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      <title>Magritte by Christian Liguori</title>
      <link>https://padlet.com/christian_liguori/s2drbx91gznm</link>
      <description>L&#39;enigma dell&#39;esistenza in pittura</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2019-03-12 10:15:13 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2026-02-12 08:47:27 UTC</lastBuildDate>
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         <title>AFORISMA</title>
         <author>christian_liguori</author>
         <link>https://padlet.com/christian_liguori/s2drbx91gznm/wish/340324101</link>
         <description><![CDATA[<div><em>«Nella vita tutto è mistero.»</em><br>(René Magritte, <em>Intervista di Maurice Bots, 2 luglio 1951</em>)</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-12 10:23:04 UTC</pubDate>
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         <title>LA VITA IN BREVE
</title>
         <author>christian_liguori</author>
         <link>https://padlet.com/christian_liguori/s2drbx91gznm/wish/340327881</link>
         <description><![CDATA[<div><br>René Magritte nasce in Belgio nel 1898 e frequenta l’Accademia delle belle arti di Bruxelles. Nel 1912 la sua adolescenza è segnata da un episodio che avrà poi molta influenza sulle sue opere: la madre si suicida gettandosi nel fiume.<br><br>A partire dal 1920, lavora come disegnatore di carte da parati per poi passare alla creazione di manifesti pubblicitari.<br><br>Nel 1925 conosce la poesia surrealista francese e incontra De Chirico, in particolare Magritte rimane colpito dal "Canto d’Amore" (vedi foto) dell’artista metafisico dove, sul lato di un edificio, sono accostati la testa enorme di una statua greca e un gigantesco guanto di lattice. Questo sarà uno dei due motivi per cui l’artista belga passerà da una pittura di tipo cubista e futurista ad una più surrealista e metafisica.<br> <br>Nel 1926 prende contatto con Breton, attuale leader del movimento surrealista. L’anno successivo si sposterà quindi a Parigi dove avrà la possibilità di entrare in contatto con altri pittori surrealisti quali Eluard, Mirò e Dalì.<br>Nel 1928 partecipa all’ "Exposition surréaliste" e diviene elemento importante del movimento.<br><br>Negli anni a seguire, perlopiù trascorsi in Belgio, la produzione di Magritte è costante e continua, regolare e precisa come fu la vita stessa dell’artista. <br> <br>Ha esposto in più occasioni le sue opere <br>in Europa e USA.<br><br>Magritte muore a Bruxelles nel 1967</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-12 10:34:30 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>IL PRIMO DIPINTO SURREALISTA: &quot;LA FINESTRA&quot; (1925)

</title>
         <author>christian_liguori</author>
         <link>https://padlet.com/christian_liguori/s2drbx91gznm/wish/340543685</link>
         <description><![CDATA[<div>Nel 1954 l'artista scriverà di se stesso in terza persona: "E' nel 1924 che René Magritte crea il suo primo quadro. Esso rappresenta una finestra vista da un interno. Davanti alla finestra, una mano sembra voler afferrare un uccello che vola. Alcuni richiami a ricerche anteriori figurano ancora in questo quadro, certe parti trattate plasticamente, secondo un linguaggio ormai trascurato."<br><br><br><br>Il quadro cui si riferisce, da intendersi come primo dipinto surrealista, è senza dubbio "La finestra", del 1925. <br>Vi si possono trovare tracce non solo di De Chirico, ma anche di opere di Ernst, il più surrealista di tutti. Cogliamo, infatti, il "montaggio" di elementi in apparenza illogici, aspetto che ricorda da vicino alcuni temi del primo "Manifesto del Surrealismo" (1924). <br><br><br>E' sintomatico che anche Ernst ed altri del gruppo avanguardista militante intorno a Breton fossero ossessionati dall'animale volatile, eppure Magritte, pur avvicinandosi ad alcuni modi dei surrealisti, non si è mai ritenuto tale, semmai simbolista.     <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-12 17:33:14 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>UNA NUOVA PITTURA, UN NUOVO LINGUAGGIO </title>
         <author>christian_liguori</author>
         <link>https://padlet.com/christian_liguori/s2drbx91gznm/wish/340551955</link>
         <description><![CDATA[<div><br>"Quello che il mondo offre di visibile è abbastanza ricco per costituire un linguaggio evocatore del mistero."<br><br><br>Il quadro nel quadro, lo smembramento dell'immagine, l'uso delle parole, gli accostamenti inusuali di oggetti comuni, inseriti in contesti non familiari, con il conseguente effetto di "spaesamento", sono invenzioni attraverso cui Magritte rappresenta il mistero, ossia ciò che è inconoscibile e che la scienza non può esprimere. <br><br><br>E' forse questo uno dei motivi che tanto fa appassionare in tanti alla pittura di un rinnovatore del linguaggio non solo artistico come lui?<br><br><br>Dunque, se ne "Il falso specchio" (1928)  l'artista trasforma la rappresentazione oggettiva e fredda dell'occhio in una visione enigmatica, sostituendo all'iride il cielo che l'occhio sta guardando, ne "Il tradimento delle immagini" dell'anno seguente (vedi foto) la sua contestazione parte da una riflessione: <br>"Chi oserebbe pretendere che la rappresentazione di una pipa è una pipa?<br>Chi potrebbe fumare la pipa del mio quadro? Nessuno. Quindi non è una pipa."    </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-12 17:47:43 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>SURREALISMO &quot;REALISTICO&quot;</title>
         <author>christian_liguori</author>
         <link>https://padlet.com/christian_liguori/s2drbx91gznm/wish/340784097</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Nelle tele magrittiane si può sempre notare la presenza di elementi contrastanti che producono un effetto capace di risvegliare lo spirito conducendolo a riflettere e a porsi interrogativi.<br><br><br>E' questo il caso della contemporaneità di giorno e notte ne "L'impero delle luci" (1954): un luogo notturno sotto un cielo chiaro come di giorno. Solo al secondo impatto l'osservatore si rende conto del surreale di questa scena dipinta così realisticamente. <br>Parole dell'artista: "L'evocazione della notte e del giorno mi pare dotata del potere di sorprenderci e incantarci. Chiamo questo potere: la poesia".<br><br><br>Solo un pittore geniale come lui può essere capace di coniugare così il surrealismo al realismo, in un certo senso sinteticamente congiungendo l'Ottocento al Novecento. </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-13 10:18:20 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>LA MESSA IN DISCUSSIONE DEL RITRATT0</title>
         <author>christian_liguori</author>
         <link>https://padlet.com/christian_liguori/s2drbx91gznm/wish/340789270</link>
         <description><![CDATA[<div>Per secoli la tradizione pittorica del ritratto è universalmente nota anche per aver contribuito all'esaltazione della personalità di un individuo, unico e irripetibile.<br><br><br>Attraverso il dipinto "La riproduzione vietata (Ritratto di Edward James)" del 1937, l'artista mette in discussione l'essenziale peculiarità del genere prima citata. <br>Infatti, se da un lato l'oggetto si rilfette naturalmente nello specchio, il ritrattato è innaturalmente visto nello specchio di spalle, e non ne vediamo il viso.<br><br><br>La realtà è che, per dirla alla maniera pirandelliana, noi non conosciamo fino in fondo la nostra identità, esaltata normalmente dal genere pittorico del ritratto. <br><br><br>Inoltre, come si vede anche qui, Magritte nelle sue opere fa un uso ricorrente di specchi per scuotere profondamente (ma senza alcun commento personale) le convenzioni più consolidate.<br><br><br>Perchè, "ciò che è importante è proprio questo momento di panico, non la sua spiegazione". <br>  </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-13 10:35:45 UTC</pubDate>
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         <title>AUTORITRATTI ALLA MAGRITTE</title>
         <author>christian_liguori</author>
         <link>https://padlet.com/christian_liguori/s2drbx91gznm/wish/340962717</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Magritte mette in discussione la ritrattistica, ma non rinuncia ad autoritrarsi, sebbene in poche occasioni ed in modalità sempre alternative. <br><br><br>Nel dipinto "Lo stregone" (1951) l'artista si raffigura in un gioco delle parti simultaneo nel quale grazie a quattro braccia e mani è in grado di eseguire diversi movimenti contemporaneamente. <br><br><br>"Lo stregone come auto(mobile)-ritratto è l'autoritratto dell'autore. ...<br>Chi è pazzo di movimento o del contrario non troverà diletto in questo quadro", afferma Magritte stesso. </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-13 16:26:35 UTC</pubDate>
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         <title>SCHEMA TITOLI E OPERE MAGRITTIANE</title>
         <author>christian_liguori</author>
         <link>https://padlet.com/christian_liguori/s2drbx91gznm/wish/341673953</link>
         <description><![CDATA[<div><br></div><div><br></div><div>                                          TITOLO OPERA MAGRITTIANA     </div><div> </div><div><br></div><div>1) CARATTERISTICHE IGNORATE DALLA COSCIENZA, MA PRESENTIBILI</div><div><br></div><div>2) RAPPORTO POETICO COL QUADRO</div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div>3) NO ILLUSTRAZIONE</div><div><br></div><div>4) NO SPIEGAZIONE</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-15 10:01:47 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>DENTRO L&#39;OPERA: LES AMANTS (1928, RICHARD S. ZEISLER COLLECTION DI NEW YORK)</title>
         <author>christian_liguori</author>
         <link>https://padlet.com/christian_liguori/s2drbx91gznm/wish/341684202</link>
         <description><![CDATA[<div><br>E' la versione più famosa di un tema che ricorre spesso nella pittura di Magritte della seconda metà degli anni venti del Novecento.<br><br>L'artista intende qui rivelare ciò che è nascosto e sottolinea la cecità dell'amore ponendo sui volti dei due amanti un velo che impedisce loro di vedere la realtà della loro condizione. <br><br>Emerge così dal profondo dell'osservatore un voluto stato di inquietudine claustrofobica, nonchè una presa di coscienza della stroardinaria intimità che sta oltre il tessuto. <br><br>Quest'immagine commovente e romantica conferisce al candido tessuto una sensazione di voyeurismo: Magritte sembra così anticipare le sculture iperrealiste americane degli anni Sessanta e Settanta del Novecento.<br><br>L'idea di nascondere un soggetto per evidenziarne l'esistenza fece scuola in seguito. Lo farà ad esempio Christo con gli "impacchettamenti" di noti edifici, come il Reichstag di Berlino nel 1995. <br><br>Nella nostra opera lo sfondo è assimilabile ad un palcoscenico ristretto per conferire ancora più claustrofobicità all'insieme. L'austerità, invece, è data dal color ocra dei muri e dal beige del soffitto. <br><br><br>I due lenzuoli sono resi con un abile uso dei chiaroscuri, che sembrano riecheggiare i virtuosismi del peplo di una scultura ellenistica, e sono fonte di luce dell'intera opera. Questi drappeggi che paiono leggeri e appena appoggiati sui volti dei due amanti, sono in netto contrasto con il rigore classico dell'architettura in alto a destra. La composizione è equilibrata sia dal punto di vista geometrico che plastico.<br><br></div><div><br><br>È chiaro il riferimento del dipinto a quello realizzato da De Chirico nel 1917 ed intitolato "Ettore e Andromaca", in cui due manichini a figura intera tentano un analogo, impossibile abbraccio in un'atmosfera metafisica quasi melodrammatica. <br>Ma, se i manichini tengono una certa distanza dallo spettatore, in questo quadro di Magritte l'angoscia è difficilmente evitabile: non siamo più di fronte a un'umanità simulata (manichini), ma siamo di fronte a una realtà negata nelle sue caratteristiche essenziali, mutilata dalla sua individualità.<br><br></div><div><br>Nascosti dietro i loro sudari, i due protagonisti si scambiano un bacio simbolo di un amore muto, incapace di un linguaggio diverso da quello del corpo. <br><br>E' morta la capacità di comunicare...  <br><br><br> </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-15 10:41:52 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>DENTRO L&#39;OPERA: LA CONDIZIONE UMANA (1933, NATIONAL GALLERY OF ART DI WASHINGTON)</title>
         <author>christian_liguori</author>
         <link>https://padlet.com/christian_liguori/s2drbx91gznm/wish/341693815</link>
         <description><![CDATA[<div><br>"Misi di fronte a una finestra, vista dall'interno d'una stanza, un quadro che rappresentava esattamente la parte di paesaggio nascosta alla vista dal quadro.<br>Quindi l'albero rappresentato nel quadro nascondeva alla vista l'albero vero dietro di esso, fuori della stanza. Esso esisteva per lo spettatore, per così dire, simultaneamente nella sua mente, come dentro la stanza nel quadro, e fuori nel paesaggio reale. Ed è così che vediamo il mondo: lo vediamo come al di fuori di noi anche se è solo d'una rappresentazione mentale di esso che facciamo esperienza dentro di noi." <br><br>E' lo stesso artista che ci offre una chiara ed esaustiva spiegazione della sua opera, all'interno della quale bisogna elaborare un'ulteriore riflessione: non è detto che aldilà del quadro nel quadro ci sia lo stesso paesaggio rappresentato nell'opera nell'opera.<br><br>Questo è il dipinto dell'illusione del mondo e della sua rappresentazione, ma essa differisce per ciascuno di noi e la verità non ci è data da sapere. </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-15 11:21:41 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>DENTRO L&#39;OPERA: GOLCONDE (1953, THE MENIL COLLECTION DI HOUSTON)</title>
         <author>christian_liguori</author>
         <link>https://padlet.com/christian_liguori/s2drbx91gznm/wish/341697484</link>
         <description><![CDATA[<div>"C'è una moltitudine di uomini, di uomini diversi. Ma poichè una moltitudine non fa pensare a un individuo, tutti gli uomini sono vestiti allo stesso modo, nel modo più semplice possibile, per indicare una moltitudine...<br>Golconde era una ricca città indiana, una specie di miracolo. Io ritengo che sia un miracolo poter camminare attraverso il cielo sulla terra. D'altra parte la bombetta non rappresenta una sorpresa. E' un copricapo per nulla originale. L'uomo con la bombetta è un uomo ordinario. E io la porto, non desidero mettermi in mostra." <br><br><br>Questo quadro è un esempio classico della semplicità tipica di un artista surrealista minimale come Magritte. Il cielo è di un azzurro neutro e inespressivo. <br><br><br>La rappresentazione della figura umana è funzionale ad evidenziare la non-unicità del singolo, la ripetibilità di chi vorrebbe essere unico ed irripetibile, l'isolamento umano.<br><br>All'uniformità dell'individuo s'accompagna quella della vita di tutti i giorni, dimostrata dalle finestre regolari con le tende che caratterizzano il paesaggio urbano. </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-15 11:34:40 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>DENTRO L&#39;OPERA: LA GRANDE GUERRA (1964, COLLEZIONE PRIVATA)</title>
         <author>christian_liguori</author>
         <link>https://padlet.com/christian_liguori/s2drbx91gznm/wish/341991228</link>
         <description><![CDATA[<div><br>La mela verde e la bombetta nera sono simboli ricorrenti nella pittura di Magritte, fino al termine della sua esistenza. Infatti, in questo dipinto dal titolo apparentemente insolito compaiono entrambi gli oggetti e siamo nella fase finale della sua produzione. <br><br><br>Presa da manie di protagonismo, la mela verde si staglia davanti al volto dell'anonimo signore, proprio nel punto in cui corre naturalmente lo sguardo quando ci si trova di fronte a un ritratto: ancora una volta l'artista mette in discussione il genere del ritratto e i normali meccanismi della logica dello sguardo. <br><br><br>Il titolo è lo stesso di un altro suo quadro raffigurante una donna in abito bianco, il cui sguardo questa volta è nascosto dietro un elegante bouquet. <br><br><br>Sia nel caso della mela sia in quello del bouquet si tratta di oggetti che nascondono ciò che è visibile ma nascosto, ovvero il volto della persona. <br>Magritte ci spiega che tutto questo accade di continuo, perchè sussiste un interesse in ciò che è nascosto e che il visibile non ci fa vedere.<br>Il conflitto che si genera secondo l'artista è tra il visibile nascosto e il visibile apparente, perciò ha scelto di intitolare il dipinto "La Grande Guerra", per alludere a un conflitto fra le immagini scatenata dalla rivolta di due oggetti insignificanti, che contendono la condizione di "visibilità" ai volti dei due personaggi. <br><br><br>Ma nessuno si stupisce se quest'uomo in bombetta cela inevitabilmente una porzione di cielo, a differenza di quanto possa colpire invece la sovrapposizione "anormale" di un oggetto davanti ad un volto che in un "normale" ritratto sarebbe visibile. <br><br><br>Il titolo è interpretabile anche ricollegandoci direttamente all'evento storico della Prima Guerra Mondiale, un conflitto durissimo di logoramento e di trincea, in cui moltissimi uomini furono spazzati via da oggetti non meno insignificanti di una mela o di un mazzo di fiori. Fu una guerra che annullò la personalità di ognuno, per cui qui la cancellazione dei lineamenti del volto diviene un'efficace metafora. <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-16 10:26:10 UTC</pubDate>
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         <title>MAGRITTE SCULTORE</title>
         <author>christian_liguori</author>
         <link>https://padlet.com/christian_liguori/s2drbx91gznm/wish/342007758</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Non tutti sanno che Magritte è stato anche scultore. <br>Considerando che l'artista nei suoi dipinti gioca spesso con lo spazio, i suoi bronzi rappresentano un interessante sviluppo del suo percorso artistico.<br>Le sculture, infatti, non sono altro che versioni tridimensionali di alcuni dei suoi dipinti.<br><br><br>Uno dei dipinti scelti da Magritte per le sculture fu "Le grazie naturali" del 1963, le cui foglie simili a uccelli germogliano nel bronzo da una base piatta. <br>L'artista morì prima che la scultura fosse finita, e precisamente fu completata da Berrocal. <br>Il bronzo riprende il tema dell' "Isola del tesoro".<br>Lo scrittore Stevenson, infatti, era capace di far emergere il meraviglioso da una descrizione realistica. E' a lui che questi uccelli-foglia, senza rami nè albero rendono un magnifico omaggio.  <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-16 14:11:53 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;EREDITA&#39; DI MAGRITTE: PERCHE&#39; ANCORA OGGI BISOGNA PARLARNE</title>
         <author>christian_liguori</author>
         <link>https://padlet.com/christian_liguori/s2drbx91gznm/wish/342008529</link>
         <description><![CDATA[<div><br>L'arte di Magritte è una rivincita della poesia nei confronti dei ciechi poteri della tecnica, una rivincita del pensiero filosofico, cioè desiderante e incerto contro il sapere costituito e i dogmatismi di ogni genere. <br><br><br>Con le immagini di Magritte, aldilà della disperazione e della speranza, è tuttavia possibile sopravvivere continuando a pensarvi, cioè sopportando il mistero del senso in quanto inseparabile dai sensi, senza però ridursi a essi. <br><br><br>Il senso è il risultato di una molteplicità di poteri sensoriali, quelli della mano, dell'occhio, della bocca, ma non potremmo dire se esso sia in grado di dominarli tutti. <br>La forza di Magritte è di mantenere in vita l'esigenza e il bisogno del senso in un mondo che ha cessato di provare questo desiderio.   <br><br><br>Salutiamo Magritte con un filmato che rende omaggio alla più grande e importante collezione delle sue opere: il Museo Magritte di Bruxelles.  <br><br><br><a href="https://www.google.it/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=video&amp;cd=2&amp;ved=0ahUKEwi4p_jktvzgAhUH6qQKHarYBMcQtwIIKzAB&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3DJLtqIYV_nXg&amp;usg=AOvVaw1KHFjuZjVoBz36ii_KS4MZ">Musée Magritte Museum - YouTubehttps://www.youtube.com/watch?v=JLtqIYV_nXg</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-16 14:20:56 UTC</pubDate>
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