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      <title>Rivoluzione Francese by christian castura</title>
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      <description>Fatto da Christian</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2023-08-29 14:26:04 UTC</pubDate>
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         <author>christiancastura</author>
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         <description><![CDATA[<div>CRISI FINANZIARIA: <br> di una monarchia che da un secolo e mezzo è una monarchia assoluta. Il che vuol dire una cosa molto specifica. Vuol dire che il re può mettere le tasse senza dover chiedere consiglio o autorizzazione a nessuno. Il re aumenta le tasse quando vuole e spende tutto quello che vuole senza il controllo, per esempio di un parlamento, come esisteva invece già all'epoca in Inghilterra. Il risultato alla lunga è catastrofico.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-08-29 14:32:10 UTC</pubDate>
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         <author>christiancastura</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>&nbsp;Già all'inizio del Settecento la situazione è drammatica. Luigi 14 Re Sole, negli ultimi anni del suo regno è coinvolto in una guerra tremenda e la Francia è ridotta alla miseria e il re non ha un soldo, è costretto ad aumentare ancora le tasse e perfino il Re Sole si sente uno scrupolo di coscienza pensando alla miseria del popolo. <br>Luigi 16 si trova senza un soldo, con una voragine di debiti e non se la sente di portare da solo tutta quella responsabilità.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-08-29 14:34:07 UTC</pubDate>
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         <author>christiancastura</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>La presa della Bastiglia è stata davvero una svolta decisiva. Certo, dopo la convocazione degli Stati Generali la situazione era già precipitata e il terzo Stato, cioè la borghesia, si era già riunito per conto suo, dichiarando che solo loro erano i veri rappresentanti del paese. Si erano chiamati Assemblea nazionale. Il re aveva cercato in tutti i modi di intralciare. A un certo punto arrivano i deputati e trovano chiusa la sala dove si riunivano. Perché il re dice Ci sono dei lavori urgenti da fare. Ho dovuto chiuderla. Si riuniscono da un'altra parte, si proclamano Assemblea costituente con l'intenzione di stravolgere la struttura del Regno.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-08-29 14:52:43 UTC</pubDate>
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         <title>Parigi Insorge</title>
         <author>christiancastura</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>l 13 luglio il popolo di Parigi insorge. Il movimento. Comincia a dare l'assalto ai forni, ai magazzini per mangiare. E la borghesia parigina, che è l'anima della rivoluzione, si spaventa. Decide di armarsi, di creare la guardia nazionale perché vogliamo sì fare la rivoluzione, ma anche mantenere l'ordine. Però ci vogliono le armi, i moschetti, la polvere da sparo. Per questo danno l'assalto alla Bastiglia, perché lì c'è anche un arsenale, un deposito di armi per armare la nuova Guardia nazionale rivoluzionaria. Poi, siccome il governatore della Bastiglia rifiuta di arrendersi, a quel punto diventa un punto d'onore. La Bastiglia diventa il simbolo del regime monarchico e in poche ore viene presa e rasa al suolo. E il governatore decapitato. E a quel punto il re si spaventa con le conseguenze della presa della Bastiglia. Il re si spaventa, va all'assemblea nazionale, garantisce che lui è d'accordo, licenzia le truppe e si mette sul cappello la nuova coccarda rossa, blu e bianca della rivoluzione.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-08-29 14:56:04 UTC</pubDate>
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         <author>christiancastura</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>&nbsp;Il popolo francese si batterà per diritti che apparivano allora impensabili. Gli uomini nascono liberi e con uguali diritti. Di uomini e donne rischieranno tutto per portare la democrazia nel loro Paese. Oggi molti ci chiamano eroi, ma all'epoca era molto diverso. Testimonianze eccezionali ci permettono di comprendere come questa rivoluzione abbia spazzato via il vecchio regime politico del 1789. E abbia poi provocato la caduta della monarchia nel 1792. Le rivolte sono la ragione della rivoluzione e della distruzione dei nostri tiranni e più di giornalisti e avvocati come Jean Paul e. Leader politici come Georges Danton e Maximilien Robespierre raccontano cosa ha vissuto il paese.:" In molti si indignano per i processi e le sentenze del tribunale rivoluzionario, ma io ho un'unica convinzione il destino di pochi uomini non vale quello della patria". &nbsp;ma la rivoluzione è una lotta spietata....</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-08-29 15:15:37 UTC</pubDate>
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         <author>christiancastura</author>
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         <description><![CDATA[<div>la francia passa a una monarchia COSTITUZIONALE</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-08-31 11:49:09 UTC</pubDate>
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         <title>Maria Antonietta</title>
         <author>christiancastura</author>
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         <description><![CDATA[<div>Maria Antonietta d'Asburgo-Lorena è stata la regina consorte di Francia e di Navarra come moglie di Luigi XVI <strong>12</strong>. Nata a Vienna nel 1755, Maria Antonietta era la figlia dell'imperatrice Maria Teresa e dell'imperatore Francesco I. La sua vita è stata caratterizzata da una serie di eventi drammatici, tra cui la rivoluzione francese e la caduta della monarchia <strong>3</strong>. Maria Antonietta è stata spesso oggetto di critiche e controversie, venendo dipinta come una figura frivola e insensibile.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-08-31 12:00:21 UTC</pubDate>
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         <author>christiancastura</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>Verso 1/2 del XVIII secolo la posizione dell'Inghilterra al centro dell'economia mondo stava rafforzandosi sempre di più. Tra le sue periferie vi erano 13 colonie situate nell'America del Nord, tra l'Oceano Atlantico e i monti Appalachi, che rifornivano la madrepatria di merci e prodotti a condizioni estremamente vantaggiose.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-09-14 15:09:44 UTC</pubDate>
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         <author>christiancastura</author>
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         <description><![CDATA[<div>&nbsp;La prima di queste colonie era stata fondata da un corsaro della regina Elisabetta, prima nel 1584. Questi l'aveva chiamata Virginia in onore della Regina Vergine. Da qui, nel corso di poco più di un secolo, si svilupparono altre dodici colonie abitate per la maggior parte da inglesi protestanti che fuggivano dalle persecuzioni dei sovrani cattolici della dinastia degli Stuart. Presto arrivarono a popolare le 13 colonie inglesi. Anche altri gruppi di europei persone indebitate, contadini impoveriti, mercanti e avventurieri a caccia di fortuna. Si trattava di gente molto decisa e senza alternative, disposta a lavorare duramente per costruirsi una nuova vita. I coloni, una volta stabilitisi in America, dovevano affrontare 1000 difficoltà legate all'esistenza quotidiana in un ambiente molto difficile.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-09-14 15:10:15 UTC</pubDate>
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         <author>christiancastura</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>Dunque erano ancora più decisi nel difendere ad ogni costo le proprie faticose conquiste e la propria libertà e per questo erano molto determinati. Nella seconda metà del Settecento la popolazione delle colonie ammontava a oltre 2 milioni di bianchi. La convivenza con le popolazioni indigene, cioè con gli indiani d'America o pellerossa, come venivano chiamati dai bianchi per via della loro usanza di tingersi di rosso il volto durante le guerre, non fu facile. La società indiana era estremamente semplice. Le attività principali erano la caccia, l'allevamento e la coltivazione del granturco e non esisteva tra loro la proprietà privata. Gli europei li consideravano dei selvaggi e a loro volta gli indiani disprezzavano il modo di vivere dei bianchi. Nonostante tutto, all'inizio i loro rapporti furono amichevoli, ma col crescere del numero dei coloni e della pretesa di nuove terre, gli europei si spinsero sempre più verso ovest, cacciando gli indiani dai loro territori ed entrando quindi in contrasto con loro. Le 13 colonie britanniche avevano caratteristiche molto differenti. Esse si dividevano in tre gruppi diversi, sia sul piano etnico che sul piano economico.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-09-14 15:11:20 UTC</pubDate>
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         <author>christiancastura</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>Le colonie del Sud erano caratterizzate da un'economia agricola che si fondava su grandi piantagioni dove venivano coltivati soprattutto cotone, riso, zucchero e tabacco, e la manodopera era costituita quasi interamente da schiavi neri comprati in Africa con il commercio triangolare. Le colonie del centro erano le più abitate e ricche di città e porti. La popolazione era mista, formata prevalentemente da inglesi, olandesi e tedeschi, protestanti. Anche in queste colonie vi era una ricca agricoltura con appezzamenti di piccole e medie dimensioni coltivati da braccianti stipendiati, ma si praticava prevalentemente il commercio. Le colonie del nord costituivano la regione chiamata New England. Qui la maggioranza della popolazione era inglese. Queste colonie godevano di un'agricoltura sviluppata, ma i loro guadagni provenivano soprattutto dal commercio con l'Inghilterra e l'Europa. Commerciavano anche schiavi che vendevano alle colonie del sud, avevano sviluppato una notevole flotta da pesca e possedevano cantieri navali e fabbriche per la lavorazione del legname e del ferro, oltre a piccole ma attive manifatture che vendevano i loro prodotti alle altre colonie. Tra i coloni gli aristocratici non esistevano, quindi la società coloniale non conosceva le enormi disparità sulle quali l'aristocrazia fondava in Europa il proprio potere e i propri privilegi.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-09-14 15:12:08 UTC</pubDate>
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         <author>christiancastura</author>
         <link>https://padlet.com/christiancastura/std5ilua6k2m3m13/wish/2704403826</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Nelle colonie era diffusa un'idea di uguaglianza tra gli uomini, per lo meno tra i bianchi, e la concezione del lavoro come elemento fondante della società. Inoltre l'istruzione era molto diffusa e la percentuale di chi sapeva leggere e scrivere era molto alta. Anche l'insegnamento universitario era abbastanza diffuso per quei tempi. Le grandi università di Harvard e Yale furono fondate già nella prima metà del Seicento. Tutti i coloni erano uniti dalla fede cristiana e dall'uso della lingua inglese. Politicamente le colonie erano governate da un governatore nominato dal re d'Inghilterra e affiancato da un'assemblea di rappresentanti dei cittadini. La presenza nelle colonie di popolazioni di origine diversa e di diversa religione, obbligati a vivere insieme, rende gli americani assai più aperti e tolleranti di quanto non lo fossero a quel tempo gli europei. Essi rispettavano l'autorità del re d'Inghilterra, ma avevano però diversi motivi per essere scontenti della loro dipendenza da Londra, soprattutto sul piano economico. Infatti le leggi coloniali li obbligavano ad esportare le loro materie prime solo in Inghilterra e inoltre non potevano sviluppare un artigianato locale perché erano obbligati ad acquistare tutti i prodotti lavorati dalla madrepatria.<br><br><br>In compenso, però, le tasse pagate dai coloni erano molto più basse di quelle pagate dai sudditi che risiedevano nella madrepatria. Nel 1764 il governo di Londra, per far fronte alle spese della guerra dei sette anni appena conclusasi, decise di imporre una serie di pesanti tasse che furono la causa scatenante della Rivoluzione americana. Tutto cominciò con una legge chiamata Stop Act, che imponeva un bollo a pagamento sui giornali e sui contratti di compravendita, l'equivalente della nostra marca da bollo. I coloni protestarono sostenendo che in base al Bill of Rights, le tasse erano illegali se non venivano approvate in un parlamento da chi le doveva pagare. Coniarono così uno slogan divenuto famoso No taxation without representation, cioè nessuna tassazione senza rappresentanza in Parlamento. Infatti nel Parlamento inglese non vi era alcun deputato americano. Ma la goccia che fece traboccare il vaso fu una nuova tassa sul tè esportato in America, imposta dal governo inglese nel 1773. Per protesta i coloni organizzarono il Boston Tea Party, cioè un vero e proprio boicottaggio delle navi inglesi, il cui carico di tè fu gettato nel mare nel porto di Boston.<br><br><br>Il Boston di Party fu la scintilla che fece scoppiare la rivoluzione. Infatti, in Inghilterra, profondamente irritato, inviò le truppe britanniche per punire i ribelli. L'arrivo dei soldati nel 1775 provocò l'insurrezione dei coloni e segnò l'inizio della Rivoluzione americana. Nel maggio 1775, un mese dopo l'arrivo dei soldati inglesi, i rappresentanti delle colonie si riunirono a Filadelfia, dove diedero vita ad un parlamento. Chiamato Congresso e nominarono comandante dell'esercito americano l'ufficiale George Washington, un grande proprietario terriero della Virginia. Il 4 luglio 1776 i rappresentanti delle 13 colonie, sempre a Filadelfia, votarono la Dichiarazione d'Indipendenza degli Stati Uniti d'America, interamente ispirata ai principi dell'Illuminismo. Con questo atto venivano esposte le ragioni che costringevano i coloni americani a rompere i legami con l'Inghilterra, ma soprattutto veniva proclamato un principio fondamentale, cioè che tutti gli uomini sono uguali e dotati di diritti inalienabili, come il diritto alla vita, alla libertà, alla ricerca della felicità. E quando un governo nega questi diritti? Il popolo ha diritto di cambiarlo e di istituirne uno nuovo. Proprio quello che stavano facendo ora i coloni.<br><br><br>Scoppiata la guerra, le colonie arruolarono volontari pieni di entusiasmo ed esperti del territorio dove si combatteva. Ma impreparati e disorganizzati, gli americani attraversarono momenti molto difficili di fronte all'armata britannica, costituita da professionisti, ma il forte amor di patria che li guidava portò infine i coloni americani alla vittoria. Dopo aver sconfitto l'esercito britannico a Saratoga nel 1777, i coloni ottennero l'appoggio della Francia, mentre nel 1781 inflissero agli inglesi una grave, definitiva sconfitta a York. Così nel 1783 fu firmata la pace di Versailles che decretava la nascita di una nuova nazione, gli Stati Uniti d'America. Finita la guerra non fu facile per le 13 colonie così diverse tra loro e con interessi diversi, mettersi d'accordo sulla forma che doveva assumere il nuovo Stato. Tutti volevano una repubblica e non una monarchia, e quasi tutti preferivano uno Stato federale che lasciasse i singoli stati che lo componevano. La libertà di varare proprie leggi e che riservasse al governo centrale solo questioni di interesse nazionale, come il controllo della politica estera e dell'esercito. Così fu. Infatti, nel 1787 i rappresentanti dei 13 Stati adottarono una costituzione che sanciva la nascita degli Stati Uniti d'America come federazione di Stati indipendenti, con a capo il presidente George Washington.<br><br><br>La Costituzione prevedeva la divisione dei poteri secondo lo schema illuminista di Montesquieu. Il potere legislativo spettava al Congresso, cioè al Parlamento. Il potere esecutivo spettava al Presidente della Repubblica, che era contemporaneamente capo del governo e Capo dello Stato. Il potere giudiziario fu affidato a giudici eletti in ogni Stato e ad una Corte Suprema federale che doveva far rispettare la Costituzione che garantiva la libertà dei cittadini. Il sistema elettorale prescelto fu quello censitario, che attribuiva il diritto di voto sulla base della ricchezza delle persone. Perciò gli elettori furono solo i maschi maggiorenni con un certo livello di ricchezza, mentre i neri e i pellerossa erano completamente esclusi dalla vita politica. Nonostante ciò, gli americani realizzarono molte idee elaborate dall'Illuminismo e numerosi erano coloro che, nell'Europa delle monarchie assolute, guardavano agli Stati Uniti come ad un modello da imitare. Tra questi c'erano soprattutto i francesi, che da lì a qualche anno avrebbero dato il via ad un movimento rivoluzionario storico, in parte ispirato alla stessa rivoluzione americana.</div><div><br><br><br><br></div>]]></description>
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