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      <title>Kierkegaard e Feuerbach by Annachiara Valerio</title>
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      <description>Realizzato con allegria</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-01-30 14:11:03 UTC</pubDate>
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         <title>Kierkegaard: vita</title>
         <author>annachiara_valerio</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nato da Michael Pedersen (1756-1838) e dalla sua seconda moglie Ane Sørensdatter Lund (1768-1834), Kierkegaard visse la quasi totalità della sua esistenza a Copenaghen, dove nacque e morì. La sua filosofia prese corpo da un doppio rifiuto, ossia il rifiuto della filosofia hegeliana ("dove Hegel finisce, lì press'a poco comincia il Cristianesimo; l'errore è semplicemente che Hegel pensa di avere a questo punto liquidato il Cristianesimo: anzi di essere andato molto più in là!) e l'allontanamento dal vuoto formalismo della Chiesa danese. 
<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-30 14:20:27 UTC</pubDate>
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         <title>Singolo e  genere</title>
         <author>annachiara_valerio</author>
         <link>https://padlet.com/annachiara_valerio/ryldd1p43ch5/wish/150234343</link>
         <description><![CDATA[<div>Kierkegaard contesta Hegel. Per il filosofo danese, il singolo è superiore al genere, mentre per Hegel l'individuo si dissolve nella ragione che assorbe tutto, per cui è il genere che precede il singolo.  Per Kierkegaard, in Hegel manca il soggetto pensante. non c'è differenza qualitativa tra finito e infinito. L'esistenza è, per Hegel, un accessorio dell'essenza mentre per Kierkegaard l'esistenza (dal latino ex-sistere, 'stare fuori') significa stare fuori dal concetto, dall'essenza universale. L'esistenza non può essere posta in atto insieme all'essenza dal pensiero, bensì deve essere un dato indipendente dall'attività speculativa. Occuparsi delle essenze vuol dire occuparsi dell'universale, ma Kierkegaard, una volta appurato che essenza ed esistenza differiscono, sposta la sua attenzione dall'universale astratto (riguardante soltanto le entità logiche) all'individuale: il Singolo, l'individuo concreto. Kierkegaard capovolge completamente il significato che Hegel attribuiva al termine "concreto". Concreta non è più la totalità, ma l'individuo. L'astrattezza sarà attributo dell'universalità. </div>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-30 14:27:55 UTC</pubDate>
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         <title>l&#39;angoscia e disperazione</title>
         <author>annachiara_valerio</author>
         <link>https://padlet.com/annachiara_valerio/ryldd1p43ch5/wish/150240548</link>
         <description><![CDATA[<div>Per Kierkegaar L'angoscia nasce da un contesto di libertà e responsabilità. per il filosofo l'esistenza è legata al peccato che è la manifestazione della finitezza dell'uomo e nello stesso tempo presuppone la libertà perchè solo l'uomo libero pecca. L'angoscia è lo stato in cui si trova l'uomo quando si stacca da Dioo per essere libero, cioè se stesso, e dunque pecca proprio perchè libero. </div>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-30 14:41:24 UTC</pubDate>
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         <title>la libertà di decidere </title>
         <author>annachiara_valerio</author>
         <link>https://padlet.com/annachiara_valerio/ryldd1p43ch5/wish/150246113</link>
         <description><![CDATA[<div>L'uomo è la libertà di decidere e possibilità di scegliere. Dunque l'esistenza significa essere illimitati-determinati proprio perchè esistono solo individui determinati, particolari e non essenze. Esiste l'individuo che è l'unica realtà effettiva aperta ad infinite possibilità di scelta, cioè libero di scegliere tra diverse alternative che non sono concilianti. Infatti la libertà non è soltanto qualcosa di positivo ma anche negativo, in quanto essere liberi significa scegliere tra termini opposti. Scegliere tra bene e male.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-30 14:52:50 UTC</pubDate>
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         <title>Vita estetica</title>
         <author>annachiara_valerio</author>
         <link>https://padlet.com/annachiara_valerio/ryldd1p43ch5/wish/150249234</link>
         <description><![CDATA[<div>Lo stadio estetico è quello in cui l'uomo manifesta indifferenza nei confronti dei princìpi e dei valori morali. L'esteta non crede nelle leggi etiche tradizionali. Ritiene invece fondamentali e primari i valori della bellezza e del piacere e a essi subordina tutti gli altri valori. L'esteta è teso solo al soddisfacimento di sempre nuovi desideri e considera il mondo come uno spettacolo da godere. Si lascia vivere momento per momento. Si abbandona al presente fuggendo legami con il passato, rinunciando al ricordo, e con il futuro, non avendo speranza. Vive nell'istante, cioè vive per cogliere tutto ciò che vi è d'interessante nella vita, trascurando tutto ciò che è banale, ripetitivo e meschino. Il tipo dell'esteta è per Kierkegaard il "<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Seduzione">seduttore</a>", rappresentato dal personaggio di Don Giovanni Mozart. Don Giovanni non si lega a nessuna donna particolare perché vuole poter non scegliere: il seduttore è sciolto da ogni impegno o legame e vive nell'attimo, cercando unicamente la novità del piacere. Ma Kierkegaard esprime un giudizio negativo sull'esteta. Infatti, chi non sceglie e si dedica solo al piacere cade ben presto nella <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Noia">noia</a>, cioè nell'indifferenza nei confronti di tutto, perché, non impegnandosi mai, non vuole profondamente e sentitamente nulla. Inoltre l'esteta, se si ferma, cioè se smette di ricercare il piacere e riflette lucidamente su se stesso, è assalito dalla disperazione. Poiché ha scelto di non scegliere, poiché non ha accettato di fare delle scelte, non si è impegnato in un programma di vita, egli non è nessuno. È nulla. Ha rinunciato a costruirsi un'identità, una personalità definita. Avverte così, con disperazione, il vuoto della propria esistenza, senza senso e senza centro. La disperazione è il terrore del vuoto, del non essere altro che niente.<br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-30 14:59:13 UTC</pubDate>
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         <title>la vita etica</title>
         <author>annachiara_valerio</author>
         <link>https://padlet.com/annachiara_valerio/ryldd1p43ch5/wish/150254391</link>
         <description><![CDATA[<div> Nello stadio etico, l'uomo vive conformemente a ideali morali e cerca di assumersi delle responsabilità. Sceglie fra il bene e il male e accetta i compiti seri della famiglia, del lavoro, dell'impegno nella società, dell'amor di patria e affronta serenamente i sacrifici necessari per restare fedele a tali compiti. Kierkegaard, nell'illustrare questo tipo di vita, ha presente il momento dell'eticità descritto da Hegel, cioè il momento in cui lo spirito oggettivo si incarna nelle istituzioni della famiglia, della società civile e dello Stato. La figura del "marito", cioè dell'uomo che ha scelto una sola donna e ha accettato i doveri del matrimonio, è per Kierkegaard l'emblema dello stadio etico, ed è contrapposta a quello del seduttore. L'uomo etico è incarnato, nell'opera Aut-aut dal Consigliere di Stato Guglielmo. Il consigliere Guglielmo, che ha scelto la vita etica, è un marito fedele, un professionista onesto e laborioso e un funzionario esemplare. Mentre il seduttore vive sempre nell'istante, ma perde se stesso, il marito, che ha fatto delle scelte etiche e programma in base a esse il suo futuro, sembra edificarsi una personalità. Appare pacificato e tranquillo, non vive per l'istante bensì nella continuità del tempo in cui egli non fa che riaffermare, riconfermare la sua "scelta" iniziale. Tale "ripetizione" della scelta effettuata è indice dell'abbandono dell'eccezionalità e dell'entrata dell'"universalità del dovere", in cui il dovere non è imposto bensì scelto dall'uomo etico come propria condizione. Anche la vita etica appare, però, limitata. Infatti, l'eticità è spesso caratterizzata dal convenzionalismo e dal conformismo. Nell'adesione a una legge generale, l'uomo che vive eticamente non riesce a valorizzare appieno la sua autentica individualità, rischia di perdersi nell'anonimato, di non trovare davvero in se stesso la più intima e profonda personalità. Chi sceglie la vita etica e si assume delle responsabilità sociali, chi diventa, per esempio, giudice o militare, o uomo politico, fa solo ciò che fa la gente; fa solo ciò che "si" fa; pensa solo ciò che "si" pensa. L'uomo etico se sceglie se stesso fino in fondo raggiunge la propria origine, Dio, di fronte alla sua infinitezza non può che provare inadeguatezza morale e senso di colpa.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-30 15:09:46 UTC</pubDate>
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         <title>la vita religiosa</title>
         <author>annachiara_valerio</author>
         <link>https://padlet.com/annachiara_valerio/ryldd1p43ch5/wish/150255960</link>
         <description><![CDATA[<div>secondo Kierkegaard, la vita pone l'uomo sempre di fronte ad una scelta di molteplici possibilità, nessuna delle quali è garantita, così che ogni scelta comporti la possibilità del fallimento. L'angoscia è, dunque, un sentimento della possibilità, tuttavia ha, anche, un aspetto positivo quando viene a incontrarsi con la fede. È l'angoscia stessa del peccato che ha permesso ad Adamo di scoprire la propria effettiva esistenza di individuo e che lo ha condotto ad avere piena coscienza dinanzi a Dio, ossia all'infinito. L'esperienza religiosa prova l'esistenza di un'interiorità nascosta nell'uomo, cioè di una dimensione interiore profonda e individuale, in cui avviene il rapporto personale con Dio. Inoltre, l'uomo che si pone solo davanti a Dio ha la possibilità di affermarsi come singolo, perché Dio può prescrivergli un comandamento singolare che sfida e offende le leggi dell'etica.<br>Nella vita etica, per Kierkegaard, l'uomo conosce cos'è buono e giusto e cosa non lo è; nella sfera della religione invece non può più appigliarsi a questi valori. Egli è solo, completamente solo davanti a Dio. L'uomo religioso, "il cavaliere della fede" per eccellenza è incarnato da Abramo. Abramo, il padre dei credenti, primo patriarca del popolo ebraico, vive fino a settanta anni nel rispetto della legge morale. Solo allora viene premiato da Dio col miracolo di ricevere un figlio, Isacco, da Sara, la moglie ormai anziana, e vede dunque appagato il desiderio tanto vivamente sentito di avere una discendenza legittima. Ma Dio, per mettere alla prova la sua fede, gli ordina di sacrificare a lui questo figlio, il suo unico figlio. Abramo non esita a intraprendere il sacrificio e decide di fare eccezione alla legge morale che prescrive di non uccidere. Sennonché, all'ultimo momento, interviene l'Angelo del Signore e ferma la sua mano che sta per immolare Isacco. Abramo quindi calpesta i valori dell'etica comune del tempo, comportandosi da credente e non da buon padre perché l'unica giustificazione per il suo gesto sarebbe stata ascrivibile alla volontà divina.<br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-30 15:12:53 UTC</pubDate>
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         <title>Feuerbach: vita e opere</title>
         <author>annachiara_valerio</author>
         <link>https://padlet.com/annachiara_valerio/ryldd1p43ch5/wish/150262675</link>
         <description><![CDATA[<div>È la figura maggiore della Sinistra hegeliana ed è il fondatore dell’ateismo filosofico ottocentesco positivo.
<br>•• Ha come insegnante di filosofia all’Università di Berlino proprio Hegel, il quale tronca i suoi studi perché aveva notato una forte ostilità di pensiero circa le idee sulla religione esposte in uno dei primi scritti: Pensieri sulla morte e l’immortalità. Si ritira allora nella solitudine e nello studio. Tiene delle Lezioni sull’essenza della religione, evento reso possibile dagli eventi del 1848. Passa gli ultimi anni in miseria.
<br>•• All’inizio era fortemente hegeliano. Con la Critica della filosofia hegeliana se ne distacca totalmente. Scrive poi le Tesi provvisorie per la riforma della filosofia e i Principi della filosofia dell’avvenire. L’opera fondamentale è L’essenza del cristianesimo poi seguita dalla sempre importante L’essenza della religione. Le opere successive riprendono e ri-espongono le teorie contenute in questi scritti e sono: Lezioni sull’essenza della religione, Teogonia secondo le fonti dell’antichità classica ebraico-cristiana, Divinità, libertà e immortalità dal punto di vista dell’antropologia, Spiritualismo e materialismo, L’eudemonismo (postumo).</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-30 15:26:56 UTC</pubDate>
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         <title>Rovesciamento dei rapporti di predicazione</title>
         <author>annachiara_valerio</author>
         <link>https://padlet.com/annachiara_valerio/ryldd1p43ch5/wish/150268985</link>
         <description><![CDATA[<div>con questa espressione si indica il metodo utilizzato da Feuerbach nella sua battaglia contro la mentalità idealistico-religiosa.infatti, egli denuncia la necessità di ricapovolgere ciò che l'idealismo ha capovolto, ossia di tornare a riconoscere ciò che è realmente soggetto (il concreto) e ciò che è realmente predicato (l'astratto). Ad esempio, non è la natura da fungere da predicato o attributo dello Spirito (idealismo), ma lo Spirito a fungere da predicato o attributo della natura (naturalismo)</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-30 15:40:57 UTC</pubDate>
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         <title>Dio come proiezione dell&#39;uomo</title>
         <author>annachiara_valerio</author>
         <link>https://padlet.com/annachiara_valerio/ryldd1p43ch5/wish/150272132</link>
         <description><![CDATA[<div>Secondo Feuerbach, Dio non è altro che l'essenza oggettiva del soggetto, cioè l'immagine riflessa, o la proiezione illusoria, di alcune qualità umane &lt;&lt; tutte le qualificazioni dell'essere divino sono qualificazioni dell'essere umano&gt;&gt;<br>Egli vede la religione come l'antropologia capovolta, ovvero intesa come &lt;&lt;la prima ma indiretta autocoscienza dell'uomo. Infatti&lt;&lt; come l'uomo pensa, quali sono i suoi principi, tale è il suo Dio. Tu conosci l'uomo dal suo Dio,e, reciprocamente, Dio dall'uomo&gt;&gt;. da ciò la possibilità di una riduzione in chiave antropologica, di tutti i dogmi teologici.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-30 15:47:20 UTC</pubDate>
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         <title>Alienazione e Ateismo</title>
         <author>annachiara_valerio</author>
         <link>https://padlet.com/annachiara_valerio/ryldd1p43ch5/wish/150277017</link>
         <description><![CDATA[<div>il termine "alienazione" indica l'elemento patologico insito nell'oggettivazione religiosa, cioè nella condizione dell'uomo he si aliena proiettandosi fuori di sè come un vero e proprio "oggetto", per riconoscere quest'ultimo come una potenza superiore, cui si sottomette. In Feuerbach la presa di coscienza dell'alienazione genera la necessità dell'ateismo, che si identifica con la riappropriazione, da parte dell'uomo, della propria essenza alienata. l'ateismo , tuttavia, non ha un carattere puramente negativo, ma si presenta anche in positivo come una forma di "antropoteismo", cioè di riconoscimento di una nuova divinità: l'uomo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-30 15:57:21 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>annachiara_valerio</author>
         <link>https://padlet.com/annachiara_valerio/ryldd1p43ch5/wish/150286719</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-01-30 16:19:02 UTC</pubDate>
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         <title>La filosofia dell&#39;avvenire</title>
         <author>annachiara_valerio</author>
         <link>https://padlet.com/annachiara_valerio/ryldd1p43ch5/wish/150286968</link>
         <description><![CDATA[<div>questa espressione indica la nuova filosofia proposta da Feuerbach in antitesi alla veccia filosofia teologizzante e si identifica con una forma di "umanisimo naturalistico": umanismo perchè  rintraccia nell'uomo l'oggetto e il fine della riflessione filosofica; naturalistico perchè identifica tutta la realtà con la natura<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-30 16:19:36 UTC</pubDate>
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