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      <title>LA RADIO by Elio Sommario</title>
      <link>https://padlet.com/Somma/rvmda5rfmmxv</link>
      <description>DAGLI ANNI PASSATI FINO AI GIORNI NOSTRI, LA STORIA E L&#39;EVOLUZIONE</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-01-11 22:06:40 UTC</pubDate>
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         <title>cos&#39;è la radio </title>
         <author>Somma</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>La radio è il mezzo con cui avviene la trasmissione di contenuti sonori fruiti in tempo reale da più utenti situati in una o più aree geografiche e dotati di specifici apparecchi elettronici ed, eventualmente, specifici impianti di telecomunicazione.<br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-11 23:01:10 UTC</pubDate>
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         <title>Guglielmo Marconi e l&#39;invenzione della radio</title>
         <author>Somma</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Guglielmo Marconi</strong> viene ricordato soprattutto perché ha sviluppato un sistema di comunicazione con telegrafia senza fili via <strong>onde radio</strong>, che ha rivoluzionato i sistemi di comunicazione portando allo sviluppo dei moderni metodi di radiocomunicazioni. Nel 1894 Marconi avrebbe letto gli esperimenti compiuti dal fisico tedesco Hertz e il lavoro compiuto da Nicola Tesla. Partendo da questi testi, Marconi ha capito che le onde radio potevano essere usate per <strong>comunicazioni</strong> senza fili. Alla fine del 1895 è riuscito ad emettere segnali radio per un miglio. La sua invenzione è fondamentale per la storia dell'umanità. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-11 23:11:14 UTC</pubDate>
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         <title>Come funzionava la prima radio?</title>
         <author>Somma</author>
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         <description><![CDATA[<div>La prima radio trasmetteva solo segnali elettrici. Il trasmettitore era costituito da un generatore, un oscillatore e un’antenna. L’ oscillatore era stato inventato da Hertz nel 1888 e trasformava la corrente elettrica in onde radio (hertziane). Era fatto da un avvolgimento terminante con due sfere ravvicinate. Quando la corrente percorreva l’avvolgimento, tra le sfere scoccava una scintilla. Se a una certa distanza si poneva un anello di ferro interrotto avente alle estremità due sfere, distanti tra loro come quelle dell’avvolgimento, anche tra di esse scoccava una scintilla, provocata da onde elettromagnetiche.<br>Per la ricezione si usò poi il rivelatore a limatura metallica: in un circuito elettrico si inseriva un tubo pieno di limatura di ferro, che diventava un buon conduttore solo quando era colpita da onde radio. In quel caso chiudeva il circuito che era collegato con una suoneria.<br>Sviluppando questi principi, Marconi nel 1896 inventò il telegrafo senza fili.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-11 23:15:07 UTC</pubDate>
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         <title>la radio in Italia</title>
         <author>Somma</author>
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         <description><![CDATA[<div>La radiodiffusione italiana ebbe inizio nel 1924, quando l’<strong>Unione Radiofonica Italiana (URI)</strong> inaugurò la prima stazione pubblica a Roma, ma il segnale risultava debole e non permetteva di raggiungere il Nord Italia. I primi programmi radiofonici erano molto scarni, composti da musica operistica, da bollettini metereologici e notizie di borsa. Il pubblico era composto soprattutto da amatori interessati più alla novità tecnologica del radioascolto che ai programmi veri e propri.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-11 23:15:18 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>Somma</author>
         <link>https://padlet.com/Somma/rvmda5rfmmxv/wish/220820091</link>
         <description><![CDATA[<div>Nel 1927, con undici stazioni in servizio, venne costituito l’EIAR (Ente Italiano Audizioni Radiofoniche), che dopo la guerra sarebbe divenuto la <strong>RAI (Radio Audizioni Italia)</strong>. Nacque come mezzo di intrattenimento commerciale in grado di portare nelle case, oltre che notizie, forme di spettacolo e di intrattenimento.<br>La radio si dimostrò ben presto uno dei più potenti mezzi di propaganda mai inventato: specialmente nei Paesi governati da regimi dittatoriali, la radio venne sfruttata a fondo per ottenere il consenso delle masse e spingerle a pensare a senso unico.<br>Nel giugno del 1933, il Regime Fascista, per incentivare la diffusione della radio, decise di creare la “<strong>Radiorurale</strong>”: un ricevitore a prezzo imposto acquistabile solo dagli enti governativi e dagli istituti scolastici. Grazie a ciò oltre tre milioni di studenti italiani conobbero la radio.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-11 23:27:19 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>Somma</author>
         <link>https://padlet.com/Somma/rvmda5rfmmxv/wish/220820245</link>
         <description><![CDATA[<div>Dal 1935 al 1943 la radio divenne sempre più uno strumento politico e d’informazione; nacque la diretta e ciò permise di conoscere in tempo reale informazioni riguardanti tutto il mondo (ad esempio l’annuncio dello scoppio della guerra d’Etiopia venne dato in diretta radiofonica). Allo stesso tempo la radio divenne anche uno strumento domestico in grado di riunire la famiglia grazie all’ introduzione di nuove rubriche (come ad esempio la cronaca sportiva e la radiocronaca).<br>In questo periodo gli abbonati crebbero talmente tanto, che nel 1939 la “<strong>Radiomarelli</strong>” mise in commercio il “Balilla”: un piccolo ricevitore dal basso costo di circa due chili. Negli anni ‘50 la radio divenne di fatto un oggetto presente ormai nelle case di tutti gli italiani.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-11 23:28:51 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>Somma</author>
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         <description><![CDATA[<div>Dopo la guerra, nel 1949, la RAI provvide in soli quattro anni alla totale ricostruzione dei trasmettitori distrutti durante il conflitto.<br>Dopo l’ avvento della televisione, la radio cercò nuove strategie per reggere la concorrenza con la TV grazie alla specializzazione dei programmi e al radicamento nel costume popolare. Invase nuove fasce orarie e moltiplicò l’offerta per restare accesa 24 ore su 24, sviluppando così la programmazione notturna. Questo fu però anche il periodo del boom dell’ automobile, ormai accessibile a gran parte della popolazione: nacque così l’autoradio e i nuovi programmi mirarono ad attirare l’ attenzione dei giovani e delle casalinghe.<br>Negli anni 90 si verificò una vera e propria crisi della radio che in quel periodo subì la supremazia televisione. Ma la diffusione di Internet e la nascita delle “<strong>Web radio</strong>” contribuirono al suo rilancio verso la fine del secolo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-11 23:31:33 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>Somma</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-01-11 23:35:29 UTC</pubDate>
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         <title>Voto</title>
         <author>simonaincalza73</author>
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         <description><![CDATA[<div>Lavoro ben articolato.8.5</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-12 19:16:38 UTC</pubDate>
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