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      <title>Padlet di gruppo: Ungaretti e la prima guerra mondiale  by Antonella Barile</title>
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      <description>Percorso interdisciplinare - classe terza</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2020-04-27 17:10:41 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2026-03-18 00:37:08 UTC</lastBuildDate>
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         <title>Salvatore Tupputi- Ernest Miller Hemingway</title>
         <author>barileantonella06</author>
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         <description><![CDATA[<div><br></div><div>Ernest Miller Hemingway born in Oak Park on July 21, 1899 was an American writer and journalist.  He was the author of novels and short stories.</div><div>Nicknamed Pope, he was part of the American expatriate community in Paris during the 1920s, known as "the lost Generation" and named by him in his memoir Mobile Party, inspired by a phrase by Gertrude Stein.  He led a turbulent social life, married four times and was given various sentimental relationships.  He achieved an uncommon popularity and fame already in life, which raised him to the myth of the new generations.  Hemingway received the Pulitzer Prize in 1953 for The Old Man and the Sea, and won the Nobel Prize for Literature in 1954.</div><div>Hemingway's literary style is characterized by the paratactic essentiality and dryness of language, it had a significant influence on the development of the novel in the twentieth century.  Its protagonists are typically men with a stoic nature, who are called to show "grace" in uncomfortable situations.  Many of his works are considered milestones in American literature</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-04 10:38:05 UTC</pubDate>
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         <title>Salvatore Tupputi- le armi nella prima guerra mondiale</title>
         <author>barileantonella06</author>
         <link>https://padlet.com/barileantonella06/rowie8o99ywxe9q1/wish/548861784</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Le nuove armi nella prima guerra mondiale videro la più rapida accelerazione del progresso tecnologico della storia; se si eccettua l'invenzione della bomba atomica durante il secondo conflitto mondiale, l'invenzione tecnologica si succedettero con ritmo molto più lento. Nel periodo 1939-1945 gli armamenti, le tattiche e l'organizzazione delle unità militari statunitensi, britanniche, tedesche e sovietiche non subirono sostanziali cambiamenti. All'inizio della guerra nessun esercito intuiva ancora che la mitragliatrice leggera sarebbe diventata la principale arma della fanteria e che i fragili aeroplani, utilizzati esclusivamente per l'osservazione aerea, sarebbero diventati mezzi veloci e fortemente armati in grado di fornire appoggio tattico alle forze di terra. Nel 1918 i soldati indossavano elmetti d'acciaio, erano dotati di maschere antigas, combattevano muniti di una vasta gamma di armi e potevano contare sul supporto di carri armati e di forze aeree, cose del tutto impensabili solo quattro anni prima. Ancora, i soldati anglo-francesi nel 1918 avrebbero compiuto le loro più sensazionali avanzate dietro a un'ondata di carri armati<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-04 10:39:47 UTC</pubDate>
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         <title>Teresa Doronzo- i 14 punti di Wilson </title>
         <author>barileantonella06</author>
         <link>https://padlet.com/barileantonella06/rowie8o99ywxe9q1/wish/548877521</link>
         <description><![CDATA[<div><br>L'8 gennaio del 1918 il presidente Wilson enumerò davanti al Congresso riunito in sessione congiunta i 14 punti ai quali si sarebbe ispirata la sua azione alla futura conferenza per la Pace.  <br><br>I 14 punti di Wilson</div><div>1 - Pubblici trattati di pace, stabiliti pubblicamente e dopo i quali non vi siano più intese internazionali particolari di alcun genere, ma solo una democrazia che proceda sempre francamente e in piena pubblicità.</div><div><br></div><div>2 - Assoluta libertà di navigazione per mare, fuori delle acque territoriali, così in pace come in guerra, eccetto i casi nei quali i mari saranno chiusi in tutto o in parte da un'azione internazionale, diretta ad imporre il rispetto delle convenzioni internazionali.</div><div><br></div><div>3 - Soppressione, per quanto è possibile, di tutte le barriere economiche ed eguaglianza di trattamento in materia commerciale per tutte le nazioni che consentano alla pace, e si associno per mantenerla.</div><div><br></div><div>4 - Scambio di efficaci garanzie che gli armamenti dei singoli stati saranno ridotti al minimo compatibile con la sicurezza interna.</div><div><br></div><div>5 - Regolamento liberamente dibattuto con spirito largo e assolutamente imparziale di tutte le rivendicazioni coloniali, fondato sulla stretta osservanza del principio che nel risolvere il problema della sovranità gli interessi delle popolazioni in causa abbiano lo stesso peso delle ragionevoli richieste dei governi, i cui titoli debbono essere stabiliti.</div><div><br></div><div>6 - Evacuazione di tutti i territori russi e regolamento di tutte le questioni che riguardano la Russia... Il trattamento accordato alla Russia dalle nazioni sorelle nel corso dei prossimi mesi sarà anche la pietra di paragone della buona volontà, della comprensione dei bisogni della Russia, astrazion fatta dai propri interessi, la prova della loro simpatia intelligente e generosa.</div><div><br></div><div>7 - Il Belgio – e tutto il mondo sarà di una sola opinione su questo punto – dovrà essere evacuato e restaurato, senza alcun tentativo per limitarne l'indipendenza di cui gode al pari delle altre nazioni libere.</div><div><br></div><div>8 - Il territorio della Francia dovrà essere completamente liberato e le parti invase restaurate. Il torto fatto alla Francia dalla Prussia nel 1871, a proposito dell'Alsazia–Lorena, torto che ha compromesso la pace del mondo per quasi 50 anni, deve essere riparato affinché la pace possa essere assicurata di nuovo nell'interesse di tutti.</div><div><br></div><div>9 - Una rettifica delle frontiere italiane dovrà essere fatta secondo le linee di demarcazione chiaramente riconoscibili tra le due nazionalità.</div><div><br></div><div>10 - Ai popoli dell'Austria–Ungheria, alla quale noi desideriamo di assicurare un posto tra le nazioni, deve essere accordata la più ampia possibilità per il loro sviluppo autonomo.</div><div><br></div><div>11 - La Romania, la Serbia ed il Montenegro dovranno essere evacuati, i territori occupati dovranno essere restaurati; alla Serbia sarà accordato un libero e sicuro accesso al mare, e le relazioni specifiche di alcuni stati balcani dovranno essere stabilite da un amichevole scambio di vedute, tenendo conto delle somiglianze e delle differenze di nazionalità che la storia ha creato, e dovranno essere fissate garanzie internazionali dell'indipendenza politica ed economica e dell'integrità territoriale di alcuni stati balcanici.</div><div><br></div><div>12 - Alle regioni turche dell'attuale impero ottomano dovrà essere assicurata una sovranità non contestata, ma alle altre nazionalità, che ora sono sotto il giogo turco, si dovranno garantire un'assoluta sicurezza d'esistenza e la piena possibilità di uno sviluppo autonomo e senza ostacoli. I Dardanelli dovranno rimanere aperti al libero passaggio delle navi mercantili di tutte le nazioni sotto la protezione di garanzie internazionali.</div><div><br></div><div>13 - Dovrà essere creato uno stato indipendente polacco, che si estenderà sui territori abitati da popolazioni indiscutibilmente polacche; gli dovrà essere assicurato un libero e indipendente accesso al mare, e la sua indipendenza politica ed economica, la sua integrità dovranno essere garantite da convenzioni internazionali.</div><div><br></div><div>14 - Dovrà essere creata un'associazione delle nazioni, in virtù di convenzioni formali, allo scopo di promuovere a tutti gli stati, grandi e piccoli indistintamente, mutue garanzie d'indipendenza e di integrità territoriale.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-04 10:47:12 UTC</pubDate>
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         <title>Teresa Doronzo- Ungaretti e il futurismo</title>
         <author>barileantonella06</author>
         <link>https://padlet.com/barileantonella06/rowie8o99ywxe9q1/wish/548884186</link>
         <description><![CDATA[<div><br></div><div> </div><div>Ungaretti aderì al Fascismo ed al Futurismo ed in questo presenta dei punti di contatto con un altro grande futurista, Apollinaire , conosciuto negli anni trascorsi a Parigi, nell' ambiente   legato alla rivista "Lacerba". Entrambi dimostrano , al contrario di ogni presupposto futurista, che non si può fare la poesia senza la tradizione. Le loro poesie  presentano il verso spezzato e una concentrazione massima sulla singola parola; come esempio, può essere letta in il pleut di Apollinaire e metterla a confronto, dal punto di vista metrico, sintattico e ritmico con una poesia di Ungaretti. Entrambi i componimenti costringono il lettore a fermarsi ad ogni parola, a spezzare la voce sul singolo verso. Infine,  può essere letto il "Manifesto del Futurismo " dove Marinetti proclama la libertà,  sostenendo che solo il poeta che usa le parole slegate l'una dall'altra può penetrare nell'essenza della materia.E,da queste parole di Marinetti, possono essere fatte delle riflessioni concernenti il modo di poetare di Ungaretti.<br><br>“L’allegria” di Ungaretti</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-04 10:50:42 UTC</pubDate>
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         <title>Damiano Vitobello- la prima guerra mondiale</title>
         <author>barileantonella06</author>
         <link>https://padlet.com/barileantonella06/rowie8o99ywxe9q1/wish/548886952</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Quando nel 1914 scoppiò la prima guerra mondiale, Ungaretti partecipò attivamente alla campagna interventista, arruolandosi in seguito nel 19º Reggimento di fanteria della Brigata "Brescia", quando, il 24 maggio del 1915, l'Italia entrò in guerra. A seguito delle battaglie sul Carso, cominciò a tenere un taccuino di poesie, che furono poi raccolte dall'amico Ettore Serra (un giovane ufficiale) e stampate, in 80 copie, presso una tipografia di Udine nel 1916, con il titolo Il porto sepolto. Collaborava a quel tempo anche al giornale di trincea Sempre Avanti. Trascorse un breve periodo a Napoli, nel 1916 (testimoniato da alcune sue poesie). Il 26 gennaio del 1917, a Santa Maria la Longa, in provincia di Udine, scrisse la nota poesia Mattina.<br>Nella primavera del 1918, il reggimento al quale apparteneva Ungaretti si recò a combattere in Francia, nella zona di Champagne, con il II Corpo d'armata italiano del generale Alberico Albricci. Del luglio 1918 è Soldati, composta nel bosco di Courton.<br>Al suo rientro a Parigi, il 9 novembre del 1918, nel suo attico parigino, trovò il corpo dell'amico Apollinaire, stroncato dalla febbre spagnola.<br>Dopo la guerra, Ungaretti restò nella capitale francese, dapprima come corrispondente del giornale Il Popolo d'Italia, diretto da Benito Mussolini, ed in seguito come impiegato all'ufficio stampa dell'ambasciata italiana. Nel 1919 venne stampata, a Parigi, la raccolta di versi in francese La guerre - Une poésie, che sarà poi inclusa nella sua seconda raccolta di versi Allegria di naufragi, pubblicata a Firenze nello stesso anno.<br>Nel 1920, il poeta conobbe e sposò Jeanne Dupoix, dalla quale avrà tre figli. Nel 1921, si trasferì con la famiglia a Marino, in provincia di Roma, e collaborò all'Ufficio stampa del Ministero degli Esteri. Gli anni venti segnarono un cambiamento nella vita privata e culturale del poeta. Aderì al fascismo, firmando il Manifesto degli intellettuali fascisti nel 1925.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-04 10:52:12 UTC</pubDate>
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         <title>Damiano Vitobello- la leggenda del Piave</title>
         <author>barileantonella06</author>
         <link>https://padlet.com/barileantonella06/rowie8o99ywxe9q1/wish/548889128</link>
         <description><![CDATA[<div><br>La canzone del Piave, conosciuta anche come La leggenda del Piave, è una delle più celebri canzoni patriottiche italiane. Il brano fu composto nel 1918 dal maestro Ermete Giovanni Gaeta.<br>Durante la seconda guerra mondiale, dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, il governo italiano l'adottò provvisoriamente come inno nazionale, poiché si pensò fosse giusto sostituire la Marcia Reale con un canto che ricordasse la vittoria dell'Italia nel primo conflitto mondiale. La monarchia italiana era infatti stata messa in discussione per aver consentito l'instaurarsi della dittatura fascista.<br>La canzone del Piave ebbe la funzione di inno nazionale italiano fino al 1944, quando fu reintrodotta la Marcia Reale dopo il ritorno di re e governo nella Capitale liberata. L'inno nazionale definitivo in sostituzione del provvisorio Canto degli Italiani avrebbe dovuto essere proprio La canzone del Piave, ma il Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi non avrebbe caldeggiato la candidatura della canzone perché offeso da Gaeta che si rifiutò di comporre l'inno ufficiale della Democrazia Cristiana. I fatti storici che ispirarono l'autore risalgono al giugno del 1918, quando l'Impero austro-ungarico decise di sferrare un grande attacco sul fronte del fiume Piave per piegare definitivamente l'esercito italiano, già reduce dalla sconfitta di Caporetto. L'esercito imperiale austriaco si avvicinò pertanto alle località venete delle Grave di Papadopoli e del Montello, ma fu costretto ad arretrare a causa della piena del fiume. Ebbe così inizio la resistenza delle Forze armate del Regno d'Italia, che costrinse gli austro-ungarici a ripiegare.<br>Il 4 luglio 1918, la 3ª Armata del Regio Esercito Italiano occupò le zone tra il Piave vecchio ed il Piave nuovo. Durante la battaglia morirono 84.600 militari italiani e 149.000 austro-ungarici. In occasione dell'offensiva finale italiana dopo la battaglia di Vittorio Veneto, nell'ottobre del 1918, il fronte del Piave fu nuovamente teatro di scontri; dopo una tenace resistenza iniziale, l'esercito austro-ungarico si disgregò rapidamente, consentendo alle truppe italiane di sfondare le linee nemiche.<br>Dunque la funzione che ebbe La leggenda del Piave nel primo dopoguerra fu quello di idealizzare la Grande Guerra; farne dimenticare le atrocità, le sofferenze e i lutti che l'avevano caratterizzata.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-04 10:53:23 UTC</pubDate>
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         <title>Barile Antonella :I fiumi - Ungaretti</title>
         <author>barileantonella06</author>
         <link>https://padlet.com/barileantonella06/rowie8o99ywxe9q1/wish/548929921</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Il primo tema è il recupero del passato attraverso la memoria e il secondo tema è il ristabilimento di un rapporto di armonia con il creato, che l’esperienza della guerra sembra aver infranto. Bagnandosi nelle acque dell’Isonzo, il poeta ha la sensazione di essere in piena sintonia con l’universo e con sé stesso. Ciò l'induce a ripensare a tutti i fiumi che ha conosciuto, simbolo delle diverse tappe della sua vita: il Serchio, legato alle vicende dei suoi avi, il Nilo, che lo ha visto crescere negli anni della fervida giovinezza egiziana, La Senna, che ha accompagnato la sua maturazione durante il periodo parigino» </div><div>Nella prima parte della poesia il poeta descrive sè stesso immerso nella sua condizione esterna, ambientale, presso una dolina. Quindi descrive il suo stato d’animo di reduce dalla guerra. Disteso nel letto del fiume Isonzo si sente come una reliquia, un frammento superstite – e pertanto maggiormente prezioso – di un resto mortale, si sente come uno dei sassi levigati su cui cammina con movenze d'acrobata, sotto il sole, il cui calore benefico riceve con la stessa familiarità di un beduino.</div><div>Ora affidato alle “mani” amorevoli dell’Isonzo il poeta si riconosce parte dell’universo, cosciente che il suo rammarico è frutto sempre di una disarmonia con il creato. Le acque del fiume lo lavano e lo purificano e gli danno una rara innocente felicità. Ungaretti rammenta i fiumi che hanno accompagnato la sua vita. Il Serchio, fiume della toscana, dove ha attinto l’acqua la sua stirpe. Il Nilo, che lo ha visto nascere e crescere adolescente. La Senna, il fiume di Parigi, dove il poeta ha conosciuto se stesso. Il ricordo di questi fiumi affolla la memoria nostalgica dell'uomo, ora che la sua vita è oscura e che sembra una collana di tenebre, perché «le tenebre della notte evocano l’immagine di una vita piena di incognite, racchiusa in un cerchio oscuro di timori e di presagi di morte»<br><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-04 11:14:38 UTC</pubDate>
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         <title>Barile Antonella- Appolinaire</title>
         <author>barileantonella06</author>
         <link>https://padlet.com/barileantonella06/rowie8o99ywxe9q1/wish/548940293</link>
         <description><![CDATA[<div>Le poète Guillaume Apollinaire de Kostrowitzky naît à Rome le 25 août 1880. Il est le fils d'une Polonaise et d'un père inconnu (un officier italien, selon l'hypothèse la plus probable). Son nom complet est : Guglielmo Alberto Wladimiro Alessandro Apollinare de Kostrowitzky. En 1901, il est engagé comme précepteur en Allemagne et tombe amoureux de la gouvernante Annie Playden, qui refuse ses avances. Ses premiers poèmes portent la trace de sa douleur d'homme éconduit. Il rentre à Paris en 1902 et publie dans "La Revue blanche" son premier conte, "L'Hérésiarque", en signant "Guillaume Apollinaire". Il fait paraître alors de nombreux contes et poèmes dans des revues et commence à se faire connaître.<br>Le poète pénètre dans les milieux artistiques et devient ami avec Pablo Picasso. Il suit de très près l'évolution du mouvement cubiste et publie en 1913 "Peintres cubistes". Cette même année est publié son premier recueil, "Alcools", sélection de poèmes rédigés depuis ses débuts. Il veut s'engager dans l'armée française dès 1914, mais ne possède pas la nationalité et doit être naturalisé. Il est tout de même affecté en décembre 1914 dans l'artillerie et continue d'écrire. Transféré dans l'infanterie en 1915, il est naturalisé en début d'année 1916. Il est blessé quelques jours plus tard par un éclat d'obus et est trépané à Paris. Après des mois de convalescence, il se remet à écrire et crée le terme de "surréalisme" dans une lettre au poète Paul Dermée. En 1917, Apollinaire sort une pièce de théâtre dédiée à ce nouveau mot : "Les mamelles de Tirésias".<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-04 11:20:10 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>barileantonella06</author>
         <link>https://padlet.com/barileantonella06/rowie8o99ywxe9q1/wish/548961273</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2020-05-04 11:30:42 UTC</pubDate>
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         <title>Soldati-Ungaretti</title>
         <author>barileantonella06</author>
         <link>https://padlet.com/barileantonella06/rowie8o99ywxe9q1/wish/548965675</link>
         <description><![CDATA[<div>Soldati di Ungaretti è stata scritta durante la guerra nel 1918. E' costruita su un paragone tra le foglie e i soldati, che sugli alberi, intesi come trincee, combattono.<br><br></div><div>Come si sa l'Autunno è per le foglie il momento di cadere e come esse anche i poveri soldati lo fanno.</div><div>Con la poesia Soldati, Ungaretti vuole mettere in evidenza le sue sensazioni che sicuramente condivide con i suoi compagni. Esse sono: angoscia, precarietà, che accompagna i soldati al fronte nemico. Viene descritta attraverso la metafora della caduta delle foglie in autunno la precarietà della vita umana, prendendo come esempio nel testo lirico alla condizione dei soldati che vivono la difficile vita di trincea nel corso della Prima Guerra mondiale.</div><div>Il topos letterario che tende a paragonare la vita umana alla vita delle foglie è di origini antichissime ed era già all'interno dell'antico poema letterario greco dell'Iliade omerica. Anche Mimnermo lo utilizzò tantissimo nelle sue opere letterarie antiche, definendo la caducità della vita umana, purtroppo molto breve. </div><div>Anche in questo componimento lirico Giuseppe Ungaretti non fa ricorso alla punteggiatura, descrivendo dunque un flusso di tempo continuo che sembra quasi comunicare come nel corso della Grande Guerra il tempo si sia fermato.</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-04 11:32:55 UTC</pubDate>
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