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      <title>Greci e Romani di fronte allo straniero by </title>
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      <description></description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-04-26 19:45:47 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>biancadeangelis</author>
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         <description><![CDATA[<div>Essi quindi, oltre a difendere la propria terra da minacce esterne, si credono una comunità SUPERIORE alle altre e ciò li porta a creare un’esclusione da quei territori di altri individui provenienti da territori esterni</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-09 20:36:10 UTC</pubDate>
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         <title>Grecia </title>
         <author>biancadeangelis</author>
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         <description><![CDATA[<div>I Greci si caratterizzano per un&nbsp; atteggiamento di CHIUSURA nei confronti dello straniero</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-09 20:48:31 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>biancadeangelis</author>
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         <description><![CDATA[<div>I Greci e i Romani sono dotati di due culture differenti, quindi sono portati ad avere atteggiamenti contrastanti nei confronti dello straniero</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-10 20:32:29 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>biancadeangelis</author>
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         <description><![CDATA[<div>Questo è causato anche dal legame strettissimo che essi condividono con la propria terra. Si parla, quindi, di "autoctonìa", termine con cui i Greci intendono sottolineare le profonde radici che li tengono legati alla propria terra, che essi abitano da un' epoca remota, per la quale combattono anche a costo della vita.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-10 20:37:18 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>biancadeangelis</author>
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         <description><![CDATA[<div>Con questo popolo, pertanto, nasce l'idea di ETNOCENTRISMO, secondo cui il proprio paradigma culturale è ritenuto il più importante tra tutti; essi, quindi, conferiscono una PRIORITA' ai propri modi di vivere e agli strumenti di interpretazione della realtà</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-10 20:54:52 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>biancadeangelis</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il forte legame presente con la propria terra, ovvero l'autoctonia, è testimoniato anche dal MITO DI FONDAZIONE greco, che prevede che questo popolo sia stato fondato da una divinità autoctona. Questa credenza, quindi, denota anche&nbsp; l' AUTOCENTRISMO proprio del popolo greco, che li porta ad escludere individui estranei alla propria terra</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-12 13:28:57 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>biancadeangelis</author>
         <link>https://padlet.com/biancadeangelis/Bookmarks/wish/2181263636</link>
         <description><![CDATA[<div>L'atteggiamento di chiusura nei confronti degli stranieri si può notare anche dai termini con cui i greci si riferiscono ad essi. I 3 termini più importanti sono:<mark><br></mark>-<mark>barbaros</mark>: alla lettera significa "balbuziente", è un aggettivo quasi offensivo utilizzato per indicare coloro che non sanno parlare il greco e non fanno parte di questa cultura; con questi individui, quindi, si crea una situazione di INCOMUNICABILITA'.<br>-<mark>ekzròs</mark>: termine con significato negativo, che indica il vero e proprio nemico, con cui c'è OSTILITA'.<br>-<mark>xenos (straniero/ospite)</mark>: parola usata per indicare un individuo estraneo alla propria comunità, con cui c'è uno sfondo culturale comune e con cui si condivide la stessa lingua. Verso questo c'è quindi un dovere di ACCOGLIENZA.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-12 13:33:50 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>biancadeangelis</author>
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         <description><![CDATA[<div>Verso lo xenos c'è quindi un dovere di accoglienza. Si parla, in questo caso, di xenìa, un vero e proprio vincolo sacro che lega individui che parlano la stessa lingua. Questo sistema, presente soprattutto nella parte aristocratica della società, è tipico della Grecia arcaica e si formalizza con lo scambio di doni; è tramandato a tutti i membri della famiglia degli individui che lo hanno originato.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-12 16:27:15 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>biancadeangelis</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il concetto di accoglienza compare in diversi episodi dei poemi omerici:<br>-nel confronto tra <mark>Glauco e Diomede</mark>: i due eroi decidono di non combattere in quanto scoprono di essere legati da vincoli di ospitalità (Iliade)<br>- nell' <mark>ambasceria</mark> inviata ad Achille, formata da Fenice, Aiace e Odisseo, al fine di convincerlo a tornare a combattere. Achille qui si mostra molto ospitale a causa della xenià, che gli impone di essere tale verso gli altri greci, ma tuttavia, in seguito, egli rifiuta la loro richiesta. (Iliade)<br>- nel <mark>colloquio tra Achille e Priamo</mark>, quando il Pelide si reca, scortato da Ermes, nella tenda del padre di Ettore. In questo caso, Priamo rifiuta i doni di Achille perchè non vuole aprire questo legame con l'assassino di suo figlio. (Iliade)<br>- nell'incontro tra <mark>Odisseo e Nausicaa</mark>, in cui la xenìa viene rispettata. Odisseo, approdato sull'isola dei Feaci, viene, infatti, accolto calorosamente dal re Alcinoo e dal suo popolo. (Odissea)<br>- nell'incontro con<mark> Circe</mark>: in questo caso la xenìa viene rispettata perchè la donna accoglie Odisseo e i suoi uomini, ma ciò avviene con fini negativi, in quanto la maga trasforma i suoi compagni in animali.<br>- nell'incontro con i <mark>Ciclopi</mark>, dove, tuttavia, essi si dimostrano incivili, in quanto non accolgono Odisseo e i suoi uomini, ma anzi, li imprigionano in una caverna. (Odissea)<br>- nell'episodio in cui <mark>Menelao</mark> accoglie Telemaco (Odissea- Telemachìa)<br>- nel momento in cui <mark>Calipso</mark> accoglie Ermes, in quanto questo legame è praticato anche tra divinità (Odissea)<br>- nell'episodio in cui <mark>Eumeo</mark> accoglie il falso Odisseo (Odissea)<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-12 16:35:03 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>biancadeangelis</author>
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         <description><![CDATA[<div>L'essere rispettosi nei confronti dello straniero denota un atteggiamento pio, mentre chi non lo è viene inquadrato come tracotante&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-12 17:06:49 UTC</pubDate>
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         <title>Roma</title>
         <author>biancadeangelis</author>
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         <description><![CDATA[<div>I Romani si caratterizzano per una maggiore apertura nei confronti dello straniero. A Roma, infatti, non è la terra che crea gli uomini, ma è la terra ad essere creata da essi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-12 17:09:48 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>biancadeangelis</author>
         <link>https://padlet.com/biancadeangelis/Bookmarks/wish/2181643070</link>
         <description><![CDATA[<div>Nella Roma arcaica, infatti, lo straniero veniva educato ad usi e costumi romani affinchè diventasse un cittadino come gli altri. </div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-12 17:15:36 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>biancadeangelis</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nella Roma arcaica il termine per indicare lo straniero è hostis, percepito come qualcuno da accogliere. Essi, quindi, non trattano lo straniero in modo offensivo e si riferiscono a questo con termini come hospes, advena, esternus e peregrinus. In seguito, il termine hostis assume un significato negativo, ovvero quello dello straniero da combattere. Per indicare lo straniero inoffensivo, allora, si decide di usare la parola hospes, che ha la stessa radice di hostis.<br>In seguito, però, anche i romani iniziano ad usare la parola "barbaro". Questo è evidente con Cesare, che si riferisce con questo termine ai Galli, ritenuti militarmente e culturalmente inferiori ai Romani</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-12 17:23:35 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>biancadeangelis</author>
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         <description><![CDATA[<div>L'apertura che differenzia i Romani dai Greci è testimoniata anche dal loro <strong>mito di fondazione</strong>. Esso, infatti, prevede che Roma sia stata fondata da Enea, che è un Troiano e, quindi, uno straniero.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-12 17:27:12 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>biancadeangelis</author>
         <link>https://padlet.com/biancadeangelis/Bookmarks/wish/2181825924</link>
         <description><![CDATA[<div>Il modo che i Romani hanno di relazionarsi con lo straniero sfocia, quindi, nel concetto di RELATIVISMO CULTURALE, particolarmente evidente con Cornelio Nepote. In base a questa posizione, egli intende sottolineare che non bisogna giudicare negativamente ciò che è diverso dalla propria cultura. Questo modo di ragionare si distacca da quanto avviene con i Greci, che invece ritengono i propri valori superiori a quelli degli altri popoli. Cornelio Nepote, infatti, ritiene che siano ignoranti coloro che a prescindere giudicano sbagliato ciò che è diverso dalle proprie usanze.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-12 19:21:37 UTC</pubDate>
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