<?xml version="1.0"?>
<rss version="2.0">
   <channel>
      <title>L&#39;universo femminile e la visione del diverso by Gilda Porfido</title>
      <link>https://padlet.com/leanprideenterprises/s1ds93z3ovwhiz9m</link>
      <description></description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2023-05-24 19:23:39 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2023-05-25 09:34:47 UTC</lastBuildDate>
      <webMaster>hello@padlet.com</webMaster>
      <image>
         <url></url>
      </image>
      <item>
         <title></title>
         <author>giporfido05</author>
         <link>https://padlet.com/leanprideenterprises/s1ds93z3ovwhiz9m/wish/2603730092</link>
         <description><![CDATA[<div>“Come per gli alunni il maestro è il didascalos per gli adulti i maestri sono i poeti” (V.1053-1055, Rane Aristofane).&nbsp;<br>Con queste parole, Eschilo nell’agone con Euripide, illustra la funzione dei poeti, nonché la funzione del teatro stesso: ammonire, ed educare la città di Atene nei momenti di sconforto e nei momenti di instabilità, ricordando ai cittadini e alla classe politica di rimanere saldi nei propri principi, di non vacillare e di non lasciarsi prendere dal momento .&nbsp;</div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2023-05-24 19:28:20 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/leanprideenterprises/s1ds93z3ovwhiz9m/wish/2603730092</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Introduzione sul teatro</title>
         <author>giporfido05</author>
         <link>https://padlet.com/leanprideenterprises/s1ds93z3ovwhiz9m/wish/2603731206</link>
         <description><![CDATA[<div>il teatro greco non è privo di contraddizioni: se nella vita quotidiana le donne greche venivano estromesse da qualsiasi faccenda di tipo politico e sociale, nel teatro antico la figura femminile arrivava a prendersi tutto lo spazio che le veniva negato nella realtà. All’interno delle rappresentazioni erano infatti le donne le vere protagoniste, come dimostrano i tanti drammi a esse intitolati. Inoltre, la figura femminile era il simbolo dell’umano.&nbsp;<br>Nel teatro greco le donne non erano quindi nè autrici di drammi né attrici (infatti anche le parti femminili erano interpretate dagli uomini) ma avevano un ruolo da protagoniste sulla scena. </div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2023-05-24 19:29:33 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/leanprideenterprises/s1ds93z3ovwhiz9m/wish/2603731206</guid>
      </item>
      <item>
         <title>&quot;L&#39;Antigone&quot; di Sofocle</title>
         <author>giporfido05</author>
         <link>https://padlet.com/leanprideenterprises/s1ds93z3ovwhiz9m/wish/2603733186</link>
         <description><![CDATA[<div>Anche nell’Antigone, tragedia messa in scena nel 442 a.c, Sofocle presenta il contrasto fra le leggi dello Stato e “leggi non scritte ma infallibili degli Dei”. Non fu certo il cielo a decretarmi questo, e non la giustizia che abita sotterra per gli uomini queste regole fissò; ne una tale forza cresco che avessero i decreti tuoi che potesse un mortale le norme dei cieli non scritte e non labili calpestare. Nè ora nè ieri, ma sempre vivono e nessuno sa da quando apparvero. Con queste parole la protagonista dimostra la sua incrollabile fede nella legge non scritte ma incrollabile degli Dei.&nbsp;</div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/2058394660/13e14fefd3679443773961a46dc36c9f/antigone.jpg" />
         <pubDate>2023-05-24 19:32:10 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/leanprideenterprises/s1ds93z3ovwhiz9m/wish/2603733186</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Le &quot;Supplici&quot; di Eschilo</title>
         <author>giporfido05</author>
         <link>https://padlet.com/leanprideenterprises/s1ds93z3ovwhiz9m/wish/2603733664</link>
         <description><![CDATA[<div>Eschilo mette in scena, probabilmente intorno al 463 a.c, le Supplici, prima dramma di una tetralogia, per noi andata perduta. Qui il poeta intreccia le due tematiche magnificamente: Danao ed Egitto erano due gemelli che condividevano la sovranità del regno d’Egitto. Il primo aveva avuto 50 figlie e il secondo 50 figli, che adesso pretendevano di sposare le cugine e, quindi, di unirsi carnalmente a loro. Le 50 donne, chiamate collettivamente Danaidi (ovvero, figlie di Danao), scelgono di fuggire insieme al padre dall’Egitto, cercando asilo ad Argo, in Grecia. «Siamo esuli in fuga» annunciano le Danaidi, poco dopo l’apertura della scena. La collettività del loro grido d’aiuto è espressa nella forma del Coro, che rende le tante voci di donna un’unica voce, perché unica è la loro sofferenza e unico sarà il loro destino. Questo canto unanime racconta allo spettatore che la loro scelta è stata necessaria, ma non semplice: i cugini daranno loro la caccia anche in capo al mondo, e per sfuggirgli, le giovani donne sono disposte anche a togliersi la vita, in un gesto estremo che le renderebbe definitivamente libere e mai più «schiave di maschi»&nbsp;</div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/2058394660/590535f63f2ffe35bd602f44df5f54fc/supplici.jpg" />
         <pubDate>2023-05-24 19:32:50 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/leanprideenterprises/s1ds93z3ovwhiz9m/wish/2603733664</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Le &quot;Troiane&quot; di Euripide</title>
         <author>giporfido05</author>
         <link>https://padlet.com/leanprideenterprises/s1ds93z3ovwhiz9m/wish/2603734667</link>
         <description><![CDATA[<div>Ancora donne sono protagoniste delle Troiane, tragedia messa in scena da Euripide alle Dionisie del 415 a.c. Fin dai poeti omerici la guerra era stato un tema ricorrente ed importante nella letteratura greca. Essa però è stata vista da chi la faceva concretamente e da chi vi trovava una logica sia pure drammatica. Nelle Troiane invece la prospettiva è ribaltata e il tema bellico viene presentato dalla prospettiva delle donne prigioniere, vendute a nuovi padroni dopo il massacro dei loro uomini. Tuttavia, Euripide non si limita a mostrare le sofferenze degli sconfitti: le Troiane mostrano che la guerra è priva di ogni aspetto positivo e che le sue sciagure si ripercuotono anche sui vincitori, come dice Cassandra nel suo bilancio della guerra “ deve dunque evitare la guerra chi è assennato”.&nbsp;</div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/2058394660/8d4f8acfad0380787ace8983ed57fbc8/troiane.jpg" />
         <pubDate>2023-05-24 19:33:55 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/leanprideenterprises/s1ds93z3ovwhiz9m/wish/2603734667</guid>
      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>giporfido05</author>
         <link>https://padlet.com/leanprideenterprises/s1ds93z3ovwhiz9m/wish/2603755020</link>
         <description><![CDATA[<div>Quattro donne, quattro destini diversi, nello scegliere questi personaggi rappresentanza di tutta la comunità troiana, Euripide delinea un quadro completo del mondo femminile: la vecchia; la ragazza da marito (o parthénos); la sposa; infine, la concubina, Elena, pronta a sedurre nuovamente e a tornare tra le braccia del marito. Nell’agone fra Ecuba ed Elena possiamo cogliere tutti questi elementi. Qui l’agone viene condotto la prassi dei dissoi logoi e Menalo funge da giudice. Il modulo dei discorsi contrapposti era particolarmente gradito agli Ateniesi, che erano molto attratti dai dibattiti giuridici, anche per l'influsso dei sofisti, capaci di rendere "più forte" il discorso "più debole". In questo caso il logos sofistico pone le questioni principali del dramma: responsabilità oggettive della guerra, condizione femminile, opposizione fra Greci e barbari. Tuttavia esiste anche una squisita ragione psicologica che guida Euripide nell'architettura dell'episodio. È l'ultima occasione di rivalsa per l'anziana regina. La futura punizione di Elena le restituisce volontà, forza e livore e alla rassegnazione subentra l'odio, puro e inarrestabile, violento e accecante. Ecuba si assimila ai vincitori nell' inseguire l' umiliazione della nemica, ne condivide la cieca volontà di annientamento e per un istante perde la sua grandezza eroica. Ma è proprio la vittoria di Elena a riguadagnare alla donna la sua statura, che tale si conferma solo nello spazio neutralizzato del dolore, della sconfitta.&nbsp;</div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2023-05-24 20:00:08 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/leanprideenterprises/s1ds93z3ovwhiz9m/wish/2603755020</guid>
      </item>
   </channel>
</rss>
