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      <title>Educazione civica - Arte by Micaela</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-11-28 10:27:05 UTC</pubDate>
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         <title>Lavoro di Martino e Giovanni </title>
         <author>8k9jtb96gb</author>
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         <pubDate>2022-11-28 10:43:02 UTC</pubDate>
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         <title>DA VAN GOGH  A MONET, LE PROTESTE CONTRO L&#39;ARTE DEGLI ATTIVISTI DI ULTIMA GENERAZIONI - Cappiello M. e Astarita M.</title>
         <author>cppmgv04l63l845k</author>
         <link>https://padlet.com/micaelarusso/t4v0nne7tztffot2/wish/2400016249</link>
         <description><![CDATA[<div>DECRETO&nbsp; LEGISLATIVO 22 GENNAIO 2004, n 42<br>Parte quarta - sanzioni<br>stabilisce le sanzioni da applicare alle violazione&nbsp; della legge<br><br><strong>Art. 169. Opere illecite</strong><br>1. E’ punito con l’arresto da sei mesi ad un anno e con l’ammenda da euro 775 a euro 38.734, 50:<br><br>a) chiunque senza autorizzazione demolisce, rimuove, modifica, restaura ovvero esegue opere di qualunque genere sui beni culturali indicati nell’articolo 10;<br>b) chiunque, senza l’autorizzazione del soprintendente, procede al distacco di affreschi, stemmi, graffiti, iscrizioni, tabernacoli ed altri ornamenti di edifici, esposti o non alla pubblica vista, anche se non vi sia stata la dichiarazione prevista dall’articolo 13;<br>c) chiunque esegue, in casi di assoluta urgenza, lavori provvisori indispensabili per evitare danni notevoli ai beni indicati nell’articolo 10, senza darne immediata comunicazione alla soprintendenza ovvero senza inviare, nel più breve tempo, i progetti dei lavori definitivi per l’autorizzazione.<br><br>2. La stessa pena prevista dal comma 1 si applica in caso di inosservanza dell’ordine di sospensione dei lavori impartito dal soprintendente ai sensi dell’articolo 28.<br><br>"Roma, gli attivisti di Ultima Generazione colpiscono ancora", "Gli attivisti per l'ambiente contro le opere d'arte", "Ultima generazione, gli attivisti si "attaccano" a un'altra opera d'arte": questi sono solo alcuni dei titoli che ultimamente invadono i Tg e internet.<br>Negli ultimi tempi si è ripreso a parlare degli atti vandalistici contro le opere d'arte a causa di ripetuti episodi ad opera di attivisti ambientali.&nbsp;<br>Quest'ultimi ,per attirare l'attenzione di tutta la popolazione riguardo alle problematiche ambientali, imbrattano e rovinano i quadri più celebri che l'umanità possiede.&nbsp;<br>A questo punto la domanda sorge spontanea: " vale la pena sacrificare il nostro patrimonio culturale per far sentire la propria voce?".<br>Le correnti di pensiero sono tante e variano dal dare ragione agli attivisti al denunciarli.<br>Se consideriamo il fatto che lo si fa per una giusta causa (salvaguardia dell'ambiente) si potrebbe anche giustificare questo comportamento, ma se consideriamo che di mezzo ci vanno&nbsp; alcune delle più grandi opere che il mondo ha conosciuto finora, possiamo dire che " il fine non giustifica il mezzo".<br>Questa battaglia si può combattere in modo diverso senza&nbsp; recare necessariamente danno a qualcuno, o in questo caso a qualcosa.<br>Prendiamo come esempio la giovane attivista Greta Thunberg che per farsi sentire ha partecipato a numerosi scioperi e conferenze diventando così la voce contro il cambiamento climatico e lo sviluppo sostenibile.<br>Di certo, non va condannata la nobiltà di questi attivisti che agiscono soltanto seguendo il loro credo&nbsp; e mettendo la faccia in quello che fanno.<br>Purtroppo le problematiche legate all'ambiente ci rincorrono da molti anni e sembra che noi corriamo molto più veloce di loro.<br>Forse tutto questo rovinare, imbrattare e ,in un certo senso "ridipingere", un Van Gogh o un Monet è solo un modo attirare l'attenzione ,in modo più incisivo e se vogliamo anche artistico, di quanta più persone possibile colpendo proprio quello che le accomuna, l'arte.<br>Ma sembra che tutto questo scalpore rimanga solo questo: un argomento di cui discutere esprimendo la propria opinione dietro ad uno schermo.<br>In sintesi di  quello appena detto&nbsp; "in che modo colpire fisicamente l'arte può aiutare il pianeta?".<br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-11-28 11:03:24 UTC</pubDate>
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         <title>“ Ragazza col turbante ”  Realizzato da Micaela Russo e Micaela Anna Mazzocca </title>
         <author>micaelarusso</author>
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         <description><![CDATA[<div>Gli attivisti, con indosso le magliette di ‘<strong>Just Stop Oil</strong>’, hanno imbrattato anche il celebre dipinto di , “<strong><em>La ragazza col turbante</em></strong>”, meglio conosciuto come “<strong><em>La ragazza con l’orecchino di perla</em></strong>”, che si trovava esposto al <em>Mauritshuis Museum all'Aja</em>, la capitale dell’Olanda. Secondo quanto reso noto dalle forze dell’ordine e dal museo, subito dopo l'attacco la polizia olandese ha arrestato due persone. Due ecologisti si sono incollati al dipinto e uno dei due ha lanciato una sostanza sconosciuta, che sembrerebbe però passata di pomodoro. Fortunatamente però l’opera d’arte in questione è protetta da un vetro e non dovrebbe essere stata danneggiata, come ha affermato il Mauritshuis in una dichiarazione all'AFP.<br>Nella Costituzione italiana esistono articoli a tutela dei beni culturali che attuano normative penali ed amministrative con lo scopo di sanzionare chi infrange la legge. <br><strong>Art. 163. Perdita di beni culturali</strong><br><strong>1.</strong> Se, il bene culturale non sia più rintracciabile o risulti uscito dal territorio nazionale, il trasgressore è tenuto a corrispondere allo Stato una somma pari al valore del bene.<br><br><strong>2.</strong> Se il fatto è imputabile a più persone queste sono tenute in solido al pagamento della somma.<br><br><strong>3. </strong>Se la determinazione della somma fatta dal Ministero non è accettata dall’obbligato, la somma stessa è determinata da una commissione composta di tre membri.<br><br><strong>Art. 169. Opere illecite</strong><br><strong>1. </strong>E’ punito con l’arresto da sei mesi ad un anno e con l’ammenda da euro 775 a euro 38.734, 50:<br><strong>a) </strong>chiunque senza autorizzazione demolisce, rimuove, modifica, restaura ovvero esegue opere di qualunque genere sui beni culturali indicati nell’articolo 10;<br><strong>b) </strong>chiunque, senza l’autorizzazione del soprintendente, procede al distacco di affreschi, stemmi, graffiti, iscrizioni, tabernacoli ed altri ornamenti di edifici, esposti o non alla pubblica vista, anche se non vi sia stata la dichiarazione prevista dall’articolo 13;<br><strong>c) </strong>chiunque esegue, in casi di assoluta urgenza, lavori provvisori indispensabili per evitare danni notevoli ai beni indicati nell’articolo 10, senza darne immediata comunicazione alla soprintendenza ovvero senza inviare, nel più breve tempo, i progetti dei lavori definitivi per l’autorizzazione.<br><br><strong>2. </strong>La stessa pena prevista dal comma 1 si applica in caso di inosservanza dell’ordine di sospensione dei lavori impartito dal soprintendente ai sensi dell’articolo 28.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-11-28 11:26:02 UTC</pubDate>
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         <title>EDUCAZIONE CIVICA (Chiara Chirico e Anna Cinque)</title>
         <author>chrchr04c49g813u</author>
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         <description><![CDATA[<div>Articolo 1<br>Principi<br>1. In attuazione dell’articolo 9 della Costituzione, la Repubblica tutela e valorizza il patrimonio culturale in coerenza con le attribuzioni di cui all’articolo 117 della Costituzione e secondo le disposizioni del presente codice.<br>2. La tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale concorrono a preservare la memoria della comunita’ nazionale e del suo territorio e a promuovere lo sviluppo della cultura.<br>3. Lo Stato, le regioni, le citta’ metropolitane, le province e i comuni assicurano e sostengono la conservazione del patrimonio culturale e ne favoriscono la pubblica fruizione e la valorizzazione.<br>4. Gli altri soggetti pubblici, nello svolgimento della loro attivita’, assicurano la conservazione e la pubblica fruizione del loro patrimonio culturale.<br>5. I privati proprietari, possessori o detentori di beni appartenenti al patrimonio culturale ((, ivi compresi gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti, )) sono tenuti a garantirne la conservazione.<br>6. Le attivita’ concernenti la conservazione, la fruizione e la valorizzazione del patrimonio culturale indicate ai commi 3, 4 e 5 sono svolte in conformita’ alla normativa di tutela.<br>&nbsp;<br>Articolo 2<br>Patrimonio culturale<br>1. Il patrimonio culturale e’ costituito dai beni culturali e dai beni paesaggistici.<br>2. Sono beni culturali le cose immobili e mobili che, ai sensi degli articoli 10 e 11, presentano interesse artistico, storico, archeologico, etnoantropologico, archivistico e bibliografico e le altre cose individuate dalla legge o in base alla legge quali testimonianze aventi valore di civilta’.<br>3. Sono beni paesaggistici gli immobili e le aree indicati all’articolo 134, costituenti espressione dei valori storici, culturali, naturali, morfologici ed estetici del territorio, e gli altri beni individuati dalla legge o in base alla legge.<br>4. I beni del patrimonio culturale di appartenenza pubblica sono destinati alla fruizione della collettivita’, compatibilmente con le esigenze di uso istituzionale e sempre che non vi ostino ragioni di tutela.<br>&nbsp;<br>Articolo 3<br>Tutela del patrimonio culturale<br>1. La tutela consiste nell’esercizio delle funzioni e nella disciplina delle attivita’ dirette, sulla base di un’adeguata attivita’ conoscitiva, ad individuare i beni costituenti il patrimonio culturale ed a garantirne la protezione e la conservazione per fini di pubblica fruizione.<br>2. L’esercizio delle funzioni di tutela si esplica anche attraverso provvedimenti volti a conformare e regolare diritti e comportamenti inerenti al patrimonio culturale.<br>&nbsp;<br>Articolo 4<br>Funzioni dello Stato in materia di tutela del patrimonio culturale<br>1. Al fine di garantire l’esercizio unitario delle funzioni di tutela, ai sensi dell’articolo 118 della Costituzione, le funzioni stesse sono attribuite al Ministero per i beni e le attivita’ culturali, di seguito denominato “Ministero”, che le esercita direttamente o ne puo’ conferire l’esercizio alle regioni, tramite forme di intesa e coordinamento ai sensi dell’articolo 5, commi 3 e 4. Sono fatte salve le funzioni gia’ conferite alle regioni ai sensi ((del comma 6)) del medesimo articolo 5.<br>2. Il Ministero esercita le funzioni di tutela sui beni culturali di appartenenza statale anche se in consegna o in uso ad amministrazioni o soggetti diversi dal Ministero.<br>&nbsp;<br>Articolo 5<br>Cooperazione delle regioni e degli altri enti pubblici territoriali in materia di tutela del patrimonio culturale<br>1. Le regioni, nonche’ i comuni, le citta’ metropolitane e le province, di seguito denominati “altri enti pubblici territoriali”, cooperano con il Ministero nell’esercizio delle funzioni di tutela in conformita’ a quanto disposto dal Titolo I della Parte seconda del presente codice.<br>2. ((COMMA ABROGATO DAL D.L. 19 GIUGNO 2015, N. 78, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 6 AGOSTO 2015, N. 125)).<br>3. Sulla base di specifici accordi od intese e previo parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, di seguito denominata “Conferenza Stato-regioni”, le regioni possono esercitare le funzioni di tutela su ((manoscritti, autografi, carteggi, incunaboli, raccolte librarie, libri, stampe e incisioni,)) carte geografiche, spartiti musicali, fotografie, pellicole o altro materiale audiovisivo, con relativi negativi e matrici, non appartenenti allo Stato.<br>4. Nelle forme previste dal comma 3 e sulla base dei principi di differenziazione ed adeguatezza, possono essere individuate ulteriori forme di coordinamento in materia di tutela con le regioni che ne facciano richiesta.<br>5. Gli accordi o le intese possono prevedere particolari forme di cooperazione con gli altri enti pubblici territoriali.<br>6. Le funzioni amministrative di tutela dei beni paesaggistici sono esercitate dallo Stato e dalle regioni secondo le disposizioni di cui alla Parte terza del presente codice, in modo che sia sempre assicurato un livello di governo unitario ed adeguato alle diverse finalita’ perseguite.<br>7. Relativamente alle funzioni esercitate dalle regioni ai sensi dei ((commi 3, 4, 5 e 6)), il Ministero esercita le potesta’ di indirizzo e di vigilanza e il potere sostitutivo in caso di perdurante inerzia o inadempienza.<br>&nbsp;<br>Articolo 6<br>Valorizzazione del patrimonio culturale<br>1. La valorizzazione consiste nell’esercizio delle funzioni e nella disciplina delle attivita’ dirette a promuovere la conoscenza del patrimonio culturale e ad assicurare le migliori condizioni di utilizzazione e fruizione pubblica del patrimonio stesso, (( anche da parte delle persone diversamente abili, ))al fine di promuovere lo sviluppo della cultura . Essa comprende anche la promozione ed il sostegno degli interventi di conservazione del patrimonio culturale.<br>(( In riferimento al paesaggio, ))la valorizzazione comprende altresì la riqualificazione degli immobili e delle aree sottoposti a tutela compromessi o degradati, ovvero la realizzazione di nuovi valori paesaggistici coerenti ed integrati.<br>2. La valorizzazione e’ attuata in forme compatibili con la tutela e tali da non pregiudicarne le esigenze.<br>3. La Repubblica favorisce e sostiene la partecipazione dei soggetti privati, singoli o associati, alla valorizzazione del patrimonio culturale.<br>&nbsp;<br>Articolo 7<br>Funzioni e compiti in materia di valorizzazione del patrimonio culturale<br>1. Il presente codice fissa i principi fondamentali in materia di valorizzazione del patrimonio culturale. Nel rispetto di tali principi le regioni esercitano la propria potesta’ legislativa.<br>2. Il Ministero, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali perseguono il coordinamento, l’armonizzazione e l’integrazione delle attivita’ di valorizzazione dei beni pubblici<br>&nbsp;<br>Articolo 9<br>Beni culturali di interesse religioso<br>1. Per i beni culturali di interesse religioso appartenenti ad enti ed istituzioni della Chiesa cattolica o di altre confessioni religiose, il Ministero e, per quanto di competenza, le regioni provvedono, relativamente alle esigenze di culto, d’accordo con le rispettive autorita'<br><br>&nbsp;Tutto è iniziato a maggio al Louvre di Parigi. Il 29 maggio alcuni giovani attivisti, al grido di Salviamo il Pianeta, hanno lanciato una torta sulla celebre opera d’arte di Leonardo Da Vinci, ospite del museo parigino. Nessuna conseguenza per il quadro in questione, dal momento che questi dipinti vengono sempre protetti da vetri blindati che servono a proteggerli da atti vandalici. Piccoli danni alla cornice della Gioconda, invece, sono stati registrati dalla struttura artistica di Parigi&nbsp;<br>Il decreto legislativo spiega molto dettagliatamente le norme vigenti del patrimonio culturale è inammissibile compiere atti vandalici sulle opere che per noi sono un patrimonio culturale, Ovviamente chi compie questi determinati atti vengono sanzionati.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-11-28 14:57:32 UTC</pubDate>
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         <title>Lavoro Delfina Ferraro e Vittoria Esposito</title>
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         <pubDate>2022-11-28 16:48:21 UTC</pubDate>
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         <title>Aiello Claudia, Locria Francesca e Iaccarino Giorgia </title>
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         <description><![CDATA[<div>&nbsp;A cosa rimanda danneggiare le tele dove i geni della pittura hanno dato luce alla loro inimitabile fantasia?.<br>Lo smisurato accanimento, spesso per causa individuale, rende ancora più allarmanti gli attacchi di natura politica e sociale sulle opere d’arte.&nbsp;<br>È pur vero che non tutti i danni inflitti all’arte sono intenzionali ed infatti può accadere che un movimento incontrollato possa causare danni fatali. Per gli assicuratori di opere d’arte, gli atti vandalici sono imprevedibili per le forze di sicurezza. Se un vandalo decide di danneggiare un’opera d’arte, probabilmente non c’è alcun modo per fermarlo, a meno che l’opera sia protetta, anche se perderebbe lo scopo originario di avvicinare il più possibile il pubblico a questi oggetti. Possiamo ridurre le probabilità che un fatto del genere accada e fornire le precauzioni fisiche per mitigare i danni potenziali, ad esempio si potrebbe insistere con i controlli delle borse ma non può essere “la soluzione”, per cui non bisognerebbe farci troppo affidamento.&nbsp;<br>Le opere di Monet, Van Gogh, Constable, Boccioni, Vermeer, Goya,sono le principali vittime degli attacchi di questi mesi inflitti dagli attivisti per il clima e per la difesa ambientale.<br>Questi ultimi fanno uso di una forma alquanto insolita per sensibilizzare sul tema.<br>“Il nostro non è vandalismo, ma il grido di allarme di cittadini disperati che non si rassegnano ad andare incontro alla distruzione del Pianeta e, con esso, della propria vita”, questo è ciò che dichiarano. La protesta ambientalista è iniziata lo scorso 29 maggio al Louvre&nbsp;di Parigi, dove alcuni giovani attivisti, al grido di “Salviamo il Pianeta”, hanno lanciato una torta sulla Gioconda di Leonardo da Vinci, ovviamente è stato un incidente senza conseguenze, come quasi tutti gli altri che sono seguiti…<br>Il 23 tocca al Pagliaio di Monet, colpito da due attivisti di ultima generazione al Museo Barberini di Potsdam, in Germania, lanciandogli contro del purè di patate. Il 27 ottobre viene colpito il capolavoro di Vermeer, La ragazza con l'orecchino di perla, esposta all'Aja nel museo Mauritshuis.&nbsp;<br>Il fine degli attivisti è far prendere al popolo conoscenza del vero problema: il cambiamento climatico che ci porterà fame, siccità e migrazioni.&nbsp;<br>Con questi gesti innocui ma spettacolari, gli ambientalisti pensano di scuotere la società dal suo torpore. Purtroppo, gli unici a rimanere scossi dal lancio di una zuppa contro il vetro dei Girasoli di Van Gogh, danno attutato dai militanti ecologisti di “Just Stop Oil”, sono stati i visitatori del museo. Ma anche costoro, più&nbsp; che interessarsi all’emergenza ambientale, finiranno per associare l’atto al ricordo di un sopruso.  L’attivismo dovrebbe svolgersi in maniera diversa seguendo l’esempio della giovane Greta Thunberg, nota per le sue manifestazioni regolari&nbsp;tenute davanti al Riksdag a Stoccolma&nbsp; che hanno attirato l’attenzione del popolo senza creare danni, poiché ad ora anche un inquinatore seriale finisce per sentirsi innocente. Fortunatamente le opere citate non hanno riportato danni permanenti ma in caso ciò avvenisse è necessario che gli autori dell’atto vengano sanzionati ai sensi degli articoli 160 e 169 del Decreto Legislativo 42 del 22 gennaio 2004 :<br>• il Ministero ordina al responsabile l’esecuzione a sue spese delle opere necessarie alla reintegrazione.<br>•Se la determinazione della somma, fatta dal Ministero, non è accettata dall’obbligato, la somma stessa è determinata da una commissione composta di tre membri da nominarsi uno dal Ministero, uno dall’obbligato e un terzo dal presidente del tribunale. Le spese relative sono anticipate dall’obbligato.&nbsp;<br>•Sono puniti con l’arresto da sei mesi ad un anno e con l’ammenda da euro 775 a euro 38.734,50.&nbsp;<br>1)Coloro che senza autorizzazione demoliscono, rimuovono, modificano, restaurano ovvero eseguono opere di qualunque genere sui beni culturali.<br>2)Chiunque che senza l’autorizzazione del soprintendente, procede al distacco di affreschi, stemmi, graffiti, iscrizioni, tabernacoli ed altri ornamenti di edifici, esposti o non alla pubblica vista.<br>3)Chiunque esegue, in casi di assoluta urgenza, lavori provvisori indispensabili per evitare danni notevoli ai beni, senza darne immediata comunicazione alla soprintendenza ovvero senza inviare, nel più breve tempo, i progetti dei lavori definitivi per l’autorizzazione.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-11-28 20:31:03 UTC</pubDate>
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         <title>Arte e stato (Apreda Raffaela e Casa V.)</title>
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         <description><![CDATA[<div>Lo stato italiano si è dotato di un codice dei beni culturali e paesaggistici emanato con decreto legislativo il 22 gennaio 2004.<br>Si tratta di un corpo organico di disposizioni in materia di beni paesaggistici e culturali che affronta nelle sue 5 parti tutte le problematiche del settore.<br>1 parte=&nbsp; enuncia le disposizioni generali che stanno alla base del provvedimento legislativo.<br>2 parte= riguarda le norme relative alla tutela e alla valorizzazione dei beni culturali&nbsp;<br>3 parte= tutela, pianificazione e gestione dei beni paesaggistici&nbsp;<br>Ì parte= le sanzioni da applicare a chi viola la legge.<br>Il compito di applicare le norme contenute nel codice è affidato al ministero dei beni culturali e ambientali (istituito nel '75).<br>Opera attraverso i suoi organi centrali e territoriali sui campi de: l'archeologia, etnoantropologici, paesaggistici,librari, cinema e spettacolo.<br><br></div><div><br><br><strong>IMBRATTAMENTO CLIMATICO</strong></div><div>decine di giovani e meno giovani ambientalisti di bloccare il traffico cittadino nell’ora di punta o di compiere atti vandalici come quello di ieri a Milano, dove hanno imbrattato di farina una delle famose Art Cars di Andy Warhol esposta alla Fabbrica del Vapore. La spiegazione degli imbrattatori è nota: il popolo bue, cioè noi, si distrae con i rolex di Totti e le discussioni sulla Moratti per non prendere coscienza del vero problema, quel cambiamento climatico che ci porterà fame, siccità e migrazioni.Con questi gesti innocui ma spettacolari, loro pensano di scuoterci dal nostro torpore. Purtroppo, gli unici a rimanere scossi dal lancio di una zuppa di verdura contro il vetro di un Van Gogh sono i visitatori del museo. Ma anche costoro, lungi dall’interessarsi di più all’emergenza ambientale, finiranno per associarla al ricordo di un sopruso. modello efficace di comunicazione gli ambientalisti lo avrebbero in casa: Greta Thunberg, che ha saputo catturare l’attenzione del mondo intero semplicemente sedendosi su un gradino del Parlamento svedese con un cartello in mano. Bastava guardarla per sentirsi in colpa.</div><div>Monet, Van Gogh, Constable, Boccioni, Vermeer, Goya: sono le vittime illustri degli attacchi di questi mesi contro quadri, sculture, opere straordinarie d’inestimabile valore colpite dagli attivisti per il clima e per la difesa dell’ambiente. Capolavori della storia dell’arte, custoditi in musei o esposti in mostre temporanee, presi di mira da giovani militanti (i gruppi sono Just Stop Oil, Extinction Rebellion e la sua “divisione” italiana Ultima generazione). Si tratta di un movimento trasversale, europeo, fatto di paladini schierati – meritoriamente – per l’ambientalismo e l’ecologia.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-12 14:04:16 UTC</pubDate>
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