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      <title>Nelle storie di Dacia by Valentina Felici</title>
      <link>https://padlet.com/valentina_felici/sp5fk1yfgb5u</link>
      <description>Laboratorio di lettura e scrittura su &quot;La Pecora Dolly e altre storie per bambini&quot; di Dacia Maraini, classe 1E a.s. 2016/2017</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2016-12-12 14:56:20 UTC</pubDate>
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         <title>Note della prof. Valentina Felici</title>
         <author>valentina_felici</author>
         <link>https://padlet.com/valentina_felici/sp5fk1yfgb5u/wish/143133987</link>
         <description><![CDATA[<div>- Lettura (individuale e collettiva) seguita da discussione in classe <br>- Mappe mentali su ogni storia<br>- Visione dello speciale <em>Quante Storie</em> dedicato a Dacia Maraini&nbsp; per i suoi 80 anni (puntata del 12 novembre 2016) e di alcune parti del documentario <em>Io sono nata viaggiando </em>di Irish Braschi (Italia 2013).<br>- Laboratorio creativo in piccoli gruppi per realizzare "recensioni mute in 3D". Indicazioni per avviare il lavoro: "Dopo aver riletto insieme la storia, scrivete delle brevi frasi che possano presentarla senza rivelare troppo della trama. Cercate passi del racconto che vi hanno colpito e scrivete frasi che possano rispecchiare quello che l'autrice vi ha trasmesso. Infine, immaginate che personaggi e oggetti raccontati nel libro prendano forma, portando a scuola giocattoli oppure altri oggetti che vi hanno fatto pensare a queste storie".<br>- Scrittura autobiografica, prendendo spunto da <em>Scarpe di vernice </em>e <em>La famiglia in una scarpa, </em>a partire dalla traccia "Un ricordo in una scarpa". Suggestioni tratte dalla postfazione del libro di Antonio Faeti <em>L'Alto e il Basso</em>. <br><strong>Incontro con Dacia Maraini (15 dicembre 2016)</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-12-12 15:01:01 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;uccellino al circo </title>
         <author>valentina_felici</author>
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         <description><![CDATA[<div>Giorgio - Alessia - Mattia - Marzio - Valerio S.</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-12-12 16:45:51 UTC</pubDate>
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         <title>La pelliccia di volpe</title>
         <author>valentina_felici</author>
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         <description><![CDATA[<div>Alice - Sara L. - Nethmi - Binrui </div>]]></description>
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         <pubDate>2016-12-12 16:47:20 UTC</pubDate>
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         <title>La cornacchia del Canadà</title>
         <author>valentina_felici</author>
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         <description><![CDATA[<div>Daniele - Valerio P. - Andrea U. - Elena - Martino </div>]]></description>
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         <pubDate>2016-12-12 16:47:28 UTC</pubDate>
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         <title>I cani di Roma</title>
         <author>valentina_felici</author>
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         <description><![CDATA[<div>Benedetta - Camilla - Marco - Sara F.  </div>]]></description>
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         <pubDate>2016-12-12 17:01:30 UTC</pubDate>
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         <title>Andrea Angelaggio &quot;Le scarpe con i lacci&quot;</title>
         <author>valentina_felici</author>
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         <description><![CDATA[<div>Andrea ha iniziato a portare le scarpe con i lacci a tre anni. Inizialmente gliele allacciavano i suoi genitori o suo fratello, ma lui, osservando i movimenti, dopo un anno, riuscì ad allacciare le sue scarpe preferite. Queste scarpe erano gialle, con la suola e i lacci blu elettrico. Era felicissimo di aver imparato ad allacciarsi le scarpe, tanto che faceva vedere a tutti quelli che conosceva ciò che aveva imparato a fare!</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-12-12 17:02:32 UTC</pubDate>
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         <title>Marco Ongtioco &quot;Le odiate scarpe da cerimonia&quot;</title>
         <author>valentina_felici</author>
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         <description><![CDATA[<div>Era primavera, Marco davanti a una vetrina osservava molte paia di scarpe da cerimonia. Un paio in particolare gli piacque molto: le scarpe erano blu con sfumature di azzurro. Allora chiese ai suoi genitori se le potevano acquistare, ma i suoi gli risposero di no perché a loro non piacevano e perché costavano molto.<br>Marco, molto triste, ne cercò altre simili a quelle, ma nessuna scarpa era così bella. I suoi genitori trovarono un altro paio di scarpe che a loro piaceva, ma a Marco no. Arrabbiato per non aver acquistato le scarpe che desiderava, decise di non andare più al matrimonio a cui era stato invitato.<br>Ma la madre lo convinse ad andarci: lei ci teneva e poi gli aveva comprato un paio di scarpe proprio per quella occasione. A Marco quelle scarpe proprio non piacevano! Voleva solo le scarpe blu sfumate di azzurro! <br>Andò al matrimonio, costretto a indossare le scarpe che considerava le più brutte del mondo. Queste scarpe rimasero con lui per poco tempo... le rovinò in tutti i modi possibili: saltando nel fango, schiacciandole, bagnandole, scrivendoci sopra!</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-12-12 17:08:44 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>valentina_felici</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2016-12-12 17:17:21 UTC</pubDate>
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         <title>Mariasofia Geronimo &quot;Una promessa in una scarpa&quot;</title>
         <author>valentina_felici</author>
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         <description><![CDATA[<div>Sembrerà strano ma una scarpa può contenere dei ricordi. C'è una scarpa che non è molto particolare: è una All Star della Convers, alta e di colore blu. L'ho tenuta per molti anni per i ricordi preziosi che conteneva. Il primo ricordo è che sono andata a comprarla con la mia migliore amica Beatrice: eravamo amiche per la pelle, fino a quando lei non si è dovuta trasferire. Con quella scarpa avevamo fatto un patto: dovevamo tenerla per sempre, anche se poi non è stato possibile! <br>Un altro motivo che rendeva quella scarpa speciale è che è stata la prima scarpa con i lacci perché prima non li sapevo allacciare e compravo sempre le scarpe con gli strap. Ma quel giorno avevamo fatto un'altra promessa: mi sarei messa le scarpe e avrei imparato ad allacciarle. <br>È stato difficile separarmi da quelle scarpe, ma c'è un bel ricordo contenuto in quelle scarpe che non mi lascerà mai perché rimarrà sempre nel mio cuore e non lo dimenticherò mai più!</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-12-12 17:18:14 UTC</pubDate>
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         <title>Alice Novelli &quot;Scarponcini da neve&quot;</title>
         <author>valentina_felici</author>
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         <description><![CDATA[<div>Alice non era molto legata ai suoi scarponcini da neve ma le ricordavano quando, con loro, aveva scoperto un posto magico. La bambina aveva otto anni ed era andata con i suoi genitori a fare un giro in macchina tra le montagne del Friuli.<br>Era inverno e il terreno era ricoperto di neve. Ad un certo punto, si fermarono: c'era troppa neve e dovettero continuare a piedi. La camminata fu difficile ma, dopo poco, Alice e i suoi genitori si ritrovarono in un boschetto innevato.<br>Si misero a correre e a giocare tra la neve. Alice era così contenta... a lei piaceva molto la neve, ma odiava bagnarsi i piedi. Grazie a quegli scarponcini da neve era all'asciutto e poteva continuare a divertirsi. <br>Da quel giorno capì che quelle scarpe erano utili e iniziò ad apprezzarle di più.</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-12-12 17:27:13 UTC</pubDate>
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         <title>Martino Giancarli &quot;Le scarpe nuove&quot;</title>
         <author>valentina_felici</author>
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         <description><![CDATA[<div>Un giorno, un bambino di nome Martino era in cerca di un nuovo paio di scarpe, delle scarpe comode, da ginnastica e con gli strap perché, a quell'età – otto anni –, non gli piaceva tanto allacciare e slegare ogni giorno le stesse scarpe. Era una giornata di luglio, una giornata di vacanza, con tanto sole. Martino e suo padre si fermarono in un negozio a Roma. Ovviamente si erano spostati con il motorino perché a piedi era troppo lontano e con la macchina non avrebbero trovato parcheggio. Entrarono in un negozio sportivo conosciuto dal papà e subito Martino si lanciò su un paio di scarpe dell'Adidas, blu e bianche. A quel tempo erano questi i suoi colori preferiti. Così costrinse suo padre a comprarle e da quel momento non le tolse più. Ancora oggi le usa, per camminare e divertirsi ogni giorno.</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-12-12 17:35:35 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>valentina_felici</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2016-12-12 17:37:14 UTC</pubDate>
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         <title>Valerio Simone &quot;I primi scarpini&quot;</title>
         <author>valentina_felici</author>
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         <description><![CDATA[<div>Era il primo anno che Valerio giocava a calcio e per Natale aveva chiesto un paio di scarpini simili a quelli del suo idolo: Miroslav Klose. Appena li ricevette, Valerio era felicissimo perché erano proprio uguali a quelli di Klose. Era di colore nero e avevano il simbolo della Puma giallo fluorescente come un evidenziatore. Valerio li lucidava sempre prima di ogni partita perché gli piaceva che il colore nero diventasse lucido. Appena li indossò, erano naturalmente molto scomodi perché all'inizio tutte le scarpe sono scomode. Ma, appena si sentì a suo agio, Valerio era ancora più felice perché aveva almeno un particolare uguale al suo idolo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-12-12 17:43:32 UTC</pubDate>
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         <title>Sara Licata &quot;I miei stivaletti preferiti&quot; </title>
         <author>valentina_felici</author>
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         <description><![CDATA[<div>Le mie scarpe preferite sono degli stivaletti neri con i lacci. Hanno un po' di tacco. Mi ricordo quando con queste scarpe andavo a casa dei miei amici o a fare passeggiate nel parco. Sono morbide, mi tengono molto caldo, sono di finta pelle. Per stringerle ho i lacci, ma c'è anche una piccola zip. Non è stato facile trovarli, ma quando li ho visti me ne sono subito innamorata e ho deciso di indossarli immediatamente. Tengo sempre bene queste scarpe. Mi sono affezionata e ci vado sempre a scuola. Se fosse per me, le lascerei per sempre ai miei piedi!</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-12-12 17:46:50 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>valentina_felici</author>
         <link>https://padlet.com/valentina_felici/sp5fk1yfgb5u/wish/143192872</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2016-12-12 17:51:02 UTC</pubDate>
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         <title>Camilla Di Fausto &quot;Scarpe da trekking&quot;</title>
         <author>valentina_felici</author>
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         <description><![CDATA[<div>C'era una volta un paio di scarpe da trekking che vivevano in un negozio di scarpe. Erano alte, di colore marrone e viola e avevano la suola adatta ai terreni rocciosi. <br>Un giorno una bambina di nome Camilla entrò in quel negozio e, appena vide quelle scarpe, le comprò subito. Quelle scarpe l'avrebbero accompagnata in un'avventura fantastica e ricca di emozioni... un viaggio all'Isola d'Elba!<br>Arrivò il giorno della partenza e Camilla le mise per prime in valigia. Quando arrivarono alla meta, Camilla poté indossare le sue magnifiche scarpe per andare a fare un'escursione sulle pendici del Monte Capanne. Fu un'impresa faticosa ma con le sue scarpe Camilla riuscì a farcela. Le sue scarpe si sporcarono e quasi si offesero per questo, ma Camilla riuscì a consolarle. Il giorno seguente Camilla le portò con sé alle miniere e lì la aiutarono a raccogliere dei minerali. Nel viaggio di ritorno, Camilla era talmente affezionata a loro che lasciò le sue vecchie scarpe sul pullman... ma – per fortuna – Flavia si accorse di questa dimenticanza e gliele riportò!</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-12-13 05:23:30 UTC</pubDate>
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         <title>Laboratorio di lettura</title>
         <author>valentina_felici</author>
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         <description><![CDATA[<div>La classe si trasforma in un laboratorio... 4 settimane di lavoro in 4 minuti!</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-12-13 23:16:45 UTC</pubDate>
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         <title>Alessia Zhang &quot;Scarpe a sorpresa&quot;</title>
         <author>valentina_felici</author>
         <link>https://padlet.com/valentina_felici/sp5fk1yfgb5u/wish/143504723</link>
         <description><![CDATA[<div>Zhou Hainua ha visto un paio di scarpe che costano tantissimo e lavora tantissimo per comprare quelle scarpe. Anche Zhang Li Yu ha visto quelle scarpe e le ha comprate per ragalarle a sua moglie Zhou Hainua. Quando torna a casa, la mamma fa vedere al papà le sue scarpe nuove, ma il papà urla come un pazzo e le fa vedere le scarpe che ha comprato: sono le stesse!</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-12-13 23:20:53 UTC</pubDate>
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         <title>Marzio Abundo &quot;Le scarpe dei nonni&quot;</title>
         <author>valentina_felici</author>
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         <description><![CDATA[<div>Marzio aveva un paio di scarpe a cui era molto affezionato perché gli erano state date in regalo dai suoi nonni. Erano comodissime per via della soletta morbida. Le scarpe sopra erano blu, ai lati erano di un blu molto scuro e davanti e dietro erano di un verdognolo non molto chiaro che ricordava il colore dell'erba. I lacci rendevano le scarpe molto più originali: erano di colore nero con le punte grigie. Marzio le portò per un intero anno scolastico: subirono molte sofferenze, tra i calci ai palloni al continuo correre che rese le scarpe rovinate e malridotte. Marzio, però, a quelle scarpe teneva molto. Allora, nonostante le loro condizioni, non le abbandonò, finché non arrivarono le vacanze. In quel momento il piede di Marzio crebbe fino a che le scarpe gli facevano venire un forte dolore ai piedi. Marzio partì per la Polonia con quelle scarpe, perché non voleva abbandonarle, ma non sopportava più il dolore. Arrivato in Polonia,  Marzio insieme alla sua famiglia decise di sostituirle con un paio di scarpe nere, con lacci neri e suola nera, lasciando le vecchie scarpe abbandonate in un angolino, pronte per essere dimenticate... Tuttavia, restano le scarpe migliori che Marzio abbia mai indossato!</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-12-13 23:24:19 UTC</pubDate>
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         <title>Flavia De Maria &quot;Gli scarponi di Flavia&quot;</title>
         <author>valentina_felici</author>
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         <description><![CDATA[<div>Gli scarponi hanno conosciuto Flavia nell'estate di tre anni fa. Un amore a prima vista! Flavia li scelse tra altri mille modelli, attratta dal loro colore, celeste cielo. Flavia portò i suoi scarponi in montagna. La prima volta che li indossò fu per raggiungere il rifugio Roma in Trentino Alto Adige, per una camminata molto lunga e in salita. Flavia era stanca e alla fine della giornata i suoi scarponi erano sporchissimi. Portò i suoi scarponi anche agli scout dove fece tantissime e divertentissime esperienze, come quando li indossò in una giornata piovosa e fangosa alla Caffarella. Tornarono a casa, Flavia e gli scarponi, fradici però di sicuro lei impiegò molto meno tempo ad asciugarsi, mentre gli scarponi restarono ad asciugare per giorni e giorni. Flavia preferiva gli scarponi alle altre scarpe perché, oltre ad essere molto comodi, ci si era affezionata. Flavia, però cresceva sempre di più e gli scarponi invece restavano uguali. Un giorno fu costretta a lasciarli perché erano diventati un po' piccoli!</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-12-13 23:33:35 UTC</pubDate>
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         <title>Elena Jin &quot;Le scarpe di Maria&quot;</title>
         <author>valentina_felici</author>
         <link>https://padlet.com/valentina_felici/sp5fk1yfgb5u/wish/143505768</link>
         <description><![CDATA[<div>Maria ha un paio di scarpe bellissime che le ha regalato sua mamma. Queste scarpe a lei piacciono molto. Sono bianche con sopra dei brillantini e sono scarpe estive. Un giorno, a scuola, lei era veramente arrabbiata: ha buttato tutte le cose a terra, batteva i piedi e le sue scarpe con i brillantini. Le maestre hanno sentito il rumore e hanno sgridato Maria perché faceva confusione. Maria piangeva, piangeva. A casa aveva detto alla mamma che quel bambino la prendeva in giro! La mamma diceva che erano troppe volte che quel bambino la prendeva in giro. Maria ha deciso di cambiare scuola e le maestre le chiedevano perché. Maria ha risposto: "Una volta va bene, due volte pure, ma tre o quattro no!" E Maria se n'è andata via... insieme alle sue scarpe bianche con i brillantini.</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-12-13 23:42:47 UTC</pubDate>
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         <title>Valerio Pochini &quot;Le scarpe rotte&quot;</title>
         <author>valentina_felici</author>
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         <description><![CDATA[<div>La scarpa preferita di Valerio è la scarpa da calcio cioè lo scarpino. Lui la considera una scarpa morbida che avvolge il piede. È una scarpa di cuoio, peccato che ultimamente con lei ha avuto brutte esperienze. In una partita di campionato, gli avversari sono entrati in scivolata e hanno aperto la suola della scarpa destra.<br>Lui è rimasto molto male e per giorni ha pianto. Dopo un po' ha pensato di andare a ripararle dal calzolaio. Ma il calzolaio gli disse che non c'era storia: erano rotte e non si potevano riparare. Valerio rimase di stucco e corse a comprare un altro scarpino, ma non fu la stessa cosa. Era legato ai suoi scarpini che gli avevano fatto provare molti sentimenti: gioia quando vinceva, tristezza quando perdeva... ma ormai queste scarpe erano venute a mancare, come succede con le persone! </div>]]></description>
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         <pubDate>2016-12-14 06:08:50 UTC</pubDate>
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         <title>Dalla cucina di un re</title>
         <author>valentina_felici</author>
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         <description><![CDATA[<div>Andrea A. - Beatrice - KuanYu - Clara</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-12-14 21:48:43 UTC</pubDate>
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         <title>La pecora Dolly</title>
         <author>valentina_felici</author>
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         <description><![CDATA[<div>Carlotta - Flavia - Giacomo - Mariasofia</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-12-14 21:58:33 UTC</pubDate>
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         <title>Sara Farioli Vecchioli &quot;Strane sorprese in una scarpa&quot;</title>
         <author>valentina_felici</author>
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         <description><![CDATA[<div>La scorsa estate Sara andò in montagna con i suoi cugini, i suoi amici e la sua famiglia. Aveva bisogno di scarpe adatte per l'occasione. Lei voleva delle scarpe molto particolari: dovevano essere alte, con i lacci, uno strap e tutte nere. Girò per negozi, outlet, centri commerciali, ma... niente! Non riusciva a trovare quelle scarpe. Il giorno prima della partenza, rassegnata, si comprò da Decathlon un paio di scarpe classiche, basse e con i lacci e se le portò in viaggio. <br>Appena arrivò in montagna, vide un negozio che aveva in vetrina le scarpe dei suoi sogni. Se le comprò e, soddisfatta, arrivò al suo rifugio. La notte, per la gran voglia di indossare le scarpe, non riuscì neanche a dormire. Non sapeva, però, che in montagna ci sono molti insetti che lei odiava perché le facevano impressione. Quella mattina, Sara, tutta contenta, si mise le sue scarpe e insieme agli altri iniziò l'escursione. A metà camminata, Sara iniziò a sentire uno strano formicolio sulla pianta del piede.<br>Visto che soffre molto il solletico, si fermò, si tolse subito la scarpa e iniziò a urlare! Non appena sfilò il piede, vide una strana forma scura che si muoveva lentamente. Diede uno scossone alla scarpa, la rovesciò e vide cadere, come in uno dei suoi peggiori incubi, un enorme scarafaggio, tutto nero e pieno di zampe! Tutti adesso vi starete chiedendo come abbia fatto a non accorgersene. Sara è molto distratta!</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-12-14 22:12:01 UTC</pubDate>
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         <title>Andrea Urciuoli &quot;Le scarpe da tennis&quot;</title>
         <author>valentina_felici</author>
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         <description><![CDATA[<div>Un giorno Andrea andò a comprare un paio di scarpe da tennis. Appena le vide, gli piacquero molto per il loro colore giallo acceso e per i lacci blu. Dopo poche ore che le aveva acquistate, partì per Napoli insieme ai suoi amici del tennis. Lì giocò dalla mattina alla sera con quelle scarpe e giocò anche le sue prime partite fuori dal Lazio. In quel viaggio, Andrea si divertì molto e per questo a quelle scarpe associa una bellissima esperienza.</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-12-14 22:18:19 UTC</pubDate>
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         <title>Nethmi Medis &quot;Scarpe di pelliccia&quot;</title>
         <author>valentina_felici</author>
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         <description><![CDATA[<div>D'inverno, in una giornata non troppo fredda, in una strada circondata di castagni dall'odore dolce e travolgente e da tante luci, una ragazzina era intenta a guardare una decorazione natalizia in un negozio. Ma ciò che era sorprendente era un oggetto in vetrina... di colore marrone vivace, sul bordo c'era la pelliccia sintetica beige con sfumature nere. Di che cosa si sta parlando? Ovvio un paio di stivali che cambiavano colore sotto le luci accecanti, tanto da farla cadere. A quel punto si aggrappò al bordo di pelliccia delle scarpe. La sua attenzione ricadde sulla sua mano che conteneva un ciuffo della pelliccia: rimase di stucco e si chiese come avesse fatto a staccarlo senza saperlo. Si rialzò, rimanendo a fissare la sua mano, e lasciando volare il pezzo di pelliccia e continuando a camminare, perdendo la concezione del tempo. Nella sua testolina continuavano a girovagare troppe domande. Alla fine si rese conto che quella sera il tempo la soggiogava!</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-12-14 22:20:56 UTC</pubDate>
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         <title>BinRui Xu &quot;In un negozio di scarpe&quot;</title>
         <author>valentina_felici</author>
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         <description><![CDATA[<div>– Mamma, mamma, hai visto quegli stivali? Sono bellissimi.<br>Disse BinRui.<br>– Sì, ho visto. Vuoi andare a provarli?<br>Disse la mamma.<br>– Sì, sì, sì!<br>BinRui fu molto contenta. Corse dentro il negozio di scarpe.<br>– Salve, signorina, in cosa vi posso aiutare?<br>Disse il negoziante.<br>– Vogliamo provare quegli stivali là, numero 34 e 35. Grazie!<br>Disse la mamma.<br>– Ok. Vengo subito.<br>Dopo un po'...<br>– Eccomi! Questo è il 34 e quello è il 35. Quale vuoi provare?<br>– Il 34, per favore. <br>Disse BinRui che subito mise le scarpe.<br>– Mamma, sono belle?<br>– Sì. Sono belle. Se ti piacciono, possiamo anche comprarle<br>– Sì. Mi piacciono molto.<br>– Grazie, signora! Vengono 600 yuan.<br>Disse il negoziante e la mamma pagò.<br>Dopo una settimana la mamma di BinRui tornò a Roma.<br>– Mamma, devi partire per forza? Tornerai la prossima volta? Quando?<br>disse BinRui.<br>– Non lo so. È arrivata l'ora, devo andare. Ciao!<br>Disse la mamma.<br>Quegli stivali BinRui li ha messi per due anni interi, pensando: "un giorno, tornerà la mamma..."</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-12-14 22:30:19 UTC</pubDate>
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         <title>Giorgio Battaglia &quot;Scarpe da ginnastica&quot;</title>
         <author>valentina_felici</author>
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         <description><![CDATA[<div>Io scelgo molto accuratamente le mie scarpe: le voglio comode e carine. Ecco perché le preferisco da ginnastica. Le scarpe sono qualcosa di importante perché sorreggono il tuo peso tutto il giorno, proteggono i tuoi piedi dal freddo e da eventuali urti e soprattutto, se distrattamente pesti una cosa che non vorresti mai, loro si sacrificano per te!<br>Le mie marche preferite sono New Balance e Trainer. Amo colori che fanno contrasto, di solito uno molto acceso e uno spento. Fino a poco tempo fa, facevo fatica ad allacciarmi le scarpe, quindi usavo scarpe con lo strappo, che non erano da veri fighi, poi ho imparato e adesso vado fiero dei miei lacci. All'età di otto anni, portavo il numero 34 e questo mi è rimasto per quasi due anni. Per questo motivo ho portato le stesse scarpe per tanto tempo e mi ci sono affezionato. E adesso porto un paio stupendo 36 e mezzo!</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-12-14 22:38:03 UTC</pubDate>
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         <title>Daniele Tremaroli &quot;Scarpe in viaggio&quot;</title>
         <author>valentina_felici</author>
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         <description><![CDATA[<div>Daniele aveva un paio di scarpe color celeste ed erano molto vecchie e rovinate perché le usava tutti i giorni. Spesso ricordava che era proprio bello ed elegante il primo giorno del campo scuola. Era felicissimo di aver indossato quelle scarpe. Il primo giorno aveva camminato molto, si sentiva un po' stanco, però con quelle scarpe ci camminava benissimo perché erano comodissime. Era andato a visitare la casa di Napoleone ed era così contento che non vedeva l'ora di tornare a casa per vantarsi di aver toccato con quelle scarpe il pavimento della casa di Napoleone.<br>Uscito dal museo, era andato verso la piazza piena di negozi. Lui aveva iniziato a correre, felice di indossare quelle affezionatissime scarpe. Le scarpe, invece, non erano altrettanto contente. Se avessero potuto parlare, avrebbero detto a Daniele: – Smettila di correre! Ci maltratti e ci schiacci continuamente! Se continui così, non dureremo a lungo!</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-12-14 22:42:49 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>valentina_felici</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2016-12-14 23:18:06 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>valentina_felici</author>
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         <description><![CDATA[<div>Un ringraziamento particolare da parte della prof. Felici a Giorgio Battaglia e Giacomo Teardo per l'aiuto prezioso nel montaggio dei video!</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-12-16 10:16:00 UTC</pubDate>
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         <title>Buon compleanno, Dacia!</title>
         <author>valentina_felici</author>
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         <description><![CDATA[<div>Alla scoperta della scrittrice...</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-12-16 21:00:10 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>valentina_felici</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2016-12-16 21:10:25 UTC</pubDate>
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         <title>Mattia D&#39;Angelo &quot;Le scarpe scintillanti&quot;</title>
         <author>valentina_felici</author>
         <link>https://padlet.com/valentina_felici/sp5fk1yfgb5u/wish/144141117</link>
         <description><![CDATA[<div>Quando aveva otto anni, Mattia possedeva due lucenti scarpe di marca Converse. I colori di quelle calzature, poco sgargianti, erano il rosso, il grigio, il bianco e il nero. Anche se i colori di per sé erano poco luminosi, nel complesso davano il complemento per rendere il tutto scintillante. La peculiarità di queste scarpe era la caratteristica stramba di essere prive sia di lacci che di strap. Questa caratteristica le rendeva comode e facilmente gestibili. Il nostro Mattia era legatissimo a queste scarpe. Il motivo principale di tale affezione non era la bellezza bensì un avvenimento legato a lui e alle scarpe: aver colto insieme i particolari della grande e magnifica città di Londra, percorrendo le sue strade.<br>Tra tutte le esperienze che le scarpe e il ragazzo hanno vissuto insieme a Londra quella più significativa è stata la visita agli studios di Harry Potter.<br>Le scarpe erano eccitate al pari del nostro piccolo Mattia di calpestare il suolo di questo magico luogo. Con tutta quell'emozione in corpo, ai nostri esploratori sono sfuggiti parecchi particolari. Ecco perché Mattia desiderava rivivere quell'esperienza anche se, purtroppo, senza le sue amatissime scarpe. Sembra che siano diventate piccole.</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-12-16 21:11:36 UTC</pubDate>
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         <title>Benedetta Toscano &quot;La mia prima scarpa da ginnastica&quot;</title>
         <author>valentina_felici</author>
         <link>https://padlet.com/valentina_felici/sp5fk1yfgb5u/wish/144153649</link>
         <description><![CDATA[<div>Qualche giorno fa mia mamma mi ha chiesto di mettere a posto la mia stanza. Mentre la mettevo in ordine, sotto il letto, ho trovato la mia prima scarpa da ginnastica: una Nike.<br>Quando sono andata a comprarla, lei era bellissima: aveva tutta la parte superiore grigia, con dei bordi e lacci giallo-fosforescente e non poteva mancare il classico "baffo" della Nike, anch'esso giallo.<br>Quante gliene ho fatte passare!<br>Lei ha fatto tante camminate in montagna, ha visto giornate di sole e di pioggia, ha visto tutte le bellezze di Roma: il Colosseo, San Pietro e il parco del Colle Oppio.<br>Ha calpestato tante superfici, dai sampietrini più piccoli a quelli più grandi, l'asfalto sconnesso della mia città piena di buche e di gradini. A volte si è fatta male, scontrandosi con altre scarpe o anche prendendosi una storta.<br>Lei ha sempre sostenuto il mio corpo. C'è stata nei momenti più difficili della mia vita: quando prendevo un brutto voto a scuola, o quando nella lezione di ginnastica non riuscivo a fare una capriola e i miei compagni mi prendevano in giro. Insomma, c'è stata sempre!<br>Prima odorava di nuovo, adesso sa "di me" e questo me la fa sentire ancora più mia. Sono felice di averla incontrata di nuovo, ora che è vecchia anche per lei è arrivato il momento di riposarsi e di ricordarmi i tempi in cui ho vissuto felicemente insieme a lei.</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-12-17 05:39:15 UTC</pubDate>
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         <title>Antonio Faeti &quot;L&#39;Alto e il Basso&quot; (postfazione)</title>
         <author>valentina_felici</author>
         <link>https://padlet.com/valentina_felici/sp5fk1yfgb5u/wish/144154021</link>
         <description><![CDATA[<div>Gli oggetti di cui Dacia racconta l'esistenza<em> "vivono la loro vita morale accanto agli uomini, sono spesso più morali degli uomini che li possiedono, possono ben pretendere di durare molto più degli uomini che li hanno creati, fabbricati, collocati, regalati, perché in essi noi tutti mettiamo qualcosa di noi che non trova spazio in altre dimensioni. Scarpe, tante scarpe, poi coperchi, pentole, tazzine, orologi, orsacchiotti: Dacia guarda verso il Basso, ma è verso l'Alto che indirizza i nostri sentimenti" </em></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-12-17 06:10:33 UTC</pubDate>
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         <title>Carlotta Lombardi &quot;Le Stan Smith di Carlotta&quot;</title>
         <author>valentina_felici</author>
         <link>https://padlet.com/valentina_felici/sp5fk1yfgb5u/wish/144154794</link>
         <description><![CDATA[<div>Le scarpe preferite di Carlotta erano le Stan Smith con cui si era imbattuta in tante avventure. Carlotta metteva sempre quelle scarpe bianche con lo stemma verde e le trattava come se fossero una persona di famiglia. Le Stan Smith erano molto resistenti e lo possono dimostrare le avventure di Carlotta. Ci camminava ovunque: sul fango come un maiale rosa molto carino, sull'erba come un cavallo che cerca la propria libertà correndo, sulla polvere come il cammello. Quelle scarpe non si erano mai rovinate: erano molto resistenti, ma soprattutto comode, motivo per cui Carlotta le voleva mettere anche con i vestiti, cosa che però la madre non le permetteva. Le Stan Smith erano le scarpe che andavano di moda. Tutti i ragazzi ce le avevano con i lacci, ma Carlotta, sfortunatamente, indossava il 35 e quel numero era considerato da bambini, per questo c'erano gli strap! Lei aveva paura che la prendessero in giro, ma poi non diede peso all'opinione delle altre persone. L'esperienza più bella con quelle scarpe è stata quando Carlotta era andata a un campo estivo e si era imbattuta in una pozzanghera di fango, grande quanto una lavagna. Le scarpe si erano sporcate tutte, ma come per magia era facilissimo pulirle, a differenza delle scarpe delle sue amiche. Qualche anno dopo, però, come tutte le scarpe, anche queste si ruppero e Carlotta le dovette buttare. La madre, però, gliene comprò un altro paio. Stavolta non erano le Stan Smith, ma le Doctor Martens di colore bordò. Carlotta, vedendole, se ne innamorò come se Cupido le avesse lanciato una freccia nel cuore. Ma quella è un'altra storia di Carlotta e le sue scarpe.</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-12-17 07:08:04 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>KuanYu Wei &quot;Scarpe di famiglia&quot;</title>
         <author>valentina_felici</author>
         <link>https://padlet.com/valentina_felici/sp5fk1yfgb5u/wish/144155071</link>
         <description><![CDATA[<div>Quando Kuan era piccolo la mamma gli mise ai piedi le scarpe da ginnastica. Quando Kuan aveva cinque anni, cambiò la scarpa perché era diventata troppo piccola. Kuan è diventato grande e oggi porta più di suo padre!&nbsp;<br>Quando Kuan cambiò le sue prime scarpe da ginnastica, nacque suo fratello Cheng. La mamma mise a Cheng le vecchie scarpe di Kuan. Una volta Cheng si è tolse la scarpa e la mise in cucina: dopo un'ora topi e scarafaggi erano tutti morti! La mamma fu molto felice, perché così poteva cucinare la pasta e i topi non potevano più mangiarla!&nbsp;<br>Kuan scherza sempre con suo fratello Cheng!</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-12-17 07:27:10 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Beatrice Cardarelli &quot;I primi roller di Beatrice&quot;</title>
         <author>valentina_felici</author>
         <link>https://padlet.com/valentina_felici/sp5fk1yfgb5u/wish/144155290</link>
         <description><![CDATA[<div>Beatrice desiderava solo una cosa: i roller. Sua sorella Caterina li aveva rosa, suo fratello Gabriele li aveva azzurri.<br>Un giorno seppe che a suo fratello i roller andavano piccoli. Era in estate, a Grottammare, un piccolo paesino a sud delle Marche. Così i suoi genitori decisero che poteva prenderli lei. Erano celeste acceso con le quattro ruote di un rosso fuoco bellissimo. Erano un po' grandi, ma per lei andavano benissimo, anche se preferiva quelli di Caterina perché erano più femminili. Con quei roller lei imparò a pattinare. Era emozionatissima. Caterina era la sua insegnante, perché era molto brava e andava velocissima.<br>All'inizio Beatrice si mise i suoi pattini e tutte le protezioni dello stesso colore delle scarpe. Così iniziò la lezione e lei si divertì tantissimo.<br>Certo, cadeva parecchie volte, facendosi male, ma finalmente stava pattinando! Dopo un po' di cadute, imparò come doveva fare. Pattinava all'inseguimento di Cate e schivando le bici che passavano. Ogni estate lei va a Grottammare e ogni estate ritrova i suoi roller preferiti!</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-12-17 07:38:35 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>valentina_felici</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2016-12-17 07:51:25 UTC</pubDate>
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         <title>Clara Di Bagno &quot;Le scarpe... nascoste!&quot;</title>
         <author>valentina_felici</author>
         <link>https://padlet.com/valentina_felici/sp5fk1yfgb5u/wish/144168601</link>
         <description><![CDATA[<div>Clara ha delle scarpe della Blundstone che sono molto comode. Le ha comprate dopo una lezione dimostrativa di danza come premio. Sono di pelle nera, con un elastico blu. Indossa sempre queste scarpe. Le ricordano tra l'altro il giorno in cui era andata a pranzo da Flavia, una sua cara amica. Al momento di andare via, Clara non le trovava più e Flavia, ridendo, diceva di non sapere dove fossero. Clara, per stare al gioco, si mise a cercarle e, alla fine, le le trovò dentro una busta di plastica... nella pattumiera! Le due amiche a quel punto si misero a ridere come matte. Si salutarono e Clara se ne andò pensando che, prima o poi, avrebbe fatto a Flavia uno scherzo simile!</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-12-17 14:00:44 UTC</pubDate>
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