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      <title>&quot;Dalle Rime alla Commedia: stile e materia trattata” by letizia oriti</title>
      <link>https://padlet.com/letiziaoriti/sovph40qfdo0</link>
      <description>•	Approfondire le conoscenze relative all’evoluzione stilistica e tematica di Dante.
•	Stabilire relazioni tra opere letterarie dello stesso autore.
•	Leggere e analizzare informazioni e testi poetici, in previsione della stesura scritta
•	Esporre e argomentare opinioni proprie
•Realizzare un testo scritto, secondo coordinate comunicative definite.
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-05-21 07:07:58 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>letiziaoriti</author>
         <link>https://padlet.com/letiziaoriti/sovph40qfdo0/wish/172980672</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>• </strong>Dante Alighieri, <em>Guido, i’ vorrei che tu e Lapo ed io </em></div><div><strong>• </strong>Dante Alighieri, <em>Dante a Forese: Chi udisse tossir la malfatata </em></div><div><strong>• </strong>Dante Alighieri, <em>Così nel mio parlar voglio esser aspro </em></div><div><strong>• </strong>Dante Alighieri, <em>Epistola XIII – Lettera a Cangrande </em></div><div><em> </em></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-21 13:57:45 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>letiziaoriti</author>
         <link>https://padlet.com/letiziaoriti/sovph40qfdo0/wish/172980913</link>
         <description><![CDATA[<div>I termini plurilinguismo e pluristilismo indicano la mescolanza rispettivamente di più linguaggi e di più stili all’interno di un unico testo. L’opera dantesca fornisce di entrambi esempi significativi. Ciò che, a detta dei critici, rende Dante moderno è proprio il suo cimentarsi in modalità espressive e generi letterari estremamente diversi fra loro. Moderna è la sua capacità di infrangere la classificazione medioevale degli stili, che distingue tre livelli stilistici, a ciascuno dei quali corrispondono temi e generi precisi: allo stile alto si addicono temi nobili come amore, virtù, fede, gloria delle armi, da celebrarsi in tragedie e poemi epici; al livello stilistico medio argomenti tratti dalla vita quotidiana, cantati nelle commedie; allo stile basso vicende pastorali, vicine alla vita degli umili, rappresentate nelle elegie. Non è consentito mescolare tra loro gli stili, pena la disarmonia e l’ineleganza. Ebbene, se nel <em>De vulgari eloquentia</em>, trattato di retorica scritto intorno al 1304, Dante sembra abbracciare tale classificazione, nell’<em>Epistola a Cangrande della Scala </em>(1316-1317), signore di Verona che lo ospita tra il 1314 e il 1318 e a cui dedica il <em>Paradiso</em>, egli giustifica per il poema la mescolanza degli stili, in relazione allo scopo che si propone di raggiungere: contribuire al rinnovamento morale e spirituale dell’umanità attraverso la rappresentazione della storia dell’anima, dalla caduta nel peccato alla redenzione, dall’esperienza terrena fino all’ingresso nella dimensione ultraterrena, dove la vicenda umana, persino nei suoi aspetti più umili, acquista un significato autentico, una validità eterna e assoluta. Proprio la rappresentazione dell’intera esistenza dell’uomo e dell’universo, proiettata sullo sfondo della dimensione ultraterrena, richiede, per la sua mescolanza di umiltà e sublimità, il coniugarsi del livello stilistico alto con quelli medio e basso.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-21 14:01:33 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>letiziaoriti</author>
         <link>https://padlet.com/letiziaoriti/sovph40qfdo0/wish/172980956</link>
         <description><![CDATA[<div>L’idea che lo stile debba adeguarsi alla materia trattata, ai temi e ai personaggi rappresentati emerge con evidenza nelle <em>Rime </em>(1283-1307), raccolta postuma delle liriche dantesche non inserite dall’autore nelle opere maggiori. Esse si collocano cronologicamente fra la <em>Vita nuova </em>e la <em>Commedia</em>; ben lontane dal costituire un canzoniere organico e unitario, le <em>Rime </em>non delineano una biografia ideale del poeta, non ne tratteggiano l’evoluzione poetica. Esse registrano, piuttosto, alcuni tentativi di cimentarsi in esperienze letterarie diverse, talvolta persino contraddittorie, per materia e stile: dalla dolcezza sublime e soave dello Stilnovo, la scuola poetica di Dante e di pochi altri raffinatissimi poeti, le cui “nove rime” cantano l’esperienza amorosa come fonte di rinnovamento interiore e stimolo alla ricerca della virtù e del perfezionamento morale; alla violenza della deformazione grottesca e caricaturale della tenzone con Forese Donati, caratterizzata dalla rappresentazione colorita e realistica dei personaggi, disseminata di doppi sensi e allusioni grossolane, condotta in uno stile comico, che si avvale di un registro linguistico basso e popolare; al gusto, nelle rime “petrose”, per una poesia difficile, artificiosa, aspra nei suoni e incalzante nei ritmi, che si ispira ai più oscuri trovatori provenzali del secolo precedente (il <em>trobar clus </em>di Arnaut Daniel) e che adegua l’espressione formale alla durezza del contenuto, l’amore violento e crudele per una donna fredda e insensibile, celata dal <em>senhal </em>Petra, che consuma la vita del poeta. Se per le rime stilnoviste Dante individua i propri modelli di riferimento nella trepidante eleganza dei versi di Guinizzeli e nelle liriche raffinate e dolenti di Cavalcanti, nella tenzone con Forese predomina l’influenza della poesia comico-realistica di Rustico Filippi e Cecco Angiolieri. Diversi, dunque, i contenuti, lo stile, i modelli.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-21 14:02:12 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>letiziaoriti</author>
         <link>https://padlet.com/letiziaoriti/sovph40qfdo0/wish/172980978</link>
         <description><![CDATA[<div>L’apparente contraddittorietà delle esperienze dantesche raccolte nelle <em>Rime </em>trova superamento e composizione proprio nella <em>Commedia</em>, summa tematica e stilistica in cui Dante adegua le scelte formali alla materia, ai temi, ai personaggi. Dante sceglie di comporre il poema in uno stile comico, o medio, una sorta di sintesi tra il livello stilistico alto della <figure class="attachment attachment-preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:148,&quot;url&quot;:&quot;file:///C:\\DOCUME~1\\XP\\IMPOST~1\\Temp\\msohtmlclip1\\01\\clip_image002.jpg&quot;,&quot;width&quot;:98}" data-trix-content-type="image"><img src="file:///C:\DOCUME~1\XP\IMPOST~1\Temp\msohtmlclip1\01\clip_image002.jpg" height="148" width="98"><figcaption class="caption"></figcaption></figure>tragedia e quello basso della parlata quotidiana, che mescola toni umili e grotteschi a modi elevati e sublimi. Proprio l’esigenza di rappresentare le molteplici tonalità dell’esistenza dell’uomo e dell’universo nella loro ambivalenza e contraddittorietà inducono il poeta a mettere in pratica modalità formali e di gestione della lingua che comportano la mescolanza di più registri espressivi, un lessico variato, toni e stili diversificati. La varietà degli aspetti e dei temi che Dante descrive e racconta conduce alla completa rottura degli schemi letterari e retorici della tradizione. Occorre impiegare tutti gli stili, dal più alto al più basso: proprio in questa scelta consiste il tratto più innovativo dell’opera di Dante. Nella successione delle tre cantiche è facile individuare un progressivo innalzamento del tono poetico; tuttavia, neppure per il <em>Paradiso</em>, per il quale Dante stesso conia la definizione di “sublime cantica”, si può parlare di unicità di stile e di linguaggio.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-21 14:02:35 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>letiziaoriti</author>
         <link>https://padlet.com/letiziaoriti/sovph40qfdo0/wish/172980998</link>
         <description><![CDATA[<div>Si pensi all’<em>Inferno</em>, nel quale il poeta rappresenta il peccato, la rinuncia dell’anima alla dimensione eterna per la materialità delle passioni terrene, il venir meno di ogni speranza di redenzione; alla dannazione corrispondono per contrappasso l’abbrutimento e la degradazione delle anime, eternamente raggelate nel proprio infamante peccato, immerse in una natura selvaggia, cupa e tenebrosa, soggette a pene spaventose. Anche all’interno di questa cantica, all’apparenza votata per i contenuti allo stile basso, Dante sperimenta il plurilinguismo e il pluristilismo, mettendo in pratica l’adeguamento dello stile alla materia trattata: così, nell’incontro con l’iracondo Filippo Argenti (canto VIII, vv. 31-42; 49-54) egli esprime il proprio disprezzo per l’arrogante fiorentino con i toni e il linguaggio propri dello stile comico e popolare, già sperimentato nella tenzone con Forese Donati. Ai suoni aspri e alle rime difficili delle liriche petrose sembra alludere la descrizione della selva dei suicidi (canto XIII, vv. 1-39), mentre risulta di evidente ispirazione stilnovista, caratterizzato da un linguaggio e da uno stile elevati, l’incontro con la lussuriosa Francesca da Rimini (canto V).&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-21 14:02:57 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>letiziaoriti</author>
         <link>https://padlet.com/letiziaoriti/sovph40qfdo0/wish/172981016</link>
         <description><![CDATA[<div>Si pensi all’<em>Inferno</em>, nel quale il poeta rappresenta il peccato, la rinuncia dell’anima alla dimensione eterna per la materialità delle passioni terrene, il venir meno di ogni speranza di redenzione; alla dannazione corrispondono per contrappasso l’abbrutimento e la degradazione delle anime, eternamente raggelate nel proprio infamante peccato, immerse in una natura selvaggia, cupa e tenebrosa, soggette a pene spaventose. Anche all’interno di questa cantica, all’apparenza votata per i contenuti allo stile basso, Dante sperimenta il plurilinguismo e il pluristilismo, mettendo in pratica l’adeguamento dello stile alla materia trattata: così, nell’incontro con l’iracondo Filippo Argenti (canto VIII, vv. 31-42; 49-54) egli esprime il proprio disprezzo per l’arrogante fiorentino con i toni e il linguaggio propri dello stile comico e popolare, già sperimentato nella tenzone con Forese Donati. Ai suoni aspri e alle rime difficili delle liriche petrose sembra alludere la descrizione della selva dei suicidi (canto XIII, vv. 1-39), mentre risulta di evidente ispirazione stilnovista, caratterizzato da un linguaggio e da uno stile elevati, l’incontro con la lussuriosa Francesca da Rimini (canto V).&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-21 14:03:15 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>letiziaoriti</author>
         <link>https://padlet.com/letiziaoriti/sovph40qfdo0/wish/172981032</link>
         <description><![CDATA[<div>). Particolarmente significativo, a questo proposito, anche il XVII canto, cuore della <em>Commedia</em>, che ne chiarisce le finalità e conferma a Dante il ruolo di profeta di verità e giustizia presso i contemporanei e i posteri. In chiusura di canto il trisavolo Cacciaguida scioglie l’ennesimodubbio del poeta, incerto se rivelare quanto ha visto nei tre regni ultraterreni e preoccupato per le conseguenze contingenti delle critiche e delle accuse mosse ai potenti nel corso del poema. Egli conferma al nipote la missione di rigenerazione morale dell’umanità affidatagli da Dio, la quale implica necessariamente l’assoluta fedeltà alla verità e alla giustizia, le uniche, per quanto scomode, in grado di garantire al poeta eterna fama presso i posteri. Ne deriva la necessità di rappresentare la vita dell’uomo e dell’universo nella sia interezza e il conseguente adeguarsi dell’espressione formale ai contenuti, il coniugarsi del livello stilistico alto con quelli medio e basso. A conferma della mescolanza di stili e di linguaggi che caratterizza la <em>Commedia</em>, anche in questi versi dal contenuto sublime irrompe un lessico crudo e popolare (<em>lascia pur grattar dov’è la rogna)</em>, che insieme al ricorso al campo semantico del cibo (<em>se la tua voce sarà molesta </em>/ <em>nel primo gusto, vital nodrimento </em>/ <em>lascerà poi, quando sarà digesta</em>) conferisce loro l’efficacia plebea del <em>vituperium</em>. Sotto questo aspetto la <em>Commedia </em>si presenta effettivamente come il risultato di tutte le esperienze precedenti, non solo di quelle liriche documentate nelle <em>Rime</em>, ma anche delle capacità espressive messe a punto nell’opera in prosa (<em>De vulgari eloquentia</em>, <em>Epistole</em>).</div><div>&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-21 14:03:36 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>letiziaoriti</author>
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         <description><![CDATA[<div>La Divina commedia</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-21 14:09:02 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>letiziaoriti</author>
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         <description><![CDATA[<div>Scheda di verifica</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-21 14:12:31 UTC</pubDate>
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