni.</div><div>Quando il camion arriva a destinazione, i clandestini non sono più in grado i muoversi e vengono scaricati dai camion come dei sacchi di cipolla e ammassati in un sotterraneo in attesa di riprendere le forze e dove sono tenuti prigionieri fino a quando viene confermato il pagamento da parte dei parenti.</div><div>Così Ena si trova in Turchia, dove però sembra che il lavoro sia molto più difficile da trovare che in Iran. Si arrangia con qualche lavoretto saltuario, ma ben presto si rende conto che non può avere un futuro in quella terra.</div><div>Viene a sapere da alcuni ragazzi afghani che intendono andare in Grecia, attraversando il mare con un gommone. Vorrebbe partire con loro ma non ha i soldi per pagarsi il viaggio. Allora ricorre ad un piccolo espediente per farsi pagare il viaggio, dicendo loro di saper parlare bene l’inglese di poter essere loro utile come interprete.</div><div>Con il trafficante di turno raggiungono in furgone la costa turca di fronte all’isola di Lesbo, e qui il loro accompagnatore consegna una scatola contenente un gommone.</div><div>Durante la traversata il mare si ingrossa e i ragazzi spaventati vengono sballottolati dalle onde. Ma la disgrazia si compie a causa di una grande nave, che passa vicino e solleva un’onda diversa dalle altre. Uno degli amici cade in mare che sparisce tragicamente fra le onde. Uno dei ragazzi dice che in mare ci sono i coccodrilli che uccidono e divorano gli uomini.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-19 16:25:09 UTC</pubDate>
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         <title>Capitolo 5: la Grecia - riassunto</title>
         <author>gabrieleurso</author>
         <link>https://padlet.com/gabrieleurso/t5j38tzyha6njbrc/wish/2560443414</link>
         <description><![CDATA[<div>Quando arrivano sulle coste greche, hanno subito problemi con la polizia, e dopo una fuga Enaiat rimane da solo. Una signora anziana lo ospita in casa sua, dove il ragazzo può rifocillarsi, fare un doccia, e alla fine riesce anche a trovare dei vestiti della sua taglia. La signora alla fine lo accompagna alla stazione dei pullman, gli compra il biglietto e gli regala 50 euro.</div><div>Così Ena riesce a raggiungere Mitilene sull’isola di Lesbo. Si reca al porto ma qui vede che ci sono altri ragazzi afghani che tentano di fare il biglietto per il traghetto, ma vengono cacciati. Tuttavia Ena si presente allo sportello e riesce a comprare un biglietto senza difficoltà.</div><div>Quando si imbarca sul traghetto, incredibilmente riconosce fra i passeggeri un suo vecchio amico, Jamal, che aveva conosciuto a Qom, in Iran. I due amici si riabbracciano e sbarcano insieme ad Atene. La loro fortuna è che ad Atene si stanno preparando le olimpiadi del 2004, ci sono un sacco di cantieri aperti, e hanno una fame disperata di manovalanza, per cui accettano anche lavoratori clandestini.</div><div>Enaiat quindi riesce a lavorare per due mesi, poi, una volta iniziati i giochi olimpici, non si trova più lavoro, e insieme agli altri ragazzi cominciano a pensare di ripartire per andare in una altro paese, il Regno Unito, la Norvegia, o forse l’Italia.</div><div>Tentano molte volte di intrufolarsi all’interno dei camion che sono al porto in procinto di imbarcarsi, ma vengono sempre pizzicati dai controllori.</div><div>Alla fine Ena, con un colpo di fortuna riesce a nascondersi in un tir, senza sapere dove fosse diretto.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-19 16:31:33 UTC</pubDate>
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         <title>Capitolo 6: Italia - riassunto</title>
         <author>gabrieleurso</author>
         <link>https://padlet.com/gabrieleurso/t5j38tzyha6njbrc/wish/2560449812</link>
         <description><![CDATA[<div>Dopo tre giorni di viaggio in nave, sbarca a Venezia, dove viene aiutato prima da due ciclisti che gli regalano venti euro, e poi da un ragazzo che lo porta in una chiesa, lo fa mangiare, lavare, gli procura dei vestiti puliti, e quando capisce che vuole andare a Roma, lo accompagna alla stazione e gli fa il biglietto per Roma.</div><div>Enaiat vuole andare a Roma perché c’è un posto dove si riuniscono molti afghani e qui spera di trovare il suo amico Payam. Comincia a chiedere a tutti e con un po’ di fortuna riesce qualcuno che gli dà le giuste indicazione, e alla fine il numero di telefono del suo amico. Lo chiama e viene a sapere che abita a Torino e quindi Enaiat riparte per raggiungerlo.</div><div>Riesce a trovare una sistemazione per tre giorni presso una famiglia, poi viene ospitato da Danila, una donna italiana che lavora per i Servizi Sociali.</div><div>A casa di Danila conosce il marito Marco, e i due figli Francesco e Matteo, e trascorre con loro dei giorni felici.</div><div>Dopo alcuni giorni Enaiat trova posto all’ufficio minori stranieri, ma la sua nuova sistemazione non gli piace per niente. Nel frattempo Danila ha fatto domanda per adottare il ragazzo, e qualche tempo dopo, ottenuta l’autorizzazione, chiede ad Enaiat di ritornare a vivere con loro, cosa che il ragazzo fa molto volentieri.</div><div>Riesce a contattare sua madre alla quale invia un lettera per rassicurarla, dicendo di aver trovato una splendida famiglia, e dopo due anni riceve il permesso di soggiorno.</div><div>Una volta sicuro di rimanere in Italia, per la prima volta, dopo otto anni, prova e riesce a contattare sua madre.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-19 16:36:36 UTC</pubDate>
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         <title>DESCRIZIONE DEL PROTAGONISTA</title>
         <author>gabrieleurso</author>
         <link>https://padlet.com/gabrieleurso/t5j38tzyha6njbrc/wish/2560472100</link>
         <description><![CDATA[<div>Enaiatollah Akbari è un ragazzino afghano di etnia hazara, vive a Nava con sua mamma e i suoi due fratelli. Ha circa dieci anni e viene abbandonato dalla madre per allontanarlo dall'Afghanistan, luogo troppo pericoloso per una bambino.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-19 16:54:58 UTC</pubDate>
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         <title>DESCRIZIONE DI QUALCHE PERSONAGGIO A TUA SCELTA</title>
         <author>gabrieleurso</author>
         <link>https://padlet.com/gabrieleurso/t5j38tzyha6njbrc/wish/2560542286</link>
         <description><![CDATA[<div>Mi&nbsp;piacerebbe descrivere la signora "'nonna" greca che secondo me è stata la più gentile e la più  altruista, perché quando ha visto  Enaiat nel suo giardino  non lo ha cacciato, ma lo ha accolto a casa sua, gli ha fatto fare una doccia, gli ha pagato il biglietto per un bus e gli ha regalato 50 euro.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-19 17:50:52 UTC</pubDate>
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         <title>DIFFERENZA TRA PASHTUN E HAZARA </title>
         <author>gabrieleurso</author>
         <link>https://padlet.com/gabrieleurso/t5j38tzyha6njbrc/wish/2560549313</link>
         <description><![CDATA[<div>La&nbsp;differenza tra Pashtun e Hazara oltre ad essere  fisica  è  riguardante alla religione infatti Pashtun sono musulmani sunniti e gli Hazara sono di fede musulmana sciita e appunto  per questi motivi le due popolazioni  si contrastano</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-19 17:56:40 UTC</pubDate>
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         <title>NOTIZIE SU ROTTE DI IMMIGRATI  CHE HANNO SEGUITO LA STESSA ROTTA DI ENAIAT</title>
         <author>gabrieleurso</author>
         <link>https://padlet.com/gabrieleurso/t5j38tzyha6njbrc/wish/2560550617</link>
         <description><![CDATA[<div>Un barcone partito dalla Turchia con circa 250 migranti a bordo, si è&nbsp; spezzato a neanche 100 metri&nbsp; dalla riva davanti alla costa calabrese di Cutro per ora i morti accertati sono 63 ma non se n'è ancora certi poiché il conteggio è destinato a crescere.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-19 17:57:49 UTC</pubDate>
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         <title>I CAMPI DI ACCOGLIENZA  TEMPORANEI.</title>
         <author>gabrieleurso</author>
         <link>https://padlet.com/gabrieleurso/t5j38tzyha6njbrc/wish/2560564973</link>
         <description><![CDATA[<div>In&nbsp;Italia sono attualmente  9 : Bari, Brindisi, Caltanissetta,  Gradisca d'Isonzo, Macumer, Palazzo San Gervasio, Torino,  Roma e Trapani. I posti disponibili  all'interno variano sempre ma si aggirano dai 500 ai 1.000, i dati dimostrano  che in questi  campi di accoglienza  siano transitati 5.174 migranti. </div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-19 18:09:47 UTC</pubDate>
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         <title>Cos&#39;è  una missione di pace </title>
         <author>gabrieleurso</author>
         <link>https://padlet.com/gabrieleurso/t5j38tzyha6njbrc/wish/2560572166</link>
         <description><![CDATA[<div>Una missione di pace è una missione di mantenimento&nbsp; della pace delle nazioni unite hanno lo scopo di aiutare i paesi colpiti da conflitti&nbsp; e creare le condizioni per una pacificazione stabile e sostenibile, il dipartimento  sede di tali operazioni si trova nel palazzo di vetro a New York e i paesi aiutati sono la Sierra leone in Congo , Eritrea ed Etiopia.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-19 18:16:09 UTC</pubDate>
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         <title>Parere personale </title>
         <author>gabrieleurso</author>
         <link>https://padlet.com/gabrieleurso/t5j38tzyha6njbrc/wish/2560582632</link>
         <description><![CDATA[<div>Il libro in se per sé mi è piaciuto abbastanza anche perché a me piacciono&nbsp; in generale i racconti di avventura&nbsp; e questo&nbsp; libro si avvicina molto a tale genere&nbsp; inoltre si può dire che informa su chi magari sa poco&nbsp; sulla tematica dell'immigrazione&nbsp; che dovrebbero&nbsp; conoscere secondo me tutti. Quel che penso io dell'immigrazione&nbsp; e molto&nbsp; confuso poiché&nbsp; credo che sia giusta perché&nbsp; riesce dare una via di fuga a delle persone&nbsp; che non hanno&nbsp; soldi&nbsp; e documenti&nbsp; per andare&nbsp; via con magari degli&nbsp; aerei ma allo&nbsp; stesso&nbsp; tempo sbagliata perché&nbsp; è un&nbsp; brutto&nbsp; modo per scappare&nbsp; poiché la maggior&nbsp; parte&nbsp; delle volte magari  muoiono i passeggeri  del gommone o della nave stessa dunque in conclusione  mi chiedo se ci sono altre vie per poter fare uscire questi migranti dalle proprie  terre senza farli soffrire e senza farli diventare glandestini</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-19 18:26:24 UTC</pubDate>
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