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      <title> by francescodevita</title>
      <link>https://padlet.com/francescodevita004/s66sojktxgf0</link>
      <description>Realizzato con allegria</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-12-13 10:28:37 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2018-01-19 10:35:05 UTC</lastBuildDate>
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         <title></title>
         <author>francescodevita004</author>
         <link>https://padlet.com/francescodevita004/s66sojktxgf0/wish/215727069</link>
         <description><![CDATA[<div>Chiariamo subito che le analisi condotte in occasione del nostro ultimo test sulla pasta hanno dato <strong>risultati diversi </strong>rispetto a quelli del test di Grano Salus. Ma un motivo c'è. In particolare, riguardo le <strong>micotossine </strong>(parliamo del deossinivalenolo o Don), nelle nostre analisi non sono state rilevate nella pasta <strong>De Cecco e Voiello</strong>, al contrario di quanto riscontrato da GranoSalus. Perché questa differenza nei risultati? Semplice, perché la ricerca di micotossine, per la loro stessa natura, <strong>può dare risultati differenti</strong> su lotti uguali dello stesso prodotto, possibilità che aumenta di conseguenza considerando lotti diversi, come nel caso del test condotto dall'associazione e quello effettuato da noi. In ogni caso, nonostante la variabilità dovuta alla fornitura del momento, De Cecco e voiello sono risultate <strong>più volte esenti da questi contaminanti</strong> dalle nostre analisi. Ricordiamo che, sempre in riferimento a quanto sostenuto da Grano Salus, <strong>non sempre esiste una correlazione</strong> tra grano estero e micotossine. Inoltre è bene ricordare che, data la variabilità di queste sostanze, <strong>per limitarle è bene cambiare marca</strong>, in base anche alle notizie a disposizione.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-13 10:29:23 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>francescodevita004</author>
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         <description><![CDATA[<div>Non abbiamo verificato la presenza di Glifosato nel nostro test ma, dai risultati pubblicati da GranoSalus, si evince chiaramente che i tenori riscontrati sui campioni di pasta sono contenuti e, nei casi peggiori, sono comunque <strong>100 volte inferiori ai limiti</strong> previsti dalla legge. Ipotizzando che un bambino di 20 kg mangi due porzioni di pasta al giorno (80 g. ciascuna), la quantità di Glifosato assunta sarebbe di <strong>circa 600 volte inferiore alla dose giornaliera accettabile</strong>, ovvero la quantità di pesticida che può essere assunta in un giorno senza rischi. Nel test pubblicato da GranoSalus non si fa riferimento al fatto che la tossicità del Glifosato <strong>è ancora in fase di discussione</strong>, tanto che ci sono <strong>pareri discordanti</strong> come quello dell'<strong>Efsa</strong>(Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare), che esclude la carcinogenicità di questa sostanza, e quello dello <strong>IARC</strong>, di parere contrario. Stiamo attualmente effettuando nuove analisi sul Glifosato.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-13 10:31:01 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>francescodevita004</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel nostro ultimo test il Don è stato trovato <strong>in oltre metà dei prodotti analizzati</strong>. Tutti i campioni testati erano entro i limiti previsti dalla legge (750 microgrammi/kg) ma, nonostante questo, un prodotto che si avvicina troppo a questa soglia <strong>può non essere indicato per i bambini</strong> più piccoli o per i ragazzi. Il valore più alto era di Esselunga: proprio 750 microgrammi/kg. Seguivano Granoro (656), Pasta Reggia (501), Carrefour (426), Divella (394), Barilla (376), Tre Mulini (346). La conclusione a cui eravamo giunti è che questi prodotti, secondo i nostri calcoli,<strong> non andrebbero dati ai bambini di tre anni</strong>. Chi si avvicina al limite, in particolare Esselunga, non dovrebbe essere proposto neppure ai più grandi, fino ai 9 anni di età, per non rischiare di superare <strong>la dose massima giornaliera tollerabile</strong> di assunzione di Don. Per gli adulti, invece, questi valori non rappresentano un problema, ma avevamo voluto mettere l’accento sul fatto che c’è un’ampia fascia di popolazione, in particolare bambini e ragazzi, che rischia di assumere ogni giorno un quantitativo di deossinivalenolo superiore alla soglia tollerabile, anche mangiando prodotti <strong>perfettamente in regola</strong> con le normative. Per questo abbiamo deciso di essere <strong>molto severi nella nostra scala di giudizi</strong>, per poter premiare non soltanto i pacchi di pasta più convincenti al palato, ma anche quelli che danno un valore in più: la totale assenza di micotossine.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-13 10:38:03 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>francescodevita004</author>
         <link>https://padlet.com/francescodevita004/s66sojktxgf0/wish/215729649</link>
         <description><![CDATA[<h1>GranoSalus: i risultati delle analisi sulla pasta Barilla, Voiello, De Cecco, Divella, Garofalo, La Molisana, Coop e Granoro 100% Puglia.“I grani duri del Sud non dovrebbero presentare queste sostanze pericolose! – si legge sempre nel sito dell’associazione -. Il condizionale è d’obbligo, perché se un marchio come Granoro 100% Puglia presenta tracce di questi contaminanti, beh, c’è qualcosa che non funziona nel disciplinare della Regione Puglia che ha concesso in licenza d’uso il marchio alla ditta Granoro e negli stessi controlli della Regione”.<br><br>Insomma, la Regione Puglia presieduta da<strong> Michele Emiliano</strong> non ne esce bene. Anzi. Perché quello che avviene in questa Regione non è esattamente un esempio da seguire.<br>“Gli spaghetti della Garofalo presentano 199 ppb di micotossine DON, 0,062 milligrammi per chilogrammo di glifosate e 0,021 milligrammi per chilogrammo di Cadmio. Anche la Garofalo acquista grano duro estero”.</h1><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-13 10:39:42 UTC</pubDate>
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         <title> E diventata virale la notizia diffusa dall’associazione GranoSalus che accusa la pasta venduta da grandi marchi come Barilla, Voiello e De Cecco di essere contaminata da DON (micotossina), glifosato e cadmio. Ma c’è di più, secondo l’associazione la presenza di queste sostanze, oltre a portare alla luce un rischio per i cittadini, sarebbero la prova lampante che la pasta è stata prodotta da una miscela di grano duro nazionale e frumento importato dal Canada, anche quando i produttori dichiarano sull’etichetta una pasta fatta con grano 100% italiano. I nomi coinvolti nell’indagine sono importanti: Oltre a Barilla, Voiello e De Cecco troviamo Divella, Garofalo, La Molisana, Coop e Granoro.</title>
         <author>francescodevita004</author>
         <link>https://padlet.com/francescodevita004/s66sojktxgf0/wish/215730969</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-12-13 10:45:25 UTC</pubDate>
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