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      <title>Arthur Schopenhauer  by Arianna Micheluzzi</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2021-11-11 09:50:41 UTC</pubDate>
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         <title>VITA E OPERE</title>
         <author>ariannamicheluzzi</author>
         <link>https://padlet.com/ariannamicheluzzi/s90xkprggrcwsjy5/wish/1883783277</link>
         <description><![CDATA[<p>Nasce a Danzica nel 1788 - muore a Francoforte 1861</p><p>Padre commerciante madre scrittrice </p><p>Studia Platone, Kant le filosofie orientali</p><p>Grande oppositore dell'idealismo, specie di Hegel</p><p>OPERA PRINCIPALE:<em> IL MONDO COME VOLONTA' E RAPPRESENTAZIONE <br></em><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://qr.hubscuola.it/978882477261/01/mondo_volonta_schopenauer_hs.mp4">https://qr.hubscuola.it/978882477261/01/mondo_volonta_schopenauer_hs.mp4</a><em><br></em></p>]]></description>
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         <pubDate>2021-11-11 09:53:06 UTC</pubDate>
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         <title>LE RADICI CULTURALI</title>
         <author>ariannamicheluzzi</author>
         <link>https://padlet.com/ariannamicheluzzi/s90xkprggrcwsjy5/wish/1883919112</link>
         <description><![CDATA[<p>INFLUSSI DI PLATONE: la dottrina delle idee.</p><p>INFLUSSI DI KANT: DISTINZIONE tra fenomeno e noumeno che però per S. può essere conosciuto. Nella sua Filosofia questa distinzione assume le forme di Rappresentazione ( fenomeno) e Volontà ( noumeno)-- posso accedere al noumeno squarciando<mark> il velo di Maja<br></mark>CRITICA ALL'IDEALISMO: definita come filosofia dell'"Università" non al servizio della verità ma del successo e del potere,giustificare realtà utili alla chiesa e allo stato. Hegel definito come <mark>sicario della verità.<br></mark>INTERESSE PER IL PENSIERO ORIENTALE SPECIE INDIANO,&nbsp; forte influenze che si percepiscono nelle teorie e nello stile di scrittura.</p>]]></description>
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         <pubDate>2021-11-11 11:21:59 UTC</pubDate>
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         <title>IL VELO DI MAJA</title>
         <author>ariannamicheluzzi</author>
         <link>https://padlet.com/ariannamicheluzzi/s90xkprggrcwsjy5/wish/1883934634</link>
         <description><![CDATA[<div>PUNTO DI PARTENZA : DISTINZIONE FENOMENO E NOUMENO.<br>ATTENZIONE ALLA DIFFERENZA: per S. la rappresentazione è sogno illusione " il velo di Maja" . Il compito del filosofo è andare oltre questa illusione e di squarciare perché l'uomo è un <em>animale METAFISICO</em> è portato a stupirsi delle cose e interrogarsi sull'essenza ultima della vita <em>:<br><br>«È Maya, il velo ingannatore, che avvolge gli occhi dei mortali e fa loro vedere un mondo del quale non può dirsi né che esista, né che non esista; perché ella rassomiglia al sogno, rassomiglia al riflesso del sole sulla sabbia, che il pellegrino da lontano scambia per acqua; o anche rassomiglia alla corda gettata a terra, che egli prende per un serpente»“<br>&nbsp;( ripresa da Veda e Purana)<br><br></em><em><mark>NB. CONCETTO DI RAPPRESENTAZIONE E CONDIZIONI A PRIORI DELLA CONOSCENZA-- MERITO NOTEVOLE DI KANT<br>SPAZIO TEMPO E CAUSALITA'<br><br></mark></em><em>LA VITA è COME UN SOGNO è ILLUSIONE: SIAMO FATTI DELLA STESSA SOSTANZA DEI SOGNI ( Shakespeare)</em><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-11-11 11:31:51 UTC</pubDate>
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         <title>LA VOLONTA&#39; DI VIVERE</title>
         <author>ariannamicheluzzi</author>
         <link>https://padlet.com/ariannamicheluzzi/s90xkprggrcwsjy5/wish/1883943431</link>
         <description><![CDATA[<div>Come accedere alla vera conoscenza?<br>Se ci vivessimo solo " dal di fuori" ci penseremmo solo come corpo MA noi ci viviamo anche "dal di dentro" godendo e soffrendo . L'essenza profonda del nostro io è volontà di vivere&nbsp; cioè impulso prepotente&nbsp; BRAMA, <mark>VOLONTA' DI VIVERE.<br></mark>Caratteristiche della volontà di vivere:<br>-<strong>inconscia</strong> inteso come concetto più generale di impulso o energia<br>-<strong>unica ed eterna<br>- incausata e senza scopo: </strong>alla domanda perché voglio non c'è risposta se non "voglio perché voglio" come una forza irresistibile che mi spinge a volere<br>La crudele realtà resta quindi questa il mondo è dolore <em>"miliardi di esseri non vivono che per continuare a vivere"</em><mark><br>NB: l'uomo ha mascherato questa dolorosa realtà postulando Dio, ma nel mondo doloroso di S. non c'è posto per Dio&nbsp;<br>NB: questa visione di essere dominati da una forza inarrestabile, irrazionale a cui non possiamo sottrarci sembra aprire la strada al concetto di INCONSCIO teorizzato da Freud<br><br></mark><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-11-11 11:37:37 UTC</pubDate>
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         <title>La vita è dolore : archè senza telos</title>
         <author>ariannamicheluzzi</author>
         <link>https://padlet.com/ariannamicheluzzi/s90xkprggrcwsjy5/wish/1900140128</link>
         <description><![CDATA[<p>La volontà di vivere mi spinge a desiderare un desiderio inappagabile, quindi per S. dire che l'essere è manifestazione della VOLONTA' equivale a dire che la vita è dolore nella sua essenza , per natura sempre AFFAMATA E IN TENSIONE VERSO QUALCOSA.</p><p>Il piacere che deriva dall'appagare il desiderio è solo un momento fuggevole , non appena è raggiunta la meta subito lascia cadere il sipario.</p><p>LA VITA è COME UN PENDOLO CHE OSCILLA TRA LA NOIA E IL DOLORE.</p><p><mark>NB: PESSIMISMO COSMICO DI S.: IL MALE NON È SOLO NEL MONDO MA È PRINCIPIO STESSO DEL MONDO, AL DI LÀ DELLE MERAVIGLIE SI CELANO SOLO "UN'ARENA DI ESSERI TORMENTATI E ANGOSCIATI, CHE LOTTANO TRA LORO PER DURARE ANCHE SOLO MEZZ'ORA"<br></mark></p>]]></description>
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         <pubDate>2021-11-18 17:27:07 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>L&#39;uomo è uno strumento della volontà</title>
         <author>ariannamicheluzzi</author>
         <link>https://padlet.com/ariannamicheluzzi/s90xkprggrcwsjy5/wish/1900155267</link>
         <description><![CDATA[<div>Il fatto che alla natura interessi solo la sopravvivenza della specie e perpetuare nella sua filosofia trova una manifestazione emblematica l'amore come forza che si impadronisce dell'uomo delle sue forze.<br><em>L'amore vero non è eros ma pietà inteso come eros disinteressato.<br>L'eros non è altro che peccato e maggiore dei delitti perché perpetua altre creature destinate a soffrire, UNA FORZA IRRAZIONALE RAPPRESENTATA DALLA VOLONTA' CHE CI SPINGE IN MODO IRREFRENABILE</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-11-18 17:33:29 UTC</pubDate>
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         <title>La negazione della volontà di vivere (lettura testo in classe) non è ammessa</title>
         <author>ariannamicheluzzi</author>
         <link>https://padlet.com/ariannamicheluzzi/s90xkprggrcwsjy5/wish/1900166060</link>
         <description><![CDATA[<div>«Chi è oppresso dal peso della vita, chi vorrebbe e afferma la vita, ma ne aborre i tormenti, e soprattutto non riesce a tollerare più a lungo il duro destino, che proprio a lui è capitato: questi non deve sperare una liberazione dalla morte, e non può salvarsi col suicidio; solo con un falso miraggio lo attrae l’oscuro, freddo Orco, come porto di quiete. La terra si volge dal giorno verso la notte; l’individuo muore; ma il sole arde senza interruzione in eterno meriggio. Alla volontà di vivere è assicurata la vita: la forma della vita è un presente senza fine; non importa che nascano e periscano nel tempo gli individui, fenomeni dell’idea, simili a sogni fugaci. Il suicidio ci appare già da questo come un’azione inutile e quindi stolta: quando saremo proceduti più oltre nella nostra indagine, ci si presenterà in una luce ancor più sfavorevole».</div><div><br></div><div><em>Mettere fine alla propria vita suicidandosi equivale, in un certo senso, ad affermare </em>in extremis<em> la volontà di vita, piuttosto che a negarla, estinguendola. Non ci si suicida “contro la vita” ma perché della vita si è insoddisfatti. È un po’ come fare del male alla persona che si ama perché essa ci ha tradito: in quell’atto non esprimiamo la nostra distanza dall’amato, il nostro essere andati “al di là” del desiderio, bensì l’affermiamo con altri mezzi. Non ne siamo realmente liberi. Ecco perché suicidarsi non risolve niente. Anzi la volontà di vita (</em>Wille zur Leben<em>), che si serve dei singoli individui per esplicitarsi fenomenicamente, ma che è noumenicamente un unicum impersonale, dalla soppressione dell’individuo non riceve alcun danno reale: parafrasando il testo di Schopenhauer “il sole continua comunque ad illuminare il mondo: che importa un individuo in più o in meno? La volontà di vita ha come obiettivo la sopravvivenza della specie.” Da questo punto di vista, non vi è alcuna differenza tra un essere umano e una zebra.<br></em>(A. Schopenhauer, <em>Il mondo come volontà e rappresentazione</em>, I, 54)</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-11-18 17:38:14 UTC</pubDate>
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         <title>LA LIBERAZIONE DALLA VOLONTA&#39;</title>
         <author>ariannamicheluzzi</author>
         <link>https://padlet.com/ariannamicheluzzi/s90xkprggrcwsjy5/wish/1910958791</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Secondo il filosofo, la vera risposta al dolore del mondo non consiste&nbsp; nell’eliminazione, tramite il suicidio, di una vita o più vite, ma nella <strong><em>liberazione </em></strong>dalla stessa&nbsp; Volontà di vivere.&nbsp;</div><div><br>Ma come è possibile per l’uomo spezzare le catene della Volontà, se quest’ultima costituisce <strong>la&nbsp; sua essenza e la struttura metafisica dell’universo?&nbsp;</strong></div><div><br>Più che soffermarsi su una vera e propria giustificazione teorica di questo passaggio-chiave&nbsp; del suo pensiero, Schopenhauer preferisce richiamare l’attenzione <strong>sul fatto&nbsp; dell’esistenza di individui eccezionali </strong>(i geni dell’arte, i santi, gli eremiti, i mistici) che, in tutti i&nbsp; tempi, hanno intrapreso e sperimentato il cammino della liberazione dalla tirannia dei bisogni e&nbsp; degli egoismi connessi alla volontà di vivere, dimostrando che allorquando la <strong><em>voluntas </em></strong>perviene&nbsp; alla “coscienza di sé” essa tende a farsi <strong><em>noluntas</em></strong>,<mark> ossia negazione progressiva di sé&nbsp; medesima.&nbsp;</mark></div><div><br>In altri termini, <strong>dalla presa di coscienza del dolore e dal disinganno di fronte alle illusioni&nbsp; dell’esistere</strong>, nascono le varie tappe della liberazione.&nbsp;</div><div>CI SONO DUE VIE PER LA LIBERAZIONE:<br>UNA TEMPORANEA ---&gt; ESTETICA <br>UNA DEFINITVA ---&gt; ETICA<br>Schopenhauer articola l’iter salvifico dell’uomo in <strong>tre momenti essenziali</strong>: <br>¬ <strong>l’arte;&nbsp;</strong></div><div>¬ <strong>la morale;&nbsp;</strong></div><div>¬ <strong>l’ascesi.<br></strong><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-11-24 16:25:50 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>L&#39;ARTE</title>
         <author>ariannamicheluzzi</author>
         <link>https://padlet.com/ariannamicheluzzi/s90xkprggrcwsjy5/wish/1910965720</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Essa ci offre la possibilità di contemplare gli aspetti universali della realtà.&nbsp;</div><div><br>Proprio per questo suo carattere contemplativo e per questa sua capacità di muoversi in un&nbsp; mondo di forme eterne, <strong>l’arte sottrae l’individuo alla catena infinita dei bisogni e dei&nbsp; desideri quotidiani.&nbsp;</strong></div><div><br>Di fronte alla bellezza artistica l’uomo si sente come trasportato in un altro mondo, migliore di&nbsp; quello in cui si trova; sospetta inconsapevolmente che quello che l’ha colpito provenga da una&nbsp; dimensione più elevata, che in quel bello si nasconda un bene puro, non contaminato dagli&nbsp; scopi e dalle faccende per cui l’uomo si agita quotidianamente.&nbsp;</div><div><br>L’esperienza della bellezza offre perciò un punto di mediazione tra ideale e reale, perché&nbsp; rappresenta la manifestazione di qualcosa di umano, che si mostra nel mondo, che è fatto di&nbsp; materia, e che pure è divino, spirituale, e superiore all’umano </div><div><br>L’arte è di conseguenza <strong><em>catartica </em></strong>per essenza, in quanto l’uomo, grazie a essa, più che vivere <strong>contempla </strong>la vita, elevandosi al di sopra della volontà, del dolore e del tempo.&nbsp;</div><div><br>Fra le arti spiccano la <strong>tragedia</strong>, che è la rappresentazione del dramma della vita, e la <strong>musica.&nbsp;</strong></div><div><br>Riprendendo e svolgendo in modo originale spunti già presenti nell’estetica musicale romantica,&nbsp; Schopenhauer sostiene che la musica si configura come l’arte più profonda e universale, una&nbsp; vera e propria “metafisica in suoni”, capace di metterci a contatto con le radici stesse della vita&nbsp; e dell’essere.&nbsp;</div><div><br>Ogni arte è liberatrice in quanto il piacere che essa procura, visto come contemplazione&nbsp; disinteressata, <strong>è cessazione del bisogno</strong>.&nbsp;</div><div><br>Ma la funzione liberatrice dell’arte è soltanto temporanea e parziale, e ha i caratteri di un gioco&nbsp; effimero, di un breve incantesimo.&nbsp;</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-11-24 16:29:49 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;etica della pietà</title>
         <author>ariannamicheluzzi</author>
         <link>https://padlet.com/ariannamicheluzzi/s90xkprggrcwsjy5/wish/1910972624</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>&nbsp;L’etica della pietà&nbsp;</strong></div><div>A differenza della contemplazione estetica, che è un estraniarsi trasognato <em>dalla </em>realtà, la&nbsp; morale implica un impegno <em>nel </em>mondo a favore del prossimo: l’etica è infatti un tentativo di&nbsp; <strong>superare l’egoismo </strong>e di vincere quella lotta incessante degli individui tra loro, che costituisce&nbsp; l’ingiustizia e rappresenta una delle maggiori fonti di dolore.&nbsp;</div><div><br>Schopenhauer afferma che l’etica sgorga <strong>da un sentimento di pietà attraverso cui&nbsp; avvertiamo come nostre le sofferenze degli altri</strong>.&nbsp;</div><div><br>Di conseguenza la pietà non nasce da un <em>ragionamento astratto</em>, ma da <em>un’esperienza vissuta</em>,&nbsp; mediante la quale, squarciando l’impedimento del nostro egoismo, compatiamo il prossimo e ci&nbsp; identifichiamo con il suo tormento.&nbsp;</div><div><br>Non basta dunque <em>sapere </em>che la vita è dolore e che tutti soffrono, bisogna invece <em>sentire e&nbsp; realizzare </em>questa verità nel profondo del nostro essere: non è allora la conoscenza che produce&nbsp; la moralità.&nbsp;</div><div><strong><br>Tramite la pietà </strong><strong><em>sperimentiamo </em></strong><strong>quell’unità metafisica di tutti gli esseri che la filosofia </strong><strong><em>teorizza</em></strong><strong>.&nbsp;</strong></div><div><br>Ai suoi massimi livelli la pietà consiste nel far propria la sofferenza di tutti gli esseri passati e&nbsp; presenti, e nell’assumere su di sé il dolore cosmico.&nbsp;</div><div><br>Sebbene la morale della pietà implichi una vittoria sull’egoismo, essa però rimane pur sempre&nbsp; all’interno della vita e presuppone un qualche attaccamento e essa.&nbsp;</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-11-24 16:34:15 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;ascesi,  la liberazione definitiva dalla volontà: LA NOLUNTAS</title>
         <author>ariannamicheluzzi</author>
         <link>https://padlet.com/ariannamicheluzzi/s90xkprggrcwsjy5/wish/1910985777</link>
         <description><![CDATA[<div>L’ascesi, che nasce dall’orrore dell’uomo per la volontà di vivere, è l’esperienza per la quale&nbsp; l’individuo, <strong>cessando di volere la vita e il volere stesso, si propone di estirpare il proprio&nbsp; desiderio di esistere e di volere.&nbsp;</strong></div><div><br>L’ascesi è il comportamento che nega più radicalmente d’ogni altro <strong>l’individualità e&nbsp; la volontà dell’uomo</strong>.&nbsp;</div><div><br>In essa la volontà cancella ogni affermazione di sé, negando o sopprimendo tutte le&nbsp; forme ‘positive’ di vita, tutte le determinazioni dell’esistenza, e trasformandosi&nbsp; infine in quella che Schopenhauer chiama la <strong>« nolontà » </strong>(ossia il riflesso speculare – ma opposto, negativo – della volontà).&nbsp;</div><div><br>Il primo passo dell’ascesi è la <strong>castità perfetta</strong>, che libera dalla prima e fondamentale&nbsp; manifestazione della volontà di vivere: l’impulso alla generazione e alla propagazione della&nbsp; specie. La rinuncia ai piaceri, l’umiltà, il digiuno, la povertà, il sacrificio tendono tutti al medesimo scopo,&nbsp; quello di sciogliere la volontà di vivere dalle proprie catene.&nbsp;</div><div><br>Il compito di questa liberazione radicale è affidata all’uomo, tramite cui l’intero mondo può&nbsp; essere redento. <strong>L’ascesi è castità e rassegnazione, indifferenza e sacrificio</strong>.&nbsp;</div><div><br>Quello ascetico si configura, in ultima analisi, non tanto come un <em>atto </em>quanto come&nbsp; uno <em>stato: </em><strong>lo stato di chi ha annullato in sé medesimo ogni pulsione vitale,&nbsp; di chi si è distaccato dall’ordine degli eventi mondani.&nbsp;</strong></div><div>Tuttavia, mentre nei mistici del cristianesimo l’ascesi si conclude con l’<em>estasi</em>, che è l’ineffabile&nbsp; stato di unione con dio, nel misticismo ateo di Schopenhauer il cammino nella salvezza mette&nbsp; capo al <em>nirvana </em>buddista, che è <strong>l’esperienza del nulla.&nbsp;</strong></div><div>Un nulla – si badi bene – che secondo quanto insegnano i testi e i maestri dell’Oriente non è il <strong><em>niente</em></strong>, bensì un nulla relativo al mondo, cioè una negazione del mondo stesso.&nbsp;</div><div>La soppressione finalmente completa dell’impulso vitale produce infatti, a suo&nbsp; avviso, nulla meno che <strong>l’annullamento totale del mondo</strong>.&nbsp;<br><br></div><div><em>“</em><strong><em>Non più volontà: non più rappresentazione, non più mondo</em></strong><em>. Davanti a noi&nbsp; non resta invero che il nulla [...]. Per gli altri, in cui la volontà si è rivolta da se&nbsp; stessa e rinnegata, questo nostro universo tanto reale, con tutti i suoi soli e le sue&nbsp; vie lattee è il nulla”.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-11-24 16:41:45 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/ariannamicheluzzi/s90xkprggrcwsjy5/wish/1938232969</link>
         <description><![CDATA[
<br>
<br>Il primo passo dell’ascesi è la castità perfetta, che libera dalla prima e fondamentale  manifestazione della volontà di vivere: l’impulso alla generazione e alla propagazione della  specie. La rinuncia ai piaceri, l’umiltà, il digiuno, la povertà, il sacrificio tendono tutti al medesimo scopo,  quello di sciogliere la volontà di vivere dalle proprie catene. 
<br>
<br>Il compito di questa liberazione radicale è affidata all’uomo, tramite cui l’intero mondo può  essere redento. L’ascesi è castità e rassegnazione, indifferenza e sacrificio. 
<br>
<br>Quello ascetico si configura, in ultima analisi, non tanto come un atto quanto come  uno stato: lo stato di chi ha annullato in sé medesimo ogni pulsione vitale,  di chi si è distaccato dall’ordine degli eventi mondani. 
<br>Tuttavia, mentre nei mistici del cristianesimo l’ascesi si conclude con l’estasi, che è l’ineffabile  stato di unione con dio, nel misticismo ateo di Schopenhauer il cammino nella salvezza mette  capo al nirvana buddista, che è l’esperienza del nulla. 
<br>Un nulla – si badi bene – che secondo quanto insegnano i testi e i maestri dell’Oriente non è il niente, bensì un nulla relativo al mondo, cioè una negazione del mondo stesso. 
<br>La soppressione finalmente completa dell’impulso vitale produce infatti, a suo  avviso, nulla meno che l’annullamento totale del mondo. 
<br>
<br>“Non più volontà: non più rappresentazione, non più mondo. Davanti a noi  non resta invero che il nulla [...]. Per gli altri, in cui la volontà si è rivolta da se  stessa e rinnegata, questo nostro universo tanto reale, con tutti i suoi soli e le sue  vie lattee è il nulla”.
<br>
<br>]]></description>
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         <pubDate>2021-12-09 13:54:21 UTC</pubDate>
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