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      <title> Pensieri, emozioni sulla didattica a distanza; cosa abbiamo imparato e come viviamo oggi questa seconda fase.    by Luisa Vercellini</title>
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      <description>Liberamente tratto dalle nostre vite (gli alunni della classe terza A)</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-09-17 19:42:50 UTC</pubDate>
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         <author>luisa_vercellini28</author>
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         <description><![CDATA[<div>Stare a casa 24h su 24h ti aiuta anche a pensare. Stai lì seduto sul tuo letto e pensi: Perché proprio adesso? Perché proprio quando tutto della vita sembrava andare per il verso giusto deve esserci qualcosa che interrompa quella strada?</div><div>La vita è ingiusta, non sai mai cosa ti aspetta fin quando non giri l’angolo. A dirla tutta mi manca proprio andare a scuola e lamentarmi con i compagni di quanto vorremmo essere in un qualsiasi altro posto tranne che tra quei banchi e su quelle scomode sedie senza manici, ma forse in realtà quelle scomode sedie erano sinonimo di casa. I periodi GRIGI di SOLITUDINE però ti aiutano anche a crescere, infatti adesso siamo più preparati e disposti a fare questo sacrificio per poi tornare a ridere e scherzare tutti insieme. </div><div> </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-23 18:08:59 UTC</pubDate>
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         <author>luisa_vercellini28</author>
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         <description><![CDATA[<div>...per me il lockdown è stato molto difficile per colpa di<br>una scarsa connessione o di essere poco attrezzata e questo mi<br>ha portata ad essere richiamata più volte dai prof o di perdere<br>delle lezioni, sicuramente adesso sono più attrezzata di prima e<br>finalmente posso seguire le lezioni in pace... spero di non ripetere<br>una quarantena come quella di marzo ma nel caso ci fosse un altro<br>lockdown, sia io che tutta la mia classe lo affronteremo in modo più maturo.     Virginia</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-23 18:14:37 UTC</pubDate>
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         <author>luisa_vercellini28</author>
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         <description><![CDATA[<div>Con il primo lockdown che è iniziato alla fine di febbraio, siamo stati costretti a stare in casa e a spostarci sono in caso di necessità.  Dal punto di vista scolastico le scuole sono state molto penalizzate perché non si era mai andato in didattica a distanza quindi sia per i professori sia per gli alunni c'erano molte difficoltà, ad esempio non si capiva come entrare agli incontri, o come si spediva un compito. Secondo me tuttavia il primo lockdown ha avuto anche degli aspetti positivi:  ad esempio abbiamo imparato molte cose sull’utilizzo del computer a si è imparato anche a usare la piattaforma Gmail e fare incontri su meet che possono essere utili ad esempio quando faremo delle ricerche coi compagni al posto di incontrarci a casa si possono fare su quella piattaforma e  inoltre ci sarà molto utile quando andremo all'università o andremo a lavorare. In questo periodo abbiamo passato più momenti in famiglia anche se tuttavia mi dispiace di non aver potuto vedere i nonni e gli amici. </div><div>Invece quello che stiamo vivendo adesso, sembra molto diverso:  è iniziato per alcune scuole a ottobre e per altre ad inizio di novembre, gli studenti e i professori sono già preparati avendo fatto esperienza in passato, per cui abbiamo cominciato subito con le lezioni senza problemi.    Giacomo    </div><div> </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-23 18:21:27 UTC</pubDate>
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         <author>luisa_vercellini28</author>
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         <description><![CDATA[<div>La prima esperienza di didattica a distanza, per me, è stata noiosa, perchè bisognava stare con gli occhi sul pc per diverse ore alla giornata, ma soprattutto, perché non si potevano vedere i propri amici, parlandoci o abbracciandoli e bisognava stare chiusi in casa, come una persona che lavorava nelle stanze dove si aprivano i rullini delle vecchie macchine fotografiche, dalle quali non si poteva uscire e si usava una luce rossa per evitare il rischio che le fotografie si rovinassero. mi sentivo proprio come un impiegato di queste stanze, senza poter uscire per il rischio di contagiarsi. </div><div>Del resto, però, questa didattica a distanza mi aiutò anche a scaricare la tensione generata a scuola, infatti, avendo meno ore scolastiche aumentava il tempo libero e ci si poteva anche rilassare e godere delle calde giornate d’estate.  Ioan</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-23 18:27:10 UTC</pubDate>
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         <author>luisa_vercellini28</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2020-11-24 16:44:03 UTC</pubDate>
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         <author>luisa_vercellini28</author>
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         <pubDate>2020-11-24 17:31:58 UTC</pubDate>
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         <author>luisa_vercellini28</author>
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         <pubDate>2020-11-24 17:32:44 UTC</pubDate>
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         <author>luisa_vercellini28</author>
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         <description><![CDATA[<div>Pensa alla prima esperienza di didattica a distanza: facile da dire ma difficile da fare. Sono state tantissime le emozioni e i ricordi di marzo. Sicuramente all'inizio tra tutti c’era un senso di vuoto e si scombussolamento, da un giorno all’altro ci siamo dovuti chiudere in casa e l’unica nostra fonte di aggiornamento e informazione era il cellulare. Penso che da quei giorni che ci sembrano lontani ognuno di noi lo guarda in un modo un po’ diverso da prima perché il nostro futuro dipendeva (e dipende tuttora) da ciò che lui ci comunicava. È stato durante i mesi del lockdown un virologo, un giornalista e un amico anche se un occhio critico andava comunque mantenuto per le molteplici fake news. Dal punto di vista didattico il periodo di quarantena è stato un momento utile a ciascuno di noi per conoscersi meglio e capire i propri punti di forza e di debolezza; non a caso c’è chi è stato più pronto a intuire come accedere con il nuovo account, come partecipare alle lezioni e come spedire i compiti e chi invece è stato più lento. Però nel giro di qualche giorno tutti siamo di nuovo riusciti a vederci e a scambiarci dei saluti; durante gli scorsi mesi, più che vederci per studiare, le lezioni sono state momento di conforto nei nostri confronti e di discussione riguardo a quello che stava succedendo intorno a noi. Per tutti noi credo sia stato bello sapere che in un momento del genere  tutti stavano uniti nonostante le barriere che ci dividevano.     Jana </div><div> </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-24 17:36:16 UTC</pubDate>
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         <author>luisa_vercellini28</author>
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         <description><![CDATA[<div>La prima volta che ho affrontato la didattica a distanza mi sentivo un po’ disorientata e se dovessi dare forma e colore a quel periodo lo immaginerei come un vortice che girava, nel quale le emozioni che provavo si inserivano e si mischiavano in un unico sentimento: smarrimento. I colori sono : il rosso, perché ero arrabbiata, il nero, perché confusa e spaventata ,l’azzurro perché triste di non poter incontrare i miei amici. Nelle settimane successive si aggiungevano altre emozioni, colorate dl viola per la vergogna di stare davanti al video. Sicuramente avrei preferivo la vita di prima, insieme ai miei compagni e ai miei professori. Devo ammettere che alla fine della dad ero sorpresa per essere riuscita a superare un altro anno con bei voti!<br>Bea</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-24 20:47:00 UTC</pubDate>
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         <author>luisa_vercellini28</author>
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         <description><![CDATA[<div>Ho scelto la parola “avventura” perché questo per me è il termine che più si addice al periodo del primo lockdown. Intraprendere un nuovo cammino non è mai impresa di grande semplicità e per noi ragazzini di seconda media quel periodo è stato esattamente questo : una nuova avventura.</div><div>Ho scelto il colore nero perché questo sottolinea l'immensa brutalità di quel periodo, con le ambulanze e i camion colmi di bare sulle strade di Bergamo. Federico</div><div> </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-24 20:48:26 UTC</pubDate>
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         <author>luisa_vercellini28</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2020-11-24 20:49:44 UTC</pubDate>
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         <author>luisa_vercellini28</author>
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         <description><![CDATA[<div>Per me il primo lockdown è stato strano e pesante perché non ero abituato a non poter uscire di casa.  Per quanto riguarda la didattica a distanza, nonostante avessi gli strumenti per farla non mi è piaciuta: mi mancavano i compagni , i professori e le lezioni fatte in classe, perché  anche se i professori erano disponibili ,non era la stessa cosa , per esempio alzare la mano e chiedere chiarimenti su qualcosa che non si è capito e avere subito la spiegazione senza aspettare la risposta tramite una mail .</div><div>Questa pandemia la associo al colore rosso perché mi fa pensare ai molti contagi.     Matteo </div><div> </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-24 20:51:55 UTC</pubDate>
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         <author>luisa_vercellini28</author>
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         <description><![CDATA[<div>La parola corretta per descrivere tutta la situazione è CONFUSIONE.</div><div>La nostra scuola e tutto il sistema scolastico non era pronto a una DAD, non si era mai sperimentata la lezione a distanza, e questo si è fatto sentire, infatti quando da un giorno all’altro siamo restati a casa c’era gente che, per la propria situazione economica, non aveva a sua disposizione dispositivi per seguire le lezioni o una rete wifi a cui collegarsi. Nonostante questa situazione fosse abbastanza grave non si sono presi dei provvedimenti per tutto il lockdown, e per 4 mesi molti studenti che non riuscivano o faticano a seguire le lezioni, hanno dovuto <strong>arrangiarsi</strong> (la nostra classe/il nostro istituto è stato molto fortunato perché i prof ci hanno sempre dato una mano su questo punto di vista).</div><div>Eravamo evidentemente spaesati perché non avevamo un minimo di confidenza con la lezione a distanza, ma secondo me ci ha insegnato che bisogna prevedere ogni tipo di situazione grave: infatti in questo secondo semi-lockdown abbiamo più confidenza e siamo più organizzati a sopportare questa situazione.   Carlotta</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-24 20:58:20 UTC</pubDate>
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         <author>luisa_vercellini28</author>
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         <description><![CDATA[<div>La mia esperienza con la didattica a distanza in sé è stata molto molto noiosa , senza vedere gli amici. Indubbiamente la DAD presenta una serie di vantaggi (tipo non spostarsi da casa a scuola) e di svantaggi (non vedere i compagni quando si crea un bel gruppo), ma comunque è molto pesante.   Luca</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-24 21:00:53 UTC</pubDate>
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         <author>luisa_vercellini28</author>
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         <description><![CDATA[<div>Quella domenica quella maledetta domenica in cui hanno annunciato la quarantena. all’inizio ero felice non ne potevo più, ero esausto della scuola… una settimana in quarantena, che meraviglia! dopo tre settimane mi sentivo stanco e annoiato ma soprattutto sentivo la mancanza del contatto visivo dal vivo e del contatto fisico, i miei compagni mi mancavano un sacco e anche alcuni professori, anche i più rabbiosi.        Franci</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-24 21:03:49 UTC</pubDate>
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         <author>luisa_vercellini28</author>
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         <description><![CDATA[<div>Per me la prima pandemia e DAD sono state, come per molte persone, una esperienza nuova, ma proprio da questa novità e inaspettatezza, si è creata una ignoranza nell’usare questo tipo di apprendimento.</div><div>infatti in quel periodo abbiamo svolto poco o niente riguardo alla scuola (con alcune eccezioni) proprio per colpa di questa strana novità, un disordine come questo può essere rappresentato con il colore rosso, inteso appunto come caos <br> Anel</div><div> </div><div> </div><div> </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-24 21:07:35 UTC</pubDate>
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         <author>luisa_vercellini28</author>
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         <description><![CDATA[<div>Per me la prima esperienza di didattica a distanza è stata una cosa inaspettata, sotto diversi punti di vista, perché questa pandemia è arrivata all’improvviso. Mi ricordo quella domenica che ero con la mia famiglia e tutto andava come al solito, e hanno annunciato al telegiornale che scuole e altre attività pubbliche sarebbero state chiuse fino a data da destinarsi. Dicevano che si trattava di quel virus anomalo che era stato individuato in Cina qualche settimana prima. Io all’inizio reputavo la situazione come nei film, dove c’erano questi virus che ammazzavano tutti.</div><div>E  mi Chiedevo come avrei fatto con la scuola. Una settimana dopo è partita la didattica a distanza,  (DAD).</div><div>Quel periodo era un vero e proprio disordine, io che sono già disordinato di mio, mi rendevo conto che era tutto confuso e si può dire che si viveva alla giornata, o almeno il primo periodo, date le frequenti disposizioni ministeriali. Dopo due o tre mesi, mi sono accorto però, che era diventata normalità: mi svegliavo la mattina, andavo a fare lezione a computer, facevo tre o quattro ore al giorno, era diventato molto più semplice per me non dover uscire di casa di corsa, le verifiche (di alcune materie) per lo più a crocette, insomma, era molto più facile, e così mi abituai. Ma dopo un po’ mi accorsi di avere una sorta di nostalgia della scuola, perché stando a casa diventa monotono, io mi ero già abituato si, però andando avanti mi resi conto sempre di più della stranezza della situazione. </div><div>Così iniziai a sperare sempre di più di poter tornare a scuola.</div><div>Questa esperienza mi ha insegnato che la scuola è un bene molto prezioso, più di quello che pensavo prima.    Riccardo</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-24 21:12:14 UTC</pubDate>
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         <author>luisa_vercellini28</author>
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         <description><![CDATA[<div>La mia prima esperienza in DAD, era qualcosa di nuovo perché nessuno si sarebbe mai aspettato di stare a casa; è stato un periodo molto difficile per noi studenti ma anche per i prof perché ci dovevamo adattare alla didattica a distanza, un nuovo metodo di scuola. I primi tempi era molto bello perché anche se non vedevo più i miei compagni, li potevo sentire molto di più quando giocavamo ai videogiochi e inoltre potevo dormire 1 ora in più al mattino; ma poi la mia felicità, man mano che il tempo passava si trasformava in una sorta di tristezza perché mi mancava rivedere le persone e giocarci insieme. Simone</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-24 21:15:15 UTC</pubDate>
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         <author>luisa_vercellini28</author>
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         <description><![CDATA[<div>Per me la prima esperienza di didattica a distanza e stata come se avessi perso una persona cara, perché non ho potuto più vedere i miei compagni e ho perso tutte le abitudini che avevo prima che per me erano basilari, per esempio, discutere con loro in classe, scambiare opinioni, andare fuori, giocare e divertirmi. Quindi è stato come se non fossi più libero di fare quello che mi piace. Allora ho dovuto trovare qualcosa che mi facesse stare bene, ma è stato praticamente impossibile, perché stare a casa chiuso davanti al computer non è come stare fuori con i miei amici. Inoltre ho perso il reale contatto con i miei insegnanti, perché vederli sul computer o ascoltare semplicemente la loro voce è ben diverso che vederli di persona, poter dialogare con loro e seguire le loro spiegazioni. Cesare</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-24 21:16:57 UTC</pubDate>
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         <author>luisa_vercellini28</author>
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         <description><![CDATA[<div>Durante la prima ondata della pandemia, il covid-19 ci ha colti impreparati infatti per le prime settimane non eravamo andati a scuola e non avevamo ancora capito la pericolosità della situazione e come poterla affrontare. All'inizio pensavamo che fosse bello stare a casa, alzarsi più tardi e fare le cose con più calma, non ci preoccupavamo. Però con il protrarsi della situazione, abbiamo iniziato a provare un senso di NOIA, per esempio io non avevo più voglia di fare nulla: vestirmi, studiare, alzarmi. è proprio questa la prima parola che mi viene in mente se ripenso alla quarantena e al primo lockdown. Non si poteva uscire, vedere gli amici o stare con i parenti, questa pandemia ha sconvolto tutte le nostre abitudini. Tra l'altro in quel periodo giravano tantissime fake news e tutti dicevano cose diverse, non si sapeva più a chi credere o cosa pensare!! Successivamente hanno creato delle apposite app per la didattica a distanza per garantirci l'insegnamento anche da casa. Le prime lezioni online sono state complicate perché era una cosa nuova, ma piano piano ci siamo abituati anche se comunque ci sono stati problemi di connessione o magari alcune persone non avevano i dispositivi. Per gli studenti era complicato seguire le lezioni perchè a casa ci si distrae molto di più rispetto che a scuola, mentre altri erano talmente pigri da non partecipare infatti venivano richiamati molto spesso. Tutto era monotono e GRIGIO infatti questo colore rappresenta perfettamente la tristezza di quel periodo, la noia, e la mancanza di energia.</div><div>   Chiara</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-24 21:18:36 UTC</pubDate>
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         <author>luisa_vercellini28</author>
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         <description><![CDATA[<div>L’esperienza del primo lockdown ha suscitato dentro di me diverse emozioni e sensazioni, la più forte è senza dubbio la distanza dai compagni e dagli amici, l’unico modo per vederli era fare chiamate whatsapp, o vederci grazie a programmi al computer come Google MEET, che viene usato per la didattica a distanza (DAD). Inoltre il primo lockdown ha suscitato in me anche altre emozioni, come per esempio la tristezza e la noia. </div><div><br></div><div>L’emozione della tristezza era dentro di me soprattutto quando guardavo fuori dalla finestra e vedevo un sole splendente e un cielo limpido, però al posto di uscire con amici ero costretto a stare chiuso in casa. Per fortuna ho un giardino abbastanza grande. </div><div>Infine l’emozione della noia si suscitava in me ogni volta che trovavo un momento in cui non sapevo proprio cosa fare, per esempio il pomeriggio quando avevo finito le videolezioni.    Andrea</div><div><br></div><div>     </div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-24 21:19:30 UTC</pubDate>
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         <author>luisa_vercellini28</author>
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         <description><![CDATA[<div>Per me la prima esperienza in didattica a distanza è stato un cambiamento, perché nessuna persona al mondo non si sarebbe mai aspettato di rimanere a casa per così tanto tempo, quindi oltre ad essere stato un momento di cambiamento è stato anche un momento faticoso/difficile perché non sapevo utilizzare le applicazioni per fare le lezioni da casa. E’ stato anche un momento abbastanza triste, soprattutto per il fatto di non poter vedere più i miei compagni di classe, amici e parenti, ma di poteri vedere solo da uno schermo.     Luca</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-11-24 21:21:42 UTC</pubDate>
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         <author>luisa_vercellini28</author>
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