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      <title>O mae ma by WW</title>
      <link>https://padlet.com/leavesofgrass/parole_al_vento</link>
      <description>le parole quando vanno da se</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2019-04-24 07:06:02 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2019-04-24 07:39:46 UTC</lastBuildDate>
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         <title>24/4/19 - Pronti, via </title>
         <author>leavesofgrass</author>
         <link>https://padlet.com/leavesofgrass/parole_al_vento/wish/353635747</link>
         <description><![CDATA[<div>Eccomi qua, a seguire il consiglio che da anni una amica mi da.<br>Scrivi per te stesso. <br>Non riesco, non sono mai stato capace di scrivere per qualcuno che non fosse un preciso uditore. Sarà che scrivevo lettere, sarà che quel che scrivo è carico di significati simbolici che uniscono solo me e colui, o piu' spesso colei, cui e' destinata la lettera ... sarà che non sono convinto che ciò che scrivo possa essere in genere di qualsiasi interesse .... Ma per una volta farò come suggerisce ... Sara (chiamiamola cosi'...) Anzi, Sarina. Mi pare sia questo il mio nome sul suo cellulare, nome strano visto che poi a questo nome corrisponde la mia voce, non proprio quella di una Sara e non certo quella di una "piccola Sara". Però magari ricordo male il nome, scrivere è anche questo. E' fissare in una memoria esterna un'emozione, un ricordo, un nome, per evitare di buttarlo via, di perderlo ... Sarà per questo che ultimamente sempre più persone mi chiedono di cancellare le conversazioni di Whatsapp che abbiamo avuto. Per cancellare la memoria di ciò che siamo stati, di ciò che ci siamo detti, di quello che abbiamo giurato e non mantenuto. Per cancellare la asincronia di due persone che si scriverano una cosa, ma intanto lavoravano per altro ... "Anche io voglio vivere con te" ... e intanto esce con il collega d'ufficio, in attesa di mollarti quando proprio non può piu' farne a meno e infilarsi nel letto di lui ... ma questa e' un'altra storia, che merita un racconto a se.... <br>Le parole restano, e ci inchiodano a quel che siamo stati, al piacere provato nel tradire un marito o una moglie con una persona della quale abbiamo apprezzato solo l'esuberanza a letto, o in macchina, o in un motel ... L'opinione che gli altri anno di noi diventa la cosa principale, che non si sappia quanto siamo stronzi, così da non esserlo affatto! <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-24 07:11:13 UTC</pubDate>
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         <title>24/4/19 - Il mio mare...</title>
         <author>leavesofgrass</author>
         <link>https://padlet.com/leavesofgrass/parole_al_vento/wish/353639089</link>
         <description><![CDATA[<div>Non ho un mare, non sono nato al mare e il mio rapporto con lui è sempre stato complicato. Come un bambino attratto da un cane che lo guarda male, sospettoso, fermo. Ma se ti avvicini, se provi timidamente ad allungare la mano, quel cane potrebbe morderti. E magari lo fa. Poco, quel tanto che basta a ristabilire le distanze. Ho passato anni senza vederlo, e quando mi ci sono ritrovato davanti è stato respirare di nuovo. Non basta leggerlo su un libro, non basta farsi portare in giro per oceani da autori sudamericani o dal vecchio di Hemigway. Occorre entrarci nel mare, occorre bagnarsi, occorre che ci sia fiducia reciproca perche altrimenti non entri dentro di te. Eccolo, il mio mare e' dentro, è quella sconfinata distesa di emozioni nascoste, di onde, di mulinelli, di scogli che ho dentro e nei quali c'e' attaccata la mia vita. Sono le acque torbide nelle quali mi sono trovato, quelle pulite in cui ho sperato di arrivare con almeno la compagnia di una persona ... non una sola, una alla volta. Ogni volta una persona nuova, ma alla fine, se devo tirare le somme, non piu' di tre. Tre persone nella mia spiaggia con cui ho immaginato di attraversare il mare, come fosse possibile, come se non volesse dire rischiare di naufragare come un profugo che scappa dalla propria vita. Non so se scappassi, non so se scappo ancora, o se piuttosto è la consapevolezza di qualcosa di piu', di altro, che mi porta a voler passare di la. So che di quelle persone oggi ne sceglierei una, so che lei ha scelto me ma troppo tempo fa, so che ora c'è un mare tra di noi, seppur piccolo, e tanta distanza. E per assurdo, tanta vicinanza, perchè le volte in cui ci siamo (di nuovo clandestini quando si poteva non esserlo più) rivisti, la vicinanza è stata tanta. Se le parole dicono una cosa, ci sono gli altri linguaggi che dicono altro. C'è lo sguardo che resta fisso uno dentro l'altra, ci sono le mani che non stanno stare ferme senza toccarsi, senza sentire il calore della pelle altrui. Ci sono i baci. C'è quella confindenza che ti fa sentire lo stato d'animo. C'e' il sorriso che tradisce l'emozione e la felicità. C'e' la felicità, quella sensazione passeggera che per me sarebbe giornaliera, e per lei durerebbe un battito d'ali. Non sapremo mai chi aveva ragione, e questo non lo capisco .... </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-24 07:29:36 UTC</pubDate>
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