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      <title>La censura  by Federica Pace</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2023-03-29 07:07:28 UTC</pubDate>
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         <title>Il periodo storico </title>
         <author>2c9vmrrbph</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>Il Rinascimento fu un periodo storico che si sviluppò in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Italia">Italia</a> tra la fine del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Medioevo">Medioevo</a> e l'inizio dell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Et%C3%A0_Moderna">Età Moderna</a> in un arco di tempo che va dalla metà del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/XV_secolo">quindicesimo secolo</a>, fino alla fine del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/XVI_secolo">sedicesimo secolo</a>. I suoi limiti cronologici conoscono ampie differenze tra discipline ed aree geografiche. Vissuto dalla maggior parte dei suoi protagonisti come un'età di cambiamento, maturò un nuovo modo di concepire il mondo e se stessi, sviluppando le idee dell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Umanesimo_rinascimentale">umanesimo</a>, nato in ambito <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Letteratura">letterario</a> nel quattordicesimo secolo per il rinato interesse degli studi classici, per opera soprattutto di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Petrarca">Francesco Petrarca</a>, e portandolo a influenzare per la prima volta anche le <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Arte_figurativa">arti figurative</a> e la filosofia corrente.<br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-29 07:13:52 UTC</pubDate>
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         <title>Il contesto </title>
         <author>2c9vmrrbph</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>Il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/XV_secolo">XV secolo</a> fu un periodo di grandi sconvolgimenti economici, politici, religiosi e sociali, infatti viene assunto come epoca di confine tra basso medioevo ed età moderna dalla maggior parte degli storiografi, sebbene con alcune differenze di datazione e di prospettiva. Tra gli eventi di maggior rottura in ambito politico ci furono la questione orientale, segnata dall'espansione dell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Impero_ottomano">Impero ottomano</a> (il quale, dopo la caduta di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Costantinopoli">Costantinopoli</a> nel 1453 giunge a minacciare l'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ungheria">Ungheria</a> e il territorio austriaco) e un'altra occidentale, caratterizzata dalla nascita degli Stati moderni, tra cui le monarchie nazionali di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Francia">Francia</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Inghilterra">Inghilterra</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Spagna">Spagna</a>, così come l'impero di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_V">Carlo V</a>, che a differenza degli imperi medievali presenta un progetto di accentramento del potere, tipico delle istituzioni politiche moderne, per quanto la rinascita dell'impero di Carlo V può essere vista anche come un ritorno alla dimensione sovranazionale che caratterizzava il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Medioevo">Medioevo</a>. In ambito economico e sociale, con la scoperta del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Nuovo_Mondo">Nuovo Mondo</a>, avvengono espansioni coloniali che allargano a dismisura l'orizzonte del mondo europeo. Iniziano enormi trasformazioni in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Europa">Europa</a>, accompagnate da squilibri e contraddizioni: se da una parte si fa spazio l'economia mercantile su scala mondiale, dall'altra le campagne restano legate a realtà tipiche dell'economia feudale. Il fulcro del commercio si sposta inoltre dal <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mar_Mediterraneo">Mar Mediterraneo</a> verso il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Nord_Europa">Nord Europa</a> e l'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Oceano_Atlantico">Oceano Atlantico</a>.<br>In ambito religioso avvenne la Riforma protestante, cioè lo scisma fra <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_cattolica">Chiesa cattolica</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_protestante">Chiesa protestante</a>. La Riforma intendeva rinnovare la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_romana">Chiesa romana</a>, stigmatizzandone le rilassatezze e le corruzioni come già in precedenza era accaduto in occasioni di vari tentativi di rinnovamento sia all'interno sia all'esterno della Chiesa stessa, ma finì per costituire una realtà indipendente non solo per l'intransigenza delle rispettive posizioni ideologiche, ma anche a causa dei risvolti politici con cui essa si intrecciò.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-29 07:17:29 UTC</pubDate>
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         <title>L’influenza della chiesa</title>
         <author>2c9vmrrbph</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>Anche se gli indici romani dei libri proibiti del Cinquecento registrano un numero esiguo di autori e di opere letterarie, gli interventi sulla letteratura di svago furono molto ampi. Dalla novellistica al romanzo cavalleresco, al poema biblico, alla satira: i censori individuavano ovunque segni di anticlericalismo, lascivia e oscenità, o commistione fra sacro e profano, fra pagano e cristiano. Il libro ricostruisce i meccanismi che portarono alla distruzione di un vastissimo patrimonio culturale, alla manipolazione di opere mediante l’espurgazione, a profonde trasformazioni di generi letterari, come pure alla prassi dell’autocensura. Se lo scopo dell’azione repressiva era la moralizzazione dei fedeli, non vi è dubbio che, unita alla rimozione della Sacra Scrittura e dei libri di contenuto biblico in volgare, alla liturgia e alla recita delle preghiere in latino, essa consentì alla Chiesa di esercitare più facilmente il suo potere sulle menti e sulle coscienze, riducendo i fedeli a “minorenni perpetui”</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-29 07:20:35 UTC</pubDate>
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         <title>L’indice dei libri proibiti </title>
         <author>2c9vmrrbph</author>
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         <description><![CDATA[<div>L'<strong><em>Indice dei libri proibiti</em></strong> (in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_latina">latino</a> <strong><em>Index librorum prohibitorum</em></strong>) fu un elenco di pubblicazioni proibite dalla <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_cattolica">Chiesa cattolica</a>, creato nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1559">1559</a> da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Papa_Paolo_IV">papa Paolo IV</a>. L'elenco fu tenuto aggiornato fino alla metà del XX secolo e fu soppresso dalla <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Congregazione_per_la_dottrina_della_fede">Congregazione per la dottrina della fede</a> il 4 febbraio del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1966">1966</a>. Dal <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1571">1571</a> al <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1917">1917</a> il compito della compilazione del catalogo dei libri proibiti fu di competenza della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Congregazione_per_la_riforma_dell%27Indice_dei_libri_proibiti">Congregazione dell'Indice</a>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-29 07:28:25 UTC</pubDate>
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         <title>Erasmo da Rotterdam</title>
         <author>2c9vmrrbph</author>
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         <description><![CDATA[<div>Erasmo da Rotterdam è stato un presbitero, teologo, umanista filosofo e saggista olandese. Firmò i suoi scritti con lo pseudonimo di Desiderius Erasmus. La sua opera più conosciuta è l'Elogio della follia, ed è considerato il maggiore esponente del movimento dell'Umanesimo cristiano. A lui, per i suoi numerosi viaggi in vari paesi europei, è stato intitolato il programma di mobilità studentesca internazionale Erasmus.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-12 06:56:22 UTC</pubDate>
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         <title>L’editto sulla stampa</title>
         <author>2c9vmrrbph</author>
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         <description><![CDATA[<div>L’editto sulla stampa – 26 marzo 1848 – promulgato nel Regno di Sardegna in applicazione dell’art. 28 dello Statuto albertino – «La stampa è libera, ma una legge ne reprime gli abusi» – fu esteso nel 1861 a tutta la penisola, quindi al Veneto nel 1866 e alla città di Roma nel 1870. L’editto riconosceva a ogni cittadino la facoltà di espressione e aboliva la censura preventiva, dichiarava la libertà di stampa e il diritto di pubblicare periodici e giornali senza bisogno di autorizzazione, stabilendo comunque regole e forme di intervento per reprimere «gli abusi». Qualunque «suddito del Re» poteva pubblicare giornali o periodici che dovevano avere un gerente responsabile. Anche grazie ad esso, poterono sorgere e svilupparsi le numerose testate quotidiane e periodiche che caratterizzarono la vita culturale e politica postunitaria.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-12 07:14:43 UTC</pubDate>
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         <title>La censura</title>
         <author>2c9vmrrbph</author>
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         <description><![CDATA[<div>La censura è una forma di controllo sociale che limita la libertà di espressione e di accesso all’informazione, basata sul principio secondo cui determinate informazioni e le idee e le opinioni da esse generate possono minare la stabilità dell’ordine sociale, politico e morale vigente. Applicare la censura significa esercitare un controllo autoritario sulla creazione e sulla diffusione di informazioni, idee e opinioni.</div><div><br></div><div>I primi interventi censori furono sporadici e non organizzati formalmente. La Bibbia registra uno dei primi casi, quello del re Joachim che mutilò il libro dettato dal profeta Geremia (Geremia, 36, 1-26). Nel 5° sec. a.C. le autorità spartane proibirono determinate forme di poesia, musica e danza, considerate fattori di effeminatezza e di licenziosità. Nell’antichità classica, filosofi e artisti furono talvolta accusati di empietà e alcuni libri furono distrutti, ma la libertà di parola finì per essere ritenuta una delle più importanti differenze tra il cittadino e lo schiavo o lo straniero. Sulla base di questa convinzione i filosofi greci formularono la prima difesa razionale della libertà di espressione, ma anche la prima, fondamentale giustificazione della censura. Socrate, accusato di empietà e di corruzione di giovani, e giustiziato nel 399 a.C., difendeva la libertà di parola.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-12 07:16:42 UTC</pubDate>
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         <title>‘Le foglie d’erba’ di Walt Whitman</title>
         <author>2c9vmrrbph</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il miracolo più grande è poter parlare senza censura. Il più grande poeta di tutta l'America è stato Walt Whitman che è stato tutto tranne che miracolato. Per credere che i miracoli accadino davvero devi metterci la tua fede. Che i versi di Whitman siano immortali è un fatto, non un miracolo. Ma il miracolo a rovescio è che siano censurati, oggi come nel 1865, quando Walt Whitman, che aveva un impiego federale, fu licenziato per oscenità solo perché nella sua opera erano contenuti dei versi sessualmente suggestivi. Il presidente della Yale University paragonò le sue poesie a "camminare nudi per le strade". "Foglie d'erba" fu bandito da tutte le biblioteche. E oggi? Idem. Il suo, per esempio, è uno dei 58 libri censurati dalle biblioteche scolastiche in Florida. Insomma, un secolo e mezzo dopo, la più grande opera di poesia della letteratura americana è tuttora considerata "un cumulo di sporcizia".</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-12 07:33:40 UTC</pubDate>
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         <title>Il cinema </title>
         <author>2c9vmrrbph</author>
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         <description><![CDATA[<div>Molto spesso in Italia i cartoni animati e gli anime vengono tagliati o modificati anche in maniera massiccia per evitare scene di violenza o di sesso. Uno degli esempi più eclatanti è Naruto. Inoltre, nel 2013, alcuni episodi di Peppa Pig sono stati trasmessi nei cinema senza alcuni pezzi, poiché considerati offensivi contro gli italiani.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-12 07:44:15 UTC</pubDate>
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         <title>2011</title>
         <author>2c9vmrrbph</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel 2011 Rai 1 (canale della TV pubblica italiana) ha censurato l'episodio n. 125 della serie televisiva tedesca "Un ciclone in convento". La puntata censurata (dal titolo "Romeo e Romeo") è stata eliminata in quanto trattava di un matrimonio omosessuale. La cosa portò anche delle critiche e delle accuse da molti personaggi noti tra cui Paola Concia (allora deputata PD): “RaiUno è comunque fuori dalla realtà, dal sentire comune degli italiani, intenta a far da megafono a un centro destra che è ossessionato dai gay”. Mauro Mazza (l'allora direttore di RAI 1) ha replicato con: “Nessuna volontà censoria da parte di RaiUno” e “L'imminente avvio della nuova programmazione della rete ci obbligava a togliere un episodio della serie”. “La scelta di non trasmettere la puntata in questione è stata una scelta editoriale ponderata proprio per evitare qualsiasi tipo di polemica su un tema di grande attualità che non poteva essere banalizzato”.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-12 07:44:50 UTC</pubDate>
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         <title>2012</title>
         <author>2c9vmrrbph</author>
         <link>https://padlet.com/2c9vmrrbph/sh5rv07r91e4nia9/wish/2551301214</link>
         <description><![CDATA[<div>Nel 2012 è stata eliminata dal palinsesto di Rai 4 la serie "Fisica o chimica" per volontà dell'allora direttore generale della RAI Lorenza Lei. Il quotidiano Libero aveva evidenziato la presenza di alcune scene legate all'amore omosessuale tra due dei protagonisti. Tale scelta portò alle proteste e all'indignazione del direttore delle rete Carlo Freccero e da una parte della stampa spagnola, con titoli come ad esempio "Scandalizzato il Paese di veline e bunga bunga".&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-12 07:45:51 UTC</pubDate>
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         <title>2015</title>
         <author>2c9vmrrbph</author>
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         <description><![CDATA[<div>Rai 3 ha censurato in parte il concerto del 1º maggio del 2015. La censura riguardava dei baci gay e alcune canzoni presenti nello show. La denuncia arriva dal presidente di Arcigay Flavio Romani, critico verso lo show in onda in diretta su Rai 3 dichiarando: “Sei coppie, due formate da gay, due da lesbiche e due da eterosessuali, avrebbero dovuto salire sul palco del concerto del Primo Maggio assieme a lo Stato Sociale e baciarsi ma la Rai lo ha impedito”. La Rai dal canto suo ha dato la colpa agli organizzatori dell'evento comunicando che: "In merito a quanto afferma il presidente dell'Arcigay, Flavio Romani, su un presunto divieto da parte della Rai di far salire sul palco del Concerto del Primo Maggio alcune coppie omosessuali che si sarebbero dovute baciare durante l'esibizione del gruppo Lo Stato Sociale, l'azienda precisa di non aver saputo nulla della questione e di non essere stata coinvolta in alcuna decisione in proposito da parte degli organizzatori dell'evento" e "Hanno deciso gli organizzatori".&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-12 07:46:21 UTC</pubDate>
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         <title>2016</title>
         <author>2c9vmrrbph</author>
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         <description><![CDATA[<div>L'8 luglio del 2016 Rai 2, nella prima messa in onda sulla TV pubblica italiana della serie Le regole del delitto perfetto, ha censurato tutte le scene omosessuali o trattanti il tema presenti all'interno degli episodi mandati in onda, scatenando non poche proteste da parte delle comunità e associazioni LGBT (anche a livello internazionale) e da parte del web (su moltissimi siti e pagine tra cui anche quelle della Rai e di Rai 2). Dopo la vicenda su Twitter è imperversato #RaiOmofoba che ha raggiunto la top ten italiana dei trend topic su Twitter[31].Gli stessi autori e attori della serie (dopo aver visto le differenze dalla versione integrale a quella mandata su Rai 2) hanno mostrato il loro sdegno e la loro perplessità nei confronti della censura operata sulle parti del telefilm. A causa delle proteste scaturite, la direttrice di Rai 2 Ilaria Dallatana si è scusata dando la colpa a "un eccesso di pudore" e rimandando in onda le puntate in versione integrale (senza censure) il giorno 10 luglio del 2016 in concomitanza con la finale del campionato europeo di calcio 2016 tra Francia e Portogallo. Anche la decisione di rimandare la puntata durante la finale del campionato di calcio europeo ha riscosso (seppure in chiave minore) proteste dal Web</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-12 07:47:27 UTC</pubDate>
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         <title>2021</title>
         <author>2c9vmrrbph</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel 2021 Rai 3, in concomitanza con il concerto del 1º Maggio, ha tentato di censurare un discorso, ideato dal rapper Fedez. Il caso è diventato mediatico, a seguito della registrazione della telefonata tra il cantante e gli organizzatori dell'evento televisivo. La telefonata registrata evidenzia quale tipo di taglio è stato chiesto e quasi imposto al discorso di Fedez, che è riuscito, tramite continue richieste, a farsi accettare il monologo, il quale esponeva pubblicamente alcune citazioni omofobe da parte di politici appartenenti alla destra della politica italiana.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-12 07:48:01 UTC</pubDate>
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         <title>Lutero ed Erasmo </title>
         <author>2c9vmrrbph</author>
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         <description><![CDATA[<div>Criticando la Chiesa di Roma, Erasmo da Rotterdam aveva anticipato alcune questioni che furono poi poste da Martin Lutero e dalla Riforma protestante. Tuttavia Erasmo da Rotterdam, nonostante le pressioni di Lutero, non si schierò mai con essa, ma non appoggiò neanche la reazione cattolica: lo scontro tra le diverse confessioni cristiane, infatti, rappresentava per lui quel trionfo della violenza e del dogmatismo a cui, in nome della tolleranza, si era sempre opposto. Il suo rifiuto di schierarsi gli fece guadagnare l’antipatia tanto di Lutero e dei protestanti quanto dei cattolici: Erasmo da Rotterdam morì nel 1535 a Basilea, solo e abbattuto per il conflitto che si era sviluppato tra le confessioni cristiane.&nbsp; &nbsp; Erasmo da Rotterdam è considerato una delle figure più grandi dell’Umanesimo europeo. La sua opera più famosa, L’elogio della follia, ebbe uno straordinario successo e, grazie alla recente invenzione della stampa (1455), fu tradotta e pubblicata in tutta Europa. Una diffusione altrettanto straordinaria ebbe anche un’altra delle sue opere, i Colloqui (1517-1530): solo l’edizione del 1522 vendette quasi 25mila copie. Il pensiero di Erasmo da Rotterdam, tuttavia, fu osteggiato tanto da Lutero quanto dalla Chiesa cattolica, che inseguito inserì tutte le sue opere nell’Indice dei libri proibiti. I suoi ideali di concordia, pace e tolleranza, però, continuarono a diffondersi e a dare i loro frutti in tutti i secoli successivi.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-13 10:23:37 UTC</pubDate>
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         <title>Pensiero</title>
         <author>2c9vmrrbph</author>
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         <description><![CDATA[<div>Secondo Erasmo da Rotterdam, il ritorno alla lettura delle Scritture – e, in particolare, del Vangelo – avrebbero consentito una restaurazione dell’autentica natura umana e un rinnovamento della coscienza cristiana. In questo senso, la sua è anche una polemica contro la Scolastica: mentre la dottrina dei Padri della Chiesa si ispirava direttamente alle fonti cristiane, e quindi era autentica, la speculazione scolastica aveva smarrito il senso originario del cristianesimo.&nbsp; Il filologo Erasmo da Rotterdam si propose, così, di confrontare l’originale greco delle Scritture con la versione in latino che era considerata ufficiale dalla Chiesa: nel 1516, pubblicò un’edizione critica del Nuovo Testamento, in cui evidenziò le distorsioni operate dalla Chiesa, che aveva oscurato il messaggio di Cristo mischiandolo con la filosofia di Aristotele. Anche se affermava che le Scritture dovevano essere lette e comprese da tutti, Erasmo, al contrario di Lutero, rifiutò la traduzione della Bibbia in tedesco: egli, infatti, era convinto che il latino fosse una lingua universale mentre le diverse lingue nazionali in cui le Scritture avrebbero potuto essere tradotte dividevamo e non univano la Cristianità.&nbsp; &nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-13 10:25:52 UTC</pubDate>
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         <title>L’elogio alla follia </title>
         <author>2c9vmrrbph</author>
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         <description><![CDATA[<div>È nell’Elogio della Follia (1509), tuttavia, che sono contenute tutte le principali critiche di Erasmo da Rotterdam alla Chiesa cattolica poi riprese dai luterani. Già il titolo di questo volume è di difficile traduzione: chiamata in latino Encomium Moriae, la traduzione in italiano è certamente Elogio della follia, ma anche Elogio di More, cioè di quel Tommaso Moro, suo grande amico, filosofo e ministro del re inglese Enrico VIII. Protagonista immaginaria di quest’opera è Follia – figlia di Pluto, dio della ricchezza, e della Giovinezza, ma allevata da Ebbrezza, figlia di Bacco, e dall’Ignoranza, figlia di Pan – che espone tutte le bugie e le falsità per mezzo delle quali gli uomini nascondono il male del mondo. Attraverso le sue parole, Erasmo può così criticare la corruzione e l’immoralità del clero, i vizi del papato, la presunzione teologica e scolastica e la convinzione che alcuni segni esteriori di religiosità – puramente formali – siano sufficienti per guadagnarsi il Paradiso. Erasmo utilizza quindi la satira e il sarcasmo per mettere in mostra la decadenza morale della società del suo tempo, a partire dalla Chiesa. La morale del libro è che il mondo è dominato dalla follia: l’interpretazione di questa affermazione, però, non è semplice.&nbsp; Secondo Erasmo da Rotterdam, infatti, il rapporto tra follia e ragione è una relazione tra simili, come se una si specchiasse nell’altra. In questo senso, la Follia, nell’Elogio, non solo dice la verità sulla follia, ma anche sulla ragione.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-13 10:27:57 UTC</pubDate>
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         <title>L’importanza del libero arbitrio </title>
         <author>2c9vmrrbph</author>
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         <description><![CDATA[<div>Le controversie tra Lutero ed Erasmo, che pure da parte del secondo registrarono sempre toni pacati ed equilibrati, si acuirono intorno al tema del libero arbitrio: secondo il primo, infatti, l’uomo non aveva la possibilità di scegliere tra il bene e il male ed era completamente dipendente dalla volontà di Dio; secondo Erasmo da Rotterdam, invece, rifiutare il libero arbitrio significava negare la dignità e il valore dell’uomo, cioè i principi stessi dell’Umanesimo a cui si ispirava. Come affermò nell’opera De libero arbitrio (1524), secondo Erasmo da Rotterdam l’uomo poteva, infatti, scegliere se salvarsi o dannarsi: la grazia divina è certamente la causa principale della salvezza, ma la libertà dell’uomo ne è la causa secondaria. La salvezza, dunque, non può che essere il risultato della collaborazione tra uomo e Dio.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-13 10:29:53 UTC</pubDate>
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         <title>L’indice dei libri proibiti </title>
         <author>2c9vmrrbph</author>
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         <description><![CDATA[<div>L'Indice dei libri proibiti (in latino Index librorum prohibitorum) fu un elenco di pubblicazioni proibite dalla Chiesa cattolica, creato nel 1559 da papa Paolo IV. L'elenco fu tenuto aggiornato fino alla metà del XX secolo e fu soppresso dalla Congregazione per la dottrina della fede il 4 febbraio del 1966.[1] Dal 1571 al 1917 il compito della compilazione del catalogo dei libri proibiti fu di competenza della Congregazione dell'Indice.&nbsp;</div><div>Ma la più imponente Damnatio Memoriae fu quella perpetrata dai Papi per cancellare la memoria dell'Impero Romano colpevole di essere pagano. Le statue in particolare vennero deturpate, spezzate, decapitate e calcinate. Non è rimasto un milionesimo (e non esageriamo affatto) di tutte le opere d'arte che ospitò il suolo italiano, per non parlare del resto in territorio extraitalico.&nbsp;</div><div>Diceva Cicerone che Roma aveva più statue che cittadini, i quali all'epoca erano circa un milione. E' soprattutto grazie al seppellimento di Pompei, Ercolano. Oplontis e Boscoreale, condannati al seppellimento dal Vesuvio ma scampati alla distruzione cristiana, che abbiamo potuto capire la grandiosità e la bellezza artistica dell'Impero Romano altrimenti distrutto per sempre fino al XVX secolo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-13 10:34:25 UTC</pubDate>
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         <title>Il ’900</title>
         <author>2c9vmrrbph</author>
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         <description><![CDATA[<div>La censura preventiva era già prevista in una legge del 1919, che aveva introdotto il controllo preventivo sul «copione o scenario». Tuttavia, tale imposizione era rimasta di fatto sulla carta, poiché era consuetudine presentare il copione alla commissione di primo grado soltanto al momento della revisione, insieme al film finito. L’esame dei soggetti dei film di produzione nazionale, invece, sarà una delle principali prerogative della Direzione Generale per la Cinematografia: a partire dal 1935, il principio della censura preventiva sarà applicato con rigore sui film italiani. Sappiamo, per esempio, che alcuni progetti incentrati sulle figure di Guglielmo Marconi, Gabriele d’Annunzio e lo stesso Mussolini furono respinti perché si temeva risultassero «controproducenti»; o ancora, che Giuseppe Verdi ricevette critiche già in fase preparatoria perché si riteneva non mettesse in risalto a sufficienza “genio”, “eroismo” e “simpatia” del personaggio. Il controllo censorio, di fatto, poteva estendersi a tutte le fasi produttive, dal soggetto al montaggio. La censura in seguito si fonderà nella propaganda.</div><div>Nei confronti dei film esteri, che erano potenziali portatori di idee e culture straniere, la severità fu ancora maggiore. Nell’era del doppiaggio, la revisione avveniva in due fasi: la prima per l’ammissione al doppiaggio, la seconda, decisiva, per la verifica dell’edizione italiana. Questo scenario apriva un nuovo terreno fertile per la censura, che poteva intromettersi nella fase di doppiaggio “suggerendo” modifiche ai dialoghi o perfino alla collocazione geografica di certe ambientazioni. Talvolta, poteva addirittura accadere che i distributori venissero scoraggiati in partenza dall’acquistare un film dall’estero: è il caso de Lo sfregiato (Scarface, 1932) di Howard Hawks.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-13 10:36:28 UTC</pubDate>
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         <title>Il nome della rosa di Umberto Eco</title>
         <author>2c9vmrrbph</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il nome della rosa è un romanzo che è stato censurato, scritto da Umberto Eco nel 1980 ma ambientato nel Medioevo.</div><div>TRAMA</div><div>il benedettino Adso da Melk ormai vecchio racconta le vicende di cui fu testimone nel novembre del 1327 in un grande monastero benedettino del Nord Italia dove giunse come segretario del dotto francescano Guglielmo da Baskerville, incaricato di una delicata missione diplomatica.</div><div><br></div><div>Dopo il loro arrivo, l'abbazia viene sconvolta da una serie di morti inspiegabili: prima il miniaturista Adelmo, poi il monaco Venanzio, quindi l'aiuto bibliotecario Berengario, il monaco erborista e il bibliotecario Malachia. Durante i sette giorni di permanenza all'abbazia Guglielmo conduce le ricerche attraverso colloqui, interrogatori e osservando il comportamento dei frati.</div><div><br></div><div>Ben presto comprende che i delitti muovono dalla biblioteca, la più grande della cristianità, costruita come un labirinto il cui accesso è noto solo al bibliotecario. Nella biblioteca esiste poi una sezione finis Afrìcae a tutti inaccessibile. Guglielmo e Adso riescono a penetrarvi e sciolgono il mistero.</div><div><br></div><div>Gli omicidi sono opera dell'ex bibliotecario cieco Jorge da Burgos che ha voluto impedire la lettura di un libro secondo lui pericolosissimo: il secondo libro della Poetica di Aristotele dedicato alla commedia e al riso e ritenuto perduto. Jorge convinto che il libro potesse danneggiare la cristianità ne ha avvelenato le pagine e i frati che hanno tentato di leggerlo sono morti.</div><div><br></div><div>Scoperto, Jorge preferisce morire: divora il libro avvelenato e da fuoco alla biblioteca.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-13 11:32:12 UTC</pubDate>
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