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      <title>La 3^A legge &quot;Gente di Dublino&quot; by Claudia D&#39;Arcamo</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2026-01-09 09:22:18 UTC</pubDate>
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         <title>Il concetto di PARALISI</title>
         <author>gattimarta1</author>
         <link>https://padlet.com/darcamoclaudia/sm1hscxv71eql6ku/wish/3753581523</link>
         <description><![CDATA[<p>La paralisi è un concetto presentato da Joyce per esprimere una situazione di immobilità, dove uno o più individui sono paralizzati (da qui il termine paralisi) ed incapaci di prendere una decisione o di tornare sui propri passi, rimanendo in uno stato di incertezza estrema; spesso questo avvenimento è successivo all'epifania provata dal personaggio all'interno della storia.</p><p>La paralisi, come specificato dall'autore, funge da metafora per rappresentare la Dublino dell'epoca, che da tempo rimaneva statica sotto tutti i punti di vista. Tale concetto è espresso in modo diverso in tutti i racconti, inserito in singoli personaggi o all'interno della società, e viene indicato sia a livello fisico che spirituale, per mezzo di avvenimenti, persone o luoghi presenti nei vari testi.</p><p>Testo di: Giulia Ribaudo, Emma Salani, marta Gatti, Siria Baldo</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-01-16 14:13:38 UTC</pubDate>
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         <title>Struttura del libro</title>
         <author>ribaudogiulia</author>
         <link>https://padlet.com/darcamoclaudia/sm1hscxv71eql6ku/wish/3753581756</link>
         <description><![CDATA[<p>La struttura del libro "Dubliners" o "Gente di Dublino" di James Joyce, è una raccolta di 15 racconti. Quest'ultimi sono organizzati in delle categorie, ed il motivo di ciò è esplicitato all'interno dell'epistola scritta da Joyce all'editore Grant Richards il 5 maggio 1906, prima della pubblicazione. </p><p>"...<em>La mia intenzione era quella di scrivere un capitolo della storia morale del mio Paese ed ho scelto Dublino per l'ambiente, dal momento che la città sembra il centro di una paralisi. Ho cercato di presentare quest'idea al pubblico indifferente, dividendo le loro vite in quattro fasi: infanzia, adolescenza, maturità e vita pubblica. Le storie sono ordinate in questa maniera. Ho scritto la maggior parte di queste storie in uno stile di scrupolosa cattiveria e con la convinzione che l'uomo sia veramente sfacciato, tanto da osare di alterare, secondo i suoi ideali, e ancor più di deformare qualsiasi cosa egli abbia visto o sentito. ..." </em></p><p>Come spiegato, i quindici racconti sono divisi in quattro sottogruppi: il primo a indicare l'infanzia ( "<em>Le Sorelle", "L'incontro" e "Arabia"),</em> il secondo per l'adolescenza (<em>"Eveline", "Dopo La Corsa", " I Due Galanti" e "La Pensione Di Famiglia") </em>, la terza categoria per la maturità (<em>"Una Piccola Nube", "Rivalsa", "Polvere" e "Un Caso Pietoso") </em> e infine per la vita pubblica ("<em> Il Giorno Dell' Edera", "Una Madre" e "La Grazia"). </em>Per ultimo, a sé stante, vi è il racconto "<em>I Morti" , </em>dove l'autore racchiude tutte le fasi della vita, i vizi, le virtù e i temi già presentati nelle altre storie.<em> </em>James Joyce sceglie quindi di strutturare il suo libro in tal modo per permettere ai lettori di immedesimarsi e riconoscersi nei vari racconti, e di capire lo sviluppo della propria vita osservando le decisioni prese dai personaggi delle storie.</p><p>Testo di: Giulia Ribaudo, Emma Salani, Marta Gatti, Siria Baldo</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-01-16 14:13:49 UTC</pubDate>
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         <title>Il concetto di EPIFANIA</title>
         <author>gattimarta1</author>
         <link>https://padlet.com/darcamoclaudia/sm1hscxv71eql6ku/wish/3753582023</link>
         <description><![CDATA[<p>Epifania è un termine greco che significa manifestazione (<strong><em>ἐπιϕάνεια</em></strong>).</p><p>Secondo Joyce si tratta di un'improvvisa rivelazione spirituale, scaturita da situazioni quotidiane ed apparentemente banali, ma che in realtà hanno un significato molto profondo e nascosto per la persona che le prova.</p><p>Proprio per questo l'epifania è definibile come un punto di non ritorno, dopo il quale il soggetto non vede più le cose come prima e, come nel romanzo di James Joyce, rimane in uno stato di paralisi.</p><p>Testo di: Giulia Ribaudo, Emma Salani, Marta Gatti, Siria Baldo</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-01-16 14:14:04 UTC</pubDate>
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         <title>Società a Dublino</title>
         <author>zaiatvladimir</author>
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         <description><![CDATA[<p>La società a Dublino all'epoca in cui James Joyce ha scritto ''Genti di Dublino'' era divisa, infatti c'erano due classi distinte dalla religione: una cattolica, in cui la maggior parte dei fedeli era povera e viveva in case sovraffolate chiamate tenements, e una protestante di cui faceva parte l'elitè anglo-irlandese. </p><p><br/></p><p>Oggi invece la situazione è migliorata e non c'è una divisione sociale netta, ma comunque rimangono alcune piccole disuguaglianze, alcune di queste causate da una popolazione multiculturale.</p><p>Oggi a Dublino c'è una grave crisi abitativa infatti prezzi di affitti e case sono cresciute di molto e molte persone non si posso permette di vivere in una casa e di conseguenza ci sono molti senzatetto che girano per Dublino.</p><p>Testo di: Vladimir Zaiat</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-01-16 16:24:53 UTC</pubDate>
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         <title>Opere importanti oltre a Gente di Dublino:</title>
         <author>sonatodavide</author>
         <link>https://padlet.com/darcamoclaudia/sm1hscxv71eql6ku/wish/3754322070</link>
         <description><![CDATA[<p>ULISSE (1914):</p><p>L'Ulisse narra una giornata di Leopold Bloom a Dublino, nella quale il suo cammino incrocia quello del giovane Stephen Dedalus, in una moderna reinterpretazione dell’odissea omerica. Il romanzo esplora i pensieri più intimi dei protagonisti tramite il&nbsp;</p><p>flusso di coscienza, culminando nel celebre monologo finale di Molly Bloom.</p><p><br/></p><p>RITRATTO DELL’ARTISTA DA GIOVANE (1916):</p><p>Il romanzo segue la crescita di Stephen Dedalus, alter ego di Joyce. egli, attraversando crisi religiose e personali, rifiuta le convenzioni imposte dalla famiglia, dalla chiesa e dalla patria. Infine, abbraccia la propria vocazione, decidendo di viaggiare verso Parigi per dedicarsi interamente all'arte.</p><p><br/></p><p>FINNEGANS WAKE (1914):</p><p>Finnegans Wake parla del sogno dell'umanità, ispirandosi all’omonima ballata tradizionale irlandese . È un'opera che esplora la storia, i miti e il linguaggio attraverso il sogno di un uomo che giace lungo il fiume Liffey. Culmina in un finale che si ricollega all'inizio, in un ciclo di morte e rinascita.&nbsp;</p><p><br/></p><p>MUSICA DA CAMERA (1907):</p><p>È una<strong> </strong>raccolta di 36 poesie che Joyce scrisse durante la sua giovinezza. Utilizza uno stile classico e musicale e immagini semplici e naturali come il vento, i fiori e i fiumi. Il filo conduttore è un ragazzo che scopre quanto l'amore possa essere bello, ma anche quanto possa fare male quando finisce.</p><p>Testo di: Davide Sonato, Matteo Ottuzzi.</p><p><br/></p><p><br/></p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2026-01-17 15:09:59 UTC</pubDate>
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         <title>Economia dell&#39;Irlanda: confronto tra passato e presente </title>
         <author>cattelanklaragudrun</author>
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         <description><![CDATA[<p>All'inizio del Novecento, periodo in cui James Joyce scrive Gente di Dublino, l'Irlanda era un paese economicamente arretrato. L'economia si basava soprattutto sull'agricoltura e offriva poche possibilità di sviluppo. La povertà era diffusa e l'emigrazione rappresentava una scelta quasi obbligatoria per molti irlandesi. Inoltre a Dublino, all'inizio del XX secolo, si registravano alcune delle peggiori condizioni di vita e di povertà in Europa. Questa situazione di stagnazione economica si riflette nel clima di immobilità e frustrazione presente nei racconti di Joyce. Per esempio, in "Controparti", il protagonista, che lavora in ufficio, malpagato e insoddisfatto, sfoga la sua rabbia sull'alcol e sulla famiglia, dimostrando come l'arretratezza economica generi stress, violenza e degrado morale.</p><p>Oggi, invece, l'Irlanda, grazie a scelte politiche, investimenti esteri e integrazione europea, è una delle economie più avanzate d'Europa. Il paese si fonda su settori moderni come tecnologia, finanza e industria farmaceutica, ed è sede di numerose multinazionali. Nonostante ciò, il costo della vita, specialmente per affitti e consumi, rimane alto.</p><p>Testo di: Klara Cattelan Gudrun.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-01-17 15:48:15 UTC</pubDate>
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         <title>Dopo la corsa</title>
         <author>bertaiolacecilia</author>
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         <description><![CDATA[<p>Il racconto fa parte della raccolta di storie legate all'adolescenza. </p><p>I protagonisti sono quattro giovani uomini che, dopo aver partecipato a una gara di corsa ed essendosi posizionati sul podio, decidono di festeggiare la vittoria.</p><p> Si apre una descrizione delle loro vite: Segouin e Riviere, entrambi molto abbienti, si stanno per mettere in affari insieme gestendo un'impresa di motori. Villona è un abile pianista sfortunatamente molto povero. L'ultimo membro è Jimmy Doyle. Ha sempre cercato le compagnie che fossero convenienti per il suo tornaconto personale, cerca di adeguarsi alla sfarzosità degli amici con l'obiettivo di affermarsi però non riuscendoci.</p><p>La festa inizia nell'elegante casa di Segouin, nella quale i giovani uomini consumano una cena strepitosa. Poi la compagnia esce nella notte e raggiunge uno yacht. Lì, tra musica e alcol, l'entusiasmo inizia a crescere e ben presto i giovani uomini si mettono a giocare d'azzardo. </p><p>Le partite durano l'intera nottata. Nonostante Jimmy sta perdendo tutto ciò che ha, egli continua a scommettere. Arrivata l'alba egli capisce che ha perduto quasi tutto il suo patrimonio. Sa che l'indomani si pentirà di essersi lasciato tanto andare alla follia ma allo stesso tempo prova uno stato di totale serenità.</p><p><br/></p><p>Questo racconto è un esempio perfetto del filo rosso che collega le altre storie di questa raccolta. Infatti è possibile identificare il momento dell’epifania alla fine della notte passata spensieratamente, dove il protagonista gode della</p><p>compagnia dei suoi amici e dell'ebbrezza del gioco d’azzardo senza considerare le conseguenze delle proprie azioni. Questo lo porta a vivere appieno l’esperienza, ma anche a dover in seguito affrontare i problemi legati</p><p>alla perdita di tutto il suo denaro. Possiamo individuare un momento apice in questa vicenda: l’alba che sorge alla fine del racconto. Questo passaggio presenta una forte ambivalenza; infatti l’alba rappresenta solitamente la</p><p>positività di un nuovo inizio, la luce che arriva dopo un lungo momento buio; in questo racconto però ha quasi la funzione opposta: rappresenta infatti la fine della notte spensierata e il momento della resa dei conti, nella quale il protagonista dovrà affrontare le conseguenze delle sue azioni. E quindi qui</p><p>troviamo l’epifania, il ritorno alla vita quotidiana, statica e ripetitiva, dopo quello che poteva sembrare l’inizio di un cambiamento nella vita del protagonista.</p><p>Testo di: Cecilia Bertaiola, Beatrice Bottini</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-01-18 13:35:37 UTC</pubDate>
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         <title>James Joyce</title>
         <author>nocechanel</author>
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         <description><![CDATA[<p>James Joyce nacque a Dublino il 2 febbraio 1882 da una famiglia appartenente alla buona società, le cui condizioni finanziarie peggiorano progressivamente a causa dei suoi studi in college gesuiti.</p><p>Nel 1895 si iscrisse all’ University College e 4 anni dopo si laureerò in lingue moderne.</p><p>Nel 1904 lasciò l’Irlanda dopo aver incontrato Nora Barnacle che diventò la sua compagna di vita e dopo pochi mesi i due si trasferirono a Trieste, dove lui lavorò come insegnante di inglese.</p><p>Negli anni successivi si spostò a Parigi dove terminò la stesura di Ulisse nel 1921.</p><p>Durante la seconda guerra mondiale fu costretto a lasciare Parigi e si trasferì a Zurigo, ed è in questo periodo che la sua depressione e altre problematiche lo conducono alla morte nel 13 gennaio del 1941.</p><p>Testo di: Chanel Noce e Sveva Rossato</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-01-18 16:04:11 UTC</pubDate>
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         <title>Alcune foto di Dublino</title>
         <author>tomaalessia1</author>
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         <description><![CDATA[<p>Come consuetudine, la nostra scuola, propone uno stage linguistico per la lingua inglese alle classi terze; da tempo esso viene effettuato a Dublino dove l'inglese e l'irlandese sono le due lingue ufficiali.</p><p>Oltre ad aver partecipato alle lezioni proposte, i nostri insegnanti ci hanno accompagnato a visitare alcune zone famose di questa città. </p><p>Sopra sono riportate delle foto scattate dalla nostra classe dei luoghi visitati per dare un'idea della Dublino di oggi.</p><p>La prima foto mostra la statua di Lord Ardilaun il quale ha donato il parco chiamato St. Stephen's Green nel quale sono anche presenti altre statue raffiguranti personaggi illustri; questo parco è perfetto per le passeggiate, inoltre se si ha fortuna si possono vedere anche gli scoiattoli.</p><p>Nella seconda foto compare la cattedrale di St. Patrick costruita tra il 1220 e il 1259.</p><p>La terza foto riporta il Trinity college, la piú conosciuta e importante università dei Dublino.</p><p>Nella quarta e ultima foto è presente uno dei molti pub di Dublino poiché anche solo passeggiando se ne trovano in grande numero. Questi ultimi sonno luoghi in cui i Dublinesi si ritrovano per passare del tempo con gli amici o per bere e mangiare in tranquillità. Nel libro "Dubliners" compare questo luogo piú di una volta poiché sono luoghi molto frequentati proprio per il loro clima tranquillo e riservato dalla continua affluenza di gente per le strade. Questa grande popolarità da parte dei Dublinesi ha incuriosito molti turisti divenendo così una delle grandi attrazioni di Dublino.</p><p>Testo e immagini di: Alessia Toma</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-01-18 16:11:55 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;economia dell&#39;Irlanda: confronto tra altri stati dell&#39;epoca</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>James Joyce nasconde, anche se in realtà ci sbatte praticamente in faccia a noi lettori, molte allegorie nei diversi racconti riguardo la Dublino dell'inizio del XX secolo. Tra queste allegorie, la più frequente e rindondante, ma allo stesso tempo analizzata da prospettive e sfumature diverse, è quella del paragone tra l'economia irlandese, retrogada, rispetto agli altri stati europei durante la seconda rivoluzione industriale, conosciuta come "Belle Epoque", termine appunto nato in Francia dato il grande sviluppo sociale ed economico. Per esempio, uno dei più ovvi paragoni è presente nel racconto "Dopo la gara": in questa narrazione vediamo come il nostro protagonista dublinese, dopo aver sotanto osservato una gara tra piloti europei, che continuamente si sorpassavano e raggiungevano nuovi record, mentre l'Irlanda stava a guardare, si riunisce con degli amici, anch'essi europei, e giocano d'azzardo. Egli punta e continua a perdere: sa che non può permetterselo, ma continua, seguendo l'esempio dei ricchi europei, e quando la serata si conclude, il prezzo è troppo grande da pagare. Anche in "Una piccola nuvola" l'allegoria è ovvia: un amico, che era partito abbandonando l'Irlanda, torna e incontra il protagonista che non ha mai avuto il coraggio di partire: il primo aveva fatto una fortuna in Europa, mentre il protagonista vive una vita misera. I racconti sono colmi del desiderio di abbandonare l'Irlanda (Eveline), o in generale la vita misera e monotona a cui erano costretti gli irlandesi (L'incontro). </p><p>Testo di: Luca Scocchi.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-01-18 17:07:29 UTC</pubDate>
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         <title>Due galanti</title>
         <author>henneberttullio</author>
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         <description><![CDATA[<p>Il racconto fa parte della raccolta di storie dedicata all’età adulta.</p><p>I protagonisti sono Corley, rozzo, cinico e sicuro di sé, e Lenehan, più debole e dipendente dall’amico. Entrambi sono disoccupati e trascorrono il tempo vagando per Dublino parlando superficialmente di donne.</p><p>Durante una passeggiata, Corley racconta a Lenehan della relazione che sta intraprendendo con una domestica, che sta deliberatamente manipolando per ottenere denaro o altri beni materiali. Lenehan ascolta con ammirazione mista a invidia, pur intuendo la bassezza morale del comportamento dell’amico.</p><p>Quando Corley si reca all’appuntamento con la donna, Lenehan lo aspetta in un locale. In questo momento riflette amaramente sulla propria vita: è povero, privo di prospettive, incapace di costruirsi un futuro o di instaurare una relazione sincera. Tuttavia, quando Corley ritorna trionfante mostrando una moneta d’oro sottratta alla donna, che probabilmente ha sacrificato tutti i suoi risparmi per lui, Lenehan dimentica ogni dubbio morale e prova una gioia egoista e meschina, diventando complice dello sfruttamento.</p><p><br>Questa breve storia occupa una posizione significativa all'interno di Gente di Dublino, poichè rappresenta una fase intermedia  nel percorso di disillusione tracciato dall'autore: non più l’ingenuità dell’infanzia, ma nemmeno una maturità consapevole e responsabile. </p><p>I due protagonisti Lenehan e Corley, sono due giovani uomini privi di un occupazione che "sbarcano il lunario con espedienti ed intrighi". Sono dediti all'ozio, al vagabondaggio urbano e trascorrono le loro giornate con amici nei pubs oppure con donzelle di bassa classe sociale. Joyce descrive le vicende e caratterizza i personaggi in focalizzazione esterna con  un linguaggio asciutto, brevi dialoghi (spesso ellittici) e con minuziose descrizioni di luoghi, abiti e stili di vita. L'autore, però, omette molte informazioni sul contesto ma, con la caratterizzazione della società Dublinese, descritta come  immorale e viziosa (aggettivi che i protagonisti calzano a pennello) ci invita ad "entrare" nel contesto urbano dell'epoca, che si adatta via via alla storia che prosegue diventando uno specchio nitido dell'animo dei personaggi: labirintico, stagnante e privo di slanci vitali</p><p>Nel racconto si intuiscono due Epifanie legate a uno e all'altro protagonista.</p><p>Nella prima, Lenehan mentre si trova in un bar, ragiona sul suo stile di vita privo di stabilità, con un desiderio di cambiamento ma con la ferma consapevolezza di quanto i suoi sogni siano utopici.</p><p> La seconda Epifania accompagna il lettore durante l'intera durata della storia, quasi sotto forma di interrogativo: riuscirà un personaggio cinico e opportunista come Corley a fare, in primo luogo colpo sulla fanciulla e, in maniera più introspettiva, a finalmente lasciarsi andare a un sentimento meraviglioso e puro come l'amore e quindi finalmente a diventare "buono". James joyce ci risponde nell'ultima frase del testo, dove il palazzo di carte che Lanehan ha eretto nella sua mente paranoica durante tutta la storia (e quindi anche nella nostra), costituito dalle nostre stesse domande crolla mostrandoci ancora una volta un mondo severo, avido e privo di valori e morale che grida: le cose non cambiano.</p><p>Testo di: Tullio Hennebert, Luca Massarotto</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-01-18 21:40:58 UTC</pubDate>
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