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      <title>La mia parete stellare by Lisa Mastella</title>
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      <description>Realizzato con un pizzico di ingegno</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2019-11-06 07:56:23 UTC</pubDate>
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         <title>INTRODUZIONE</title>
         <author>lisa2stell</author>
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         <description><![CDATA[<div>l personaggio attorno al quale costruì larga parte delle sue sceneggiature, e che gli diede fama universale, fu quello di <strong>Charlot</strong>. L'emotività e il disincanto di fronte alla spietatezza e alle ingiustizie della <strong>società moderna</strong> fecero di Charlot l'emblema dell<strong>'alienazione umana</strong> (in particolare delle classi sociali più emarginate) nell'era del progresso economico e industriale.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-11-06 07:57:15 UTC</pubDate>
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         <title>VITA</title>
         <author>lisa2stell</author>
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         <description><![CDATA[<div>Charles Spencer Chaplin nasce il 16 aprile 1889, a Londra, nella tipica periferia suburbana. Il padre era guitto (attore comico di infimo ordine) dedito al bere mentre la madre, mediocre cantante, senza lavoro, affida Charles e il fratello ad un orfanotrofio dove restano due anni.</div><div><br></div><div>Infanzia difficile dunque, la sua. A cui si aggiungono a spirale, in un rincorrersi tragico, altri problemi derivati da quella condizione di miseria umana e materiale. I genitori ad un certo punto <strong>si separeranno</strong>, e la madre svilupperà anche una brutta malattia mentale che la costringerà ad un penoso via vai. </div><div><br></div><div>Charlie Chaplin coltiva un'ambizione per una vita più dignitosa a cui si vanno ad aggiungere la sua intelligenza e la capacità di saper cogliere aspetti oscuri agli altri.</div><div>A sette anni già affronta il palcoscenico come cantante mentre a quattordici ottiene le sue prime parti teatrali (la seconda è in uno Sherlock Holmes che lo vedrà a lungo in tournée). </div><div><br></div><div>A diciannove anni viene accettato dalla celebre compagnia di pantomime di<strong> Fred Karno</strong>, con cui collabora per un paio di anni prima della grande tournè americana, l'occasione che gli farà scoprire un mondo ricco di possibilità.</div><div><br></div><div>Proprio durante un giro di spettacoli ad Hollywood nel 1913, che il produttore <strong>Mack Sennett</strong> lo scopre, inducendolo poi a firmare il primo contratto cinematografico con la <strong>Keystone</strong>. </div><div><br></div><div>Nel 1914 fa la sua prima apparizione sullo schermo (titolo: "Per guadagnarsi la vita"). Per le brevi comiche pensate per Sennett, Charlie Chaplin <strong>trasformò</strong> il personaggio che si era costuito nel tempo, "Chas" (una sorta di nullafacente dedito solo al corteggiamento), in quel campione di umanità che è il vagabondo "Charlot", confezionato da Chaplin nell'indimenticabile "<strong>divisa</strong>" fatta di baffetti neri, bombetta e bastoncino di bambù.</div><div><br></div><div>L'attività, come l'epoca vuole, è frenetica: 35 comiche realizzate per la Keystone nel solo 1914 (ben presto anche come regista), 14 per la Essanay nel 1915-16, 12 per la Mutual nel 1917. Un'immensa mole di lavoro che però contribuisce a lanciare definitivamente Charlot, ormai entrato nel cuore di milioni di persone in mezzo mondo. Nel 1918, infatti, Chapli si potrebbe anche considerare "arrivato": è ricco, famoso e conteso. </div><div>In quell'anno firma un contratto da un milione di dollari con la First National per la quale realizza, sino al 1922, nove mediometraggi (fra cui classici assoluti come "Vita da cani", "Charlot soldato", "Il monello", "Giorno di paga" e "Il pellegrino").</div><div><br></div><div>Seguono i grandi film prodotti dalla <strong>United Artists</strong> (la casa fondata da Chaplin nel 1919 con Douglas Fairbanks sr., D. W. Griffith e Mary Pickford): "La donna di Parigi" (di cui è solo regista), "La febbre dell'oro" e "Il circo negli anni '20"; "Le luci della città" e "Tempi moderni" negli anni '30; "Il grande dittatore" (travolgente satira del nazismo e del fascismo) e "Monsieur Verdoux" negli anni '40; "Luci della ribalta" nel 1952.<br><br>Intanto, ricordiamo che l’avvento del <strong>sonoro</strong> ci fu nel 1927 con il film Don Giovanni e Lucrezia Borgia e da lì in poi molte cose sarebbero cambiate; mentre molti accoglievano il sonoro con grande entusiasmo, altri erano meno favorevoli a questo cambiamento, tra questi uno dei più grandi oppositori fu proprio Charlie Chaplin. L’artista inglese infatti, affermava che il linguaggio avrebbe distrutto la <strong>natura universale</strong> del cinema.<br><br>Nel 1953 i Chaplin si stabiliscono in Svizzera, presso Vevey, dove Charles si spegnerà il 25 dicembre 1977. </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-11-06 07:58:11 UTC</pubDate>
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         <title>VITA PRIVATA E IDEE POLITICHE</title>
         <author>lisa2stell</author>
         <link>https://padlet.com/lisa2stell/sbdx6nchbic6/wish/407302986</link>
         <description><![CDATA[<div>Personaggio pubblico, universalmente acclamato, Charlie Chaplin ha avuto anche un'intensa vita privata. Quattro matrimoni, qualcosa come dieci figli "ufficiali e numerose relazioni spesso burrascose e dai complessi scioglimenti.</div><div><br></div><div>Numerosi anche gli avvenimenti di carattere politico che hanno segnato la vita del grande comico. Le simpatie per idee e movimenti di sinistra gli causarono numerose grane, fra cui quella di essere sottoposto al controllo dell'FBI sin dal 1922. Nel '47, invece, viene addirittura trascinato di fronte alla Commissione per le attività antiamericane, sospettato in pratica di comunismo: un'accusa che gli costa l'annullamento nel '52 (mentre Chaplin era in viaggio per Londra ), il permesso di rientro negli USA.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-11-06 07:59:03 UTC</pubDate>
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         <title>FILM DA RICORDARE</title>
         <author>lisa2stell</author>
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         <description><![CDATA[<div>- Il Monello - 1921 (autodiretto)</div><div><br>- Tempi Moderni - 1936 (autodiretto)</div><div>«All'inizio Charlot simboleggiava un gagà londinese finito sul lastrico [...] All'inizio lo consideravo soltanto una figura satirica. Nella mia mente, i suoi indescrivibili pantaloni rappresentavano una rivolta contro le convenzioni, i suoi baffi la vanità dell'uomo, il cappello e il bastone erano tentativi di dignità, e i suoi scarponi gli impedimenti che lo intralciavano sempre»<br><br></div><div>- Il Grande Dittatore - 1940 (autodiretto)</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-11-06 08:00:05 UTC</pubDate>
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