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      <title>IL PENSIERO by Annagiulia</title>
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      <description>Annagiulia Del Punta</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2021-01-05 08:55:37 UTC</pubDate>
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         <title>EDUCAZIONE CIVICA &quot;La libertà di pensiero&quot;: </title>
         <author>AnnAGiUliaDelPuntA07</author>
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         <description><![CDATA[<div>La libertà di pensiero viene riconosciuta a tutti come diritto ed è oggetto di tutela. Nella tutela è anche compreso il diritto di <strong>non</strong> esprimere il proprio pensiero mantenendo quindi la riservatezza sulle proprie opinioni e intenzioni relative a convincimenti politici, filosofici, religiosi e simili.&nbsp; Manifestare il proprio pensiero avviene «con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione». È il caso di sottolineare come la libertà di pensiero – e quindi la libertà di opinione su fatti e persone, come pure la libertà di adesione ad un’ideologia politica o a un particolare modo di concepire i rapporti umani e sociali – sia alla base di una concezione liberale della società. Ma di regola ciò che conta è la garanzia della libertà di trasferire all’esterno della propria sfera personale le proprie opinioni o le proprie convinzioni.&nbsp;</div><div>La libertà di pensiero, nelle sue articolazioni, incontra necessariamente limiti. La legislazione di emergenza diretta a contrastare il terrorismo ha inciso anche su questa libertà ponendo severi limiti anche in paesi tradizionalmente considerati come garantisti.Per quanto riguarda l’esperienza italiana, la libertà di manifestazione del pensiero si colloca quasi a metà tra le libertà individuali e le libertà collettive, nel senso che la ragione della sua tutela risiede sia nell’interesse individuale di testimoniare i propri convincimenti, sia nell’interesse generale al progresso in qualunque campo attraverso il libero confronto delle varie opinioni.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-04-22 09:19:29 UTC</pubDate>
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         <title>STORIA:”La manipolazione della mente umana durante le dittature”</title>
         <author>AnnAGiUliaDelPuntA07</author>
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         <description><![CDATA[<div>La psicologia della folla è l’ampio studio di come il comportamento individuale venga influenzato quando grandi folle si raggruppano insieme. II primo contributo decisivo allo studio di questo fenomeno deriva dal pensatore francese Le Bon con la sua opera Psicologia delle Folle del 1895. Le Bon era rimasto estremamente colpito dal comportamento delle folle specialmente durante la rivoluzione francese nel 1789 e nelle rivoluzioni degli anni successivi. Egli aveva descritto come le folle fossero capaci di commettere azioni che i singoli individui non sarebbero stati in grado di compiere soli, con la presenza di agiti irrazionali, impulsivi e connotati da forte aggressività. Uomini come Hitler o Mussolini basarono tutto il loro successo e potere sulla capacità di controllare e manipolare le folle. Uno studioso ha descritto il comportamento della folla con le seguenti parole: Una folla è “<em>eccessivamente emotiva, impulsiva, volubile, incoerente, irresoluta ed estrema nell’azione, mostrando solo le emozioni più grossolane e i sentimenti meno raffinati; estremamente suggestionabile, incurante nella deliberazione, frettolosa nel giudizio, incapace di qualsiasi altra forma di ragionamento più semplice e imperfetta; facilmente influenzata e guidata, priva di autocoscienza, priva di rispetto di sé e di senso di responsabilità …. Quindi il suo comportamento è come quello di un bambino indisciplinato o è come una bestia selvaggia</em>”. La teoria del comportamento della folla attualmente si è allontanata dalla prospettiva più antica che considerava l’individuo come sotto l’influenza della folla e che perdeva la sua capacità di giudizio razionale prima del dilagare di un travolgente contagio emotivo. I sociologi hanno dimostrato con ricerche che il comportamento nelle folle è molto più consapevole, razionale e socialmente organizzato di quanto Le Bon credesse. Molte teorie sono state proposte da vari psicologi e sociologi per spiegare perché la folla si comporta in un modo particolare. Sulla base di queste caratteristiche emotive, la folla è facilmente guidata. Sulla base di queste nozioni, capiamo come diventa facile spiegare anche il fenomeno delle dittature. Adolf Hitler per esempio parla della propaganda efficace: “..<em> i suoi effetti devono sempre essere rivolti al sentimento, e solo limitatamente alla cosiddetta ragione. …la prudenza di evitare qualsiasi presupposto spiritualmente troppo elevato non sarà mai abbastanza grande. (…) La ricettività della grande massa è molto limitata, la sua intelligenza mediocre, e grande la sua smemoratezza. Da ciò ne segue che una propaganda efficace deve limitarsi a pochissimi punti, ma questi deve poi ribatterli continuamente, finché anche i più infelici siano capaci di raffigurarsi, mediante quelle parole implacabilmente ripetute, i concetti che si voleva restassero loro impressi</em>”.&nbsp; In Italia allo stesso modo, Mussolini prese il potere e fece della sua oratoria lo strumento principale di manipolazione delle masse. Mussolini giudicava le masse come «stupide e pigre» e il suo compito era quello di supportarle ma anche di punirle. Mussolini, nei suoi discorsi al popolo, utilizzava un linguaggio molto semplice, con parole chiave e regalava forti immagini visive, parlando spesso dal suo balcone a Palazzo Venezia. Mussolini aveva letto il libro di Le Bon più volte, e utilizzava le tecniche del pensatore francese mentre parlava alla folla.</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-04-22 09:38:43 UTC</pubDate>
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         <title>GEOGRAFIA &quot;la Cina&quot;:</title>
         <author>AnnAGiUliaDelPuntA07</author>
         <link>https://padlet.com/AnnAGiUliaDelPuntA07/so8r6etujuf8sfcm/wish/1446428111</link>
         <description><![CDATA[<div>La Cina è percepita come un mondo senza storia, nel XIX secolo gli occidentali si sono proposti di conquistare l'impero cinese in crisi. La Cina è costretta ad aprire i porti per il commercio dell'oppio, nasce così il mito che solo l'Occidente ha fatto la storia del mondo, che ricopre il ruolo di motore del mondo. Il buddismo sta diventando globale in un luogo simbolico che rappresenta l'identità delle persone, un senso di sé che la Cina sta riscoprendo, un senso di orgoglio. Marco Polo ha parlato dello splendore della Cina. La Via della Seta propone di partire da questa rotta per garantire un trasporto rapido tra Europa e Cina. La Cina è quella gran parte dell'umanità che rimane sconosciuta al mondo occidentale, dal punto di vista occidentale, la Cina è solo l'altro polo dell'esperienza umana, è quest'altro polo fondamentale senza l'incontro di cui l'Occidente non può essere consapevole del suo sé culturale. Dopo la caduta della dinastia Han nel terzo secolo e il crollo della sua visione del mondo, lo spazio politico cinese conobbe una frammentazione che avrebbe favorito la rinascita delle correnti filosofiche degli stati in guerra e l'instaurazione del buddismo dall'India.&nbsp; Questa forma di pensiero estranea a priori trasformerà profondamente tutte le conquiste culturali e darà origine alla grande fioritura dell'era Tang.&nbsp; La dinastia Ming ha dato origine alla tendenza a tornare ai valori pratici.&nbsp; Quando la simulazione del buddismo è finita, il pensiero cinese si confronta con la tradizione del cristianesimo e delle scienze europee, prima attraverso i missionari.&nbsp; Alle soglie del XX secolo, la Cina è combattuta tra il peso dell'eredità del passato e il bisogno pressante di rispondere alla nuova sfida dell'Occidente.&nbsp; Il movimento iconoclasta del 4 maggio 1919 inaugura una nuova era, segnata da contraddizioni e conflitti ancora irrisolti. Il pensiero cinese si configura come uno stadio pre-filosofico. L'argomento dei dibattiti è raramente spiegato.&nbsp; Nei testi degli Stati in guerra si instaurano veri e propri scontri di idee, che avvengono in maniera aggressiva.&nbsp; I testi cinesi diventano più chiari dal momento in cui sappiamo a chi stanno rispondendo, non possono quindi costituire un sistema chiuso poiché il loro significato è elaborato nella rete di relazioni che li costituisce.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-04-22 09:41:21 UTC</pubDate>
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         <title>ARTE &quot;Il surrealismo&quot;:</title>
         <author>AnnAGiUliaDelPuntA07</author>
         <link>https://padlet.com/AnnAGiUliaDelPuntA07/so8r6etujuf8sfcm/wish/1446436243</link>
         <description><![CDATA[<div>Il Surrealismo si diffonde in Europa a partire dal 1924, anno di pubblicazione del Manifesto del Surrealismo di André Breton. E' un movimento di dimensione europea, che coinvolge le arti figurative ma anche la letteratura, la poesia, il teatro, il cinema. Influenzerà l'arte di tutto il Novecento. I temi degli artisti surrealisti sono: il sogno, il gioco, e la fantasia; mentre i soggetti sono soggetti reali in contesti surreali. Il Surrealismo è l'arte dell'inconscio. Sull'onda di quanto fa negli stessi anni in medico Sigmund Freud con la psicanalisi, l'artista surrealista mette a nudo gli oggetti nascosti della nostra conoscenza e la sua componente irrazionale. L'artista rappresenta il sogno e nello stesso modo della realtà, e ciò produce immagini inconsuete e sorprendenti. Egli dà forma a ricordi improvvisamente riemersi, descrive stati visionari e di allucinazione, indaga i meccanismi profondi di gesti abitudinari, di azioni o pensieri. Secondo Breton, le immagini devono essere tracciate sulla carta o sulla tela in modo diretto, 'automatico', al fine di liberare gli stati più profondi. Il Surrealismo ha elaborato due scelte figurative: una naturalistica, l'altra astratta, che spesso sono compresenti in uno stesso artista. I pittori André Masson (1896-1987), Yves Tanguy (1900-1955), Juan Mirò (1893-1983) e Max Ernst (1891-1976) partono dalle forme naturali, ma le trasfigurano seguendo un principio di astrazioni. Essi raccontano storie fantastiche attingendo dal sogno e dalla loro memoria. Il personaggio nel quale il surrealismo trova la propria espressione più completa ed esasperata è Salvador Dalì, il quale portò la propria provocazione a quelli che i suoi stessi amici surrealisti giudicavano gli estremi limiti della decenza. Un’opera che mi ha colpito molto è “La persistenza della memoria” di Salvador Dalì. Tale&nbsp; è un dipinto a olio su tela (24×33 cm) realizzato nel 1931 e conservato al Museum of Modern Art di New York. Raffigura un paesaggio costiero della costa Brava, dominato da un cielo con delle sfumature gialle e celesti. La scena, disabitata e scevra di ogni vegetazione, è popolata da diversi oggetti: un parallelepipedo color terra, un ulivo senza foglie (forse senza vita) che sorge su quest'ultimo, un occhio dalle lunghe ciglia addormentato e un plinto blu sullo sfondo, che fa pendant con il mare retrostante. Appoggiati su un ramo secco, sul parallelepipedo color terra e sull’occhio/volto deformato si riconosce la presenza di tre “orologi molli” che hanno perso la loro funzione oggettiva di misurare il tempo. Un quarto orologio, quello rosso adagiato sul parallelepipedo, è solido e rappresenta il tempo passato per sempre, divorato dalle formiche.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-04-22 09:44:40 UTC</pubDate>
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         <title>MATEMATICA &quot;La scuola dei pitagorici e la scoperta dei numeri razionali e irrazionali&quot;:</title>
         <author>AnnAGiUliaDelPuntA07</author>
         <link>https://padlet.com/AnnAGiUliaDelPuntA07/so8r6etujuf8sfcm/wish/1454691272</link>
         <description><![CDATA[<div>Il matematico greco Ippaso di Metaponto intuì che esistevano numeri diversi da quelli fino ad allora conosciuti. Era da un po’ di tempo che Ippaso stava riflettendo su qual’è la lunghezza della diagonale di un quadrato di lato 1. L’area di questo quadrato è A=1•1=1. Se si utilizza il Teorema di Pitagora e quindi si costruisce un quadrato sulla diagonale, otteniamo un quadrato di area 2. Se si sa che d<sub><sup>2</sup></sub>=2, allora d è quel numero che moltiplicato per se stesso fa 2. I matematici antichi, che non conoscevano l'operazione di estrazione di radice, cercavano il risultato nel campo delle frazioni. Ippaso, più che cercare la frazione che moltiplicata per se stessa fa 2, dimostrò che un tale numero. non poteva essere una frazione! Se non era una frazione, cos'era? Il ragionamento di Ippaso mise in crisi il gruppo di matematici di cui faceva parte, i pitagorici, una setta filosofico-religiosa fondata da Pitagora. La scoperta che grandezze semplici come la diagonale di un quadrato non scrivere con la struttura numerica a loro nota, fu sconvolgente. A Ippaso fu intimato di rivelare a nessuno la sua intuizione. I numeri irrazionali sono non razionabili, cioè non si possono esprimere forma di rapporto tra numeri interi.&nbsp; In altre parole non esiste una frazione equivalente a un numero irrazionale.&nbsp; Viceversa sono numeri razionali quelli che si possono scrivere sotto forma di frazione.&nbsp; 8. • i numeri naturali 4 = i numeri decimali limitati = 0,75.&nbsp; i numeri decimali illimitati periodici = 0,33333 ... &nbsp; I numeri razionali si possono rappresentare sulla retta dei numeri.&nbsp; Nell'intervallo tra due numeri naturali ci sono infiniti numeri razionali, ed è per questo che gli antichi pensavano che le frazioni completassero la retta: si pensava che a ogni punto della retta corrispondesse una frazione. Anch'essi corrisponde a punti sulla retta dei numeri.&nbsp; Di tutti i numeri irrazionali, abbiamo fin qui visto le radici quadrate.&nbsp; Per trovare la posizione sulla retta delle radici quadrate, si usano costruzioni geometriche.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-04-24 14:21:12 UTC</pubDate>
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         <title>INTRODUZIONE</title>
         <author>AnnAGiUliaDelPuntA07</author>
         <link>https://padlet.com/AnnAGiUliaDelPuntA07/so8r6etujuf8sfcm/wish/1454694738</link>
         <description><![CDATA[<div><em>Io ho scelto come parola chiave il pensiero perché sono una persona molto pensierosa, e mi ha sempre affascinato il mondo della mente e dei pensieri. Ho sempre desiderato, sin da piccola, di avere i poteri magici per poter leggere ed esplorare i pensieri altrui. Per questo oggi vi parlerò del PENSIERO.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-04-24 14:23:59 UTC</pubDate>
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         <title>INGLESE &quot;The connection mind-body&quot;:</title>
         <author>AnnAGiUliaDelPuntA07</author>
         <link>https://padlet.com/AnnAGiUliaDelPuntA07/so8r6etujuf8sfcm/wish/1463487290</link>
         <description><![CDATA[<div>Mind and body are powerful allies. An example of this mind-body connection is how your body responds to stress. Constant &nbsp; stress for work, finances or other problems can cause tense muscles, pain, headaches and stomach problems</div><div>On the other hand, constant pain or a health problem like heart disease can affect your emotions. Your mind can have a positive effect on your health too.Having a positive view of life could help you better manage pain or stress and stay healthier than someone who has less hope. If you are sick but have hope and a positive attitude and believe that you will improve, your brain is likely to produce chemicals that increase the healing power of your body. Negative thoughts and emotions can prevent your brain from producing some chemicals that help your body heal. This physical reaction is called a response to stress struggle or escape. Stress can also affect your emotions. Your body releases hormones that accelerate heart rate and breathing, increase blood pressure, and stiffen muscles. This physical reaction is called the response to the fight against stress or escape. This stress reaction is useful if necessary to avoid an accident or other danger. But if you feel constantly stressed, your body's natural fight or escape response lasts too long and your blood pressure may remain high. Stress can also affect your emotions.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-04-27 09:23:48 UTC</pubDate>
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         <title>TECNOLOGIA &quot;Incidenza dei telefonini e della tecnologia nella mente dei giovani&quot;:</title>
         <author>AnnAGiUliaDelPuntA07</author>
         <link>https://padlet.com/AnnAGiUliaDelPuntA07/so8r6etujuf8sfcm/wish/1463560817</link>
         <description><![CDATA[<div>In qualunque contesto pubblico ci si rechi si vedono persone che utilizzano il loro cellulare. Ricerche recenti suggeriscono che l'uso degli smartphone ha effettivamente un effetto sul cervello, anche se quelli a lungo termine sono ancora da valutare. I ricercatori hanno scoperto che i giovani che fanno utilizzo quotidiano dello smartphone e di internet presentano squilibri chimici nel cervello rispetto ad un gruppo di controllo. Un altro studio ha rilevato che la capacità cognitiva è significativamente ridotta ogni volta che uno smartphone è a portata di mano, anche quando il telefono è spento. L'uso di tali dispositivi per intrattenere o pacificare i bambini potrebbe avere un impatto dannoso sul loro sviluppo sociale ed emotivo. I ricercatori osservano che ci sono ancora molte incognite su come l'uso dei dispositivi mobili influenza lo sviluppo del bambino. Si chiedono se l'uso eccessivo di smartphone e tablet possa interferire con lo sviluppo di abilità sociali e di problem solving che sono meglio acquisite durante il gioco non strutturato con l'interazione con i compagni. L'utilizzo dello smartphone o tablet prima di andare a dormire potrebbe inoltre interferire con il sonno, e non perché si controlla la posta fino a tardi o si guardano le notizie. Colpevole è la luce blu emessa dalla maggior parte dei dispositivi mobili. Interrompendo questo ciclo naturale con la luce blu emessa dai dispositivi mobili, i normali cicli sonno-veglia vengono alterati.</div><div>I dispositivi mobili non offrono solo distrazioni. I ricercatori avvertono, tuttavia, che l'uso di dispositivi mobili ha superato di gran lunga la ricerca disponibile sull'argomento. I dispositivi mobili sono sicuramente destinati a provocare danni, ma i ricercatori suggeriscono anche che bisogna ancora comprendere appieno i possibili modi in cui potrebbero essere utili al cervello.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-04-27 09:52:38 UTC</pubDate>
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         <title>FRANCESE &quot;Blaise Pascal&quot;</title>
         <author>AnnAGiUliaDelPuntA07</author>
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         <description><![CDATA[<div>&nbsp;Blaise Pascal est un vrai génie: mathématicien, physicien, philosophe et théologien. Malheureusement, il est décédé à l'âge de 39 ans. Le père &nbsp; s'occupe de son éducation et lui interdit d'étudier les mathématiques avant l'âge de 15 ans! La légende raconte que Blaise, , tente de prouver que la somme des angles d'un triangle est de 180 ° alors qu'il n'a que 12 ans. Plus tard, son père lui permet d'apprendre les mathématiques. Blaise montre un grand intérêt notamment pour la géométrie. Dès l'âge de 14 ans, il accompagne son père à des réunions où divers scientifiques discutent de toutes sortes de questions. A 16 ans, il intervient pour la première fois lors d'une de ces rencontres et prouve des théorèmes de géométrie. Un an plus tard, il publie son premier traité de géométrie. À 19 ans, il invente la première calculatrice capable d'additionner et de soustraire. Il l'appelle "machine arithmétique" puis lui donne le nom de "Pascaline" Les premiers travaux du physicien Pascal se sont concentrés sur les sciences naturelles et appliquées. Il apporte une contribution importante à l'étude des fluides et à l'expérimentation sur l'existence du vide.On attribue à Pascal différentes inventions parmi lesquelles des carrosses tirés par quatre chevaux qui représentent une première expérience de transport public urbain.</div><div>&nbsp; &nbsp;En 1646, Blaise Pascal connaît deux médecins, les frères Deschamps, qui lui font&nbsp; lire&nbsp; des œuvres religieuses en le convertissant&nbsp; à une vie chrétienne plus fervente. Après la mort de son père, il est très troublé et trouve refuge dans la vie mondaine et scientifique, contrairement à sa sœur Jacqueline, qui entre au monastère de Port-Royal.</div><div>Plus tard il se dédie à la réflexion religieuse et philosophique mais sans renoncer aux sciences.</div><div>Une de ses œuvres les plus célèbres est les Pensées publiée après sa mort. Dans les Pensées il défend la foi chrétienne, il fait des réflexions sur l’infini et le néant, la raison et la foi, la vie et la mort...&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-04 09:04:16 UTC</pubDate>
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         <title>SCIENZE &quot;il Cervello&quot;</title>
         <author>AnnAGiUliaDelPuntA07</author>
         <link>https://padlet.com/AnnAGiUliaDelPuntA07/so8r6etujuf8sfcm/wish/1488988490</link>
         <description><![CDATA[<div>Il pensiero avviene grazie un organo molto complesso: <strong>Il Cervello</strong>.<br>Esso è la centrale di elaborazione degli stimoli che ricevi, sia dall’interno del tuo corpo, sia dall’esterno. Il cervello è formato da oltre 10 miliardi di neuroni, occupa uno spazio di circa 1500 cm<sup>2</sup> e pesa 1400 g. Il cervello è diviso in due parti: l’emisfero destro e l’emisfero sinistro, unite dal corpo calloso. La parte esterna è una sorta di sostanza grigia&nbsp; ed è composta dal corpo cellulare dei neuroni, si chiama corteccia cerebrale; essa presenta numerose pieghe dette circonvoluzioni cerebrali. Questa corteccia cerebrale è la sede delle facoltà mentali più complesse, quali il pensiero, la memoria, e il linguaggio. Riceve anche gli stimoli sensoriali e ne elabora le risposte. Ci sono aree diverse nella corteccia cerebrale, che hanno funzioni diverse. La parte interna, invece, è detta sostanza bianca ed è formata dagli assoni dei neuroni, rivestiti dalla guaina mielinica. Sotto la corteccia cerebrale ci sono due zone: il talamo che riceve gli stimoli dalle terminazioni di numerosi neuroni sensitivi, mentre l’ipotalamo è la sede del controllo di importanti sensazioni e interagisce inoltre con il sistema endocrino. Dietro al cervello si trova il cervelletto che è composto da due emisferi e presenta numerosi solchi. Svolge il compito di coordinare il movimento dei muscoli volontari. Usare davvero il pensiero significa essere capaci di una consapevolezza e di un potere che abbiamo disimparato ad applicare.&nbsp;</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-04 10:27:26 UTC</pubDate>
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         <title>GINNASTICA &quot;Allenamento e psiche&quot;</title>
         <author>AnnAGiUliaDelPuntA07</author>
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         <description><![CDATA[<div>La psicologia dello sport è una disciplina che solo negli ultimi 30 anni si è ampiamente diffusa. Nel 1965 è stata fondata a Roma l’International Society of Sport Psychology e, nello stesso periodo, questa nuova disciplina si sviluppa in modo particolare in Europa e in Nordamerica. La psicologia dello sport nasce, fin dall’inizio, con l’obiettivo chiaro di supportare il singolo atleta e le società sportive per permettere l’individuazione e lo sviluppo delle potenzialità necessarie per vivere al meglio lo sport e per migliorare le prestazioni sportive. «Purtroppo, solo in pochi sanno che la mente umana ha il potere di anticipare qualsiasi cosa, e nello sport, come nella vita, chi gioca d’anticipo vince. Da questa premessa, dunque, si evince che la psicologia dello sport mira a sviluppare competenze psicologiche ritenute oggi, nel mondo dello sport, fondamentali, così come fondamentali sono considerate le competenze fisiche e tecniche. Oggi, grazie a continui studi e ricerche nazionali ed internazionali, la psicologia è considerata il vero artefice dei risultati migliori raggiunti. La motivazione, l’atteggiamento mentale, il dialogo interno, le convinzioni circa le proprie possibilità, la sicurezza in se stessi, la concentrazione, la capacità di reggere i fallimenti... sono solo alcuni esempi di strumenti in grado di sostenerci che necessitano di un allenamento specifico. Gli psicologi dello sport desiderano fortemente sfatare questo comune pensare sottolineando che, la psicologia sportiva così come, ad esempio, la psicologia del lavoro, vuole essere un supporto all’individuo finalizzato al potenziamento delle sue risorse. Potenziamento che si traduce nello sviluppo e nella crescita personale dell’atleta e nel miglioramento della prestazione sportiva .</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-04 10:29:26 UTC</pubDate>
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         <title>ITALIANO &quot;Freud e Italo Svevo&quot;</title>
         <author>AnnAGiUliaDelPuntA07</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il 1900 fu un anno molto rivoluzionario. Proprio questo secolo iniziò con la pubblicazione di un libro, in Europa, del medico austriaco Sigmund Freud, destinato a cambiare il nostro modo di vedere il mondo e noi stessi. Freud fu il fondatore dell’analisi della mente. Essa era basata sull’esame dei contenuti psichici inconsci e dei conflitti tra le zone della psiche attraverso l’interpretazione dei ricordi e dei sogni e l’analisi delle libere associazioni prodotte dalla mente umana. La psiche è strutturata su due livelli: quello conscio, che ci rende consapevoli dei nostri pensieri, dei sentimenti e delle emozioni che proviamo; e quello inconscio, in cui vivono emozioni, ricordi, affetti, sensazioni di cui non siamo consapevoli, ma che influiscono sul nostro comportamento.Se questi due livelli entrano in conflitto, ne possono derivare disturbi psicologici chiamati nevrosi. Il metodo di cura è la terapia psicoanalitica.&nbsp; Nelle storie di freud le storie non si svolgevano più solo nel mondo esterno, ma anche all’interno dell'anima dei protagonisti stessi. Nel novecento ci fu uno scrittore che prese spunto&nbsp; dalle teorie psicoanalitiche di sigmund freud: si chiamava Ettore Schmitz con lo pseudonimo di Italo Svevo. Egli era nato a Trieste nel 1861, suo padre era austriaco e sua madre italiana, entrambi di origine ebraica. Lui andò a studiare in germania e finiti gli studi impiegò malvolentieri presso una banca. Nel 1892&nbsp; pubblicò un romanzo che non ebbe alcun successo. Nel 1896 sposò la cugina e divenne dirigente dell’azienda del suocero. L’insuccesso anche del secondo romanzo lo portò ad abbandonare la letteratura, per dedicarsi agli affari e ai viaggi. Dopo vent’anni scrisse un nuovo romanzo: La Coscienza Di Zeno (1923), questo romanzo ha una struttura molto particolare: parla di questo personaggio di nome Zeno Cosini, un commerciante, che per smettere di fumare e si sottopone a una terapia psicoanalitica con il dottor S. Iniziò a scrivere un diario scrivendo i suoi ricordi, ma poi interrompe la cura. Il dottor S per vendetta pubblica il diario dell’ex paziente. Il racconto così diventa una vera e propria autobiografia. Il brano spesso adotta un tono ironico che rivela come Zeno sia consapevole della sua “falsa coscienza”. La malattia e la cura diventano quindi per Zeno uno strumento per riconoscere i meccanismi inconsci con cui l’uomo tende a mascherare o giustificare menzogne o verità. Questo romanzo fu molto apprezzato dagli intellettuali. Questo successo incoraggiò Svevo a progettare un quarto romanzo, ma non lo concluse perché morì nel 1928, vittima di un incidente auto.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-04 10:31:30 UTC</pubDate>
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         <title>MUSICA:                             &quot;L’ Anima Vola (Elisa)&quot;</title>
         <author>AnnAGiUliaDelPuntA07</author>
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         <description><![CDATA[<div>Ho scelto questa canzone perché mi piace molto, soprattutto l’argomento che tratta: la canzone parla infatti di anime che restano in contatto quasi simbiotico tra loro, e che non cambiano l'una per l'altra. Per questo oggi ho deciso di portarvi un video dove il suono il piano e canto questa bellissima canzone.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-06-04 09:24:39 UTC</pubDate>
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