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      <title>La FAMIGLIA per i padri della costituzione italiana by giupina</title>
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      <description></description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2015-01-03 15:46:49 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>


 
  
  La costituzione italiana
  
 


</title>
         <author>acidjuicy</author>
         <link>https://padlet.com/acidjuicy/famiglia/wish/45055444</link>
         <description><![CDATA[<br>La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. (art. 29)]]></description>
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         <pubDate>2015-01-03 15:46:49 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Famiglia e matrimonio nella
costituzione italiana: un ossimoro?</title>
         <author>acidjuicy</author>
         <link>https://padlet.com/acidjuicy/famiglia/wish/45055455</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2015-01-03 15:46:49 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>società</title>
         <author>acidjuicy</author>
         <link>https://padlet.com/acidjuicy/famiglia/wish/45055532</link>
         <description><![CDATA[<p>"Quando infatti si dice organismo naturale, o società naturale, traducendo quel termine tecnico latino che è la<i>societas naturalis</i>, si vuole intendere un organismo di diritto naturale, si vuole affermare cioè che esiste una struttura fra i rapporti familiari, la quale è connaturata alla natura spirituale, libera, ma associata, dell'uomo."</p><p>Giorgio La Pira</p>]]></description>
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         <pubDate>2015-01-03 15:51:07 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Naturale: prima dello stato, indipendentemente dallo stato</title>
         <author>acidjuicy</author>
         <link>https://padlet.com/acidjuicy/famiglia/wish/45055639</link>
         <description><![CDATA[<br><p>"Qui, onorevoli colleghi, abbiamo la restaurazione del diritto naturale sulla forma positiva. Il concetto è evidente: prima dello Stato, indipendente dallo Stato, esiste un diritto acquisito dei cittadini, e della famiglia in particolare, che resiste al diritto dello Stato, di fronte al quale lo Stato non ha libertà di scelta; nel quale, quindi, il diritto dello Stato non può e non deve intervenire; e, ove lo faccia, lo farà in virtù della forza di coazione di cui è munito, ma violando il diritto. <br></p><p>Non dimentichiamo, onorevoli colleghi, l'articolo 147 del Codice civile fascista, ove si diceva che l'educazione e la istruzione della prole devono essere conformi al sentimento nazionale fascista: il che significava che i genitori italiani, per essere in regola con la legge, dovevano educare i loro figliuoli a detestare la libertà e a servire l'oppressione. Queste sono le aberrazioni a cui può arrivare una legislazione, quando dimentichi che la famiglia è una società di diritto naturale."</p><p>Lodovico Benvenuti</p>]]></description>
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         <pubDate>2015-01-03 15:57:45 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Bozze: costituita sul matrimonio indissolubile</title>
         <author>acidjuicy</author>
         <link>https://padlet.com/acidjuicy/famiglia/wish/45055716</link>
         <description><![CDATA[<p>«Lo Stato riconosce la 
famiglia, costituita dal matrimonio indissolubile, come nucleo naturale, 
originario e fondamentale della società, e tutela l'adempimento della sua 
funzione».</p><p>Vittorio Badini Confalonieri</p>]]></description>
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         <pubDate>2015-01-03 16:01:28 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>società o cellula?</title>
         <author>acidjuicy</author>
         <link>https://padlet.com/acidjuicy/famiglia/wish/45055783</link>
         <description><![CDATA[<p>"Per questo l'emendamento che io propongo 
inizia con l'espressione: «Lo Stato riconosce la famiglia», e la riconosce non 
già come società, anche con il correttivo di «naturale», ma come nucleo 
naturale, originario e fondamentale della società. <br></p><p>«Società» è un'espressione più limitata che non quella di «associazione». «Società» è un termine che noi assumiamo in prestito dal linguaggio giuridico, e che quindi non ci dà quel senso di sacro, per molti; per gli altri, quanto meno di umanamente altissimo, che è nel concetto della famiglia. Quindi, non una società. «Società», ripeto, è un termine preso a prestito dalla terminologia giuridica soprattutto commerciale, che troppo ci avvicina ad altra espressione giuridica commerciale, quella di contratto. <br></p><p>Ma noi non intendiamo la famiglia come un contratto; ond'è 
che la società è il contratto in base al quale due o più persone si accordano al 
fine di, ecc. È sufficiente a tale proposito ricordare, se si trattasse di 
contratto, che come il contratto si costituisce, il contratto si scioglie; oltre 
che il senso umano, e, mi si consenta, sacro, manca in codesta definizione la 
possibilità di comprendervi quel carattere di indissolubilità che noi vogliamo 
affermare e che per me è fondamentale, insisto, consostanziale al matrimonio e che il matrimonio distingue e diversifica da ogni contratto."</p><p>Vittorio Badini Confalonieri</p>]]></description>
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         <pubDate>2015-01-03 16:05:41 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Divorzio</title>
         <author>acidjuicy</author>
         <link>https://padlet.com/acidjuicy/famiglia/wish/45056031</link>
         <description><![CDATA[<p>D'altronde è bene dire che non sono consentite 
le soluzioni intermedie in questo campo; o si è per il matrimonio indissolubile 
o per il divorzio.</p>
<p>Coloro che aspirano ad una soluzione 
intermedia, ad un divorzio sì, ma molto limitato, quelli sono nell'utopia; 
quando si consenta il divorzio, i limiti che vi si pongano sono contingenti, 
transitori; si manifesta ineluttabilmente la tendenza a modificare la legge in 
senso più largo, sino a giungere al divorzio per semplice consenso, sino ad 
ammetterlo per semplice volontà di uno dei coniugi; sino a consentirlo in forme 
che addirittura contraddicono alla pubblica moralità, secondo il concetto nostro 
europeo.
</p><p>È inutile recriminare di poi: il fatto è la 
conseguenza delle premesse, e chi non vuole consentire, non deve volere le 
premesse, perché se quelle premesse sono poste, si addiviene a quelle 
conseguenze.</p>Per questa considerazione, posso anche ritenere 
superfluo di confutare i motivi che i fautori del divorzio pongono a base delle 
loro argomentazioni, e che si possono così raggruppare: cause legali, quali per 
esempio la condanna, soprattutto la condanna all'ergastolo; cause morali, come 
l'adulterio; cause fisiologiche, come le malattie, soprattutto contagiose ed in 
ispecie l'<i>impotentia perpetua</i>. <br><br>Ora tutte queste cause, che i fautori del 
divorzio portano, come elementi a favore della loro tesi, sono viziate da un 
errore di principio: la valutazione unilaterale che essi danno e in base alla 
quale si considerano soltanto i diritti del coniuge offeso, e non il rovescio 
della medaglia: quei doveri che egli ha spontaneamente assunto all'atto del 
matrimonio e che proprio nel momento nel quale diventerebbero effettiva 
manifestazione della mutua assistenza imposta ai coniugi, egli potrebbe a tutto 
agio scuotersi di dosso col divorzio.<br><br>Vittorio Badini Confalonieri]]></description>
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         <pubDate>2015-01-03 16:20:59 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Siamo ben lontani da quei tempi</title>
         <author>acidjuicy</author>
         <link>https://padlet.com/acidjuicy/famiglia/wish/45056676</link>
         <description><![CDATA[<br><p>"Siamo ben lontani da quei tempi (lo dico 
purtroppo con amarezza, perché quei tempi coincidevano col periodo della mia 
giovinezza, che è superata da gran tempo) in cui si diceva che «l'amore deve 
essere libero», che «l'appagamento dell'istinto sessuale è un affare personale 
di ciascun individuo», che «deve essere soppresso ogni regime matrimoniale», che 
«deve essere affermato l'assoluto disinteresse dello Stato nei riguardi delle 
relazioni intercedenti fra maschio e femmina», che «la famiglia è una 
istituzione borghese», ecc. Questi evidenti errori non si ripetono più, perché è 
accaduto nella famiglia quello che accade di tutte le istituzioni che seguono le 
leggi di natura, che quanto più sono colpite, ferite, combattute, tanto più 
resistono e dimostrano così la loro forza e la loro vitalità."</p><p>Umberto Merlin</p>]]></description>
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         <pubDate>2015-01-03 16:57:05 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Non è un fatto, la famiglia, ma è appunto un
ordinamento giuridico e quindi qui «naturale» sta per «razionale».</title>
         <author>acidjuicy</author>
         <link>https://padlet.com/acidjuicy/famiglia/wish/45195571</link>
         <description><![CDATA[<br><p><a><u>Moro</u></a><span> ricorda che la formula: <br></span></p><p><span>La «famiglia è una società naturale» fu adottata dalla prima Sottocommissione
quasi all'unanimità. Precisa che essa fu proposta dall'onorevole Togliatti, il
quale, dopo discussione, concordò su questo punto che nella Costituzione si
dovesse dichiarare il carattere naturale della famiglia in quanto società. E
poiché da taluni si obietta che si verrebbe a inserire nella Carta
costituzionale una definizione, precisa che, sostanzialmente, non è affatto una
definizione, anche se ne ha la forma esterna, in quanto si tratta in questo
caso di definire la sfera di competenza dello Stato nei confronti di una delle
formazioni sociali alle quali la persona umana dà liberamente vita.</span><span></span>
</p><p><a>La famiglia è una società naturale. Che significa questa espressione? Escluso che qui «naturale» abbia un significato zoologico o animalesco, o accenni ad un legame puramente di fatto, non si vuol dire con questa formula che la famiglia sia una società creata al di fuori di ogni vincolo razionale ed etico. Non è un fatto, la famiglia, ma è appunto un ordinamento giuridico e quindi qui «naturale» sta per «razionale».</a><span></span>
</p><p>D'altra parte, non si vuole escludere che la famiglia abbia un suo processo di formazione storica, né si vuole negare che vi sia un sempre più perfetto adeguamento della famiglia a questa razionalità nel corso della storia; ma quando si dice: «società naturale» in questo momento storico si allude a quell'ordinamento che, perfezionato attraverso il processo della storia, costituisce la linea ideale della vita familiare.
</p><p>Quando si afferma che la famiglia è una «società naturale», si intende qualche cosa di più dei diritti della famiglia. Non si tratta soltanto di riconoscere i diritti naturali alla famiglia, ma di riconoscere la famiglia come società naturale, la quale abbia le sue leggi e i suoi diritti di fronte ai quali lo Stato, nella sua attività legislativa, si deve inchinare. Vi è naturalmente un potere legiferante dello Stato che opera anche in materia familiare; ma questo potere ha un limite precisamente in questa natura sociale e naturale della famiglia.</p>]]></description>
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         <pubDate>2015-01-05 23:53:04 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Uno Stato totalitario
ed invadente, che vigila l&#39;essere umano dalla sua nascita</title>
         <author>acidjuicy</author>
         <link>https://padlet.com/acidjuicy/famiglia/wish/45195901</link>
         <description><![CDATA[<br><p><u>Mastrojanni</u>. [...] Ciò altamente onora
lo Stato e siamo tutti perfettamente d'accordo; ma quando lo Stato, oltre alla
protezione alla maternità e all'infanzia, s'ingerisce anche nell'educazione e
nella protezione della gioventù, attraverso gli organismi che lo Stato a tal
uopo crea o favorisce, esorbita dalle sue funzioni, per modellare sulle sue
concezioni politiche particolaristiche la gioventù che a tale dominio ha
diritto di non essere assoggettata.</p>[...]
Il legislatore futuro deve uniformarsi agli imperativi
categorici della Costituzione e gli imperativi categorici rappresentano la
legge fondamentale alla quale deve essere orientata tutta la futura
legislazione e se, per ipotesi, onorevoli colleghi, domani un partito politico
prevalente, che ha determinati orientamenti, determinati programmi filosofici,
materialistici, economici o idealistici, intenderà di perseguire quelle
finalità che la Costituzione gli consente, ed attua praticamente quanto la
Costituzione afferma, noi potremmo trovarci di fronte ad uno Stato totalitario
ed invadente, che vigila l'essere umano dalla sua nascita, vigila la famiglia
per stabilire se adempie e soddisfa quelle esigenze sociali, economiche e
morali che impone in coerenza a quegli orientamenti politici prevalenti. La
stessa persona poi lo Stato controlla nella sua ascesa e nella sua formazione,
la inserisce nelle comunità naturali, e poi nelle formazioni sociali che lo
Stato protegge e sorveglia, e di poi gli appresta i mezzi materiali per formare
la famiglia. La vicenda si ripete, di modo che questo essere vivente non ha più
gli attributi della libertà, non sente le responsabilità del proprio io, non
assurge alla dignità della sua persona, non sente il pungolo del bisogno, non
si adopera per superare gli ostacoli, ma si adagia supinamente nella rete di
provvidenze, che da un punto di vista sociale, possono soddisfare gli interessi
economici dell'uomo, gli interessi materialistici dell'uomo, ma sopprimono in
lui la libertà, la coscienza, la individualità, l'iniziativa e lo rendono una
macchina priva di quella divina scintilla dell'intelligenza, che sola può farlo
assurgere alle più alte dignità umane e consentirgli di portare il contributo
della sua opera e della sua saggezza, attinta nella emulazione e nello sforzo
individuale con spirito di iniziativa, che non deve essere soffocato e
soddisfatto da esigenze di carattere esclusivamente materialistico.]]></description>
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         <pubDate>2015-01-06 00:05:35 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Non
possono coesistere due volontà perfettamente eguali e contrarie</title>
         <author>acidjuicy</author>
         <link>https://padlet.com/acidjuicy/famiglia/wish/45196422</link>
         <description><![CDATA[<br><p>L'autorizzazione
maritale, la tanto deprecata autorizzazione maritale della relazione presentata
dall'onorevole Iotti, è istituto che è stato abolito dal Governo liberale del
1919, e che quell'abolizione fosse conforme al nostro costume è dimostrato dal
fatto che neppure il fascismo ha osato ripristinarla. La donna ha proseguito
nel giusto cammino della sua emancipazione; ed oggi ha piena, assoluta parità
di diritti, anche politici, come è affermazione categorica dell'articolo 9
della Costituzione, che più alcuno intende porre in discussione. Ma
l'affermazione di principio, come è formulata nel progetto sottoposto al nostro
esame, è in una forma che direi eccessivamente drastica, un'affermazione
campata in aria, che non risponde a verità storica né a possibilità giuridica.</p>

Qualora sorga dissenso fra i coniugi, per esempio, al
riguardo della patria potestà, al riguardo della fissazione del domicilio, al
riguardo di tanti altri problemi che nella vita coniugale sono diuturni, non
possono coesistere due volontà perfettamente eguali e contrarie: si
eliderebbero. Nessuno intende sancire uno stato di inferiorità; ma non ci si
può nascondere la necessità, secondo le leggi civili vigenti, di statuire la
prevalenza dell'una o dell'altra volontà nell'interesse comune e in quello
superiore della famiglia. L'argomento è complesso ed esorbita dai limiti di una
Costituzione: ad essa rimane il compito dell'affermazione di principio relativa
all'eguaglianza, così come recita l'emendamento proposto «nei limiti stabiliti
dal bene comune della famiglia, dalla mutua assistenza, dagli interessi della
prole». <br><p>Badini Confalonieri</p>]]></description>
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         <pubDate>2015-01-06 00:22:32 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title> Titolare della potestà patria è
il padre, e solo in via sussidiaria la madre</title>
         <author>acidjuicy</author>
         <link>https://padlet.com/acidjuicy/famiglia/wish/45196521</link>
         <description><![CDATA[<br><p>Nell'articolo 24 si dice che «il matrimonio è basato
sull'eguaglianza morale e giuridica dei coniugi». Mi permetto di fare qualche
riserva su questo concetto, non in quanto io voglio riferirmi ad una eventuale
condizione di inferiorità dell'un coniuge rispetto all'altro, ma in quanto
intendo riferirmi a quel concetto di ordinamento gerarchico che è insito in
ogni organismo, e che, quindi, è proprio della famiglia. Concetto gerarchico,
di cui nell'articolo non è cenno di sorta, poiché esso si limita ad affermare
l'eguaglianza giuridica e morale dei coniugi come base del matrimonio. La mia
riserva è, dunque, del tutto giustificata perché, chi bene guardi, il concetto
gerarchico è come scolpito, quando si dice che il marito è il capo della
famiglia, che la moglie segue la condizione civile di lui, che ne assume il
cognome e che è obbligata ad avere la stessa residenza del marito.
</p><p>Pertanto, se si può affermare l'eguaglianza giuridica in
rapporto agli obblighi dell'assistenza, della fedeltà e della coabitazione, che
sono innegabilmente obblighi reciproci, non si può, invece, affermarla per
tutti gli altri rapporti che derivano dal matrimonio. Eccovi un esempio.</p>Quando si dice che il marito è il titolare del domicilio,
tale titolarità non è meramente nominale, ma ad essa corrisponde, nel caso di
violazione del domicilio, un diritto, che può essere esercitato dalla moglie
solo quando non possa essere esercitato dal titolare.

<p>Del pari, titolare della potestà patria è il padre, e
solo in via sussidiaria la madre, onde la rappresentanza legale di figli minori
spetta al padre, come gli spetta anche il diritto di querela per i reati
commessi in danno dei minori stessi. È evidente, adunque, che nello svolgimento
dei rapporti familiari il concetto dell'ordinamento gerarchico della famiglia
stabilisce necessariamente una differenza giuridica, se non morale.</p>Rappresentanza, nel suo molteplice contenuto: in
giudizio, nell'accettazione di una eredità, nell'accettazione di una donazione,
e simili. Questo diritto è riconosciuto da tutte le leggi al padre.
E mi permetto di ricordarle, onorevole Tupini, che a
questi diritti che spettano al padre <i>ope legis</i>,
ed a quei diritti che spettano a ciascun coniuge, non è consentito derogare per
eventuali convenzioni fra le parti. Il che significa che vi sono dei rapporti
che la legge contempla come di diritto pubblico, di interesse pubblico, dando
la preminenza al padre in rapporto alla posizione della madre. Tale preminenza
può rilevarsi in rapporto al patrimonio familiare, quando esso è costituito, in
rapporto al regime della comunione dei beni, in rapporto alla dote, alle azioni
e ai diritti relativi alla dote, e specialmente in rapporto al regime coniugale
nel caso di separazione personale dei coniugi, perché la colpa dell'uno o
dell'altro coniuge, come causa della separazione, determina, per sé, una
evidente condizione d'inferiorità, sia nella posizione morale sia in quella
giuridica ed economica del coniuge colpevole.
Così, la moglie può perdere gli utili stabiliti nel
contratto di matrimonio, l'usufrutto legale sui beni del figlio, e perfino
l'uso del cognome del marito, e anche gli alimenti nel caso di abbandono
ingiustificato del domicilio coniugale. Occorre, adunque, che la Commissione
trovi una formula espressiva del concetto gerarchico da me prospettato.]]></description>
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         <pubDate>2015-01-06 00:25:46 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title> La legge, invece, impone l&#39;indissolubilità, ma non
può far nulla per garantirla: la tutela soltanto con le norme del Codice penale.</title>
         <author>acidjuicy</author>
         <link>https://padlet.com/acidjuicy/famiglia/wish/45196623</link>
         <description><![CDATA[<br><p><u>Crispo</u>.  [...] Comunque, io ripeto che pongo la questione in termini, per così dire, procedurali, per dire che
questa non è materia costituzionale, ma materia propria del Codice civile. Non
comprendo, peraltro, che cosa significa la disposizione per la quale «la legge
regola la condizione dei coniugi al fine di garantire l'indissolubilità del
matrimonio e l'unità della famiglia».</p>
<p><u>Tupini</u>, <i>Presidente della prima
Sottocommissione</i>. Corrisponde a quella preoccupazione che giustamente lei
ha espresso poc'anzi circa il pericolo che non ci sia almeno un <i>primus inter pares</i>. Ecco a che cosa vuol arrivare.</p>
<u>Crispo</u>. No, onorevole Tupini: la legge non
regola la famiglia allo scopo di garantirne l'indissolubilità, perché
l'indissolubilità è nella legge, nel senso, cioè, che il vincolo si risolve
solo con la morte. In che modo, adunque, la legge regola la famiglia per
garantirne l'indissolubilità? Garantire significa offrire sicurtà che il
vincolo non sarà spezzato. La legge, invece, impone l'indissolubilità, ma non
può far nulla per garantirla: la tutela soltanto con le norme del Codice penale.
Alla stessa guisa colui che assassina è punito, ma questo non significa che la
legge garantisce la vita. Per me, adunque, le parole della disposizione sono
assolutamente prive di contenuto e, come tali, dovrebbero essere eliminate dal progetto.&nbsp;]]></description>
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         <pubDate>2015-01-06 00:29:31 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Principio di autorità</title>
         <author>acidjuicy</author>
         <link>https://padlet.com/acidjuicy/famiglia/wish/45196852</link>
         <description><![CDATA[<p>

<p><u>Merlin Umberto</u>. [...] <br></p><p>Lo Stato è l'organizzazione
giuridica della società. Ma quale organizzazione giuridica? Non parliamo dello
Stato moderno, che è recentissimo; ma anche a risalire nei secoli gli studiosi
non scorgono una forma chiara di organizzazione statuale, ma l'unica forma di
organizzazione, l'unico centro nel quale si afferma il principio di autorità è
veramente la famiglia, nella quale il capo è padre, legislatore e sovrano. Più
tardi più famiglie daranno vita alle tribù e queste a forme primordiali dello
Stato; ma la famiglia ha preceduto questa organizzazione. Noi diciamo che questo concetto è affermato con le parole «la famiglia è una società naturale»,
per dimostrare questa semplice verità che la famiglia ha dei diritti
primordiali, propri, che lo Stato non deve concedere come una graziosa
concessione, ma che deve semplicemente riconoscere perché sono preesistenti
alla sua organizzazione.</p>

</p>]]></description>
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         <pubDate>2015-01-06 00:37:40 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Parliamo dunque del
matrimonio e parliamone chiaramente.</title>
         <author>acidjuicy</author>
         <link>https://padlet.com/acidjuicy/famiglia/wish/45197067</link>
         <description><![CDATA[<p>
<u>Merlin Umberto</u> [...]
</p><p>E allora, signori,
bisogna parlarne, anche perché noi non siamo soltanto legislatori, ma
costituenti; e dobbiamo avere la franchezza di dire il nostro pensiero su
questo argomento, per non aver l'aria — scusate quello che dico in questo
momento — di voler eludere le più spinose e delicate questioni.
</p><p>Parliamo dunque del
matrimonio e parliamone chiaramente.
</p><p>Dalla classica
definizione di Modestino che è nota a tutti, all'elevazione che Cristo ha fatto
del matrimonio a Sacramento, è tutta una serie di giureconsulti, di scrittori,
di riformatori, di romanzieri e di poeti, che hanno esaltato la forza e la
grandezza di questa divina istituzione.
</p><p>Ora noi nella Costituzione stiamo per scrivere innanzi tutto che il matrimonio si basa
sull'eguaglianza morale e giuridica dei coniugi e poi sulla indissolubilità e
unità della famiglia.
</p><p>Era perfettamente superfluo riaffermare nella Carta statutaria il principio monogamico della famiglia, perché sarebbe stata quasi un'offesa alla nostra stessa civiltà,
perché è tale un principio questo accettato da tutti che non era il caso di
parlarne. La famiglia monogamica rappresenta, nel corso dei secoli, una
elevazione ed un perfezionamento per il quale la famiglia, abbandonando forme
di poliandria e di poligamia deprecabili, si avvia al suo perfezionamento,
l'unione di un uomo con una sola donna ed i figli procreati da loro.</p>Dunque l'articolo 24 sancisce l'eguaglianza morale e giuridica dei coniugi e l'indissolubilità del matrimonio.<br><br>Sul primo punto devo dire chiaramente che noi l'abbiamo votato perché consideriamo la donna pari all'uomo in molti punti e perché questo concetto della elevazione della donna
che diventa uguale all'uomo nella collaborazione e nel vantaggio della famiglia
è un principio morale e cristiano che noi accettiamo. Ma con ciò non vogliamo
negare che l'uomo resti capo della famiglia, come la donna ne è il cuore; l'uomo
tiene il primato del governo, come la donna può e deve attribuirsi come suo
proprio il primato sull'amore.

<p>Onde bene ha detto l'onorevole Tupini nel discorso, con cui egli ha aperto la discussione
generale, che l'uomo resta il <i>primus inter pares</i>, nel senso che noi vogliamo dare alla donna la parità morale e giuridica, conciliando questo principio con l'altro che capo della famiglia è l'uomo.</p>Se in questo punto — come già altri oratori hanno fatto supporre — fosse necessario chiarire, io domanderei che si chiarisse. Ma non su questo, ma  sul secondo punto si darà forse battaglia: quello cioè della indissolubilità.]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2015-01-06 00:46:43 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/acidjuicy/famiglia/wish/45197067</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Il fattore biologico in seno alla famiglia è stato superato dall&#39;elemento
spirituale</title>
         <author>acidjuicy</author>
         <link>https://padlet.com/acidjuicy/famiglia/wish/45197454</link>
         <description><![CDATA[<br><p><u>Rodi</u>. [...]
Nell'articolo 23 vi è una definizione che a me sembra singolare e che comunque
è gravemente incompleta: la famiglia è una società naturale. Io non so quale
significato particolare i redattori dell'articolo abbiano dato all'aggettivo «naturale»,
ma se mi pongo dall'angolo visuale del cittadino che esamina la Costituzione
debbo a questo aggettivo dare una significazione letteraria e scientifica; e se
devo dare questa significazione affermo che la famiglia non è una società
naturale, poiché l'evoluzione dei tempi ha condotto la famiglia ad essere una
istituzione morale e un organismo sociale. </p><p>Perché non mi si accusi di estremismo, aggiungerò che la famiglia è certamente un fatto naturale, in quanto ha radice nell'esplicazione di una funzione biologica; ma è anche vero che il fattore biologico in seno alla famiglia è stato superato dall'elemento spirituale, il quale, essendosi sovrapposto attraverso secoli di civiltà,
costituisce il nucleo principale e fondamentale della famiglia, che non può
essere quindi una società naturale, ma soltanto una istituzione morale.</p>In questo senso io presenterò un emendamento all'articolo 23, emendamento basato sul criterio che la civiltà stessa non è che una spiritualizzazione delle tendenze istintive. Lasciando quindi l'aggettivo «naturale» in questo articolo, non
faremmo che sottolineare quest'istinto che la società ha spiritualizzato.Lo stato
coniugale puro e semplice, per me, non è ancora famiglia; diventa tale solo
quando viene introdotto il senso etico e l'abito virtuoso.<br><br>Del resto noi abbiamo due fattori eminentemente spirituali nella famiglia: la
indissolubilità del matrimonio e la monogamia, che rappresentano due eminenti
fattori spirituali; e l'uno e l'altro sono elementi che garantiscono appunto
l'unità della famiglia; senza contare che l'indissolubilità del matrimonio, che
noi abbiamo sottolineato nel progetto — e non certamente per motivi politici —
è, per chi lo intende perfettamente, il mezzo per il perfezionamento morale
della famiglia.]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2015-01-06 00:58:25 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/acidjuicy/famiglia/wish/45197454</guid>
      </item>
      <item>
         <title>l&#39;angelo e la regina della casa</title>
         <author>acidjuicy</author>
         <link>https://padlet.com/acidjuicy/famiglia/wish/45197676</link>
         <description><![CDATA[<br><p><u>Rodi</u>. [...] L'articolo 24 sancisce l'eguaglianza morale e
giuridica dei coniugi. Anche questa affermazione mi sembra alquanto singolare,
soprattutto perché sono stati aggiunti quei due aggettivi specificativi, quasi
che l'uguaglianza di per se stessa non servisse a dare un'idea chiara e precisa
di ciò che rappresentano due coniugi nel campo sociale. Io credo che si sia
fatto anche qui un abuso della parola eguaglianza, poiché è chiaro che noi
siamo di fronte ad una legge armonica dell'universo, e questa legge armonica ha
sancito, secondo un criterio naturale, la supremazia del marito rispetto alla
moglie; e questa supremazia è stata riconosciuta e affermata giuridicamente e
moralmente. Si intende che la mia osservazione non è destinata a dare alla
donna un grado di inferiorità, ma invece è destinata a sollevare le sorti della
donna nella sua funzione etica e sociale; funzione di tale preminenza e di tale
importanza, specialmente spirituale, che addebitarle un'eguaglianza morale e
giuridica, in maniera così schematica e fredda, per me vuol dire, in un certo
senso, avvilirla.
</p><p>Si tratta in altri termini di una specie di amorfa
eguaglianza che oscura la figura specialmente della donna italiana che è, come
sapete, l'angelo e la regina della casa. È questa donna che nella nostra
famiglia rappresenta la grazia che si aggiunge alla forza dell'uomo per
completare il senso etico della famiglia e non può essere considerata
moralmente e giuridicamente eguale all'uomo, la cui funzione nella società è
profondamente diversa. Per cui la donna, in un certo senso, è la parte
integrante dell'uomo, e dal suo punto di vista, anche superiore all'uomo, data
la funzione che la natura e Dio alla donna hanno dato. E ringrazio l'onorevole
Maffi, che scimmiotta i miei gesti con aria ironica: evidentemente le mie idee
gli sembrano ridicole, ma non può rinnegarle.</p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2015-01-06 01:04:23 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/acidjuicy/famiglia/wish/45197676</guid>
      </item>
      <item>
         <title>il fascismo</title>
         <author>acidjuicy</author>
         <link>https://padlet.com/acidjuicy/famiglia/wish/45198096</link>
         <description><![CDATA[<br><p><u>Gallico Spano Nadia</u>. [...] Però non possiamo ignorare che l'ordinamento giuridico e politico, rappresentato dallo
Statuto albertino, incidette profondamente sulla situazione della famiglia.
Esso stabiliva all'interno del Paese dei rapporti economici, che davano una
impronta particolare alla famiglia. I rapporti economici all'interno della
famiglia, così come risultano in tutto il periodo in cui l'Italia è retta dallo
Statuto albertino, sanciscono la inferiorità della donna.</p>Il fascismo, durante l'ultimo ventennio, ha aggravato ancora questo stato di
inferiorità della donna, ha umiliato anche il carattere del vincolo
matrimoniale. Alcuni esempi assai noti confermeranno questa affermazione.
Durante il periodo fascista non si poteva accedere ad alcuni gradi superiori
dell'esercito senza essere ammogliati. Il matrimonio era così ridotto alla
stregua di un qualsiasi titolo di studio. Viceversa, per alcune categorie di
cittadini esisteva ed esiste tutt'ora il divieto di sposarsi: per esempio i
carabinieri, che non abbiano raggiunto una certa età ed un certo grado, le
donne che lavorano come infermiere in istituti per malattie mentali.

<p>Altri fattori sono intervenuti durante il periodo fascista per togliere al matrimonio il carattere morale che deve avere. La disoccupazione, lo stato di disagio economico esistente allora in Italia, provocavano in primo luogo il
licenziamento delle donne dagli uffici, dagli impieghi; esse cercavano allora
nel matrimonio, nel costituirsi una famiglia, una sistemazione economica, ed i
loro sentimenti, in genere, erano sacrificati a questa necessità. Infine altre
disposizioni particolari impedivano talvolta una unione che poteva essere
felice perché liberamente consentita; il divieto per esempio di sposare gli
stranieri, o le leggi razziali che impedirono di legalizzare alcune unioni
fondate sull'affetto reciproco.</p>L'umiliante campagna demografica, lanciata dal fascismo, ha certamente umiliato nelle donne italiane il sentimento della maternità. Questi pochi esempi illustrano come nel periodo fascista esistessero condizioni per cui il matrimonio veniva considerato troppo spesso dalle donne come una sistemazione economica, dagli uomini come un fattore della loro carriera.]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2015-01-06 01:11:37 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/acidjuicy/famiglia/wish/45198096</guid>
      </item>
      <item>
         <title>è la donna che tiene stretta ed
unita la famiglia,</title>
         <author>acidjuicy</author>
         <link>https://padlet.com/acidjuicy/famiglia/wish/45198329</link>
         <description><![CDATA[<br><p>Attualmente
la famiglia non presenta ancora le caratteristiche che debbono corrispondere
all'ordinamento democratico che stiamo costruendo: la Costituzione deve
precisamente stabilire questo nuovo concetto dall'istituto familiare.
Chiediamoci quindi se gli articoli della Costituzione rispondono a questa
attesa delle masse, a questo desiderio del popolo italiano. In gran parte sì,
ed è certamente utile che noi precisiamo le ragioni del nostro assenso.</p>
Nella Costituzione è detto: la famiglia è una società naturale. Vi è chi pensa che
noi accettiamo questa formulazione perché per noi la semplice unione dell'uomo
e della donna è condizione sufficiente per la formazione della famiglia. Non è
esatto: la famiglia per noi esiste soltanto quando la sua costituzione è
regolata dalla legge, quando è fondata sul vincolo matrimoniale. Però questo
vincolo crea un organismo, un istituto che ha delle leggi naturali,
preesistenti alle leggi dello Stato. Accettiamo inoltre questa formulazione
anche perché è la semplice constatazione di un fatto che genera però la ricerca
dei rapporti fra questa società naturale costituita dalla famiglia e lo Stato.

<p>Nel progetto questi rapporti sono esplicitamente indicati: da una parte garanzia
dello Stato per facilitare la formazione e lo sviluppo della famiglia; senza
questa garanzia sarebbe inutile che noi ci affaticassimo a scrivere tre
articoli sulla famiglia. Ma questa garanzia deve trovar posto nel progetto di
Costituzione sopra tutto in quegli articoli sui rapporti economici, che debbono
assicurare le condizioni materiali per la vita e il consolidamento della
famiglia.</p>A questo proposito è opportuno precisare che il contributo che l'istituto familiare può
e deve dare al consolidamento della morale della nazione è condizionato dalle
basi su cui viene fondata la famiglia. Solo una famiglia nuova, democratica può
contribuire al rinnovamento della vita italiana. Ecco perché è importante
stabilire quali debbono essere all'interno della famiglia i rapporti dei
coniugi fra di loro e dei genitori verso i figli.
<p>Nel primo comma dell'articolo 24 si afferma l'eguaglianza dei coniugi.
</p><p>Questa affermazione è giusta e indispensabile. Essa conferma, infatti, nell'ambito
della famiglia il principio, già espresso nell'articolo 3, secondo il quale
tutti i cittadini, di ambo i sessi, sono eguali di fronte allo Stato ed alla
legge. D'altra parte essa si ricollega al giusto riconoscimento di un fatto che
è stato in questi ultimi anni confermato in numerosissimi casi.</p>Vi è chi dice che bisogna mantenere nell'interno della famiglia una determinata
gerarchia, che il marito e padre deve essere il capo della famiglia, perché
soltanto lui può essere il fulcro della ricostruzione e dell'unità della
famiglia.
<p>Non possiamo essere d'accordo con questa affermazione categorica. In primo luogo
per una ragione di principio: in generale, è la donna che tiene stretta ed
unita la famiglia, e basta riportarsi ad un passato recente per averne
conferma.</p>La guerra
infatti ha portato senza dubbio lutti e dissoluzione nel nostro Paese, ma ha
messo in evidenza anche il mirabile esempio di donne, che hanno saputo
mantenere viva e salda la famiglia, nonostante la lontananza del padre.
<p>Noi dobbiamo riconoscere nella Costituzione questo contributo che le donne italiane
hanno dato alla saldezza della Nazione e della famiglia, e rendere loro omaggio
tutelando in pari tempo i loro diritti. Non sono d'altronde una minoranza
trascurabile. Per varie vicende oggi in Italia vi sono due milioni di donne che
debbono, da sole, reggere e guidare la loro famiglia. 

</p><p>Affermare l'eguaglianza dei coniugi è anche porre un freno al fatto che la donna sposi
per trovare una sistemazione economica.</p>
Il matrimonio non deve essere per nessuno una professione. Ognuno deve avere nella
famiglia doveri e diritti uguali, il legame tra i coniugi deve essere stabilito
saldamente sull'affetto reciproco. Questa è la sola base perché la famiglia sia
veramente salda, stabile.

<p>E lo Stato deve assicurare, di fatto, la libertà della scelta garantendo lavoro a
tutti e permettendo ad ognuno di sposarsi soltanto quando incontri la persona
con la quale si sente di unirsi per tutta la vita.</p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2015-01-06 01:17:33 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/acidjuicy/famiglia/wish/45198329</guid>
      </item>
      <item>
         <title> la Costituzione ha voluto consacrare il principio della famiglia italiana,
di quella che si basa sul carattere sacro del matrimonio</title>
         <author>acidjuicy</author>
         <link>https://padlet.com/acidjuicy/famiglia/wish/45261166</link>
         <description><![CDATA[<br><p><u>Zotta</u>. [...] Noi non abbiamo in
altri termini un tipo di famiglia valido per tutti i casi, che ci autorizzi a
pensare che il testo intenda alludere a quel tipo. Non esiste, come non esiste
un tipo di Stato, un tipo di <i>societas gentium</i>, un
tipo di una qualunque formazione sociale, ma esiste un determinato Stato, una
determinata società delle genti, una determinata formazione sociale, una
determinata famiglia. È questa famiglia che noi vogliamo definire». Ecco perché
io ho presentato questo emendamento. Perché mi sembra che soltanto allora
l'articolo palpiti, viva, dia una nozione precisa e concreta, indichi una
direttiva al futuro legislatore, consacri un principio, che è nella coscienza
cattolica e giuridica del popolo italiano. Soltanto allora, onorevoli colleghi,
non vi potrà essere in avvenire perplessità di interpretazione, perché si saprà
che la Costituzione ha voluto consacrare il principio della famiglia italiana,
di quella che si basa sul carattere sacro del matrimonio, che ripudia il
concubinato, che trae origine da una unione, che non è solo dei corpi, ma delle
anime, che ha quindi per obbietto la reciproca assistenza, la procreazione e
l'educazione dei figliuoli, il benessere economico, in una comunanza
indissolubile di vita: <i>consortium omnis vitae, divini et humani iuris communicatio</i>.</p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2015-01-06 16:01:05 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/acidjuicy/famiglia/wish/45261166</guid>
      </item>
      <item>
         <title>

Zotta. [...] I coniugi sono eguali! Ma la
famiglia, come ogni istituto collettivo, non vive se non ha un capo e il capo
lo trova nella persona del più capace e, me lo consentano, del più forte.

</title>
         <author>acidjuicy</author>
         <link>https://padlet.com/acidjuicy/famiglia/wish/45262333</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2015-01-06 16:05:29 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/acidjuicy/famiglia/wish/45262333</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Perché
la promiscuità dei cognomi o l&#39;assunzione del cognome della donna, e
l&#39;indipendenza e pluralità dei domicili segnerebbero la disgregazione della
famiglia. </title>
         <author>acidjuicy</author>
         <link>https://padlet.com/acidjuicy/famiglia/wish/45264843</link>
         <description><![CDATA[<br><p><u>Molè</u>. [...] Perché la donna ha dato tali prove delle sue molteplici
capacità in tutti o quasi tutti i campi dell'attività umana che le abbiamo
schiuso tutte le porte, anche quelle del Parlamento. È entrata nella vita
pubblica senza uscire dalla vita privata. Oggi l'uomo e la donna sono sullo
stesso piano. Ma non nell'ambito della famiglia. Ora è questo il problema che
ci pone <i>ex novo</i> la formulazione dell'articolo 24.</p>L'articolo 24 stabilisce un principio di parificazione
assoluta, che non era nei Codici. Costituisce dunque una innovazione. Ha dunque
uno scopo. Avrà dunque delle conseguenze. Esaminiamo lo scopo e le conseguenze
di questa innovazione.
<p>[...] Parità fra i
coniugi, siamo d'accordo. La posizione della madre non dev'essere inferiore a
quella del padre di fronte ai figli: chi può metterlo in dubbio? Io dirò
qualcosa di più. Che la madre, per certi riflessi di natura e dal punto di
vista sentimentale, è forse superiore al padre: è la più alta espressione, il
cardine, la forza di coesione della famiglia: per i figli è l'immagine stessa
della purità, della abnegazione, del sacrificio che riscatta nella maternità la
stessa miseria del sesso. Madre, cioè, non più donna, nella religione
familiare: madonna.
Ma io vi pongo ilproblema concreto del la direzione interna e della rappresentanza esterna della
famiglia.

</p><p>[...] Il Codice dice
che la moglie segue la condizione del marito, ne assume il cognome, è obbligata
ad accompagnarlo ovunque egli fissi la sua residenza; che il marito deve
mantenerla e proteggerla, che ha la patria potestà sui figli, che deve
accettare l'eredità, ecc., ecc.</p>
<p>È una serie di
attribuzioni in cui la legge determina i poteri di direzione interna e di
rappresentanza esterna del marito: cioè la preminenza giuridica del marito.</p>
<p>Ebbene, onorevoli
colleghi, io non capisco come l'onorevole Guardasigilli abbia potuto affermare
che la norma dell'articolo 24 non ferisce profondamente l'unità della famiglia
e la sua costituzione secolare, quale risulta dal Codice.</p>
<p>[...] Eguaglianza
giuridica fra coniugi significa infatti che non c'è più un <i>pater familias</i>, non c'è più chi la rappresenti, non c'è più chi
dà il nome alla moglie e ai figli, non c'è più chi possa e debba fissare il
domicilio, non c'è più il marito che possa dire alla moglie: «tu mi devi
seguire».</p>Chi dà il nome? Chi
determina la coabitazione? Chi avrà nella nuova famiglia l'attribuzione di
questi poteri? Io non mi soffermo — come vedete — sui poteri di rilevanza
economica e nemmeno sulla generica dichiarazione che il marito è il capo della
famiglia. La famiglia ha una sua intima disciplina, creazione spontanea della
quotidiana collaborazione e delle affinità spirituali: la gerarchia non
s'impone con la norma del Codice, che interviene solo quando l'unità è già
spezzata.
Ma ci sono alcuni
poteri del marito, che sono esclusivi suoi propri, che hanno fondamento in
imperiose esigenze di natura, che gli sono attribuiti non nel suo interesse, ma
nell'interesse della famiglia. Questi poteri costituiscono le colonne d'Ercole,
dinanzi alle quali deve arrestarsi ogni rivendicazione di parità femminile. E
sono il diritto del marito a dare il nome, a determinare il domicilio, a
imporre la coabitazione della moglie col marito. Ho letto proprio in questi
giorni che c'è un grande paese, in cui l'uomo e la donna sono entrambi liberi
di assumere l'uno o l'altro dei rispettivi cognomi e di scegliere il loro
domicilio o di mantenerlo — ciascuno — per conto suo. Me ne dispiace: ma su
questo campo non mi sento di seguire codesti paesi evoluti. Perché la
promiscuità dei cognomi o l'assunzione del cognome della donna, e
l'indipendenza e pluralità dei domicili segnerebbero la disgregazione della
famiglia. Sarebbe il commercio girovago dei sessi senza ditta familiare,
finirebbe la continuità e la sicurezza delle geniture. Vi pare piccola cosa
questa forzata unità del nome, quest'obbligo della convivenza, questo comando
della legge: la moglie deve seguire il marito? È su questa piccola formalità
che riposa la certezza della paternità per i figli.

<p><a>Se noi non fissiamo quest'obbligo del nome
e della coabitazione, noi togliamo di mezzo la legittima presunzione della paternità.
La togliamo di mezzo in questo campo misterioso della natura, l'arcano della
procreazione, in cui l'amore è cieco, la determinazione dell'amplesso fecondo è
impossibile e il padre è sempre putativo. (<i>Si ride</i>). I padri sono certi
legalmente: dal punto di vista della prova non v'è certezza assoluta, non avete
che una presunzione di certezza, attraverso il nome e la coabitazione. </a><i>Mater semper certa, pater incertus</i>. <i>Pater est is quem justae nuptiae demonstrant</i>. Si
presume che sia il marito della madre, cioè colui di cui ella porta il nome. Ma
il presupposto di questa presunzione è la coabitazione continua della madre col
padre.<a href="#_msocom_1">[GA1]</a></p>
I vecchi giuristi
riconobbero nel matrimonio la pietra angolare della famiglia, proprio per
questo: perché il matrimonio è l'istituto fondamentale della ricerca della
paternità, in cui la prova è regolata formalmente. [...] Nello stesso momento,
in cui ci preoccupiamo di dare un padre — e sarà un titolo di onore per questa
Costituente — ai figli che non lo hanno, lo toglieremmo a quelli che lo hanno.
Colpiremmo i figli legittimi, mentre ci apprestiamo a sollevare la inferiorità
dei figli illegittimi.No. Non è possibile.
Possiamo porre sullo stesso piano morale l'uomo e la donna. Ma non possiamo
disconoscere la diversità del compito e delle loro funzioni nella famiglia.

<p>C'è un ostacolo dinatura. Quella piccola, piccola differenza che è fra l'uomo e la donna. (<i>Si ride</i>).
<a>Jaurès</a>, che fu un così fervido sostenitore della parità, aggiunse tuttavia che è ridicolo pretendere che la donna diventi uomo e l'uomo diventi donna.</p>Onorevoli colleghi, voi non potete sovvertire la
natura senza sovvertire la morale e il diritto. Dipende dal modo come si nasce.
(<i>Ilarità).</i><a href="#_msocom_2">[GA2]</a>

<p>La natura dice che i
figli li fa la madre; e la madre è sempre certa, il padre incerto. La legge
segue la natura. Impone alla moglie il nome del marito e la coabitazione perché
questi due elementi danno la certezza del padre e la sicurezza delle geniture.
E senza la certezza del padre e la sicurezza della genitura non esiste la
famiglia.</p>Tutela i figli nella
famiglia. I figli soprattutto. Noi dobbiamo perciò mantenere i diritti che la
legge dà al marito nell'interesse dei figli.<hr>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2015-01-06 16:17:09 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/acidjuicy/famiglia/wish/45264843</guid>
      </item>
   </channel>
</rss>
