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      <title>Nathalia&#39;s Padlet by Nathalia Marino</title>
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      <description>Zona Garibaldi dal 1800 al 2004</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-12-15 08:08:00 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>marino_nathalia_studente</author>
         <link>https://padlet.com/marino_nathalia_studente/szsxnu8p1nlh/wish/217152635</link>
         <description><![CDATA[<blockquote><strong><em><mark>Porta Nuova 1800</mark></em></strong></blockquote><div><br></div><div>Porta Nuova è una delle <mark>sei porte principali</mark> di Milano, ricavata all'interno dei Bastioni. Posta a nord della città, si apriva lungo la strada per Monza. Caratterizzata oggi dalla presenza dell'arco neoclassico dello Zanoia (<strong><mark>1810-1813</mark></strong>) e degli annessi caselli daziari, sorge al centro di piazzale Principessa Clotilde, allo sbocco di <em>corso di </em><em><mark>Porta Nuova</mark></em><mark>.</mark><br><br></div><div>In passato Porta Nuova identificava inoltre uno dei sei sestieri storici in cui era divisa la città, il Sestiere di Porta Nuova.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-19 07:37:32 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>marino_nathalia_studente</author>
         <link>https://padlet.com/marino_nathalia_studente/szsxnu8p1nlh/wish/217154968</link>
         <description><![CDATA[<blockquote><strong><mark>Storia</mark></strong></blockquote><div><br><strong><em><mark>La porta spagnola (XVI secolo)</mark></em></strong></div><div><br>La Porta Nuova attuale che si apre nei Bastioni di Milano sorse decentrata a occidente rispetto all'asse viario su cui erano sorte in precedenza le omonime porte di epoca romana (sul tracciato delle Mura Romane) e di epoca medievale.</div><div><br>Il medesimo sestiere era servito, in epoca romana, dalla <em>porta Aurea</em>, collocata lungo le <em>mura Massimianee</em> del tracciato romano, sull'odierna via Manzoni all'incrocio con via Monte Napoleone. Nella cinta medievale si collocava allo sbocco in <em>piazza Cavour</em> dove ancora oggi è presente, perfettamente integra. <mark>Se, come era avvenuto per le altre porte, con la costruzione delle mura spagnole essa fosse stata semplicemente spostata più all'esterno lungo la medesima direttrice, sarebbe collocata al termine dell'attuale via Daniele Manin. Tale porta, invece, fu ricavata parecchio più a occidente, tra il Seveso e la Martesana.</mark><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-19 07:50:03 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>marino_nathalia_studente</author>
         <link>https://padlet.com/marino_nathalia_studente/szsxnu8p1nlh/wish/217155660</link>
         <description><![CDATA[<blockquote><strong><em><mark>Il rifacimento dello Zanoia (1810-1813)</mark></em></strong></blockquote><div><br>La porta spagnola venne demolita in epoca napoleonica, quando si avviò un progetto per convertire le principali porte dei bastioni ad una funzione daziaria e ornamentale, visto il superamento della loro funzione militare: l'edificazione di una porta monumentale contribuiva al nuovo riassetto urbanistico anulare attorno all'area dei bastioni, favorendo lo sviluppo urbano a nord della città. L'attuale porta, presente ancora oggi in piazzale Principessa Clotilde (stessa collocazione della precedente porta spagnola demolita), venne costruita su progetto dell'architetto Zanoia e si apriva sul tracciato dell'antica via romana che collegava la città con la Brianza. La costruzione avvenne tra il <strong><mark>1810 e il 1813</mark></strong>. Il suo valore commerciale derivava dalla prossimità al naviglio della Martesana, allora navigabile. Per entrare in città, il naviglio dapprima sottopassava il ponte delle gabelle e i bastioni, quindi superava la leonardesca conca dell'incoronata per aprirsi nel laghetto di san marco, da cui proseguiva lungo una seconda conca omonima e si immetteva nella fossa navigabile all'inizio di <em>via Fatebenefratelli</em>. Lungo i bastioni, dal Ponte delle Gabelle, scorreva il Redefossi che riceveva prima le acque in eccessi della martesana e, appena oltre <em>Porta Nuova</em>, il seveso. Seppure interrato.<br><br></div><div><mark>Nel 1840 venne inaugurata, appena al di là della Martesana, la stazione di porta nuova, prima stazione ferroviaria della città, al servizio della Milano-Monza. L'edificio principale si è conservato ed è stato trasformato nell'albergo di lusso </mark><em><mark>Maison Moschino</mark></em><mark> nel 2010<br></mark><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-19 07:53:22 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>marino_nathalia_studente</author>
         <link>https://padlet.com/marino_nathalia_studente/szsxnu8p1nlh/wish/217156456</link>
         <description><![CDATA[<blockquote><strong><em><mark>Porta Garibardi<br>Storia</mark></em></strong></blockquote><div>In origine si chiamava Corso<em> Di Porta Comasina</em> (prima di prendere il nome di Porta Garibaldi) o "Comacina". Letteralmente significa: "che conduce a Como", infatti la strada era la principale direttrice Milano-Como.<br> In origine era un sobborgo extra-murale,caratterizzato da un aspetto perlopiù popolare animato dalle varie attività artigianali dei commercianti provenienti da Como. La Porta Comasina medievale fu realizzata nella parte sud del quartiere,mentre la successiva fu realizzata dagli spagnoli sotto l'architetto Francesco Mezil D’Eril.&nbsp;</div><div><br></div><div>Inizialmente la realizzazione della porta fu affidata a Luigi Cagnola, ma il progetto fu sospeso dal nuovo governo austriaco, a causa della spesa eccessiva e della compromissione di Cagnola con il periodo napoleonico. La scelta del governo austriaco fu di affidare l’incarico al giovane architetto Giacomo Moraglia. L'architetto riprese la tipologia cagnolana dell'arco trionfale di ordine dorico fiancheggiato dai due caselli, affacciato verso l'asse stradale di penetrazione principale in Milano. Egli disegnò un arco trionfale a un fornice con due passaggi pedonali aperti ai fianchi, fiancheggiato da due caselli daziari, porticati ed affacciati sull'asse stradale. La muratura è ingentilita da fregi incassati nella muratura a bugnato.</div><div>&nbsp;</div><div>La via fu però uno dei principali bersagli della ferocia austriaca durante le sommosse nel marzo <strong><mark>1848</mark></strong>. Negli anni dell'Unità d'Italia ,nel <strong><mark>1860</mark></strong> si decise di dedicare a Giuseppe Garibaldi sia la Porta sia il corso. La scelta della dedica a Garibaldi fu motivata sia dal patriottismo popolare tipico di tale area sia perché la strada era in direzione Como, dove Garibaldi aveva vinto importanti battaglie. Si dice anche che lo stesso Garibaldi abbia fatto il suo ingresso a Milano da questa via. La porta venne definitivamente completata<strong><mark> tra il 1826 e il 1828.</mark></strong> Per un brevissimo periodo la nuova porta coesistette con la precedente un edificio assolutamente modestissimo e facilmente confondibile con una qualsiasi abitazione della zona. Venne in seguito demolita, liberando lo spazio antistante la nuova costruzione, a cui verranno poi affiancati i caselli daziari nel <br><strong><mark>1834</mark></strong>.<br><br></div><div>Il&nbsp; piano di ricostruzione del <strong><mark>1948/49</mark></strong> e il piano regolatore generale del <strong><mark>1953</mark></strong> prevedevano la demolizione completa degli edifici del corso, da sostituire con una serie di fabbricati, residenziali e terziari, a portico e in posizione più arretrata rispetto agli immobili da sostituire. La strada, allargata fino ad un'ampiezza di <strong><em><mark>25 metri</mark></em></strong>, avrebbe assunto il ruolo di collegamento principale fra il centro storico e il nuovo centro direzionale. Nel <strong><mark>1972</mark></strong>, i lavori per il prolungamento della linea 2 della metropolitana avrebbero dovuto comportare l'esproprio e la scomparsa degli edifici superstiti (fra cui quello del Teatro Fossati), ma l'operazione fu ostacolata da numerose proteste degli abitanti, che portarono a una modifica del progetto allo scopo di preservare i vecchi edifici e all'inclusione di alcuni di questi in un piano di edilizia al fine di promuovere il loro restauro.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-19 07:57:46 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>marino_nathalia_studente</author>
         <link>https://padlet.com/marino_nathalia_studente/szsxnu8p1nlh/wish/217156902</link>
         <description><![CDATA[<blockquote><strong><mark>Milano Porta Nuova</mark></strong></blockquote><div><br></div><div>All’inizio dell’Ottocento l’area dove ora svettano i grattacieli di Porta Nuova e Garibaldi si trovava ancora fuori dalle mura costruite nel <strong><mark>&nbsp;‘500</mark></strong>. Era ancora area agricola disseminata da cascine; vi scorreva il canale della Martesana (<strong><mark>1460</mark></strong>), il fiume Seveso ed una infinità di rogge. &nbsp;</div><div>La nuova sede della Stazione Centrale , Piazza Fiume, era inoltre una zona di transito.</div><div>Con il passare degli anni la stazione divenne angusta e inadatta. L’aumentato del traffico ferroviario e degli utenti rese lo spazio insufficiente, ma , trovandosi circondata da costruzioni, non poté essere ampliata. Se ne dovette progettare perciò la sostituzione con un nuovo impianto posto circa <strong><mark>700 metr</mark></strong>i più a nord, l’attuale Stazione Centrale, che venne inaugurata nel <strong><mark>1931.</mark></strong></div><div><strong><mark>Nel 1840 </mark></strong>venne costruita la prima stazione ferroviaria di Milano e seconda d'italia.</div><div><strong><mark>Nel 1850 </mark></strong>con l'aumento della popolazione, venne costruita la nuova stazione di Porta Nuova a pochi metri da quella vecchia che venne inaugurata nel <strong><mark>1856.&nbsp;</mark></strong></div><div>Pertanto la vecchia stazione oramai inutile venne smantellata creando una “nuova” stazione denominata di Porta Nuova o Varesine perché serviva la direttrice per Varese. La stazione delle Varesine non era altro che il vecchio tracciato rimasto e posto sul terreno della vecchia ferrovia. Qui rimase in funzione fino al<strong><mark> 1963</mark></strong> per poi venire sostituita dalla costruzione della nuova Stazione Garibaldi.<br> Nel <strong><mark>1931</mark></strong>, con la dismissione della stazione centrale si decise di mantenere provvisoriamente in funzione tale sezione. Fu ridenominata <em>Milano Porta Nuova</em>, riprendendo il nome di due precedenti stazioni milanesi (<strong><mark>1840, 1850</mark></strong>)<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-19 08:00:26 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>marino_nathalia_studente</author>
         <link>https://padlet.com/marino_nathalia_studente/szsxnu8p1nlh/wish/217160399</link>
         <description><![CDATA[<blockquote><strong><em><mark>Zona Isola</mark></em></strong></blockquote><div><br></div><blockquote><strong><mark>Nel 1865</mark></strong></blockquote><div>isola era un'antico quartiere di milano, e in quel periodo iniziarono i lavori per la ferrovia.</div><blockquote><strong><mark>Nel 1884</mark></strong></blockquote><div>In questo periodo cominciarono a costruire nuove fabbriche, e ci fu anche un aumento della popolazione</div><blockquote><strong><mark>Nel 1904</mark></strong></blockquote><div>A causa dell'aumento della popolazione si cominciarono a costruire le prime infrasrutture</div><blockquote><strong><mark>Nel 1943</mark></strong></blockquote><div>nel 1943 a causa dei bombardamenti ango-sassoni molti edifici vennero distrutti</div><blockquote><strong><mark>Nel 1950</mark></strong></blockquote><div>al posto della ferrovia venne costruita una strada a 6 corsie che serviva per collegare la zone con milano.<br>La zona ebbe una tradizione popolare operaia e si viveva intensamente la resistenza Partigiana.<br>nel <strong><mark>25 aprile del 1972</mark></strong> venne eretto un monumento ai caduti del quartiere ma nel <strong><mark>2009</mark></strong> venne trasferita nella piazza centrale e oltre al monumento vengo costruiti delle lapidi.</div><blockquote><strong><mark>Nel 1953</mark></strong></blockquote><div>la ferrovia venne arretrata con la realizzazione della stazione di Garibaldi&nbsp;</div><blockquote><strong><mark>Nel 2000</mark></strong></blockquote><div>Si<strong> d</strong>ecise di rilanciare un piano urbanistico volto a creare una <strong>“Città della Moda”</strong> e avvia le pratiche per la costruzione di <strong>un milione di metri cubi</strong> di uffici, alberghi, spazi abitativi secondo il nuovo masterplan disegnato dall’architetto Pierluigi Nicolini, rendendo edificabile l’area.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-19 08:18:11 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>marino_nathalia_studente</author>
         <link>https://padlet.com/marino_nathalia_studente/szsxnu8p1nlh/wish/219624966</link>
         <description><![CDATA[<blockquote><strong><em><mark>Quartiere Varesine</mark></em></strong></blockquote><div><br>Il quartiere Varesina è il quartiere a est di via Varesina avente come asse centrale viale Espinasse che si estende da piazzale Accursio fino allo svincolo di viale Certosa. È un quartiere altamente urbanizzato costituito da un insieme non interrotto di case, palazzi, piccole e medie imprese, uffici di media dimensione, vecchi e recenti. Il quartiere non ha un piano urbano preciso, si è sviluppato come periferia industriale della città con spazi verde praticamente nulli; la parte industriale del quartiere è in via di trasformazione.</div><div>Il nome quartiere Varesina deriva da una strada, la strada della Varesina, completamente inglobata nella città, che un tempo era l'unica strada di collegamento al di fuori di Milano in direzione nord-ovest per Varese. La via Varesina è la demarcazione di un lato del quartiere e non il suo asse. <strong><mark>La via misura 1,7 km.</mark></strong><br><br></div><div>Dal quartiere si accede a zone strategiche:</div><ul><li><strong><mark>L'Autostrada dei Laghi e l'Autostrada A4 Torino-Venezia.</mark></strong></li><li><strong><mark>l'area a nord della ferrovia Torino-Milano: Quarto Oggiaro, l'area di Expo 2015e quindi la Strada Statale 233 Varesina</mark></strong></li><li><strong><mark>il centro della città attraverso viale Certosa, che diventa più avanti corso Sempione.</mark></strong></li><li><strong><mark>il cimitero Maggiore e quindi la Strada statale Sempione</mark></strong></li></ul><div><br></div><blockquote><strong><em><mark>Storia</mark></em></strong></blockquote><div><strong><mark>Confine vers</mark></strong><mark>toria</mark><strong><mark>o la città</mark></strong></div><div>Il Quartiere Varesina occupa una parte della superficie del comune Musocco soppresso nel <mark>1923</mark>. Il comune di Musocco iniziava da via Varesina e confinava con Milano lungo la Cagnola. Il confine del quartiere verso la città ricalca quella suddivisione, pur con le trasformazioni avvenute, indicabile come il perimetro di piazzale Accursio e le vie adiacenti di collegamento verso l'inizio di via Varesina.</div><div><strong><mark>Costruzione di tre grandi vie</mark></strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/File:Incrocio_ponte_anni_30-40.jpg"><figure class="attachment attachment--preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:162,&quot;url&quot;:&quot;https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/b/bc/Incrocio_ponte_anni_30-40.jpg/220px-Incrocio_ponte_anni_30-40.jpg&quot;,&quot;width&quot;:220}" data-trix-content-type="image"><img src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/b/bc/Incrocio_ponte_anni_30-40.jpg/220px-Incrocio_ponte_anni_30-40.jpg" width="220" height="162"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure></a></div><div>La zona subisce una profonda trasformazione con la costruzione dopo la metà dell'Ottocento di tre grandi vie che cambiano le geografia della zona separando distintamente i vecchi centri:</div><ul><li>la costruzione della <em><mark>Ferrovia Torino-Milano del 1860 circa</mark></em></li><li>Viale Certosa per l'accesso al <em><mark>Cimitero Maggiore di Musocco alla fine del 1800</mark></em></li><li>il viale di accesso per <em><mark>l'Autostrada dei Laghi intorno al 1920</mark></em></li></ul><div><br>La <em>Strada della Varesina</em>, poi divenuta via Varesina, è di età molto più antica. Queste quattro grandi vie delimitano il quartiere.</div><div><br>Il nuovo viale di accesso all'autostrada dei laghi taglia in due Garegnano, lasciando la Certosa di Garegnano da una parte e il borgo delle case dall'altra. Di fatto il vecchio borgo di Garegnano, Garegnano Marcido, nella nuova geografia diventa poi parte del Quartiere Varesina. Questa divisione tra le due zone si fa più netta quando il viale per l'autostrada diventa ponte, con la costruzione del Cavalcavia del Ghisallo nel<strong><mark> 1960.</mark></strong></div><div>Il Quartiere Varesina ingloba allo scioglimento del comune di Musocco il vecchio borgo di Garegnano, le case lungo la strada della Varesina dalla Cagnola alla ferrovia, il nucleo storico attorno a piazzale Santorre di Santarosa fino ad arrivare al viale di accesso dell'autostrada dei Laghi, diventando periferia industriale di Milano.</div><div><br>Centro del quartiere</div><div>Il centro del quartiere può essere ritenuto piazzale Santorre di Santarosa con la vicina chiesa di viale Espinasse 85.</div><div><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/File:Chiesa_Santa_Marcellina_e_San_Giuseppe_alla_Certosa.JPG"><figure class="attachment attachment--preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:124,&quot;url&quot;:&quot;https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/0/08/Chiesa_Santa_Marcellina_e_San_Giuseppe_alla_Certosa.JPG/220px-Chiesa_Santa_Marcellina_e_San_Giuseppe_alla_Certosa.JPG&quot;,&quot;width&quot;:220}" data-trix-content-type="image"><img src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/0/08/Chiesa_Santa_Marcellina_e_San_Giuseppe_alla_Certosa.JPG/220px-Chiesa_Santa_Marcellina_e_San_Giuseppe_alla_Certosa.JPG" width="220" height="124"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure></a></div><div>La chiesa, dedicata a Santa Marcellina e San Giuseppe, progettata dall'architetto Mario Tedeschi, con facciata a rilievo eseguita dallo scultore milanese Carlo Ramous, è stata voluta nel 1958 dal <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Papa_Paolo_VI">Cardinale Montini</a> come recita una targa all'interno della chiesa e dedicata a Santa Marcellina e poi dedicata anche a San Giuseppe, a cui è stato aggiunto il suffisso <em>alla Certosa</em>, riferimento alla vicina Certosa di Garegnano. Il piazzale antistante che era adibito a parcheggio fino alla fine degli anni novanta è stato sistemato a giardino. È un punto ricreativo con l'annesso oratorio dotato di campo di calcio, spogliatoio ed una piccola area verde.<br><br></div><div>Le attività commerciali di negozi gravitano attorno a viale Espinasse, da sempre attraversata dal passaggio dei tram, tra cui la linea 1.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-09 07:43:50 UTC</pubDate>
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         <author>marino_nathalia_studente</author>
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         <author>marino_nathalia_studente</author>
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         <author>marino_nathalia_studente</author>
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