<?xml version="1.0"?>
<rss version="2.0">
   <channel>
      <title>Cosmonauti - Giornale Scolastico - Maggio / Giugno 2021  by Cosmonauti - Laboratorio di giornalismo scolastico del Liceo Classico G. Garibaldi di Palermo</title>
      <link>https://padlet.com/connectedwithdignity/rw78l7kt8ihv</link>
      <description>&quot;Mussabat tacito medicina timore&quot; : essere medico in pandemia, tra sconvolgimento della natura e impatto sulla società civile&quot;: incontro con il Dott. Gabriele Del Castillo, (Presidente della Consulta dei Medici Specializzandi dell&#39;Università di Milano) a cura di Diana Milano e Alma Sanfilippo, classe 4 C - &quot;Senza armonia non c’è scuola e senza scuola non c’è vita&quot;, a cura di Diletta Conciauro -  ”A un anno di DAD&quot; : Laboratorio di scrittura creativa, a cura degli alunni 
Anastasia Gregorio,
Flavia Impastato,
Ruggero Lo Monaco,
Simone Marsala  - &quot;In dialogo con Ezio Mauro&quot;, a cura di Gabriele Sergio Tammaro e Claudio Zinno, classe 5 A - Recensione del film &quot;Sicilian Ghost Story&quot; e dibattito con la magistrata Mirella Cervadoro, a cura di Sara Borgia, Elena Cusumano, Luce Lo Giudice, classe 1B - &quot;Contrasto alle mafie&quot;, di Valeria Santantonio, classe 2 F - Ricordando il 23 maggio:  &quot;Una carezza per Palermo&quot; -&quot;Esiste ancora in Italia il “politicamente corretto&quot;, a cura di Gaia Piricò, classe 1 L - &quot;Benessere e Salute: Focus su Educazione Stradale&quot;, di Matilde Filibeck, G. Gambino, Roberta Taranto, classe 2 G, e Nicola Sineri, classe 2 H, - &quot;Il filo di Arianna&quot;, a cura di Adele e Arianna Guarrera - &quot;Homo sum: i diritti umani dal mondo antico a oggi&quot;, classe 3 C - &quot;Antigone e le altre: storie di resilienza&quot; , a cura di Eleonora Jannelli e Valeria Santantonio, classe 2 F -  &quot;Classici in strada anche con noi!&quot;, a cura di Marco Battaglia e Vittoria Pecorella - &quot;I racconti della distanza&quot;, - I nostri racconti premiati alla Rassegna Nazionale di Narrativa e Poesia &quot;Anna Malfaiera&quot; : &quot;Spick, un curioso visitatore dallo spazio&quot;, a cura di Roberta Romeo, classe 2 E - &quot;Un tempo ero un bambino&quot;, a cura di Ludovica Fiore, classe 2 E - Spazio poetico: &quot;Dimentichi&quot;, di Giorgio Mirasola, classe 1 H - Tanti nostri studenti alla cerimonia regionale di premiazione del “Premio Asimov”, edizione 2021 - &quot;Tour virtuale al Museo Guggenheim&quot;, a cura di Maria Vittoria Colombo - NOMEN OMEN del mese di Giugno, a cura di Sofia D&#39;Agostino e degli studenti della classe 1 E - Illustrazioni a cura di Ludovica Fesi, classe 2 E - Hanno collaborato: prof.ssa Giovanna Pancucci - Prof.ssa Carla Bono - prof.ssa Lucia Carollo - prof.ssa Domenica Città - prof.ssa Patrizia Alessi -  prof.ssa Carmen Bonanno  - prof.ssa Maria Grazia Meli - prof.ssa Mari Carmen Tranchina - prof.ssa Serafina D&#39;Accorso - prof.ssa Marinella Emanuele. Coordinamento redazionale: prof.ssa Marina Di Giorgi e prof. Cosimo Cannata</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-06-16 16:54:06 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2023-01-22 20:35:32 UTC</lastBuildDate>
      <webMaster>hello@padlet.com</webMaster>
      <image>
         <url></url>
      </image>
      <item>
         <title>ANTIGONE E LE ALTRE: STORIE DI RESISTENZA</title>
         <author>connectedwithdignity</author>
         <link>https://padlet.com/connectedwithdignity/rw78l7kt8ihv/wish/1479376581</link>
         <description><![CDATA[<div><strong><em><sup>Il nostro "report" sulla partecipazione degli studenti del Liceo Classico "G. Garibaldi" all'esperienza di "Classici in strada", Edizione 2020/2021, coordinati dai prof. Maurizio Civiletti e dalla prof.ssa Marinella Emanuele, attraverso alcune delle esperienze condivise per "Cosmonauti" da alcuni alunni della classe 2 F,&nbsp; coordinata dalle prof.sse Domenica Città e Lucia Carollo, e della classe 4 C, coordinata dalla prof.ssa Marina Di Giorgi</sup></em></strong><sup><br></sup><br>“Resistenza”. E’ stata questa la parola-chiave dell’incontro online dal titolo ‘Antigone e le altre. Storie di lotte femminili’ tenuto dal professore Andrea Cozzo, insegnante di Lingua e Letteratura Greca all’Università di Palermo. La lezione era parte di un ciclo di interventi dedicati all’eroina di Sofocle e ai temi della resistenza nell’ambito del progetto “Classici in Strada”.</div><div>Il punto di partenza della lezione del prof. Cozzo è stata la figura di Antigone, giovane donna tebana protagonista della tragedia di Sofocle, che, violando le leggi imposte dal tiranno, decide di seguire i suoi valori combattendo in modo non-violento contro la cieca opposizione del re e zio Creonte che aveva negato sepoltura al corpo del nipote Polinice, fratello di Antigone. Il professore ha analizzato e spiegato nel dettaglio diverse figure femminili che, come Antigone, nel corso del tempo, hanno lottato contro un sistema ingiusto: donne che hanno segnato la storia recente, come Rosa Parks o Carola Rackete.<br>Al termine della lezione, insieme ad altri studenti delle scuole partecipanti, abbiamo avuto la possibilità di porre delle domande al professore.&nbsp;<br>La nostra prima osservazione riguardava una differenza tra ciò che il professore ci aveva raccontato e ciò che invece solitamente troviamo nei manuali. Abbiamo notato, infatti, che nei nostri libri di scuola le storie di lotte non-violente portate avanti da donne e uomini hanno sempre poco spazio rispetto all’ampio racconto, invece, di fatti violenti, di guerre e scontri, così abbiamo chiesto al professore se ci fosse un motivo in merito a questa mancanza e come si potesse rimediare. Ci ha spiegato che ciò è dovuto semplicemente ad una noncuranza e che bisognerebbe, invece, richiedere agli editori di concedere a questi importanti pezzi di storia il giusto riconoscimento, vista la grande importanza educativa che avrebbero per gli studenti.</div><div>Eravamo, poi, anche molto incuriosite dal motivo per cui Sofocle avesse scelto, come protagonista della sua tragedia, una ragazza come Antigone e non un uomo: in un’epoca in cui la misoginia era così radicata, in cui le donne erano al margine della società, come mai era proprio una figura femminile ad opporsi al potere? Anche qui il professore è riuscito a colmare la nostra sete di curiosità spiegandoci che un gesto tanto ribelle quanto quello di Antigone non poteva che essere luce di una mente femminile, non solo perché gli uomini erano visti come attaccati al potere, opportunisti, ma anche perché un messaggio di pace nella bocca di una figura maschile non sarebbe stato altrettanto forte e credibile come quello pronunciato da una donna. Anzi, pronunciato da un uomo, quel discorso poteva suonare, in qualche modo, strumentale.<br>Con le sue parole il professore Cozzo ci ha fatto riflettere a lungo sulla condizione della donna ma anche su quello che ognuno di noi può fare per migliorare il mondo in cui viviamo, passo dopo passo, scegliendo vie di opposizione e ‘resistenza’ alla prepotenza senza ricorrere alla violenza.<br>Consigliamo a tutti di seguire, da soli o in classe, questa interessante lezione ma anche tutte le altre del ciclo di ‘Antigone va a scuola’ che potete trovare sempre disponibili a questo link: <a href="https://www.youtube.com/watch?v=897ku9qh8eY">https://www.youtube.com/watch?v=897ku9qh8eY<br></a>Sicuramente non vi annoierete e scoprirete nuovi e interessanti punti di vista. (<strong>Eleonora Jannelli e Valeria Santantonio, 2F)</strong></div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2021-04-30 17:54:21 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/connectedwithdignity/rw78l7kt8ihv/wish/1479376581</guid>
      </item>
      <item>
         <title>9 maggio 2021!</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/connectedwithdignity/rw78l7kt8ihv/wish/1506070030</link>
         <description><![CDATA[<div>Auguri a tutte le mamme<br>Auguri alle mamme che ci amano dal cielo<br>Auguri alle mamme che sempre e comunque ci proteggono <br>Auguri alle mamme anziane che sono pilastri della nostra vita<br>Auguri alle zie/seconde mamme che elargiscono amore incondizionato<br>Auguri alle insegnanti che come mamme prendono i loro alunni per mano e li avviano amorevolmente verso il meraviglioso viaggio della vita<br>Auguri alle mamme che solo ed esclusivamente loro sono genitrici del mondo<br>Auguri alle mamme che non chiedono mai niente perché a loro basta solo il sorriso dei propri figli<br>Auguri mamma<br>&nbsp;                                           <strong>Prof.ssa Nunzia La Rosa</strong><br>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;</div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2021-05-09 08:13:42 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/connectedwithdignity/rw78l7kt8ihv/wish/1506070030</guid>
      </item>
      <item>
         <title>&quot;Semi di libri&quot;</title>
         <author>connectedwithdignity</author>
         <link>https://padlet.com/connectedwithdignity/rw78l7kt8ihv/wish/1508501760</link>
         <description><![CDATA[<div>Il Liceo Classico "G. Garibaldi" di Palermo ha aderito alla Settimana delle Biblioteche dal 10 al 14 maggio 2021 iscrivendosi al progetto "Semi di Libri".</div><div>Le studentesse della 2F Emma Buscemi, Alice Di Fiore, Eleonora Jannelli e Valeria Santantonio - coordinate dalla prof.ssa Lucia Carollo - hanno realizzato un video per presentare i due libri di poesia "La bambina pugile. Ovvero la precisione dell'amore" di Chandra Livia Candiani e "La gioia di scrivere" di Wisława Szymborska.</div><div>Al seguente link si può leggere il programma del progetto "Semi di Libri" e visionare tutti i video prodotti da studenti e docenti.<br><br>                                                                                 (A cura della prof.ssa Lucia Carollo)<br><br><strong>Buona visione e, soprattutto, buona lettura! ;)</strong></div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.unipa.it/biblioteche/vivere-la-cultura/la-sett-delle-biblioteche/2021/semi-di-libri/" />
         <pubDate>2021-05-10 10:28:03 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/connectedwithdignity/rw78l7kt8ihv/wish/1508501760</guid>
      </item>
      <item>
         <title>&quot;Una carezza per Palermo&quot; #23maggio1992 #23maggio2021</title>
         <author>connectedwithdignity</author>
         <link>https://padlet.com/connectedwithdignity/rw78l7kt8ihv/wish/1553239831</link>
         <description><![CDATA[<div><strong><sup>Ripubblichiamo il docufilm realizzato dagli studenti della nostra scuola vincitore del Premio Nazionale Giorgio Gaber 2018 dedicato ai valori di dovere e dignità in cui il giudice Giovanni Falcone credeva profondamente</sup></strong></div>]]></description>
         <enclosure url="https://youtu.be/XcE2tHMC4Zw" />
         <pubDate>2021-05-24 10:33:59 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/connectedwithdignity/rw78l7kt8ihv/wish/1553239831</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Premiate alla Rassegna Nazionale di Poesia e Scrittura &quot;Anna Malfaiera&quot;</title>
         <author>connectedwithdignity</author>
         <link>https://padlet.com/connectedwithdignity/rw78l7kt8ihv/wish/1558600468</link>
         <description><![CDATA[<div><em>Ecco i due racconti realizzati dalle nostre Ludovica Fiore e Roberta Romeo, alunne della classe 2 E, premiati alla 23</em><em><sup>a&nbsp; </sup></em><em>Rassegna di Poesia e Narrativa della Scuola&nbsp; "Anna Malfaiera" organizzata dalla Società Dante Alighieri e dal Comune di Fabriano col Patrocinio del Ministero della Pubblica Istruzione della Cultura e della Ricerca. </em><br><br><strong>Spick, un curioso visitatore dallo spazio</strong></div><div>Accadde un sabato di ottobre. Ero immersa nelle pulizie settimanali nel mio appartamento che condividevo con le mie due coinquiline, a poca distanza dall 'universita'. Mi trovavo da sola, quel pomeriggio, avevo appena passato l’aspirapolvere, ma, per quanto il parquet fosse splendente e ammaliante e l’idea di aver pulito il pavimento in modo così eccezionale mi riempisse d’orgoglio, ciò che stava accadendo era pressoché inverosimile: dalle piastrelle filtrò, improvvisamente, una strana luce e tutto intorno iniziò a brillare!&nbsp;</div><div>Rabbrividii ed indietreggiai impaurita quando, in un luccichio abbagliante, un essere dalle lunghe gambe dinoccolate apparve nel bel mezzo del mio soggiorno.</div><div>– Salve! – esclamò con voce metallica. Afferrai il bastone della scopa come se fosse una spada affilata.</div><div>– Chi sei? – chiesi, rifugiando il viso dietro l’arma improvvisata. Stavo sicuramente sognando, non c’erano altre spiegazioni.</div><div>– Sono Spick di Vulcano, avrei delle domande da farvi.– Detto ciò quell'individuo trafficò con le lunghe dita per aria e, dopo poco, afferrò dal nulla un quotidiano. Quel gesto mi sconvolse non poco. Era forse un prestigiatore?</div><div>Caddi sconvolta sul divano.</div><div>L’ambiguo ospite sgranchì le lunghe braccia e nel frattempo la sua testa fece un giro di 360 gradi: addosso aveva una tutina nera che lasciava scoperte solo le smisurate gambe magre. Fece un lento giro attorno al divano come per esaminarlo e imprimere la sua morbida immagine nella memoria.</div><div>Terminata l’ispezione, Spick, come aveva detto di chiamarsi, si sedette meccanicamente e mi squadrò attentamente, come se non avesse mai visto un essere umano prima d’ora. Gli occhi erano piccoli e incavati, le pupille di uno strano colore tra il blu e il viola. Portava forse le lentine?</div><div>– Questo pezzo di carta è molto interessante. Le lunghe dita scorrevano sulla prima pagina del giornale senza sosta.</div><div>– Okay…– balbettai intimorita. Avevo realizzato in quell'istante che un essere parlante, per nulla umano, era seduto sul mio divano.</div><div>– Voi umani siete una specie alquanto strana. Con i vostri omicidi e la vostra strana politica! – Si poggiò il giornale sulle ginocchia spigolose e raddrizzò la schiena.</div><div>– Non c’è proprio sicurezza in questo mondo: quante vittime cadono mentre lavorano! Per non parlare degli incidenti stradali! – Aveva certamente letto il giornale con la cronaca del giorno da cima a fondo! – Mi guardò in attesa di una risposta.</div><div>– Su questo hai ragione, le persone muoiono nei modi più disparati, per non parlare della corruzione che si aggira in ogni angolo – esclamai, vedendo che, dopotutto, era innocuo, e, in fondo, non aveva tutti i torti.</div><div>–A quanto pare hai molto da criticare, è interessante! – esclamò agitando le dita ossute. – Che mi dici delle iniziative dei piccoli umani?</div><div>– In questo periodo i giovani sono spesso criticati dagli adulti, ma le iniziative che li vedono partecipi, che occupano più pagine su questo giornale, sono costruttive non solo per i ragazzi, ma anche per gli adulti. – gli spiegai. – Qui, ad esempio, si parla di un progetto per la persistenza della memoria e per la riqualificazione dei centri urbani e delle periferie!</div><div>L’alieno sporse la testa rada verso di me, sempre più incuriosito dalle vicende umane.</div><div>– Palermo, la mia città, è piena di storia e di meravigliosi monumenti. Hai visitato la Cattedrale?</div><div>– Il mio compito è quello di dialogare con gli umani, captare i loro pensieri e le loro parole. – spiegò con espressione seria. Ma, vedendo la foto che gli mostrai dal mio smartphone, rimase colpito da tanta perfezione e bellezza.&nbsp;</div><div>Gli spiegai che l'incontro tra diverse culture, tra maestranze arabe e normanne, aveva creato, nel lontano medioevo, quello che oggi è universalmente un capolavoro. E avrei potuto mostrargliene di altri capolavori così!</div><div>&nbsp;– Parlatemi ancora di questo strano mondo umano, so che vi piace uccidervi fra voi e dichiararvi guerra.</div><div>– Non tutti hanno una mentalità così disumana che li porta ad uccidere altre persone. La criminalità è un problema che ancora resiste in tante zone del mondo, ma non caratterizza tutte le persone. La stragrande maggioranza della popolazione umana farebbe volentieri a meno delle guerre e le condanna nettamente. Oggi questi avvenimenti sono oggetto di studio nelle scuole: lo studio della storia è molto importante, ci permette di non commettere gli stessi errori del passato. Ad esempio l'università ha organizzato una mostra in ricordo degli studenti e docenti ebrei che durante l'Olocausto furono costretti a lasciare gli studi nella nostra città. Per non parlare di quelli che furono vittima dei rastrellamenti in tutta Europa. Ogni anno, poi, si organizzano manifestazioni antiviolenza, che vedono protagonisti soprattutto i giovani. Mai più dimenticare! –</div><div>L’alieno ascoltava assorto, immagazzinava le informazioni nel suo testone rotondo.</div><div>– Molto, molto interessante. – Si picchiettò il cranio con le dita. – Grazie delle informazioni signora umana. – Nessuno mi aveva mai chiamata “signora”, era alquanto buffo.</div><div>– Ed ora che farai? – chiesi.</div><div>– Ritornerò su Vulcano e trasmetterò queste nozioni ai miei compagni. –</div><div>–Sei come una spia intergalattica, allora!</div><div>– Sono uno studioso e un ambasciatore. Che significa la parola “spia”?</div><div>–Beh…– La mia spiegazione fu interrotta, il pavimento si accese nuovamente.</div><div>– A quanto pare il teletrasporto è già pronto. – Spick, il Vulcaniano, si alzò dal divano e, con passo lento e misurato, si diresse verso il punto luminoso, e mi rivolse uno strano ed articolato saluto con le lunghe dita biancastre. L’alieno sparì dietro la luce abbagliante.</div><div>E io rimasi, a occhi aperti, guardando quella scia che si volatilizzava lentamente come polverizzata.&nbsp;</div><div>Non so se Spick tornerà, ma se lo farà, intanto mi appunterò un bel po’ di domande sul suo pianeta e su come va la vita lassù.</div><div>Chissà, intanto, avrà migliorato la percezione su noi umani?&nbsp;</div><div>Io spero di sì! E voi?&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; <strong>Roberta Romeo</strong></div><div><strong><br>Un tempo ero un bambino<br></strong>Fuori nevicava e faceva freddo. Eravamo in una baracca, in attesa di sapere chi di noi sarebbe stato chiamato per salire sul convoglio. Tremavo. Forse per l’aria gelida, per la paura. Le persone intorno a me, piangevano disperate e tremavano.&nbsp;</div><div>Qui, in un angolo in disparte, vidi un bambino che teneva un quaderno in mano. Era strano in quella situazione, ma la mia attenzione rimase catalizzata.</div><div>Lui mi guardò, con gli occhi lucidi come se implorasse una risposta, ed io rimasi lì ad aspettare in silenzio.</div><div>Dopo qualche minuto, mi avvicinò il suo quaderno. Lo presi in mano, lo aprii e iniziai a sfogliarne le pagine. Aveva la copertina rigida, di colore giallo ed era pieno di frasi e poesie. Cominciai a leggerlo e ne rimasi affascinata:</div><div>"Un tempo ero un bambino, tre anni fa. Quel bambino sognava altri mondi".&nbsp;</div><div>Riusciva a descrivere le sue emozioni con parole semplici, ma profonde e piene di significato. Mi avvicinai, mi sedetti accanto a lui e gli restituii il quaderno.</div><div>Restammo in quella stanza per tutta la notte. Eravamo al freddo ed al buio. Restammo svegli. Dopo qualche ora arrivarono i soldati che guardarono, prima me, poi Hanus – questo era il suo nome. "Hachemburg, seguici!"&nbsp;</div><div>Lo portarono via insieme ad altre trenta persone.</div><div>Era l'alba.&nbsp;</div><div>Non lo rividi mai più. - TEREZIN, luglio 1944</div><div>(<strong>Ludovica Fiore - </strong>Dedicato ad Hanuš Hachenburg, giovane poeta ceco, di origine ebraica, 14 anni, vittima dell’Olocausto)</div><div><br><em><sup>(Come illustrazione pubblichiamo questo disegno di Ludovica Fesi, che ci sembra in perfetta sintonia coi due racconti)</sup></em></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/205511909/f4151146eb8685b54f84dad5b2dd6ed0/ludovica_fesi_extraterrestre_.jpg" />
         <pubDate>2021-05-25 17:28:23 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/connectedwithdignity/rw78l7kt8ihv/wish/1558600468</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Quando il balbettio della medicina arriva tra i banchi di scuola</title>
         <author>connectedwithdignity</author>
         <link>https://padlet.com/connectedwithdignity/rw78l7kt8ihv/wish/1558738625</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>(A cura della prof.ssa di Marina Di Giorgi)<br></strong><br>Sia Tucidide (Storie, II, 47, 3-4) che Lucrezio (De rerum natura, VI, 1179 e ss.) ci hanno testimoniato lo sgomento e la frustrazione&nbsp; provati dai medici che si trovavano sul campo contro "il morbo sconosciuto" della peste ad Atene (430-429 a.C.), durante il secondo anno della Guerra del Peloponneso. Tucidide, da testimone diretto,&nbsp; puntualizza: " (...) ma in nessun luogo si ricordava una pestilenza di tale gravità e una tale perdita di vite umane. Ché nulla potevano i medici, che non conoscevano quel male e si trovavano a curarlo per la prima volta – ed anzi erano i primi a caderne vittime in quanto erano loro a trovarsi più a diretto contatto con chi ne era colpito –, e nulla poteva ogni altra arte umana". Senso di impotenza che viene ripreso quattro secoli dopo da Lucrezio nella "sua" descrizione della peste di Atene,&nbsp; nell'espressione "Mussabat tacito medicina timore", dove paura e consapevolezza dei limiti di una lotta impari si riassumevano in un flatus vocis della medicina, in un balbettio spezzato dall'iperbato del silenzio e dal terrore. <br>Parole marchiate a fuoco che oggi, a più di un anno dall'inizio della pandemia, non possono non evocare il ricordo tragico di tanti medici e operatori sanitari caduti, mentre tentavano di fare qualcosa, sul luogo di lavoro, durante la prima ondata, in Italia e nel mondo.<br>E' stato un piacere e un onore consentire allora l'incontro degli studenti della IV C con una testimonianza altrettanto efficace e diretta, la voce del dottor Gabriele Del Castillo, che ho avuto i piacere di accompagnare per cinque anni al liceo 20 anni fa e che ritrovo come valente medico, il quale, dedicando il suo tempo ai nostri alunni di oggi,&nbsp; ha riportato la sua esperienza e quella di tanti suoi colleghi. <br><br>Partendo dall'espressione lucreziana che gli è stata sottoposta, il dottor Del Castillo <strong>&nbsp;</strong>ha detto di aver provato questa sensazione&nbsp; che ha definito&nbsp; "oppressione dell'impotenza" anche di recente, nel mese di aprile:<br><strong>&nbsp;</strong>"<em>Dopo una riduzione significativa dei casi in Lombardia un sabato, il lunedì mattina successivo mi sono trovato dinanzi a un' ondata di nuovi casi e decessi che mi ha scompensato, portando me&nbsp; e i miei colleghi a chiederci:</em><strong><em>" Forse abbiamo sbagliato tutto? Non abbiamo trovato soluzione? Non sarà il famigerato vaccino a risolvere?"</em></strong></div><div><strong><em>Poi, però, dopo dieci minuti di scoraggiamento ti rendi conto che non è sufficiente dire "Non ce la posso fare, non ce la faccio", è importante cercare di ribaltare, dire: " Devo metterci il doppio il triplo, dieci volte l'impegno che ci sto mettendo adesso". E ,da lì in poi, io, in prima persona, e i colleghi abbiamo continuato"&nbsp;</em></strong></div><div><em>Spesso ho visto nei loro sguardi che quello che mancava era la forza di dire alle persone "Io non so più cosa fare", perchè quello capitava, che tutto ciò che la medicina poteva fare lo aveva fatto, e le persone continuavano a morire!</em></div><div><em>"Lucrezio parla anche delle conseguenze della malattia e ti dice che se c'erano quelli che non soffrivano le conseguenze della morte, pativano comunque conseguenze diverse su ossa, nervi e muscoli; le conseguenze della malattia le scontiamo e le subiamo anche adesso".</em></div><div><br></div><div><em>"</em><strong><em>La medicina balbetta e balbetterà, ma è il balbettio che consente che prima o poi una parola giusta esca e la ricerca ci consente questo, la ricerca è il balbettio continuo fino a quando non trovi la parola giusta da dire, il rimedio da utilizzare e a quel punto riesci a superare le avversità anche sconosciute"</em></strong><strong><br><br>(Dr. Gabriele Del Castillo - Presidente della Consulta Medici Specializzandi di Milano)</strong></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/205511909/94de56c17ae81031dcf567ba364ba392/foto_locandina_incontro_gabriele.jpg" />
         <pubDate>2021-05-25 18:00:29 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/connectedwithdignity/rw78l7kt8ihv/wish/1558738625</guid>
      </item>
      <item>
         <title>A un anno di DAD</title>
         <author>connectedwithdignity</author>
         <link>https://padlet.com/connectedwithdignity/rw78l7kt8ihv/wish/1559247737</link>
         <description><![CDATA[<div><strong><em><sup>Laboratorio di scrittura creativa, a cura degli alunni Filippo Alberelli Carla Amella Alessia Bruno Sofia Gattuso Irene Giangreco Anastasia Gregorio Flavia Impastato Giorgia La Vardera Ruggero Lo Monaco Simone Marsala Andrea Pangaro Roberto Pipitone Martina Scalia; coordinamento: prof.ssa Giovanna Pancucci</sup></em></strong><strong><br><br></strong>&nbsp;<strong>C' ERA UNA VOLTA IL BANCO (INTERVISTA)<br></strong>Nella mia intervista verranno affrontate diverse tematiche riguardanti la scuola in D.A.D., attraverso l’opinione di alcuni studenti.</div><div>Inizio con Miriam, studentessa del liceo scientifico Einstein di Palermo.<br><br></div><div><strong>Come è stato voltare pagina e iniziare un nuovo capitolo con l’arrivo della pandemia e la chiusura delle scuole?</strong></div><div>&lt;<em>Impostare una nuova routine e abituarci alle ore scolastiche ,effettuate al computer, chiaramente non è stato semplice per nessuno, Vedere i miei compagni in tanti riquadri e perdere la cognizione del tempo ha comportato il dissolversi della comunicazione</em>&gt;</div><div><strong>Perché perdere la cognizione del tempo?</strong></div><div>&lt;<em>Avviata questa nuova modalità di vita sono stata travolta in un mondo parallelo: un giorno analogo all’altro e il tempo sembrava scorrere più lentamente. Di conseguenza per mesi ho vissuto bloccata in un sogno con il desiderio che un giorno potessi svegliarmi per riprendere ciò che tutti abbiamo perso. (</em>Francesco, studente del liceo linguistico).</div><div><strong>Secondo te la D.A.D. ha comportato effetti positivi sull’immagine dello studente?</strong></div><div>&lt;<em>Svolgere le lezioni a distanza ha privilegiato studenti che abitano lontano dalla propria scuola, e ha garantito la conversazione tra alunni e docenti; Ovviamente trascorrere la mattinata a casa ha sostenuto chi è in stato di malattia attraverso l’assistenza dei genitori.</em>&gt;</div><div><strong>Quindi la D.A.D è stata in grado di sostituire il classico metodo di insegnamento?</strong></div><div>&lt;<em>Questo elemento innovativo è riuscito in pieno ad agire in contrapposizione alla pandemia, assicurando l’educazione per i giovani; ragione per cui sono a favore di questa nuova tipologia di scuola.</em>&gt; (Elena, alunna del Marconi).</div><div><strong>In che modo i professori hanno collaborato con la didattica a distanza?</strong></div><div>&lt;<em>Sono riusciti in pieno ad interagire con noi studenti, sebbene abbiamo riscontrato diverse difficoltà: Rendersi conto che la collaborazione di noi scolari non era sufficiente e l’improvvisazione di idee per rendere la lezione interessante è stato un lavoro durissimo.</em>&gt;</div><div><strong>Tra ragazzi e docenti chi ha rilevato maggiori ostacoli?</strong></div><div>&lt;<em>Entrambi i membri della componente scolastica hanno constatato complicazioni in questo metodo di spiegazione a apprendimento. A causa della mancanza del contatto visivo c’è un calo della capacità di partecipazione.&gt; (</em>Alessandro, studente del Galileo Galilei).</div><div><strong>Voi studenti siete in grado di portare ulteriori miglioramenti alla D.A.D?</strong></div><div>&lt;<em>Credo che creare un miglioramento in qualcosa che di per sé ha tanti effetti negativi sia un’impresa ardua. La tipica tecnica di assimilazione: andare a scuola, affrontare interrogazioni senza suggerimenti, i dialoghi con i tuoi compagni di classe e vedere dal vivo ogni sguardo è insostituibile.</em>&gt;</div><div><strong>Di quale aspetto della scuola soffri più nostalgia?</strong></div><div>&lt;<em>Ho il desiderio di riavere il banco condiviso con il mio compagno, grazie a cui ho vissuto tante avventure. Entrare in classe e posare i tuoi libri per poi vedere una torre alta di maiali utilizzati come protezione per non essere chiamato.&gt;</em>(Alfonso liceo scientifico sportivo).</div><div><strong>Hai mai approfittato della D.A.D per non studiare abbastanza?</strong></div><div>&lt;<em>Spesso durante le interrogazioni ricevevo suggerimenti tramite cellulare, whatsapp è stato il mio “bignami”, in questo modo sono riuscito ad ottenere voti sufficienti: so che non è corretto, ma avrò tempo per recuperare le mie lacune senza le urla dei miei genitori.&gt; (</em><strong>Interviste a cura di ANASTASIA GREGORIO)</strong><br><br><strong>DAD: LA VERITA' DIETRO UNO SCHERMO (CON GLI OCCHI DI UNA STUDENTESSA)</strong><br>DAD (Didattica A Distanza), un termine che in questo anno di pandemia è entrato nel nostro vocabolario comune e che sentiamo e ripetiamo quotidianamente, una modalità “di fare scuola”&nbsp; che suscita opinioni discordanti tanto tra gli adulti, quanto nei giovani. Diciamoci la verità: la DAD ha portato non poche insidie, soprattutto tra gli studenti. Non poter incontrare da vicino, in presenza,&nbsp; i compagni e i professori in classe, in modo da creare una relazione più intima e familiare, è stata la cosa che forse ha fatto soffrire più di tutti noi giovani. Il contatto fisico non si può sostituire in alcun modo e la mancanza di questo ha portato ad una chiusura emotiva tra gli adolescenti. Sempre più spesso, infatti, emerge un cambiamento, più o meno evidente, degli interessi e delle attività che coinvolgono noi ragazzi, quasi sempre legati all’uso di smartphone, altri dispositivi digitali e navigazione in rete: in poche parole, alienazione dalla realtà fisica, una situazione che la didattica a distanza, purtroppo, in parte ha favorito. Tra l’altro l’adolescenza è il cosiddetto “periodo di passaggio” in cui dovremmo vivere spensieratamente, ma non irresponsabilmente, prima di dover sottostare agli obblighi futuri, che, inesorabilmente, caratterizzano l’età adulta. E invece lo passiamo in casa, seduti di fronte ad uno schermo, lasciando che la vita ci scivoli tra le dita, sperando che questo periodo di pandemia finisca al più presto.&nbsp;</div><div>Tuttavia, trovo che la DAD sia riuscita a portare al contempo alcune cose positive, come un iniziale cambiamento ed una evoluzione, che prima ci sembrava quasi impossibile, del sistema scolastico. Infatti la DAD è riuscita a dimostrare che, nonostante la distanza fisica, qualcosa, noi studenti, siamo riusciti ad imparare e che la scuola può rinnovarsi ed adattarsi alle situazioni più distopiche ed inimmaginabili possibili.&nbsp;</div><div>Immaginiamo che una situazione simile all’attuale pandemia fosse capitata 40 anni fa o più: cosa sarebbe accaduto agli studenti di allora? Probabilmente sarebbero stati a casa e basta, non avrebbero potuto completare o intraprendere il loro percorso di studi. In altre parole, la didattica a distanza non va sminuita né demonizzata poiché ha dato a tutti la possibilità di continuare a studiare, anche se, ritengo, potrebbe essere migliorata, affinando l’interazione tra docenti e studenti, trovando nuovi metodi di valutazione e verifica del lavoro svolto, facilitando lo sviluppo per ogni individuo delle attività nelle quali si sente più portato. D’altronde, come diceva Einstein,<em> “Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi, lui passerà tutta la vita a credersi stupido”. A cura di </em><strong>Sofia Gattuso</strong></div><div>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<br><strong>PASSAPORTO PER IL FUTURO</strong><br>Qualche tempo fa, nel corso di un’animata conversazione con mio nonno ho maturato una certa curiosità sulla scuola che non c’è più... Il mio interesse ha scatenato un vero e proprio dibattito interno, in cui ciascun membro della famiglia ha detto la sua. Per questo, sento di dover dire che questo articolo è frutto della vivacità di un’intera famiglia e la sintesi di varie interviste fatte ai suoi diversi membri. Mio nonno mi narrava del suo meraviglioso Liceo Classico, in cui si era formato. Le storie che mi ha raccontato, quasi come un romanzo a puntate, descrivono una scuola che era ancora un notevole ascensore sociale. Dai racconti dei miei genitori e dei miei zii, emerge il ricordo di una scuola che subisce ancora gli influssi della didattica di un tempo, anche se di molto mitigati. Grazie al vissuto degli ex-studenti, c’è stata una grande evoluzione. Per questo mi piace citare il Professor Zagrebelsky, grande conoscitore dei diritti e delle libertà, secondo il quale “l’ignoranza è una schiavitù”, in cui “le ingiustizie sociali trovano il loro più efficace alleato”, collegadosi con questa affermazione agli articoli 33 e 34 della costituzione. La scuola non deve essere essenzialmente una “bottega” né tantomeno una “catena-di-montaggio”; essa è innanzitutto il prodotto di una sinergia: al suo buon esito partecipano le famiglie, con spirito collaborativo e critico; i ragazzi con un coinvolgimento multidisciplinare; gli insegnanti, con le loro competenze e libertà d’espressione, che non devono sfociare né in confusione tra i ruoli né in volontà manipolatoria; ed infine i dirigenti scolastici che dovrebbero affiancare gli insegnanti con coesione valorizzandone le capacità e le libertà, guidando in modo compatto gli istituti. Sicuramente gli ultimi accadimenti hanno segnato profondamente il mondo scolastico. La tanto vituperata DAD, con tutti i suoi guasti e le sue imperfezioni, ci ha consentito di tenere ancora un piede a scuola. Voglio tornare a scuola, sentire ancora l'emozione di entrare in aula, avere nuovamente una scarica di adrenalina che precede un’interrogazione o un compito in classe…!! Mi piacerebbe, in fondo, solo riappropriarmi della mia vita.&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; <strong>A cura di Flavia Impastato</strong> <br>&nbsp;&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; <strong><em>DAD: sogno di una notte di pseudo-scuola</em></strong></div><div>Mi sveglio, sono le sette e mezza, sono in ritardo. Corro in bagno e mi lavo la faccia, i denti, le ascelle, mentre mi metto la prima maglietta che trovo appallottolata sul bracciolo della poltrona e infilo le gambe nei pantaloni. Tutto contemporaneamente, mentre mordo una mela e guardo ossessivamente l’orologio. Getto nello zaino alla rinfusa i libri delle materie che a occhio ricordo di avere per quel giorno. Fingo di allacciarmi le scarpe, saluto mamma, papà, sorella, gatto e signora che stende i panni nel balcone accanto e intraprendo una velleitaria lotta contro il tempo. Scendo gli scalini a due a due, stando ben attento a non mettere male il piede e rompermi, conseguentemente, tutte le ossa. Apro il portone, giusto il tempo di fare un bel respiro, sentire la fresca brezza della mattina raggiungere ogni andito dei miei polmoni, e inizio a correre, come un forsennato. La vedo, così vicina, eppure così lontana, la fermata dell’autobus. Lo vedo, l’autobus. Riesco a percepire, indistinte, anche le allegre voci dei miei compagni. Corro sempre più forte, aumento i giri, mi gioco il tutto e per tutto in uno sprint finale. Ma l’autobus è più veloce. Proprio quando sento di avercela fatta, lo vedo che si allontana e porta con sé sogni, speranze e illusioni. Ma non mi do per vinto. Lascio giusto pochi secondi allo scoraggiamento, che gli spettano di diritto, e poi mi rimetto in marcia. Dopo poco, sento un suono che ha del miracoloso: è il clacson del motorino di Dario, un ragazzo di seconda che ho conosciuto qualche mese fa al corso di scacchi. Accomunati entrambi dall’avversione per gli scacchi, ci siamo fatti simpatia e da quel momento in poi, ci salutiamo. Niente di più. Ma in quel momento, la mia simpatia per lui straripa da tutti i pori e cerco di manifestarlo il più possibile. Neanche il tempo di fare un po’ il ruffiano che dalla bocca di Dario escono quelle due parole. Le due parole più potenti di cui si possa fare uso. La due parole che tutti ci siamo voluti sentire dire nella vita. Quelle due parole in grado di cambiare la giornata, e perché no, la vita di un essere umano: “vuoi passaggio?” mi si accendono gli occhi, affaticato annuisco e salgo in moto. In dieci minuti siamo a scuola, io tutto sudato e affannato ma con una serie di avventure alle spalle. Con aria di sufficienza e fittizia compassione il bidello ci fa cenno di aspettare la seconda ora per entrare in classe. Per ottimizzare il tempo mi viene in mente di ripassare storia, data l’imminente interrogazione. Apro lo zaino, cerco il libro, non lo trovo. Mi rassegno e penso a quante cose ho imparato oggi, nell’arco di mezz’ora. A quanto ho vissuto solo nel tragitto da casa a scuola. Le racconto a Dario, poi finiamo a parlare del più e del meno e il tempo passa velocemente, si fanno le nove e la campana suona. La giornata, adesso, può iniziare, perché, ancora, non è nemmeno cominciata. Il suono della campana si fa sempre più realistico e incalzante, sempre più assordante e fa scappare i brandelli di confusa visione che mi galleggiavano dentro: svaniscono nel nulla mentre mi stropiccio gli occhi ancora vischiosi di sonno.&nbsp;</div><div>Zittisco la sveglia con una goffa manata, mi alzo dal letto, accendo il computer, e lascio che inizi una nuova giornata di...“scuola”. <strong>(A cura di Simone Marsala)</strong></div><div><br><strong>CILIEGIE ROSSE<br>&nbsp;</strong><em>L’Assemblea degli animali</em> è un libro pubblicato il 10 novembre 2020, del cui autore non sappiamo nulla tranne che il nome d’arte, Filelfo… Potremmo considerarlo un nuovo Omero che, con la sua scrittura, dà voce a chi non ne ha.</div><div>In questo libro i protagonisti sono animali, che parlano, vivono e si trovano in sintonia tra le varie specie.</div><div>Filelfo regala loro il λòγος, la possibilità di confrontarsi… il libro ruota intorno al loro discutere in questa fantomatica assemblea degli animali, di seguito riporto una citazione tratta da questo libro. Capitolo VI: Era di maggio, righe 1-18</div><div><em>Era di maggio e cadevano a grappoli le ciliegie rosse. l’aria era fresca e i giardini odoravano di rose a cento passi. Scorreva il tempo, il mondo girava, ma la piaga del contagio non si seccava, come l’acqua dentro la fontana dell’oblio alla quale un tempo l’essere umano aveva bevuto a larghi sorsi.&nbsp;</em></div><div><em>La gatta bianca uscì di casa prima del solito. soffriva a stare con gli umani. da tempo ormai era svanito il calore che aveva inizialmente percepito vibrare intorno a loro e ai loro vicini, mentre si parlavano dai ballatoi e appendevano cartelli variopinti come i drappi sacri che schiacciano la morte nei giorni delle processioni di primavera. Quell’aura di energia dorata, fiammante, si era trasformata in un freddo alone di nerume, che disegnava le figure immobili dei tre abitanti della casa e le separava l’una dall’altra, chiuse nei loro gusci di solitudine e angoscia come le figure sacre delle icone bizantine nelle loro mandorle, mentre intorno lampeggiavano e ululavano le ambulanze e le pattuglie della polizia. (continua...)&nbsp;</em></div><div><strong><sub>PER CONTINUARE A LEGGERE IL RACCONTO DI RUGGERO LO MONACO E TUTTI GLI ARTICOLI REALIZZATI SUL&nbsp; TEMA CLICCA QUI DI SEGUITO SULL' IMMAGINE CHE RIMANDA ALLA SEZIONE APPOSITA</sub></strong></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet.com/olimpicigaribaldiiiic/pz65b48rmiu" />
         <pubDate>2021-05-25 20:35:27 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/connectedwithdignity/rw78l7kt8ihv/wish/1559247737</guid>
      </item>
      <item>
         <title>MEDICINA E ATTUALITÀ: &quot;Mussabat tacito medicina timore&quot; : essere medico in pandemia, tra sconvolgimento della natura e impatto sulla società civile&quot;  </title>
         <author>olimpicigaribaldiiiic</author>
         <link>https://padlet.com/connectedwithdignity/rw78l7kt8ihv/wish/1561518125</link>
         <description><![CDATA[<div>In esclusiva da Bergamo la testimonianza ai nostri studenti di un giovane medico palermitano in prima linea contro il Corona Virus, il dottor Gabriele Del Castillo, Presidente della Consulta Medici Specializzandi dell'Università di Milano</div>]]></description>
         <enclosure url="https://drive.google.com/file/d/1vgID_V4b5beOBJlS18Hm9k12bRHbs-bC/view?usp=sharing" />
         <pubDate>2021-05-26 14:13:39 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/connectedwithdignity/rw78l7kt8ihv/wish/1561518125</guid>
      </item>
      <item>
         <title>I racconti della distanza</title>
         <author>connectedwithdignity</author>
         <link>https://padlet.com/connectedwithdignity/rw78l7kt8ihv/wish/1569379527</link>
         <description><![CDATA[<div><em>Che una pandemia potesse essere - quasi per paradosso - una opportunità per stare 'insieme a distanza' e perfino un'opportunità per creare insieme e dare forza e vita alla propria fantasia. Era questo l'obiettivo che ha guidato il modulo didattico di scrittura creativa a 'tante mani' della classe 2F.</em></div><div><em>Sul tema della distanza 24 studenti e studentesse, liberamente organizzati in quartetti, hanno dato vita ai personaggi di 6 storie che, tra passato presente e futuro prossimo venturo, narrano l'amicizia l'amore la speranza.&nbsp; (Prof.ssa Lucia Carollo)</em></div><div><sub>"</sub><strong><sub>Il vero premio" </sub></strong><sub>di Mattia Cassarà, Manfredi Giudice, Arturo Puccio, Cristiano Tschinke )<br>"</sub><strong><sub>Grazie Clara, davvero”</sub></strong><sub> di Emma Buscemi, Alice Di Fiore, Eleonora Jannelli, Valeria Santantonio<br></sub><strong><sub>"Vicini a distanza" </sub></strong><sub>di Marco Chiappone, Salvatore Daniele, Giulio Greco, Marta Lio<br></sub><strong><sub>"La Grande Rivolta"</sub></strong><sub>, di Aurora Agrò, Simona Autore, Chiara Curto, Margherita Siragusa <br></sub><strong><sub>"La Verità"</sub></strong><sub>, di Bruno Contrada, Francesco Lo Verde, Cloe Romano, Jacopo Sartorio <br></sub><strong><sub>"Un caso in quarantena", </sub></strong><sub>di Ludovica Cuccia, Lavinia Freni, Federica La Spina, Alfredo Sammartino </sub><br><br>"Firenze, lunedì 6 novembre Luigi era davanti alla fermata dell’autobus ma nulla accadeva ad eccezione delle foglie che cadevano dagli alberi. Poi guardò l’orologio: 7.37, mancavano ventitré minuti al suono della campana e c’era un quartiere da attraversare. Così si mise a correre verso casa di Giovanni. Correva, correva, fino a quando vide il suo amico dall’altro lato della strada. Correva pure lui. Si avvicinarono, ma senza smettere di correre, fino a quando si trovarono davanti a un semaforo. Lì finalmente si guardarono negli occhi: mancavano quattro minuti. Così, ricominciarono a correre. Arrivarono a scuola sette minuti dopo l’orario di entrata e la punizione a seguito della loro maratona fu un ritardo sul registro di classe. Così si sedettero ai propri posti e iniziò la lezione di storia. <br><br>(Da<strong> "Il vero premio"</strong>. Per continuare a leggere questo e gli altri racconti clicca di seguito sul padlet drive)</div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/205511909/6296d426af77a536d0d24a54d2b8dfde/2F_RACCONTI.pdf" />
         <pubDate>2021-05-28 18:29:14 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/connectedwithdignity/rw78l7kt8ihv/wish/1569379527</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Tour virtuale al museo Guggenheim</title>
         <author>connectedwithdignity</author>
         <link>https://padlet.com/connectedwithdignity/rw78l7kt8ihv/wish/1569443912</link>
         <description><![CDATA[<div>Il museo Guggenheim, è un celebre museo di arte moderna ospitato in Palazzo Venier dei Leoni e affacciato su Canal Grande. Dal 1949, e fino alla sua scomparsa avvenuta nel 1979, l'edificio fu la residenza della famosa collezionista d'arte e mecenate Peggy Guggenheim, che aprì al pubblico il palazzo e la sua collezione nel 1951.</div><div>Ospita delle opere molto celebri si divide in due parti: la collezione personale di Peggy, non che proprietaria del palazzo, con l'aggiunta di opere donate, dopo la sua morte, come&nbsp; prestiti a lungo termine da parte di collezioni private alla Fondazione Solomon R. Guggenheim, per la sua sede veneziana, che costituisce il grosso della collezione permanente.</div><div>Qui si trovano capolavori di alcuni dei più grandi artisti del XX secolo come, ad esempio, Picasso (Il poeta, Sulla spiaggia), Braque (Il clarinetto), Duchamp (Giovane triste in treno, De Chirico (La torre rossa, La nostalgia del poeta), Mondrian (Composizione n. 1 con grigio e rosso 1938 / Composizione con rosso 1939), Kandinsky (Paesaggio con macchie rosse no 2), Miró (Donna seduta II), Klee (Giardino magico), Ernst (Il bacio, La vestizione della sposa), Magritte (L'impero della luce, Dalà(La nascita dei desideri liquidi), Pollock (La donna luna, Alchimia), Gorky (Senza titolo), Calder (Arco di petali) e Marini (L'angelo della città). Le opere di questa collezione dal 1950 al 1967 furono accessibile al pubblico in via Senato 36 a Milano, ogni domenica, poi nei quattro anni successivi la Collezione Mattioli fu presentata nei principali musei degli Stati Uniti, in Europa ed in Giappone da cui nasce la fama internazionale di cui gode tuttora.</div><div>Ora la collezione, composta da ventisei dipinti, è esposta in qualità di prestito a lungo termine, accanto ad alcuni famosi capolavori del Futurismo italiano, come Boccioni e Carrà. <br>Si trovano nel mondo due musei Gughenaim uno a Venezia e l’altro a New York. Inizialmente denominato Museo della pittura non-oggettiva(Museum of Non-Objective Painting), il Guggenheim fu costruito per esporre le avanguardie artistiche che si andavano sempre più imponendo, come l'astrattismo i cui artisti principali erano Vasilij Kandinsky e Piet Mondrian . Il museo fu trasferito nella sede attuale, quando l'edificio progettato da Frank Liyod fu completato.<br>Il caratteristico edificio, ultimo grande lavoro di Wright, catturò subito l'attenzione dei critici architettonici , ed è ancora mondialmente riconosciuto come uno dei capolavori dell'architettura contemporanea. Il museo Guggenheim è il museo più bello ed interessante d’arte contemporanea che io abbia visitato. Le opere che mi sono piaciute di più sono state i quadri di Picasso, Kandinsky e la collezione personale di Peggy. Consiglio vivamente di andare a visitare questo museo perché rimarrete ammaliati da opere di valore che possediamo in Italia e che molta gente ci invidia.<br>LINK :<a href="https://www.guggenheim-venice.it/it/visita/">Visitare Venezia: visite al Museo Guggenheim di Venezia | Collezione Peggy Guggenheim (guggenheim-venice.it)</a> - <strong>Maria Vittoria Colombo, classe 2 E</strong></div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.guggenheim-venice.it/it/visita/" />
         <pubDate>2021-05-28 18:54:27 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/connectedwithdignity/rw78l7kt8ihv/wish/1569443912</guid>
      </item>
      <item>
         <title>NOMEN OMEN </title>
         <author>connectedwithdignity</author>
         <link>https://padlet.com/connectedwithdignity/rw78l7kt8ihv/wish/1569571312</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>A cura della classe 1 E le curiosità etimologiche e agiografiche sui alcuni nomi dei santi del calendario&nbsp; mese per mese (vedi link allegato)<br><br></strong>SAN ROBERTO DI NEWMINSTER</div><div><strong>NOTIZIE AGIOGRAFICHE&nbsp;</strong></div><div>San Roberto nacque a Gargrave, in Inghilterra, attorno all'anno 1100. La sua storia si ricollega alla fortunata diffusione in tutta Europa, e anche in Inghilterra, dell'Ordine francese di Citeaux, o cistercense, che ebbe il suo maggior centro propulsivo nella celebre abbazia di Chiaravalle, dove fu Abate il grande San Bernardo. Nel 1132, si unì ai monaci benedettini nella nuova fondazione di Fontains. Le sue doti di saggezza e di pietà lo posero in particolare luce tra i compagni, e qualche anno dopo ebbe l'incarico di fondare il secondo monastero cistercense nel paese, a Newminster dove diede grande impulso alla vita di questa nuova abbazia. San Roberto morì il 6 giugno 1159 a Newminster.</div><div>&nbsp;<br><strong>ETIMOLOGIA&nbsp;</strong></div><div>L'origine del nome Roberto è gotico-germanica. Si è attestato per tradizione germanica e longobarda, e nel Sud si diffuse anche per il prestigio di Roberto D'Angiò re di Napoli. Fu il nome anche di due re di Francia, di due duchi di Normandia e di tre re di Scozia.</div><div>Roberto significa "illustre per fama" e "splendente di gloria". È dotato di tante buone qualità: intelligenza, memoria, volontà, vivacità, anche se a volte si intravede in lui un filo di angoscia esistenziale. L’onomastico si festeggia il 17 settembre in onore di San Roberto Bellarmino e il 7 giugno in onore di San Roberto di Newminster. (<strong>Sofia D'Agostino - classe 1 E)<br><br>Santa Diana<br></strong>Deriva dal greco Dîos e significa 'celeste, luminosa, divina'. Diana era la dea romana della caccia e dei boschi e alcuni fanno derivare il suo nome da Delo, l'isola greca in cui nacque. A volte era infatti chiamata Delia. L'onomastico si festeggia il 10 giugno in onore di Santa Diana degli Andalò domenicana, fondatrice del Monastero di Santa Agnese a Bologna, morta nel 1236.&nbsp;</div><div>Diffusione: In Italia ci sono circa 28.094 persone di nome Diana. Distribuzione regionale: Veneto (18%), Lombardia (9%), Lazio (10%), .. » Tutta la distribuzione&nbsp;</div><div>Caratteristiche: Dotata di molta tolleranza è una persona cortese e degna di rispetto. Tende ad avere un profondo legame con la natura, ama lo studio e in generale la lettura. Talvolta si dimostra una persona fragile e sensibile.&nbsp;</div><div>Curiosità: il nome ottenne popolarità dal 1817, dopo la pubblicazione del romanzo di Walter Scott “Rob Roy”, nel quale è presente un personaggio con questo nome. A partire dal XIX secolo è stata adottata anche la forma francese Diane. Tra i personaggi celebri che portano questo nome troviamo Diana Spencer, conosciuta come Lady D (principessa del Galles), Diana Ross (cantante, produttrice discografica e attrice statunitense), Diana Est (cantante italiana), Diana Giuntini (religiosa italiana).&nbsp;</div><div>Significato: luminosa, splendente, chiara&nbsp;</div><div>Onomastico: 10 giugno (Diana degli Andalò)&nbsp;</div><div>Origine: Latina&nbsp;</div><div>Segno corrispondente: Gemelli, si tratta del segno che meglio rappresenta la personalità di Diana; nello zodiaco infatti i Gemelli hanno la caratteristica di essere versatili, intuitivi, impulsivi. Colore: Rosso - Pietra: Rubino - Metallo: Rame (A cura di Lucrezia Labruzzo)</div><div><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet.com/olimpicigaribaldivc/zk67of25rylb" />
         <pubDate>2021-05-28 19:50:26 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/connectedwithdignity/rw78l7kt8ihv/wish/1569571312</guid>
      </item>
      <item>
         <title>“Classici in strada” anche con noi!</title>
         <author>connectedwithdignity</author>
         <link>https://padlet.com/connectedwithdignity/rw78l7kt8ihv/wish/1571533733</link>
         <description><![CDATA[<div>Giovedì 29 aprile 2021 ho avuto l’occasione di partecipare&nbsp; con la mia classe 4 C, insieme ai compagni della classe 2 F, alla manifestazione Classici in Strada, dove ho trovato risposte a dei miei dubbi, ma anche nuovi punti di riflessione sui cui mi interesserò personalmente.&nbsp; <br>"Classici in strada" è una rete di insegnanti, educatori, scuole, università, associazioni, ed enti di Palermo che ha lo scopo&nbsp; di riportare i classici tra la gente, per strada, nei quartieri della città, anche in quelli dimenticati, mescolando saperi, esperienze, persone; è una rete volontaria che non ha scopo di lucro e che si formalizza di anno in anno attraverso accordi interscolastici. <br><br>Dall'anno della prima edizione del 2013, per iniziativa della docente Isabella Tondo, docente al Liceo Scientifico "Benedetto Croce" e del prof. Andrea Cozzo, docente di Lingua e Letteratura Greca e di Storia della Civiltà Greca presso l'Università degli Studi di Palermo, la rete&nbsp; di insegnanti, scuole e persone coinvolte si è allargata fino a comprendere istituzioni carcerarie, scuole di ogni ordine e grado, associazioni di volontariato, soggetti privati, con il patrocinio del Comune di Palermo e il sostegno dell’USR di Palermo.<br>La manifestazione questo anno vede come filo conduttore il personaggio di Antigone di Sofocle e si svolge&nbsp; nel mese di aprile e maggio in modalità online, a seguito dell'emergenza sanitaria in corso, coinvolgendo tantissimi istituti di primo e secondo grado della città di Palermo.<br>Il tema trattato&nbsp; nella conferenza a cui ho partecipato è stato <strong>"Antigone miti di resistenza e storie di disobbedienza" <br></strong>Ecco la mia domanda e la risposta del Professore Andrea Cozzo:<br><strong><em>"Chi è per lei Creonte oggi"</em></strong><strong>?</strong><br><em>"In generale non c’è un entità o una persona in cui identificare Creonte, anzi è meglio non cercare qualcuno che lo rappresenti,&nbsp; perché questo potrebbe essere una forma di giustificazione&nbsp; per cercare un colpevole che non sia io. <br></em><strong><em>Ogni giorno ci dobbiamo chiedere quanto siamo Creonte nel nostro piccolo".</em></strong><strong>&nbsp; (Marco Battaglia, 4 C)</strong><br><br>Ho partecipato a “Classici in strada” ponendo la seguente domanda al professore Cozzo :<strong><em> “A me ha colpito il fatto che Creonte faccia parte della famiglia di Antigone e, nonostante ciò, lei abbia superato la barriera dell’omologazione mostrando i suoi veri principi e valori; secondo lei oggi è diventato quasi abitudinario andare contro i valori familiari per dimostrare una direzione controcorrente, come partito preso, oppure è necessario per i giovani come me, se in disappunto con le persone più care, esporre la propria opinione col dialogo?”</em></strong> <br><br>A tale domanda il professore ha cortesemente così risposto dicendo che <strong><em>è fondamentale la seconda prospettiva, ponendosi però</em></strong> <strong>"</strong><strong><em>in un atteggiamento dialogico attraverso domande piuttosto che affermazioni</em></strong><em>, ad esempio “Perché non posso uscire la sera?” </em><br><strong><em>Di fatti Antigone non afferma il suo punto di vista, ma chiede, e, come dice anche Emone, non fa altro che esprimere istanze della gente comune che non ha il coraggio di protestare contro Creonte.</em></strong><em> </em><strong><em>Bisogna quindi affermare, ma sempre con educazione, la disobbedienza deve essere civile, trasparente e consapevole dei rischi a cui si va incontro"</em></strong>.<br>La risposta del professore Cozzo è stata per me molto stimolante e oggetto di riflessione, perché molto attuale ed effettivamente veritiera, dialogare ponendo domande all'interlocutore è molto più efficace rispetto all’imposizione. Nell’esprimere ciò il professore Cozzo è stato estremamente chiaro ed esaustivo ed è allo stesso tempo entrato nell’ottica adolescenziale.(<strong> Vittoria Pecorella, 4 C)</strong></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/205511909/18b0ac6fb6970d1134017405b1874e06/Vittoria_e_Marco_4_C.png" />
         <pubDate>2021-05-30 12:20:48 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/connectedwithdignity/rw78l7kt8ihv/wish/1571533733</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Esiste ancora in Italia il “politicamente corretto”</title>
         <author>connectedwithdignity</author>
         <link>https://padlet.com/connectedwithdignity/rw78l7kt8ihv/wish/1571569178</link>
         <description><![CDATA[<div>Ghali dice in radio: "Non smettete mai di dire la vostra, anche se venite considerati troppo politically correct", nel frattempo questo concetto viene deriso in diretta nazionale dai comici Pio e Amedeo, che nella loro trasmissione invitano le categorie da loro citate, quali gli ebrei, le persone facenti parte della lgbtq+ community, e le persone nere, a ridere in faccia a coloro che li insultano con parole oggettivamente discriminatorie e di rispondere con autoironia a quest'ultime stando allo scherzo.&nbsp;</div><div>&nbsp;Scherzo. Che cos'è uno scherzo?&nbsp;</div><div>&nbsp;La validità e l'emotività umana di certo non lo sono , e non si stimano attraverso il colore della pelle, l'identità o la sessualità, ma da ciò che comprende ogni cuore pensante.&nbsp;</div><div>Chi dall'alto del privilegio risponde dalle categorie fortunate della società, che ha abitudini e modi di essere normalizzati, è abituato a criticare la minoranza, fragile e difficilmente difendibile. Lì per me si scatena il politically correct: quando la minoranza cerca di diventare massa, e di fare la rivoluzione; quando la minoranza inizia a dire ciò che pensa, come lo pensa, e in che modo vuole che la propria normalità venga rispettata, e non dico percepita come tale, perché nessun pensiero vuole essere imposto a chi di mente non cambia da decenni.&nbsp;</div><div>Il politically correct è la pretesa di riconoscere l'esistenza di persone che sono state calpestate, derise, discriminate, e non si è troppo esagerati o tragici per fare comprendere che tutte quelle parole e quegli insulti violano la propria pace, serenità e felicità.&nbsp;</div><div>"La banalità del male", come diceva Hanna Arendt: il filo sottile che c'è tra ironia e sarcasmo, simpatia e cattiveria, con l'unica differenza che è un po' più complicato quando questa fortissima arma ce l'hanno in mano due persone che parlano davanti a 5 milioni di italiani, rispetto allo zio omofobo che a tavola la domenica ci dice:" I gay sono il male!".&nbsp;</div><div>Il problema più grande secondo me è che nel tempo si è perso il concetto di rispetto, e quindi si crede che la satira stia bene su tutto, peccato che la satira è un capo che dev'essere sapere indossato!&nbsp;</div><div>Un grande passo avanti è stato fatto da Fedez, querelato dalla Rai per avere pubblicato una chiamata in cui volevano censurare ciò che voleva dire sul palco del primo maggio perché "non adatto al contesto", che ha dato voce lo stesso ai suoi pensieri commoventi e giusti, e che ha riportato comunque tutte le frasi dei leghisti riguardo le persone omosessuali.&nbsp;</div><div>Solo secondo me, se il concetto di amore venisse ampliato, e si imparasse un po' di più ad apprezzare anziché screditare, potremmo ricevere un carico di energia molto più positivo dalla vita e da ciò che ci circonda.</div><div>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<strong>Gaia Piricò, 1L</strong></div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2021-05-30 13:06:18 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/connectedwithdignity/rw78l7kt8ihv/wish/1571569178</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Senza armonia non c’è scuola e senza scuola non c’è vita</title>
         <author>connectedwithdignity</author>
         <link>https://padlet.com/connectedwithdignity/rw78l7kt8ihv/wish/1571573891</link>
         <description><![CDATA[<div>Vorrei iniziare, ponendo una domanda ai lettori: - vi siete mai chiesti quale sia il vero significato di andare a scuola? O, finora, avete sempre pensato che sia un rito di passaggio, come il cambiare delle stagioni?&nbsp;</div><div>Albert Einstein ha cercato di dare una riposta a questa domanda. Infatti, da un testo tratto dal suo libro “Pensieri, idee e opinioni”, ci racconta quale sia il suo punto di vista sulla scuola e cosa dovremmo veramente imparare da essa.</div><div>"La scuola ha sempre costituito il mezzo più importante per tramandare i valori della tradizione da una generazione all’altra […] la continuità e la salvezza della società umana dipendono perciò dalla scuola in misura ancora maggiore che nel passato” - così, inizia Einstein il suo discorso. Ci vuole far capire come la scuola, non solo serva a tramandare da anno ad anno, ciò che è accaduto nella storia, ma serve, soprattutto, alla comunità, perché è proprio dalla storia che dipende il nostro futuro.</div><div>Ma è sbagliato pensare alla scuola, solo come uno strumento intermediario tra il passato, il presente e il futuro, perché secondo Einstein: “La conoscenza è cosa morta; la scuola, invece, serve a vivere.” E, appunto, perché essa ci dovrebbe tenere in vita, dovrebbe, anche, aiutare le generazioni a poter sviluppare le capacità e qualità che sono il valore per il benessere della comunità. L’obbiettivo della scuola è quello di formare l’educazione di individui che agiscano e pensino indipendentemente. Non delle persone tutte uguali, senza originalità o mete personali. Perché, è proprio grazie alla capacità di pensiero che si può andare avanti. Ma non è di certo il moralismo, lo strumento che ci aiuta a compiere ciò. Perché è proprio dal lavoro e dall’attività che si formano le cosiddette “personalità”, non da ciò che vedono o sentono. Di conseguenza, il più efficace metodo di educazione “è sempre stato quello dal quale l’allievo veniva spinto ad agire realmente[…] dietro ogni conquista esiste la motivazione che ne è il fondamento […] e lo stesso lavoro può essere motivato dalla paura e dalla costrizione, dal desiderio ambizioso di autorità o di distinzione, oppure da un amorevole interesse per l’oggetto e dal desiderio di verità e di comprensione e così pure da quella divina curiosità che ogni bambino sano possiede, ma che tanto spesso viene precocemente soffocato”.</div><div>Tuttavia è anche da questo, che possiamo notare come gli insegnanti e l’atteggiamento della scuola possano influenzare sul “sincero” pensiero di un allievo. Anche se la paura o la forza possano risultare come degli stimoli per studiare, sono proprio quei sentimenti che non fanno altro che distruggere la sincerità e la fiducia in un allievo, così anche la personalità di esso. Per questo, dobbiamo evitare che ciò accada, affinché “l’unica fonte di rispetto da parte dell’allievo sia costituita dalle qualità umane e intellettuali dell’insegnante stesso”.</div><div>Anche l’ambizione o il senso di riconoscimento giocano un ruolo essenziale per spingere l’individuo all’apprendimento. Fa parte della natura umana il voler essere “stimati e accettati” dagli altri, ma dobbiamo far attenzione che ciò non ci sfugga di mano, e, così, diventi quel desiderio ardente di essere “migliore” degli altri, divenendo, quindi, estremamente egoisti. “Il valore di un uomo, tuttavia, dovrebbe essere posto in ciò che egli dà e non in ciò che egli può ricevere”.</div><div>È il piacere, che ci spinge a fare il nostro “dovere”, quel piacere che si prova al compimento di un risultato e al valore che esso ha all’interno della comunità. Questo dovrebbe essere il compito più importante della scuola. “Risvegliare queste capacità psicologiche produttive è certamente meno facile che usare la forza o risvegliare l’ambizione individuale, ma ha più valore.”</div><div>Secondo Einstein, gli insegnanti dovrebbero ricevere un’ampia libertà nella scelta del materiale da insegnare e dei metodi di insegnamento da impiegare. Quindi si chiede: “dovrebbe predominare la letteratura o l’educazione tecnica o scientifica?” Invece ciò viene considerato di secondaria importanza. Perché la persona spiritosa “non sbagliò, quando definì l’educazione come ciò che rimane dopo che si è dimenticato quanto si è imparato a scuola”.</div><div>In conclusione, però, respinge l’idea che “la scuola debba insegnare direttamente quelle conoscenze specializzate e quelle cognizioni che si dovranno usare poi direttamente nella vita, poiché sono molteplici le esigenze della vita per cui appaia possibile un tale insegnamento specializzato nella scuola”. Quindi, il compito della scuola è quello di formare giovani con personalità armoniose, non solo degli specialisti. &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<strong>Diletta Conciauro </strong><em>(Illustrazione di Ludovica Fesi - 2 E)</em></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/205511909/17e549590e2f49d7fa0e0142cfc559eb/disegno_ludovica_farfalla.jpg" />
         <pubDate>2021-05-30 13:12:09 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/connectedwithdignity/rw78l7kt8ihv/wish/1571573891</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Tanti nostri studenti alla cerimonia regionale di premiazione del “Premio Asimov”, edizione 2021</title>
         <author>connectedwithdignity</author>
         <link>https://padlet.com/connectedwithdignity/rw78l7kt8ihv/wish/1573183991</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>La cerimonia si è svolta venerdì 4 giugno in videoconferenza</strong> (piattaforma Zoom). Gli alunni premiati sono: <strong>Lo Gaglio Ginevra 5D, Scuderi Sofia 3L, Biondo Andrea Giulia 5A, Gisolo Federico Carlo 4I, Consiglio Chiara 4D, Maggio Giuseppe 5H.<br></strong>Il “Premio Asimov”, giunto ormai alla VI edizione, è un riconoscimento riservato ad opere di divulgazione e di saggistica scientifica particolarmente meritevoli. Esso vede come protagonisti sia gli autori delle opere in lizza che migliaia di studenti italiani, che decretano il vincitore con i loro voti e con le loro recensioni, a loro volta valutate e premiate.<br>Il Premio intende avvicinare le giovani generazioni alla cultura scientifica, attraverso la valutazione e la lettura critica delle opere in gara. Nasce da un’idea del fisico <a href="https://www.primapagina.sif.it/article/460/il-premio-asimov-per-la-divulgazione-scientifica#.WjORWiOZP-Y">Francesco Vissani</a>, che si è ispirato ad analoghe iniziative della <a href="https://royalsociety.org/grants-schemes-awards/book-prizes/science-book-prize/">Royal Society</a>. Inizialmente istituito dal <a href="http://www.gssi.it/">Gran Sasso Science Institute (GSSI) dell’Aquila</a>, grazie alla collaborazione dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e di molte altre realtà scientifiche, si qualifica oggi come Premio di livello nazionale.<br>Il Premio è intitolato allo <strong>scrittore Isaac Asimov</strong>, autore di un impressionante numero di opere di divulgazione scientifica oltre che di svariati romanzi e racconti. L’attività di lettura, analisi e recensione delle opere in gara da parte degli studenti può essere riconosciuta ai fini dell’attribuzione di crediti formativi e come percorso per le competenze trasversali e per l’orientamento (PCTO, ex alternanza scuola-lavoro), previa certificazione degli Enti organizzatori e delle scuole aderenti.</div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2021-05-31 08:44:48 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/connectedwithdignity/rw78l7kt8ihv/wish/1573183991</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Recensione film &quot;Sicilian Ghost Story&quot; e dibattito con la magistrata Mirella Cervadoro </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/connectedwithdignity/rw78l7kt8ihv/wish/1574188259</link>
         <description><![CDATA[<div><br></div><div>“La cattiveria non è lontana da noi, chi fa del male non è per forza diverso da chi ne parla” Mirella Cervadoro</div><div>La violenza è onnipresente: in chi tace e acconsente ma anche in chi parla e agisce; violento non è solo chi “spara” ma anche chi colpisce in silenzio, chi muove le fila degli ingranaggi, restando dietro le quinte.</div><div>Nel film “Sicilian Ghost Story” si evince come l’indifferenza sia sinonimo di connivenza; essere testimoni e non denunciare equivale ad essere colpevoli. Questa pellicola, infatti, vede come protagonista una ragazzina che, in seguito alla sparizione del suo amato Giuseppe, lotta contro tutti per ritrovarlo, sperando in cuor suo che sia ancora vivo, e opponendosi quindi al silenzio omertoso del resto della società.</div><div>Grazie al confronto con il magistrato Mirella Cervadoro, che abbiamo avuto il privilegio di incontrare, siamo riusciti a cogliere alcuni aspetti più concreti della mafia attraverso dettagli e racconti raccapriccianti e profondamente toccanti. La crudeltà delle parole nei dialoghi tra i mafiosi, che il magistrato ci ha descritto, ci ha posto davanti ad una realtà mafiosa ben diversa e lontana da quella spesso edulcorata mostrata nei film. Insieme a lei abbiamo inoltre riflettuto sulla vicenda di Giuseppe Di Matteo, di cui abbiamo visto il film. Da qui, la considerazione sul fatto che il motore che porta avanti le organizzazioni criminali è l’omertà, fondata sulla paura che spesso prevale sulla propria onestà intellettuale. Ognuno di noi dovrebbe prefiggersi come scopo quello di farsi carico delle responsabilità di uomo e di cittadino, ponendo fine a questo intero sistema omertoso che imbavaglia la nostra società da ormai troppi anni</div><div>(<strong>A cura di Sara Borgia, Elena Cusumano, Luce Lo Giudice - Coord. Prof. ssa Patrizia Alessi - Classe 1B)</strong></div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2021-05-31 18:20:47 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/connectedwithdignity/rw78l7kt8ihv/wish/1574188259</guid>
      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>connectedwithdignity</author>
         <link>https://padlet.com/connectedwithdignity/rw78l7kt8ihv/wish/1580730655</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/205511909/dd8a0ee42a4db9777804e13849527db7/Screenshot__2644_.png" />
         <pubDate>2021-06-02 20:46:51 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/connectedwithdignity/rw78l7kt8ihv/wish/1580730655</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Dialogo con Ezio Mauro </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/connectedwithdignity/rw78l7kt8ihv/wish/1587703676</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>A</strong> <strong>cura degli studenti della V A del Liceo Classico G. Garibaldi Gabriele Sergio Tammaro e Claudio Zinno, partecipanti al progetto di PCTO "Modusgram"&nbsp; con il giornalista e scrittore Ezio Mauro – Discussione in via telematica sul suo ultimo libro "Liberi dal male".<br></strong>Potendo cogliere l’occasione di parlare con una personalità del calibro di Ezio Mauro, seppur nell’infelice sede telematica che tanto abbiamo utilizzato nell’ultimo anno e mezzo, gli alunni Gabriele S. Tammaro e Claudio Zinno di VA hanno deciso di aprire il dibattito ponendo vari quesiti riguardanti personali curiosità o interpretazioni dei tanti messaggi legati al libro “<em>Liberi dal male”</em>, scritto proprio dal giornalista piemontese. Una cronistoria, quella del saggio, dedicata agli aspetti epidemiologici, statistici, morali, emotivi e politici di ciò che l’epidemia da Sars-Cov-2 è stata per l’Italia e per il mondo iper-tecnologizzato del XXI secolo dall’inizio della pandemia al giugno del 2020, momento di stesura finale del libro.<br> <br> Intervento di Gabriele S. Tammaro: <br> Avendo notato l’imbarazzo generale nel porre una prima domanda da parte dei compagni di scuola lì presenti a "rompere il ghiaccio", e avendo già in serbo un quesito, sono stato preso da un fortunato slancio di coraggio e ho per primo domandato ciò ad Ezio Mauro: <br> &lt;&lt;<em>Il tema della paura è molto ricorrente nel suo libro. Come pensa di essere riuscito a sviscerare un concetto così all’apparenza semplice da definire come il terrore verso qualcosa e a sfaccettarlo in tanti sensi? Lei, in prima persona, come ha vissuto la “paura” di mettere per iscritto la paura?</em>&gt;&gt;.<br> La risposta di Ezio Mauro è stata ponderata ed esaustiva, grazie ad essa sono riuscito a centrare l’obiettivo del mio quesito: mettere in luce l’aspetto puramente umano dello scrittore.<br> &lt;&lt;<em>Credo che, come ogni altro sentimento per uno scrittore in procinto di scrivere un libro, la paura sia stato il mio personale carburante per la genesi di questo saggio. L’ho vissuta sulla mia pelle, come tutti, la paura. L’ho provata nel momento che ci ha uniti tutti in una morsa di shock e incredulità -quello dei primi mesi, marzo e aprile- sia nei miei confronti, ritrovandomi in quella specifica fascia d’età più sensibile al virus, sia nei confronti dei miei figli e dei miei parenti. Io vivo a Roma, e voi in Sicilia, ma ricordiamo che quei primi attimi della pandemia hanno scandito tre “zone” di paura nel nostro paese: chi vedeva i morti intorno a sé, evitandoli terrorizzato, chi aveva qualche parente alla lontana che sentiva esser deceduto a causa del virus, e chi, fra la Lombardia e le altre regioni del Nord, vedeva famiglie intere falciate dal virus. Sicuramente, l’approccio che ho dato all’interpretazione degli eventi è stato quello di un giornalista, che scandaglia le fonti, i dati e le notizie, al fine di ricercare ciò che, seppur già presentatoci, non viene ancora colto del tutto dallo spettatore o, in questo caso, dal lettore. Sentire la paura, o sentirne parlare, è diverso dal vederla e renderla oggetto di una riflessione. Nello stesso momento in cui cronisti, reporter e giornalisti andavano nei luoghi di quella paura, essi si rendevano veramente conto di ciò che tale sentimento significava per tutti, e per loro, producendo una personalissima e unica visuale su ciò che accadeva. Questo è ciò che ho fatto anch’io, nella stesura del saggio: ho concretizzato quel sentimento, esaminandolo e differenziandone gli impatti e le origini</em>&gt;&gt;.<br> <br> Intervento di Claudio Zinno:<br> Dopo la bellissima risposta di Ezio Mauro riguardo al tema della paura, ho scelto di continuare la discussione domandando qualcosa di diverso da ciò che aveva chiesto il mio compagno Gabriele. Io, infatti, ho posto un quesito riguardante la gestione politica e sanitaria da parte dell’Italia al nostro interlocutore, chiedendo un parere sulla funzionalità e l’efficacia di essa sul paese:<br> &lt;&lt;<em>Lei è un giornalista, impegnato anche nella politica attiva del nostro paese. Perciò le chiedo se, secondo lei, il giudizio sull’operato dell’Italia e delle sue misure politiche e sanitarie di contenimento del virus sia criticabile o meno. Criticabile perché incostituzionale , forse dittatoriale, o inefficace e poco lungimirante ad inizio della pandemia? O, al contrario, non criticabile e anzi da apprezzare in quanto è riuscita a stare al passo con la tragedia del virus?</em>&gt;&gt;<br><br></div><div>Ezio Mauro ha accolto positivamente la domanda, rispondendo ciò:<br>&nbsp;&lt;&lt;<em>Di certo è scorretto parlare di una risposta anticostituzionale o per di più dittatoriale. Come detto nel libro, i paesi in cui le dittature effettivamente agiscono e sfruttano le misure di restrizione dovute al Covid per limitare le più basilari libertà civili e politiche ci sono eccome, nella stessa Europa; l’Italia non è una di essi. Il nostro paese ha sì risposto con nonchalance e lentezza all’inizio, ma è così stato in tutti i luoghi del mondo: la pandemia ci ha stravolti nel momento in cui si è rivelata per ciò che era, ossia qualcosa di rapido e inarrestabile, ma all’inizio di tutto nessuno credeva che le cose sarebbero degenerate e precipitate così. <br> Ci sembrava impossibile venire toccati così a fondo nel cuore dell’Europa: una situazione di emergenza del genere, così condivisa e colma di panico, non si vedeva dai tempi della guerra. Il giudizio che do sulla gestione istituzionale del problema, dunque, è positivo: penso che il lockdown sia stato l’unico metodo per risolvere quello che in quel momento era il problema; una condizione estrema e necessaria per una situazione estrema ed emergenziale. È a tutti gli effetti costituzionale, limitare delle libertà per assicurare dei diritti prioritari, come la salvaguardia della popolazione" (</em><strong>Gabriele S. Tammaro - Claudio Zinno, V A)&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;</strong></div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2021-06-06 08:10:34 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/connectedwithdignity/rw78l7kt8ihv/wish/1587703676</guid>
      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>connectedwithdignity</author>
         <link>https://padlet.com/connectedwithdignity/rw78l7kt8ihv/wish/1587731349</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/205511909/88808cbd59e2193de2e139988bb1806e/Screenshot__2719_.png" />
         <pubDate>2021-06-06 08:42:03 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/connectedwithdignity/rw78l7kt8ihv/wish/1587731349</guid>
      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>connectedwithdignity</author>
         <link>https://padlet.com/connectedwithdignity/rw78l7kt8ihv/wish/1588183020</link>
         <description><![CDATA[<pre>Giorno 15 maggio noi studenti della classe 4 C abbiamo avuto un incontro virtuale con un giovane medico, il Dottor Gabriele Del Castillo, che lavora presso l'ospedale "Papa Giovanni XXIII" a Bergamo, organizzato dalla nostra docente Marina Di Giorgi, nell'ambito di un percorso di approfondimento sul tema della rappresentazione della malattia e del morbo nelle opere di Tucidide, Lucrezio e Virgilio.
Il dottor Del Castillo ci ha trasmesso emozione e abbiamo percepito anche il dolore con cui si è confrontato, lavorando in un territorio particolarmente colpito dal Covid nella prima ondata. <pre>Ci ha colpito soprattutto la sua testimonianza vera e cruda durante la sua permanenza a Milano e a Bergamo durante il periodo cruciale della prima fase della pandemia, dove lui come medico, ma, soprattutto, come uomo, si é sentito impotente davanti a tutte queste morti che non si sapevano come trattare. Ha ammesso i limiti della scienza e ha affermato che in una situazione del genere anche il medico più specializzato è rimasto sbigottito davanti a questa impetuosa pandemia. 
Durante l’incontro sono scaturite diverse domande da parte dei compagni su argomenti di attualità alle quali ha risposto con riscontri interessanti. Citiamo ad esempio una domanda di un compagno che ha chiesto al giovane medico la sua opinione sulla campagna vaccinale. La sua risposta é stata di sostenere la scienza e di riporre la fiducia umana nei processi scientifici che ci faranno uscire dallo stato di pandemia globale. Ovviamente il discorso si è prolungato sulle varie tipologie di vaccino esistenti oggi, cercando sempre di sottolineare l'affidabilità di quelli proposti attualmente. 
Il dottor Del Castillo durante l'incontro ci ha preposto un’attenta osservazione sulla realtà della medicina moderna e ha incoraggiato noi giovani studenti a intraprendere la carriera medica, pur ponendo in evidenza quanto essa sia complessa e impegnativa: ha sottolineato la difficoltà della professione medica che non é semplicemente un lavoro, ma una scelta di vita che influenza anche la sfera privata.
Ci ha offerto la testimonianza di un pensiero sincero, aperto e libero, sottolineando che l’impegno e lo studio portano alla fine ad un traguardo. 
Questo incontro ha fatto nascere ancora di più dentro di noi uno spirito critico e una certa gioia nel vedere una giovane persona così vicina al nostro pensiero e in grado di capirci. </pre>                 <strong>Diana Milano e Alma Sanfilippo - classe 4 C</strong>
                                    </pre><div><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/205511909/5e61fdbbba25abf0f82143c408f42e03/Foto_da_Marina_Di_Giorgi__7_.jpg" />
         <pubDate>2021-06-06 17:56:56 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/connectedwithdignity/rw78l7kt8ihv/wish/1588183020</guid>
      </item>
      <item>
         <title>BENESSERE E SALUTE: FOCUS SU EDUCAZIONE STRADALE (PARTE II)</title>
         <author>connectedwithdignity</author>
         <link>https://padlet.com/connectedwithdignity/rw78l7kt8ihv/wish/1601097582</link>
         <description><![CDATA[<div><em>Continua il reportage di approfondimento sull'Educazione Stradale curato dagli studenti delle classi 2 G e 2 H coordinati dalla </em><strong><em>prof.ssa Carla Bono</em></strong><br><br>Durante queste settimane, abbiamo avuto modo di conoscere e analizzare le norme principali del codice della strada. Nonostante queste regole esistano, spesso non vengono rispettate, e questo può portare ad incidenti stradali.</div><div>E’ recentissimo il fatto di cronaca, riportato sui giornali, che racconta del terribile incidente stradale avvenuto alla vigilia di Pasqua nei pressi di Cassino, in cui hanno perso la vita tre giovani e un operaio: inutile ogni soccorso, mentre le drammatiche fasi dell’incidente sarebbero state addirittura immortalate in diretta social dal dispositivo di una delle vittime, che stava trasmettendo attraverso la sua pagina Instagram.</div><div>Quanto accaduto mi ha dato l’occasione per riflettere con maggiore attenzione sul tema della sicurezza stradale, che senza la preventiva “educazione stradale”, non potrebbe essere garantita appieno per tutti gli utenti della strada, siano essi pedoni, automobilisti, ciclomotoristi, ecc…</div><div>L’articolo 140 del codice della strada prevede che ogni utente debba comportarsi in modo da non costituire pericolo per la circolazione, ma è possibile sostenere che ogni norma del codice sia stata pensata per garantire la sicurezza degli utenti, a partire dalla segnaletica stradale, utile ai conducenti per prevenire eventuali situazioni di pericolo, alle norme che regolano le omologazioni dei mezzi che possono circolare sulle strade, che devono necessariamente soddisfare particolari requisiti di sicurezza.</div><div><strong>Eventi come quello a cui ho fatto prima riferimento accadono quotidianamente ovunque nel mondo, con conseguenze gravissime in termini di perdita di vite umane e danni sociali. </strong>Nella maggior parte dei casi, peraltro, si tratta di incidenti che potrebbero essere facilmente evitati semplicemente applicando le regole previste dal codice della strada.&nbsp;</div><div>Non potrò mai dimenticare l’incidente in cui mi sono trovata qualche anno fa, quando un’altra macchina, non rispettando uno stop, ci venne improvvisamente addosso. Fortunatamente nessuno degli occupanti delle auto coinvolte riportò danni fisici, anche, o forse soltanto, grazie alla bassa velocità.</div><div>A me sembra, purtroppo, che ci sia la tendenza a sottovalutare il problema, nella presunzione che a noi non possa mai accadere. Pur non avendo la patente, anche io mi trovo ad essere un utente della strada, in qualità di pedone. I pedoni non sono esenti da responsabilità, basti pensare a quante volte ci troviamo ad attraversare un incrocio, magari in modo distratto, perché “tanto non sta passando nessuno”.&nbsp;</div><div>Eppure alcuni utenti della strada, spesso già sanzionati, o con la patente già ritirata, si sono resi nuovamente protagonisti di gravi incidenti stradali. Cosa fare? Le regole esistono, eppure sembra così difficile farle applicare. I recenti sviluppi tecnologici, che hanno introdotto sistemi di controllo automatico della guida, potranno certamente offrire un contributo sotto il profilo della sicurezza, aiutando i conducenti a correggere eventuali errori dovuti a distrazione o imperizia. Allo stesso modo, un maggiore utilizzo della tecnologia anche nella rilevazione delle infrazioni, potrebbe condurre ad un maggior rispetto delle regole da parte degli utenti, magari inibendo i conducenti all’utilizzo del cellulare o di altri dispositivi durante la guida. Speriamo che le nuove generazioni potranno crescere, anche grazie all’istruzione data dalla scuola, più rispettosi delle regole e soprattutto più prudenti. <strong>Matilde Filibeck - 2 G</strong></div><div><br><strong>Siamo tutti pedoni!</strong>&nbsp;<br>La maggior parte degli incidenti stradali gravi avviene nelle città e vede coinvolti i pedoni, in particolare gli over 65 (hanno diminuite capacità visive, uditive e motorie), i bambini al di sotto dei 14 anni di età (hanno un minor senso di consapevolezza del rischio).</div><div>Le cause sono attribuibili a:&nbsp;</div><div>- comportamenti di distrazione degli altri utenti, non rispetto dei cartelli stradali o dei limiti di velocità. Tali cause sono le più frequenti.&nbsp;</div><div>- infrastrutture in cattivo stato (buche sul pavimento stradale, strisce pedonali sbiadite), cartelli poco visibili (oscurati da auto in divieto di sosta, in doppia fila, o da alberi non potati).&nbsp;</div><div>- scarsa sensibilizzazione e ignoranza sul tema “educazione stradale”</div><div>Facendo tesoro di quanto appreso nel corso di educazione stradale, quali soluzioni innovative proporresti per ridurre gli incidenti sui pedoni?</div><div>I pedoni e i ciclisti sono gli utenti della strada che nella vita di tutti i giorni rischiano maggiormente la vita, tanto da essere definiti proprio gli UTENTI DEBOLI DELLA STRADA</div><div>Nella vita di tutti i giorni, capita ad ognuno di noi di attraversare la strada a piedi o di andare in bicicletta e di conseguenza è capitato almeno una volta di aver fatto parte degli “utenti deboli della strada”. Nei momenti in cui attraversiamo la strada siamo soggetti ad un rischio elevatissimo dettato dal non rispetto (nostro e degli altri) delle regole e dei cartelli stradali, dalla cattiva manutenzione delle infrastrutture pubbliche, e della scarsa sensibilizzazione riguardo la sicurezza e l’educazione stradale.&nbsp;</div><div>Uno studio dello European Trasport Safety Council(ETSC) ha dimostrato, secondo alcuni dati, che dal 2010 al 2018 il 29% delle morti in strada è rappresentato dalla categoria più debole, pedoni e ciclisti. Inoltre il 99% di questi incidenti è dovuto ad un impatto con un veicolo a motore.&nbsp;</div><div>Questi dati dimostrano il grave pericolo che ogni pedone e ogni ciclista affronta ogni giorno, perché, rispetto agl’ altri utenti della strada, sono più vulnerabili e quindi più a rischio. Spesso però la soluzione più semplice non è quella di attenersi alle regole, perché molti non le rispettano. Gli stessi pedoni, a volte per fretta e per distrazione, attraversano la strada priva di strisce pedonali oppure attraversano quando il semaforo lo vieta. La stessa condizione è analoga per gli altri utenti della strada, come gli automobilisti che, per fretta e distrazioni, non rispettano le apposite indicazioni. Le distrazioni sono uno delle principali cause degli incidenti stradali di qualsiasi tipo: ascoltare la musica ad alto volume, il parlare al telefono&nbsp; fino a comportamenti&nbsp; illegali come l’assunzione di alcool e droghe prima di mettersi alla guida.&nbsp;</div><div>Tra gli UTENTI DEBOLI DELLA STRADA vi è un sottogruppo che ne fa parte: una delle categorie che aumenta di gran lunga i numeri dei decessi in strada dei pedoni, cioè la categoria dei più anziani, gli over 65 ,che, a causa delle loro scarse capacità visive, uditive, a causa anche della loro scarsa mobilità, sono i soggetti più a rischio. Un’altra categoria è quella rappresentata dei bambini dai 0 ai 14 anni, poiché questi non hanno una reale percezione del rischio e del pericolo a cui vanno incontro: attraversando inconsapevolmente la strada, senza conoscere le regole per l’attraversamento causano così moltissime disgrazie.&nbsp;</div><div>A seguito di questi dati bisogno trovare delle soluzioni che possano portare ad un miglioramento della sicurezza dei pedoni in strada.Il cambiamento da apportare al fine di migliorare la sicurezza stradale di tutti i giorni è la sensibilizzazione riguardo al tema Educazione e Sicurezza stradale. Spesso infatti molti della strada non sono consapevoli dei rischi, se non quando li provano sulla loro pelle, non rispettando le regole, come i limiti di velocità, come il rispetto delle indicazioni stradali dalla prima all’ultima, dai segnali orizzontali a quelli semaforici e alle indicazioni dei vigili. Per la risoluzione di questi problemi la Codacons ha cecato di trovare delle soluzioni, come per esempio: Sottopassaggi pedonali per evitare il rischio dell’incontro fra pedoni; Piste ciclabili che spesso sono inesistenti, limiti di velocità intorno ai 30-50 km/h agli incroci e presso gli attraversamenti pedonali etc.</div><div>Per concludere, secondo il mio parere è necessario che lo Stato e gli enti incaricati per la sicurezza stradale trovino dei mezzi materiali per ridurre le vittime degli incidenti in strada, dai sottopassaggi a livello alle pesanti multe, ma tutto questo deve svilupparsi sullo stesso piano della grande sensibilizzazione riguardo la sicurezza stradale sicurezza stradale, il senso civico di ogni cittadino e il dovere di rispettare le regole, perché una società senza regole non può definirsi tale.</div><div><strong>G. Gambino - 2 G</strong></div><div><br><strong>Un quadro realistico della situazione</strong></div><div>Vivendo in centro purtroppo assisto regolarmente a incidenti che coinvolgono prevalentemente giovani soprattutto durante le notti nei week end, quando ci si sposta in macchina tra un pub e un altro.</div><div>L’insegnamento dell’educazione stradale nelle scuole, reso obbligatorio dall’art. 230 del codice stradale è fondamentale per i giovani che a 14 anni si apprestano a conseguire il patentino AM per la guida di quadricicli leggeri e che quindi dovranno muoversi nel traffico cittadino.</div><div>Visti i numerosi fatti di cronaca che sempre più spesso riguardano incidenti stradali mortali, probabilmente sarebbe opportuno proibire la vendita di alcolici a partire dal tardo pomeriggio a tutti e forse sarebbe anche più opportuno avere dei veicoli meno potenti da affidare a guidatori meno esperti.A dire il vero negli ultimi anni vedo anche dei giovani che, responsabilmente, si organizzano in modo da non far bere chi dovrà riportali a casa in auto, questo mi fa ben sperare per il futuro.(<strong>Roberta Taranto - 2 G)</strong></div><div>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<strong>&nbsp; </strong><br><strong>Qualche suggerimento per migliorare le cose</strong></div><div>Penso che a tutti sia chiaro che il rispetto delle regole durante la circolazione sia utile, ma troppo spesso prevale l’egoismo: la maggior parte degli incidenti sono causati dalle necessità di un singolo individuo, che viola le leggi del codice stradale per un suo tornaconto esclusivamente personale (fare presto, sorpassare qualcuno che viaggia abbastanza lento…), ma purtroppo a volte questa leggerezza viene pagata cara, sia da chi la commette e sia da chi sfortunatamente si trova nelle vicinanze.&nbsp;</div><div>In strada serve molta coscienza e attenzione, noi ci possiamo affidare alla nostra buona condotta, ma mai a quella degli altri. Non bisogna pensare che il nostro impegno a mantenere una circolazione corretta venga ripagato con altrettanta attenzione da parte degli altri utenti della strada e per questo bisogna sempre pensare al peggio e cercare di prevenire in tutti i modi dei sinistri. Anche quando le regole ci consentono di fare una manovra che in quel momento è apparentemente sicura, bisogna sempre tenere in conto l’errore altrui. Mantenere una buona condotta è un piccolo mattoncino che mettiamo affinché la strada diventi un posto più sicuro. Come quando butti la bottiglietta d’acqua appena finita in un cestino, mentre qualcun altro l’avrebbe buttata per terra, ma tu hai contribuito, nel tuo piccolo, a rendere il mondo un posto migliore. <br><strong>“Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo” (Mahatma Gandhi)</strong>(A cura di <strong>Nicola Sineri, 2 H)</strong><br>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;</div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2021-06-11 13:52:50 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/connectedwithdignity/rw78l7kt8ihv/wish/1601097582</guid>
      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>connectedwithdignity</author>
         <link>https://padlet.com/connectedwithdignity/rw78l7kt8ihv/wish/1601414528</link>
         <description><![CDATA[<div>&nbsp;                                                        <em>(Disegno tratto dal repertorio di Ludovica Fesi, 2 E)</em></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/205511909/3973a1a98c0e1947a838b81a22a3b44c/mani_in_cerca_Ludovica_Fesi.jpg" />
         <pubDate>2021-06-11 16:04:25 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/connectedwithdignity/rw78l7kt8ihv/wish/1601414528</guid>
      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>connectedwithdignity</author>
         <link>https://padlet.com/connectedwithdignity/rw78l7kt8ihv/wish/1601423216</link>
         <description><![CDATA[<div>&nbsp;                                     <em>(Illustrazione tratta dal repertorio di Ludovica Fesi, classe 2 E)</em></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/205511909/7fb5b298ac9a6c3e933405968aefd2d4/occhio_Ludo_Fesi.jpg" />
         <pubDate>2021-06-11 16:08:31 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/connectedwithdignity/rw78l7kt8ihv/wish/1601423216</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Contrasto alle mafie</title>
         <author>connectedwithdignity</author>
         <link>https://padlet.com/connectedwithdignity/rw78l7kt8ihv/wish/1601635606</link>
         <description><![CDATA[<div><em>Elaborato di Valeria Santantonio classe 2 F, modulo a cura della prof.ssa Lucia Carollo<br></em><strong>Una intelligente riscrittura di un&nbsp; testo senza bisogno di presentazioni tra passato e presente per contrastare le mafie partendo da noi stessi!</strong><br>Per visionare clicca qui: https://drive.google.com/file/d/1voueiqMQsONBPhvAIBYpWYJDoMNhb-qw/view?usp=sharing</div>]]></description>
         <enclosure url="https://drive.google.com/file/d/1voueiqMQsONBPhvAIBYpWYJDoMNhb-qw/view?usp=sharing" />
         <pubDate>2021-06-11 17:45:21 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/connectedwithdignity/rw78l7kt8ihv/wish/1601635606</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Homo sum: i diritti umani dal mondo antico a oggi</title>
         <author>connectedwithdignity</author>
         <link>https://padlet.com/connectedwithdignity/rw78l7kt8ihv/wish/1602714991</link>
         <description><![CDATA[<div><em>Homo sum: i diritti umani dal mondo antico a oggi </em>è un progetto che la classe III C ha iniziato alla fine di quest’anno scolastico e porterà avanti per tutto l’anno prossimo. Attraverso la rilettura della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani alla luce della cultura greca e romana, esso ha come obiettivo quello di far comprendere ai ragazzi la dipendenza tra la concezione moderna e il pensiero classico, ma anche la distanza che ci separa dagli antichi, sviluppando la consapevolezza culturale e la riflessione su quei principi di reciproco rispetto e di solidarietà, che sono alla base della nostra convivenza e che costituiscono il fondamento dei diritti umani.</div><div>Testo guida dell’intero progetto è il libro di Maurizio Bettini <em>Homo sum. Essere “umani” nel mondo antico </em>nel quale, attraverso un’analisi comparata di termini, articoli e brani classici, l’autore mette in relazione i valori dell’<em>humanitas</em> con il testo della Dichiarazione del ’48, senza però negare le forti divergenze che ci separano dalla cultura del mondo antico, prima fra tutte l’idea di uguaglianza fra gli uomini, concetto del tutto estraneo a un Greco di età classica.</div><div>I primi due incontri tra i ragazzi e i docenti esperti si sono svolti, online, il 5 e il 7 giugno. Nel corso del primo incontro gli studenti hanno dialogato con il professore Giuseppe Di Chiara, ordinario di Diritto processuale penale presso l’Università degli Studi di Palermo, sul concetto di diritti umani e sul rapporto tra diritto naturale e diritto positivo. Il secondo incontro ha visto la partecipazione del professore Maurizio Bettini, docente di Filologia classica presso l’Università degli Studi di Siena, fondatore e direttore del Centro interdipartimentale di studi antropologici sulla cultura antica “Antropologia del Mondo Antico”. Anche il dialogo tra il professore Bettini e i nostri ragazzi è stato molto intenso e profondo, ricco di spunti interessanti sui quali lavorare l’anno prossimo.</div><div>Entrambi i professori, al termine degli incontri, hanno fatto i complimenti ai ragazzi, che si sono dimostrati maturi e responsabili, e che hanno avuto modo di vivere un’esperienza formativa di grande rilievo al termine di un anno particolarmente difficile e impegnativo. (<strong>A cura della Prof.ssa Mari Carmen Tranchina)<br></strong><br></div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2021-06-12 18:23:38 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/connectedwithdignity/rw78l7kt8ihv/wish/1602714991</guid>
      </item>
      <item>
         <title>&quot;Il Filo di Arianna&quot; </title>
         <author>connectedwithdignity</author>
         <link>https://padlet.com/connectedwithdignity/rw78l7kt8ihv/wish/1602725849</link>
         <description><![CDATA[<div>&nbsp;Con l'immediatezza e la freschezza tipica del suo stile, la nostra ex allieva Adele, studentessa in Medicina, ci fa riflettere, in modo surreale, col filtro dell'ironia, sul tema cruciale dell'inclusione delle persone fragili, partendo dall'esperienza di ogni giorno.<br>&nbsp; &nbsp;                                                                        &nbsp;<strong>( A cura di Adele e Arianna Guarrera)</strong>&nbsp; &nbsp; </div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/205511909/71c8a3e53860748a6ed13a7ebe189147/sig_alfonso.docx" />
         <pubDate>2021-06-12 18:41:27 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/connectedwithdignity/rw78l7kt8ihv/wish/1602725849</guid>
      </item>
      <item>
         <title>SPAZIO POETICO</title>
         <author>connectedwithdignity</author>
         <link>https://padlet.com/connectedwithdignity/rw78l7kt8ihv/wish/1603183336</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>DIMENTICHI<br></strong>Cerchi di scordarti della nostra notorietà,</div><div>Ma non ti accorgi che ti avvolge solo una scarsa povertà,</div><div>interpreti come carità</div><div>quel mio annusarti come una rosa,</div><div>guardarti come una statua in posa,</div><div>toccarti come una maglia costosa,</div><div>non è facile concentrarmi con quest'aria afosa,</div><div>la tua faccia curiosa,</div><div>più dubbiosa che gelosa,</div><div>perché pensare male</div><div>se per te viaggerei tutto il mare,</div><div>assaporare il dolore della sconfitta</div><div>per non averti trovata in questa nebbia fitta,</div><div>mi sento trafitto da una spada,</div><div>nel mentre vado fuoristrada</div><div>potrebbe non importarmi più</div><div>non trovare la mia strada,</div><div>meglio tenere a bada questa mia rabbia</div><div>che tengo nascosta in una gabbia,</div><div>non cambia l'ansia</div><div>impressa nella mia faccia,</div><div>penso a quelle figuracce,</div><div>ti ho bisogno tra le braccia,</div><div>stringerti la pancia,</div><div>Mentre balli con il tuo ventre.</div><div>Vorrei parlarti quando</div><div>chiudi gli occhi</div><div>osservati mentre dormi</div><div>proteggerti da questi solchi</div><div>evitando la sola paura che non mi ascolti,</div><div>che non mi porti nei tuoi pensieri,</div><div>Ma solo nei ricordi in cui dimentichi chi eri.<br>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<strong>Giorgio Mirasola - classe 1 H</strong></div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2021-06-13 08:39:34 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/connectedwithdignity/rw78l7kt8ihv/wish/1603183336</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Report su Educazione ambientale: energie alternative/rinnovabili e risparmio energetico</title>
         <author>connectedwithdignity</author>
         <link>https://padlet.com/connectedwithdignity/rw78l7kt8ihv/wish/1603189606</link>
         <description><![CDATA[<div><sup>A cura di Sofia Banco, Chiara Consiglio, Lavinia Greco, Elena Mauro e Chiara Pellitteri, classe 4 D. Coordinamento scolastico prof.ssa Maria Grazia Meli</sup></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet.com/chiarapellitteri/mno3lgzh7cvkljkq" />
         <pubDate>2021-06-13 08:48:36 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/connectedwithdignity/rw78l7kt8ihv/wish/1603189606</guid>
      </item>
   </channel>
</rss>
