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      <title>Il muro di Berlino per fare geografia umana by Maria Elisa Tessarin</title>
      <link>https://padlet.com/mariaelisa_tessarin/ruue0to6ruc1a0a7</link>
      <description>Guardando il Muro, la divisione tra Est e Ovest, la geografia umana come strada per interpretare la realtà</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2025-02-03 10:03:48 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2025-04-24 12:28:35 UTC</lastBuildDate>
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         <title>Bina Darius</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Sono un ragazzo mi chiamo Darius ho 15 anni e abito a Berlino est&nbsp;</p><p>questa mattina stavo andando a scuola ma ho visto questo murales mi ci sono soffermato.&nbsp;</p><p>Mi è salato nell’occhio prima  di tutto per i colori molto accesi ed ora mi ci sono fermato a riflettere su quegli anni quando c’era ancora il muro di Berlino.</p><p>Il muro di Berlino è stato abbattuto quando avevo 13 anni cioè 2 anni fa.</p><p>Ora vi racconterò come è stata per me la mia infanzia.</p><p>Devo dire che è stata un’ infanzia abbastanza difficile.</p><p>quando sono nato c’erano molte persone tristi per il muro di Berlino in molti avevano perso relazioni per colpa di questo io avevo perso alcuni dei miei amici ai quali ero più legato.</p><p>Questo per me è stato molto triste ma non solo per me molte persone hanno perso il lavoro ed erano in cerca di uno nuovo lavoro alcuni avevano parenti malati dall’ altra parte del muro e non potevano andarli a trovare.</p><p>Questo murales rappresenta una speranza di libertà che stava svanendo piano piano.</p><p>Anche se noi non c'entravamo in questo conflitto ci eravamo dentro.</p><p>Alcune persone provavano a scavalcarlo ma il giorno dopo usciva la notizia sul telegiornale: “Ragazzi e adulti sono stati uccisi: provano a passare dall’ altra parte di Berlino.”&nbsp;</p><p>Questo mi rattristava molto ma non potevo farci niente.</p><p>Però un giorno poco dopo aver compiuto 13 anni iniziarono ad aprirsi sempre più passaggi per Berlino ovest e quasi tutti scendevano in strada a distruggerlo.</p><p>Ci andai anche io con un piccolo piccone, tutte le persone erano contente e festeggiavano, ero contento ma non sapevo se sarebbero arrivate novità.</p><p>Ora sono passati due anni ed tutto e tornato alla normalità.</p><p>Guardai l'ultima&nbsp; il murales e mi incamminai verso la scuola rivivendo quel periodo per l'ultima volta.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-12 10:15:12 UTC</pubDate>
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         <title>Ferlisi Cristian</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p><strong>Ciao, mi chiamo Cristian, ho 13 anni e abito a Berlino&nbsp; est; sono di passaggio perchè sto andando a scuola e mi sono imbattuto in questo murale di Birgit Kinder, è stato creato nel 1990 un anno dopo la caduta del muro.</strong></p><p><strong>Questo murale si trova nella East Side Gallery, una sezione del Muro di Berlino celebrando la libertà e la riunificazione. La Trabant è un'auto iconica della Germania dell'Est, è un simbolo della vita quotidiana durante il regime comunista.</strong></p><p><strong>Il murale utilizza colori vivaci e un design audace per catturare l'attenzione, con la Trabant che emerge in modo dinamico dal </strong><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="http://muro.Il"><strong>muro. Il</strong></a><strong> murale di Birgit Kinder continua a essere un potente promemoria della resilienza umana e della capacità di superare le avversità.</strong></p><p><strong>La sua opera non è solo un pezzo d'arte, ma un'importante testimonianza storica che invita alla riflessione e alla discussione sul passato e sul futuro. Vicino al murale c’erano tutte le persone che stavano cercando di abbattere il muro così mi unì a loro e li aiutai ad abbatterlo</strong></p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-12 10:15:14 UTC</pubDate>
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         <title>Pizzo Francesco</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Mi chiamo Francesco e vivo a Berlino Ovest. È il 1990 poco dopo la caduta del muro, e oggi ho deciso di fare una passeggiata per esplorare la parte est della città, un luogo che fino a poco tempo fa era inaccessibile per me. La mia curiosità mi ha spinto a oltrepassare quel confine che ha cambiato le vite di tanti, e ora mi trovo a camminare lungo la East Side Gallery, un tratto del muro ormai diventato una galleria d'arte a cielo aperto.</p><p>Mentre guardo i murales, la mia attenzione viene catturata da un'opera in particolare: il murales di Birgit Kinder, intitolato “Test the Rest”. Rappresenta un auto (trabant) targata “Nov-8-89”, il giorno della caduta del muro&nbsp; animata dalla voglia di libertà e senza mostrare alcun danno, è un simbolo di libertà e speranza. La scena è così “tridimensionale”, quasi come se l'auto stesse per uscire dal muro e portare con sé un messaggio di cambiamento.</p><p>Mi avvicino, osservando i dettagli: i colori accesi,&nbsp; l'energia proveniente da quell'immagine. Sento un brivido lungo la schiena, un misto di emozione e nostalgia. Questo murales non è solo un'opera d'arte; è un manifesto di una nuova epoca.</p><p>Mentre mi perdo nei miei pensieri, rifletto su come la mia vita sia cambiata in così poco tempo. La libertà di muovermi, di esprimermi, di sognare senza confini è qualcosa che non avrei mai potuto immaginare fino a poco fa. La sensazione di speranza e di rinascita che trasmette quel murales mi riempe il cuore.</p><p>In questo momento, mi sento parte di qualcosa di più grande, di una “generazione” che sta ricostruendo il proprio futuro. "Test the Rest" non è solo un invito a provare, ma un richiamo a vivere pienamente la vita, a non dare mai per scontata la libertà; E mentre mi allontano, non posso fare a meno di pensare che il nostro futuro è nelle nostre mani.</p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-12 10:16:52 UTC</pubDate>
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         <title>Abu Fahim</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Stavo passando vicino al muro per andare a scuola vivo est&nbsp; di Berlino. A un certo punto vedo questo murales che attira gli occhi.</p><p>L'immagine ritrae un murales su un muro blu. Il murales mostra un'auto bianca, un Trabant, che esce da una crepa nel muro. L'auto ha una targa con la scritta "NOV-9-89",era la data in cui era costruito il muro di Berlino che divideva una città in due. Vicino alla ruota anteriore destra dell'auto è presente un'iscrizione "Birgit Kinder".</p><p>Il murales è una rappresentazione simbolica del crollo del muro di Berlino avvenuto nel 1989. Il Trabant, un'auto tipica della Germania Est, simboleggia la libertà e la speranza che si sono diffuse dopo la caduta del muro. La crepa nel muro, attraverso la quale l'auto esce, rappresenta il passaggio dall'oppressione alla libertà. La firma "Birgit K. 08.07.09" suggerisce che il murales è stato creato da Birgit K. nell'agosto 2009. Il colore blu del muro rappresenta il cielo e la speranza, il bianco dell'auto la purezza e la libertà. La forma della crepa nel muro ricorda una bocca aperta, che simboleggia la liberazione. L'immagine è illuminata da una luce naturale, che crea un'atmosfera di speranza e <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="http://positivit%C3%A0.Il">positività .Il</a> murales è realizzato con grande cura, i dettagli dell'auto sono ben definiti.</p><p>Il murales è una rappresentazione poetica e simbolica della caduta del muro di Berlino. L'immagine evoca un senso di speranza, libertà e gioia quando il muro è stato distrutto.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-12 10:19:12 UTC</pubDate>
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         <title>Tonutti Davide</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Ciao io sono Christine Mac Lean e questo Murales l’ho fatto io quando avevo 22 anni. Nel Dicembre del 1989 poco dopo la caduta del muro di Berlino.</p><p>Perché ho voluto fare proprio questo Murales?&nbsp;</p><p>Perché in questo Murales ho voluto inserire una Trabant e non un’altra macchina?&nbsp;</p><p>Prima di tutto questo Murales si chiama Brigit kinder - test the rest,Io in questo dipinto ho voluto soprattutto simboleggiare una cosa che una macchinina cosi piccola è riuscita a distruggere un muro gigante, vuol dire che l’unione fa la forza quindi se tante piccole cose si mettono insieme possono sconfiggere una cosa grande.</p><p><br></p><p>(La Trabant era il simbolo della guerra fredda soprattutto della Germania est, targata 9 Novembre del 1989 quel giorno è caduto il muro di Berlino).</p><p><br><br></p><p>storia</p><p>A distanza di 31 anni da quando il murales <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://muralguide.org/murals/berlin/test-rest-formerly-test-best?fbclid=IwAR1_AhL2Q4BAS4R0pV_dKOhimfwUngtTlUU76dqmjeeZxKs5Qt1VuO18d-4">“Test the best”</a> fu dipinto per la prima volta su una sezione del frammento originario del Muro di Berlino, l’opera dell’artista tedesca Birgit Kinder continua ad attirare Berlinesi e turisti. Insieme al famoso bacio tra fra Honecker e Brežnev dipinto dell’artista russo Dmitri Vladimirovich Vrubel, la Trabant rimane una delle immagini più iconiche della <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://berlinomagazine.com/i-10-murales-piu-belli-della-east-side-gallery-la-galleria-a-cielo-aperto-del-muro-di-berlino/">East Side Gallery</a> (ESG), che con i suoi 1,3 km di tracciato ricoperti da circa 106 murales è considerata la più estesa galleria d’arte a cielo aperto del mondo. La piccola macchina di “Test the best” (dal restauro del 2009 “Test the rest”), spicca nella moltitudine dei murales, ma al tempo stesso si integra perfettamente con le altre opere. In comune la celebrazione della pace e della libertà, così come la volontà di porre fine tramite una rivoluzione pacifica ad ogni segregazione e discriminazione.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-12 10:19:32 UTC</pubDate>
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         <title>Ambra Sacco</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/mariaelisa_tessarin/ruue0to6ruc1a0a7/wish/3325582259</link>
         <description><![CDATA[<p><br></p><p>Buongiorno, mi presento: sono Ambra Sacco, l’autrice del murales intitolato “La morte mortale”.</p><p>Ora vi racconterò la mia storia…</p><p>Ho 55 anni e sono rimasta orfana, l’unico parente che mi restava era mio nonno, che in quel momento non stava molto bene di salute.</p><p>Ogni giorno andavo a trovarlo per portargli le medicine e per fargli compagnia.</p><p>Io vivevo nella parte est di Berlino e mio nonno nella parte ovest.</p><p>Quando hanno realizzato il muro di Berlino, nel 1961 è stato un trauma…</p><p>Non potevo più andare a trovarlo e non potevo nemmeno sapere se era vivo o meno.</p><p>Questo avvenimento mi fece cadere in depressione.</p><p>Finché un certo giorno mi venne un'idea: per rendere onore a mio nonno, rischiando la mia vita, avrei disegnato in piena notte questo murales. E così feci.</p><p>Esso rappresenta le persone intrappolate, allo stesso modo di quando un insetto cade nella ragnatela del ragno… Nessuna possibilità di scappare…&nbsp;</p><p>La speranza di ritrovare mio nonno e di riunirci non moriva mai,</p><p>infatti nel 1989, quando il muro di Berlino cadde, il mio primo pensiero fu quello: ritrovare il mio unico parente.</p><p>Andai in fretta e furia a casa sua, senza pensare a niente, mi ricordo l’ansia che avevo e tutta la speranza che che non mi&nbsp; aveva mai mollato… Quell’ansia non la dimenticherò mai… Lo trovai disteso a terra, la nostra felicità di rivederci ci fece commuovere, ma notavo qualcosa di strano in lui.</p><p>Gli chiesi il motivo del perchè era sdraiato per terra, mi ricordo le esatte parole che disse: “Ho usato tutte le mie forze per rimanere vivo finchè non ci saremmo riuniti, ora è il mio momento…Sei la mia eroina”</p><p>Ed esalò l’ultimo respiro in un sentimento di felicità.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-12 10:26:41 UTC</pubDate>
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         <title>carnevale maffé viola </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/mariaelisa_tessarin/ruue0to6ruc1a0a7/wish/3325584913</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>Ciao, sono viola una ragazza di 57 anni. Abito nella parte ovest di Berlino. Mi trovo nella parte opposta alla mia perché stavo andando a trovare i mie figli, mentre camminavo per raggiungere la loro casa mi sono imbattuta in questo grandissimo ma anche bellissimo murales. la prima cosa che mi ha colpito sono stati i colori molto accesi come per esempio: il rosso, il verde e il giallo ma anche i colori un po più spenti come il nero il viola e il verde scuro mi hanno attirato. Mi ha poi anche fatta soffermare il fatto che i personaggi avessero dei particolari divertenti come :grandi labbra e dei denti che sporgono in fuori. Ma oltre questo penso che il murales possa avere oltre al lato divertente un significato che rappresenti secondo me la diversità ovvero che sta a significare che siamo tutti diversi .Ora devo proprio andare alla prossima!</strong><br></p><p><br><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-12 10:28:50 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Lamberti Maia</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/mariaelisa_tessarin/ruue0to6ruc1a0a7/wish/3325585192</link>
         <description><![CDATA[<p>Buon giorno a tutti, io sono Maia, so che non sono una persona famosa, che magari la mia storia non potrà interessare o impressionare tutti, ma ne vale veramente la pena per capire come è stata dura la divisione di una città. In modo tale che questa cosa non possa più accadere spezzando per esempio una famiglia……proprio come è successo con <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="http://me.Io">me. Io</a> ora ho 59 anni e sono passati ben 17 anni da quando è caduto il muro ma sembra che fosse successo tutto ieri. Avevo solo 4 quando è stato costruito il muro, io vivevo a Berlino ovest mentre i miei nonni, da parte di mia madre vivevano a Berlino est. Purtroppo erano gli unici nonni che mi erano rimasti, perché quelli da parte di mio padre erano venuti a mancare in un incidente <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="http://stradale.Io">stradale.  Io</a> non sapevo cosa stesse succedendo i miei genitori, quando vedevo delle macchine enormi costruire qualcosa che non sapevo neanche cosa fosse, mi dicevano che stavano probabilmente ristrutturando una vecchia casa.</p><p>Un giorno chiesi ai miei genitori se potevamo andare dai nonni.</p><p>Ma loro mi dissero che non sarebbe stato possibile e mi portarono davanti al muro. Io scoppiai a piangere. Da quella volta non vidi mai più i miei nonni anche perché dopo la caduta del muro avevamo scoperto che erano venuti a mancare anche loro. La cosa bella è che nel muro è ancora presente questo murales che mi fa tornare in mente i miei nonni perché avevamo fatto un disegno simile l’ ultima volta che li ho visti.</p><p>Per me rappresenta l’ amore che provo e che ho provato verso i miei amati nonni e la speranza verso il prossimo in modo tale da non commettere più gli stessi errori.</p><p><br></p><p>Ciao, ciaoooo.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-12 10:29:06 UTC</pubDate>
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         <title>Giorgia Bonvento</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/mariaelisa_tessarin/ruue0to6ruc1a0a7/wish/3325585200</link>
         <description><![CDATA[<p>Ciao io sono Giorgia e ormai sono a fin di vita, ho 94 anni e sono qui dopo la caduta del muro.</p><p>Abito a Berlino Ovest, sono una semplice passante che si è&nbsp; soffermata su questo murales; il murales di Thierry noir; Hommage an die junge generation.</p><p>Mi trovo da queste parti perchè ho trascorso tanti anni da sola, è iniziato tutto da un semplice viaggio, avevo 7 anni e i miei erano andati in viaggio per tre giorni, mi hanno detto che sarebbero ritornati subito ma non è stato così. Nel 1961 è stato costruito il muro che ci ha divisi per sempre. Perciò ora sono venuta a vedere il murales costruito dopo la caduta del muro.</p><p>Questo murales per me rappresenta la libertà la pace la solidarietà e il simbolo della guerra fredda per me è importante preservare il Muro come un pezzo di storia e quindi fare appello ai giovani affinché mantengano la democrazia e la <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="http://pace.In">pace. In</a> quest'opera l'artista celebra e rende omaggio alle centinaia di persone che tentarono la fuga da Berlino Est alla Germania dell'Ovest, di cui la maggior parte venne uccisa nel compiere questo <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="http://gesto.Ci">gesto. Il murales è molto colorato, colori molto accesi, personaggi divertenti  e molto simpatico. Dopo tutti questi ricordi mi incamminai per tornare nella mia casetta. </a><br>Ciao, ciao.</p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-12 10:29:07 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Ariana Fernandez</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/mariaelisa_tessarin/ruue0to6ruc1a0a7/wish/3325586696</link>
         <description><![CDATA[<p>dove ho dipinto questo murales?</p><p>Ho dipinto questa immagine sulla East Side Gallery</p><p>Quando ho dipinto?</p><p>Questo dipinto l'ho fatto dopo la caduta del muro.</p><p>Perché ho scelto questo dipinto?</p><p>ho scelto questo dipinto per le sue curiosità come per esempio Sul Muro sono scritte le parole: <strong>"Du hast gelernt / was Freiheit heißt / und das vergiss nie mehr"</strong> che significa ("Hai imparato / cosa significa la libertà / e non lo dimentichi mai") e per il significato che c'è nel dipinto che sembra trasmettere il senso diffuso di nuove opportunità dopo la caduta del muro.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-12 10:30:40 UTC</pubDate>
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         <title>Howard Garcia</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Ciao mi chiamo un Howard sono un artista ho 12 anni ho dipinto un murales negli anni 70 del 1999 vivo a Berlino nella parte ovest ed è per questo che ho dipinto il murales a ovest. ho scelto questo murales perché mi ricorda molto le mie vecchie cacce. Rappresenta gli animali che ho ucciso, il primo mi ricorda il serpente, il secondo mi ricorda l’iguana gigante e il terzo mi ricorda l'anguilla. L’ho dipinto prima della caduta del muro. stavo pensando di farla vedere in tutto il mondo questo murales mi dà molta felicità perché mi ricorda i vecchi tempi e il mio sogno di presentare le mie cacce al mio paese e diventare sia il miglior cacciatore sia diventare il bambino più famoso di tutti, ma purtroppo non ci riuscì perché in quelle zone non si poteva cacciare, ma grazie alla caccia ho pure vinto una medaglia d’oro e sono diventato il migliore di tutti nella mia colonia che i miei becchi compagni mi dicevano ogni giorno nessuno in questa colonia sarà migliore di te ma poi ho dovuto lasciare la mia colonia e dire addio per un po' di tempo alla caccia per andare in Italia</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-12 10:32:48 UTC</pubDate>
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         <title>INESSE BILALE</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>CIAO SONO IL WRITER&nbsp; HO DIPINTO QUEST’OPERA NELLA PARTE OVEST DEL MURO PRIMA DELLA SUA CADUTA.HO SCELTO COME ELEMENTO PRINCIPALE IL FILO SPINATO ISPIRANDOMI AL&nbsp; FILM “IL BAMBINO CON IL PIGIAMA A RIGHE”.</p><p>IL MURO MI IMPEDIVA DI ANDARE DALL’ALTRA PARTE IN CUI&nbsp; SI TROVAVANO I MIEI PARENTI PIU’ STRETTI,I MIEI AMICI. IO ERO&nbsp; NELLA PARTE EST SOFFRIVO MOLTO AL PENSIERO CHE QUEL MURO MI DIVIDEVA DAGLI AFFETTI PIU’ CARI E MI TOGLIEVA OGNI GIORNO LA SERENITA’ .</p><p>MI CHIEDEVO COSA CI SARA’ ADESSO DALL’ALTRA PARTE? COME STANNO I MIEI AMICI? I MIEI PARENTI?AVEVO PENSATO DI SCAVALCARLO QUEL MURO&nbsp; PASSARE DALLA PARTE OPPOSTA&nbsp; MA QUEL &nbsp; FILO SPINATO MI TRAFIGGEVA IL CUORE.</p><p>LE GUARDIE ERANO COME AVVOLTOI CATTIVI E FREDDI.</p><p>ALLORA HO PENSATO ALLE ULTIME PAROLE DI MIA MADRE:”NON SPRECARE LA TUA VITA COSì PREZIOSA”.&nbsp;</p><p>LAVORAVO SODO COME PARRUCCHIERA, LE DONNE CHE VENIVANO A FARSI BELLE MI SEMBRAVANO COSI’ SERENE E FELICI . MA ERA SOLO UNA MIA PERCEZIONE.</p><p>MOLTE DI LORO AVEVANO FIGLI E NIPOTI NELLA PARTE EST, ALCUNE AVEVANO GENITORI ANZIANI E AMMALATI CHE NON POTEVANO ACCUDIRE.</p><p>FU COSI’ CHE IL MIO NEGOZIO DI PARRUCCHIERA DIVENTO’ UN POSTO “SERENO” PER TUTTE COLORO CHE VIVEVANO IL MIO STESSO DOLORE.</p><p>LAVORAVO TUTTO IL GIORNO SENZA SOSTA ARRIVAVO A CASA SFINITA.</p><p>PROMISI A ME STESSA CHE NON MI SAREI MAI ARRESA.</p><p>DOPO LA CADUTA DEL MURO CREAI QUESTO MURALES (HO SEMPRE AMATO DIPINGERE) . UN TRAMONTO BELLISSIMO MA DETURPATO DA QUEL FILO SPINATO CHE DIVIDEVA E FACEVA PAURA.</p><p>QUANDO IL MURO CADDE RITROVAI PARENTI, AMICI INVECCHIATI E PROVATI DAL LUNGO DISTACCO. CON I SOLDI GUADAGNATI RIUSCII A COMPRARE UNA PICCOLA CASA PER I MIEI GENITORI.&nbsp;</p><p>LA CICATRICE CHE TUTTI NOI “DIVISI” CI PORTIAMO DENTRO HA LE SEMBIANZE DI QUEL FILO SPINATO.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-12 10:33:20 UTC</pubDate>
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         <title>AIMI KATE </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/mariaelisa_tessarin/ruue0to6ruc1a0a7/wish/3325590822</link>
         <description><![CDATA[<p>Quest'opera rappresenta un significato simbolico che ritrae un auto che sfonda il muro. Il modello d'auto è una Trabant, le tipiche auto prodotte negli anni della Gu che vennero usate dai cittadini dell'est&nbsp; e che vennero usate dai cittadini dell'Est per spostarsi in massa nella Germania&nbsp; dopo la caduta del Muro erra fredda in URSS</p><p>e se fate caso la&nbsp; targa e nov 9-89 la data della caduta del muro&nbsp;</p><p>ed è passato già ben 30 anni . la&nbsp; magia delle bombolette spray sfoderate da oltre un centinaio di artisti che dopo il <strong>novembre 1989</strong> erano arrivati qui da tutto il mondo, a inneggiare alla pace e alla fine della Guerra fredda a sfidarsi in dipinti e rime, a trasformare in un</p><p>museo a cielo aperto una barriera di cemento armato che, quella stessa libertà, l’aveva offesa e umiliata. Una cicatrice che, a toccarla, fa ancora male. Ma a <strong>Berlino</strong>, quartiere di <strong>Friedrichshain</strong>, ciò che resta del <strong>Muro</strong> è diventato un “bene rifugio” contro l’amnesia, un luogo dove pensare e ripensare, ricordare la follia di averlo costruito e avere sempre il dubbio di non averlo del tutto abbattuto. Sono 106 dipinti. Ironici, allusivi, sarcastici. E, trent’anni dopo, quella che chiamano <strong>East Side Gallery</strong> è qualcosa di più: una sorta di “Muro alla rovescia”, il collante tra l’Est e l’Ovest come il margine che tiene insieme le pagine di un libro, il luogo dove ritrovare la leggerezza delle parole e dell’arte in una città divisa per tanto, troppo tempo, dove tutto era doppio e nulla era normA pochi metri, una società immobiliare ha aperto una breccia nel Muro per costruire appartamenti di lusso. E, poco oltre, gru e scavatrici stanno mettendo le fondamenta di un hotel, a pochi metri dall’affresco in cui l’iraniano Kani Alavi cattura l’immagine di un intero popolo che preme per superare un confine insopportabile, e dal dipinto di Birgit Kinder che raffigura una vecchia auto Trabant, simbolo dell’industria sovietica, che sfonda il Muro. L’assembramento davanti all’opera firmata dal russo Dmitri Vrubel rivela la sua popolarità nel ranking del gradimento: il bacio sulla bocca tra il leader sovietico Leonid Brežnev e l’uomo forte della Ddr, Erich Honecker. Accompagnato dalla dedica: “Mio Dio, aiutami a sopravvivere a questo amore mortale”. Jörg Weber,al momento della caduta del muro i batte per proteggerla, annuisce: “L’East Side Gallery è la coscienza della città. <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://viaggi.corriere.it/weekend/il-ritmo-di-berlino-dove-godersi-musica-arte-e-food/"><strong>Berlino</strong></a> che guarda il Muro è Berlino che impara a guardare sa Berlino del 1989 diventa subito familiare, evocata da Helene Earth, figura carismatica della facoltà di Lingue romaniche a Potsdam, e da Roberto Giardina, per anni corrispondente di quotidiani italiani da Berlino. Flashback inevitabile: il ricordo delle manifestazioni di piazza nella zona est, tra l’estate e l’autunno, contro Erich Honecker, l’uomo forte della Ddr. E quel fatidico <strong>9 novembre</strong>, quando il governo comunista aveva finalmente approvato un piano per autorizzare i cittadini a spostarsi nella parte ovest. Provvedimento operativo solo dall’alba del giorno successivo. Se non che, la stessa sera, durante una conferenza stampa, alla domanda di Riccardo Ehrman, all'Ansa, il portavoce della Ddr Günter Schabowski aveva risposto: “Per quanto ne sappia io, anche immediatamente”. Un via libera intercettato da tutti i berlinesi tramite radio e tv: il Muro poteva essere violato. E in migliaia avevano preso in contropiede il regime, ammassando al checkpoint di Bornholmer Strasse, poi aperto in assenza di precise disposizioni. “Erano le 23.29”, commenta Giardina, “e da quel varco passò anche la Storia”.</p><p>LA CADUTA&nbsp; DEL MURO DI BERLINO HA LUOGO ALLA FINE DELLA GUERRA FREDDA E APRE LA VIA A UN&nbsp; RIAVVICINAMENTO DI DUE TIPI DI SOCIETÀ&nbsp; CHE SI SONO PROGRESSIVAMENTE&nbsp; ALLONTANATE DA UNA ALL'ALTRA</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-12 10:34:00 UTC</pubDate>
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         <title>Irene Scassa</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/mariaelisa_tessarin/ruue0to6ruc1a0a7/wish/3325591486</link>
         <description><![CDATA[<p>ciao, sono il writer di questo dipinto ma anche una madre di una bambina piccola e prima&nbsp; malata. Questo lavoro l’ho dipinto nel lato est dl muro, dopo la sua caduta, ho scelto questo soggetto perché rappresenta la fragilità del muro, rappresenta anche che il muro non serve a niente&nbsp;</p><p>&nbsp;e che quindi tutti possono spaccarlo con una macchina, è molto significativo, anche l’intenzione che si vuole spaccare il muro e dividerlo per tornare alla normalità.</p><p>questa era la macchina di questo periodo e che noi cittadini abbiamo usato per passare dal lato est all’ovest dopo la sua caduta, come segno di “ribellione” la targa è la data della sua caduta, ma per me rappresenta anche il giorno in cui ho potuto finalmente rivedere mia figlia molto malata nella parte ovest.</p><p>questo dipinto rappresenta anche la libertà di andare da una parte all’altra con una macchina, io e mia figlia prima della costruzione del muro facevamo tanti viaggi insieme e quindi questa macchina trattiene molti&nbsp; ricordi per me.</p><p><br></p><p>Due settimane prima della costruzione del muro mia figlia è andata in ospedale nella parte ovest del muro purtroppo, in oltre essendo che la nostra casa era nella parte est io tutti i giorni mi faceva la strada fino all’ospedale solo per vederla, facevo il conto alla rovescia per i giorni che mancavano, poi finalmente mancava una settimana e potevamo tornare a casa tutti insieme .&nbsp;</p><p><br></p><p>mancavano quattro giorni e questi sembravano infiniti, un giorno stavo andando all’ospedale per raggiungere come tutte le altre volte però mentre percorrevo la strada mi fermarono e mi dissero che non potevo più superare il muro, scoppiai a piangere perchè il solo pensiero di non poterla vedere mi distruggeva, passai anni della mia vita senza poterla rivedere, ma per fortuna potevo chiamarla e sapere ogni giorno come stava.</p><p>Passati 6 anni un giorno mi chiamò e mi disse la notizia più bella di tutte ovvero che era uscita dall’ospedale, ma doveva ancora stare in un altro edificio vicino così che i medici la tenevano d’occhio, non ci potevo credere finalmente era riuscita a combattere la sua malattia.</p><p>Dopo molti anni uscì però dovette frequentare una scuola gestita dall’ospedale con tutte le altre&nbsp; persone che come lei avevano appena combattuto la sua malattia.</p><p>Un giorno stavo facendo un giro in macchina per andare a fare la spesa quando ad un certo punto vidi il muro a pezzi e molte persone che si dirigevano dall’altra parte con la macchina, così decisi pure io di raggiungere mia figlia, attraversai il muro e andai subito alla scuola.</p><p>appena la vidi era molto diversa d'altronde erano passati 28 anni, ero molto dispiaciuta di non aver potuto passare l'adolescenza con lei,poi mi iniziò a raccontare tutto quello che era successo e finalmente dopo troppi anni tornammo a casa felici e spensierate.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-12 10:34:29 UTC</pubDate>
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         <title>Bonvento Arianna</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Salve, mi presento. Sono una ragazzina di 15 di nome Arianna con una sorella di cui tempo aveva 10 anni ,a quel tempo,ora sono vecchia ho 79 anni ma non mi ricorderò mai il mio peggior incubo: IL MURO DI BERLINO</p><p>Tutto iniziò da quando scappai di casa non ero mai la benvenuta soltanto perché c’era quella sorella di Alice, la viziata la privilegiata e la preferita, i miei genitori non facevano altro che criticarmi e ricompensare gli sbagli di Alice con una bambola o chissacchè sembrava la regina di casa. Io scappai a est della Germania a prendermi cura della mia carissima nonna che mi ha curata, mi ha fatto rendere felice ma soprattutto mi ha fatto credere in me e mi ha fatto capire che la prima persona che amo sono io.Dopo essere arrivata non la vidi cambiata e lo stesso lo pensò lei di me.</p><p>Ero una persona nuova finalmente ero tornata bambina.Erano passati 2 anni,per ora, non mi preoccupavo di mia madre o di mio padre neanche di mia sorella pensavo a me e alla salute di mia nonna.Un giorno mia nonna andò a fare una passeggiata e magari anche per comprare qualcosina, ma lì arrivò il peggio trovò sua figlia in lacrime balbettò dicendo : “ m…ma…..mamma ho bisogno di Arianna, Alice….Alice e mio marito sono scomparsi qualcuno gli ha portati via sono riuscita a nascondermi ma non ho potuto fare altro” E mia nonna rispose : “ Non l’ho vista da alcune parti mi dispiace dovevi dargli più attenzioni e la dovevi amare. Probabilmente gli avranno portati a Nord,mi dispiace ancora e spero che ti sia stata di lezione “ Così lei scappò subito a Nord senza neanche ringraziare sua madre.Da lì successe il peggio. A mia nonna capitava di avere attacchi di cuore “deboli” possiamo chiamarli così in poche parole ma questo ,questo è stato il colpo di grazia. si lanciò a terra chiudendo gli occhi per colpa del vento e sulla morbida erba verdastro.</p><p><br></p><p>Lì mi si è spezzato il cuore,gli occhi erano rossi stavo trattenendo il pianto perchè quando avevo 6 anni mi disse “ Quando morirò non dovrai piangere perchè io sarò nel cielo a guardarti SEMPRE ti voglio bene nipotina” A quel punto alzi gli occhi fuori dalla finestra e ripesi più volte che le volevo tanto bene più di lei e che per me fosse stata una mamma.</p><p><br><br></p><p>Decisi allora di promettermi di non vedere più i miei familiari finché non vidi mai terra e fù così perché mi trasferì in Italia molto a Sud in modo che in caso mi cercassero avevo tempo per scappare. Questo incubo ancora me lo sogno è stata l’esperienza più terrificante della mia vita&nbsp;</p><p>e ora aspetto solo il momento di arrivare da mia nonna.</p><p><br><br></p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-12 10:35:39 UTC</pubDate>
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         <title>EMMA TORRE</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p><strong>UN GIORNO STAVO CAMMINANDO DA CASA MIA CHE SI TROVAVA A EST E STAVO ANDANDO VERSO OVEST.</strong></p><p><strong>STAVO PENSANDO MA CHISSA&nbsp; COSA STARà FACENDO E CHE FINE HA FATTO LA MIA CUGINA.</strong></p><p><strong>RICEVO UNA CHIAMATA: RISPONDO&nbsp; “ PRONTO CHI PARLA?”, “ Emma ?” e io “ si, chi è? ,” sono tua cugina Angelica”, io: “ Angelica? , “ si”, “ ma dove sei? , “ a casa dove venivi te” , “ok ,io devo andare mi dispiace ciao!”.</strong></p><p><br><br></p><p><strong>Non ci posso credere mia cugina che non vedevo e sentivo da 10 anni,mi chiama e mi dice come stò, “ devo subito vederla!”, dissi.</strong></p><p><strong>passo per andare dall’altra parte di berlino. con la mia macchina gialla un’pò vecchiotta ma funzionante, entro non ci entravo da 6 anni perchè da quando berlino è stata divisa la parte dove abitavo io è diventato un paesino come anche dall’altro lato,” non ci posso credere!”sa ancora di pulito da quando l’avevo lavata e mai più usata! ora cerco di riguidarla perchè non sono più abbituata a guidarla.</strong></p><p><strong>non mi sembrava vero toccare ancora quel volante e schiacciare; il freno, l’accelleratore e la frizione.&nbsp; Metto in moto e vado , arrivo davanti al muro e dico: “a no è vero”, ma non ci penso, schiaccio il&nbsp; freno e l’ accelleratore&nbsp; ” siiiiii!!!” “boooooooooooooooommm”, si c’e l’ho fatta ora vado da mia cugina.</strong></p><p><br><br></p><p><strong>Dopo 30 minuti arrivata , busso&nbsp; ” tok tok ciao mi sei mancata!!!!!” ache tuuuuu!!! disse.</strong></p><p><br><br></p><p><strong>E cosi finisse e restai con lei per sempre.</strong></p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-12 11:00:52 UTC</pubDate>
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         <title>EMANUEL QOKAJ </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>&nbsp;ciao,mi chiamo Emanuel Qokaj,io ero dalla parte a est del muro di berlino,non è stata un esperienza bella,dalla parte a ovest avevo nonni,amici,zii e parenti vari.</p><p>un giorno mentre stavo tornando da scuola il 17 maggio del 1971,ero in seconda media ,non capivo bene quello che succedeva ma sapevo solo di avere paura , il motivo è molto complesso ma cerco di spiegarlo in meno possibile.</p><p>Ero con mio papa stavamo facendo una passeggiata nella più tranquillità possibile, quando ad un certo punto sentì un rumore forte ma per poco, mi girai e vidi una persona fucilata,chiesi a mio papa cosa stava succedendo e mi disse che stava cercando di scappare,non parlai più quel giorno.</p><p>passarono un po di anni il muro era già stato distrutto,quel giorno 20 agosto non ricordo bene l’anno,stavamo andando a casa dei&nbsp; nonni a piedi perchè non era molto distante dal muro distrutto,ma vidi questo murales che mi ha colpito,mi ricordava molto la gente che veniva uccisa solo per provare a scavalcare il muro, solo perchè magari dietro aveva tutto ciò che ci faceva stare bene…</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-12 11:09:47 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>FRANCESCA OUPHOUET</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Mi chiamo Susannah Fisher, e ho dipinto il mio murales "My God, Help Me to Survive This Deadly Love" sul lato Est del Muro di Berlino. Un lato dove fino a poco tempo fa nessuno avrebbe mai potuto lasciare un segno senza rischiare l'arresto</p><p><br></p><p>L'Est era grigio, controllato, e pieno di paura. Per anni, il Muro è stato un confine invarcabile, ma ora è diventato una tela Ho scelto questa parete perché volevo che il mio messaggio arrivasse proprio a chi aveva vissuto sotto il controllo DDR II bacio tra Brezhnev e Honecker era un simbolo del potere sovietico sulla Germania Est, ma io l'ho trasformato in una denuncia</p><p><br></p><p>Un amore soffocante. Dipingere qui, sul vecchio lato Est, significava riprendersi&nbsp; uno spazio che prima apparteneva solo all'oppressione&nbsp; . Ogni pennellata era un momento di libertà. Alcuni passanti mi guardavano con sospetto, altri con curiosità. Alcuni capivano e altri no.</p><p><br></p><p>Ora il Muro non divide più, ma il mio murales resta comunque. Una memoria e anche una provocazione. E io Spero davvero con tutto il mio cuore che chiunque passi di qui si fermi a guardarlo e si chieda: quanto vale davvero la libertà?</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-12 11:13:34 UTC</pubDate>
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         <title>Alessandro Sinisi</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>io sono l’artista del disegno della macchina che spacca il muro ho 80 anni e sono dalla parte est del muro e il disegno indica&nbsp; che anche una piccola auto come quella&nbsp; può spaccare il muro di berlino&nbsp; e che chiunque puo romperlo&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-12 11:18:28 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Federico Vigilante</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p><strong>questo murales lo costruito in una guerra fredda le persone non potevano andare dall’altra parte della città perchè c’era un muro in mezzo che divideva la citta ad est a ovest ho fatto questo dipinto per spaccare il muro perchè cosi le persone potevano andare dove volevano</strong></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-12 11:20:35 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>mohamed youssef</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>&nbsp;oh visto questo uomo che stava passando sopra dil il muro per incontrare con la sua famiglia a ovest e l’uomo nel pinto&nbsp;</p><p><br></p>]]></description>
         <enclosure url="https://pixabay.com/get/gbde54d0d90d0f86526046678db64668320bf8025ed5655604858784e7e879731cc214858a0834ae855cabcc5d643b074.jpg" />
         <pubDate>2025-02-12 11:20:45 UTC</pubDate>
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         <title>Giulio Franchi</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p><strong>&nbsp;test the rest</strong></p><p><strong>&nbsp;ciao sono il pittore giulio e ho dipinto “Test the best”.</strong></p><p><strong>&nbsp;raffigura una Trabant, icona dell’ex stato comunista della Germania Est, nell’atto di sfondare il Muro di Berlino.</strong></p><p><strong>&nbsp;Targata “Nov-8-89”, il giorno della caduta del Muro, l’auto attraversa il simbolo della Berlino divisa, animata dalla voglia di libertà.</strong></p><p><strong>Per l’artista è la perfetta metafora della rivoluzione pacifica, nessuna guerra.</strong></p><p><strong>Solo una piccola macchina, che nonostante fosse il prodotto di uno scarso progresso tecnico, accompagnò i molti tedeschi che con speranza si riversarono in Occidente.</strong></p><p><strong>&nbsp;È un chiaro riferimento a tutti i tedeschi dell’est che, una volta caduto il Muro, partirono per poter finalmente vivere a loro volta lo stile di vita occidentale, percepito appunto nell’immaginario comune come “il migliore”.</strong></p><p><strong>Con la parola “rest ” si richiama inoltre alla Germania riunificata.</strong></p><p><strong>Est e Ovest sono nel tempo diventati così simili, anche in stile e qualità di vita, che non sarebbe più necessario testare il meglio dell’</strong><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="http://Occidente.Il"><strong>Occidente.Il</strong></a><strong> titolo originario, “Test the best”, non solo riprende un vecchio slogan pubblicitario di una marca di sigarette allora in commercio nella Germania Ovest. È un chiaro riferimento a tutti i tedeschi dell’est che, una volta caduto il Muro, partirono per poter finalmente vivere a loro volta lo stile di vita occidentale, percepito appunto nell’immaginario comune come “il migliore”.</strong></p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-12 11:21:20 UTC</pubDate>
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         <title>Michele Palmieri</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/mariaelisa_tessarin/ruue0to6ruc1a0a7/wish/3325646018</link>
         <description><![CDATA[<p>Cammino per le strade di Berlino, il cielo è grigio, ma c’è qualcosa nell’aria che mi fa sentire&nbsp;</p><p>vivo. Non è la stessa aria di un mese fa. Non è la stessa città. Berlino è cambiata. E io sono cambiato con lei. Vivo a Berlino Est, o meglio, <em>vivevo</em> a Berlino Est, prima che tutto crollasse. Prima che il muro, che ci divideva, si frantumasse.</p><p>Oggi mi sono svegliato con la voglia di vedere qualcosa di diverso. Da quando il muro è caduto, c’è una frenesia in città, come se ogni angolo fosse improvvisamente diventato una tela su cui dipingere una nuova realtà. Decido di andare a piedi verso la parte Ovest, curiosità, necessità di esplorare, ma anche il desiderio di respirare qualcosa che non avevo mai respirato. Il mondo sembra più grande ora. Più aperto.</p><p>Mentre cammino, i miei occhi si fermano su qualcosa che non avevo notato prima: un murales enorme, colorato, che si staglia contro una parete grigia. Non è solo un dipinto. È una dichiarazione. La scena raffigura delle mani che si intrecciano, forse un simbolo di unità, di connessione, forse di speranza. La potenza dell’immagine mi colpisce dritto al cuore, come una rivelazione. Perché ora tutto è diverso. Siamo finalmente liberi, ma cosa significa davvero, questa libertà?</p><p>Mi avvicino al murales, la vernice fresca sembra pulsare. La città è un luogo di transizione, eppure qui, su questa parete, c’è qualcosa che resta fermo, immutabile. La luce grigia del pomeriggio illumina i colori vibranti dell’opera e io mi sento piccolo, ma parte di qualcosa di più grande. Non è solo arte. È la storia che si dipinge davanti a me. La mia storia. La nostra.</p><p>Non so perché mi sono fermato proprio qui. Forse perché il murales parla di noi, della nostra lotta, della speranza di ritrovare un mondo in cui finalmente possiamo essere liberi, senza muri che ci dividono. O forse perché la città è ancora piena di caos e confusione, e davanti a questa parete sembra che ci sia un momento di pace, di comprensione, qualcosa che mi fa sentire parte di questo nuovo mondo, di questa nuova Berlino.</p><p>Respiro profondamente, quasi sento il peso di tutto quello che sta accadendo. Il cuore batte forte. C’è un’emozione che non riesco a descrivere bene. È una sensazione di sollievo, ma&nbsp;</p><p><br></p><p>anche di paura. Cosa ci riserverà il futuro? Non lo so, ma guardando questo murales mi sembra che, forse, ce la faremo. Non siamo soli.</p><p>Mi allontano dalla parete, ma qualcosa dentro di me resta lì, fermo, come l’immagine sulle mura di Berlino. Quella sensazione di cambiamento, di speranza, di un futuro che non è ancora scritto, ma che è nelle mani di tutti noi.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-12 11:23:17 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Giulia Matei</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>mentre camminavo lungo la strada,&nbsp; vidi un bellissimo murales,azzurro con&nbsp; dei mattoncini rossi e bianchi,&nbsp; c’era una piccola finestra, tipo quella della prigione,dove c’era una persona che gli si vedevano solo le mani che gli spuntavano&nbsp; dalla piccola finestra , dove faceva il segno della pace,al polso aveva&nbsp; una piccola catena attaccata dove da fuori c’era una colomba&nbsp; in mezzo al sole che secondo me cercava di liberarlo.&nbsp;</p><p>a quel tempo avevo 13 anni quando ho visto questo murales e abitavo&nbsp; a est della germania</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-12 11:24:20 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Gaia mantovan</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>ciao a tutti io sono l'autore di questo dipinto&nbsp; e ho 30 anima volete sapere una cosa di me io sono una sopravvissuta al muro di berlino e pensa te io a 12 anni ho visto rompere il muro&nbsp;</p><p>e dopo 4 anni ho voluto disegnare qualcosa sul muro e allora sulla parte est&nbsp; del muro per far immaginare che le persone che stanno con bando il muro&nbsp; con&nbsp; un macchina&nbsp; e da quel giorno&nbsp; tutte le volte che vanno a berlino&nbsp; e tornano dicono tutti che dello erba me e tutto&nbsp; alla prossima</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-12 11:25:14 UTC</pubDate>
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         <title>Gaia Giolo </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Mi chiamo Kasra Alavi sono un “writer” e un artista del 1990 della parte est del muro,sono nato in Iran però mi sono trasferito in Germania. Il mio dipinto si chiama “Flucht” cioè “Volo” in tedesco. Il mio dipinto raffigura una figura umana in un paesaggio astratto. È raffigurato in una prospettiva centrale, con il punto di fuga e la figura al centro dell'immagine. La figura apparentemente in corsa verso l'osservatore interrompe la composizione altrimenti simmetrica.Negli anni novanta avevo scritto “Wer East Side Gallery vergisst, vergisst die Geschichte” cioè "Chi dimentica l'East Side Gallery dimentica la storia". Nel 2009 lo hanno rinnovato,hanno tolto la scritta e hanno aggiunto colori più accesi.&nbsp;&nbsp;</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-12 11:30:51 UTC</pubDate>
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         <title>SALVARO SAMUEL </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Io sono l’artista che ha creato questo murales sul muro di Berlino. Si intitola ‘’Test the rest’’. Si trova nella parte est, è stato dipinto nel 1990, rappresenta la rivoluzione nella Germania dell’ est, che ruppe pacificamente il dominio del partito socialista Unitario. Nel 2009 cambiò nome da ‘’Test the best’’ a ‘’Test the rest’’ come critica alla città di Berlino .Era un posto dove tutto era controllato, dove non si poteva dire quello che si pensava e dove l'arte era l'unico modo per ribellarsi, per dire qualcosa di diverso. ho scelto un soggetto che parlasse di libertà e di speranza, perché sentivo che la gente aveva bisogno di credere che un giorno le cose sarebbero cambiate. Volevo che chi passava di lì, magari senza fermarsi troppo, potesse almeno vedere qualcosa che lo facesse pensare: un segno che la separazione non sarebbe durata per sempre.</p><p>Quando il muro è finalmente caduto, non sono riuscito a trattenere le lacrime. Non tanto per il fatto che la divisione era finita, ma perché il mio murale, il mio piccolo contributo, era diventato parte di una storia più grande di me. Era un segno tangibile di quanto l'arte potesse essere potente e di come, anche in un periodo di grande oscurità, potesse portare una luce che nessun muro avrebbe mai potuto fermare. Ogni persona che si fermava a guardarlo, ogni giovane che passava davanti, vedeva qualcosa di più. Non vedeva solo un muro che divideva, ma un sogno che non si era mai davvero fermato. Quel murale era diventato un simbolo di speranza che non aveva smesso di vivere, neppure nei momenti più difficili. E quando tutto è cambiato, quando il muro è stato abbattuto, ho capito che forse la vera arte è quella che rimane, anche quando la storia gira pagina.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-12 11:30:54 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Assita bamba</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Questo murales è stato dipinto nel lato Ovest dopo la caduta di questo lungo muro che impediva alle persone di oltrepassarlo per vedere le proprie famiglie.</p><p>Ho scelto questo murales perchè è quello che mi ha ispirato di più e per me simboleggia la fuga delle persone, il coraggio.&nbsp; visto che caduto il muro volevo ricordare che quando c'era questo muro la gente soffriva.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-12 11:33:55 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Giacomo Della Calce Maucieri</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/mariaelisa_tessarin/ruue0to6ruc1a0a7/wish/3325657868</link>
         <description><![CDATA[<p>Ciao sono Mattia e ho 60 anni, e tanti anni fa quando quando era stato costruito il muro di Berlino ero solo un bambino ma era già stato costruito da un po’ il muro, tutti i miei amici abitavano a Berlino Est ma io a Berlino Ovest e infatti mi sentivo molto solo. Quando andavo a scuola passavo sempre davanti a questo murales che mi faceva venire in mente i miei amici dato che era colorato felice e luminoso come loro. E visto che questo murales mi piaceva molto sono andato a casa e ho cercato delle informazioni e ho trovato questo:&nbsp;</p><p>artista: Jacob Kohler</p><p>nome: Lotus</p><p>stile: Wild Style ( colori vivaci sul colore nero )</p><p>L'artista ha completato la sua opera con la frase "Die Lotusblüte ist ein Symbol für gute Kräfte"&nbsp;</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-12 11:34:34 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Mateo Valdivia</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p><strong><em>15 ottobre 1992,&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</em></strong></p><p><strong>sto camminando esattamente nei resti del muro di berlino per ricordare i miei nonni, ,muro nel quale ha diviso tante persone come me mateo e i miei nonni che abitavano nella parte ovest di berlino i ero ancora molto piccolo avevo solo 7 anni abitavo con i miei genitori, tutti i sabati i miei nonni venivano a casa mia non c’era un sabato senza di loro ma arrivò quel giorno nel 1961 in quale la costruzione del muro di berlino inizio passarono trent'anni e dopo la caduta del muro di berlino avevo tanta voglia di vedere di nuovo a i nonni ma scoprì che i nonni non c’erano più con noi.</strong></p><p><strong>E adesso &nbsp; sto camminando proprio sul muro che mi ha tolto i miei nonni ma poi avevo visto un dipinto molto bello nel quale ho visto uno dei miei supereroi preferiti era “BATMAN” poi visto che mi e piaciuto tanto li ho fatto una foto e poi sono andato a mia casa ho mangiato e mi sono messo a fare compiti ma non mi potevo concentrare stava nella mia mente quella pittura quindi ho smesso di fare compiti per almeno 30 minuti e mi sono messo a cercare informazioni su quel dipinto e ho trovato che è stato dipinto da “Greta ida Csatlos”. questo dipinto mi ha attirato troppo perché mi faceva ricordare quando giocavo con il mio nonno anche grazie a i suoi colori quindi ha cena ho raccontato a mamma e a papà del murales&nbsp;</strong></p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-12 11:34:38 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>KAYLA NOEMI MARULLO</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/mariaelisa_tessarin/ruue0to6ruc1a0a7/wish/3325658943</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>Quel muro bianco,senza scritte,con del filo spinato sopra mi rimase impresso nella mente.</strong></p><p><strong>Siamo nella parte Est della Germania , durante la costruzione del muro di Berlino.</strong></p><p><strong>Io mi chiamo Margo Conte ho 32 anni e sono un’artista di strada ma sono anche la nipote di mia nonna sposata con mio nonno che purtroppo ora non c’è più,perchè ha provato a scavalcare il muro di berlino dato che mia nonna abitava dalla parte opposta,ma mio nonno non aveva molte forze,ma pur di rivedere mia nonna provò a sorpassare il muro , però non ci riuscì, quindi venne trovato e ucciso a colpi di pistola,e mia nonna rimase vedova fino a qualche anno fa,perchè ora come ora non c’è nemmeno più lei , era una donna forte aveva resistito fino a 94 anni, ma purtroppo mio nonno la chiamo su in cielo per ricominciare una nuova vita tra le nuvole e in un posto felice in cui stare abbracciati e con il sorriso senza avere la paura costante di essere uccisi appena vidi quel muro,mi precipitai immediatamente davanti, intinsi il pennello nel colore e incominciai a dipingere.</strong></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-12 11:35:43 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>DARIA TUDOSE</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/mariaelisa_tessarin/ruue0to6ruc1a0a7/wish/3325661556</link>
         <description><![CDATA[<p>Sono Daria Tudose ho 12 anni e sto tornando a casa dalla mia famiglia dopo la caduta del muro di Berlino.Questo dipinto è stato dipinto nel 1990 un anno dopo la caduta.</p><p>Io mi trovavo dalla parte est del muro, la più sofferente perché noi (popolazione di quella parte di Berlino)&nbsp; non accettammo la decisione di costruire il MURO DI BERLINO.</p><p>&nbsp;Ora mi ritrovo sul punto di oltrepassare i frantumi del muro per andare dalla mia famiglia, ma , in lontananza noto un murales che mi attrae dai suoi colori sgargianti e vivaci e mi fermai a guardarlo. L’ opera rappresenta un uomo che è tentato a saltare il muro. L’uomo dipinto rappresenta la possibilità di superare tutti i confini e le difficoltà. Poi però dovetti andare avanti nel mio tragitto per il ritorno a casa ma durante la strada non feci altro che pensare al murales e al suo significato. Il giorno dopo che ripassai per andare a scuola notai un dettaglio che prima non avevo notato… LE MANI. Le mani sembravano mostruose e torturate dallo sforzo di arrampicarsi sul muro.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-12 11:38:29 UTC</pubDate>
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         <title>Leyla</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/mariaelisa_tessarin/ruue0to6ruc1a0a7/wish/3325661769</link>
         <description><![CDATA[<p>Ci chiamo Christopher, ho 25 anni, fino a 3 mesi fa vivevo in&nbsp; Italia, mi sono trasferito da poco a berlino,precisamente nel quartiere di Weinviertel. sono venuto qua perché mi hanno offerto un lavoro migliore rispetto a quello precedente, così ho deciso di trasferirmi qui.</p><p>Ogni mattina mi alzo&nbsp; alle 6:50, mi preparo e faccio colazione, successivamente esco di casa con un cappotto pesante e una cuffia per non prendere freddo alla testa e alle orecchie.&nbsp;</p><p>dopo aver preso il bus scendo alla 5 fermata dopo casa mia.</p><p>davanti alla fermata c’è sempre questo murales e piu lo guardo, piu mi incuriosisce, così vado a fare colazione da sturbucks,nel mentre che aspetto che mi servino la colazione cerco delle informazioni online.&nbsp; ho trovato delle cose interessantissime : Dmitrij Vrubel, morto a 62 anni a causa del Covid. è stato l’autore di uno dei baci più famosi della storia,oggi chiamata East Side Gallery, è il <em>Bacio della fratellanza socialista</em> o <em>The mortal kiss: </em>l’opera ritrae il bacio, stampato sulla bocca, che il leader sovietico Leonid Breznev diede al presidente della Ddr, l’ex Repubblica democratica tedesca, Erich Honecker, il 5 ottobre 1979, in occasione del trentesimo Tag der Republik, ovvero il giorno della Repubblica, la festa che celebrava la divisione tra le due Germanie. Si trattò di un gesto politico che suggellava un patto di stabilità e solidità, in un momento ancora lontano dalla fine della separazione di Berlino e dalla caduta del Muro, per la quale si sarebbe dovuto aspettare ancora dieci anni.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-12 11:38:42 UTC</pubDate>
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         <title>Cominato Aurora</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/mariaelisa_tessarin/ruue0to6ruc1a0a7/wish/3325662089</link>
         <description><![CDATA[<p>Mi presento: sono Marie Schulz e ho 13 anni. Sono nata nel 1977 nel quartiere Friedrichshain nella parte orientale di Berlino, quando il muro era già presente da anni.&nbsp;</p><p>Per me quel grande muro, le guardie, il dolore e il terrore negli occhi delle persone sono sempre stati la normalità. L’anno scorso quella grande parete è stata finalmente abbattuta, ma io non ho mai avuto il “coraggio” di uscire dalla parte Est ed andare a vedere cosa ne è rimasto di quei grandi mattoni con il filo spinato.</p><p>Oggi ho compiuto 13 anni e mi sento più matura e “coraggiosa”. Decido di andare a vedere i resti del muro pieni di immagini. Un murales in particolare mi colpisce: potrei restare a guardarlo, ammirarlo e contemplarlo per ore.</p><p>E’ ricco di molte sfumature di colore che sembrano muoversi circolarmente nello spazio,l dandomi un senso di pace. Sembra che vogliano dirmi “Marie, tranquilla, è tutto finito.”</p><p>La parte che mi lascia senza fiato, però, non è la grande varietà di colori, ma un viso.&nbsp;</p><p>Io non ho mai conosciuto veramente mia sorella, ma so che frequentava l’università nella parte Ovest di Berlino. Non sono mai riuscita a vederla, ma i miei genitori ne parlavano molto e in casa c’era una sua foto, scattata prima che partisse per la scuola. Purtroppo, quando l’anno scorso la parete è stata abbattuta mia sorella non c’era. Aveva tentato di scappare per raggiungerci, ma non ce l’aveva fatta.&nbsp;</p><p>Su questo murales in una circolare macchia gialla c’è un volto che sembra quello della foto che vedevo a casa, di cui parlavano i mie genitori: mia sorella Hannah.</p><p>E’ arrivato il tardo pomeriggio ed io sono ancora qui. I miei genitori, preoccupati di non trovarmi a casa, sono venuti a rimproverarmi. Hanno avuto la mia stessa reazione quando hanno visto il murales, si sono commossi e abbiamo passato tutta la sera lì.&nbsp;</p><p>Non l’ho mai conosciuta, ma sono certa che Hannah fosse una brava figlia e che sarebbe stata una brava sorella. Ringrazio l’artista che ha ideato questo murales per avermi trasmesso queste emozioni, anche solo con un po’ di tempera e anche l'arte, che ha il potere di esprimere sentimenti profondi e connettere le persone, anche quelle che non si sono mai incontrate.&nbsp;</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-12 11:39:03 UTC</pubDate>
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         <title>Noah Reali</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Mentre passeggiavo per andare a fare visita a mia madre, visto che lei abita a Berlino Ovest e invece io a Berlino Est, ad un certo punto mi accorgo di questo murales. Mi è piaciuto perché simboleggia l’unione di due parti separate per molti anni.&nbsp;&nbsp;</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-12 11:39:33 UTC</pubDate>
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         <title>BEATRICE CHIESA </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p><strong>Ciao,</strong></p><p><strong>mi chiamo Beatrice Chiesa e sto facendo una ricerca sulla Caduta del Muro di Berlino ed oggi, 09 novembre 1999, a dieci anni esatti dalla sua caduta ho chiesto a mio nonno di portarmi in visita a Berlino.</strong></p><p><strong>Siamo andati a fare una passeggiata nelle vie più popolari della città e poi ci siamo recati dove un tempo c’era il muro.</strong></p><p><strong>Oggi del muro è rimasto ben poco e ne rimane in piedi soltanto un tratto di circa 1,3 km, il quale si è trasformato in una vera e propria galleria d'arte.</strong></p><p><strong>Infatti dopo la sua caduta, il muro è stato decorato con diversi murales rappresentativi di quel periodo e tutti collegati alla Caduta del Muro e alla fine della Guerra Fredda e riguardanti la pace, la solidarietà, la libertà.</strong></p><p><strong>Mio nonno mi ha spiegato che il muro divideva Berlino in due parti; la Germania dell’Est, dove c’era un regime comunicsta controllato dall’Unione Sovietica e la Germania dell’Ovest, dove c’era un regime più democratico ed alleato accidentale e USA.</strong></p><p><strong>Questa divisione ne impediva la libera circolazione delle persone perché molti tedeschi si spostavano nella parte ovest della città dove erano migliori le condizioni di vita.</strong></p><p><strong>Il murales che ha catturato la mia attenzione e penso essere uno dei più famosi, è quello che raffigura uno dei baci più famosi della storia perché è il simbolo di stabilità e solidità alla fine della Guerra Fredda e dopo la caduta del MURO di BERLINO.</strong></p><p><strong>E’ il bacio tra il Leader RUSSO L. Breznev e il Presidente del partito SED della Germania dell’Est E. Honecker.</strong></p><p><strong>Il Murales è stato realizzato nel 1990 proprio a pochi mesi dalla caduta nella parte est del muro.</strong></p><p><br/></p><p>&nbsp;</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-12 16:40:46 UTC</pubDate>
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         <title>Samuele Ferrara</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Ciao, mi chiamo Samuele e ho 19 anni. Abito a Berlino, nella parte Est. Stavo andando a Berlino Ovest per trovare i miei cugini. Volevo fargli una sorpresa dato che non li vado mai a trovare, e poi è il compleanno di Federico e Martina, per questo ho deciso di venirli a trovare proprio oggi!</p><p>Mi andai a preparare, presi le chiavi della macchina e iniziai a guidare verso Berlino Ovest.</p><p><br/></p><p>Dopo una mezz’oretta mi resi conto di aver dimenticato i regali che avevo fatto per loro. Allora tornai a casa per prenderli, ma mi resi conto che ce li avevo in macchina! Ripreso il viaggio decisi di fermarmi in un Autogrill per mangiare qualcosina, dato che non avevo fatto colazione. Dopo mezz'oretta mi rimisi in viaggio.</p><p><br/></p><p>Poi arrivai vicino al muro di Berlino e mi dissi: “perché non fermarmi e andare a vedere i bellissimi murales, tanto ho ancora tanto tempo!” e allora andai davanti al muro, guardai più di 100 murales perché ognuno esprime tantissimi significati. Ma solo un murale mi colpì maggiormente, “<em>Test the Rest”</em>. Rappresentava una macchina che si era schiantata sul muro per segnare la libertà di chi voleva andare oltre il muro, per andare a vedere i propri parenti, amici e conoscenti. E allora pensai alla vita dei tempi della divisione di Berlino, dove io ero appena nato e quindi non capivo tanto, ma adesso, grazie a questi murales, capii come ci si sentiva a quei tempi, come si viveva, come era difficile stare lontano da chi ami. E mi resi conto che tante persone morirono perché provarono a scavalcare il muro, ma altre si suicidavano perché non sopportavano il dolore di stare lontano dalle proprie conoscenze. </p><p><br/></p><p>Dopo tutte queste riflessioni guardai l’orario e mi resi conto che ero in ritardissimo alla festa di compleanno dei miei cugini! Quando arrivai tutti mi guardarono male per il SUPER ritardo, ma la cosa importante è che ero arrivato. </p><p>Alla fine della festa diedi i regali ai miei cugini e rimasero tutti commossi, le cose che gli ho dato non erano regali qualunqui, ma delle lettere che aveva scritto mio zio, ovvero loro padre. </p><p>Mi chiesero come le avessi prese e io gli raccontai che loro padre mi aveva chiesto di tenere queste lettere e di non aprirle, perché le dovevo dare a loro solo quando il muro venne abbattuto. </p><p><br/></p><p>Dopo che me le aveva date si girò verso il muro e provò a scavalcarlo, ma subito dopo venne sparato da 5 guardie. Io rimasi scioccato, corsi via e piansi tantissimo dal dolore e ho capito che darvi queste lettere era la mia missione.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-14 07:40:29 UTC</pubDate>
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         <title>KAYLA MARULLO </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p><strong>Quel muro bianco,senza scritte,con del filo spinato sopra mi rimase impresso nella mente.</strong></p><p><strong>Siamo nella parte Est della Germania , durante la costruzione del muro di Berlino.</strong></p><p><strong>Io mi chiamo Margo Conte ho 32 anni e sono un’artista di strada ma sono anche la nipote di mia nonna sposata con mio nonno che purtroppo ora non c’è più,perchè ha provato a scavalcare il muro di berlino dato che mia nonna abitava dalla parte opposta,ma mio nonno non aveva molte forze,ma pur di rivedere mia nonna provò a sorpassare il muro , però non ci riuscì, quindi venne trovato e ucciso a colpi di pistola,e mia nonna rimase vedova fino a qualche anno fa,perchè ora come ora non c’è nemmeno più lei , era una donna forte aveva resistito fino a 94 anni, ma purtroppo mio nonno la chiamo su in cielo per ricominciare una nuova vita tra le nuvole e in un posto felice in cui stare abbracciati e con il sorriso senza avere la paura costante di essere uccisi appena vidi quel muro,mi precipitai immediatamente davanti, intinsi il pennello nel colore e incominciai a dipingere.I miei nonni , sono la mia Musa,sono la mia l'inspirazione,il motivo del perchè io sia un'artista di strada,la maggior parte dei miei disegni sono dedicati a loro e sono tutti abbastanza carini ma in questo mi sono superata.</strong></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-14 07:50:28 UTC</pubDate>
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         <title>Ariana Fernandez</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Mi chiamo Ariana e ho 12 anni. Vivo a Berlino Est, in un quartiere che si trasforma ogni giorno da quando è caduto il Muro. Quella mattina, mentre andavo a scuola, ho deciso di fare una passeggiata per scoprire come fosse cambiato tutto.</p><p>Quando sono arrivata nella strada dove si trova il murale e qualcosa mi ha fermato. Non riuscivo a distogliere lo sguardo da quell’esplosione di colori e forme, che sembrava raccontare storie di libertà e speranza. Ogni pennellata sembrava sussurrare, invitandomi a sognare e a immaginare un futuro senza barriere.</p><p>Provo un miscuglio di emozioni: gioia nel vedere come l’arte e la libertà abbiano fiorito in un tempo in cui prima tutto era diviso; un pizzico di nostalgia, nel ricordare che non molto tempo fa c’erano muri e silenzi ovunque; e soprattutto, una profonda speranza che un giorno tutti potremo vivere senza limiti.</p><p>Mentre cammino lentamente, il mio cuore si riempie di quella sensazione magica che solo l’arte sa trasmettere, e so che ogni passo mi avvicina a un mondo nuovo e migliore.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-14 18:08:28 UTC</pubDate>
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         <title>Elisa Comelli</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Come ogni lunedì, dopo il lavoro faccio una passeggiata per la città, di recente ho iniziato a lavorare in una azienda nella parte est, una parte della mia città che non ho mai visto perchè fino a qualche anno fa non potevo venirci, ci era stato vietato, o meglio, ci era stato imposto: un muro molto alto costruito per chilometri e chilometri ci impediva di andare dall’altra parte. Ora non c’era più ma la sofferenza che aveva suscitato si sente ancora.&nbsp;&nbsp;</p><p>Sul muro negli anni erano stati fatti diversi murales che manifestavano le ingiustizie subite, molte persone avevano deciso di esprimersi in questo modo. Io questi murales non li ho mai davvero osservati perchè mi fa troppo male, però oggi mi sono ritrovato davanti a un murales, mi sono fermato subito: uno sfondo blu con sopra disegnata una piccola macchina, questa sembrava proprio aver attraversato il muro anzi lo aveva proprio rotto, lo aveva sfondato.&nbsp;</p><p>Mi sono fermato.</p><p>Quante volte quando ero piccolo avrei voluto andare dall’altra parte, poco prima della costruzione del muro io i miei e mia sorella ci eravamo trasferiti in quella che poi è diventata la Berlino ovest, il resto della nostra famiglia viveva a est quindi quel muro ci divise: avevo solo sette anni e non rividi più i miei nonni, i miei zii e i miei cugini, per colpa di quel muro avevo dovuto cambiare scuola, cambiare abitudini. Ricordo i pianti di mamma, papà che provava a spiegarci cosa succedesse, la confusione mia e di mia sorella.</p><p>Mi sedetti per terra davanti a quel murales, lo fissavo con gli occhi gonfi: mi aveva sempre fatto male ripensare a quel periodo buio, alla mia infanzia, al doversi abituare a cose nuove, a nuove leggi, nuove restrizioni.</p><p>Ricordo di quando io e miei amici stufi di tutto quello che stava succedendo, una notte decidemmo di provare a oltrepassare il muro: avevamo cercato una parte del muro che non fosse sorvegliata, preparammo tutto nei minimi dettagli ma proprio quando iniziammo a salire sulla scala una luce ci illuminò delle guardie iniziarono ad urlarci contro, noi presi dal panico eravamo corsi via, quella sera due miei amici furono presi e imprigionati.</p><p>Sentivo che quel murales era per noi, per tutti quelli che avevano provato a opporsi, a quel punto i miei occhi non tennero più e mi scivolò una lacrima sulla guancia.</p><p>Notai sulla targa della macchina un dettaglio, c’era scritto “nov 9 89” quel giorno me lo ricordo come se fosse ieri, io ero lì insieme a altre centinaia di persone eravamo lì tutti per lo stesso motivo: abbattere quel muro e mettere fine a quella divisione durata più di ventotto anni. Ricordo pianti, sorrisi, abbracci e colori.</p><p>Adesso che sono passati cinque anni è tutto tornato quasi alla normalità, racconto a mio figlio questa storia, passo le domeniche in famiglia e quando cammino mi guardo intorno felice di poter vedere quello che c’è al di là&nbsp;</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-15 10:55:34 UTC</pubDate>
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         <title>Pietro di Gennaro</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Sono Pietro,ho 12 anni e andando a scuola ho notato questo murales nella East Side Gallery nel quartiere di Friedrichshain che rappresenta il più grande resto del muro di Berlino, un percorso di 1,3 km di lunghezza con oltre 100 spettacolari murales e opere d'arte dipinte da artisti provenienti da circa 20 paesi diversi con l' obiettivo comune di esprimere un messaggio di pace e unità dopo la fine della guerra fredda. Questo murales è stato dipinto da Thomas Klingestein un artista tedesco e rappresenta il Monte Fuji, l'autore era un dissidente ai tempi della RDT. Fu arrestato nel 1981 e deportato nella Repubblica Federale Tedesca. All’inizio ha sviluppato un interesse per il Giappone e vi si è trasferito all' età di 23 anni prima di tornare a Berlino.</p><p>Guardandolo mi sono ricordato una storia che mi ha raccontato la nonna di un mio amico, lei era ancora in pancia di sua mamma quando hanno costruito il muro nel 1961, alla sua nascita non ha potuto conoscere i suoi nonni che si trovavano al di là del muro, era molto triste, si potevano sentire solo al telefono, questo è durato per ben 28 anni e quando nel 1989 il muro fu abbattuto, la sua gioia più grande è stata poter abbracciare finalmente i suoi nonni e presentargli la sua splendida bambina.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-16 13:30:11 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>ciao ,sono Habiba ho 51 anni. abito nella parte di est di berlino mi trovo in questa parte e ho visto un murales molto bello e interessante. e la prima cosa che mi ha colpito è la macchina che rompe un muro . e la seconda cosa sono i colori come l&#39;azzurro che è un colore molto bello e anche del cielo. Per me rappresenta anche la pace dopo che questa macchina sfonda il muro anche la fortezza di una macchina con cui  rompe un muro . E la macchina va da una parte all&#39;altra. Ciaoo,ciaoo </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2025-02-16 15:15:44 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Valentina Nidasio</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Io mi chiamo Valentina,&nbsp; abito a Berlino e ho 12 anni, io e la mia famiglia abitiamo nella parte Est della città, invece i miei parenti abitano&nbsp; tutti nella parte Ovest della città.</p><p>Io e la mia famiglia andavamo a trovare i nostri parenti una&nbsp; volta alla settimana prima della costruzione del muro. Prima che la città veniva divisa c’era molto movimento.</p><p>&nbsp;Da quando hanno costruito il muro, le persone le vedo sempre più tristi e preoccupate; i miei&nbsp; genitori cercavano di tranquillizzare me e mio fratello ma ogni volta che uscivamo non riuscivamo più a pensare alle parole dei nostri genitori vedendo persone che soffrono.</p><p>Dopo molti anni di tristezza e preoccupazione abbatterono il muro e ora io e la mia famiglia che stiamo passeggiando vicino al muro vediamo questo murales che rappresenta una folla di persone che che esce dalla parte opposta del muro è bruttissimo ripensare a quello che è successo.&nbsp;</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-16 17:25:39 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Meryem Tonaydin</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/mariaelisa_tessarin/ruue0to6ruc1a0a7/wish/3330420219</link>
         <description><![CDATA[<p>Ciao a tutti! Mi chiamo Meryem, sono l’artista del murales intitolato “Der Mauerspinger” .Oggi ho voluto raccontarvi della mia storia di quello che è successo tanti anni fa ,quando ero ancora giovane.Attualmente ho 60 anni,e ammetto che è passato molto tempo dalla costruzione del muro di Berlino.Ogni giorno andavo a casa dei miei parenti e a casa&nbsp; della mia migliore amica per parlare,scherzare e magari fare i compiti insieme,insomma era tutto normale fino al 13 agosto del 1961.Fu il giorno più brutto al mondo,era la data di costruzione del muro;e c’era più di un problema: non potevo più andare vicino alla mia amica,non potevo visitare i miei parenti e non potevo più andare a scuola,perchè io mi trovavo nella parte est e loro si trovavano nella parte ovest.Era tutto ingiusto.Tutti volevano passare dalla parte est alla parte ovest di Berlino,compresa io. A quei tempi vivevo nella parte est di Berlino,e fu la parte in cui dipinsi anche il mio murales .Oltrepassare quel muro era un impresa:sopra a esso c’era una recinzione e attorno c’erano guardie dappertutto.Una mattina decisi di sfogarmi in un modo e nell’altro.Comunque,avevo rischiato però dipinsi quel murales decisi di rappresentare un uomo che è intento ad attraversare il muro proprio come ero io.Scelsi quel soggetto non solo perchè volevo attraversare il muro,ma anche perché volevo che quell'uomo simboleggiasse la possibilità di trascendere i confini.Moltissime persone tentarono la fuga dalla germania dell’ est alla germania dell’ ovest attraverso quel muro.Der mauer springer,vuol dire letteralmente saltatore del muro e per quello che l’ho scelto come titolo.Spero che vi sia piaciuto questo racconto.Civediamo</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-16 18:54:41 UTC</pubDate>
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         <title>Klea Habazaj </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Mi presento: sono Sofia una ragazza di 15 anni che si è trasferita da poco a Berlino con la sua famiglia . Mentre passeggiavo&nbsp; per Checkpoint Charlie&nbsp; vicino ai murales di Berlino, mi ero abbatttuta&nbsp; in questo fantastico murales. Mi sono imbattuta proprio su questo murales sia per i bellissimi colori ma anche per il quello che vuol far arrivare agli occhi dei passanti.Il murales raffigura questi angeli liberi che finalmente si ritrovano. Nella metà inferiore del quadro sono in piedi, fissate al terreno, mentre nella metà superiore sembrano essersi liberate e stanno fluttuando verso il cielo. Il titolo è dipinto in tedesco e inglese attraverso il quadro. Gli angeli diretti verso l'alto rappresentano la libertà di pensiero, forse in legame alle nuove possibilità che si sono aperte dopo la caduta del muro.Questo murales rappresenta la libertà del pensiero e&nbsp; dello spirito umano. È come se raccontasse la storia di persone che, intrappolate nell'ombra e nella pesantezza della realtà,trovano la forza di sollevarsi e volare via,come uccelli nel cielo.Le figure nere in basso sembrano prigioniere,bloccate,mentre quelle in alto,colorate con ali,rappresentano la fuga,la speranza,il sogno di qualcosa di più grande. Il messaggio scritto sostiene questa idea :”I PENSIERI SONO COME LE TRACCE DEGLI UCCELLI IN CIELO”, cioè non si possono imprigionare,sono liberi,vanno dove vogliono.Inoltre secondo me questo murales sembra vol dire : anche quando il corpo è costretto ,la mente può volare ovunque.Un’ immagine di speranza,di cambiamento e di trasformazione. Con questa frase vorrei spiegare che durante la guerra fredda quando c'era ancora il grande murales c'era magari fidanzati,famigliari o amici divisi da questo muro che erano costretti a essere a distanza fisicamente ma loro con le loro anime erano insieme (le anime raffigurana anche il desiderio di ritrovarsi di nuovo,di rivedersi)questo a parer mio è anche il messaggio che l'artista di questo murales vuol far arrivare a chi lo osserva .</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-17 20:07:39 UTC</pubDate>
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