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      <title>TIC-TFA-Infanzia by </title>
      <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi</link>
      <description>Padlet lezione del 10-03-2020</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2020-03-10 11:36:23 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2025-11-10 23:51:02 UTC</lastBuildDate>
      <webMaster>hello@padlet.com</webMaster>
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         <title>Benvenuti</title>
         <author>eridlaboratorio</author>
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         <description><![CDATA[<div>Scriveteci le vostre riflessioni!<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 14:55:07 UTC</pubDate>
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         <title>Sollecitazioni</title>
         <author>eridlaboratorio</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457655051</link>
         <description><![CDATA[<div>a.     Riflettere sulle attività svolte e le TIC sperimentate durante il corso</div><div>b.     Per ciascuna delle attività svolte e le app sperimentate, descrivere cosa è stato fatto individualmente</div><div>c.     Esprimere le proprie considerazioni personali sulla validità di ciascuno strumento sperimentato per fini inclusivi</div><div>d.     Rispondere alle seguenti domande: </div><div>1.     secondo te, alla luce degli scenari che si stanno delineando recentemente attorno alla necessità di organizzare ed erogare la didattica a distanza, come si riconfigura il ruolo dell’insegnante di sostegno?</div><div>2.     come si riconfigura il ruolo delle TIC in ambito formativo?</div><div>3.     quali strumenti ritieni siano più efficaci ai fini dell’organizzazione della didattica a distanza per scopi inclusivi? (considera sia gli strumenti sperimentati durante il corso TIC, che altri da te conosciuti)</div><div>4.     secondo te, è possibile valorizzare la dimensione relazionale all’interno di scenari di didattica a distanza? E se si, in che modo?<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 15:01:28 UTC</pubDate>
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         <title>Zaccaria Maria</title>
         <author>maria_zaccaria</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457656196</link>
         <description><![CDATA[<div>a, b. attività di coding: ho trovato la programmazione informatica un modo divertente per imparare attraverso il gioco i concetti base dell'informatica<br>mappa concettuale: ho trovato utili i programmi per la creazione di mappe concettuali (a me sconosciuti) in quanto le utilizzo abitualmente sia per spiegare sia per studiare<br>power point interattivo: ritengo che sia un modo semplice per realizzare un materiale di lavoro originale<br>minecraft: spazio alla creatività!<br>c. A fini inclusivi, tutte queste app facilitano sicuramente l'accesso ai contenuti di apprendimento perciò sono senz'altro valide<br>d<br>1. Secondo me, l'insegnante di sostegno, come pure l'insegnante curricolare, non può svolgere al meglio il proprio compito lavorando a distanza perciò questo tipo di didattica penalizza fortemente una simile figura professionale.<br>2. Tuttavia, non bisogna certo demonizzare le TIC, anzi! SOprattutto alla luce del nuovo scenario, esse risultano quanto mai preziose in quanto permettono di mantenere un contatto nonostante tutto e contribuiscono alla trasmissione del sapere.<br>3. Ho trovato molto utile meet google, con cui abbiamo attivato la videoconferenza e che ho appena iniziato a utilizzare nella mia esperienza di insegnamento perché è uno strumento leggero e che permette un'interazione piuttosto rapida anche con un numero si partecipanti elevato.<br>4. La dimensione relazionale può essere valorizzata essenzialmente con il contatto diretto. Tuttavia, in tempi tristi come quelli in cui stiamo vivendo, in cui proprio il contatto fisico è il nostro peggior nemico, la didattica a distanza ci fa sentire vicini e appartenenti alla comunità pur nell'isolamento. </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 15:02:46 UTC</pubDate>
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         <title>sal</title>
         <author>recchiutofrancesca1</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457656537</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 15:03:07 UTC</pubDate>
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         <title>Torres Marina</title>
         <author>m_torres8</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457664544</link>
         <description><![CDATA[<div>Rispetto al percorso svolto nelle lezioni dedicate alle T.I.C. ho provato molto interesse per la didattica robotica che è facilmente applicabile ai bambini della scuola dell'infanzia e tocca tutti i campi di esperienza. <br>Dopo aver imparato ad utilizzare Canva per realizzare una mappa concettuale colorata e accattivante, dopo aver superato i vari livelli dell'ora del codice, sperimentato Artoo, la App che permette ai bambini di avvicinarsi al mondo dell'Arte giocando e Google Arts e Culture che permette dei giri virtuali per i posti più belli del mondo posso affermare che oggi, con l'emergenza sanitaria che stiamo vivendo, possiamo utilizzare le tecnologie per fermare i contagi e vivere e far vivere l'esperienza di apprendimento. L'ora del codice permette ai bambini di approcciasi al coding digitale, attività che sviluppa il problem solving e la creatività. La app Artoo permette, attraverso la registrazione di un pensiero relativo alla visione dell'opera di un artista, di entrare a far parte di una community, questo permette ai bambini che hanno un disturbo del linguaggio, per esempio, di essere stimolati a pronunciare delle parole frase oppure ai bambini che hanno una disabilità cognitiva di potersi esprimere e sentirsi parte di un gruppo. Google Arts e Culture permette invece la fruibilità virtuale di posti irraggiungibili per chi ha una disabilità motoria o semplicemente uno svantaggio sociale e culturale. Insomma la visione del bello e dell'arte, grazie alle T.I.C., risulta meno barrierante.  Ogni intervento va progettato e modulato in base all'utenza e ai bisogni dei bambini presenti in sezione.<br>Purtroppo il ruolo del docente di sostegno è sempre strettamente collegato alle condizioni economiche della famiglia, che, laddove non ha la possibilità di fruire delle possibilità delle tecnologie, lascia di fatto fallace l'intervento per quanto positivo possa essere. Le T.I.C. permettono di rivoluzionare la didattica rendendola più accattivante e coinvolgente, anche il semplice utilizzo di una LIM per proiettare un power point interattivo permette lo svolgersi di una attività alternativa e multimediale basandosi sul canale visuale che è il più utilizzato dai bambini. L'utilizzo delle T.I.C. può inoltre educare bambini e famiglie ad un corretto utilizzo. Nella Didattica a distanza, anche con l'utilizzo di Padlet, il docente può inviare in bacheca il materiale da stampare, dei link per filastrocche e canzoni oppure una video lezione per realizzare un manufatto che il bambino può fermare o rivedere adattandola ai suoi tempi. <br>La didattica, soprattutto nel sostegno, è fatta di contatto fisico, oculare e gesti di affetto che non possono essere sostituiti totalmente da una didattica a distanza ma, ragionevolmente, in questo periodo di forzata distanza fisica, dobbiamo cercare di sfruttare tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione per sentirci vicini e facenti parte di una comunità educante.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 15:12:01 UTC</pubDate>
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         <title>Belgiovine Giuliana</title>
         <author>belgiu_g</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457665969</link>
         <description><![CDATA[<div>RIFLESSIONI SULLE TIC </div><div>Durante il corso “TIC sostegno infanzia 2019”, abbiamo familiarizzato con diverse realtà tecnologiche, come ad esempio, il linguaggio coding ( l'utilizzo della Bee Bot, del robottino parlante) e di come questo approccio sia importante per lo sviluppo del pensiero computazionali nel bambino. Il coding l'ho trovato davvero interesante, ho uilizzato il robottino parlante sia con il bambino di tirocinio che con tutta la sezione, il risultato è stato decisamente positivo. Abbiamo imparato ad utilizzare mappe concettuali attraverso diversi modi, “Draw”, “Popplet” e “Canva”. Io ho usato Draw perchè mi sembrava più semplice ed intuitivo.</div><div>Molto utili sono state le Apps. di giochi didattici adatti in età prescolare, apps. che aiutano a stimolare la creatività dei bambini,  la fantasia e a consolidare gli apprendimenti. Molte applicazioni si sono rivelate molto utili anche per alcuni tipi di disabilità,nel mio caso ho scelto "Shapes and Colors" che ho utilizzato con il bimbo di tirocinio. Le apps. museali sono state molto interessanti, in particolar modo “Google Arts &amp; Culture” che avvicina i bambini all’arte e alla cultura percorrendole in una sorta di realtà aumentata. Per ultimo, abbiamo familiarizzato con Padlet, una sorta di lavagna multimediale, importante per condividere files con tutti gli utenti in tempo reale.</div><div>Durante il percorso TIC, è stato messo in luce quanto l’acquisizione e l’utilizzo di competenze tecnologiche sia importante per tutti. Attraverso, infatti, l’utilizzo di strumenti di sostegno (ausili, software, pc, smartphone, app.) si consente di superare barriere e limitazioni che una particolare condizione di disabilità può porre all’accesso dei contenuti di apprendimento, garantendo a tutti, ai bambini/alunni/studenti la possibilità di partecipare alle attività senza lasciare indietro nessuno. Credo che proprio in questo periodo si possa comprendere quanto la “didattica a distanza”, i contenuti e i servizi digitali siano cosi utili per poter mantenere una scuola sempre aperta e che guarda verso il futuro. A mio avviso è doveroso per un insegnante (soprattutto un insegnante di sostegno) formarsi e aggiornarsi nell'ambito delle tecnologie e della comunicazione, solo attravreso la conoscenza è possibile instaurare una relazione educativa-didattica con il proprio bambino.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 15:13:31 UTC</pubDate>
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         <title>Anna ROSA</title>
         <author>a_rosa7</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457666299</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 15:13:53 UTC</pubDate>
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         <title>Recchiuto Francesca</title>
         <author>recchiutofrancesca1</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457672534</link>
         <description><![CDATA[<div>a. Questo corso mi ha arricchito  di nuove competenze. Mi ha permesso di sperimentare un nuovo approccio nei confronti delle tic nella didattica . La robotica educativa, le bee bot e il coding permettono di applicare la logica del paradigma informatico attraverso un approccio di tipo ludico, anche nella scuola dell'infanzia.<br>b. Per la realizzazione delle mappe, ho trovato utile l'utilizzo delle APP. Canva l'ho trovata molto interessante<br>Valutare e conoscere APP mi ha permesso di conoscere nuove APP educative di cui ignoravo l'esistenza.<br>c. Gli strumenti sperimentati per fini inclusivi  sono tutti validi.<br>1. Il ruolo dell'insegnante di sostegno, alla luce degli scenari che si stanno delineando, si configura difficile, perché  molti alunni con disabilità intellettive ad esempio necessitano di setting specifici, erogare didattica a distanza non permette la tanto acclamata inclusione. <br>2. Le tic in ambito FORMATIVO possono modificare e favorire l'apprendimento, si pensi ad esempio alle misure compensative che rendono più accessibile.<br>3.Una video conferenza  permette di riunire in maniera virtuale un gruppo di persone. Oggi è stato bello  rivedere lei e la professoressa Tamborra  i colleghi di corso. Potrebbe esse un modo per sentirsi vicini, per tutti ma in particolar modo per i bambini con disabilità è un modo in questi giorni così angoscianti di mantenersi in contatto.<br>4. La dimensione relazione certo è propria del contatto fisico, però possiamo sentirci vicini anche a distanza con  videoconferenze, chat per poter continuare a stabilire una relazione interpersonale che unisce nono stantele distanze.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 15:20:49 UTC</pubDate>
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         <title>Modugno Giovanna Claudia</title>
         <author>claudia_modugno83</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457673576</link>
         <description><![CDATA[<div>a)        la possibilità che ci è stata data, attraverso questo corso, di sperimentare tecnologie innovative ed inclusive,credo  sia fonte di grande ispirazione e stimolo per quello che sarà il nostro futuro lavoro.</div><div>b)      La prima attività proposta mi ha messo alla prova con l’utilizzo di draw! La possibilità di utilizzare dei programmi per la formulazione di mappe concettuali, credo costituisca un ottimo aiuto al fine di costruire schemi utilizzabili per una più facile comprensione dell’attività didattica. Illuminante è stata anche l’attività di gioco per imparare agevolmente l’uso del coding. Questa attività , tra tutte quelle presentate, credo sia la più utilizzabile per bambini di età compresa tra i 3 e i 6 anni. Un’altra attività interessante è stata quella relativa alla valutazione delle app, che normalmente utilizziamo, senza però, analizzare pro e contro di quel che facciamo. Ho scaricato, nello specifico, una app sulle emozioni che è stata utile anche nel mio percorso di tirocinio. </div><div>c)       Le attività più inclusive utilizzate, credo siano da riferirsi a quelle che prevedevano l’uso del coding poiché tramite dei giochi si possono interessare tutti i bambini comprendendo, una buona fascia di coloro che presentano disabilità</div><div>d)      In ultimo, concludo, dicendo che le TIC, soprattutto relativamente al particolare periodo storico che stiamo vivendo, rappresentano secondo me uno dei mezzi più utili e importanti per garantire una didattica efficace ai nostri alunni. Si configurano come il mezzo di elezione per raggiungere ognuno di loro, tuttavia, risentono ancora della diffidenza sia di molti insegnanti che di molti genitori che si ritrovano disarmati davanti all’avvento di queste nuove metodiche. Gli alunni, invece, risultano molto più entusiasti e felici nell’utilizzo di tali strumenti a cui si approcciano senza grosse difficoltà.  Bisogna comunque considerare che uno schermo e una didattica a distanza mai potranno essere equiparate ad una lezione frontale, in cui l’osmosi delle emozioni veicola molti più contenuti di qualsiasi altro mezzo tecnologicamente competitivo. Questa verità è imprescindibile, soprattutto se consideriamo alunni disabili che prima ancora delle spiegazioni necessitano di abbracci e contenimenti emozionali, difficili da trasmettere mediante qualsiasi tic.  Tuttavia abbiamo il dovere di cercare, in questa situazione di emergenza, metodi sempre nuovi, che vedano accanto all’uso della tecnologia anche il veicolo di quell’affettività che ora come ora è difficile recapitare ai nostri piccoli alunni. Per questo, dico SI a video lezioni, o a audio messaggi perché con uno sguardo o con un tono di voce allegro tutto diventa più colorato e rasserenante.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 15:21:58 UTC</pubDate>
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         <title>Caso Fernanda</title>
         <author>fernanda_caso1979</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457673953</link>
         <description><![CDATA[<div>a. E' stato davvero utile conoscere le TIC durante questo corso di studi soprattutto perché non mi ero approcciata  all’uso didattico di queste prima d’ora. Insomma, avevo bisogno di “rompere il ghiaccio” ed ora, penso che  diventeranno importanti per la mia attività di docente.<br><br>b. Tra le attività svolte abbiamo: <br>1) compilato una mappa concettuale (da me realizzata con DRAWIO) per “riassumere” un articolo riguardante  l’utilità circa l’uso delle tic nella didattica inclusiva da parte di insegnanti di sostegno specializzati;<br>2) completato un percorso di CODING a vari livelli fino al raggiungimento dell’attestato dell’ora del codice;<br>3) analizzato 3 app. (2 didattiche ed una museale) compilando relative schede al fine di valutare il loro livello d’inclusività.  <br>c. Personalmente, ritengo che ogni strumento sperimentato possa essere valido per fini inclusivi. <br>Ovviamente diventa fondamentale la mediazione dell’insegnante, la conoscenza dello strumento che usa e,  contemporaneamente delle caratteristiche tanto personali quanto patologiche del soggetto con cui lavora.<br><br>d.1. Se la didattica a distanza è un’opportunità preziosa soprattutto nel caso di gravi disabilità, lo diventa ancor più in una situazione come quella che stiamo vivendo in questi giorni. Costretti a vivere in un isolamento forzato,  il computer, può accorciare le distanze emetterci in contatto col mondo. Il compito dell’insegnante di sostegno è quello di creare delle situazioni di apprendimento di cui gli studenti possano fruire  dalla propria abitazione, tuttavia,  il fatto che la lezione non venga seguita in presenza comporta che le proposte didattiche dovranno essere, ancor più che nel passato, costruite su contenuti di qualità, tenendo conto delle conoscenze pregresse e strutturate in base alle caratteristiche di ognuno. La didattica a distanza può assicurare, quindi dei vantaggi ma, è fondamentale che il  docente non perda il contatto “fisico” con gli alunni: l’assenza della normale routine scolastica potrebbe creare disorientamento ed allora, è proprio in questi momenti che con video messaggi e foto, si può dare un forte messaggio di affetto e di speranza.<br><br>d.2. Nonostante innumerevoli pregiudizi esistenti circa l’uso delle TIC in ambito formativo, ritengo che queste offrano innumerevoli possibilità di apprendimento in quanto integrano le caratteristiche tipiche della FAD (formazione a distanza), con quelle tipiche in presenza, grazie alla rete di telecomunicazioni che consente di avere un alto grado d’interattività.<br><br>d.3. Tra gli strumenti  da me conosciuti, più efficaci per scopi inclusivi, c’è l’app didattica “terapia cognitiva e linguistica per bambini MITA. Questa app mira ad un intervento precoce su bambini con autismo. Mi ha sorpresa per la meticolosità con cui sono organizzati gli esercizi (in base a vari livelli), per la varietà, per le informazioni richieste all’inizio al fine di adattare il compito all’età del bimbo e per tante altre caratteristiche che guidano durante l’uso chi ne usufruisce.<br><br>d.4.  Certo che è possibile valorizzare la dimensione relazionale nella didattica a distanza, ma, molto dipende dalla volontà del docente che deve dare l’input per tale “vicinanza”perché questi strumenti, non sono per sé stessi né buono né cattivi. La loro valenza dipende da come e con quale consapevolezza vengono usati.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 15:22:22 UTC</pubDate>
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         <title>Antonia CISTERNINO</title>
         <author>fantaghiro2012</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457675029</link>
         <description><![CDATA[<div>Il percorso svolto durante gli incontri delle TIC mi hanno innanzitutto portata ad avere un approccio diverso con i mezzi tecnologici a mia disposizione e  mi hanno convinta che devo approfondire le mie conoscenze a riguardo! Per esempio ho scoperto che ci sono programmi con cui fare mappe concettuali. Io ho usato Draw ( spero di non ricordare male!). Ho approfondito e sperimentato l'importanza del coding con i bambini. Quello che sembra un semplice giochino richiede e stimola invece competenze e capacità utili e utilizzabili poi in tutti gli ambiti.Per le app invece ho deciso di analizzarne due che non erano nell'elenco fornitoci , ma che io avevo installato sul cell e che usavo con il bambino con disabilità con cui lavoro a scuola.Le  avevo scaricate in quanto mi erano sembrate valide( e in effetti l'utilizzo ha pienamente confermato la prima impressione!!) e ho voluto analizzarle perchè anche gli altri potessero conoscerle. L'analisi delle app dei  musei  credo sia stata utile per approcciare anche il mondo dell'arte in digitale e soprattutto adatto a tutti, o quasi!<br>Delle app/gioco che io ho utilizzato ho avuto modo di sperimentare l'inclusività  in sezione, dal vivo con i bambini che si alternavano a "giocare" con P., rispettando tutte le regole che conoscono bene del vivere civilmente insieme. <br>Alla luce degli eventi che si stanno susseguendo e che ci stanno inglobando credo che cercare di creare un minimo di contatto con tutti i bambini sia necessario e opportuno anche solo per tranquillizzarli, per dare loro un barlume di quotidianeità. A maggior ragione con i bambini (e non) con disabilità. Personalmente ho provveduto a inviare alla mamma di P. dei video su whats app con le nostre routine, le nostre canzoncine e i nostri rituali di gioco. In questi giorni sto predisponendo nuove attività da inviare anche perchè a lui piace e chiede alla mamma di fargli vedere i video. In questo modo credo di poter mantenere un minimo di contatto con lui  e che il vedere e sentire la maestra sia un modo per valorizzare la dimensione relazionale. In più quando possibile ci sentiamo anche telefonicamente. Non è come stare insieme ma è importante in questo momento non si può stare insieme. L'ho sperimentato oggi durante la conferenza: in questo momento così particolare è stato bello vedere i prof e qualche compagno di corso! Grazie di questa ulteriore possibilità! Prima parlavo di bambini e non con disabilità perchè in questi giorni vedo anche mia sorella , Francesca (37 anni, cri du chat) che ha difficoltà a vivere la sospensione forzata dell quotidianeità. Per fortuna il periodo permette di  supportarla stimolandola a fare i lavoretti per la festa del papà,  le palme, Pasqua... Sperando che non duri troppo! Altrimenti dovremo istituire qualche altra festa!!! Scherzi a parte non è facile convivere con la disabilità... Quello che per noi è difficile da comprendere per lei è 10 volte di più... Non è facile è vero,  ma è BELLO ASSAI, perchè lei è BELLA ASSAI!!!! A presto!</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 15:23:40 UTC</pubDate>
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         <title>Rutigliano Giuseppina</title>
         <author>giusyrutigliano</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457676196</link>
         <description><![CDATA[<div>Sicuramente questo corso relativo alle TIC, mi ha dato la possibilità di avvicinarmi e una realtà poco conosciuta. Sicuramente la parte a me più vicina è stata quella delle app, che utilizzo quotidianamente grazie al cellulare; nel mio caso è stata la prima volta che mi approcciavo al coding e a piattaforme per la creazione di mappe. Sicuramente il coding è la competenza digitale maggiormente proposta nella scuola dell'infanzia, proprio per le sue caratteristiche ludiche. Certamente con i bambini della scuola dell'infanzia non è possibile lavorare con mappe concettuali, strumento utile però alle docenti.Ho notato particolarmente utile l'app, infatti l' ho utilizzata durante il corso della mia progettazione e ho riscontrato riscontri positivi, sia in termini di gradimento che di inclusione. La situazione attuale ha un posto il mondo della scuola e dei docenti di fronte e un momento unico nel suo genere, in cui è necessario ripensare al modo di fare didattica. Le tecnologie possono venirci in aiuto, raggiungendo i bambini nelle loro case, condividendo con i loro genitori informazioni, materiale e sicuramente facendo sentire la presenza degli insegnanti anche in momenti difficili come quello che stiamo vivendo. Come nella didattica tradizionale, anche in questo caso il docente di sostegno, in collaborazione con i docenti curriculari, deve valutare la metodologia utilizzata e di comune accordo devono trovare la tecnologia più consona per favorire l'inclusione, mettendo l'alunno con disabilità nelle stesse condizioni degli altri bambini. Pensando ai bambini di scuola dell'infanzia, sicuramente sono da prediligere app e strumenti che richiedono la riproduzione di video, canzoncine, tutto ciò che attiri l'attenzione dei bambini. Allo stesso modo però, pur riconoscendo la valenza educativa delle tic, credo che per i bambini così piccoli l'attività in presenza sia la base da cui partire; alla scuola dell'infanzia, infatti, i bambini hanno bisogno di "toccare con mano" le attività, di sporcarsi, di sperimentare. Pertanto io ritengo che le tecnologie, per questa fascia d'età, siano un completamento della didattica e non possono sostituirla integralmente.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 15:24:58 UTC</pubDate>
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         <title>Sorgente Mirella </title>
         <author>mirella_sorgente</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457676868</link>
         <description><![CDATA[<div>a.Ritengo che il percorso delle TIC sia stato interessante e stimolante; ho imparato ad andare al di là di ogni pregiudizio sull'uso della tecnologia. Ho appreso molto e mi sono riproposta di introdurre nelle mie lezioni ALCUNI elementi tecnologici, andando oltre le mie fortissime riserve nei loro confronti, la didattica dovrà pur evolversi! Resto sempre del parere che una didattica debba basarsi sulle relazioni interpersonali, sulla manualità vera che comporta anche gestire un colore su un foglio. Da futuro genitore , quale forse sarò, gradirei vedere i miei figli relazionarsi in classe con i compagni, con gli insegnanti e... con quel seducente odore della carta sotto le preziose narici, piuttosto che con un tablet o un robottino!<br>b.relativamente alle mappe concettuali, non conoscevo l'esistenza di alcun programma. Ho usato draw.io per crearne una e credo sia davvero intuitivo, facile da utilizzare e versatile, potendo utilizzare ogni sorta di mappa per mille usi. Non avendo mai insegnato prima, non conoscevo neanche il coding ed ho apprezzato molto l'ora del coding piochè mi ha permesso di comprenderne le funzionalità. Credo sia interessante l'utilizzo di tale strumento nella scuola dell'infanzia. Le app per fini didattici sono state interessanti ma, per una mia "antica" visione della didattica, credo siano da utilizzare con tanta parsimonia. Restano comunque un utile alleato per noi insegnanti! Dovendo scegliere un'app museale, ho avuto modo di conoscere quella dedicata al "mio" amatissimo Musée d'Orsay... e lì la mia mente ha davvero viaggiato con estrema piacevolezza!Se fossi un'insegnante di francese per alunni di scuola secondaria inferiore o superiore, credo che la utilizzerei molto. Mi ha fatto piacere conoscere la realtà aumentata e la sua spendibilità nel mondo dell'insegnamento. <br>c. Apprezzo la funzionalità delle TIC presentate; contro ogni mia previsione, le trovo utili ma non necessarie per la didattica, specialmente nella scuola dell'infanzia dove si può e si deve lavorare con la fantasia e con la carta.E' per tale ragione che, credo, farei delle TIC un uso limitato: non vorrei incorrere nell'errore di far vivere ai bambini in classe quella sorta di "alienazione tecnologica" che già vivono a casa davanti a tv, pc, tablet o cellulari. Rousseau per me resterà sempre un gran maestro!<br>d. alla luce di quanto da me precedentemente detto, credo sia evidente che non sono una sostenitrice della didattica a distanza, specie quando si parla di bambini della scuola dell'infanzia affetti da patologie, importanti o lievi che siano. Il ruolo dell'insegnante di sostegno non può assolutamente essere svolto dall'altra parte di un pc; verrebbe meno tutta la didattica e le sue preziose fondamenta.<br>Le TIC sono un ausilio.<br>Al momento non trovo efficaci strumenti che possano migliorare l’organizzazione della didattica a distanza per scopi inclusivi, se si parla di scuola dell'infanzia. Diverso è invece se si parla di istruzione a ragazzi dalla scuola superiore in poi: l'uso di piattaforme come quelle utilizzate durante la nostra conference call di oggi pomeriggio sono ottimali e spendibili per l'erogazione di corsi all'interno di master universitari, ad esempio. Il pubblico adulto è capace di gestire una lezione in tale modalità, eppure quante di noi hanno avuto serie difficoltà nell'accedere (dato un oggettivo pessimo rapporto con il corretto uso del PC)!<br>Credo sia  possibile valorizzare la dimensione relazionale all’interno di scenari di didattica a distanza pur se, ripeto, fatta con studenti over 15/16 anni: ad esempio la piattaforma utilizzata per la lezione di oggi era discretamente inclusiva. Essa, infatti,  permetteva interazione simultanea tra gli utenti , dava gli strumenti giusti ai docenti per dare un feed back in tempo reale a tutti ma....bastava un minimo indebolimento del segnale per perdere quando si stesse dicendo. <br>Concludo riaffermando che le TIC e la didattica a distanza possono essere un utile strumento per migliorare la didattica frontale, ma MAI dei sostituti.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 15:25:44 UTC</pubDate>
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         <title>Marcario Benedetta</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457678787</link>
         <description><![CDATA[<div>a. Il corso TIC mi ha permesso di approfondire le conoscenze relative alle tecnologie, fornendomi la possiiblità di promuoverne l'utilizzo nella scuola, nello specifico con bambini diversamente abili, pertanto posso definirlo interessante.<br>b. Personalmente a scuola ho utilizzato una mappa concettuale sulla semina, utilizzando le immagini al posto delle parole. Ho ricevuto da parte dei bambini dei feedback positivi e ho riscontrato attraverso la conversazione guidata il raggiungimento di obiettivi previsti nella micro-progettazione.<br>c. gli strumenti utilizzati sono stati utilizzati da tutti i bambini attraverso micro-gruppi in modo da favorire la reciproca collaborazione, quindi l'inclusione.<br>1.l'insegnante di sostegno ha il compito di orchestrare le sue conoscenze e competenze al fine di riuscire a donare la continuità formativa al bambino preso in carico, sia con attività a domicilio, sia utilizzando la formazione a distanza, per mezzo dell'utilizzo di programmi adattati sulla base delle esigenze del bambino.<br>2. Le TIC si configurano come ottimo strumento  di formazione, in quanto grazie alla interfaccia grafica semplificata, alla presenza di immagini in movimento e di suoni riescono a catturare l'attenzione dei bambini.<br>3.Tra gli strumenti più efficaci per la didattica a distanza vi sono: pc e tablet.<br>4. Credo sia possibile valorizzare la dimensione della relazione nella didattica a distanza attraverso la costituzione di microgruppi (max 2-3 componenti) ; il microgruppi favoriscono il passaggio spontaneo delle conoscenze tra i vari membri e permettono di promuovere forme di partecipazione attiva e di aiuto tra pari.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 15:27:42 UTC</pubDate>
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         <title>Domenica Valentina Mondelli</title>
         <author>valentinamondelli29</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457679332</link>
         <description><![CDATA[<div>Il percorso TIC è ricco di spunti e di stimoli per poter approfondire le conoscenze personali sulle tecnologie che si usano nella scuola. Ho trovato molto interessante conoscere strumenti nuovi e di immediato utilizzo in ogni grado di scuola, dalle mappe concettuali alle app educative. Noi che viviamo nell'era digitale ancora non siamo pronti come docenti a usarle con gli alunni penso che sia necessaria una formazione sempre più tecnica sull'uso quotidiano di questi strumenti, ancora di più con piccoli alunni speciali, per loro avere la possibilità di svolgere determinate attività con l'ausilio delle tecnologie diventa una "marcia" in più. Ora tocca a noi usare nella maniera più giusta ed  efficace tutto ciò che la tecnologia offre.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 15:28:16 UTC</pubDate>
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         <title>Inchingolo Maria</title>
         <author>inchingolomarisa</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457679729</link>
         <description><![CDATA[<div>a. Le TIC rappresentano un'opportunità, una marcia in più per l'insegnamento/apprendimento e per l'inclusione. <br>b. Interessante è stata la lezione sulla robotica educativa nella quale l'esperta ci ha mostrato vari robot, che si possono utilizzare nella scuola, per dare la possibilità al bambino di costruire il proprio apprendimento, di lavorare in gruppo creando una sana competizione tra gruppi.  <br>Il Power Point è una tipologia di TIC che conoscevo e avevo già utilizzato varie volte.  In aula ognuno di noi ha realizzato un Power Point in cui si è presentata.<br>L'utilizzo delle mappe concettuali si sono rivelate una scoperta per me, nel senso che non le avevo mai create usando un' applicazione; ho utilizzato POPPLET per realizzare una mappa concettuale che ha descritto i vantaggi dell'uso delle TIC nel sostegno. <br>L'attività che ha previsto l'utilizzo  del CODING  è stata molto divertente e intrigante.<br>Durante il corso ho familiarizzato con altre app interessanti ed inclusive: RICYCLIZE (un' app per insegnare a fare la raccolta differenziata), DISEGNI DA COLORARE PER BAMBINI (un' app che aiuta i bambini a disegnare con animazioni ed effetti sonori) e MUSEO TEATRALE ALLA SCALA (un' app intuitiva che funge da guida all'interno del teatro alla Scala di Milano).<br>Nell'ultima lezione tenutasi in modalità on line questo pomeriggio, ho sperimentato PADLET, un' app che non conoscevo e che si è rilevata interessante avendo dato  la possibilità a tutti noi di completare l'ultimo lavoro previsto dal corso.<br>c. Tutti gli strumenti utilizzati possono essere più o meno inclusivi dipende dal contesto nel quale vengono utilizzati, dipende dall'aiuto dell'insegnante, dipende dalla condizione del bambino; occorre porre attenzione a diversi fattori per poter scegliere l'app adeguata che risulterà inclusiva.<br>1.La didattica a distanza può essere una soluzione in situazioni particolari come quella che stiamo vivendo e lo abbiamo scoperto oggi pomeriggio avendo avuto noi corsisti la possibilità di seguire una lezione on line; ma secondo me non può e non deve essere "la" sola soluzione possibile, soprattutto per noi docenti di sostegno, altrimenti che fine fanno l'empatia, lo sguardo, il contatto fisico con i nostri bambini?<br>2. Le TIC in ambito formativo aiutano e stimolano l'apprendimento/insegnamento, grazie all'utilizzo di diversi canali sensoriali, la lezione è più accattivante.<br>3. Gli strumenti utili per organizzare una didattica a distanza per scopi inclusivi vanno dal PC a INTERNET alle svariate applicazioni che l'insegnante sceglie ad hoc per il/i proprio/i alunno/i.<br>4. Secondo me, non è possibile valorizzare la dimensione relazionale all’ interno di scenari di didattica a distanza, sicuramente serve e come ho già accennato precedentemente, in momenti particolari come questo, è indispensabile, però la dimensione relazionale perde di qualità.<br><br><br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 15:28:38 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title></title>
         <author>valeriatodisco_eventi</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457679920</link>
         <description><![CDATA[<div>VALERIA TODISCO <br><br></div><div>L’approccio all’utilizzo delle TIC finalizzato alla didattica, ora, come mai prima ha dimostrato la sua efficacia e validità. Dopo una certa resistenza iniziale a causa delle condizioni di “disalinneamento” delle scuole (sopratutto dell’infanzia e primarie) con le tecnologie.. ora ritengo che la didattica tecnologica possa e debba essere considerata come integrativa, e non sostitutiva, della didattica tradizionale.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 15:28:53 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457679920</guid>
      </item>
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         <title>Galassi Marica</title>
         <author>maricagalassi</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457680830</link>
         <description><![CDATA[<div>a) Le attività svolte durante il percorso TIC, mi hanno permesso di acquisire e potenziare conoscenze ed abilità in merito alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione. Ognuna di esse, si è rilevata importante al fine del suo utilizzo in ambito scolastico e non, per acquisire, semplificare, promuovere e potenziare dei contenuti e delle conoscenze che si traducono in abilità e competenze.<br>b) durante il Corso ho realizzato: 1. una mappa concettuale con Draw, relativa all'Uso delle tecnologie a scuola, dopo aver visionato un documento;<br>2. Partecipazione ad un Corso-prescolare 2018, con Certificazione finale;<br>3. APP: Learning shapes-imparare le forme geometriche-giochi per bambini, distribuita da Play Store. Scelta e valutata durante il Corso TIC, ed attuata durante l'esperienza di Tirocinio diretto, con tutti gli alunni della sezione;<br>4.APP: Colorun, distribuita dal sito internet: http://sd2.itd.cnr.it. Valuta durante il Corso TIC.<br>5. APP MUSEI: FIRENZE, disribuita da Play Store. Valutata.<br>6. Realizzazione di un Power Point interattivo: per l'attività di tirocinio, per i bambini della sezione;<br>7. Realizzazione di una mappa concettuale con Draw per l'attività finale.<br>8. Utilizzo di un video scariato da Youtube, inerente la tematica del lavoro di tirocnio, presentato ai bambini della sezione.<br>C) Ciascuno strumento utilizzato è importante per la didattica inclusiva, perchè promuove, facilita, incoraggia e sostiene processi di apprendimento. In una scuola come quella di oggi dove si moltiplicano i livelli di bisogno si rende necessario intervenire con strumenti di supporto al fine di dare ad ognuno le stesse possibilità di apprendimento. Tutti gli strumenti sono validi.  <br>d) <br>1. io penso che l'insegnante di sostegno in questo momento storico, dovrebbe utilizzare la didattica a distanza, per realizzare video messaggi, inviare video, canzoncine che facciano sentire al bambino la sua presenza. Più che contenuti, l'insegnante deve mantenere vivo quel rapporto di amore, di calore, di "...non ti dimenticare di me, perchè ci sono! La "mano invisibile" di Ianes deve esserci sempre, per manifestare anche se solo virtualmente, la sua presenza.<br>2. Il ruolo delle TIC in ambito formativo è necessario, come supporto, come conoscenza, come approfondimento, ma soprattutto come competenza in vista di un apprendimento per tutta la vita. Considerato che siamo immersi nella società tecnologica, ognuno deve possedere competenze digitali per fronteggiare la realtà futura.<br>3. Gli strumenti più efficaci potrebbero essere: le mappe concettuali; video (tutorial e approfondimenti) e power point interattivo.<br>4. la dimensione relazionale si promuove attraverso le chat  presenti nelle diverse piattaforme e attraverso le video conferenze, dove più persone hanno la possibilità di ritrovarsi in uno spazio virtuale.<br><br>Corsista Marica Galassi<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 15:29:58 UTC</pubDate>
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         <title>Scaglione Antonia</title>
         <author>antonia_scaglione</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457683777</link>
         <description><![CDATA[<div>Questo percorso sulle TIC  ha indubbiamente contribuito ad approfondire le conoscenze riguardanti le tecnologie più utili, in particolare con la disabilità.Ho acquisito una maggiore conoscenza riguardante la realizzazione di un  PPT. Per la scuola dell'infanzia nello specifico, ho ritenuto molto utile il percorso di coding, che personalmente ho utilizzato a scuola. Ho realizzato delle mappe concettuali utilizzando Draw.io, un'applicazione facile da utilizzare, che probabilmente sarebbe più utile per bambini di scuola primaria. Ho conosciuto varie applicazioni e di alcune ho effettuato le recensioni, conoscendone anche altre particolarmente efficienti per le disabilità. il momento attuale che stiamo tutti vivendo, ci fa toccare con mano l'effettiva importanza in campo formativo dell'utilizzo delle TIC. Ritengo comunque che favorire l'inclusione  a distanza sia estremamente difficile e che nulla possa sostituire il meraviglioso rapporto fra insegnante e bambini.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 15:33:06 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>dd</title>
         <author>stiglianorosanna</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457684059</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 15:33:23 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Liliana D&#39;AVANZO</title>
         <author>l_davanzo1</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457684354</link>
         <description><![CDATA[<div>a) Il percorso TIC nel TFA Infanzia mi ha permesso di pensare, progettare percorsi intenzionali, consapevoli e complessi che posso usare sia nella didattica a distanza che nella didattica in presenza. <br>b) Personalmente ho usato in classe con il mio codice alunno. org attraverso i giochi avviati al pensiero computazionale.<br>c) 1) Ritengo che tutte le app siano incluse, il punto è un altro bisogna inevitabilmente lontano riferimento al contesto culturale del bambino. Esempio: ho tentato di preparare l'audiolezioni in questo momento possiede un computer o qualsiasi strumento tecnologico. Per tale motivo sono stati costretti a stampare delle schede per poter farlo. e 'importante il contesto culturale e sociale. <br>2) le TIC possono intervenire in modo importante nei processi di apprendimento e insegnamento, cioè potenziano le capacità di conoscenza di chi apprende. <br>3) In questo momento drammatico che stiamo vivendo, la didattica a distanza a mio avviso efficace è flipped classroom nella quali si ribalta la tradizionale suddivisione delle attività didattiche svolte a scuola e a casa. L’insegnante diventa una guida, che assegna le videolezioni agli studenti, dando loro la possibilità di informarsi prima sull’argomento che sarà al centro della lezione successiva.<br>4)la relazione si può stabilire sia in aula che a distanza un esempio è stato oggi durante la nostra video conferenza il prof. ha stabilito quell'empatia, quella voglia di condividere e stare insieme leggendoci delle frasi, facendo partecipare con un semplice "ciao" i figli delle colleghe. La dimensione relazionale si può creare basta avere la giusta motivazione e la volontà.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 15:33:44 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Roncone Antonietta</title>
         <author>anto_roncone_70</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457688450</link>
         <description><![CDATA[<div>Il percorso mi ha offerto la possibilità di utilizzare in tempo reale, nella quotidianità della vita scolastica, le conoscenze apprese in itinere. Inoltre, ha stimolato la mia curiosità,  mi ha spinto ad approfondire argomenti e,  soprattutto, a cambiare atteggiamento e superare i pregiudizi di una "nativa analogica". Attraverso "l'ora del Codice" ho scoperto quanto semplice e diretto fosse imparare le strumentalità di base dell'informatica, anche per un bambino in età prescolare. Le indicazioni per imparare ad  usare il programma Draw sono risultate semplici e chiare e mi hanno permesso di creare facilmente mappe concettuali utili,  agli alunni più grandi, per studiare e ai docenti  per sintetizzare, ad esempio, un'esposizione orale. L' app che ho scaricato sullo smartphone forniscono esercizi, presentati in forma ludica, attraverso l'uso del "magic color", per stimolare l'attenzione selettiva di bambini con disabilità dello spettro autistico e aiutarli a bypassare la loro difficoltà a focalizzare l'attenzione. L'analisi delle app museali mi ha particolarmente appassionata per l'approccio innovativo e anche per il contributo offerto dall'affascinante mondo della "Realtà Aumentata".  In sintesi, tutte le app analizzate hanno dimostrato che possono facilitare il processo di apprendimento ed essere un valido strumento a supporto del docente di sostegno, impegnato nell'arduo compito di progettare e organizzare una didattica inclusiva. <br>La didattica a distanza, in questi giorni di emergenza, rappresenta l'unico modo per interagire con gli alunni e le loro famiglie e provare a contribuire all'orientamento dell'utenza e tentare di garantire un minimo di continuità. Molte scuole, compresa quella dove presto servizio in qualità di maestra di sostegno, si sono già attivate e condiviso materiale con le famiglie attraverso il registro elettronico, via  e-mail o social-network. Personalmente, mi sono resa disponibile anche telefonicamente per qualsiasi informazione o chiarimenti, in quanto ritengo che il mio ruolo, in tale delicato momento, sia quello di mantenere il contatto con l'alunno e la sua famiglia per sostenerli e aiutarli a superare questa fase incerta che, ricordiamocelo, svantaggia soprattutto i bambini con disabilità che, più di altri, necessitano di contatto fisico e bisogno di socializzare per apprendere in modo significativo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 15:37:56 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Annarita Toma</title>
         <author>annatoma78</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457691945</link>
         <description><![CDATA[<div>Il corso TIC mi ha permesso di approfondire le conoscenze relative alle possibili  tecnologie da usare nella didattica.Proprio questa mattina ad alcune mamme ,che mi chiedevano come impiegare il tempo in questo periodo ,ho consigliato le due APP da me recensite.Posso dire quindi che il percorso ha dato dei frutti.Rimango comunque dell'idea che le tecnologie costituiscano un valido supporto per la didattica ma non possono e non devono  sostituirsi alla  didattica tradizionale perché ciò andrebbe a discapito di quel rapporto umano che è parte integrante della didattica.Spetta quindi a noi insegnanti ,curriculari e di sostegno, utilizzare le tecnologie trovando e perché no inventando la modalità per  renderle inclusive.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 15:41:32 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Contenti Caterina</title>
         <author>catiasohappy</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457693071</link>
         <description><![CDATA[<div>a) Questo percorso sulle TIC, mi ha dato la possibilità di allargare i miei orizzonti conoscitivi sull'uso delle tecnologie, un mondo pur se attuale, ancora molto sconosciuto, per noi insegnanti, ma di spontanea conoscenza dei bambini di nuova generazione, i cosiddetti "nativi digitali". Essi infatti, sono immersi nell'uso delle tecnologie già dalla nascita, tanto che presentano una naturale dimestichezza d'uso più degli adulti. Questa loro propensione dettata dalla loro innata necessità di scoperta e curiosità, tuttavia va guidata da noi adulti per un uso più consapevole e responsabile, per questo mi sono promessa di approfondire questo percorso anche al di fuori di questa realtà universitaria.<br>b) Una delle attività svolte durante questo corso è stata la realizzazione di mappe concettuali. Per la scuola dell'infanzia credo che non siano prettamente adeguate, anche se possono essere utilizzate sostituendo le parole con le immagini, magari per dare una sequenzialità logica di un argomento o una visione d'insieme dello stesso. Quella delle mappe concettuali, invero lo ritengo uno strumento metodologico molto utile per la scuola primaria, che può accompagnare i bambini per tutto il loro percorso scolastico e anche nell'età adulta, universitaria. L'altra attività è stata quella dell'ora del codice, molto bella e interessante che sicuramente troverebbe consenso nei più piccoli, ma che trova ancora la maggior parte delle scuole impreparate al suo utilizzo. Poi ho analizzato e valutato due applicazioni 1 2 3 Puzzle blue (windows) e  my dentist. Purtroppo non ho avuto modo di sperimentarle sui bambini e in particolare con il mio bambino speciale. Chissà, forse in seguito... molto interessante è stato anche l'utilizzo dell' app per i musei, io ho scelto quella di Botero.<br>1/2) Io credo che in situazioni complesse come quelle che attualmente stiamo vivendo, che prevedono l'erogazione di una didattica a distanza, la figura dell'insegnante di sostegno, abbia un ruolo cruciale nella semplificazione e la facilitazione delle attività, che può  essere supportato nel raggiungimento di specifici  obiettivi da un uso competente delle tecnologie. Tuttavia molte famiglie, indipendentemente dalla competenza degli insegnanti, non sono ancora pronte per un uso concreto delle tecnologie, sia per un fatto culturale, sia per un fatto di natura economica. <br>3) Diversi possono essere gli strumenti da usare nell'ottica di una didattica a distanza che sia il più inclusiva possibile, ma ritengo che questo approccio sia più fattibile nella scuola primaria e nella scuola secondaria di primo e di secondo grado. Nella scuola dell'infanzia i bambini necessitano del contatto diretto che può guidarli alla scoperta e alla conoscenza. L'uso delle tecnologie potrebbe interessare la realizzazione di video con canzoncine, filastrocche. Si può anche guidare gli stessi genitori con i tutorial alla realizzazione di manufatti, ma sinceramente escluderei un utilizzo massiccio della tecnologia, per evitare di mortificare la creatività e l'agire concreto sulle cose reali che circondano gli stessi bambini.<br>4) Ritengo che la didattica a distanza si stia rivelando  un valido ausilio soprattutto in questo momento di necessità come quello che stiamo affrontando in questi giorni di emergenza sanitaria, ma credo che non sia possibile e spero personalmente che non avvenga mai, che sia sostituita  alla didattica reale, quella fatta di contatto umano diretto,  fatto di sensazioni, emozioni e tanto calore.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 15:42:42 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Angela Verni</title>
         <author>angela_verni</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457694195</link>
         <description><![CDATA[<div>Di base la mia dimistichezza con le tecnologie è  a dir poco imbarazzante. Il corso sulle tic, pertanto mi ha dato la possibilità di cimentarmi, di cercare di comprenderle e di conseguenza di utilizzarle. Le tic in didattica si configurano come un valido  alleato nella formazione degli alunni. La loro applicazione infatti rende l'apprendimento più motivante e coinvolgente, in particolar modo per bambini affetti da disabilità o che semplicemente si distraggono facilmente. Per la scuola dell'infanzia, credo che il più adatto sia il coding, sia per la "strumentazione" accattivante, a misura di bambino, sia per il potenziamento di abilità fondamentali in questa fascia di età. Le attività svolte durante il corso, mi hanno permesso di esplorare più a fondo la tecnologia e rivalutarne l'applicabilità nel contesto scolastico. La creazione di mappe concettuali con popplet, ha riattivato la mia capacità di sintesi e  l' estrapolazione dei concetti più rilevanti da tenere in considerazione.<br>Saper creare mappe concettuali agevola e favorisce l'apprendimento di contenuti in bambini con disturbi specifici di apprendimento , ma anche in quei bambini che fanno fatica a memorizzare. Le ritengo molto utili ovviamente in gradi di scuola superiori a quelli dell'infanzia e le utilizzo spesso nella scuola primaria.<br>Le app analizzate durante il corso le avevo precedentemente utilizzate con un bambino affetto da autismo e avevo pertanto già sperimentato la loro efficacia. Sono stata contenta di averle condivise con le mie colleghe.<br>L'analisi e la valutazione delle app museali, invece, mi ha dato la possibilità di conoscerle, di visionarle e utilizzarle per la prima volta nella mia vita. Le ritengo interessanti, formative e molto utili, ho scelto di valutare un'app sulla mostra di Botero, perché i dipinti sono sempre stati una mia passione e spesso mi sono ritrovata ad ammirare un quadro con la curiosità di voler sapere altro. L'app considerata l'ho trovata molto interessante e dettagliata nella descrizione delle opere e molto interessante per la possibilità di visualizzarle in versione "zoomata".<br>La realtà che stiamo vivendo negli ultimi giorni, mi ha fatto riflettere molto sull'importanza e la validità della didattica a distanza. Penso che sia utile, opportuna e necessaria in gradi alti di istruzione ( dalla secondaria in poi) per non interrompere il processo formativo e i punti di contatto con la scuola. Nell'infanzia e nella scuola primaria , a mio parere è poco efficace. Ritengo che i bambini più piccoli, soprattutto quelli con difficoltà, sentano maggiormente il bisogno di un contatto più diretto che magari si riesce a fornire più con una telefonata o con un messaggio whatsApp  o, meglio ancora con un  messaggio personalizzato all'interno di un libro (così come ho fatto). I bambini hanno bisogno di maggiore contatto umano con le loro insegnanti, diversamente dai ragazzi più grandi. Un altro aspetto che ho potuto considerare, in questo periodo è l'indisponibilità di molte famiglie di un pc. In contesti popolari e deprivati il pc è ancora un lusso...e questo a volte ci sfugge. Viviamo con l'infondata convinzione che al giorno d'oggi tutti posseggano un pc ..purtroppo così non è. Pertanto per i bambini più piccoli, in situazioni come quella attuale, potrebbe essere più utile fornire delle app interattive con obiettivi didattici specifici, ma così aggiungeremmo altro tempo alla già consolidata alienazione dei piccoli davanti ad uno smartphone. Mi rendo conto che viviamo in un mondo dove la tecnologia fa da padrona, ma nella didattica, ritengo che essa non possa sostitursi alla figura umana dell'insegnante, ma restare una utile e coinvolgente alleata!</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 15:43:52 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Agostina Rizzi</title>
         <author>rizziagostina</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457695870</link>
         <description><![CDATA[<div>Il percorso Tic, ricco di diversi spunti e riflessioni, mi ha permesso di avvicinarmi e approfondire le tecnologie,  dandomi la possibilità di avvicinarmi ad una realtà poco conosciuta.<br>Per la prima volta ho utilizzato un programma specifico per realizzare una mappa (Draw), ho approfondito le mie conoscenze sulla robotica, attraverso anche l'incontro con un'insegnante esperta. Dopo aver analizzato delle app, specifiche per bambini in età prescolare, ho utilizzato le stesse con il bambino che seguo nel mio percorso di tirocinio. K. ha risposto in maniera positiva ed entusiasmante.<br>Ai fini inclusivi penso che app e giochi multimediali siano senza dubbio strumenti validi in quanto facilitano l'accesso ai contenuti. <br>Alla luce degli scenari che si stanno delineando recentemente la scuola e soprattutto gli insegnanti hanno dovuto rivedere il loro modo di fare didattica.<br>Grazie alle tecnologie, stiamo riuscendo a raggiungere i nostri alunni, condividendo informazioni e contenuti.<br>L'insegnante di sostegno, come l'insegnante curricolare del resto, deve scegliere attentamente le metodologie più adatte e più efficaci per il suo alunno.<br>In questo modo, anche se distanti fisicamente, riusciamo a sentirci vicini ai nostri alunni, assicurando loro la nostra presenza.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 15:45:31 UTC</pubDate>
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         <title>Rutigliano Michelle</title>
         <author>m_rutigliano18</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457703542</link>
         <description><![CDATA[<div>a.      Le attività svolte sono state utili per conoscere nuove modalità didattiche e per rinforzare quelle già note. Ritengo che l’elemento principale sia l’interattività attraverso la quale si riesce a gestire la didattica; come è noto l’interattività consente una migliore e più stabile costruzione dei saperi.Per ciascuna delle attività svolte e le app sperimentate, descrivere cosa è stato fatto individualmente</div><div>b.      Ogni strumento utilizzato ha dimostrato caratteristiche diverse:</div><div>1.                       Mappe: per le mappe ho scelto di utilizzare Popplet, l’app è risultata molto intuitiva nell’utilizzo, con pochi click si riesce a creare una mappa, a collegare o scollegare concetti. Potrebbe essere molto utile con alunni con disabilità cognitiva lieve, o anche semplicemente per alunni con dsa, per fornire un valido aiuto allo studio delle materie online.</div><div>2.                       Coding: Attraverso il sito code.org abbiamo sperimentato il percorso prescolare. L’intervallarsi di video-tutorial e attività, sempre più complesse, mi ha consentito un facile accesso ai compiti richiesti. Queste mini programmazioni, seppur semplici, hanno richiesto un sempre maggior impegno nel ragionamento logico.</div><div>3.                       App: Le app da me individuate sono state Gcompris e LetMe Talk, per entrambe, prima di analizzarle, chiaramente ho avuto bisogno di un periodo di tempo nel quale imparare materialmente ad utilizzarle. Scoprendone vantaggi, possibilità e difetti. </div><div>-          Gcompris è una suite composta da moltissime attività didattico/educative che variano molto per tipologia (lettere, numeri, percezione, ecc…) e per età di riferimento.</div><div>-          LetMe Talk è un’applicazione che consente di comunicare utilizzando la CAA e il sintetizzatore vocale. L’app funziona sia con singole parole sia con frasi.</div><div>4.                       App musei: L’app da me scelta è CloudGuide, un’app che continente informazioni pratiche, informazioni sull’accessibilità e tour virtuali relativi a centinaia di musei in giro per il mondo. Questa applicazione è stata sovvenzionata dall’UE. Nell’utilizzo è bastato cercare la citta e/o il museo d’interesse per accedere a tutte le informazioni. Purtroppo queste vengono fornite solo in lingua inglese, limitando l’accesso alle sole persone che conoscono questa lingua </div><div>c.       Rispondere alle seguenti domande: </div><div>1.      Personalmente ritengo che la didattica a distanza potrà essere implementata sul sostegno solo per casi medio/lievi e per alunni con più di 7/8 anni di età. Purtroppo, a mio avviso, nell’età 3/5 anni, soprattutto in presenza di disabilità grave, l’alunno ha bisogno della presenza fisica degli insegnanti, ma soprattutto dei compagni di classe</div><div>2.      In momenti come questo le TIC diventano l’unico mezzo stabile e certo per fare formazione a distanza. Padroneggiarle dunque, diventa per noi docenti una risorsa e un obbligo.</div><div>3.      Per la fascia d’età alla quale ci rivolgiamo sarebbe utile costituire una classe virtuale (google classroom, we school, ecc…)/lavagna interattiva (padlet) all’interno della quale inserire consegne e compiti svolti. Sarebbe bello anche poter condividere fra la classe messaggi video e audio, per sentirsi più vicini.</div><div>4.      Come dicevo sopra la multisensorialità fornita da audio e video attenua le distanze.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 15:53:46 UTC</pubDate>
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         <title>Maria Antonia Piazzolla</title>
         <author>piazzolla_antonella</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457703657</link>
         <description><![CDATA[<div> Il percorso che abbiamo fatto sull'uso delle TIC ha contribuito ad approfondire le mie conoscenze riguardanti le tecnologie, che possono essere molto utili nell'approccio con la disabilità. Ho ritenuto molto stimolante il percorso di Coding che ho avuto modo di sperimentare grazie, anche, alla mia tutor; queste mini programmazioni hanno richiesto un sempre maggior impegno nel ragionamento logico.  Per realizzare le mappe concettuali  ho utilizzato Canva, un sito web che non conoscevo e che, a primo acchito, mi era sembrato di difficile uso. Invece, poi, ho acquisito una certa dimestichezza e ne ho usufruito molto, anche, giornalmente con i miei bambini della scuola primaria. Ho realizzato mappe concettuali per snellire il lavoro di memorizzazione da parte dei miei alunni DSA.<br>Passando alle app, ne ho utilizzate due, "Memoria bambini" e "La fanta fattoria", abbastanza semplici, che ho somministrato ai piccoli della scuola dell'Infanzia per testarne la validità. Devo dire che sono piaciute molto ed il bambino che seguo nel tirocinio diretto ha mostrato un interesse particolare soprattutto perchè i giochini presentati da queste, riguardavano numeri e animali, elementi a lui congeniali. Ritengo che tutte le attività svolte siano state utili per conoscere nuove modalità didattiche supportando quelle già note. L'elemento innovativo è l'interattività attraverso la quale si riesce a gestire la didattica.<br>Passando alle app dei musei, direi che è stato abbastanza intrigante riuscire a vedere un museo virtuale attraverso lo schermo di uno smartphone. Io ho scelto di analizzare il "Museo Galileo", di grande valore scientifico visto che la  struttura con le innumerevoli stanze custodisce un patrimonio inestimabile; in esso infatti, si possono ammirare strumenti costruiti per le varie misurazioni fatti con materiali diversi, tutti di grande valore.<br>Riflettendo sullo scenario che si è delineato, direi che il ruolo dell'insegnante di sostegno, oggi più che mai diventa difficile, soprattutto nel primo segmento della scuola, ovvero l'infanzia. La didattica a distanza, infatti, può andar bene con disabilità lievi e di età superiore ai 5-6 anni, mentre in età inferiore e soprattutto in presenza di disabilità grave, il discente ha bisogno necessariamente della presenza fisica dell'insegnante e dei suoi compagni che lo aiutano e lo supportano in tutte le attività quotidiane. D'altro canto è vero  che siamo in emergenza educatica, quindi in questo momento può andar bene. Non sono una sostenitrice della didattica a distanza soprattutto quando si parla di bambini affetti da patologie importanti; credo che il ruolo dell'insegnante di sostegno sia quello di stare accanto al bambino, di entrare in empatia con lui e di trasmettergli ogni emozione. Le TIC sicuramente aiutano la didattica, ma non demandiamo tutto a questi strumenti. I cosiddetti nativi digitali sono già immersi nell'uso di tecnologie quindi avrebbero bisogno più del contatto umano. Tuttavia, in momenti come questo, le TIC sono l'unico mezzo certo per fare formazione a distanza quindi bisogna saperle padroneggiare. Per quanto riguarda l'inclusione avrei dei dubbi, al momento non trovo efficaci strumenti che possano migliorare l'organizzazione della didattica a distanza per scopi inclusivi, almeno per quanto riguarda la scuola dell'infanzia. Sarebbe diverso, invece, se si parlasse di istruzione di scuola secondaria. <br>Invece, la dimensione relazionale, credo sia possibile valorizzarla all'interno di scenari di didattica a distanza, ma sempre con ragazzi. Ad esempio, la piattaforma utilizzata oggi dal professor Baldassarre, ha dato la possibilità, a noi corsiste, di fare domande, quindi di relazionarci con lui, di interagire, anche con i numerosi problemi di connessione. Un bambino avrebbe subito perso la concentrazione, quindi ritengo che, i rapporti umani vissuti fisicamente siano insostituibili.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 15:53:52 UTC</pubDate>
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         <title>LACIRIGNOLA COSIMA</title>
         <author>calmi1983</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457703680</link>
         <description><![CDATA[<div>1.il percorso TIC mi ha permesso di entrare in un mondo particolarmente importante per la nostra professione. <br>2. ho piacevolmente sperimentato la possibilità di creare mappe concettuali con draw.io (già utilizzato nel mio lavoro apportando i risultati sperati), stesso discorso per quello che riguarda l'attività di coding prescolare con il superamento del percorso con Scratch (anche questo sperimentato in sezione con una bambina ed ha molto entusiasmato tutti); inoltre, ho analizzato due app per l'infanzia ed una per i Musei. Quest'ultima mi ha particolarmente colpito data la mia poca conoscenza delle stesse e le ho trovate un valido strumento di conoscenza e formazione.<br>3.alla luce di quanto sta accadendo in questi giorni, il ruolo dell'insegnante di sostegno viene ad assumere un'importanza ancora maggiore tale da spingere ad incentivare le conoscenze e le competenze nell'uso delle tic, magari, anche veicolandone l'utilizzo e supportando le stesse famiglie in questo passaggio, non sempre facile. l'insegnante, a mio avviso dovrebbe essere, ancor più, un vettore di buone pratiche inclusive.  Tra le tic maggiormente inclusive  ritengo ci siano quelle in cui il bambino può entrare direttamente nel contesto di apprendimento (vd. App musei, la realtà aumentata);<br>4. secondo me, la didattica a distanza sicuramente perde una gran parte della dimensione relazionale ed umana, soprattutto quando si parla ai bambini. d'altro canto, ritengo che ci si debba comunque rinnovare caratterizzando anche la formazione a distanza con i giusti strumenti valoriali ed umani, per quello che è possibile. la stessa video conferenza di questo pomeriggio mi ha permesso di verificare, che quando si vuole, si può ricorrere alla didattica a distanza senza perdere la dimensione del "NOI" .</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 15:53:53 UTC</pubDate>
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         <title>BACCELLIERI DOMENICA</title>
         <author>d_baccellieri</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457704351</link>
         <description><![CDATA[<div>Questo percorso TIC mi ha permesso di approfondire le conoscenze sulle nuove tecnologie e di acquisirne di nuove da utilizzare nella didattica, sia con i bambini normodotati che con i diversamente abili, creando così momenti di inclusione. <br>Mi ha particolarmente interessata la lezione sul Coding con il robottino, il quale genera nel bambino capacità di problem solving.<br>Per realizzare la mappa concettuale ho utilizzato il sito Draw, che si è rivelato di facile utilizzo e con molte potenzialità. La mappa concettuale rappresenta un valido strumento per lo studio dei bambini affetti da disabilità, poiché facilita la memorizzazione delle informazioni per chi legge, e attiva capacità di sintesi per chi la crea.<br>Le app da me analizzate sono: Forme e colori e TaskAbile.<br>Forme e colori è un gioco educativo per bambini di età prescolare che ha come obiettivo il riconoscimento delle forme e dei colori e l'acquisizione del concetto grande/piccolo.<br>TaskAbile è un'app specifica per la disabilità, poiché stimola l’autonomia personale, attraverso l’acquisizione di alcuni comportamenti di vita quotidiana e sociale, e fornisce al soggetto  la possibilità di comunicare.  </div><div>Attraverso il sito code.org ho potuto esercitarmi sulle attività di coding, che seppur riguardavano il livello prescolare, hanno richiesto da parte mia un certo ragionamento logico.<br>Non sapevo dell'esistenza di app riguardanti musei e, poiché adoro particolarmente viaggiare e lo faccio come posso, da ora in poi utilizzerò le potenzialità di questo tipo di app che ho avuto modo di conoscere durante questo percorso di formazione. <br>Con il bambino che osservo al tirocinio, ho utilizzato un'app che riproduce i versi degli animali, con il preciso scopo di stimolare in lui l'intenzionalità comunicativa, spronandolo a ripetere i versi degli animali ascoltati per avviarlo così all’apprendimento del linguaggio parlato, sfruttando il senso vicariante e cioè l'udito. Il bambino ha risposto positivamente all'attività, emettendo i suoni ascoltati e volgendo l'attenzione verso la fonte sonora.<br>Alla luce degli scenari che si stanno delineando in questi giorni, l'insegnante di sostegno si pone come un punto di riferimento con il bambino e la famiglia, per veicolare informazioni e contenuti, anche a distanza. E' di fondamentale importanza che l'insegnante di sostegno scelga accuratamente le app in base alle caratteristiche del bambino, ma è importante anche una certa preparazione sull'uso delle TIC che purtroppo non tutti hanno ed è necessario quindi, investire sulla formazione personale.<br> Io ritengo che la didattica a distanza, pur perdendo la dimensione relazionale  tra insegnante e alunno, mostra i suoi risconti positivi in momenti come questi, dove la distanza fisica è una necessità, giacché offre la possibilità di continuare a svolgere le attività didattiche, condividendo il materiale e scambiandosi informazioni.<br><br></div><div><br></div><div><br><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 15:54:29 UTC</pubDate>
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         <title>Katia tota</title>
         <author>totakatia</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457704991</link>
         <description><![CDATA[<div>a.Questo percorso sulle TIC ha contribuito ad accrescere le conoscenze e  maggiori competenze. In ambito scolastico l' uso delle TIC offre nuovi canali di apprendimento e nuove prospettive per l'inclusione dei bambini diversamente abili,offrendo soluzioni per migliorare l' accesso ai contenuti,alle conoscenze per lo sviluppo delle competenze, della comunicazione e della relazione.<br>b.Tutte le attività  svolte  e le APP. sperimentate sono state molto interessanti:<br>1. l' attività di coding è stata bellissima e questa applicazione è la più utilizzata nella scuola dell' infanzia. Aiuta i più piccoli a pensare meglio  e in modo creativo,stimolando la loro curiosità attraverso quello che può sembrare un gioco. Poca teoria e tanta  pratica con un approccio ludico.<br>2.la mappa concettuale è uno strumento per rielaborare,interpretare e trasmettere le conoscenze,utile a tutti.<br>3.per quel che riguarda le app. da me schedate : per quelle didattiche ho scelto una riguardante la raccolta differenziata,RECYCLIZE, che informa, promuove e insegna ai bambini attraverso un gioco la raccolta dei rifiuti; l'altra riguarda DISEGNI DA COLORARE  PER BAMBINI.E' un gioco di disegno con animazioni ed effetti sonori che permette di esplorare i processi creativi. L'app. l' ho utilizzata con il mio bambino che si è molto divertito a disegnare simpatici personaggi che poi prendevano vita dopo averli finiti di disegnare,permettendogli di affinare non solo la sua creatività, ma anche le sue abilità grafo-motorie.<br>3.l'app. museale scelta  "UFFIZI": risorsa importante sia per la comunicazione dei prodotti culturali sia per la didattica. Queste app. non solo forniscono contenuti multimediali, foto, informazioni e approfondimenti, ma garantiscono anche una visita sempre più su misura, integrata ed immersiva.<br>c.Le app. sicuramente costituiscono  un enorme supporto a favore di una scuola inclusiva e per tutti in quanto sostengono l'accesso alle informazioni attraverso  differenti canali in maniera autonoma e personalizzata.<br>d.1.Alla luce di quello che sta accadendo, la didattica a distanza per gli alunni speciali  deve prevedere  delle modalità appropriate e in questo il ruolo dell' insegnante di sostegno è fondamentale perchè deve garantire l'inclusione didattica. ma deve anche cercare di ridurre le "distanze" con  gli allievi e le loro famiglie.<br>d.2. Le tic sono un utile supporto , utilizzate con consapevolezza e spirito critico, senza improvvisazione.<br>d.3.Tra gli strumenti più efficaci ai fini dell' organizzazione della didattica a distanza potrebbe essere PADLET perchè consente di raccogliere materiale digitale di vario tipo e per dare informazioni e chiarire concetti.<br>d.4. Con le tic,tuttavia, riusciamo a  sentirci ,per quel che si può, vicini ai nostri bambini e alle loro famiglie.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 15:55:10 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>valeriatodisco_eventi</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457706982</link>
         <description><![CDATA[<div>VALERIA TODISCO <br>b. / c.<br> Le attività di coding hanno attivato capacità di problem solver interessanti. I nativi digitali arrivano con incredibile immediatezza al “come utilizzare”, per noi ci vuole un po' più di riflessione, ma il risultato finale genera grande soddisfazione oltre che un utile “brain training”.<br><br></div><div>La mappa concettuale facilita l’apprendimento per chi la legge, l’organizzazione delle idee per chi la crea. Nell’atto di generarla è necessario un approccio “empatico” per prevederne la comprensibilità, dunque la qualità ed efficacia dell’apprendimento.<br><br></div><div>L’app utilizzata “LET me talk” ha mostrato con immediatezza un potenziale enorme di utilità per le famiglie e gli insegnanti con bimbi affetti da disturbo dello spettro autistico, soprattutto in riferimento al fattore di personalizzazione. Cosa ho fatto? Ho provato a generare semplici frasi facilitanti la comunicazione. Ho provato a personalizzarne l’uso inserendo fotografie reali. L’ho trovato abbastanza intuitivo e inclusivo.<br><br></div><div>L’app sui musei, Virtual Architechture Museum, una fantastica opportunità di conoscenza interattiva, divertente, coinvolgente, inclusiva. Sono una viaggiatrice nel DNA, e poter visitare luoghi, in alcuni casi ricostruzioni dal passato osservandoli dettagliatamente, lascia il segno, molto più di una immagine sul libro di storia. L’interattività di info aggiuntive completa e motiva l’apprendimento rendendolo attraente.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 15:57:22 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457706982</guid>
      </item>
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         <title>Silvestri Lucrezia                       le attività svolte con le tic  per me sono state molto necessarie in quanto mi hanno consentito di &quot;conoscere&quot; materie nuove a cui non mi ero mai avvicinata, o solo parzialmente almeno. Queste nuove attività tipo il Popplet che non avevo mai usato o alcune app, sono state utili anche a miei figli.    A scuola mi sono ritrovata ad usare alcune app e ne ho riscontrato l&#39;uso effettivo e migliorativo, facilitante anche sul bambino diversamente abile che nell&#39;adoperarle era alla stessa stregua degli altri, anzi! Il ruolo dell&#39;insegnante di sostegno si riconfigura positivo e professionale, di gran lunga con più conoscenze tecnologiche rispetto ad altri insegnanti di vecchio stampo, ma tutti dovrebbero provare e riconoscere la validità di queste nuove forme di sapere. Ci sono alcune app senza dubbio  valide anche a distanza, ma per bambini di scuola dell&#39;infanzia autistici con gravi difficoltà, ad esempio, quello del contatto umano resta sempre l&#39;approccio più valido. Restano strumenti facilitatori e validi, da valorizzare sempre. Continuerò ad utilizzarle e incrementerò la mia conoscenza con altri corsi ed altre applicazioni per esempio sulla classificazione, la differenza dei colori, l&#39;ordine, le misure, app sulla lettura...grazie</title>
         <author>l_silvestri3</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457708636</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 15:59:06 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457708636</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Russo Vincenza</title>
         <author>cin82cin82</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457708674</link>
         <description><![CDATA[<div>a.  le attività tic svolte durante il corso, mi hanno permesso di conoscere ulteriori app utili per la didattica e programmi da poter utilizzare con studenti e colleghi. Non ultima la video-lezione su piattaforma, che ci ha permesso di condividere informazioni, nonostante le distanze. Sicuramente un nuovo modo di svolgere didattica, ma non per questo obsoleto.<br>Le attività di coding sono state molto interessanti per quel che riguarda l'insegnamento di competenze fruibili nella scuola dell'infanzia.<br>b. per quel che riguarda la mappa concettuale, si è da sempre per me rilevato un utile strumento di sintesi e di studio. Saper individuare parole chiave, che possano dare punti di riferimento a più persone, è un lavoro di ricerca approfondito e mirato.<br>Le attività di coding, come sopra già detto, sono un validissimo strumento didattico per l'infanzia . Il pensiero matematico, logico e computazionale vengono sviluppati attraverso giochi attraenti per i più piccoli.<br>Per quel che concerne le app da me schedate, sia per quel che riguarda l'app didattica che l'app museale, credo che le app siano un mezzo attraverso il quale entrare in "contatto" con gli studenti più difficili e oppositivi, riferendomi soprattutto a studenti di secondo grado.<br>Immagino un compito in classe dove realizzare un video su TikTok che esprima concetti d'arte, musica, cinema e teatro. Sarebbe fantastico!<br>c. Gli strumenti sperimentati, credo possano essere inclusivi se il docente ne riesce a capire il vero potenziale. Ovviamente non tutte le app e i programmi visionati sono fruibili per tutti i tipi di disabilità, ma  ognuna, individualmente, potenzialmente potrebbe garantire livelli di inclusività buoni ai fini didattici.<br>d.1.2. la didattica a distanza è un ottimo strumento di condivisione dei saperi, nell'ottica di un insegnante di sostegno credo che questa possa dare una marcia in più rispetto alla didattica in presenza. Potrebbe garantire aiuti a casa anche durante l'orario non scolastico ad esempio. Non credo nella completa sostituzione , almeno per quel che riguarda infanzia e primaria, cioè fino a quando, nell'alunno disabile, non siano consolidati metodi di studio basati sulle proprie propensioni e capacità e costruiti a scuola in presenza.<br>d.3.sicuramente le lezioni in videoconferenza su piattaforma, la visione di materiale didattico su classi virtuali, il confronto su piattaforme on line (tipo padlet), le app che permettono di potenziare capacità non potenziabili con altri materiali e/o metodiche...ecco, credo che tutto questo debba essere incluso nella routine didattica.<br>d.4. a questa domanda non credo sia possibile rispondere in maniera obiettiva: ognuno di noi vive in maniera diversa la multimedialità e le distanze, credo che questa valutazione debba essere fatta ad personam, in base alle propensioni dell'alunno che ci troviamo di fronte. Sicuramente ci stiamo adoperando tutti per approdare nel "porto" digitale. Una cosa è certa: solo le competenze e la formazione digitale del docente, possono aiutare a trovare i mezzi più adatti per supportare qualsiasi BES o alunno normodotato.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 15:59:08 UTC</pubDate>
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         <title>Ricucci Daniela</title>
         <author>damari1973</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457711340</link>
         <description><![CDATA[<div>Tutto il percorso che abbiamo fatto sull'uso delle TIC è servito a conoscere meglio le tecnologie e a farmi capire che possono essere molto utili nella didattica e ancora di più nella didattica inclusiva. Una delle app che ho usato e valutato durante il corso l'ho proposta a scuola ed è molto piaciuta sia alla bambina disabile sia ai bambini di sezione. L'app si basava sui  puzzle molto importanti per la logia e per lo sviluppo cognitivi tra gli obiettivi a breve termine della bambina speciale. Penso che in ambito formativo le Tic siano molto importanti se affiancate da un' insegnante competente in materia. Tutte le TIC usate durante le lezione mi serviranno in futuro. Ho amato i vari programmi proposti sul coding e penso che mi saranno molto utili. Li ho già usati sui bambini dell'infanzia e sono serviti a rafforzare le conoscenze che avevano oppure ad acquisirne altre. In questo scenario che stiamo vivendo penso che la didattica con le TIC possa essere un valido aiuto per rafforzare le conoscenze. Naturalmente con i bambini speciali la didattica a distanza è molto difficile però con l'aiuto della famiglia può realizzarsi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 16:01:49 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>VALERIA TODISCO c. Tutte le tic sono da considerarsi inclusive se:1) si promuove una adeguata conoscenza sulle modalità di utilizzo2) se tutti e ciascun destinatario posseggono gli strumenti di accessibilità alle tecnologie (pc, tablet, connessioni ecc.)  diversamente esse possono rivelarsi fattori di discriminazione3) Si istruisce ad utilizzare le app in cooperative learning con gli altri salvaguardando la dimensione della socialità.</title>
         <author>valeriatodisco_eventi</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457713241</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 16:03:48 UTC</pubDate>
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         <title>Rosanna Stigliano</title>
         <author>stiglianorosanna</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457713656</link>
         <description><![CDATA[<div> Il corso sulle TIC  è stato molto formativo perchè mi ha permesso di approfondire l'efficacia degli strumenti tecnologici all'interno della didattica. Per me è stato molto interessante creare mappe concettuali con Canvas, Popplet e Draw, fino ad ora non avevo sperimentato queste app, anche se credo che nella scuola dell'infanzia non sarà possibile utilizzarle. Per quanto riguarda le attività di coding non ho avuta nessuna perplessità di sperimentarle con i miei allievi e ho avuto riscontri positivi. L'attività "Ora del Codice", mi ha permesso di visionare un sito in cui ogni studente può attuare forme di problem solving.  Un'attività che mi è piaciuta molto è stata la valutazione delle app perchè mi ha dato la possibilità di analizzarle singolarmente. Personalmente io ho analizzato "Cool Reader": utile per i bambini che hanno difficoltà nella lettura e "AlboBoard"  per i bambini che hanno difficoltà nell'apprendimento della letto-scrittura in situazioni di difficoltà psicomotoria, visuo-spaziale e cognitiva. Per quanto riguarda  l'app del museo ho scelto "Daily Art" per  scoprire il mondo dell'arte, i quadri affascinanti e le biografie dei grandi artisti. E' interessante l'attività proposta,oggi, di scrivere  sulla bacheca virtuale: "PADLET". Personalmente la trovo molto inclusiva la utilizzo da settimane con i miei alunni della scuola primaria e ho dei riscontri positivi sia con i normodotati sia con gli alunni disabili perchè io posso caricare video, registrare lezioni e gli alunni possono rispondere,chiedere chiarimenti. Mi rendo conto che Padlet è abbastanza complicato da utilizzare per i bambini della scuola dell'infanzia. Alla luce degli scenari che si stanno verificando l'impiego delle tecnologie è importante per promuovere la didattica a distanza e mantenere un feedback con i propri alunni. L'insegnante di sostegno in questo periodo si trova ad eseguire un lavoro molto capillare e deve avere ottime competenze in campo tecnologico,per reperire attività online adatti a migliorare le capacità dell'alunno e  cosi consiglia ai genitori dei link in cui sono presenti alcuni esercizi proposti sotto forma di giochi. La dimensione relazionale si può attuare attraverso video, registrazioni vocali in modo da far sentire la presenza dell'insegnante anche a distanza. Le tecnologie in questo momento sono fondamentali per mantenere attiva la comunicazione.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 16:04:13 UTC</pubDate>
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         <title>Maria Sterpeta Lacalamita</title>
         <author>mariella1470</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457715948</link>
         <description><![CDATA[<div>Le attività svolte riguardo le TIC mi sono servite ad acquisire dimestichezza con la tecnologia, trovando più semplice di quanto credessi, l'utilizzo degli strumenti sperimentati durante il corso.<br>Durante il tirocinio diretto, ho avuto modo di vedere come alcune tecnologie possano rivelarsi utili nell'affrontare  quotidianamente i vari tipi di disabilità. <br>Nello scenario attuale, il ruolo dell'insegnate di sostegno si rivela importante nel supportare  la famiglia nella gestione del bambino, che si ritrova costretto a vivere una situazione insolita anche per i propri genitori. In questo caso, sfruttare al meglio la tecnologia, significa proporre un metodo didattico a distanza tanto innovativo quanto necessario. <br>In situazioni come quella attuale, è quindi importante che l'insegnante sappia valorizzare il rapporto con il bambino, attraverso, ad esempio, video-chiamate che permettono l'interazione, seppur a distanza, tra i due.</div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2020-03-10 16:06:30 UTC</pubDate>
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         <title>Maria G. Sallustio</title>
         <author>bdmazadi</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457717252</link>
         <description><![CDATA[<div>a.  Le attività svolte mi hanno consentito di conoscere uno spazio quale quello delle app e dei software didattici per me lontano.  In particolare alcune che ho potuto sperimentare mi sono sembrate interessanti. Di sicuro vi sono tante altre da scoprire. <br>b. e c.    In particolare, la costruzione di una mappa concettuale utilizzando un modello tra i più semplici; l'utilizzo di una piattaforma su cui poter non solo condividere del materiale ma anche potersi confrontare in situazioni di necessità come quella che stiamo vivendo e che potrebbe essere un valido strumento compensativo per tanti alunni ; la scoperta di alcune applicazioni che consentono di conoscere tanti dei nostri tesori culturali in modo più inclusivo ossia accessibile a tutti.<br>d. 1. Il ruolo dell'insegnante di sostegno in realtà non può riconfigurarsi ma secondo me completarsi in quanto a mio parere necessità di nuove competenze che consentano di relazionarsi con il bambino e la sua famiglia in modo da non interrompere la relazione educativa che con tanto lavoro si crea nel tempo. <br>2. In tutto questo anche le TIC possono rappresentare un valido strumento per poter continuare la relazione educativa tra insegnante e alunno, se la situazione del bambino lo consente. <br>3. I software didattici e le app possono essere utilizzate anche dalla famiglia del bambino che con la guida del docente di sostegno consentono al piccolo di farne uso e secondo le modalità stabilite dal docente.<br>4. valorizzare la dimensione relazionale : questo può dipendere da tanti fattori a mio parere. Dalla collaborazione della famiglia del bambino, dalla disponibilità degli strumenti necessari, dalle caratteristiche del bambino  oltre che dalla volontà dello stesso docente. Ritengo che sia importante tentare la strada e utilizzare tutto ciò che sia possibile fare per continuare su questo fronte. Alla fine se la flessibilità e l'elasticità sono alcune delle caratteristiche del docente di sostegno, sarebbe opportuno utilizzarle. Anche a distanza e con i mezzi disponibili. Una sorta di didattica di emergenza che da la priorità al progetto di vita. </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 16:07:55 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457718573</link>
         <description><![CDATA[<div>Laura Rizzo<br>In questo contesto storico che stiamo vivendo, la TIC hanno assunto un ruolo di fondamentaleimportanza  grazie a loro le attività didattiche possono andare avanti e noi insegnanti abbiamo la possibilità di continuare a confrontarci con i nostri alunni e con le loro famiglie. Grazie a questo percorso ho potuto conoscere tanti modi nuovi per arrivare ai bambini specialmente quelli con bisognieducativi speciali. La tecnologia offre un aiuto sicuramente molto valido nel compo dell'insegnamento e apprendimento. </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 16:09:25 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>pellegrinimarianna3</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457718656</link>
         <description><![CDATA[mente
b.      Ogni ]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2020-03-10 16:09:31 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>valeriatodisco_eventi</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457719797</link>
         <description><![CDATA[<div>VALERIA TODISCO <br><br></div><div>1. alla luce dei nuovi accadimenti, ritengo che, l’insegnante di sostegno acquisisca un ruolo ancor più determinante di mediazione nella rimodulazione delle attività per la classe, a fianco alle docenti curricolari, con modalità che facilitino gli apprendimenti per tutti, ma non escludano l’alunno disabile. Per l’alunno e le famiglie diviene ancor più di prima un punto di riferimento essenziale a cui rapportarsi per un sostegno non solo didattico, ma umano. <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 16:10:41 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>MARIANNA PELLEGRINI</title>
         <author>pellegrinimarianna3</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457720661</link>
         <description><![CDATA[<div><br></div><div> </div><div>Siamo oramai giunti alla fine anche del percorso TIC, che ci ha visti impegnati alla scoperta di nuove app e nuovi strumenti da poter utilizzare nella didattica. Un percorso interessante e ricco di spunti.</div><div>Dopo la compilazione di un iniziale questionario informativo inerente la nostra conoscenza delle TIC, l’avventura è cominciata con la creazione di una mappa concettuale potendo scegliere tra tre software, quali CANVA, DRAW.IO e POPPLET. Personalmente l’ho realizzata utilizzando DRAW.IO, in quanto volevo sperimentarlo per poterlo poi usare a scuola. Ed infatti dopo questa esperienza l’ho presentato ai miei bambini durante l’ora di tecnologia per realizzare mappe concettuali riassuntive. Ne sono stati tutti entusiasti e per tutti è risultato facile utilizzarlo (nessuno escluso).</div><div>L’incontro successivo, intitolato l’Ora del Codice, ci ha permesso di scoprire un sito attraverso il quale ogni studente può avere la possibilità di imparare l’informatica e attivare forme di problem solving. Personalmente già avevo avuto modo di usarlo e sperimentarlo a scuola, ma è stata comunque un’attività interessante, in quanto ha consentito anche il confronto tra noi.</div><div>In seguito siamo state impegnate nella scelta di un’app da sperimentare e successivamente valutare, sulla base di una scheda di valutazione, realizzata in gruppo da alcune corsiste. Alla compilazione di questa griglia ho partecipato anch’io e devo dire che nonostante le difficoltà iniziali, alla fine è venuto fuori un buon lavoro. Ho deciso di sperimentare e analizzare un’app dal titolo “COLORI-FORME-NUMERI”: app educativa e divertente per bambini della scuola dell’infanzia, attraverso la quale imparare colori, numeri, forme, animali, frutta, verdura e veicoli attraverso divertenti animazioni. </div><div>Ci siamo poi cimentate nella scoperta e successiva valutazione di alcune app museali: personalmente mi sono occupata di Google art and culture.</div><div>Infine nell’ultimo incontro abbiamo sperimento Google Meet , attraverso cui in videoconferenza abbiamo ascoltato le indicazioni che il prof ci dava per l’ultimo lavoro, che ci ha portate ad utilizzare Padlet, una bacheca virtuale in cui abbiamo scritto le nostre idee e impressioni. Per me non è stata la prima volta, in quanto l’utilizzo di tale strumento ci è stato proposto anche durante lo scorso ciclo TFA. </div><div>1.    Alla luce dei nuovi scenari che in questi giorni sono venuti a delinearsi e del conseguente utilizzo della didattica a distanza, ritengo che strumenti come quelli sperimentati nel percorso delle TIC agevolino di molto il ruolo del docente in situazioni di questo tipo e permettano anche ai bambini diversamente abili di non sentirsi esclusi. Non nego il mio iniziale disorientamento, ma dopo essermi seduta a tavolino ed aver pensato come utilizzare i software che conoscevo, ho trovato il modo più congeniale per far sì che anche i miei bambini speciali potessero continuare a lavorare da casa con il mio supporto.  </div><div>2.    In ambito formativo oggi più che mai le TIC hanno un ruolo di primaria importanza per agevolare la didattica e renderla inclusiva, ma al tempo stesso necessita di una continua formazione da parte dei docenti, nessuno escluso.</div><div>3.    Per organizzare la didattica a distanza con i bambini che seguo ho ritenuto opportuno utilizzare le LearningApps, grazie alle quali ho potuto creare app didattiche calibrate alle loro reali necessità e potenzialità. Inoltre abbiamo utilizzato Google drive per caricare eventuali schede da compilare a casa.</div><div>4.    La dimensione relazione nell’ambito della didattica a distanza viene valorizzata attraverso l’utilizzo di strumentazioni video e audio che consentono di sentirsi vicini e di essere supportati nei momenti di difficoltà.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 16:11:38 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457720661</guid>
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         <title>Gloria Anna Napoletano</title>
         <author>gloria_napoletano</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457725251</link>
         <description><![CDATA[<div>a. L'intero percorso svolto sull'uso delle TIC mi ha permesso di interfacciarmi con strumenti dei quali avevo solo sentito parlare. Conoscerle, sperimentarle utilizzarle è stata per me una grande opportunità. E' necessario tenere presente i ritmi, in continua evoluzione, dei nostri tempi per comprendere l'importanza dell'utilizzo di questi strumenti nella didattica.  In particolar modo se parliamo di didattica inclusiva, le TIC sono un mezzo per coinvolgere i bambini con Bisogni Educativi Speciali e permettono, anche, di farli sentire parte di un gruppo.<br>b.  Capacità di sintesi, trovare parole chiave che introducono concetti da ampliare, cercare le relazioni tra concetti queste sono le caratteristiche di una mappa concettuale. in tempi passati tutto questo si realizzava con foglio e penna oggi, utilizzando strumenti come Canvas, Popplet e Draw. Personalmente ho preferito usare Draw e devo ammettere che è stato divertente realizzare una rappresentazione grafica di relazioni tra concetti.Ovviamente non lo trovo adatto per un bambino della scuola dell'infanzia ma, lo trovo molto utile per gli altri gradi scolastici. Al contrario il coding  lo trovo adatto e interessante anche per i bambini che frequentano la scuola dell'infanzia perchè essi possono svolgere delle attività giocose acquisendo le basi della programmazione informatica, il coding stimola la creatività, li avvicina al computer ma, soprattutto educa al pensiero computazionale. Anche l'uso delle app avvicina i bambini al mondo dell'informatica. Naturalmente vanno selezionate in base alle esigenze formative di ciascun bambino. Le app da me prese in considerazione le ho  trovate coinvolgenti, stimolanti  e inclusive perchè possono  indurre i bambini a lavorare in piccoli gruppi nel realizzare un prodotto, creare, assemblare, aiutarsi nella risoluzione di problemi, ecc L'app del museo BaVa di Milano mi è piaciuta soprattutto perchè  era utilizzabile anche da soggetti audiolesi, ed essendo un argomento a me particolarmente caro, ho deciso di sperimentarla per comprenderne il suo valore inclusivo. <br>c.  Tutti gli strumenti utilizzati durante il percorso delle TIC sono, a mio parere, utili ai fini inclusivi. Come nella programmazione si cerca di rispettare i modi e i tempi di apprendimento di ciascun bambino così, nell'uso degli strumenti tecnologici bisogna individuare quello più giusto in base alle esigenze di ognuno. come sopra citato, ad esempio l'app  123 Puzzle Kids, che ho analizzato, l' ho trovata particolarmente adatta  per bambini con il disturbo dello spettro autistico. Ogni strumento ha la sua validità purchè valorizzi le potenzialità e sia di aiuto ai bambini  con disabilità a cui viene proposto.<br>1. Alla luce degli ultimi eventi che hanno coinvolto l'intera nazione e non solo, ritengo che l'organizzazione della didattica a distanza richieda più che mai la collaborazione tra docenti curricolari e di sostegno. Quest'ultimo deve essere vicino alla famiglia cercando di non interrompere quel rapporto di continuità che si è creato sino a questo momento. Infatti, nella maggior parte dei casi la figura del docente di sostegno, diventa una guida con cui confrontarsi e rapportarsi quotidianamente, insomma diventa una figura di riferimento. Pertanto anche lui è chiamato a offrire opportunità di apprendimento anche attraverso la didattica a distanza.<br>2. In tali circostanze  le TIC sono uno strumento necessario per offrire a tutti i bambini occasioni di apprendimento. Le docenti possono, attraverso dei link permettere alle famiglie di scaricare  attività manuali, giohi interattivi, video-narrazioni, attività grafico-pittoriche che favoriscono nei bambini nuovi apprendimenti in continuità con il percorso didattico iniziato a scuola.<br>3. Tra gli strumenti utili ai fini dell'organizzazione della didattica a distanza per scopi inclusivi ci sono le piattaforme multifunzione che permettono ai bambini di interfacciarsi tra di loro, Google drive utile per caricare schede, poesie, ricette per realizzare la pasta sale,ecc o ancora LearningApps per creare app adatte alle capacità del bambino con disabilità.<br>4. come spiegato nel punto tre, credo sia possibile valorizzare la dimensione relazionale in uno scenario di didattica a distanza attraverso l'uso di piattaforme multifunzione.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 16:16:18 UTC</pubDate>
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         <title>Selvarolo Antonella</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457725860</link>
         <description><![CDATA[<div><mark>Non essendo una "nativa digitale" e riconoscendo i limiti dettati da una intelligenza poco avvezza al cosmo digitale, non posso che riconoscere i benefici tratti dal corso T.I.C., sia per la sua portata informativa, che formativa. Mi ha offerto la possibilità di interagire con App e strumenti di progettazione grafica che, diversamente, non avrei mai esplorato. Inoltre, la richiesta di compilare una scheda tecnica per alcune App, mi ha resa più responsabile e scrupolosa nell'utilizzo delle stesse. <br>Su vostra indicazione, ho scelto, fra varie proposte, il programma "Canva" per la realizzazione di una mappa concettuale. Premetto che non avevo mai utilizzato strumenti simili, e vista la validità, ho elargito, la sua conoscenza, ai miei figli che ad oggi la utilizzano per scopi didattici.<br>Come App da analizzare, ho scelto "Bimi Boo schede didattiche"e l'ho anche utilizzata a scuola con Andrea, il bambino che seguo durante il tirocinio. Le mini schede aiutano a memorizzare le parole chiave di ben dodici argomenti, inoltre, da un punto di vista logico-matematico, il bambino inizia a conoscere il mondo degli insiemi e sottoinsiemi. <br>Per quanto riguarda l'App dei musei, con rammarico, vi comunico che, al momento, non ho compilato la scheda tecnica per motivi organizzativi.<br>Penso che, adesso come non mai, il tema della didattica a distanza, sia di fondamentale importanza. Non posso che ritenerla complementare alla didattica tradizionale. Infatti, una non esclude l'altra, visti i caratteri esclusivi e peculiari di ognuna.  <br>Ritengo che sia una possibilità in più offerta agli studenti e, se utilizzata nella sua accezione positiva, non può che rendere la didattica più innovativa e stimolante. <br>Per quanto riguarda il ruolo dell'insegnante di sostegno in rapporto alla didattica e-learning, sento di non poter trarre conclusioni definitive, in quanto, quasi tutto dipende dalla patologia del bambino. In alcuni casi può essere davvero utile, in altri meno. Questo comporta la scelta di materiale e strumenti adeguati alle necessità dei singoli casi, ma come scrivevo sopra, è importante che essa sia complementare alle altre attività, in quanto, essi necessitano di un rapporto diretto con l'insegnante che non può prescindere da continui prompt fisici e verbali.</mark></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 16:16:53 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>RECCHIUTO</title>
         <author>recchiutofrancesca1</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457727745</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 16:18:48 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457727745</guid>
      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>valeriatodisco_eventi</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457728873</link>
         <description><![CDATA[<div>VALERIA TODISCO <br><br></div><div>2. Il momento attuale ha prepotentemente proiettato le TIC nella vita di tutti mostrando quanto siano essenziali ed efficaci anche a distanza per garantire i diritti all’istruzione e formazione di tutti gli alunni. Da questo periodo ne emerge una chiara corsa verso l’introduzione a pieno titolo delle TIC in ambito formativo. Il che richiede impegno e ricerca da parte dei tanti docenti che appartengono ancora a visioni obsolete del sistema di istruzione e formazione.  <br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 16:20:07 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457728873</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Squicciarini Mariangela</title>
         <author>squicciarinimariangela</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457733432</link>
         <description><![CDATA[<div>a. Le attività svolte durante i laboratori, sono state molto interessanti, dal momento che ci hanno coinvolti in un lavoro di gruppo. Nel gruppo, infatti, abbiamo potuto scambiarci idee, opinioni, consigli e competenze varie. Lo scambio ci ha fatto crescere.<br>Le TIC per me sono state sicuramente una vera e propria immersione in un mondo sconosciuto, ma interessante perché mi ha vista impegnata alle prime armi, ma con tanta voglia di scoprire le novità.<br>La realizzazione di un power point, di una mappa concettuale, alcuni accorgimenti di ricerca e di utilizzo di google, comprendere quali sono gli strumenti e i concetti del coding, l'utilizzo di Minecraft ed altri interessanti suggerimenti dei professori M. Baldassarre e V.Tamborra.<br>b. Le attività per ognuno di noi sono state motivo di approfondimento  su argomenti e conoscenze utili alla realizzazione dell'attività stessa. <br>Le app, una volta scaricate, sono state utilizzate individualmente, per cui ognuna ha potuto svolgere la propria valutazione a riguardo. Interessante in seguito è stato scambio di impressioni e consigli avuto con le colleghe, per l'effettiva funzionalità e per l'eventuale utilizzo. L' app che ho trovato molto interessante è stata quella che riguarda il lavoro del dentista "Il mio medico: dentista", che utilizzerò quando proporrò il prossimo laboratorio di promozione all'igiene orale. <br>c. Ai fini inclusivi le attività scelte sono sempre da valutarsi con il collegio docenti. In collegio si ha una visuale più ampia e si può decidere di non diversificare le attività, ma piuttosto pensarla universalmente applicabile. In questo interviene la scelta di applicazioni tecnologiche valide per tutti.<br>d. Ho ascoltato con interesse l'opinione di Dario Ianes a riguardo della didattica a distanza e di quanto essa si possa definire "inclusiva" ognuno nelle proprie case. Difficile poter dire oggi che la connessione via internet può sostituire la connessione empatica e la relazione, che si crea solo in presenza fisica. <br>Comunque, nella necessità contingente, si cercano strategie di inclusione sfruttando al meglio l' innovazione ed l' evoluzione della didattica, anche attraverso formazioni e ricerche personali, da condividere con le altre docenti. e' fondamentale assegnare attività stimolanti accessibili e fruibili a tutti, concordandole in equipe. <br>Le TIC già intervengono in ambito formativo didattico con strumenti che facilitano e comunicano più efficacemente, per esempio per la disabilità visiva con i sintetizzatori vocali. Nella didattica a distanza particolari strumenti e accorgimenti sono già integrati e vengono utilizzati anche dalla famiglia, che viene opportunamente formata ed equipaggiata degli strumenti necessari. <br>Essenziale è la formazione e la professionalità dei docenti per poter promuovere questo tipo di didattica, per poter utilizzare tutte le potenzialità che offre, oltre per poter rimanere al passo con i tempi. <br>Strumenti efficaci per una didattica a distanza inclusiva possono essere le piattaforme che stiamo utilizzando per rimanere in contatto costante con i nostri bimbi. Un video di incoraggiamento ad inizio giornata  e e commenti e quindi il feedback di ogni bimbo che può essere letto da tutti i compagni. Laddove risulta impossibile scrivere, può essere condiviso un video o un audio, così quasi tutto (dico quasi) ritorna alla normalità. E' possibile provare e condividere un'emozione, compresa la sensazione di un ricordo. Condividere una canzone cantata insieme, per esempio, fa mantenere vivo il senso di appartenenza e di condivisione di esperienze.<br>E se non ci fosse stato l'aiuto della tecnologia ai tempi del COVID 19, che ne sarebbe stato di noi (scuola-famiglie-docenti-alunni)?</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 16:25:27 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Modugno Giovanna Claudia</title>
         <author>claudia_modugno83</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457736144</link>
         <description><![CDATA[<div>a)        la possibilità che ci è stata data, attraverso questo corso, di sperimentare tecnologie innovative ed inclusive,credo  sia fonte di grande ispirazione e  fonte di stimolo per quello che sarà il nostro futuro lavoro.</div><div>b)      La prima attività mi ha messo alla prova con l’utilizzo di draw! La possibilità di utilizzare dei programmi per la formulazione di mappe concettuali, credo costituisca un ottimo aiuto al fine di costruire schemi utilizzabili per una più facile comprensione dell’attività didattica. Illuminante è stata anche l’attività di gioco per imparare agevolmente l’uso del coding. Questa attività , tra tutte quelle presentate, credo sia la più utilizzabile per bambini di età compresa tra i 3 e i 6 anni. Un’altra attività interessante è stata quella relativa alla valutazione delle app, che normalmente utilizziamo senza analizzare pro e contro di quel che facciamo. Ho scaricato nello specifico una app sulle emozioni che è stata utile anche nel mio percorso di tirocinio. </div><div>c)       Le attività più inclusive utilizzate, credo siano da riferirsi a quelle che prevedevano l’uso del coding, poiché tramite dei giochi si possono interessare tutti i bambini, comprendendo, anche, una buona fascia di coloro che presentano disabilità</div><div>d)      In ultimo, concludo, dicendo che le TIC,soprattutto relativamente al particolare periodo storico che stiamo vivendo, rappresentano secondo me uno dei mezzi più utili e importanti per garantire una didattica efficace ai nostri alunni. Si configurano come il mezzo di elezione per raggiungere ognuno di loro. Tuttavia, risentono ancora della diffidenza sia di molti insegnanti che di molti genitori che si ritrovano disarmati davanti all’ avvento di queste nuove metodiche. Gli alunni, invece, risultano molto più entusiasti e felici nell’ utilizzo di tali strumenti a cui si approcciano senza grosse difficoltà.  Bisogna comunque considerare che uno schermo e una didattica a distanza mai potrà essere equiparata ad una lezione frontale, in cui l’osmosi delle emozioni veicola molti più contenuti di qualsiasi mezzo tecnologicamente competitivo. Questa verità è imprescindibile soprattutto se consideriamo alunni disabili, che prima ancora delle spiegazioni necessitano di abbracci e contenimenti emozionali, difficili da trasmettere mediante qualsiasi tic.  Abbiamo,tuttavia  il dovere di cercare, in questa situazione di emergenza, metodi sempre nuovi che vedano, accanto all’uso della tecnologia, anche il veicolo di quell’affettività che ora come ora è difficile recapitare ai nostri piccoli alunni. Per questo, dico SI a video lezioni, o a audio messaggi perché con uno sguardo o con un tono di voce allegro tutto diventa più colorato e rasserenante.<br><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 16:28:16 UTC</pubDate>
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         <title>Cecilia Spinelli</title>
         <author>ceciliaspinelli1</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457740614</link>
         <description><![CDATA[<div>Il corso mi ha permesso di scoprire un mondo a me sconosciuto, di approfondire strumenti e tecnologie e di valutare l'efficacia e il grado do corso ha avuto inizio con la compilazione di un questionario riguardante la nostra <mark>conoscenza</mark> sulle tic; successivamente ci è stata proposta la realizzazione, mediante semplici domande stimolo ,di un power  point in cui ognuno si è raccontato. Il corso procede l'analisi di alcune app e quelle che personalmente ho approfondito si sono rivelate funzionali per bambini autistici al fine di promuovere l'apprendimento di comportamenti di vita quotidiana e sociale per stimolare l'autonomia attraverso immagini e categorie personalizzate.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 16:33:12 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Filomena Moschetta</title>
         <author>floramoschetta</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457744843</link>
         <description><![CDATA[<div>a. Il corso sulle tic mi ha consentito di avere un'idea più  chiara rispetto alle potenzialità delle tic. Mi ha aperto la strada affinché possa approfondire, durante il mio percorso professionale, quello che si rivelerà più utile.<br>Sono convinta che tutte le tecnologie, se opportunamente pensate, possano essere utili, senza dimenticare che anche un libro può essere considerato una tic.<br>b.Il corso mi ha permesso di sperimentare  l'utilizzo delle tic. Oltre a quelle che ci sono state presentate: come il robottino per il Coding, l'utilizzo professionale di google, accorgimenti su come creare un power point, il gioco di Minecraft, la realtà aumentata, il corso ci ha consentito di cimentarci sulla creazione di un power point con domande stimolo, sulla realizzazione di una mappa concettuale con l'utilizzo nel mio caso di Draw, abbiamo potuto partecipare ad un corso rapido sul Coding che ha messo a dura prova le nostre capacità logico-digitali,  abbiamo esaminato tra le varie app presentateci, due a nostra scelta "VoiceCatcher" e "Impara le parti del mio corpo", lavoro che ci ha consentito di captare le caratteristiche più nascoste delle app che magari noi usiamo ogni giorno senza rifletterci su, abbiamo infine analizzato una tra numerose app dei musei: "la cultura in un app", io personalmente ho scelto "Castelli di Puglia".  <br>c. Affinché gli strumenti sperimentati assumano un fine inclusivo sicuramente devono essere il frutto di una progettazione, lo strumento deve essere il mezzo e non il fine, deve essere principalmente utilizzabile e per questo conosciuto da chi lo utilizza, la tecnologia genera inclusione se consente a tutti di trarne benefici, al contrario potrebbe divenire strumento di esclusione.<br>d. Il ruolo dell'insegnante di sostegno è principalmente quello di mediatore, è il titolare della relazione d'aiuto oltre sicuramente a dover essere un professionista. La didattica a distanza, con tutto quello che potrebbe implementare, sicuramente allontana anche se ho apprezzato colleghe che non hanno rinunciato al contato, se pur a distanza, con il proprio alunno: messaggi audio o video per un semplice saluto, ma anche per raccontare storie, proporre attività, far sentire la propria presenza. Tutto questo ci fa apprezzare l'utilizzo delle tic,  sicuramente in un altro periodo storico saremmo rimastici isolati. Pertanto grazie a smartphone, piattaforme digitali, chat: la relazione, se pur virtuale, può continuare ad esistere.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 16:37:37 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457744843</guid>
      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>valeriatodisco_eventi</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457750493</link>
         <description><![CDATA[<div>3. Gli strumenti a mio avviso più efficaci per l’organizzazione della didattica a distanza per fini inclusivi a mio avviso dovrebbero essere settati in riferimento ai diversi gradi scolastici. In riferimento ai più piccoli (scuola infanzia e biennio primaria) trovo che gli apprendimenti possano essere transitati efficacemente attraverso le app “gioco-didattico” in cui sperimentare il matching, la gigsaw, la scrittura, la comprensione ecc.. con modalità facili, inclusive, divertenti.<br><br></div><div>Per i più grandi la realtà aumentata, le esperienze virtuali, insieme alle mappe concettuali possono rivelarsi didatticamente utili e funzionali ad apprendimenti partecipati ed attivi, soprattutto se condivisibili tra più soggetti.  Anche le piattaforme di condivisione come Padlet, incentivano a partecipare per via del feedback immediato che danno.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 16:44:02 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>...le trovo tuttavia un tantino impersonali mancando la dimensione emotivo-relazionale....</title>
         <author>valeriatodisco_eventi</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457750931</link>
         <description><![CDATA[<div>VALERIA TODISCO </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 16:44:29 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>TINA MARIA CONCETTA</title>
         <author>mariaconcettatina81</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457755286</link>
         <description><![CDATA[<div>1. Quello che sta succedendo nelle ultime settimane non può che non avere risvolti anche nel mondo scolastico ed in particolare per tutto ciò che riguarda la disabilità.<br>In tal senso quella dell'insegnante di sostegno diventa una figura cruciale , vero e proprio punto di riferimento non solo dal punto di vista  didattico ma soprattutto umano. usufruendo delle notevoli possibilità garantite dall'insegnamento a distanza.<br>Il ruolo delle TIC è sicuramente importante e soprattutto per chi come me non ne è esperta rappresenta una possibilità da continuare a scoprire.<br>2.Dall'inizio di questo percorso con le TIC, ho conosciuto strumenti nuovi come l'APP CANVA che non avevo mai utilizzato per la creazione di una mappa concettuale.Nel successivo incontro abbiamo sperimentato invece le nostre abilità nel CODING. Dopo abbiamo visionato e classificato alcune APP che mi sono poi servite anche come spunto a scuola.(In particolare io ne ho analizzato due utili per i bambini autistici ma non solo, TADA' e MITA).Per ciò che riguarda l'APP sui Musei, seppur seppur molto interessante mi è sembrata lontana dal mondo della scuola dell'infanzia, più adatta invece ad altri ordini di scuola.Infine per quanto riguarda quest'ultima esperienza ritengo che soprattutto dati gli ultimi avvenimenti, sia fondamentale andare nella direzione dell'insegnamento a distanza o comunque essere pronti per le varie situazioni che si possono presentare. Del resto fino ad un mese fa mai avrei pensato che quella di oggi potesse essere una modalità di lezione fattibile.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 16:49:08 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457755286</guid>
      </item>
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         <title>Maria Carmela Trovato</title>
         <author>marycarmeltr</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457762882</link>
         <description><![CDATA[<div> Il corso TIC mi ha dato la possibilità di conoscere e sperimentare diverse tecnologie didattiche che rappresentano dei facilitatori per l'apprendimento e degli utili strumenti compensativi e inclusivi per gli studenti con disabilità e più in generale per tutti gli alunni con bisogni educativi speciali. <br>b. Per la realizzazione della mappa concettuale ho usato Draw.io, uno strumento che ho trovato davvero semplice e intuitivo e di cui sicuramente continuerò e avvalermi nel mio futuro professionale. <br>Con il corso sul codice ho avuto la possibilità di sperimentare per la prima volta  uno strumento attraverso il quale è possibile avviare i bambini al pensiero computazionale. Inoltre, tali attività sono utili anche per stimolare il pensiero creativo, lo spirito collaborativo, la capacità di attenzione e concentrazione, per acquisire o consolidare i concetti di lateralità e di orientamento spaziale e per imparare a concepire l'errore come tentativo.<br>Le app didattiche che ho valutato sono "Bambini gioco educativo (GCompris) e" Forme apprendimento per bambini ". Ho sperimentato quest'ultima app nella sezione presso cui ho svolto il tirocinio diretto, ricevendo un feedback positivo da parte di tutti i bambini, in particolare da parte del bambino con disturbo dello spettro autistico che si è dimostrato partecipe e collaborativo.Per quanto riguarda le applicazioni museali, ho valutato"MSN UNIPI", l'applicazione ufficiale del Museo di Storia Naturale dell'Università di Pisa; app che ritengo molto valide, perchè  ben strutturata, di facile utilizzo e ricca di informazioni esaustive  <br>c. Le mappe concettuali si configurano come uno strumento compensativo e inclusivo dal momento che rappresentano un supporto per lo studio per tutti gli studenti e in particolare per coloro che presentano disturbi specifici di apprendimento.<br>A mio parere nella scuola dell'infanzia le app didattiche e il coding  effettuato attraverso la robotica o con specifici software rappresentano  degli strumenti inclusivi perché consentono di coinvolgere tutti i bambini, di valorizzare le singole individualità, di incuriosirli, di stimolare più canali sensoriali simultaneamente, di favorire la focalizzazione e il prolungamento dei tempi di attenzione, di lavorare in modo cooperativo e quindi di stimolare le abilità sociali, di rendere i bambini protagonisti attivi nella costruzione del loro apprendimento. <br>d.<br>1 Nell'organizzazione e nell'erogazione della didattica a distanza il docente di sostegno continua a svolgere il ruolo fondamentale di progettare per l'alunno speciale, in collaborazione con i docenti curricolari, un percorso adeguato e corrispondente alle sue esigenze, nonché una preziosa funzione di supporto alle famiglie. Naturalmente, in questo particolare momento, il docente di sostegno non può svolgere al meglio la sua funzione inclusiva, perché l'inclusione non può prescindere dalla socializzazione. La didattica a distanza non può in alcun modo sostituire la didattica tradizionale, perché la scuola non è solo trasmissione di contenuti e nozioni, ma è in primo luogo relazione e condivisione.  <br>2. In questo particolare momento le tecnologie nella didattica non rappresentano un semplice supporto ai processi di apprendimento, ma uno strumento necessario e insostituibile. Pertanto è fondamentale che le tecnologie didattiche facciano parte del patrimonio di competenze di ogni docente e che i bambini abbiano la possibilità di familiarizzare con tali strumenti e di sperimentarli a partire dalla scuola dell'infanzia.<br>3. Tra gli strumenti che conosco quelli che ritengo siano più efficaci ai fini dell'organizzazione della didattica a distanza per scopi inclusivi sono i software per la creazione di mappe concettuali, per gli alunni della scuola primaria e secondaria. Per i bambini della scuola dell'infanzia, invece, è possibile avvalersi delle app, che offrono ai piccoli la possibilità di acquisire diverse competenze attraverso giochi e attività divertenti e stimolanti. <br>4. Per valorizzare la dimensione relazionale all'interno della didattica a distanza, ritengo che l'insegnante non debba limitarsi a inviare alle famiglie compiti e attività da svolgere, ma che debba avvalersi di strumenti che gli consentano di far sentire ai bambini la sua vicinanza, il suo affetto, il suo supporto professionale e umano. A tal fine, particolarmente utili si rivelano  le video-lezioni, le video-chiamate, gli audio-messaggi, nonché  app e chat che consentano agli alunni di mantenere contatti con i compagni. <br> </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 16:57:19 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457762882</guid>
      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>valeriatodisco_eventi</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457764522</link>
         <description><![CDATA[<div>VALERIA TODISCO<br><br></div><div>La valorizzazione dell’aspetto relazionale della didattica a distanza è a mio avviso salvaguardato, in parte, quando la tecnologia offre la possibilità di vedersi o sentirsi reciprocamente in tempo reale, per cogliere al momento l’emozione di chi sta parlando quasi come se fosse presente fisicamente; lo scambio di informazioni dev’essere interattivo, immediato, dando la possibilità di esprimere anche dubbi, chiedere chiarimenti, conferme e rinforzi sociali motivanti. L’apprendimento attraverso la didattica a distanza può essere  sostitutiva del teaching frontale dal punto di vista della qualità ed efficacia degli apprendimenti, ma dal punto di vista emotivo relazionale non è  paragonabile. Soprattutto nei primi cicli di istruzione, dove la persona dà corpo, motivazione ed emozione all’atto di apprendere.. soprattutto in riferimento agli alunni con Bes. <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 16:59:11 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457764522</guid>
      </item>
      <item>
         <title>VALERIA TODISCO</title>
         <author>valeriatodisco_eventi</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457764866</link>
         <description><![CDATA[<div>Devo ringraziare il prof. Baldassarre, la dott.ssa Valeria Tamborra, per aver aperto la via a nuovi apprendimenti nell'ambito delle TIC. e' stato un percorso didatticamente ed emotivamente coinvolgente. Un abbraccio di cuore a tutti .. tutti... i corsisti che con me hanno condiviso questo cammino!<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 16:59:31 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Cecilia Spinelli</title>
         <author>ceciliaspinelli1</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457765311</link>
         <description><![CDATA[<div>L'utilizzo delle tic, specialmente in questo momento storico, ha mostrato  l'utilità e l'efficacia di tali strumenti al fine di garantire e assicurare il processo formativo per tutti. Ovviamente ogni cambiamento richiede impegno, apertura e accoglienza da parte di tutti per poter allargare i propri orizzonti in ambito didattico. Strumenti come lezioni a distanza, su piattaforma, creare classi virtuali, visionare materiale multimediale sicuramente sono mezzi che possono supportare e favorire la comunicazione e l'apprendimento.  La dimensione relazionale nella didattica a distanza viene valorizzata attraverso l'utilizzo di strumenti multimediali che consentono una comunicazione efficace, interattiva e un supporto immediato.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 17:00:01 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>SABRINA SPERA</title>
         <author>sabryporreca23</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457766840</link>
         <description><![CDATA[<div>Un percorso che oggi si rivela unico .. per chi con la tecnologia proprio non riusciva a socializzare! Oggi devo riconoscere che ogni incontro è 'stato formativo; ogni suggerimento del professore mi caricava di entusiasmo; ogni app sperimentata diventava tesoro che però ho scelto di non condividere con tutti ... per farmi grande davanti agli altri! Oggi più che mai, in un momento storico alquanto SURREALE la tecnologia diventa uno strumento fondamentale per restare uniti pur mantenendo la distanza di sicurezza ... </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 17:01:48 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457766840</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Annarita Toma</title>
         <author>annatoma78</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457770400</link>
         <description><![CDATA[<div>b.Ho creato la  la prima mappa concettuale con  DRAW, app  molto semplice da utilizzare quindi adatta anche a chi come me  si approcciava per la prima volta con questo tipo di tecnologie.<br>Conoscevo e avevo invece già utilizzato l 'app del coding.<br>Le app che ho valutato sono "Opposite 1" e "Find it",consigliate questa mattina ai miei alunni,mentre l'APP museale che ho scelto "Museo Duomo" seppur molto interessante e fruibili da persone con disabilità sensoriali dava dei problemi nei tour virtuali.<br>c.Tra le lezioni svolte in aula sicuramente la più interessante è stata quella sulla robotica educativa che mi ha permesso di intravedere tutti i possibili usi di questi robot.<br>Penso che ognuno di questi strumenti che ci sono stati presentati possano svolgere un ruolo inclusivo compito dell'insegnante è trovare la modalità più adatta.<br>Alla luce di quello che sta succedendo in questi giorni credo la didattica a distanza il mezzo per non isolare gli alunni lasciandoli completamente allo sbando,anche se con la fascia d'età relativa alla scuola dell'infanzia e con i bambini portatori di disabilità questo tipo di didattica perda quella dimensione relazione e ludica indispensabile nello svolgimento del ruolo di docente .</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 17:05:40 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457770400</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Antonia VECCHIO</title>
         <author>zero_tonia1</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457782312</link>
         <description><![CDATA[<div> Le attività svolte durante questo laboratorio mi hanno permesso di entrare in questa realtà sostanzialmente sconosciuta, molte delle app proposte non le conoscevo. Tutto questo mi ha permesso di cimentarmi e sperimentare in prima persona. Tra le mappe concettuali ho utilizzato POPPLET semplice ed intuitiva, anche per chi non  ha molta dimestichezza come me, essa permette di riorganizzare le conoscenze in poco spazio, rendendole facilmente fruibili.  Per l’attività di coding, devo ammetterlo, è stato un po' più complicato,  poichè la mia mente, poco digitale, è rimasta affezionata a carta e matita, ma ho notato che per i bambini è molto più semplice programmare. Le app dei musei sono state un’occasione per viaggiare.  Oltre ad aver analizzato quella da me scelta, ho curiosato anche fra le altre per vedere “da vicino” le varie opere d’arte. L’app didattica “alla festa con Tina Talpina” è stata apprezzata molto del bambino che seguo nel tirocinio diretto, poichè  ha immagini accattivanti, sono presenti animali che lui già conosce e le musiche lo hanno attratto molto. Invece l’altra app CLG non ha per lui una grafica invitante, però tratta attività numeriche e logiche molto gradite, che in alcuni casi ha portato a termine anche da solo. Ai fini inclusivi ritengo che questi strumenti, se ben utilizzati, possono costituire dei facilitatori per l’apprendimento e il successo formativo di ognuno. Nello scenario attuale il ruolo dell’insegnante di sostegno è ancor più importante per evitare l’esclusione dei bambini con disabilità da questa modalità di didattica a distanza, perché credo che non tutti i docenti siano preparati in tal senso. Il ruolo delle TIC, dal mio punto di vista, in una didattica ordinaria, funge da supporto e da facilitatore, ma in questa situazione di emergenza si rivela altamente indispensabile per non rimanere isolati. La didattica, però, è fatta soprattutto di presenza fisica, contatti, calore, sorrisi quindi per non schiacciare la dimensione relazionale sono importanti i video messaggi, gli audio in pratica tutte le app come quella usata nella lezione di oggi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 17:18:18 UTC</pubDate>
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         <title>Loredana Nicastro</title>
         <author>loryyy83</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457785387</link>
         <description><![CDATA[<div>Il percorso delle tic, mi ha affascinato sin dal primo momento, anche se non nascondo che essendo impacciata dal punto di vista " tecnologico " ha suscitato in me un èpochetto di ansia.<br>Adesso siamo giunti alla conclusione di questo percorso per me interessantissimo e, grazie alle nozioni apprese. posso ritenermi soddisfatta del risultato ottenuto.<br>non potrò mai dimenticare il rpimo lavoro di gruppo che ci è stato assegnato . " Creare un power point". Quel giorno il mio gruppo ra composto da solo due persone, la mia amica impedita ed io. M a ce l'abbiamo fatta e siamo felicissime. Altro incontro , altro lavoro: " creare una mappa concettuale" sull'utilizzo delle tic con i bes, potendo scegliere tra tre software CANVA, DRAW, POPPLE</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 17:21:15 UTC</pubDate>
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         <title>Anna ROSA</title>
         <author>a_rosa7</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457786332</link>
         <description><![CDATA[<div>Il corso Tfa in generale è stato impegnativo: coordinare e gestire i diversi impegni lavorativi, familiari e formativi non è stato semplice. Il lato positivo è stato quello di aver ampliato le mie conoscenze teoriche e pratiche e di aver conosciuto tante belle persone in particolare i membri del mio gruppo, che mi hanno accompagnato fino ad oggi.<br> a. Partecipare agli<br>incontri sulle TIC mi ha fatto capire quanto siano importanti le conoscenze<br>tecnologiche per garantire la massima inclusione e questo lo possiamo<br>constatare maggiormente oggi, che stiamo vivendo una situazione quasi surreale<br>in cui, pur essendo chiusi in casa, riusciamo con la tecnologia ad essere<br>vicini. Mi sono avvicinata a questo percorso con un po’ di preoccupazione in<br>quanto non sono molto pratica di tecnologia, ma devo dire che il professor<br>Baldassarre e la prof.ssa Tamborra ci hanno dato gli strumenti e le guide<br>necessarie per affrontare questo percorso serenamente.</div><div>b. In questo viaggio ho potuto sperimentare la creazione di mappe concettuali attraverso Draw, attraverso l’ora del codice mi sono ritrovata ad essere una programmatrice, mi è piaciuto molto l’intervento di un’esperta del coding. Benchè io lo conoscessi un po’, mi ha consentito di vedere come applicarlo e quanti strumenti si possano utilizzare. Per la mia attività di tirocinio ho scelto il coding che fa emergere nei bambini un atteggiamento di apertura e iniziativa di fronte a situazioni problematiche e, attraverso quello che può sembrare apparentemente un gioco, aiuta i più piccoli a pensare in modo creativo. Ritengo che il coding insieme ad alcune app siano più facilmente fruibili nella scuola dell’infanzia. Per quanto mi riguarda ho scaricato, sperimentato e valutato due app: una sul corpo umano per scopo didattico ed una più ludica, forza quattro. Tra le app dei musei ho valutato Daily art, riscoprendo come il meraviglioso mondo dell’arte possa essere alla portata di tutti. Infine, oggi, per la prima volta, mi sono collegata ad una video-conferenza, che, se da un lato, mi ha destato curiosità, dall’altro mi ha lasciato un po’ di tristezza per non aver potuto salutare di persona i membri di questo gruppo e ringraziare i prof. per la loro disponibilità, pazienza e perché no simpatia. </div><div>c. Ritengo che il coding ed alcune app semplici ed intuitive rientrino tra le attività più inclusive per la fascia di età 3-5 anni..</div><div>d. Quello che sta succedendo oggi ci deve far riflettere  su come sia necessario rivedere i modi di fare didattica. Noi come futuri docenti dovremmo sempre aggiornarci per poter scegliere e utilizzare gli strumenti più adeguati per tutti in modo da non far sentire nessuno escluso partendo dalle peculiarità di ciascun bambino. Questa situazione ha colto impreparati molti docenti di sostegno e non,  pertanto io ritengo utile dover imparare ad utilizzare strumenti, piattaforme, siti web che possano fornire un valido aiuto in ambito formativo. </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 17:22:18 UTC</pubDate>
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         <title>Genny Trullo</title>
         <author>trullogenny</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457788256</link>
         <description><![CDATA[<div>Le attività svolte durante il corso TIC mi hanno permesso di approfondire le  conoscenze in ambito tecnologico. Ho realizzato una mappa concettuale attraverso l'applicazione Draw, ho seguito un corso pre-scolare sul coding, ho valutato delle app di notevole interesse, come quelle museali, compiti che si sono rivelati sin dall'inizio interessanti e di facile esecuzione per me che non appartengo alla categoria dei "nativi digitali". Tali strumenti rappresentano un modo innovativo di fare didattica, migliorano l'apprendimento, rendono gli alunni protagonisti attivi di questo processo. Anche con la didattica a distanza, l'insegnante di sostegno continua ad essere una risorsa fondamentale , aiutando i docenti curricolari ad adattare e semplificare i materiali didattici, a dare suggerimenti,  feedback e maggiori rinforzi.Mezzi efficaci per l'organizzazione della didattica a distanza possono essere video tutoriali per agevolare l'esecuzione delle attività, mappe concettuali, trasformazione in formato audio di testi scritti, immagini interattive. E' possibile valorizzare la dimensione relazionale, non limitandosi alla semplice trasmissione di contenuti da decifrare, ma cercando di stabilire un contatto, far sentire la propria vicinanza e presenza con videochiamate, facendo leva sulla risorsa compagni,considerata indispensabile quando si parla di inclusione.</div>]]></description>
         <pubDate>2020-03-10 17:24:21 UTC</pubDate>
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         <title>Vanna Pacifico</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457789093</link>
         <description><![CDATA[<div>Personalmente ho iniziato questo corso TIC senza alcuna competenza in materia. Ricordo le prime parole del professore, alla prima lezione, in cui ci assicurava che al termine delle nostre lezioni avremmo raggiunto un buon livello di conoscenze. Oggi posso confermare quanto detto dal professore, non solo. Da qualche mese seguo, nella scuola in cui opero, un bambino ipovedente con il quale utilizziamo principalmente la tecnologia per le nostra didattica. Inizialmente ero spaventata dall'affrontare questa disabilità, ma poi mi sono voluta mettere alla prova e sono soddisfatta, fino a qualche mese fà non avrei saputo da dove cominciare. Personalmente ritengo che la tecnologia ci permette di raggiungere obiettivi didattici e di apprendimento, facilitando l'acquisizione delle conoscenze così da garantire una reale inclusione. L'ho potuto constatare nel tirocinio diretto utilizzando l'app sulle parti del corpo. La bambina era molto attratta e partecipe.<br>Per quanto riguarda la situazione che stiamo oggi vivendo, oggi più che mai si chiede competenza digitale per una didattica a distanza  con i nostri alunni. Per il bambino ipovedente che seguo , in accordo con le insegnanti curricolari, ho pensato di utilizzare l'app  "IL MIO AVATAR" con cui mi sono configurata in un'immagine quanto più simile a me e con la mia voce, ho registrato un racconto <br> sul quale doveva poi lavorarci. <br>Io credo e spero che ascoltare la mia voce abbia accorciato la nostra distanza e che io ci sono anche se non fisicamente. Presto torneremo tra i nostri banchi e ad abbracciarci la mattina quando ci vediamo.<br>grazie prof Baldassarre e professoressa Tamborra per il contributo che avete dato alla mia crescita!</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 17:25:20 UTC</pubDate>
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         <title>Anna Maria Villani </title>
         <author>villaniannamaria</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457798585</link>
         <description><![CDATA[<div>Intraprendendo questo percorso, ho dedotto che le tecnologie digitali costituiscono un'importante facilitatore dell'apprendimento in tutti i gradi scolastici, di formazione e lavoro. Per quanto riguarda il mio percorso, è iniziato con la compilazione di un questionario ideato per valutare la nostra conoscenza sulle TIC, ma mi è servito anche per conoscere effettivamente il mio livello di competenza: sono riuscita ad autovalutarmi. Poi si è proseguito con la creazione di una mappa concettuale scegliendo tra 3 opzioni di software: io ho optato per "Draw". Ritengo questo strumento un facilitatore che ci permette di attivare schemi semplificati, utili al nostro lavoro. Ho imparato inoltre ad utilizzare delle app mediante le quali sono stata capace di ampliare le mie conoscenze e curiosità, arricchendo e rinnovando il mio metodo di insegnamento. Fra tutte, un'applicazione in particolare è stata quella delle "parti del corpo", che ha avuto una grande valenza sulla sezione e sul bambino disabile che seguo. Anche l'attività di oggi è stata interessante, anche se nella scuola dell'infanzia la si può utilizzare in modo parziale: magari coinvolgendo i genitori. La tecnologia digitale è uno strumento compensativo, ma funge anche da dispositivo culturale che potenzia le abilità di tutti gli alunni, garantendo un livello di inclusione ottimale. Nell'ambito scolastico, le TIC hanno un' importanza  fondamentale sia per la didattica che per la preparazione ad un uso corretto di esse, sviluppando nei futuri cittadini un senso critico e consapevole dell'utilizzo delle tecnologie. Alla luce del nuovo scenario, momento delicato in cui stiamo vivendo una crisi globale, sicuramente comprendiamo ancor di più il valore che ha la didattica a distanza in quanto essa possa essere condivisa anche attraverso la tecnologia in questione.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 17:35:18 UTC</pubDate>
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         <title>Carmela Lestingi</title>
         <author>carmela_lestingi</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457798679</link>
         <description><![CDATA[<div>Tra le attività svolte e le TIC sperimentate durante il corso, quella che ho potuto implementare subito a scuola, sia dell’infanzia come tirocinio, sia primaria dove lavoro, è stata la scelta dell’app "Bambini gioco educativo full". È stata un’attività inclusiva perché l’ho presentata in piccolo gruppo (tre bambini, in cui uno faceva da tutor). Per quanto riguarda la costruzione di mappe concettuali, conoscevo già altri tipi di programmi, ma grazie a questo corso, ho potuto conoscere altri e usare Draw, davvero semplice. Ritengo l’app museale che ho analizzato (Museo della follia) molto intuitiva, ma capace di soddisfare le richieste di chi può recarsi personalmente a vedere la mostra. L’attività di Coding è stata per me una conferma di altri corsi e di quello che penso su questo argomento: sempre utile e interessante per insegnanti/grandi e bambini.</div><div>In questo periodo, ho potuto riflettere, come tutti noi, sul ruolo dell’insegnante, in particolare di sostegno, giungendo a questo pensiero: non può assolutamente una videochiamata WhatsApp, una scheda inviata tramite mail o altro, sostituire il nostro ruolo e il ruolo dei compagni per bambini così piccoli. Io riconosco da sempre il ruolo formativo e didattico delle TIC, ma mediato dalla figura dell’insegnante. Ritengo sia possibile valorizzare la dimensione relazionale a distanza, ma che debba essere fatto per un periodo di tempo limitato o a causa di motivazioni logistiche (es. scuole inagibili, bambini a casa per lunghi periodi a causa di malattie, ecc.) e, che possa essere realizzata attraverso programmi che permettano la creazione di classroom interattive e in diretta; le stesse che giudico possono essere utilizzate in maniera efficace anche per scopi didattici e inclusivi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 17:35:25 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>SPAGNOLETTI LUIGIA                L&#39;utilizzo delle TIC nella scuola? Tanti contro e pochi pro. A partire dalle ridotte competenze digitali dei docenti fino ad arrivare alle nostre scuole, la maggior parte sprovviste o poco dotate di attrezzature informatiche adeguate. Io sono da poco entrata nel mondo della scuola, ma è bastato per capire che IL PIANO NAZIONALE SCUOLA DIGITALE, in realtà forse da noi non è mai partito. Ho visto docenti portare gli alunni nel laboratorio informatico, dove il 60% dei computer sono rotti, utilizzare la LIM per la visione di video, o i computer per scrivere un testo su formato Word. Il pensiero computazionale? lasciamo perdere... Però ho visto fare Coding sui quaderni a quadretti....altro che tecnologia. Durante il tirocinio nella scuola materna in compenso però il Coding l&#39;ho visto fare davvero sul foglio reticolato e con il robottino, in compenso però manca la LIM. Speravo con questo corso sulle TIC di poter acquisire qualche competenza in più, purtroppo non sono riuscita in questo, però in compenso ha stimolato la mia voglia di sapere e capire....purtroppo queste competenze potrò ampliarle a mie spese, perchè corsi di formazione validi ci sono ma ahimè sono solo a pagamento. Però se vorrò far parte di quel gruppo di docenti preparati...mi tocca. Grazie Prof. Baldassarre e grazie Prof.ssa Tamborra.</title>
         <author>l_spagnoletti</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457798918</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 17:35:40 UTC</pubDate>
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         <title>Ilaria Antonella Iurilli</title>
         <author>ilaria_iurilli</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457799686</link>
         <description><![CDATA[<div><br>a)      Il corso sulle TIC è stato di fondamentale importanza poiché ho compreso che solo attraverso l'uso continuo ed efficace delle tecnologie nel processo di scolarizzazione, gli studenti hanno la possibilità di acquisire tutte quelle abilità informatiche che oggi sono fondamentali nella società della conoscenza; l’insegnante, in tal senso, è colui che ricopre un ruolo chiave nel creare un ambiente didattico adeguato e inclusivo e aiutare gli studenti a sviluppare queste capacità tecnologiche e comunicative.</div><div>b)      e c) Durante questo corso, ho conosciuto ed utilizzato vari programmi e app: il programma draw.io per creare una mappa concettuale, strumento didattico utile non solo per proporre gli argomenti oggetto di studio, ma anche per far collaborare gli allievi, per studiare e apprendere insieme ma anche per gestire e superare i conflitti in classe; ho sperimentato il coding, utile per lo sviluppo del pensiero computazionale,; i software didattici utilizzabili nella scuola dell’infanzia quali “The big moving adventure” in cui Il bambino, tramite un personaggio da lui creato, impara ad affrontare le difficoltà pratiche ed emotive legate a vari eventi di vita quotidiana e “1 2 3 Kids fun puzzle blue”, un gioco in cui il bambino deve ricomporre puzzle di immagini raffiguranti oggetti, animali e strumenti musicali; insomma, tutte queste tecnologie sono fondamentali nella didattica poiché capaci di rendere il processo di insegnamento/apprendimento innovativo, coinvolgente e attento alle esigenze degli alunni.</div><div> d) Alla luce degli scenari che si stanno delineando recentemente, è necessario ripensare la figura dell’insegnante di sostegno, in quanto, nell’attivare lezioni a distanza, le scuole non devono in alcun modo dimenticare gli alunni disabili. Per gli alunni con programmazione differenziata e con disabilità complesse, possono essere suggeriti tutoriali per i compiti più diversi; giochi e attività di ragionamento e simili; semplici attività di narrazione multimodali. Dove lavorare a distanza sulla crescita negli apprendimenti può essere molto complicato, è comunque possibile lavorare sulla relazione: quando la comunicazione verbale è molto difficoltosa, è possibile comunque utilizzare una comunicazione unidirezionale che va dall’insegnante all’allievo; se la comunicazione verbale è possibile, si consiglia di lavorare sugli aspetti relazionali utilizzando gli strumenti di videocomunicazione disponibili con tutte le applicazioni di messaggistica. Ovviamente, per attività di questo tipo, è fondamentale collaborare, concordare e coordinare le attività con la famiglia.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 17:36:33 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Antonella Naccarato </title>
         <author>antonella_naccarato</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457804152</link>
         <description><![CDATA[<div>Le attività svolte e le TIC sperimentate durante il corso hanno implementato la mia capacità di gestire con più dimestichezza le tecnologie informatiche. In particolare, ho constatato che è necessario mettersi in gioco da soli dinanzi al pc, sbagliare, riprovare con pazienza per poi tentare nuove strade sinché non si scopre di aver sviluppato nuove competenze informatiche. Creare una mappa concettuale con un sistema informatico nuovo e mai visto prima è stata per me un’esperienza entusiasmante e sicuramente utile per il mio futuro. In particolare, ho usato lo strumento informatico Draw per la realizzazione della mappa concettuale e sono convinta che in futuro mi servirà per l’insegnamento, al fine di schematizzare e facilitare l’apprendimento dei concetti per i bambini. Per quanto riguarda il corso “L’ora del codice” e la formazione in attività di coding seguita in modalità e- learning, ho potuto constatare che se le prime fasi del corso potevano apparire sin troppo semplici, man mano che si andava avanti nelle fasi successive, si scopriva la necessità di attivare e sviluppare il pensiero computazionale. Pertanto, sono giunta alla consapevolezza che, attraverso il gioco, si possono progettare attività di coding utili per la formazione del bambino  che possano aiutarlo anche nello sviluppo del problem solving. In proposito, spero di aver modo di porre in essere tale attività quanto prima nella scuola, poiché ad oggi non ho avuto modo di sperimentarla con i bambini durante il tirocinio. L’attività finalizzata alla ricerca e valutazione di app utilizzabili nella Scuola d’infanzia mi ha dato la possibilità di predisporre nuovi interventi didattici anche durante il tirocinio e, proprio nella ricerca di un’applicazione adatta al caso della bambina con disabilità da me seguita, ho avuto modo di conoscere e di esplorare un mondo molto ampio e variegato, giungendo alla consapevolezza che le tecnologie informatiche possano aiutare tantissimo nell’attività di sostegno. I bambini sono spesso molto attratti dalla grafica, dai colori e dai personaggi delle app, pertanto, si può far leva sulla loro curiosità per intraprendere un proficuo percorso educativo e formativo. Invero, grazie all’utilizzo dell’applicazione scelta, sono riuscita a prolungare i tempi di attenzione della bambina con disabilità ed a farla stare insieme per più tempo con i pari. Grazie a tali piccoli risultati, sono giunta alla consapevolezza della utilità di tali tecnologie per i bambini ed alla necessità di una continua e proficua formazione in tal senso.  Molto interessante anche la scoperta delle app dei musei, in particolare l’app “Museo Teatro alla Scala” mi ha dato modo di entrare, seppur virtualmente, in ambienti splendidi che spero di poter vedere quanto prima, all’uscita da questa emergenza sanitaria….! A tal proposito, l’esperienza di questi giorni, che credo mai dimenticheremo, dovrebbe evidenziare a tutti noi l’importanza di una didattica a distanza anche per i più piccoli e per i bambini con disabilità. Penso che, ad esempio, i tutorial per bambini, le storie sociali raccontate a distanza e accompagnate da video per bambini, così come i giochi e le app con possibilità di utilizzo multiutente,  possano coinvolgere tutti gli allievi, anche i più piccoli e con  l’inclusione dei bambini con disabilità. Tutto ciò richiedere chiaramente il ruolo attivo delle famiglie che devono coordinarsi con i docenti, i quali, a loro volta hanno il dovere e l’obbligo di una formazione continua. In futuro, utilizzando tali tecnologie, si potranno progettare più attività didattiche a distanza, capaci di coinvolgere gli allievi e farli sentire vicino ai loro compagni anche quando avranno la necessità di assentarsi da scuola per svariati motivi.  <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 17:41:37 UTC</pubDate>
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         <title>Naccarato Antonella </title>
         <author>antonella_naccarato</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457815666</link>
         <description><![CDATA[<div>Le attività svolte e le TIC sperimentate durante il corso hanno implementato la mia capacità di gestire con più dimestichezza le tecnologie informatiche. In particolare, ho constatato che è necessario mettersi in gioco da soli dinanzi al pc, sbagliare, riprovare con pazienza per poi tentare nuove strade sinché non si scopre di aver sviluppato nuove competenze informatiche. Creare una mappa concettuale con un sistema informatico nuovo e mai visto prima è stata per me un’esperienza entusiasmante e sicuramente utile per il mio futuro. In particolare, ho usato lo strumento informatico Draw per la realizzazione della mappa concettuale e sono convinta che in futuro mi servirà per l’insegnamento, al fine di schematizzare e facilitare l’apprendimento dei concetti per i bambini. Per quanto riguarda il corso “L’ora del codice” e la formazione in attività di coding seguita in modalità e- learning, ho potuto constatare che se le prime fasi del corso potevano apparire sin troppo semplici, man mano che si andava avanti nelle fasi successive, si scopriva la necessità di attivare e sviluppare il pensiero computazionale. Pertanto, sono giunta alla consapevolezza che, attraverso il gioco, si possono progettare attività di coding utili per la formazione del bambino e che possano aiutarlo nello sviluppo del problem solving. In proposito, spero di aver modo di porre in essere tale attività quanto prima nella scuola, in quanto ad oggi non ho avuto modo di sperimentarla con i bambini durante il tirocinio. L’attività finalizzata alla ricerca e valutazione di app utilizzabili nella Scuola d’infanzia mi ha dato la possibilità di predisporre nuovi interventi didattici anche durante il tirocinio e, proprio nella ricerca di un’applicazione adatta al caso della bambina con disabilità da me seguita, ho avuto modo di conoscere e di esplorare un mondo molto ampio e variegato, giungendo alla consapevolezza che le tecnologie informatiche possano aiutare tantissimo nell’attività di sostegno. I bambini sono spesso molto attratti dalla grafica, dai colori e dai personaggi delle app, pertanto, si può far leva sulla loro curiosità per intraprendere un proficuo percorso educativo e formativo. Invero, grazie all’utilizzo dell’applicazione scelta, sono riuscita a prolungare i tempi di attenzione della bambina con disabilità ed a farla stare insieme per più tempo con i pari. Grazie a tali piccoli risultati, sono giunta alla consapevolezza della utilità di tali tecnologie per i bambini ed alla necessità di una continua e proficua formazione in tal senso.  Molto interessante anche la scoperta delle app dei musei, in particolare l’app “Museo Teatro alla Scala” mi ha dato modo di entrare, seppur virtualmente, in ambienti che spero di poter vedere quanto prima, all’uscita da questa emergenza sanitaria….! A tal proposito, l’esperienza di questi giorni, che credo mai dimenticheremo, dovrebbe evidenziare a tutti noi l’importanza di una didattica a distanza anche per i più piccoli e per i bambini con disabilità. Penso che, ad esempio, i tutorial per bambini, le storie sociali raccontate a distanza e accompagnate da video per bambini, così come i giochi e le app con possibilità di utilizzo multiutente,  possano coinvolgere tutti gli allievi, anche i più piccoli e con  l’inclusione dei bambini con disabilità. Tutto ciò richiedere chiaramente il ruolo attivo delle famiglie che devono coordinarsi con i docenti, i quali, a loro volta hanno il dovere e l’obbligo di una formazione continua. In futuro, utilizzando tali tecnologie, si potranno progettare più attività didattiche a distanza, capaci di coinvolgere gli allievi e farli sentire vicino ai loro compagni anche quando avranno la necessità di assentarsi da scuola per svariati motivi.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 17:54:54 UTC</pubDate>
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         <title>Anna Maria Villani</title>
         <author>villaniannamaria</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457819544</link>
         <description><![CDATA[<div>Nella scuola dell'infanzia sappiamo che il bambino ha bisogno di contatti diretti, quindi risulta un po' più difficile relazionarsi con loro a distanza, anche se si presentano nativi digitali. Nonostante ciò posso affermare che questa calamità sopraggiunta, ci ha permesso di attivare in noi docenti spirito di iniziativa mediante altri canali dello stesso tipo. Infatti, ho istituito un rapporto con il bambino che seguo attuando la didattica a distanza mediante WhatsApp, con l'ulteriore collaborazione della mamma. La tecnologia, anche se alcune volte può sembrare uno strumento impersonale, è capace di accorciare le distanze e favorire, a prescindere dalla situazione, l'apprendimento.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 17:59:04 UTC</pubDate>
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         <title>Daniela Mazzaro</title>
         <author>dmazzaro_mail</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457819630</link>
         <description><![CDATA[<div>!a. Il corso TIC è stato molto interessante e stimolante. Le attività svolte mi hanno permesso di conoscere nuove app e di cercarne ancora altre. Il coding e le app con i relativi libri in realtà aumentata sono stati una scoperta entusiasmante, approfondirò sicuramente queste conoscenze. </div><div>b. Per l’attività sulla mappa concettuale ho scelto “draw” perché mi dava la possibilità di rappresentare meglio quello che avevo in mente; per la consegna scheda valutazione app ho scelto due app che avevo visto utilizzare al bambino durante le ore di tirocinio diretto e sono: “123 gioca con i numeri” e “Montessori preschool”. Per l’attività consegna scheda di analisi app Musei ho scelto “Google Arts &amp; Culture”, app che consiglio di scaricare a tutti perché davvero molto affascinante e stimolante.</div><div>d1.Alla luce dello scenario attuale ritengo che l’insegnante di sostegno abbia l’importante ruolo di supporto alla famiglia. E’ importante che faccia sentire la propria presenza proponendo attività per il bambino da svolgere con la famiglia ma anche in qualità di supporto nella gestione delle attività o della giornata.</div><div>d2. Le TIC sono diventate uno strumento indispensabile in ambito formativo in questo scenario surreale ma una volta tornati alla normalità potranno essere un validissimo supporto e/o alternativa alle attività curriculari. Mi auguro che questa esigenza sia diventi una validissima opportunità per comprendere davvero le potenzialità e l’efficacia delle TIC.</div><div>d3. Ritengo che le videoconferenze /videochiamate, magari a piccoli gruppi o l’utilizzo di specifiche app con possibilità di gioco multiutente online possano essere dei validissimi strumenti ai fini inclusivi.</div><div>d4. La didattica a distanza è possibile valorizzarla proponendo attività sempre nuove e diverse, stimolando la curiosità ed incentivando la partecipazione. <br>Approfitto per ringraziare il prof. Baldassare e la prof.ssa Tamborra per aver impostato questo corso in maniera alternativa, ogni attività è stata occasione di crescita. Approfondirò molti, se non tutti, gli argomenti trattati affinché io possa portare nella scuola quello che mi appassiona anche nella vita, la tecnologia. Grazie!</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 17:59:10 UTC</pubDate>
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         <title>Anna Maria di Toma </title>
         <author>anna_ditoma73</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457823094</link>
         <description><![CDATA[<div>a. Una parte del TFA si è basata sulle TIC delle quali avevo una conoscenza molto superficiale e che ho avuto modo di approfondire attraverso questo corso. Le TIC  rappresentano un modo alternativo ed innovativo di fare didattica, anche se la didattica tradizionale resta sempre la mia preferita. Inizialmente ero molto titubante viste le mie conoscenze limitate a riguardo, ma pian piano ho scoperto un modo nuovo per fare scuola. <br>b. Nel corso dei vari incontri con il prof. Baldassare e la dott.ssa Tamborra, ci sono state proposte varie attività da realizzare attraverso le TIC: una mappa concettuale che ho creato con Popplet, perché era la tipologia che esprimeva al meglio ciò che volevo rappresentare; l'ora del Codice, con cui ho sperimentato il Coding, molto utilizzato oggi già a partire dalla scuola dell'Infanzia e che personalmente ho visto applicare dall'insegnante durante il tirocinio diretto. Le app dei giochi che ho analizzato sono: Wait Timer Visual Tool e Mita, quest'ultima molto interessante e semplice. Con queste app ho sperimentato direttamente sul mio bambino l'efficacia del gioco applicato alla tecnologia e di quanto può essere coinvolgente. Per l'app dei musei ho scelto Van Gogh Museum, una guida vera e propria che propone in maniera dettagliata tutte le attività che si possono svolgere ad Amsterdam e, nello specifico nel Museo di Van Gogh.<br>c. Ritengo che tutti gli strumenti utilizzati  nel corso delle TIC ,hanno una grande valenza didattica, perché rappresentano dei facilitatori per l'apprendimento e vanno considerati come strumenti compensativi per alunni BES e DSA. Gli strumenti che ho trovato altamente inclusivi sono l'app del gioco Mita e il Coding, perché sono impostati sull'attività ludica, tipica della scuola dell'Infanzia.<br>d1. Alla luce di quanto sta accadendo recentemente e vista la necessità di applicare la didattica a distanza, trovo che il ruolo dell'insegnante di sostegno va ridimensionato e rivisto,  perché non solo deve adattare gli obiettivi della didattica alle esigenze dell'alunno, ma deve anche individuare un nuovo canale per "comunicare" la stessa didattica. <br>d2. In questo senso le TIC hanno un ruolo determinante per assicurare l'apprendimento in un luogo diverso dalla scuola, infatti l'insegnante può caricare attività, giochi interattivi e video lezioni, garantendo la continuità didattica cominciata a scuola.<br>d3. Gli strumenti che considero efficaci per l'organizzazione della didattica a distanza sono le varie piattaforme: E-learning, Moodle, Classroom, l'app didattica Mita,Padlet, attraverso cui il docente può condividere  dei  link per filastrocche e materiali vari, ,condivisibili anche dalle famiglie. <br>d4.A mio modesto parere penso che la didattica a distanza crei un  distacco tra l'insegnante ed alunno oltre  che una "impersonalizzazione" della didattica. Dipende dal docente riuscire ad assicurare  in tutti i modi la continuità relazionale col bambino, anche attraverso videochiamate che permettano l'interazione, seppur a  distanza.     </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 18:02:58 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457827366</link>
         <description><![CDATA[<div>Calemma Stefania <br>Il percorso T.I.C. fin qui svolto ha suscitato in me molto interesse e voglia di esplorare il mondo tecnologico e poter farlo esplorare ai bambini.  <br>Abbiamo iniziato questo percorso con la realizzazione di una mappa concettuale, per cui ho scelto il programma Draw, ho preso l'attestato per il superamento dei livelli dell'ora del codice, ho analizzato l'App Cognitive Learning Games, molto utile e con tanti giochi da poter far fare ai bambini, e interessante è stata la scoperta delle App museali, in particolare Google Arts &amp; Culture, con cui fare dei giri virtuali nei musei più importanti. <br>In questo momento, più che mai, ritengo sia molto importante avere la possibilità di utilizzare le tecnologie.<br>L'ora del codice sviluppa nei bambini la capacità di problem solving. <br>L'App Cognitive Learning Games, ha una moltitudine di giochi che vanno dal Memory al puzzle, a esercizi di problem solving e giochi per l'aiuto nello svolgimento di azioni quotidiane. <br>Google Arts &amp; Culture, permette a tutti, a chi ha problemi di disabilità motoria o uno svantaggio socio culturale, di conoscere la bellezza dell'arte.<br>Data la situazione che stiamo vivendo, l'utilizzo della tecnologia è fondamentale, il poter assegnare compiti su una piattaforma, avere la possibilità di fare lezioni online, è sicuramente d'aiuto a tutti, ai docenti agli studenti e ai genitori.<br>Le T.I.C. In ambito formativo rende tutto più interessante per i bambini. Se solo, però, venisse realmente utilizzata. <br>Anche Padlet è stata una bella scoperta, può essere utile per condividere compiti, link, filastrocche, video, ed è molto semplice da utilizzare.<br>Più difficoltosa è sicuramente la posizione del docente di sostegno, che ha bisogno del contatto fisico, del contatto oculare, di una pacca sulla spalla per rassicurarlo. Ma purtroppo, questo momento storico, ci obbliga a stare lontani. Si potrebbe chiedere aiuto alla mamma del "nostro" bambino, e guidarla nella giusta direzione, sostituendosi a noi.   <br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 18:07:29 UTC</pubDate>
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         <title>Carla Tribuzio</title>
         <author>carlinatri76</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457832792</link>
         <description><![CDATA[<div>Ho considerato fin dal primo momento il corso TIC come l'aspetto più interessante del mio percorso di specializzazione.Questo perché desiderosa di conoscere un aspetto innovativo della didattica che avevo avuto modo di sperimentare solo in minima parte a scuola. Ogni nuova lezione è stata per me una bella scoperta, a partire dalla creazione di un semplice powerpoint con le mie amiche-colleghe e i preziosi consigli del Prof. Baldassarre per il ppt perfetto a prova di concorso!! Sono sincera, su questo devo però studiare e approfondire ancora, così come sulla creazione di mappe concettuali. Mi sono poi immersa con grande entusiasmo nel mondo delle app educative scoprendone le potenzialità infinite. Quando ci è stato spiegato che avremmo dovuto compilare delle schede di valutazione, mi è sembrata un'attività molto noiosa. Così non si è poi rivelata, anzi, tutto il contrario! Stessa considerazione per le app museali; l'app da me scelta, Daily Art, mi accompagna quotidianamente da giorni ormai. Ho scelto le due app pensandole in funzione del bambino che seguo per il tirocinio diretto: poiché il suo gioco preferito è il completamento di puzzle, &nbsp; "Funny Food" mi è sembrata consona. Sperimentandola poi, si è rivelata efficace, con la sua proposta di giochi utili per&nbsp; imparare a conoscere frutta e verdura. Stesso discorso per ABC Autismo, che presenta una serie di giochi di associazione molto semplici ed intuitivi. Con queste attività, il bambino è riuscito a partecipare alle attività didattiche incentrate sul progetto alimentazione, anche grazie al peer tutoring.<br>Alla luce degli attuali scenari, il mondo della scuola ha capito immediatamente la necessità di attivarsi avvalendosi della tecnologia. In base alla mia esperienza in una scuola secondaria di primo grado, pur se impreparati, i docenti non si sono persi d'animo e si sono buttati a capofitto nello studio delle varie piattaforme per poter essere il più efficienti possibile. Io ho ringraziato il TFA per tutte le competenze acquisite in questi mesi che mi sono state di grande aiuto, e credo proprio che quando si ritornerà fra i banchi di scuola sarà interessante non abbandonare del tutto queste modalità, ma cercare le strade migliori per integrarle e farle entrare a pieno titolo nella didattica in presenza come supporto e stimolo. Sono convinta che possa esserci un punto d'incontro tra la dimensione fisica e la didattica a distanza, ma penso anche che ciò sia fattibile con studenti un po' più grandi e assolutamente capaci di muoversi agilmente su questi fronti. Un po' meno con bambini, soprattutto con disabilità che richiedono "cure" e presenza rassicurante da parte dell'insegnante di sostegno. In questa situazione di emergenza, gli insegnanti di sostegno si stanno organizzando incrementando il contatto quotidiano con le famiglie attraverso canali immediati quali whatsapp , con l'ausilio di audio, video per far sentire la loro vicinanza. Ciò permette un rapporto "più umano" e,dunque, una possibile dimensione relazionale nella didattica a distanza, rendendo vicini virtualmente e disponibili una parola rassicurante. </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 18:13:02 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457839557</link>
         <description><![CDATA[Non essendo una "nativa digitale" e riconoscendo i limiti dettati da una intelligenza poco avvezza al cosmo digitale, non posso che riconoscere i benefici tratti dal corso T.I.C., sia per la sua portata informativa, che formativa. Mi ha offerto la possibilità di interagire con App e strumenti di progettazione grafica che, diversamente, non avrei mai esplorato. Inoltre, la richiesta di compilare una scheda tecnica per alcune App, mi ha resa più responsabile e scrupolosa nell'utilizzo delle stesse. 
Su vostra indicazione, ho scelto, fra varie proposte, il programma "Canva" per la realizzazione di una mappa concettuale. Premetto che non avevo mai utilizzato strumenti simili, e vista la validità, ho elargito, la sua conoscenza, ai miei figli che ad oggi la utilizzano per scopi didattici.
Come App da analizzare, ho scelto "Bimi Boo schede didattiche"e l'ho anche utilizzata a scuola con Andrea, il bambino che seguo durante il tirocinio. Le mini schede aiutano a memorizzare le parole chiave di ben dodici argomenti, inoltre, da un punto di vista logico-matematico, il bambino inizia a conoscere il mondo degli insiemi e sottoinsiemi. 
Per quanto riguarda l'App dei musei, con rammarico, vi comunico che, al momento, non ho compilato la scheda tecnica per motivi organizzativi.
Penso che, adesso come non mai, il tema della didattica a distanza, sia di fondamentale importanza. Non posso che ritenerla complementare alla didattica tradizionale. Infatti, una non esclude l'altra, visti i caratteri esclusivi e peculiari di ognuna.  
Ritengo che sia una possibilità in più offerta agli studenti e, se utilizzata nella sua accezione positiva, non può che rendere la didattica più innovativa e stimolante. 
Per quanto riguarda il ruolo dell'insegnante di sostegno in rapporto alla didattica e-learning, sento di non poter trarre conclusioni definitive, in quanto, quasi tutto dipende dalla patologia del bambino. In alcuni casi può essere davvero utile, in altri meno. Questo comporta la scelta di materiale e strumenti adeguati alle necessità dei singoli casi, ma come scrivevo sopra, è importante che essa sia complementare alle altre attività, in quanto, essi necessitano di un rapporto diretto con l'insegnante che non può prescindere da continui prompt fisici e verbali.]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 18:19:42 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457839633</link>
         <description><![CDATA[Penso che, adesso come non mai, il tema della didattica a distanza, sia di fondamentale importanza. Non posso che ritenerla complementare alla didattica tradizionale. Infatti, una non esclude l'altra, visti i caratteri esclusivi e peculiari di ognuna.  
]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 18:19:47 UTC</pubDate>
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         <title>Nicastro Loredana</title>
         <author>loryyy83</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457839862</link>
         <description><![CDATA[<div>Il percorso delle tic mi ha affascinato sin dal primo momento , anche se non nascondo che essendo impacciata dal punto di vista tecnologico ha suscitato in me , un pochetto d’ansia. Adesso siamo giunti alla conclusione di questo percorso per me interessantissimo, e grazie alle nozioni apprese, posso ritenermi soddisfatta del risultato ottenuto. Non potrò mai dimenticare, il primo lavoro di gruppo che ci è stato assegnato :” creare u power point”, Quel giorno il mio gruppo era composto da due sole persone , la mia amica più impedita di me ed io. Ma ce l’abbiamo fatta e siamo state felicissime. Altro incontro altro lavoro: “ creare una mappa concettuale”, potendo scegliere tra tre programmi: CANVA, DRAW e POPPLET. Io ho utilizzato CANVA e dopo svariate prove , mi sono resa conto di quanto sia stato facile e divertente creare da un foglio vuoto una mappa concettuale. L’incontro successivo intitolato “ L’ora del codice” mi ha permesso di sperimentare i coding ed il pensiero computazionale con gli alunni di quinta durante una supplenza. Il risultato è stato eccellente al punto tale che tutti i bambini alla fine della lezione , hanno appuntato il nome del link. Il penultimo lavoro, quello della scelta dell’app è stato quello che mi ha convolto maggiormente affinchè potessi selezionare accuratamente le app più spendibili con il mio bambino durante il tirocinio. Infine abbiamo compilato delle schede di valutazione delle app scelte e di una app museale.&nbsp;<br><br></div><div>L’utilizzo delle tic, soprattutto in seguito a ciò che sta accadendo in questi giorni, rappresenta un valore aggiunto che permette di fare scuola al di fuori dell’ambiente scolastico. Alla luce di ciò che si sta verificando mi rendo conto che non siamo del tutto pronti e preparati sull’utilizzo delle tic&nbsp; e della didattica a distanza. Tra le mi e colleghe è scaturito il panico, ma lavorando in team, è sostenendoci a vicenda , dando ognuno il suo contributo, stiamo affrontando anche questa sfida. Del resto è ciò che accade ogni giorno alle insegnanti di sostegno con i propri alunni: procedere per prove ed errori, finchè non si trovi la strada giusta. Per quanto concerne la dimensione relazionale, ritengo che in momenti come e questi un video caricato dalle maestre, una chattata con gli alunni e una video conferenza tra colleghi riesca comunque a mettere tutti in connessione creando un confronto positivo ed un momento di apprendimento.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 18:20:01 UTC</pubDate>
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         <title>MARINA MASTROPIERRO</title>
         <author>marina_mastro91</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457848330</link>
         <description><![CDATA[<div>Questo corso delle TIC è stato utile per scoprire nuove tecnologie utilizzabili in ambito didattico e adattabili ai bambini più piccoli dai 3 ai 5 anni. Il fil rouge di tutto il corso è stato caratterizzato dall’interattività grazie alla quale abbiamo lavorato sulla piattaforma e dalla cooperazione tra tutti i corsisti con il sostegno costante del professore e dei suoi assistenti. </div><div>Sono stati anche proposti e utilizzati dei software che, secondo me, sono molto utili per il docente e per l’organizzazione del suo lavoro e dei contenuti didattici da proporre alla sezione, perché servono a costruire delle mappe concettuali che con i bambini più piccoli sono utilizzabili se vengono realizzate e presentate in modo molto semplice. Questi software sono: CANVA, POPPLET e DRAW ed io ho sperimentato DRAW per creare una mappa concettuale sulla didattica speciale. Quest’attività mi è molto piaciuta, perché non conoscevo questi software e li ritengo molto utili per sintetizzare in modo molto immediato e facilmente fruibile anche i concetti più complessi utilizzando grafiche accattivanti.</div><div>Il percorso di coding con l’utilizzo di MINECRAFT è stato altrettanto utile per la nostra formazione, perché non avevo ancora mai utilizzato questo programma che ci è stato mostrato e spiegato in maniera chiara. Questo videogame è una vera risorsa didattica con cui coltivare nei bambini la soft skill più importante tra tutte: la creatività. È stato accattivante immergersi nel modo del coding attraverso Minecraft e sperimentare le proprie capacità superando un livello per volta fino a raggiungere la conquista dell’attestato. </div><div>Successivamente, ci siamo impegnati nella scoperta e valutazione di numerose applicazioni didattiche ed è stato molto interessante scoprirne di nuove e mai usate che rispondono pienamente alle esigenze educative e didattiche nel contesto scolastico. Io ho valutato l’app <em>Caillou House of Puzzles </em>di Budge Studios che serve a costruire e completare i puzzle sugli elementi e sulle stanze della casa per bambini dai 3 anni in su. Abbiamo anche avuto l’occasione di esplorare diverse app sui musei e di sceglierne una da valutare. Io ho scelto l’app Castelli Pugliesi che mi è piaciuta molto per la facile fruibilità e la guida accattivante offerta durante le visite. </div><div>Mi è piaciuto molto scoprire anche la realtà aumentata e i testi di questo genere che ritengo essere davvero molto motivanti e innovativi per il contesto scolastico, a partire dalla scuola dell’infanzia. </div><div>Alla luce degli scenari che si stanno delineando recentemente attorno alla necessità di organizzare ed erogare la didattica a distanza, il ruolo dell’insegnante di sostegno si riconfigura in modo capillare, perché gli viene richiesta una grande dimestichezza con le TIC da proporre alla famiglia del bambino che segue e da personalizzare per rispondere in modo efficace ai bisogni educativi del bambino. Ovviamente, garantire l’inclusione a distanza e in modo “virtuale” non è assolutamente semplice e per certi aspetti neanche fattibile, ma se l’insegnante ha instaurato una relazione positiva e collaborativa con la famiglia può sicuramente proporre al bambino diverse attività didattiche realizzabili a distanza e con modalità anche più accattivanti, ludiche e interattive. Sicuramente una tipologia grave o molto grave di disabilità, ostacola notevolmente il lavoro a distanza dell’insegnante di sostegno che dovrà escogitare con più impegno e sforzo mentale gli stratagemmi più opportuni per stimolare il bambino in determinate attività didattiche a distanza e sostenerlo come se fosse in presenza.  Sicuramente, il ruolo delle TIC in ambito formativo si afferma, soprattutto in questi momenti delicati, molto importante e indispensabile per garantire la comunicazione interpersonale e rendere concreta la possibilità di vedersi, confrontarsi, ascoltarsi, sostenersi nel lavoro a distanza. </div><div>Uno strumento molto efficace ai fini dell’organizzazione della didattica a distanza per scopi inclusivi è, secondo me, il <em>padlet</em>soprattutto per bambini di scuola dell’infanzia e primaria che devono essere supportati dai genitori nell’utilizzo delle TIC da casa. Il padlet, infatti, è uno strumento molto semplice, visivamente accattivante, facilmente fruibile e comprensibile anche dai più piccoli ed èutilizzabile attraverso un' app per pc, tablet e smartphone che necessita solo di una semplice e veloce registrazione. </div><div>Anche <em>LearningApps</em>è un ambiente di apprendimento inclusivo attrezzato con numerosi strumenti (cruciverba, attribuzione di elementi, ordine cronologico, ordinamento di coppie, inserimento di testo, quiz a scelta multipla, puzzle di riordinare, griglia di parole, l’impiccato, corsa di cavalli, il milionario, matrice, ordinamento con carta geografica, audio/video con inserimento di oggetti e contenuti, memory, calcola) che consentono di creare esercizi interattivipersonalizzabili, definiti apps, le quali possono essereutilizzate entro scenari educativi a supporto dell’apprendimento ed essere condivise con il gruppo-classe. </div><div>Secondo me, non è possibile valorizzare la dimensione relazionale all’interno di scenari di didattica a distanza, ma piuttosto è possibile garantirla in periodi disorientanti e sacrificanti come questo, dato che le tecnologie permettono a ciascuno di noi di comunicare, lavorare, ascoltarsi, vedersi, aiutarsi annullando le distanze. Ovviamente gli effetti positivi di una relazione autentica e vissuta in carne ed ossa non saranno mai pienamente raggiunti in uno scenario di didattica a distanza. distanza viene comunque garantita. </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 18:28:29 UTC</pubDate>
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         <title>Patrizia Orlando</title>
         <author>okvatr</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457860176</link>
         <description><![CDATA[<div>Il percorso sulle TIC?<br>Interessante, Accattivante, Allegro.<br>All'inizio pensavo si trattasse del solito corso complicato e noioso, anche perchè non ho mai amato particolarmente la tecnologia o forse non mi sono mai applicata abbastanza. In realtà poi ho scoperto che potesse essere interessante, anche grazie a chi lo ha presentato.<br>Interessante perchè non pensavo ci potessero essere delle app così adatte, divertenti e coinvolgenti anche per i bambini dell'Infanzia. Ad esempio le app che ho scaricato "Shapes and colours" e "Pianoforte" ho scoperto che attirano l'attenzione dei bambini e sono educative: la prima rinforza i colori e le forme sotto forma di gioco, la seconda scandisce il ritmo musicale, fondamentale  per i bambini.<br>Accattivante, perchè ho scoperto che attraverso la creatività e la fantasia si possono realizzare percorsi alternativi ai libri. Penso al coding e a quanto sia stato sorprendente partire da un semplice gioco con 2/3 mattoncini per arrivare a giochi molto più complessi: pensavo di non farcela! <br>Allegro perchè ho trascorso delle ore piacevoli immerse in un'atmosfera serena, scoprendo, perfino, come si possa scoprire il mondo anche in 3D. Mi riferisco alla app che ho scelto sull'Antico Egitto: una civiltà da osservare in 3D! Ho pensato a quanto potesse essere affascinante e istruttivo studiare la storia in questo modo.<br>Certamente mi rendo conto di quanto la tecnologia possa essere importante in una società complessa e in continua evoluzione e traformazione, poichè permette di ricevere informazioni in tempo reale, permettendo e intensificando collegamenti e collaborazioni. Un esempio è quello che stiamo vivendo in questi giorni e quanto utile può essere sia come scambio di informazioni sia come didattica on-line, tramite svolgimento di compiti in modalità e-learning, creando una didattica innovativa che implementi anche percorsi di ricerca-azione.<br>In tal modo si facilita l'apprendimento, specie nei bambini con BES, coinvolgendoli attivamente attraverso piattaforme specifiche. Diventa necessario, a questo punto, che sia gli insegnanti che gli alunni posseggano le competenze necessarie affinchè l'apprendimento digitale diventi di qualità, aiutando il bambino nella sua formazione globale e permanente, life-long learning, incrementandone la motivazione e il coinvolgimento.<br>Penso che la tecnologia può indubbiamente migliorare i metodi tradizionali, ma non potrà mai sostituire il contatto umano. <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 18:41:37 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>damari1973</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457862354</link>
         <description><![CDATA[<div>Il corso svolto delle Tic è stato molto interessante è stato utile per capire che le tecnologie possono essere d'aiuto  davvero la didattica. Ho avuto modo di sperimentare le varie TIC ho appreso nel corso, con i bambini durante il tirocinio. Le app sono servite molto con la bambina speciale in quanto ho scelto app con i puzzle e a lei piacevano molto. Ho osservato anche il coding a scuoal e i bambini hanno appreso tutto velocemente. Le Tic sono un valido aiuto per una didattica inclusiva, naturalmente l'insegnante di sostegno deve affiancare e aiutare l'uso delle tecnologie per far raggiungere al bambino speciale apprendimenti maggiori. In questo scenario così particolare le Tic stanno aiutando la didatti</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 18:44:17 UTC</pubDate>
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         <title>Gaetanella Mongiello</title>
         <author>g_mongiello3</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457869202</link>
         <description><![CDATA[<div>Mai come in questi giorni l’emergenza sanitaria sta mettendo  in luce la necessità di accettare e gestire  il cambiamento della  didattica nelle nostre scuole, cambiare la progettazione e cambiare gli strumenti.  E’ necessario pensare ad una vera riforma strutturale che parti   dalle scuole e porti  un cambiamento in cui al centro dovrebbe esserci l’introduzione di metodologie didattiche innovative supportate dalle tecnologie didattiche e dalla formazione a distanza.  E gli eventi di queste ore ci spingono alla sperimentazione di  applicazioni didattiche on-line e alla costruzione di didattiche sempre più personalizzate. Il docente come persona capace di aiutare, sostenere, promuovere i processi di apprendimento non può prescindere da questa consapevolezza. Il percorso svolto attraverso le tic nel Tfa,  alla luce di tutto ciò,  è  risultato  utilissimo e imprescindibile nel bagaglio culturale di noi futuri insegnanti. Per quanto mi riguarda   è stato interessante e stimolante e ha battuto qualunque mia riserva o pregiudizio sull’uso della tecnologia,  dandomi la possibilità di allargare le mie conoscenze nel campo delle Tic..</div><div>Una delle attività svolte durante questo corso è stata la realizzazione di mappe concettuali.  Ho usato Draw, un programma semplice, intuitivo, di facile utilizzo, che mi ha permesso di costruire una mappa senza difficoltà ed è sicuramente uno strumento utilissimo per alunni con disabilità cognitiva che fornisce  loro un valido aiuto nello studio.</div><div>In un momento successivo siamo state impegnate nella scelta di un’app. da sperimentare e successivamente valutare compilando una scheda. La prima app. analizzata è stata ABCD SW    l’app aiuta i bambini con  disturbo dello spettro autistico ad apprendere attraverso il gioco, ad interagire con adulti e pari  ad imparare a discriminare e riconoscere oggetti/persone. L’altra app. è stata Cognitive Learning Games che  offre un insieme di giochi per il training cognitivo focalizzati sul potenziamento dell’attenzione, della memoria, e delle competenze logiche per  studenti con disabilità cognitiva e autismo.<br><br></div><div>Anche il corso di coding è stato molto interessante e soprattutto mi ha trasmesso competenze fruibili nella scuola dell’infanzia, attraverso giochi attraenti si introducono i piccoli allo sviluppo del pensiero logico, matematico e computazionale e problem solving.<br><br></div><div>La speranza è che il rinnovamento che stiamo costruendo insieme in questi giorni di crisi, conduca alla nascita di nuova scuola e per attuare tutto ciò è necessario  imparare ed accettare il cambiamento come una risorsa. <br><br></div>]]></description>
         <pubDate>2020-03-10 18:51:24 UTC</pubDate>
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         <title>Angela Tesse</title>
         <author>angela_tesse1977</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457873112</link>
         <description><![CDATA[<div>Il corso delle tic svolto è stato molto utile in quanto mi ha permesso di comprendere le potenzialità dello strumento tecnologico e quanto questo sia necessario nella didattica. Ogni lezione per me, che non sono nativa digitale e che ho un certo rifiuto per la tastiera (preferisco il cartaceo) è stata una scoperta, a partire dal power point che non avevo mai fatto a seguire, la mappa concettuale che ho realizzato attraverso il Draw. Questa mi ha permesso di scoprire come sintetizzare in poco tempo un argomento, fino alla scoperta delle App dove mi si è aperto un mondo.La App da me scelta era su come esercitarsi nella scrittura delle singole lettere un modo semplice e divertente per apprendere. Fino ad arrivare alle app dei musei, io ho scelto il museo egizio un app molto divertente che ho usato  e che mi ha permesso di coinvolgere anche mia figlia. Ritengo che ciascuno strumento sia importantissimo a livello inclusivo, uno strumento compensativo per alunni bes, un vero e proprio facilitatore dell'apprendimento.Alla luce di ciò che sta accadendo di questa situazione surreale che stiamo vivendo, la didattica a distanza sembra l'unico mezzo di contatto. Tutti gli strumenti sono efficaci, la video conferenza è stata in assoluto l'esperienza più bella. Grazie per questa opportunità.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 18:55:41 UTC</pubDate>
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         <title>SAMANTA LATTANZIO</title>
         <author>samantalattanzio</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457873494</link>
         <description><![CDATA[<div>Attraverso il corso TIC ho avuto la possibilità di conoscere ed approfondire le conoscenze relative alle tecnologie inclusive ed innovative, molto importanti per quello che sarà ila nostro futuro nella scuola.</div><div>La possibilità di utilizzare validi programmi per la realizzazione di mappe concettuali, credo che sia un ottimo strumento al fine di creare schemi utilizzabili per favorire un migliore apprendimento e una facile comprensione dell’attività didattica. Ho trovato estremamente interessante il gioco dell’uso del codice.</div><div>Questa attività può essere anche usata da bambini di età compresa tra i 3 e i 6 anni. Altrettanto interessante è stata l’attività svolta relativa alla scelta e alla valutazione delle App.</div><div>In particolare le App didattiche presentate in forma ludica, sono adatte per catturare l’attenzione dei bambini con disabilità dello spettro autistico e aiutarli nel mantenere viva la loro attenzione.</div><div>La valutazione delle App dei musei mi ha particolarmente affascinata per il loro approccio innovativo.</div><div>In conclusione tutte le App analizzate si sono rivelate un ottimo strumento di aiuto per il docente di sostegno, impegnato nel creare e realizzare una didattica inclusiva.</div><div>Nella classe presso il quale svolgo il tirocinio, ho presentato un libro sensoriale sui numeri, usando immagini al posto delle parole. I bambini erano molto motivati e lavorando in piccoli gruppi si è realizzata una reciproca collaborazione ed inclusione.</div><div>Il ruolo dell’insegnante di sostegno è quello di mettere in atto le sue competenze e conoscenze al fine di garantire il percorso formativo dell’alunno e quando necessario far uso della didattica a distanza, utilizzando l’utilizzo di programmi adatti sulla base dei bisogni del bambino.</div><div>Le Tic sono validi strumenti di formazione, in quanto grazie ad immagini in movimento e suoni riescono a catturare l’attenzione dei bambini.</div><div>Io penso che tra gli strumenti più efficaci per la didattica a distanza vi sono: pc e tablet.</div><div>Credo sia possibile valorizzare la dimensione della relazione nella didattica a distanza attraverso la formazione di piccoli gruppi. All’interno del piccolo gruppo avviene il passaggio spontaneo delle conoscenze e allo stesso tempo si promuove forme di partecipazione attiva e aiuto tra pari.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 18:56:12 UTC</pubDate>
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         <title>Roncone Antonietta</title>
         <author>anto_roncone_70</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457897365</link>
         <description><![CDATA[<div>necessitano del contatto con l'altro per uno sviluppo armonico della personalità. la lezione on-line, che ha sostituito quella prevista per oggi, è stata la mia prima esperienza diretta di apprendimento in video conferenza. Mi è sembrato, forse, lo strumento più efficace tra quelli sperimentati durante il corso. Mi ha consentito di entrare più empaticamente in relazione con le colleghe e i professori. Interagire in tempo reale e rivedere volti a me cari, mi ha emozionato, risvegliando sentimenti di appartenenza che l'esperienza del corso TFA, ha suscitato in me.  Penso, quindi, che il valore aggiunto della didattica a distanza risieda proprio nella sua componente emotiva e nella capacità di fare gruppo e di creare senso di comunità. Voglio astenermi, in questa sede, dall'esprimere il mio pensiero riguardo la gestione, non del tutto condivisibile, dell'emergenza e preferisco non considerare la situazione un problema, ma cogliere l'opportunità d'imparare nuove modalità d'insegnamento/apprendimento.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 19:27:35 UTC</pubDate>
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         <title>ROBERTA SPINA                  Non ho molta dimestichezza con gli strumenti informatici, in realtà neanche con un semplice smartphone, un po&#39; forse per rifiuto, perché credo ancora molto fortemente nei rapporti umani face to face, li trovo molto più gratificanti, ma la mia negazione forse deriva anche dalla pigrizia di cimentarmi con qualcosa che finora non trovavo molto utile in quanto non ne avevo necessità; ma la MOTIVAZIONE muove il mondo! Durante tutto il Tfa, ed in particolare grazie alle tic, ho compreso quanto gli strumenti informatici ti possano essere da supporto e spesso facilitarti il compito per il raggiungimento di un obiettivo con tempistiche molto più smart! Ho trovato dunque interessante il corso perché mi son dovuta confrontare…con me stessa, un confronto che ha destato via via sempre più interesse.a. durante gli incontri con il Professor Baldassarre e la Professoressa Tamborra siamo stati stimolati ed incoraggiati a scoprire ed utilizzare delle app ed ho scoperto un mondo! Ora quando posso ho sempre il pc accesso, e anche se sto togliendo del tempo ai rapporti umani, in compenso sto imparando qualcosa di nuovo ma soprattutto di utileb. la prima app che ho utilizzato è stata quella per costruire una mappa concettuale e tra le tre ho scelto draw, quella che mi sembrava più intuitiva nel suo utilizzo e devo dire che è stato molto divertente ma mi son  resa conto che se avessi avuto più conoscenze e più familiarità, avrei potuto fare un lavoro migliore in un tempo più breve, la seconda app che ho analizzato e poi anche sperimentato è stata “espressioni, sentimenti ed emozioni”, un app sul riconoscimento delle emozioni che ha destato molto interesse; la terza è stata Mita, che non ho avuto modo di sperimentare ma che ho trovato molto utile ed interessante; la quarta app che ho analizzato è stata MIC ROMA, un’ utilissima app informativa per una scelta immediata di un museo o mostra o evento da andare a vedere. L’ ora del codice per me è stata una scoperta, mi sono divertita ma in alcuni passaggi mi son dovuta fermare a riflettere per comprenderne il meccanismo. Prima del percorso del Tfa, non avendo mai insegnato non ero neanche a conoscenza del Coding e  del come e del perché venisse utilizzato; ora quantomeno ho compreso il collegamento tra i comandi dei robottini e la funzione che assumono nella mente dei bambini, di quanto possa essere utile loro e possa aiutarli nell’ apprendimento.c. Draw è un app che ti permette di costruire in maniera semplice una mappa concettuale anche solo per quelli alunni che hanno uno stile di apprendimento prevalentemente visivo e dunque ritengo che sia inclusiva; l’ app sulle emozioni non è del tutto inclusiva se si pensa ad un bambino con disabilità sensoriale visiva e lo stesso vale per Mita ma in realtà ogni app che si utilizza deve essere scelta in base alle esigenze che abbiamo; ogni app può avere una funzione specifica. Per quanto riguarda Mic Roma, l’ app per la guida nella scelta del museo, crddo che sia fatta bene e sia molto intuitiva e di facile utilizzo ma ritengo che non sia inclusivad. difficile dire come può configurarsi l’ insegnante di sostegno in questo scenario odierno! Punto primo perché non credo che, in generale, il nostro sistema scuola sia del tutto pronto ad un efficace ed efficiente didattica a distanza, per i pochi strumenti che abbiamo, la poca formazione e di conseguenza la poca competenza dei docenti; punto secondo, credo che il lavoro dell’ insegnante di sostegno non possa essere fatto a distanza soprattutto in una scuola dell’ infanzia, MA credo possa essere un gran SUPPORTO per i genitori e la famiglia. Sicuramente si potrebbero utilizzare  gli strumenti informatici per comunicare con i genitori, per potergli dare dei consigli, delle guide, insegnare loro ad utilizzare le strategie e le metodologie utilizzate da noi in sezione e perché no suggerirgli delle app. Ma credo che tutto questo si possa fare solo se si è in precedenza instaurato un rapporto con la famiglia,  una comunicazione ed un coinvolgimento nel processo di apprendimento del proprio figlio anche solo per creare continuità e non dissonanza tra il lavoro che svolgiamo noi in sezione ed il lavoro che svolgono i genitori a casa. Per quanto concerne la dimensione relazionale nella didattica a distanza si può valorizzare certamente, basti pensare alle relazioni che s’ instaurano oggi all’ interno dei social, nascono e crescono amori virtuali, quindi si si può, ma non sempre! Dipende dal soggetto che abbiamo di fronte e molto dipende da quanti canali conosciamo per arrivare ad un’ altra persona attraverso uno schermo; sicuramente è molto più difficile e necessita di una grandissima competenza non solo digitale e quindi di tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione e che sono sicuramente tanti, ma è necessario avere una competenza interpersonale a 360 gradi! Credo che tutto si possa fare ma ci vuole tantissimo impegno! Personalmente credo che in una fascia di età di bambini così piccoli la componente fisica sia troppo importante, se il rapporto dovesse basarsi solo a distanza si perderebbe un’ enorme RICCHEZZA!  </title>
         <author>r_spina5</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457916343</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 19:57:31 UTC</pubDate>
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         <title>NATALE ROSARIA</title>
         <author>r_natale1</author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/457917707</link>
         <description><![CDATA[<div>Svolgere il corso sulle TIC mi ha permesso di conoscere l’enorme possibilità che offre la tecnologia per andare incontro ai bisogni dei nostri alunni. Le app e i softwear a disposizione sono innumerevoli e presentano modalità diverse che vanno da quelle didattiche a quelle ludiche, più appropriate per creare nuovi ambienti di apprendimento soprattutto per i più piccoli. Durante il corso abbiamo lavorato con Canva, Popplet e Draw&nbsp; per costruire mappe concettuali, indispensabili per promuovere l’apprendimento negli alunni con DSA, favorendone l’accesso ai contenuti. Abbiamo lavorato con il coding utilissimo per promuovere la capacità di problem solving e aumentare i tempi dell’attenzione, come nei bambini con ADHD e autismo. Valutare le app, mi ha permesso di comprendere quanto siano inclusive perché, queste, richiedono competenze e abilità diverse, facilitano il cooperative learning, dove ognuno ha la possibilità di mettere a disposizione una sua abilità. Ma, per fare ciò è indispensabile, da parte dei docenti, acquisire le competenze digitali. E’ quindi indispensabile formarsi e aggiornarsi, per stare al passo ed usufruire dell’enorme quantità di materiale che il panorama tecnologico ci offre.</div><div>Essendo un docente di sostegno di scuola primaria, in questi giorni ho sperimentato la didattica a distanza, ho utlizzato diversi canali, messaggi vocali whatsApp, video chiamate, bacheca del registro elettronico per inviare le attività. Attività concordate con il docente curriculare adattate e semplificate per continuare a garantire l’integrazione del mio alunno favorendo altresì la comunicazione con i compagni che, attraverso il gruppo whatsApp, hanno inviato numerosi saluti e messaggi al loro compagno facendolo sentire uno di loro. Ho parlato con la famiglia rafforzando la collaudata collaborazione, dando loro alcuni suggerimenti su come presentare le attività al bambino. Ho cercato di fare il possibile per non destabilizzare le routine del mio alunno, per fargli sentire la mia vicinanza, sia a lui e che ai suoi genitori, grazie alla tecnologia il legame non è stato del tutto spezzato. Il suo percorso di apprendimento continua, se pur con modalità diverse. Credo, sia questo il mio ruolo in questo momento, garantire l’integrazione, mantenere un contatto visivo e vocale, così da ridimensionare, se non proprio superare “ la dimensione fisica”&nbsp; di cui parlava oggi la dottoressa Tamborra.&nbsp; Tra gli strumenti più utili per la didattica a distanza in questo momento, che non possono usufruire della spiegazione della maestra o dei professori tra quelli studiati, sia la mappa concettuale, che permette di concentrare e semplificare le informazioni, poi ci sono le app per creare attività in modalità diverse come Flippity e le app della Erickon.</div><div>&nbsp;<br><br></div><div>&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 19:59:36 UTC</pubDate>
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         <title>Serena Stefanizzi</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>a) Le attività svolte durante le TIC sono state decisamente stimolanti e hanno determinato la scelta progettuale del mio tirocinio. Particolarmente interessante e determinante è stata infatti la lezione di robotica educativa, in quanto ho poi deciso di utilizzare il coding e la BlueBot per la mia progettazione, applicando la logica del paradigma informatico attraverso il gioco, in un'ottica davvero inclusiva.<br>In ogni lezione ho potuto non solo rinforzare alcune modalità didattiche che già conoscevo, ma soprattutto di conoscerne di nuove, che si sono rivelate molto utili.<br>b) Ho scelto di realizzare la mappa concettuale utilizzando il software DRAW, molto intuitivo e facile. Valutare e conoscere APP educative, mi ha permesso di scoprire una risorsa digitale del MIUR, fondamentale per ogni insegnante al passo con i tempi.<br>Interessante è stato valutare le APP museali: ho preferito recensirne una non presente in elenco, MArTA, per dare la possibilità di incrementare la proposta già offerta.<br>c) Tutti gli strumenti sperimentati si sono rivelati utili e applicabili alla didattica inclusiva.<br>d1) La quotidianità, non certo rasserenante che stiamo vivendo, ritengo abbia aumentato in maniera esponenziale la valenza della didattica a distanza. Certo, per i nostri bambini, i più piccoli e quelli maggiormente in difficoltà, in questo momento, non credo sia pienamente efficace: un po' perché, per offrire una didattica a distanza, bisogna utilizzare canali di comunicazione ufficiali e quindi non discriminanti, e poi perché, non tutti i bambini hanno la fortuna di vivere situazioni familiari non svantaggiate. Infine, e non per ultimo, alcuni genitori, che vivono in questo momento numerose difficoltà, non erano pronti a questo approccio didattico e non ne riconoscono l'utilità.<br>Proprio da queste considerazioni, emerge forte il ruolo dell'insegnante di sostegno, che con la sua competenza e la sua funzione mediatrice, deve far sentire più che mai la sua presenza fisica.<br>d2) Il ruolo delle TIC in ambito formativo è fondamentale, oggi più che mai: se non ci fossero, tutto si sarebbe fermato, e invece, seppur lontani, riusciamo a andare avanti, a essere vicini ai nostri bambini, a essere vicini tra noi per continuare i nostri studi, per raggiungere tutti gli obiettivi prefissati. Grazie alle TIC, questa sarà solo una pausa, che ci consentirà di riscoprire vecchi valori, trascurati e dalle frenetiche routine quotidiane.<br>d3) PC, tablet, smartphone ci permettono di essere sempre connessi e virtualmente vicini e quindi sono imprescindibili. In questi giorni ho avuto modo di apprezzare molto MEET GOOGLE, che ci ha permesso di incontrarci oggi e che ogni giorno mi sta permettendo di ritrovare le colleghe e di essere parte attiva del mondo della scuola.<br>d4) Decisamente non sono una nativa digitale e seppur riconoscendo la validità della didattica tecnologica, ritengo che essa abbia una valenza, solo se considerata come integrativa e non sostitutiva, della didattica tradizionale.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-10 20:17:25 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/463334675</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2020-03-17 15:43:54 UTC</pubDate>
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         <title>Clarissa Vantaggiato</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/eridlaboratorio/sosxx17xegbi/wish/464955022</link>
         <description><![CDATA[<div>In questo periodo, segnato dall'emergenza Coronavirus, le TIC si sono rivelate una soluzione concreta per assicurare la necessaria continuità didattica. I servizi digitali garantiscono l'insegnamento a distanza grazie alle piattaforme, alla condivisione di materiali e contenuti multimediali. Gli alunni stanno sperimentando nuove modalità di apprendimento, forse più vicine al loro mondo da nativi digitali. Anche in alcune scuole dell'Infanzia le maestre si sono messe in gioco diffondendo, tramite video, la narrazione di storie, consigliando alle famiglie alcune attività formative da svolgere con i propri figli o canzoni da ascoltare e cantare insieme. La relazione tra insegnanti e genitori rimane viva e costante tramite l'uso di Whatsapp e quindi attraverso messaggi, foto, video e videochiamate. Alcune principali app utili per finalità didattiche sono: Google Classroom, WeSchool, Edmodo, Moodle, Hangouts Meet, Padlet, Skype, YouTube. Inoltre, in questo periodo in cui tutto si ferma, la cultura e l’arte continuano a viaggiare online, è infatti possibile ammirare la bellezza dei musei mediante l’utilizzo di alcune app specifiche come ad esempio: My Museum, Musei in Comune, Museo Duomo, Museo Egizio, British Museum, Van Gogh Museum ecc…<br>Per lo svolgimento delle attività in modalità online,  l'insegnante di sostegno collabora con gli insegnanti curricolari per favorire il successo formativo di tutti gli alunni. L’insegnante di sostegno, consapevole dell'importanza di promuovere una didattica inclusiva anche in una classe virtuale, cercherà di favorire, oltre alla condivisione di informazioni e documenti didattici, l’utilizzo di video lezioni. Queste, infatti, consentono di poter interagire, comunicare e vedersi con i compagni che continuano ad essere, anche a distanza, la principale risorsa per il processo di inclusione</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-18 18:30:58 UTC</pubDate>
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