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      <title>Città di Pescara, inquinamento atmosferico-3B-3 by Carla Stocchino</title>
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      <description>Gizzi, Sarchiapone, Zannolfi</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-03-28 18:49:51 UTC</pubDate>
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         <title>Ossidi di zolfo</title>
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         <description><![CDATA[<div>Il biossido di zolfo è un gas incolore, irritante, non infiammabile, molto solubile in acqua e dall'odore pungente. Poiché è più pesante dell'aria si stratifica nelle zone più basse. Le emissioni naturali di questo gas sono dovute all'attività vulcanica(20 milioni di tonnellate all'anno), mentre quelle antropogeniche (150 milioni di tonnellate all'anno)sono dovute principalmente ai processi di combustione dei combustibili fossili e liquidi come carbone e petrolio. Per l'elevata solubilità in acqua viene assorbito dalle mucose del naso ed è legato a patologie sull'apparato respiratorio come bronchiti e asma. Ai danni dell'ambiente acidifica le piogge e quindi e compromette gli equilibri degli ecosistemi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-10 14:17:29 UTC</pubDate>
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         <title>Inquinamento atmosferico </title>
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         <description><![CDATA[<div>L'inquinamento atmosferico è l'alterazione delle condizioni naturali dell'aria dovuta alle emissioni di gas di scarico di autoveicoli, caldaie, centrali elettriche, fabbriche, impianti di incenerimento.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-10 15:04:39 UTC</pubDate>
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         <title>Ossido di azoto</title>
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         <description><![CDATA[<div>L'ossido di azoto è un gas incolore, insapore ed inodore. Viene prodotto soprattutto nei processi di combustione ad alta temperatura assieme al biossido di azoto. Viene poi ossidato in atmosfera dall'ossigeno e più rapidamente dall'ozono producendo biossido di azoto. In natura è prodotto dalle decomposizioni anaerobiche che riducono i nitrati e i nitriti; i nitriti in ambiente acido formano acido nitroso che, essendo instabile, libera ossidi di azoto. La principale fonte antropogenica di ossido di azoto è data dalle combustioni ad alta temperatura. Le azioni sull'uomo e sull'ambiente sono relativamente blande.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-11 12:39:44 UTC</pubDate>
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         <title>Monossido di carbonio </title>
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         <description><![CDATA[<div>Il monossido di carbonio è un gas incolore, inodore, infiammabile e molto tossico. Si forma durante le combustioni delle sostanze organiche quando sono incomplete per mancanza di ossigeno. A causa dell'inquinamento prodotto dagli scarichi degli autoveicoli. Gli effetti sull'ambiente sono da considerare trascurabili, mentre quelli sull'uomo sono particolarmente pericolosi. La sua pericolosità è dovuta alla formazione di un composto, la carbossiemoglobina, che impedisce l'ossigenazione dei tessuti. A basse concentrazioni provoca emicranie, debolezza diffusa, giramenti di testa; a concentrazioni maggiori può provocare esiti letali.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-11 16:28:47 UTC</pubDate>
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         <pubDate>2018-04-11 17:22:53 UTC</pubDate>
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         <pubDate>2018-04-11 17:24:27 UTC</pubDate>
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         <title>Particolato atmosferico</title>
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         <description><![CDATA[<div>Il particolato atmosferico spesso rappresenta l'inquinante a maggiore impatto ambientale nelle aree urbane. Le particelle sospese in atmosfera per tempi più o meno lunghi. Il particolato nell'aria può essere costituito da diverse sostanze: sabbia, ceneri ed elementi comi il piombo o il carbonio. Uno dei più pericolosi è il PM<sub>10 </sub>che penetra nei polmoni.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-11 17:25:49 UTC</pubDate>
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         <title>Ozono troposferico</title>
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         <description><![CDATA[<div>L'ozono è un gas tossico di colore bluastro, costituito da molecole formate da tre atomi di ossigeno; queste molecole si scindono facilmente liberando ossigeno molecolare ed un atomo di ossigeno estremamente reattivo. Per queste sue caratteristiche l'ozono è quindi un energico ossidante in grado di demolire sia materiali organici che inorganici. L'ozono è presente nella stratosfera ma per effetto della circolazione atmosferica arriva nella troposfera e rappresenta un inquinante secondario particolarmente insidioso. Viene prodotto nel corso di varie reazioni chimiche in presenza della luce del sole a partire dagli inquinanti primari in modo particolare dal biossido di azoto (smog fotochimico). Gli effetti sull'uomo riguardano l'apparato respiratorio e gli occhi, mentre è nocivo per le vegetazioni.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-11 18:16:51 UTC</pubDate>
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         <title>Benzene</title>
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         <description><![CDATA[<div>Il benzene è un composto chimico che a temperatura ambiente e pressione atmosferica si presenta sotto forma di liquido volatile incolore altamente infiammabile dall'odore caratteristico; è un costituente naturale del petrolio, ma viene anche sintetizzato a partire da altri composti chimici presenti nel petrolio stesso. Le fonti naturali sono le eruzioni vulcaniche ed agli incendi boschivi. La maggior parte del benzene presente nell'aria è invece un sottoprodotto delle attività umane. Le principali cause di esposizione al benzene sono il fumo di tabacco, le combustioni incomplete del carbone e del petrolio, i gas esausti dei veicoli a motore e le emissioni industriali. Anche i vapori liberati dai prodotti che contengono benzene, come colle, vernici, cere per mobili e detergenti, possono a loro volta essere fonte di esposizione. La sua pericolosità è dovuta principalmente al fatto che è un cancerogeno riconosciuto per l'uomo. A seguito di esposizioni variabili da meno di 5 anni a più di 30, molte persone hanno sviluppato varie forme di leucemia. Esposizioni a lungo termine e a concentrazioni relativamente basse possono colpire il midollo osseo e la produzione del sangue, quelle a breve termine e ad alti livelli possono provocare sonnolenza, giramenti, perdita di coscienza e morte. Pur essendo la pericolosità del benzene ampiamente dimostrata da numerose ricerche mediche, per il suo ampio utilizzo questa sostanza è praticamente insostituibile.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-12 14:50:44 UTC</pubDate>
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         <title>Il buco dell&#39;ozono</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Fra i 30 e i 40 km dalla superficie terrestre è presente l'ozonosfera, una fascia di ozono importantissima per la vita sulla Terra. L'ozono, un gas dal caratteristico odore pungente, ha una molecola costituita da tre atomi di ossigeno. Si forma per azione dei raggi ultravioletti del Sole che dissociano l'ossigeno molecolare, nei due atomi che lo compongono. Questi atomi reagiscono poi con l'ossigeno formando l'ozono che, colpito a sua volta dalle radiazioni ultraviolette, si dissocia in un atomo di ossigeno e una molecola di ossigeno; questi, attraverso nuove reazioni, si uniscono formando altro ozono e così via. La maggior parte dei raggi ultravioletti viene assorbita dalle molecole di ozono e non raggiunge la superficie terrestre. I raggi ultravioletti, in quantità elevate, sono molto pericolosi per la nostra salute. Infatti danneggiano gli occhi, causano ustioni e tumori alla pelle e, hanno un effetto mutageno, possono cioè alterare la trasmissione dei caratteri ereditari causando malformazioni nei nascituri. Quindi è facilmente comprensibile l'importanza della fascia di ozono che, però, rischia di essere distrutta dall'uomo. L'ozono ha, infatti, un pericoloso nemico: i clorofluorocarburi, o CFC, gas a base di fluoro, cloro e carbonio che sono usati come propellenti nelle bombolette spray e come refrigeranti nei circuiti di raffreddamento dei frigoriferi. In questo modo, in questa preziosa fascia si forma un vero e proprio "buco", il buco dell'ozono, attraverso i cui raggi UV passano arrivando "indisturbati" sulla superficie terrestre. Ciò rappresenta un grave pericolo per la vita del pianeta in quanto causa l'impoverimento del fitoplancton con danni alla fauna dei mari e seri danni all'uomo. Per impedire tutto ciò, a partire dal 1982, anno in cui è stato lanciato il primo allarme sulla riduzione dello strato di ozono sopra l'Antartide, molti Paesi hanno sottoscritto il Protocollo di Montreal impegnandosi ad abolire completamente l'uso di CFC e a utilizzare al loro posto sostanze alternative</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-12 15:35:37 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-04-12 16:17:47 UTC</pubDate>
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         <title>Asbesto</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/c_stocchino67/inquinamentoatmosferico3Bgruppo3/wish/251242670</link>
         <description><![CDATA[<div>Asbesto, o amianto, è il nome dato ad un gruppo di minerali altamente fibrosi che si possono trovare naturalmente nell’ambiente: il Crisotilo e gli anfiboli Crocidolite, Amosite, Antofillite, Actinolite e Tremolite. Questi minerali non hanno alcun odore o sapore chiaramente individuabili, sono molto resistenti al calore ed alla maggior parte delle sostanze chimiche e sono facilmente lavorabili. Comodamente reperibili, venivano ricavati per lo più da miniere a cielo aperto in seguito alla macinazione della roccia madre e successivo arricchimento. Per le loro proprietà dovute essenzialmente alla struttura fibrosa, per la facile reperibilità e per il basso costo, sono stati utilizzati in un’ampia gamma di prodotti ed in varie attività industriali; l’asbesto veniva utilizzato puro o più solitamente miscelato ad altri materiali in percentuali diverse, per sfruttarne meglio le caratteristiche chimico-fisiche e per produrre una quantità innumerevole di prodotti. Purtroppo tutti questi beni hanno dimostrato nel tempo una deperibilità più o meno alta, ed il loro deterioramento provoca il rilascio nell’ambiente di una quantità di fibre direttamente proporzionale alla loro friabilità.<br> L’amianto friabile è in grado di disgregarsi alla semplice pressione delle dita e si è dimostrato estremamente pericoloso, mentre l’amianto compattato  è pericoloso nel caso in cui sia stato deteriorato da eventi meteorologici o da interventi più o meno accidentali.<br> Le fibre minerali rilasciate da questi materiali risultano potenzialmente inalabili e, una volta nei polmoni, possono provocare dei danni estremamente gravi come l’asbestosi, il mesotelioma ed il tumore dei polmoni. Per tutti questi motivi fin dal 1994 l’amianto è stato abbandonato e ne è vietata per legge l’estrazione, la lavorazione ed il commercio.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-12 16:31:35 UTC</pubDate>
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         <title>Effetto serra </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>L'aumento della concentrazione dell'anidride carbonica nell'atmosfera è il principale responsabile di quel fenomeno conosciuto come <mark>effetto serra</mark>. Il gas intercetta l'energia calorifica emessa dalla superficie terrestre scaldando l'atmosfera intrappolando parte del calore e facendo innalzare la temperatura interna. La concentrazione di anidride carbonica è aumentata nell'atmosfera da quando l'umanità ha iniziato a utilizzare in modo massiccio i combustibili fossili, quindi soprattutto nell'ultimo secolo. Le conseguenze dell'aumento di temperatura dovuto all'effetto serra porterebbero mutamenti nella distribuzione delle piogge e nella direzione dei venti, con gravi ripercussioni sull'agricoltura: Paesi con aree fertili potrebbero diventare aridi. Si sta già verificando un parziale scioglimento dei ghiacci delle zone polari e, nel futuro, si potrebbe avere un conseguente innalzamento dei livelli dei mari. Alcuni studi indicano questo aumento nell'ordine di 1 o 2 metri e, in questo caso, molte zone costiere o intere città verrebbero sommerse. Per diminuire l'emissione di anidride carbonica e quindi l'effetto serra, nel futuro bisognerà cambiare il nostro modo di produrre energia, incrementando l'uso di fonti energetiche rinnovabili e non inquinanti, e dovremo diminuire i consumi. Tra i combustibili fossili, che sono i maggiori responsabili del fenomeno, bisognerà preferire il metano che è ritenuto il combustibile meno inquinante. Bisogna cessare nella distruzione delle attuali foreste e procedere, al contrario, a una grande opera di riforestazione</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-12 17:10:17 UTC</pubDate>
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         <title>Idrocarburi policiclici aromatici ( IPA )</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Il termine IPA è l’acronimo di Idrocarburi Policiclici Aromatici, una classe numerosa di composti organici tutti caratterizzati strutturalmente dalla presenza di due o più anelli aromatici condensati fra loro. I vari IPA variano fra loro sia per le diverse fonti ambientali che per le caratteristiche chimiche. Si formano nel corso delle combustioni incomplete di prodotti organici come il carbone, il petrolio, il gas o i rifiuti; molti vengono utilizzati per condurre delle ricerche e alcuni vengono sintetizzati artificialmente; in alcuni casi si impiegano nella produzione di coloranti, plastiche, pesticidi e medicinali. Solitamente nell’aria non si ritrovano mai come composti singoli, ma all’interno di miscele dove sono presenti molte decine di IPA diversi e in proporzioni che in alcuni casi possono anche variare di molto. Il fatto che l’esposizione avvenga ad una miscela di composti, di composizione non costante, rende difficile l’attribuzione delle conseguenze sulla salute alla presenza di uno specifico idrocarburo policiclico aromatico. <br> Pur essendo lo studio di queste miscele particolarmente complicato, è stato comunque dimostrato che l’esposizione alle miscele IPA comporta un aumento dell’insorgenza del cancro.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-17 14:36:38 UTC</pubDate>
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         <title>Radon</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/c_stocchino67/inquinamentoatmosferico3Bgruppo3/wish/253006155</link>
         <description><![CDATA[<div> ll radon è l' elemento chimico che nella tavola periodica viene rappresentato dal simbolo Rn e  numero atomico 86.</div><div>Scoperto nel1898 da Pierre e Marie Curie , è un gas nobile radiottivo  che si forma dal decadimento del radio , generato a sua volta dal decadimento dell'uranio. </div><div>Per prevenire l'accumulo del radon, in fase di progettazione del basamento dell'edificio si può adottare la tecnica del vespaio, oppure si possono realizzare dei pozzetti di raccolta, o stendere degli strati di ghiaia coperti da un foglio di materiale impermeabile al radon, sempre in abbinamento a opportuni sistemi di aerazione.<br>Il radon è un gas molto pesante, pericoloso per la salute umana se inalato in quantità significative.</div><div>In Italia questo gas provoca in modo silente ben 1.500-1.600 vittime all’anno. Dal suolo e dai materiali da costruzione, il radon si diffonde nell’atmosfera e si trasforma spontaneamente in altre sostanze radioattive, dette “figli”. Ed è esattamente questo il gas che“nuoce gravemente alla salute”.</div><div>Oggi studi scientifici dimostrano che il rischio di tumore polmonare aumenta proporzionalmente alla concentrazione di radon e alla durata dell’esposizione ed è molto più alto tra i fumatori.</div><div> </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-18 14:08:33 UTC</pubDate>
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